Scienza e Democrazia
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Scienza e Democrazia
Finalmente Trump ha deciso di aprire gli archivi!... No, purtroppo non quelli di Epstein. Sono così noiosi (cit.). Invece dato il «tremendo interesse» popolare per ciò che le varie agenzie governative potrebbero sapere degli extraterrestri, Donald, che è…
Quindi, immagino, Trump ordinerà un'indagine per punire severamente i responsabili...

...che altrimenti si sarebbero presi gioco impunemente di lui - cancellando 3,8 milioni di documenti informatici.

O è lui che si era preso gioco del popolo statunitense?
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Scienza e Democrazia
Oltre le dimissioni... È la volta di Peter Mandelson. Il mondo intero aspetta con ansia che lo stesso accada dall'altro lato dell'oceano. Il prima possibile.
Per fortuna anche negli USA c'è chi lo sta dicendo chiaramente.

Il repubblicano Tnomas Massie al Department of Justice degli Stati Uniti:

«Più di due dozzine di persone hanno dato le dimissioni - amministratori delegati, membri di governo in tutto il mondo - ma non ho visto alcun arresto o indagine qui negli Stati Uniti da parte da questo Department of Justice.

Il principe Andrea, duca di York, che era stato privato dei suoi titoli regali a causa della sua affiliazione con Jeffrey Epstein, è stato arrestato.

Peter Mandelson, che era stato ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti, è caduto in disgrazia, ha dato le dimissioni... ed è stato arrestato.

L'ex primo ministro della Norvegia, Thorbjørn Jagland, è in stato di accusa.

Ma non vediamo nessuna imputazione, arresti o indagini negli Stati Uniti.
»


Gli Stati Uniti sono l'ombra di una democrazia.

Adesso rischiano di non essere più nemmeno l'ombra di uno stato di diritto.
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Le "rivelazioni" di Di Pietro.

L'ex giudice Antonio Di Pietro si è messo a sostenere il SÌ al prossimo referendum, e da allora - come si poteva prevedere (e lui avrà sicuramente previsto) - è onnipresente su giornali e televisioni.

Per un profilo più completo della sua posizione sul referendum, come dell'intera questione referendaria, si può rimandare tranquillamente alla puntata di Report RAI 3 dell'8 febbraio scorso.

Un successivo suo intervento in televisione non depone bene circa la limpidezza dei suoi intenti. Ecco il passo cruciale:

«"Quella Inchiesta [l'inchiesta Mafia-Appalti] e l’inchiesta Mani Pulite sono state fermate entrambe da magistrati: a Palermo ammazzando chi se ne doveva occupare, a Milano delegittimando chi se ne doveva occupare”, ha detto senza esitazioni.

E, poi, ha aggiunto: “Quindi questa idea che la politica ferma la giustizia e ha fermato Mani Pulite, a mio avviso, per come l’ho vissuta io, non è vera”, sentenzia ribadendo che a fermarli sono stati i magistrati .»


Ora, che il boicottaggio di un'inchiesta giudiziaria avvenga, normalmente, attraverso pedine negli uffici giudiziari, e non attraverso l'invio di un emissario del governo che "avverta" il magistrato impegnato nell'inchiesta che "è meglio che lasci perdere" - ciò è così banale che si resta perplessi a leggere, nel seguito dell'articolo, «"Questo è delicato, questo è importante. Lo so che è una cosa grande, quella che sto dicendo"».

Ma poi, ammettiamo che sia vero che «la politica» (espressione reticente: vuole esonerare il governo allora in carica o anche altre forze politiche, anche regionali?) non abbia fermato, né direttamente né indirettamente, le inchieste Mafia-Appalti e Mani Pulite.

Ciò significherebbe che, nell'assetto attuale, la magistratura gode di una notevole indipendenza, anche se, come ogni gruppo professionale, può abusarne.

Che a volte ne abusi giustifica metterla sotto maggiore tutela della «politica», come la "riforma" appoggiata da Di Pietro senza dubbio farebbe?

Non si faciliterebbe, piuttosto, la manipolazione politica dell'azione giudiziaria che, negli anni delle due drammaticamente politiche inchieste citate, era - secondo Di Pietro - impervia ai condizionamenti politici?...
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Il festival della responsabilità civile...

...ovvero, come si diventa conduttore di Sanremo.
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Un caso come tanti.

