Scienza e Democrazia
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Adesso (cioè dopo la pubblicazione dei documenti) Trump è più cauto sulla questione della grazia... ...ma Ghislaine Maxwell lo sta ricattando rifiutandosi di rispondere alle domande della Camera USA finché non le sarà concessa. La ragione per cui il rapitore…
Secondo Trump il presidente israeliano Herzog...

...dovrebbe «vergognarsi» per non aver (ancora) graziato Netanyahu (prima del processo, beninteso...) in relazione alle accuse di essere stato fraudolento, corruttore e fedifrago nel suo ruolo pubblico.

In effetti sul suo capo penderebbe anche un mandato d'arresto internazionale della Corte Penale Internazionale per crimini contro l'umanità - ma queste sono quisquilie per USA e Israele.

E poi c'è chi è così duro di cuore da volere che Ghislaine Maxwell sconti in carcere tutta la sua pena...
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La dichiarazione che vorremmo fosse fatta dal nostro presidente della Repubblica…

...l'ha fatta il presidente del Sudafrica:

«Non possiamo considerarci liberi finché i popoli della Palestina, Cuba, Sudan, Sahara Occidentale e altrove soffrono occupazione, oppressione e guerra».
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Il governo di "Fratelli d'Israele, Forza Israele e Lega di Tel Aviv"...

...prende posizione sulla richiesta di dimissioni della Relatrice Speciale per l'ONU sui territori occupati della Palestina da parte della Francia.

Quando ci si rende conto che quest'uomo rappresenta lo stesso governo che ha concepito la "Riforma della magistratura" che sarà messa ai voti il prossimo 22-23 marzo con referendum costituzionale, si hanno già elementi sufficienti per decidere che cosa votare.

Perché quanto dice in questa breve dichiarazione è la prova ultima della determinazione del governo a ingannare i cittadini e a tradire la Costituzione.

Diremo altro prossimamente sul tema referendario, ma fin d'ora va precisato che, trattandosi di un referendum costituzionale (cioè su una proposta di revisione della Costituzione che non abbia raggiunto o alla Camera o al Senato la maggioranza dei 2/3 - cfr. art. 138 Cost.), non ci sarà quorum.

In altre parole, se, paradossalmente, votassero solo 1000 persone e 501 fossero per il SÌ, la "riforma" passerebbe.

Passerebbe, purtroppo, in Italia, non in Israele.

N.B. Il referendum costituzionale è confermativo, non abrogativo. Quindi "SÌ" significa "SÌ alla proposta di modifica".
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«Riarmo, il governo accelera: verso l’ok alla legge sull’export».
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Quello che non piace di Francesca Albanese è l'anomalia di una figura ufficiale...

...che dice la verità.

A questo livello, dire la verità è "cattiva educazione".
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«We are a spineless colony of the United States»

Questa frase del bellissimo discorso di una coraggiosa attivista australiana alla folla oceanica di una manifestazione per la Palestina si applica perfettamente, ahimè, anche al nostro paese.
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Un momento storico durante un'audizione del Comitato Sanitario sui Farmaci Abortivi. Washington, 14 gennaio 2026, Senato degli Stati Uniti d'America. Il senatore repubblicano Josh Hawley pone una domanda estremamente difficile alla ginecologa Dr. Nisha Verma.…
Per capire qual è l'attuale composizione del Parlamento Europeo basta l'esito delle seguenti votazioni.

Bruxelles, 12 febbraio 2026.

Il PE ha approvato una «raccomandazione» al Consiglio d'Europa, da trattare come «priorità internazionale», in cui:

«si sottolinea l'importanza del pieno riconoscimento delle donne trans come donne, notando che la loro inclusione è essenziale per la reale efficacia di qualsivoglia eguaglianza di genere e politiche anti-violenza; si invoca il riconoscimento e l'uguale accesso delle donne trans a servizi di protezione e supporto».

Quando in ambito politico si viola la logica, è il caso che i cittadini si allarmino.

In effetti l'intero diritto penale di ogni nazione civile prescinde totalmente dalle differenze di genere nel trattamento di casi di violenza sulla persona umana. Ne segue che non può essere «essenziale» eguagliare le donne agli uomini, o le donne trans alle donne, per proteggere dalla violenza, o punirla se già avvenuta, di cui siano bersaglio o vittime.

È pressappoco come istituire una «raccomandazione» che eguagli a "persone fisiche" i lettori di Dostoevskij ai fini del perseguimento e punizione di chi faccia su di loro violenza - compresa la violenza morale di impedire in qualsiasi modo la manifestazione pubblica della loro ammirazione per questo grande scrittore.

