Scienza e Democrazia
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Scienza e Democrazia pinned «Marco Mamone Capria ELEZIONI. GUIDA PER I PERPLESSI [Pubblicato a puntate su questo canale dal 5 maggio al 6 giugno 2024] 1. Disertare le urne? 2. Come il sistema di potere interpreta il non andare alle urne. 3. "Ma allora perché quei certi politici fanno…»
Giornalisti italiani contro i loro direttori servili e guerrafondai?...

Per capire fin dove il fanatismo atlantista ha portato il giornalismo italiano, è sufficiente la prima pagina di Repubblica di ieri, in occasione dell'ottantesimo anniversario dello sbarco in Normandia.

Il paragone tra la Normandia e Kiev presuppone, innanzitutto, un falso storico: il supposto ruolo decisivo svolto dagli Stati Uniti nella caduta del nazismo. La realtà è ben altra, e questo diagramma, sulle perdite militari russe e statunitensi sul fronte occidentale è sufficiente per rendersi conto di come siano andate in realtà le cose.

La stessa operazione iniziata con lo sbarco in Normandia non avrebbe avuto successo, come riconosciuto dallo stesso Eisenhower, senza la contemporanea offensiva sovietica che impedì il trasferimento di truppe tedesche in Francia.

Se proprio vogliamo attribuire un primato agli USA nella sconfitta del nazismo, non è quindi a Washington che dobbiamo assegnarlo, ma a...Hollywood.
[continua]
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Giornalisti italiani contro i loro direttori servili e guerrafondai?... Per capire fin dove il fanatismo atlantista ha portato il giornalismo italiano, è sufficiente la prima pagina di Repubblica di ieri, in occasione dell'ottantesimo anniversario dello…
[segue] In secondo luogo è paradossale che si assimili la liberazione della Francia dai nazisti a ciò che sta facendo la dittatura ucraina, "interpretata" da Zelensky ma frutto del colpo di stato targato CIA del 2014, la quale prende a modello niente meno che il collaborazionismo ucraino fio-nazista incarnato in Stepan Bandera.

In terzo luogo la frase "Kiev, la nostra Normandia" è scritta senza virgolette, come se il noto quotidiano facesse suo questo delirante e irresponsabile paragone - e con esso, implicitamente ma non troppo, incitasse all'invasione statunitense dell'Ucraina.

Vale a dire: Repubblica si augura lo scoppio della III guerra mondiale, contro gli interessi e la volontà di tutti i popoli - a partire da quello ucraino.

Gli storici del futuro, se un futuro ci sarà, non crederanno ai loro occhi guardando questa prima pagina.

Fortunatamente, ben quattro valorosi giornalisti delle principali reti televisive si sono ribellati all'irresponsabile e astorica esaltazione del supporto militare di USA e UE al governo ucraino nell'anniversario del celebre «giorno più lungo».

L'hanno fatto con trasparente ironia, parlando non dello "sbarco in Normandia", ma dello «sbarco in Lombardia».

Data la capacità e la profondità di prospettiva con cui quelle televisioni descrivono, giorno dopo giorno, la scena internazionale contemporanea, nessuno infatti vorrà pensare che si sia trattato di una manifestazione non di pacifismo, bensì di analfabetismo storico...
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Sugli influenzatori dell'astensionismo.

Un ottimo discorso contro l'astensionismo in un video in tre parti di Walter Monici: (1), (2), (3).

La parte 2 contiene una critica di American Moon di M. Mazzucco su alcuni punti; ovviamente non è esauriente, né dirimente, ma meriterebbe di essere presa in considerazione.
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[segue] In secondo luogo è paradossale che si assimili la liberazione della Francia dai nazisti a ciò che sta facendo la dittatura ucraina, "interpretata" da Zelensky ma frutto del colpo di stato targato CIA del 2014, la quale prende a modello niente meno…
«Tutta la propaganda di guerra, tutti gli strilli, le bugie e l'odio, provengono senza eccezione da persone che non stanno combattendo

George Orwell, Omaggio alla Catalogna (1938)
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I fatti, questi sconosciuti.