E come tanti, scontratosi con la resistenza di quello stesso apparato medico, che tanto aveva spinto perché tutti assumessero gli pseudo-vaccini anti-covid-19, a riconoscere il nesso tra inoculazione a malattia.

Un caso come tanti, ma tra i pochi ad emergere.

Significativo è infatti il lungo itinerario di visite ed esami medici, quasi interamente a spese proprie, e che conferma che solo una piccola parte delle famiglie colpite da casi di questo tipo saranno riuscite a sostenere gli oneri economici e logistici dell'accertamento del danno vaccinale, e avviarsi a ottenere - chissà se e quando - un indennizzo:

«L’impatto economico di questo percorso è stato interamente a tuo carico. Puoi quantificare e descrivere cosa comporta, in Italia, ammalarsi senza essere riconosciuti dal sistema sanitario?

Ammalarsi in Italia senza ottenere un riconoscimento ufficiale della propria condizione è, a tutti gli effetti, un incubo. Da quando è iniziata questa mia odissea, ho speso diverse migliaia di euro tra visite specialistiche, terapie, integratori, analisi ed esami di ogni tipo. Nonostante tutti i sacrifici economici, di tempo e di impegno personale nella ricerca di risposte, a livello di salute non ho risolto quasi nulla. Sono però riuscito almeno ad arrivare a una diagnosi di neuropatia delle piccole fibre anche se le terapie purtroppo sono molto limitate.

Oggi il mio obiettivo è aiutare altre persone a non vivere ciò che ho vissuto io o, almeno, a supportarle nel percorso verso una diagnosi corretta e tempestiva.»
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Un caso come tanti. E come tanti, scontratosi con la resistenza di quello stesso apparato medico, che tanto aveva spinto perché tutti assumessero gli pseudo-vaccini anti-covid-19, a riconoscere il nesso tra inoculazione a malattia. Un caso come tanti, ma…
A volte l'indennizzo arriva...

...ma il primo tentativo del Ministero della Salute è sempre di negare il «nesso di causalità» tra inoculazione e malattia - in questo caso neurologica: «amiotrofia nevralgica o sindrome di Parsonage-Turner, con una quasi paralisi dell’arto».

Né c'è da stupirsene: essendosi accollato le spese dei danni provocati dalle vaccinazioni vere e spurie, lo Stato è diventato l'avvocato di ufficio dei produttori di tali medicinali.

Il 55enne di Agrigento in questione era stato "vaccinato" nel 2021 con il preparato anti-covid-19 della Pfizer-BionTech (nome commerciale: Comirnaty) - il medicinale con il primato mondiale delle vendite in quello stesso anno: 40,8 miliardi di dollari!

Ma, come è stato tante volte detto, le transnazionali farmaceutiche si dedicano allo sviluppo di vaccini solo per filantropia. Di fronte a tanta buona volontà, bisognava avere un cuore di pietra per costringerle a pagare i danni causati da questi loro prodotti...

In ogni caso, dopo 5 anni, il Tribunale del lavoro ha condannato il Ministero - cioè lo Stato italiano, cioè noi - a pagare al cittadino di Agrigento un assegno bimestrale a vita.
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Per fortuna anche negli USA c'è chi lo sta dicendo chiaramente. Il repubblicano Tnomas Massie al Department of Justice degli Stati Uniti: «Più di due dozzine di persone hanno dato le dimissioni - amministratori delegati, membri di governo in tutto il mondo…
È così raro che Hillary Clinton dica qualcosa di perfettamente condivisibile...

...che, in omaggio a un principio qui già enunciato, bisogna citare l'esempio in cui ci siamo imbattuti.

È una frase che ha detto alla Commissione Epstein:

«"Se questa commissione è seriamente intenzionata a scoprire la verità sui crimini di tratta di esseri umani di Epstein, non si affiderà a orde di giornalisti per ottenere risposte dal nostro attuale presidente sul suo coinvolgimento; gli chiederà direttamente, sotto giuramento, perché compare decine di migliaia di volte nel caso Epstein".»

Cioè a Trump non si dovrebbe permettere di commentare sul caso Epstein se e come gli gira per la testa: lo si dovrebbe interrogare sotto giuramento. Ci si arriverà mai?

Qualcuno obietterà: "Ma allora il governo Meloni, che nella commissione covid-19 ha inserito uno dei principali responsabili tra i commissari e non tra gli auditi?...".