È ovvio che un lettore di Dostoevskij, una donna, e una donna trans sono tutte persone fisiche, detentrici di diritti civili.

Inchiodare l'uno o l'altro in un'ulteriore classificazione significa violare l'eguaglianza davanti alla legge: significa dire, orwellianamente, che sono "più uguali" degli altri.

La raccomandazione è stata approvata in seduta plenaria, con 340 voti a favore, 141 contrari, 68 astenuti.

La maggioranza dei voti non è stata solo della "Sinistra" (ahimè, comprese Irene Montero e Benedetta Scuderi, la deputata verde sulla Flotilla, che erano nel comitato che aveva elaborato e approvato il documento messo ai voti), ma anche del Partito Popolare Europeo, di cui il nostro eminente ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è uno dei vicepresidenti.

Tra i più noti eurodeputati italiani a favore (lasciamo perdere del tutto gli ignavi astenuti): Lucia Annunziata, Stefano Bonaccini, Ignazio Marino, Alessandra Moretti, Sandro Ruotolo, Ilaria Salis, Cecilia Strada, Irene Tinagli, Flavio Tosi, Alessandro Zan, Nicola Zingaretti ecc.

Ne è stato allora proposto un emendamento, che affermava che «solo le donne biologiche possono essere incinte».

Anche quando in ambito politico si viola la biologia più consolidata, è il caso che i cittadini si allarmino.

Ebbene: questo emendamento è stato respinto, dopo ampio dibattito: con 233 voti contrari, 200 favorevoli, e 107 astenuti.

Vale la pena di osservare che la raccomandazione approvata non si limita a questo, ma include l'importanza dell'«aborto sicuro e legale», la mancanza dell'accesso al quale «costituisce una forma di violenza di genere e una violazione di diritti umani e fondamentali».

Insomma, secondo questi illuminati parlamentari, rifiutarsi di partorire è un fondamentale diritto umano - dispiace solo che non si vede come possano, le donne trans, pur identificate a donne sic et simpliciter, avvalersene...

Rifiutare un trattamento medico sperimentale, come la pseudovaccinazione anti-covid-19, invece, non è mai stato definito «diritto umano e fondamentale» dagli stessi.
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Solo le donne possono essere incinte? No, risponde il Parlamento Europeo.
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L'Italia del governo Meloni all'arrembaggio del Venezuela.

L'amministrazione ha "regalato" la sua parte della preda venezuelana, nella forma dello sfruttamento delle risorse petrolifere, a 5 transnazionali: Chevron e CononcoPhillips (statunitensi), Repsol (spagnola), BP (inglese), Shell (olandese) - e ENI.

In realtà, gli USA si sono presi, e di gran lunga, la parte del leone, dato che Repsol, Shell e BP sono anch'esse a maggioranza azionaria statunitense.

Da parte sua, l'Italia sprofonda ancor più nel disonore, in quanto l'ENI

«è l'unica che ha una partecipazione pubblica rilevante. Meloni dunque avalla la requisizione delle risorse di un paese sovrano in spregio di qualsiasi norma internazionale.
»
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Una riflessione sul caso Epstein.

L'indignazione globale per i crimini commessi da Epstein e dalla cosiddetta "élite" mondiale sarebbero riconducibili ad azioni di degenerati senza senso morale e con uno spiccato senso di eccezionalismo riguardo ai loro comportamenti. Stranamente, si dimentica che persone cosiddette "normali" alimentano, per esempio, dibattiti sull'aborto post parto.

Ho sentito una dichiarazione, ripresa con una telecamera nascosta, di una responsabile di un centro per aborti che confessava come, a volte, superato un certo tempo di gravidanza, i bambini resistevano alle pratiche abortive e dovevano essere strappati di forza dal grembo materno. Nascevano forzatamente e nascevano vivi. Venivano poi uccisi con un'iniezione letale. Questa tizia ha anche affermato che il compito più difficile era mantenere la stabilità emotiva del suo team, cosa che le stava particolarmente a cuore.

I due giornalisti, che hanno registrato queste dichiarazioni, si sono finti rappresentanti di una ditta bio-tech che acquistava feti abortiti. Hanno chiesto se erano disponibili feti il più vicino possibile al momento del parto. La responsabile del centro abortivo ha detto di sì, che avrebbe potuto fornire quel tipo di feti.

Cosa dire poi  dell'orrore degli espianti di organi e del giro economico a questi associato? E non parlo di espianti criminali clandestini, parlo di espianti legali a fronte di un "testamento biologico",  di cui Scienza e Democrazia si è occupata anche nel recente passato.

