Scienza e Democrazia
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Perché la propaganda astensionistica (PA) rafforza i partiti governativi.

Secondo la PA pura (cioè senza l'accompagnamento di altre misure come quelle indicate qui e qui), la sola cosa che conterebbe per i partiti governativi sarebbe l'affluenza, e non i risultati elettorali.

È una nozione veramente irragionevole. Assume che chi detta le regole del gioco sia indifferente a chi vincerà. L'intero saggio "Elezioni. Guida per i perplessi" è mirato a dimostrare il contrario.

Purtroppo i suoi contenuti non si sono diffusi in misura tale da poter contrastare l'enorme volume della PA su un elettorato particolarmente vulnerabile da ragionamenti analogici superficiali.

Qui vogliamo dare una dimostrazione elementarissima della seguente proposizione quantitativa, presentata in forma diversa nel saggio:

In un sistema elettorale proporzionale, la PA aumenta i seggi guadagnati dai partiti governativi.

Cominciamo con qualche spiegazione.

L'efficacia della PA su una classe di elettori C si può misurare come rapporto tra quelli che intendevano votare C prima della PA (diciamo c questo numero) e i votanti di C dopo PA (diciamo c').

Chiaramente la PA è stata tanto più efficace su C quanto maggiore è il rapporto c/c' - perché il denominatore è tanto minore quanti più si sono convertiti all'astensione in seguito alla PA.

Le ipotesi da cui partiamo sono:

1) le scelte dei partiti da votare sono grosso modo divise tra un insieme di partiti A, governativi (inclusi i falsi partiti di opposizione), e un insieme di partiti B, di alternativa;

2) l'efficacia della PA su B è maggiore che su A.

La 1) è un'ipotesi semplificativa applicabile, ad esempio, alla situazione delle ultime elezioni europee in Italia.

La 2) è molto plausibile: chi intende votare per A è contento dell'assetto di potere attuale, ed è quindi difficile convincerlo a prenderne le distanze rompendo con esso fino al punto di non votare affatto.

Più semplice è invece ottenere questo risultato con chi è in cerca di alternative, e sarebbe propenso a votare B.

Dal suo punto di vista, infatti, anche il non voto è una scelta alternativa.

Dimostrazione della proposizione.
Per la 2), ricordando la definizione di efficacia, abbiamo

b/b' > a/a',

da cui segue immediatamente:

a'/b' > a/b.

Poiché - per definizione di sistema elettorale proporzionale - ad A vanno più seggi che a B quanto maggiore è il rapporto dei rispettivi votanti, si ha che dopo essere stato esposto a PA l'elettorato voterà A e B dando ad A più seggi che a B di quanto sarebbe avvenuto senza PA.
Fine della dimostrazione.

Per dati che suggeriscono fortemente che questo è ciò che è successo alle elezioni europee in Italia come effetto della PA, si veda questo articolo.

Come sottolinea l'autore, il fatto che, dopo PA, A possa perdere più voti di B non significa niente preso da solo: sono i rapporti a/a' e b/b' che contano.

Conclusione: la PA pura (come quella che c'è stata in Italia durante la campagna delle ultime elezioni europee) va classificata come manovra di sostegno al sistema di potere.

Questa è un affermazione di carattere oggettivo, e non si applica direttamente alle intenzioni di chi fa PA - magari frastornato dall'apparenza di ribellione insita nell'idea del non voto, e quindi reso incapace di mettere a fuoco i semplici nessi logici qui illustrati.

Ma c'è sicuramente anche chi, mascherato da dissidente, ha fatto PA essendo perfettamente consapevole di quanto qui spiegato.
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Scienza e Democrazia
L'elettorato "dissidente" italiano su quale treno stava? https://t.me/infodefITALY/16896
Qual è invece il «mandato» che il popolo italiano ha dato al proprio governo attraverso i risultati delle elezioni europee?
https://t.me/robinmg/36723

Per caso quello contenuto in questa notizia dell'ANSA, che riporta quanto affermato da un alto funzionario della NATO dopo le suddette elezioni?
Scienza e Democrazia
Per non dimenticare il livello della campagna astensionista. Se volevano realmente coinvolgere i cittadini in un'opposizione all'UE non era sui tasti dell'ignoranza normativa e del "pensare agli affari propri" che si doveva premere, Chi vuole protestare…
I servizi segreti dietro la falsa normativa europea fatta circolare?