I Paesi Bassi sono andati alle urne il 6 giugno, e quindi per essi si dispone già dei sondaggi fatti all'uscita dalle urne - i cosiddetti "exit poll" (EP).

Lasciamo perdere perché ci si debba fidare che chi ha appena votato debba ripetere, a beneficio delle agenzie di sondaggi, il voto dato... E se sospettasse che qualcuno stia usando questi EP per conoscere che cosa ha votato?

Comunque sia, i fatti alla base della notizia sono i seguenti:

- all'Olanda spettano 31 seggi al parlamento europeo;
- il partito belga PVV è descritto come favorevole alle «politiche razziste [?] anti immigrati, euroscettiche e negazioniste del cambiamento climatico [sic]»;
- il PVV alle ultime elezioni europee aveva preso un solo seggio, o meglio zero seggi, dato che il candidato vincitore aveva poi abbandonato il partito;
- gli EP dicono invece che a queste elezioni il PVV potrebbe aver preso 7 seggi, quindi un grande successo;
- tale risultato è correlato a un'affluenza maggiore del previsto in Olanda.

Come viene intitolata e interpretata questa notizia? Ecco:

«Elezioni europee, exit poll: subito una doccia fredda per Meloni dall'Olanda»

Ora, in un certo senso lo è: i dati suggeriscono che i partiti più radicali ed anti-UE sono in rimonta, e attingono anche all'elettorato finora astensionista.

Una buona notizia.

D'altra parte Fratelli d'Italia è uno dei partiti più pro-UE in Europa, non è affatto critico della teoria del cambiamento climatico, e pur avendo fatto campagna "contro l'immigrazione" ha visto aumentare del 50% l'immigrazione nel 2023 rispetto al 2022.

Quindi FdI non è per niente assimilabile al PVV, e avrebbe ragione di temere le conseguenze del calo dell'astensionismo che sembra invece aver favorito il PVV.

Ma qual è l'argomento alla base del titolo citato? È difficile anche solo da immaginare:

1) FdI sarebbe come il PVV, in quanto "di destra" (!);
2) il PVV avrebbe avuto un risultato deludente, in quanto si "prevedeva" (chi, quando, come e perché?) che potesse raggiungere "1/3 dei seggi disponibili", cioè, diciamo, 10 - e invece sarebbero "solo" 7... si ricordi: a partire da uno o da zero!).

Questa sarebbe dunque la «doccia fredda» per Meloni...

È chiaro che chi ha letto frettolosamente questa notizia tenderà a comportarsi come segue:

- se è a favore di FdI, "correrà al soccorso" e andrà a votarlo;
- se è contrario alla "destra", si asterrà.

Ambedue le scelte, guarda caso, in realtà favorirebbero FdI...

La scelta giusta è invece andare a votare, evitando gli specchietti per le allodole, soprattutto quelli rotti, come il notorio quintetto e sue appendici - se non altro perché in UE portano cinque anni di disgrazie... e questa non è una superstizione.
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La memoria è importante.
https://t.me/saracunial/2732
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Una prima osservazione

Che le elezioni europee non fossero così importanti, e che l'unica maniera di renderle utili al cambiamento sarebbe stato l'aumento dell'astensionismo, è già confutato dai primi risultati.

Il caso più clamoroso è probabilmente quello francese, in cui l'affluenza è aumentata (di circa 1,47 punti percentuali), e il partito di Macron ha subito una così grave sconfitta da costringere il presidente a sciogliere l'Assemblée Nationale e ad annunciare elezioni legislative anticipate.

Chissà se i maîtres à penser italiani che predicavano l'astensionismo avranno capito (o l'avevano capito e cercavano di "darle una mano"?...) perché la Meloni si fosse addirittura candidata alle europee, sia pure ingannevolmente.

