Scienza e Democrazia
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Minneapolis, 24 gennaio 2026.

Una squadraccia ICE assassina un altro civile disarmato a Minneapolis.

Alex J. Pretti aveva 37 anni, era un cittadino USA, un veterano dell'aviazione militare, e attualmente faceva l'infermiere. Si è avvicinato al gruppo di agenti in maniera totalmente pacifica contrariamente a quello che hanno poi dichiarato gli agenti.

L'hanno gettato a terra, lo hanno picchiato selvaggiamente, e gli hanno sparato a bruciapelo. E non una, ma una decina di volte.

C'è un video che mostra come gli agenti esultino dopo l'assassinio a sangue freddo.

Donald Trump ha preso nuovamente le difese dei criminali ICE chiamandoli «patrioti» e mentendo ancora una volta sul suo canale Truth (puro 1984, questo nome per il canale delle menzogne della Casa Bianca...) circa la questione se Pretti fosse armato oppure no (lui dice di sì, ma i video mostrano chiaramente che in mano aveva un telefono per fare le riprese e non certo una pistola).

Addirittura riporta una fotografia della presunta arma (!) brandita dall'infermiere. Il suo messaggio comincia così: «Questa è la pistola del pistolero, caricata (con due caricatori pieni in aggiunta!) , e pronta all'uso ».

Queste menzogne, immediatamente confutabili a partire da video accessibili a tutti, sono un ulteriore oltraggio al popolo americano e all'opinione pubblica mondiale — trattati come il vero nemico da combattere.

Una tale valutazione è chiaramente condivisa anche negli USA, se un senatore USA ha pubblicato un video in cui dice: guardate i video e credete ai vostri occhi, non alla Casa Bianca!

Le manifestazioni si moltiplicano negli Stati Uniti: a Minneapolis, dove si è arrivati alla guerriglia urbana, a Portland (Oregon), a Chicago (Illinois), a San Antonio (Texas) ecc.

Poiché è impossibile pensare, dato l'appoggio esplicito della Casa Bianca, che si tratti di eccessi di "servizi deviati", si può ipotizzare che le violenze dell'ICE abbiano lo scopo di traumatizzare l'opinione pubblica per prepararla al controllo di tutta la politica dal basso, in particolare le manifestazioni contro la complicità USA nel genocidio di Gaza, da parte di questi corpi paramilitari con "licenza di uccidere".

Un piano che, però, in un paese in cui il possesso di armi è percepito e attuato come uno dei diritti più importanti, può facilmente sfociare nella guerra civile.

C'è un altro paese a cui, effettivamente, non dispiacerebbe, grazie alla complicità del presidente USA (o, più precisamente, di chi lo manovra), scatenare una guerra civile negli USA, per bloccare definitivamente ogni protesta contro i suoi crimini?

Purtroppo sì, e costituisce una componente importante dell'ICE.
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Altre testimonianze che Alex Pretti... ...non era andato con intenzioni ostili (vedere messaggio successivo per i dettagli).
L'analisi del New York Times mostra, scandendo i fotogrammi dell'assassinio di Alex Pretti, la falsità della versione ufficiale.

L'arma riprodotta nel messaggio di Trump è, presumibilmente, quella che Pretti portava nella cintura - la deteneva legittimamente e aveva il porto d'armi (cosa del resto ovvia, dato che si trattava di un ex militare) -, ma non l'ha mai impugnata in tutta la sequenza, e i criminali ICE gli hanno sparato dopo che uno di essi gliel'aveva sfilata dalla cintura.

La versione della segretaria alla Homeland Security (Sicurezza Nazionale) Kristi Noem (dal 50s a 2m15s di questo video), secondo cui Pretti si sarebbe avvicinato con una «pistola semi-automatica da 9 millimetri», avrebbe «reagito violentemente» al tentativo di disarmarlo, un agente «temendo per la propria vita e quella dei colleghi» avrebbe sparato «a scopo difensivo», ed era venuto per «fare il massimo danno» agli agenti è totalmente falsa. Anche il particolare che sarebbero intervenuti «immediatamente» medici per aiutare il ferito, ma inutilmente, non trova riscontro dai video.

Per giunta, prima di togliergli l'arma, la squadraccia l'aveva immobilizzato a terra, e prima di averlo immobilizzato, gli aveva spruzzato in faccia un gas urticante (i giornalisti RAI non possono trattenersi dal cercare di far vedere che "sanno l'inglese", e scrivono: «poco dopo gli spruzzano spray urticante che rappresenta un tentativo di de escalation [sic]»): senza che Pretti avesse mai toccato la sua pistola, e ormai in condizione di non poter fare nulla anche se l'avesse voluto.