Il giornalista Franco Fracassi risponde in maniera accurata e razionale alla questione della presunta "vittoria" dell'astensionismo.

E aggiunge un'ipotesi sulla normativa inventata circa gli effetti del "meno del 50%° o ° bassissima° affluenza alle urne, che provenendo da una persona come lui, di sicura competenza su queste tematiche, va presa molto seriamente.

Secondo lui, all'origine non era una fandonia o un equivoco nato nella comunità del non voto:

«Io posso immaginare chi l'ha messa in giro, perché leggendo quella cosa lì - la prima cosa che ho pensato: i nostri servizi segreti.

Perché è la classica informazione per depistare persone che - non c'è nulla di male - non conoscono i trattati europei, non conoscono alcune leggi, e quindi credono a cose di questo genere che sono abbastanza incattivite e fomentate.

[...] c'è stata anche una volontà - e questo messaggio che circolava è chiaramente... questo messaggio che circolava non può essere un messaggio fatto da qualcuno per il partito del non voto, perché almeno dovrebbe essere informato, è proprio il classico messaggio da depistaggio, proprio il classico - c'è stata anche la volontà, evidentemente, da parte del sistema di non portare le persone a votare

Anzi, per la precisione: non "tutte" le persone. Ma solo quelle anti-UE.

Magari l'astensionista medio la matematica della scuola media l'ha dimenticata. Ma i servizi segreti no.
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Borgo Egnazia, Brindisi. Il G7 all'italiana.

Seguendo le attività del G7 in Puglia, e in particolare il comportamento pubblico della nostra presidente del consiglio (PdC), Giorgia Meloni, si ha l'impressione più di una riunione di famiglia che di un incontro tra capi di stato che stanno prendendo decisioni gravissime per il futuro delle relazioni internazionali.

Per esempio, troviamo che tra gli ospiti c'è un personaggio strano in tuta mimetica, che ci sembrerebbe più al suo posto sul fronte di guerra a cui sta mandando centinaia di migliaia di compatrioti, che in una località amena a degustare i manicaretti di un famoso chef.

Peggio ancora, non è nemmeno più un capo di stato, in quanto l'ex attore Zelensky è anche, da due mesi, un ex presidente - e dei due "ex" è il primo che è il più incerto.

Bene, già il primo giorno, ci comunica la signora Meloni, è stato deciso quanto segue (in realtà una conferma di quanto già stipulato un mese prima a livello di UE):

«Vi confermo che abbiamo raggiunto l'accordo politico per fornire un sostegno finanziario aggiuntivo all'Ucraina di circa 50 miliardi di dollari entro fine anno [...]»

50 miliardi di dollari a Zelensky entro 6 mesi! E da dove li prendono? Ecco spiegato: «grazie a un meccanismo di prestiti».

Ma i prestiti vanno restituiti. Come faranno?

«per la [loro] restituzione potranno essere utilizzati gli extra profitti derivanti dai beni russi mobilizzati nelle nostre giurisdizioni.

Non parliamo chiaramente di una confisca di questi beni ma degli interessi che maturano nel corso del tempo».

Chiaramente! Cioè i beni che cittadini russi possiedono nei paesi UE non sono "confiscati" (non che non gliel'avessero minacciato), ma "congelati": e tuttavia, sebbene il "congelamento" di beni sia esso stesso molto costoso, sono ancora abbastanza "caldi" per fruttare profitti. I quali vengono sottratti ai legittimi proprietari.

Su quali basi giuridiche
?