Com'era ovvio, si trattava di imprimere nel suo elettorato il collegamento dell'esito del voto europeo con la permanenza del proprio governo.
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I pifferai magici

Sabrina Aguiari, di Vita:

«Ciò che vedo in prevalenza sono persone così traumatizzate, disilluse e spesso pure ammalate da scegliere la strategia del coniglio per sfuggire ai predatori: restare immobile sperando che l'altro pensi di avere davanti un cadavere anziché un fresco pasto.

Non credo che funzionerà.


L'astensionismo, come pure la valanga di schede bianche e nulle, ha solo permesso a chi aveva già il potere totale di consolidarsi con il minimo sforzo.

Chiedo ai propugnatori del 'boicottiamo l'UE e il sistema non andando a votare' di mostrarci il resto del piano che hanno in serbo per proteggerci dalle politiche guerrafondaie e distruttive dell'economia, della sanità e della salute.

Costoro non sembrano essere discendenza degli umani che hanno resistito tanto al nazifascismo quanto al rischio di totalitarismo comunista. Mi sembrano piuttosto molli e sbiaditi narcisi in cerca di pubblico pagante, ebbri di sé e delle seduzioni del mondo di sotto.

Al momento, stando a ciò che hanno espresso, mi appaiono solo irresponsabili e cinici pifferai magici che hanno efficacemente convinto folle a buttarsi allegramente nel baratro.

Auguro a loro e a tutti che decidano di assumersi la propria responsabilità per proporre delle azioni efficaci e non violente di difesa.» (https://t.me/votalavita/2433)
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Scambio tra Maurizio Martucci (MM) e Marco Mamone Capria (MMC) il 9 giugno 2024, ovvero: in attesa del «Popolo Sovrano»

Sottolineature di MMC.

1. MM esulta ieri per il «flop elezioni europee»:
«Alle ore 12 il Viminale ha fornito il dato: solo il 24% si è recato alle urne, all'appello manca quindi il 76% degli aventi diritto. Una posizione netta e chiara contro la tecnocrazia dei poteri forti sovranazionali. La soluzione non sarà il voto-elettronico, l'E-voting su Smartphone: se alle ore 23 non si sarà raggiunto nemmeno il 50%, il Popolo Sovrano è legittimato a rivendicare e pretendere un referendum (NON PREVISTO) per uscire dall'UE, come hanno fatto gli inglesi»

2. MMC
«Bisognerà vedere se queste percentuali si manterranno.

In ogni caso mi auguro che Martucci non debba perdere la fiducia di chi lo segue circa il 5G data l'evidente inconsistenza della sua posizione sull'UE (https://t.me/sci_dem/196).»

3. MM
«mi fa davvero ridere leggere come si faccia finta di non capire quello che ho scritto, ma capisco anche che l'onesta di giudizio non è per tutti»

4. MMC
«Purtroppo non posso vantarmi di avere il suo acume. Può spiegare, a beneficio dei meno intelligenti, che cosa voleva dire scrivendo:

«se alle ore 23 non si sarà raggiunto nemmeno il 50%, il Popolo Sovrano è legittimato a rivendicare e pretendere un referendum (NON PREVISTO) per uscire dall'UE, come hanno fatto gli inglesi»?

Legittimato da chi?

Non intendo fare un battibecco. Voglio solo che lei abbia la bontà di rispondere a questa domanda di chiarimento, a scopo di documentazione.»

5. MM
«ho capito bene il suo intento, il mio non è acume, ma solo un ragionamento politico molto semplice: nonostante non sia previsto (come ho già scritto), se l'affluenza si ferma sotto al 50% per la prima volta nella storia italiana (mica siamo la Croazia), è legittimo sollevare il problema politico e chiedere di uscire come hanno fatto gli inglesi. Altrimenti la soluzione sarà il voto elettronico su Smartphone, già previsto nell'It-Wallet. La legittimazione è del Popolo Sovrano che decide di non partecipare al voto. Questo il mio pensiero espresso nel post. Poi ognuno è libero di credere, fare, dire, ciò che vuole. Saluti»

Fine dello scambio.