Tutti coloro che sono coinvolti in queste atrocità non hanno nemmeno l'alibi della patologia mentale o morale. Sono persone normali, con vite normali e famiglie normali. Ritenute normali dai loro vicini di casa, dai loro amici e dai loro colleghi. Mi ricordano le famiglie dei responsabili dei campi di sterminio, che allevavano canarini a un passo dai forni crematori.

Non è Epstein il problema, il problema è la nostra società.
(Stefano Dumontet)
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Il cielo sopra Gaza.

«Quando il bambino era bambino,
era l'epoca di queste domande.
[...]
C'è veramente il male e gente veramente cattiva?
»

A distanza di 40 anni il regista Wim Wenders deve aver ricordato la poesia di Peter Handke con cui inizia uno dei suoi film più famosi, e le ha dato risposta con il proprio esempio.

Alla conferenza stampa di apertura alla Mostra del cinema di Berlino, alla domanda sul genocidio di Gaza e il rapporto tra politica e cinema, ha risposto che

«i cineasti dovrebbero "stare fuori dalla politica perché se realizziamo film che sono espressamente politici, entriamo in quel campo". I registi per lui invece dovrebbero essere "il contrappeso, l'opposto della politica. Dobbiamo fare il lavoro delle persone, non quello dei politici"».

Considerare il caso del genocidio di Gaza come "lavoro da politici", e non «lavoro delle persone» è un caso di cinismo e di ipocrisia che getta un'ombra su tutta una carriera. Del resto, nel film citato c'erano riprese del muro di Berlino - due anni prima della sua demolizione: era politica o «lavoro delle persone»?.

La scrittrice indiana Arundhati Roy doveva essere all'evento per un film da lei scritto e interpretato, e oggi restaurato, del 1989. Ha dichiarato, con parole degne di essere ricordate:

«"Sentirgli dire che l'arte non dovrebbe essere politica mi ha lasciato a bocca aperta [...] È un modo per chiudere un dibattito su un crimine contro l'umanità, proprio mentre si sta svolgendo davanti ai nostri occhi in tempo reale, quando artisti, scrittori e registi dovrebbero fare tutto il possibile per fermarlo".

Sebbene "sia stata profondamente turbata dalle posizioni assunte dal governo tedesco e da diverse istituzioni culturali tedesche sulla Palestina, ho sempre ricevuto solidarietà politica quando ho espresso al pubblico tedesco le mie opinioni sul genocidio di Gaza
[...]
Se i più grandi registi e artisti del nostro tempo non possono alzarsi e parlare di questo apertamente, sappiano che la storia li giudicherà".»

E ha concluso:

«"Sono scioccata e disgustata. Con profondo rammarico, devo annunciare che non sarò presente alla Berlinale".»
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La semplificazione digitale...

...come sfruttamento dei cittadini, assunti e responsabilizzati - tutti - senza stipendio e senza contratto (e senza averci mai consultato), per lo svolgimento di compiti che rubano tempo e concentrazione:

«Lo Stato risparmia sul personale e noi paghiamo con il nostro tempo. La digitalizzazione deve essere un servizio, non un modo per trasformare i cittadini in impiegati amministrativi gratuiti. Se moltiplichi 20 minuti a settimana per 26 milioni di famiglie, ottieni una quantità di lavoro gratuito immane che genera risparmio per la PA, ma zero vantaggi per te. Il "sequestro del tempo" è la forma più sottile e pervasiva di prevaricazione burocratica del 2026. Mentre la narrazione ufficiale parla di "semplificazione digitale", la realtà è che lo Stato sta trasferendo l'intero onere lavorativo dell'amministrazione sulle spalle del cittadino ma anche tutte le colpe.

Siamo di fronte a una forma di sequestro del tempo sistemico. Il tempo è un bene limitato e non riproducibile. Quando un'organizzazione, sia essa pubblica o privata, impone al cittadino di svolgere compiti amministrativi o logistici per proprio conto, sta di fatto prelevando una risorsa privata per ottimizzare i propri bilanci. Il metodo è sempre lo stesso: tu lavori, loro guadagnano e il tuo tempo sparisce. In un mondo che corre per rubarti un secondo di attenzione e trasformarlo in un profitto per qualcun altro, fermarsi a ragionare sui propri diritti è rivoluzionario. Ci hanno tolto il servizio e ci hanno dato il dovere di farlo al posto loro. È ora di riprenderci il nostro tempo.
» (fonte)
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«Non solo Jeffrey Epstein non è morto. Ma Ghislaine Maxwell...

...non è in prigione». La donna in carcere spacciata per lei è una controfigura - nemmeno scelta tanto bene.

Le ragioni date da Robin Monotti a favore di questa tesi sono molto convincenti.

La più evidente, ma non la sola, riguarda la forma del naso (qui e qui).