Ora, se per trattare Zelensky ancora come presidente basta dire che è sotto «prorogatio» (?), ci sarà sicuramente qualche parola anche per legittimare il furto di cui sopra.

Così come per sfidare le leggi della geriatria e affidare importanti decisioni ai dialoghi tra papa Bergoglio e Joe Biden.

Eppure, benché gli italiani abbiano rinnovato la fiducia alla Meloni con le peggiori elezioni europee di sempre (peggiori come esito e come livelli di manipolazione dell'elettorato), saremmo più tranquilli se a rappresentare gli interessi italiani ci fosse una persona che sembrasse consapevole che il suo ruolo lì non è quello di hostess.

Alcuni ritengono sufficiente la fermezza con cui ha respinto il surreale tentativo di Macron di inserire un riferimento al "diritto di aborto" negli accordi del G7...

La Meloni difende la vita!

Che volete che siano i finanziamenti militari (45 miliardi di dollari) a un paese belligerante, che prolungheranno le sofferenze, i lutti, le distruzioni di una popolazione allo stremo? Soprattutto dopo che un altro "grande statista", Jens Stoltenberg, ha precisato che l'Ucraina entrerà nella NATO solo se vincerà la guerra?

Una parte dei dubbi sul bassissimo profilo politico dell'Italia al G7 "italiano" (nonostante i tentativi di far sembrare il contrario da parte di una stampa senza rispetto per la verità) viene dissipata leggendo la biografia pubblica della nostra PdC, in cui così si descrive il suo massimo titolo di studio:

«Dal 1990 al 1996 studia presso l'istituto professionale "Amerigo Vespucci" di Roma, conseguendo il diploma di maturità linguistica con votazione 60/60.»

L'Istituto Professionale "Amerigo Vespucci" è, in forma completa: «Istituto Professionale Statale per i Servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera “Amerigo Vespucci”».

Adesso almeno un punto è chiaro. Chi meglio poteva fare da "padrona di casa" al G7?
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Scienza e Democrazia
Come fa la processione dei 7 prestanomi internazionali a non dire una sola parola sul genocidio in corso nella striscia di Gaza?
E come si è riusciti a far sì che decine di milioni di italiani fossero insensibili ai crimini che si commettono anche con il contributo del loro Paese, in Ucraina e in Palestina?

E che votassero - a differenza di quanto avvenuto in altri Paesi dell'UE - senza considerare la Pace come un discrimine fondamentale nella scelta del partito da votare e, ancor prima, della decisione se votare o no?
Scienza e Democrazia
Perché siamo arrivati a questo punto La ricostruzione di Jeffrey Sachs, fondata su informazioni di prima mano, mostra oltre ogni ragionevole dubbio l'intenzione imperialistica del governo USA nel provocare in ogni modo possibile la Russia. La banda dietro…
Paura della Russia?

Come è possibile, soprattutto in Italia, descrivere la Russia come un paese aggressivo da cui dovremmo difenderci anche convertendo all'industria militare la nostra economia, indebitandoci per mantenere sul nostro territorio truppe e testate nucleari straniere (leggi: NATO), e preparandoci a militarizzare l'intera società italiana?

La risposta più sintetica è: perché gli italiani non conoscono la Storia.

In questo spezzone il famoso storico ed eroico divulgatore Alessandro Barbero ricorda alcuni punti essenziali dei rapporti tra "Occidente" e Russia.
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Borgo Egnazia, Brindisi. Il G7 all'italiana. Seguendo le attività del G7 in Puglia, e in particolare il comportamento pubblico della nostra presidente del consiglio (PdC), Giorgia Meloni, si ha l'impressione più di una riunione di famiglia che di un incontro…
Ballando su un vulcano alimentato da combustibile umano.

Alcuni potrebbero pensare che rinfacciare a qualcuno i bassissimi titoli di studio sa di snobismo culturale.