Sì, ottima osservazione.

Ma torniamo a HC. Allora bisognerà prendere come oro colato ogni sua dichiarazione sul caso Epstein?

Niente affatto, e un esempio è probabilmente quella che è la sua bugia più grande: «Non ho mai incontrato Jeffrey»: anche se Ghislaine Maxwell era tra gli invitati, o accompagnava un invitato, alle nozze della figlia Chelsea Clinton nel 2010. Se si considera che il marito di Chelsea è «il banchiere Marc Mezvinsky di origine ebraica, figlio di un membro del congresso condannato a 5 anni di prigione per truffa», si intuisce che la compagna di Jeffrey Epstein doveva trovarsi nel suo elemento.

Ma questo è solo un indizio e, dopotutto, non è così importante sapere se HC avesse incontrato di persona Epstein: di sicuro ne sapeva abbastanza sul suo lato oscuro.

Innanzitutto, HC doveva sapere che il marito aveva più volte volato su un aereo dal nome di "Lolita Express" - quello appunto di Epstein. Non bisogna essere persone molto colte o molto maliziose per indovinare quale potesse essere la ragione di quel nome.

Ma nella documentazione Epstein c'è un messaggio in cui si chiede a Epstein di combinare un incontro con HC, e lui risponde: «Quando?». Evidentemente la familiarità di Epstein con HC era non solo un fatto, ma un fatto noto tra i conoscenti di Epstein.

A questo punto dovrebbe essere chiaro che Donald Trump è a un passo dalla messa in stato d'accusa, ma evidentemente anche nel Partito Democratico si è aperta una crisi gravissima di credibilità.

P.S. Per capire chi sia HC basta ricordare questo fatto.
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Dati i legami di Epstein con Israele, ciò che possiamo leggere rende del tutto probabile che, se volesse, Netanyahu potrebbe distruggere Trump come politico e come uomo pubblico in qualsiasi momento.

È per evitare questo che Trump sta minacciando di invadere l'Iran?
Purtroppo, Epstein, che sia morto o (più probabilmente) vivo...

...è più attivo che mai.

«Difendiamo americani», dice Trump.

È vero, checché ne dicano i servizi segreti USA: sta difendendo sé stesso e la sua banda criminale.

E mentre:

- si interrompono brutalmente i colloqui «di copertura» sul nucleare tra USA e Iran, quando si era a una svolta,

- Israele, fedele alla sua strategia degli "attacchi mirati", fa una strage di bambine in una scuola elementare femminile di Minab (al momento si contano oltre 60 morti),

- la Russia condanna l'«aggressione militare» di USA e Israele,

- l'Iran risponde colpendo basi USA in Bahrain e in Kuwait, e Haifa in Palestina (territori occupati),

il ministro degli Esteri Tajani rassicura gli italiani: è vero che l'Iran ha colpito la base americana di Ali Al Salem in Kuwait, ma i 300 soldati italiani di stanza «non hanno riportato ferite, poiché al momento dell’attacco si trovavano all’interno di un bunker».
Test di geopolitica - Quanto ve ne intendete?

Quello che segue è una citazione:

«Il nostro presidente comincerà una guerra con l'Iran, perché è assolutamente incapace di negoziare. È debole e inefficace. Quindi, il solo modo con cui pensa di essere rieletto è cominciare una guerra con l'Iran.»

Chi l'ha detto?

[Andate sul link per verificare la vostra risposta]
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O patria mia, vedo le mura e gli archi
e, a pagamento, le fontane ancora,
ma la gloria non vedo,
la dignità nemmeno...
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Confermato l'assassinio di Khamenei.

L'ordine dell'Al Capone globale è stato eseguito.

Che commenta soddisfatto.

Mentre l'Iran promette vendetta nella maniera più solenne.
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Confermato l'assassinio di Khamenei. L'ordine dell'Al Capone globale è stato eseguito. Che commenta soddisfatto. Mentre l'Iran promette vendetta nella maniera più solenne.
Dove è stato trovato il corpo di Khamenei?

Nella sua residenza, con suoi familiari.

Vuol dire che non si era rifugiato in un bunker.

Ha volontariamente accettato di morire come martire.

Israele-USA lo ha ucciso durante il Ramadam.

Il risultato è che un intero popolo è in lutto e grida vendetta.
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