Adesso sono arrivati i risultati sull'affluenza:

«Europee: l'affluenza definitiva in Italia è del 49,69%»

Il «Popolo sovrano» astensionista può quindi cominciare a darsi da fare.
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Una prima osservazione Che le elezioni europee non fossero così importanti, e che l'unica maniera di renderle utili al cambiamento sarebbe stato l'aumento dell'astensionismo, è già confutato dai primi risultati. Il caso più clamoroso è probabilmente quello…
Come si spiega il successo di Rassemblement National alle Elezioni Europee?

Le decisioni di voto di un intero popolo sono difficili da spiegare con ragioni semplici. Ma di tutte le ragioni "semplici ma false" forse il primato spetta a quella dello "spostamento verso destra dell'opinione pubblica".

Consideriamo la Francia. Rassemblement National (RS) ha ottenuto, alle Europee, una percentuale più che doppia (31,37%) di quella di Besoin d'Europe (14,60%) , raggruppamento di cui fa parte il partito di Emmanuel Macron.

Ora, Marine le Pen, capo di RS, aveva accusato il 30 maggio Macron di «voler "entrare semplicemente in guerra con la Russia"», e che costui stava creando «un pericolo assolutamente catastrofico per la sicurezza dei nostri connazionali e per l'integrità del nostro territorio».

Chissà se questa presa di posizione - su una questione che l'elettorato italiano, bisogna dire, ha considerato trascurabilissima - possa aver avuto invece una qualche influenza sull'elettorato francese...

Se sì, c'entra qualcosa l'essere diventati "di destra"
?

Eppure In questo momento storico dire cose come quelle citate è oggi considerato dai principali media come tipico di una «leader di estrema destra».

Mentre von der Leyen (accusata il 27 maggio di «complicità in crimini di guerra e genocidio»), oppure Crosetto e l'intero governo a guida Meloni, vengono trattati tranquillamente come "moderati" o "di centro" dagli stessi media...

Ciò spiega, forse, come mai l'elettore identitario di "sinistra" è pronto a votare partiti che ci stanno sprofondando nell'impegno bellico, purché vengano definiti "di sinistra". O, nel caso che ciò non gli sembri sufficientemente espressivo dell'identità politica che si attribuisce, ad astenersi dal voto.

Con lo stesso risultato
.
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Il pensiero e il desiderio: da non confondere

Con tutto il rispetto per l'avv. Fusillo (con cui ho collaborato e che mi sta aiutando in un'iniziativa legale) e per Silver Nervuti (autore di molti divertenti e istruttivi video sulla pseudopandemia), questo articolo mi sembra veramente un caso di wishful thinking, che rischia di non portarci da nessuna parte.

Tuttavia non credo nello scontro di opinioni in quanto tali, e preferisco restare il più possibile aderente ai fatti.

Cioè all'unica uscita dall'UE conclusasi felicemente: la Brexit.

Il referendum sulla permanenza in UE della Gran Bretagna. o Regno Unito (UK), si è tenuto il 23 giugno 2016.

La richiesta formale di ritiro dall'UE è avvenuta nel marzo 2017.

L'uscita dall'UE è stata fissata alle ore 23 del 31 gennaio 2020.

Il negoziato tra UK e UE per perfezionare l'uscita, definendo le relazioni future, si è concluso il 31 dicembre 2020.

Fino a questa data il Regno Unito è rimasto sotto la giurisdizione dell'UE.

Quindi l'intera procedura è durata quattro anni e mezzo, senza tener conto dei tempi fisiologici per indire il referendum iniziale (che nel caso dell'UK ci farebbero risalire almeno al 2012).