Ora, è chiaro che a chi dimostra la capacità di districarsi in problemi complessi di un certo settore non ha senso chiedergli se sia laureato o addottorato in quel settore.

Ma è anche chiaro che, soprattutto in contesti interdisciplinari come sono quelli di un incontro tra i paesi più industrializzati, dove si tratta anche di argomenti come il futuro dell'intelligenza artificiale, e dei conflitti innescati dalla irresponsabile politica predatoria della dirigenza USA, una solida e vasta base culturale è essenziale.

Invece, un presidente del consiglio che si è formato in un istituto professionale per i Servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera potrà sicuramente avere molte delle doti necessarie per organizzare e rendere gradevole il soggiorno ai suoi ospiti in una struttura prestigiosa.

Ma proprio la sua forma mentale le renderà accettabile, dopo aver trattato di drammi internazionali come quello ucraino e quello palestinese, nei quali il suo paese (cioè l'Italia) è sempre più coinvolto, di sintetizzare l'evento (il G7) con un video sulla propria pagina Facebook, in cui parla come avrebbe parlato un assessore regionale a un'assemblea di operatori turistici:

«L'Italia ha dimostrato ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno, la sua capacità di essere all'altezza di organizzare eventi di questa straordinaria rilevanza. Dev'essere motivo d'orgoglio per tutto il popolo italiano. Noi spesso, diciamo così, ci dimentichiamo di ciò di cui siamo capaci, ma oggi è giusto sottolinearlo perché credo che oggi sia sotto gli occhi di tutti.

«Fiera del lavoro che abbiamo fatto, sono molto fiera del successo di questo vertice, l'Italia in questi giorni è chiaramente stata al centro del mondo, gli occhi del mondo sono stati puntati su di noi,
era una grande responsabilità ma sono davvero orgogliosa di come la nostra nazione sia riuscita ancora una volta a stupire e a tracciare la rotta

Motivo d'orgoglio? Stupire?

E, per buona misura, come se si trattasse di un video promozionale di "vacanze in Puglia", non ritiene inappropriato chiuderlo con scene di un ballo tradizionale pugliese in cui la si vede personalmente impegnata.

Il punto è che nel documento finale del G7 si legge:

«1) Fermo appoggio all'Ucraina
Noi riaffermiamo il nostro incrollabile appoggio all'Ucraina per tutto il tempo necessario. Insieme con partner internazionali, siamo determinati a fornire appoggio militare, finanziario, umanitario e di ricostruzione all'Ucraina e al suo popolo. [...]

2) Conflitto a Gaza
Noi ripetiamo la nostra più forte condanna dei brutali attacchi terroristici condotti da Hamas e da altri gruppi terroristici contro Israele il 7 ottobre 2023. Esprimiamo la nostra piena solidarietà e appoggio a Israele e al suo popolo e riaffermiamo il nostro incrollabile impegno per la sua sicurezza. [...]»

Insomma, si intende prolungare «per tutto il tempo necessario» le stragi in Palestina, Ucraina, Russia.

Si invoca il "cessate il fuoco" a Gaza anche se sarebbe bastato al governo USA non porre il veto alle risoluzioni dell'ONU su Israele (anche solo questa) per terminare immediatamente il genocidio a Gaza. Genocidio di cui il governo Meloni è stato complice fin dall'inizio, non interrompendo la fornitura di armi a Israele, anzi aumentandola.

Insomma, una persona con un minimo di statura culturale ed etica non solo non troverebbe lo spirito giusto per ballare dopo aver sottoscritto questi punti, ma si sarebbe chiesta:

- Come mai a questo tavolo fanno sedere proprio me? Quando il mio successo elettorale alle Elezioni Europee è in parte considerevole un artefatto della promozione ingannevole dell'astensionismo? E perché ho invitato papa Francesco ad assisterci nelle nostre decisioni, invece di Francesca Albanese o Alessandro Orsini?

Se questi pensieri l'avessero sfiorata, forse avrebbe trovato la forza per fare la sola cosa decente.