Un paese le cui autorità, e in particolare quelle con poteri decisionali maggiori, hanno licenza di mentire non è una democrazia.
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La «televisione dei cittadini» si sforza di dare un tono di autonomia...

...a Giorgia Meloni, inventandosi un conflitto con Trump a partire da quella che può solo definirsi una insignificante schermaglia, se confrontata con la montagna di gravissime menzogne dette da Trump e che Meloni ha sempre assecondato:

«Nonostante un buon rapporto anche con l’amministrazione Biden, Giorgia Meloni non ha mai nascosto di sentirsi ideologicamente più affine a Donald Trump. Questa volta, la distanza è evidente e si tratta della prima vera frattura pubblica.»

Sono in preparazione sanzioni contro gli USA?...
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La persecuzione di Barbara Balanzoni prende adesso di mira... ...anche le sue prese di posizione politiche. Un'analisi dettagliata del "caso" in questo articolo.
Un opportuno commento di Barbara Balanzoni sul procedimento disciplinare che l'ha colpita.

«Una forza armata che abbia un minimo di dignità, controlla i social quotidianamente e contesta eventuali illeciti tempestivamente. Non lascia che una persona visibile come sono io possa commettere reati o essere infedele alla Repubblica senza intervenire immediatamente.

A meno che non sia un altro l’obiettivo: colpirne uno per educarne altri, fregandosene della procedura, aspettando 10 mesi, facendo finta di aver appreso di un post del marzo 2025 solo recentemente. Questo non si chiama onore, questa non si chiama dignità, questo non si chiama amore di patria: questo si chiama viltà, subalternità, menzogna.
[segue]»
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Rompicapo: cercate la notizia.

Su Byoblu si legge:

«Antonio Tajani prende nettamente le distanze: “Robinson è incompatibile con i miei valori e con quelli di Forza Italia, io non lo incontro”, dichiara categorico il ministro degli Esteri

Forse perché Tommy Robinson è un fanatico sionista?

Anzi, questo sarebbe un punto di contatto. Tajani non ha voluto incontrare nemmeno Francesca Albanese...

Forse perché si tratta di un "neonazista cocainomane", come l'ha chiamato Calenda?

Impossibile: e allora Zelensky, che è stato di casa nelle sedi del governo Meloni e che è simpatico pure a Calenda?

È chiaro che entrando in questioni ideologiche non si arriva da nessuna parte.

Non è che la risposta alla domanda del titolo sia forse molto più semplice?

La notizia misteriosa potrebbe essere: Tajani ha dei "valori"!

Ma poiché sappiamo che la sincerità non è tra questi, neanche ciò può funzionare.

La soluzione del rompicapo è quindi: la notizia non c'è.
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Cinquant'anni di Imperatrice nuda.

Nel gennaio 1976 apparve presso Rizzoli un libro che ha dato una svolta al movimento animalista mondiale: Imperatrice nuda - La scienza medica attuale sotto accusa.

L'autore era uno scrittore italo-svizzero di narrativa, ed ex pilota automobilistico, che avrebbe potuto tranquillamente vivere di rendita sull'onda del successo dei suoi romanzi, da cui Hollywood aveva già tratto due film con stelle di prima grandezza.

Divenne subito una persona non gradita ai poteri del tempo - che sono anche quelli del nostro, e che particolarmente in Svizzera, sede di alcune tra le più importanti ditte farmaceutiche, non potevano simpatizzare con un connazionale che metteva a rischio un'industria tra le più floride.

Perché, come era dichiarato fin dal titolo, Ruesch non faceva un discorso pietistico sulle sofferenze degli "animali da laboratorio", ma le riportava, seguendo da vicino le descrizioni contenute negli stessi articoli tecnici, per dare un'idea ancora più chiara del carattere pseudoscientifico di una metodica che era invece presentata comunemente (e falsamente) come un necessario prerequisito del progresso medico.

In altre parole, la critica di Ruesch era in primo luogo metodologica, non etica o giuridica - ed è per questo che gli animalisti piu vezzeggiati dai media hanno fatto di tutto per emarginare lui e in generale l'antivivisezionismo scientifico: perché era la sola impostazione che non ammetteva repliche, se non quelle fondate su ricostruzioni di fantasia della storia della medicina.

Cinquant'anni dopo, è l'umanità stessa che è diventata l'oggetto di una sperimentazione di massa irresponsabile e catastrofica. E non a caso, quegli stessi con cui Ruesch era entrato in polemica fin da allora a proposito della vivisezione - come Silvio Garattini - sono stati in prima fila nella campagna per le inoculazioni anti-covid-19.