Diciamo che se la procedura cominciasse domani ci vorrebbero almeno 6 mesi (sto esagerando in ottimismo per amore di discussione) prima che si tenga il referendum.

Domanda: pensate che dopo l'esito delle elezioni europee appena concluse si possa sapere dove saremo - come Italia e come Europa - tra 5 anni?

Cioè che si possa serenamente aspettare la conclusione del laborioso iter di uscita dell'Italia dall'UE nell'attuale clima internazionale?

E in tutto il ragionamento sto assumendo che gli astenuti "di protesta" siano in quantità di gran lunga superiore a quelli "per acquiescenza". Ipotesi, a mio parere, inverosimile, ma essenziale per poter immaginare un risultato positivo del passo iniziale: appunto il referendum.

Non voglio scoraggiare nessuno, ma sarei molto più tranquillo sulle sorti di un'eventuale "Italexit" se le elezioni europee del 2024 avessero premiato i partiti antieuropeisti, e soprattutto Libertà.

Il che, ahimè, non è avvenuto - anche a causa del volume dell'astensionismo, da più parti promosso.

In alcuni casi - come penso dell'avv. Fusillo - in perfetta buona fede. In altri molto meno.
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Astensionismo e fantasie autoconsolatorie.

Uno dei motti del '68 fu: "L'immaginazione al potere".

Era un invito alla liberazione da schemi mentali che facevano da base a una società repressiva. Ed era una protesta contro chi voleva tappare la bocca ai cittadini, soprattutto giovani.

L'immaginazione però può diventare una fantasia soggettiva, che assolve a funzioni autoconsolatorie.

Per esempio. Non vado a votare, quindi il potere non può farmi nulla: l'ho ripudiato.

Amleto (II,2) descrive questo stato mentale nel modo più incisivo: «Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e considerarmi un re dello spazio infinito».

Poi mi sveglio - rompo il guscio, per così dire - e mi rendo conto che quel potere, da cui immaginavo che ci si potesse liberare semplicemente ignorando le sue strutture coercitive ("fare come se non ci fosse"), tiene in prigione da 14 anni Julian Assange - l'unico vero anarchico nonviolento, di portata internazionale, in questo secolo.

E che è ancora in carcere, nonostante tutto l'astensionismo del mondo.

Il danno fatto da chi vive in fantasie autoconsolatorie è in generale cumulativo: se è un piccolo gruppo di persone, questo danno è di solito esiguo, tranne a volte per i loro congiunti e amici.

Se invece è, per citare lo stesso esempio, una porzione consistente dell'elettorato, che si astiene dal voto perché convinta di "opporsi al potere", il danno è molto più grande.

È il danno causato dalle maggioranze silenziose che da sempre, in ogni contesto di scelta sociale, sono state considerate e trattate come il principale supporto del potere esistente.

Questa è un'affermazione impegnativa.

Chi pensa, in un dato caso, e preferibilmente in quello più recente, che l'astensionismo sia stato prevalentemente un fenomeno di protesta e non di indifferenza e mortificazione della coscienza civile dovrebbe fare lo sforzo di provarlo.

Provarlo su basi storiche.

Far vedere che, in un qualche paese con suffragio universale senza quorum, la diminuzione sotto il 50% dell'elettorato votante abbia aperto una crisi di governo o, meglio ancora, sia stata preparatoria a una grande sollevazione popolare.

Come spiegato qui, non ci sono noti esempi del genere. Mentre le ultime elezioni europee ci danno l'esempio di ben due crisi di governo (Francia e Belgio) dovute ai risultati del voto efficace.

Abbiamo però tutti da imparare gli uni dagli altri.

Può darsi che il modello dell'astensionismo come forza rivoluzionaria in una qualsiasi elezione senza quorum si possa identificare in un importante episodio storico dell'ultimo secolo, e che sia analogo al fenomeno astensionistico manifestatosi nelle ultime elezioni europee.