Stupirci: dimettendosi.
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Supplemento. Il ballottaggio.

In alcuni comuni italiani, tra cui Bari, Lecce, Potenza, Perugia e Firenze, ci sarà tra qualche giorno (domenica 23- lunedì 24 giugno 2024) il ballottaggio tra due candidati a sindaco, quelli risultati primi al primo turno, nessuno dei quali abbia però raggiunto la maggioranza assoluta (il 50% + 1 dei voti efficaci).

È bene andare alle urne anche se dei due candidati rimasti nessuno ci ha convinto (tant'è vero che avevamo votato qualcun altro)?

Ispiriamoci a un caso reale. Ci sono due candidati, A e B, A orbitante nel bacino di voti PD-M5S (e altri) e B in quello di FI-FdI-Lega (e altri).

Già questa indicazione dei partiti di riferimento getta un'ombra su entrambi i candidati. La stampa li definisce i candidati di "sinistra" e "destra", ma lo fa per dare una tonalità agonistica a un contrasto tra simili.

Simili non vuol dire però identici. Si può applicare il principio del meno peggio?

Sì, se si individua una materia significativa in cui un candidato è nettamente diverso dall'altro - e superiore alla sufficienza. (Per intenderci: se su una scala da 1 a 10 A merita 2 e B merita 4, la materia individuata non è adeguata per una scelta).

Una materia oggettivamente importante, perché riflette l'atteggiamento generale verso una molteplicità di questioni attinenti al rapporto autorità-cittadini, è il giudizio sul periodo "covid-19".

B ha fatto parte della precedente amministrazione comunale, fedele esecutrice di tutte le direttive del governo, e non ha mai preso una posizione nemmeno velatamente critica su quanto stava succedendo.

Ma A, se possibile, ha fatto di peggio: ha, proprio quest'anno e senza la scusante della cappa di paura del triennio "pandemico", presentato il libro del pessimo ex ministro della Salute, mentre una piccola folla vociava al di fuori.

Questo vuol dire (assumendo la buona fede) che, dopo 4 anni, neanche A ha capito niente di ciò che è stato il "covid-19".

E il criterio "pace"? Hanno A o B preso pubblicamente posizione contro l'invio di armi al governo di Kiev e a quello di Tel Aviv? Per un sindaco una tale presa di posizione ha un significato simbolico, ma può anche concretizzarsi in iniziative di boicottaggio dell'attraversamento di convogli militari e di supporto alla popolazione martoriata di Gaza.

Qualcuno dirà: e questo cosa c'entra con i bisogni della popolazione cittadina?

C'entra moltissimo, perché la complicità italiana nei crimini di guerra di Israele sta causando malessere in tutta la popolazione psicologicamente normale e consapevole. E per essere consapevoli non occorre seguire giorno dopo giorno lo stillicidio di notizie sulle vittime. Basta questo video.

Ne caso reale considerato c'è anche la questione del biolaboratorio di livello di sicurezza 3. A quanto si capisce, pur di ricevere i finanziamenti del PNRR, sia A che B non si metterebbero contro "la scienza"...

In breve, né A né B risultano aver pronunciato un solo parere razionale e umano, e che rappresenti un impegno politico, sul covid-19 e su ciò che sta succedendo da oltre 8 mesi sulla striscia di Gaza. Né i giornalisti, intervistandoli, fanno domande al riguardo.
[continua]
[segue]
Qualche cittadino potrà individuare qualche altro criterio importante che differenzi significativamente A da B.

O anche far uso di un criterio generale di carattere formale come: è bene cambiare l'amministrazione comunale a meno che non sia stata eccellente, perché così, almeno, si verrà a sapere qualcosa di più sui suoi lati deboli e la nuova amministrazione si farà un punto d'onore nel superare l'altra in quei lati.

Ma supponiamo di non riuscire a trovare niente che ci soddisfi e che rompa l'equilibrio, in negativo, tra A e B. Sarebbe una buona ragione per non andare alle urne?