"Quando l'animale è una cavia, la vera cavia siamo noi" - è stato in varie declinazioni un motto del movimento antivivisezionista fin dalle sue origini.

Imperatrice nuda rimane ancora adesso l'illustrazione più nitida e pregnante di questa verità.

Chi l'abbia letto (ed è stato reso gratuitamente disponibile in formato digitale dalla Fondazione Hans Ruesch) ne esce trasformato, quali che siano gli aggiornamenti e le precisazioni di dettaglio che ogni opera di tale respiro necessariamente richiede a distanza di decenni.

E conquisterà un'immunità preziosa oggi come e più di allora: quella contro l'inclinazione a fidarsi delle frodi spacciate per scienza - in medicina e in altri campi.
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Scompare Peter Duesberg, il grande smascheratore della pseudoscienza dell'AIDS.

Chi ha seguito le attività di "Scienza e Democrazia" (in particolare i contributi del biochimico David Rasnick e del grande matematico e critico della scienza ufficiale Serge Lang), o ha letto Scienziati e laici, lo conosceva bene.

Il suo libro AIDS - Il virus inventato resta imprescindibile per inquadrare storicamente, dal punto di vista di un "addetto ai lavori" che conosce anche tutti i personaggi principali, la virologia come programma di ricerca in medicina largamente fallimentare e fraudolento.

Purtroppo, la casa editrice italiana non lo ristampa da una decina d'anni, e se ne trovano copie nel mercato dell'usato a prezzi astronomici... La versione originale si può invece leggere qui, sul sito di Rasnick, dove si trova molto materiale interessante.

Per inciso, si noterà che David Rasnick non è stato tra quelli che, pur essendosi fatti un nome come "scienziati critici", hanno ben pensato di assumere un basso profilo (o addirittura passare dall'altra parte della barricata...), durante la "tempesta covid-19".

Un necrologio ufficiale, che dà una descrizione dettagliata di Duesberg dal punto di vista biografico, ma è ovviamente ostile fino al ridicolo, è stato pubblicato sul New York Times.

Uno sintetico ma molto più vicino alla verità l'ha scritto invece Leopoldo Salmaso.
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L'analisi del New York Times mostra, scandendo i fotogrammi dell'assassinio di Alex Pretti, la falsità della versione ufficiale. L'arma riprodotta nel messaggio di Trump è, presumibilmente, quella che Pretti portava nella cintura - la deteneva legittimamente…
Perché l'UE merita il sipario finale?

Si dirà: ci sono tante ragioni per farla finita con questo esperimento politico falso e controproducente...

D'accordo.

Ma se si volesse farne una sintesi il più possibile eloquente e chiarificatrice, è difficile che si possa superare la scena che si è svolta ieri in una conferenza stampa della Commissione Europea tenuta da due sue principali portavoce, Paula Pinho e Anitta Hipper.

La dignità dell'Unione Europea è morta, e questo è il suo funerale.
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E intanto in Germania è proibito, pena l'arresto, dire in pubblico: "From the river to the sea"...

...perché fa pensare al seguito, che è tabù ("Palestine will be free").

Insomma, sembra che la persecuzione delle minoranze sia inscritta nel destino della Germania: quello che cambia è la minoranza presa di mira.

La cosa più disgustosa e, ahimè, illuminante è come la polizia si adegui disinvoltamente alla normalità della violazione dei diritti umani.

A questo punto tanto vale abolire la Giornata della Memoria: ne abbiamo una quotidianamente - basta guardare le cronache dalle strade europee e USA per vedere il passato come presente.
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Giornata della memoria - Anniversario dell'uccisione di Hind Rajab.

«Il 29 gennaio 2024 Hind Rajab, una bambina palestinese di 6 anni, e sei dei suoi familiari furono uccisi da forze israeliane che aprirono il fuoco sulla loro automobile, con cui stavano cercando di sfuggire alle letali incursioni israeliane nel quartiere Tel al-Hawa a Gaza.»

La macchina, manifestamente non militare, fu raggiunta da 335 proiettili sparati da un carrarmato israeliano dalla distanza di 13-23 metri. L'ambulanza arrivata in soccorso fu anch'essa bersagliata, e due paramedici furono uccisi.

La bambina rimase incastrata ancora viva per quasi un giorno nella macchina, mentre la cugina di 15 anni, che era sopravvissuta anch'essa all'attacco, fu uccisa mentre chiedeva aiuto per telefono alla Mezzaluna Rossa.
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