Restiamo in attesa di chi vorrà illuminarci.
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Astensionismo e fantasie autoconsolatorie. Uno dei motti del '68 fu: "L'immaginazione al potere". Era un invito alla liberazione da schemi mentali che facevano da base a una società repressiva. Ed era una protesta contro chi voleva tappare la bocca ai cittadini…
Come si vede da questa immagine, in quegli anni si voleva farla finita con le imposizioni a tacere.

Ma non decidendo autonomamente di stare zitti.

Il potere è felice se quello che vuole imporci con la forza... glielo facciamo gratis.

Tanto per intenderci, le elezioni politiche in Italia tra il 1963 e il 1976 (periodo che include gli anni della rivolta studentesca) hanno avuto tutte un'affluenza superiore al 92%.
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Astensionismo e fantasie autoconsolatorie. Uno dei motti del '68 fu: "L'immaginazione al potere". Era un invito alla liberazione da schemi mentali che facevano da base a una società repressiva. Ed era una protesta contro chi voleva tappare la bocca ai cittadini…
Lo sciopero del voto è cosa ben diversa dall'astensionismo.

Che qualcuno fosse realmente convinto che aumentando la percentuale degli astenuti si potesse incrinare la solidità del sistema - ciò, con un po' di sforzo, lo si deve ammettere.

Esiste certamente l'errore onesto di strategia.

Tuttavia un errore, anche se non commesso in malafede, è colposo se non ci si è impegnati per minimizzare le conseguenze non volute della strategia indicata - che, nella fattispecie, in sé stessa non solo era insufficiente, ma controproducente.

Che cosa si doveva fare, allora?

La promozione dell'astensione avrebbe dovuto essere accompagnata da altre misure, che l'avrebbero trasformata in un genuino sciopero del voto.

La prima e più importante sarebbe stata il sit-in: andare al seggio (e questo per ogni seggio) e, individuato uno spazio vicino ma non tale da intralciare le operazioni di voto, non entrare nel seggio ma mettersi a sedere nello spazio suddetto, creando un collettivo anche solo di 50-100 persone, ognuna delle quali eventualmente sostituibile dopo 3-4 ore con un nuovo manifestante, in modo da lasciare un'impressione di protesta permanente.

Durante questa seduta collettiva si dovevano fare riprese video e interviste che spiegassero che si stava protestando perché non si credeva nelle istituzioni su cui erano state convocate le elezioni ecc.

Nel caso che fossero arrivate forze di polizia incaricate di sgomberare il raduno, si doveva fare resistenza passiva: lasciarsi portare via di peso (come Danilo Dolci e Julian Assange).

È chiaro che se l'astensionismo si fosse accompagnato a questo tipo di protesta attiva, la sua interpretazione ne avrebbe risentito: non più acquiescenza ma ribellione, consapevole e combattiva, sebbene nonviolenta. E anche i media di regime non avrebbero potuto fare a meno di parlarne.

Invece che cosa è stato fatto?

L'esatto contrario
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Si è predicato di "andare al mare invece che a votare", si sono diffusi spezzoni di film comici sulla "politica che è tutta una truffa", si sono pubblicate normative di fantasia sui presunti, magici effetti (del tutto immaginari) anti-UE della diminuzione dell'affluenza a meno del 50%.

E soprattutto si è ignorato il fatto fondamentale: senza un criterio oggettivo per distinguere tra chi non votava per protesta e chi... appunto per "andare al mare", l'intero fenomeno astensionistico sarebbe stato, giustamente, interpretato come acquiescenza.

Beninteso, di dibattiti televisivi sul perché del non-voto ce ne saranno a iosa, perché anche questo fa parte del gioco. Ma non ci saranno conseguenze politiche.

Perché in sé stesso (cioè senza altre iniziative come quelle descritte) l'astensionismo, l'abbiamo già spiegato ed è francamente difficile che nessuno dei pro-astensione l'avesse capito, è come l'abbandono al gioco degli scacchi.

Se abbandoni, hai perso.
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