La risposta, ancora una volta, è no. In un tal caso, infatti, la scelta di gran lunga migliore è andare alle urne e annullare la scheda, per esempio scrivendoci su: "Non approvo nessuno dei due candidati".

Perché solo così si impedisce di interpretare il nostro giudizio negativo su A e B come indifferenza o impossibilità, per qualsiasi ragione, di recarsi alle urne.

Bisogna ricordare, contro quanto detto da innumerevoli confusionari e in diversi casi falsari: chi vota legittima solo il diritto di voto, non la maggioranza che esce dalle elezioni - a meno che, ovviamente, non abbia votato per essa.

È importante tenerlo a mente in un momento in cui il governo Meloni sta festeggiando (letteralmente) l'esito delle Elezioni Europee (determinato in larga misura dall'astensionismo) proponendo una riforma costituzionale che causerebbe un ulteriore depotenziamento del voto.
Combattere la disinformazione - una proposta

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è celebre per la sua instancabile lotta contro la disinformazione. Adesso dirige la sua attenzione verso quella «russa».

Ci sentiamo di fargli, rispettosamente, una modesta proposta, per permettergli di coronare in maniera prestigiosa tale annosa lotta.

I cittadini stranieri a cui è stata conferita, per meriti speciali, la cittadinanza italiana onoraria a partire dal 3 febbraio 2015, quando Mattarella diventò per la prima volta Presidente, sono:

- una canoista tedesca (2015),
- una pakistana che si è opposta al matrimonio combinato (2015),
- un siriano che sostenne i lavoratori italiani in Kuwait durante l'invasione irachena (2016);
- un libanese con un lavoro a contratto presso l'ambasciata italiana (2016);
- la vedova di un senegalese ucciso da uno squilibrato a Firenze nel 2011 (2017);
- un canoista moldavo (2019);
- due ragazzi (marocchino e egiziano) di una scuola media di Crema (2019);
- un cubano che pratica lotta libera (2019);
- il direttore della National Gallery di Londra (2020);
- la vedova, marocchina, dell'ambasciatore Luca Attanasio (2021).

Tutti conferimenti intrinsecamente importanti e con motivazioni forti. E soprattutto bisogna guardarsi dallo sminuire, spocchiosamente, quelli concessi ad atleti.

Ma uno è assente e, anche se non è un atleta, è una persona che a un combattente per la libera informazione come Mattarella non deve sfuggire.

Ha reso eminenti servizi all'Italia
, rivelando, in particolare, le pressioni e le operazioni di spionaggio degli USA sui governi italiani (qui e qui).

Particolarmente attuale è il cablogramma «confidential» sulle prese di posizioni lungimiranti (ahimè!) di Silvio Berlusconi (insieme a tante prove di servilismo "atlantico", beninteso) sulla questione ucraina nel 2008 - sedici anni fa.

La persona così benemerita per lo Stato Italiano si trova da 5 anni in un carcere di massima sicurezza inglese. Senza essere stato condannato per nessun reato.

Si chiama Julian Assange. È grazie a lui se molta disinformazione su tante importanti questioni che riguardano l'Italia e i suoi governi è stata dissipata.

Poiché abbiamo esaurito, presumibilmente, i campioni di canoa e di lotta libera idonei al conferimento, la proposta che formuliamo è: concedere la cittadinanza italiana ad Assange.

Un Presidente della Repubblica così sensibile alla problematica della disinformazione ci sarà grato se gli suggeriamo un candidato la cui cittadinanza onoraria farebbe onore, in primo luogo, all'Italia.

Dopodiché, si troverà certamente qualche partito che, insoddisfatto di doversi limitare a personaggi di dubbia caratura, candiderà Assange nelle proprie liste.

E chissà, forse per una volta l'Italia avrà veramente gli occhi di tutto il mondo puntati su di lei - e non come colonia statunitense a vocazione turistica.
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