Scienza e Democrazia
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Minneapolis, 7 gennaio 2026.

A Minneapolis agenti ICE (Immigration and Customs Enforcement) trovano un'automobile di traverso alla strada. È l'automobile di un'attivista, lì presente come osservatore di legalità dell'operazione ICE in corso.

Le si avvicinano e cercano, senza riuscirci, di aprire la portiera.

La donna alla guida allora cerca di allontanarsi, e uno degli agenti le spara a bruciapelo attraverso il finestrino per tre volte, uccidendola. La macchina va a schiantarsi su un albero a qualche decina di metri.

C'era un dottore che voleva avvicinarsi alla macchina per verificare se la donna era ancora in vita. Gli agenti ICE gliel'hanno impedito.

Essi hanno poi dichiarato che l'attivista aveva cercato di investirli. Il video, e in particolare la traiettoria della macchina, mostrano chiaramente che non era così.

La donna era una madre di tre figli, e aveva 37 anni. Era molte altre cose ammirevoli, e certamente non una persona pericolosa.

Donald Trump ha commentato il video dell'assassinio appoggiando la versione degli agenti: secondo quanto ha scritto, la donna «violentemente, di proposito e malignamente investiva l'ufficiale ICE» e che di costui «è difficile credere che sia vivo, ma adesso sta migliorando in ospedale».

Una versione di totale fantasia, dato che nel video non si vede nessun agente investito, e meno che mai che potesse esserlo quello che ha sparato. L'ennesima menzogna di un presidente che fa del travisamento della realtà la sua principale risorsa, in politica interna come in politica internazionale.

Parecchi degli agenti dell'ICE negli Stati Uniti sono ex militari israeliani: l'amministrazione di chi accetta di definirsi "primo presidente USA ebreo" sta importando l'"ordine di Gaza" nel suo paese.

Se questo è «MAKING AMERICA SAFE», come scrive Trump, il "1984" degli Stati Uniti e del mondo intero sta continuando.
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Il sindaco di Minneapolis espelle ICE dalla sua città.

Trump non può pensare che i cittadini USA accettino la sua parola quando possono vedere con i propri occhi quello che è successo.

Anche immaginarlo non depone a favore della sua lucidità.

Manifestazioni in tutto il paese.
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Scienza e Democrazia
Purtroppo questa notizia conferma, a nostro parere, il suddetto giudizio.
Continua la persecuzione della famiglia di Palmoli.

È un caso destinato a essere giudicato come quello del TSO allo studente che nel maggio 2020 aveva rifiutato di indossare la mascherina in classe,

Dopo più di 4 anni la Corte di Cassazione ha sentenziato che «"il ragazzo fu vittima di incaute valutazioni da parte delle istituzioni interessate" e che "la manifestazione di idee anticonvenzionali non rappresenta un segnale patologico che può dar luogo ad un TSO"».

Esattamente quello che il Tribunale dell'Aquila ha fatto e continua a fare contro genitori colpevoli di comportarsi nell'educazione dei propri figli con maggiore senso di responsabilità della media.

Umiliare i genitori e danneggiare i loro figli in una maniera che nessuno psicologo o psichiatra serio avrebbe mai avallato.
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Da parte sua, questo giornalista, per l'audacia e provocatorietà...

...con cui ha sferzato la presidente del Consiglio in questa conferenza stampa si candida fin d'ora alla carica di direttore del Corriere della Sera, Repubblica, Foglio, Libero ecc.
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Chissà se questa signora argentina sarà considerata "abbastanza" attendibile...

...perché la sua testimonianza di prima mano sul Venezuela di Maduro e il suo giudizio sul trattamento inflitto al popolo venezuelano dagli USA, prima e dopo il rapimento del presidente, siano considerati degni di essere riportati da qualche TG...
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Ciò che colpisce in queste scene di violenza contro innocui cittadini in Germania...

...non è soltanto il contrasto con la falsa indignazione esibita dai governanti "occidentali" contro comportamenti analoghi in paesi politicamente antagonisti (comportamenti talvolta giustificabili, data la vera natura degli "oppositori" in quei paesi), ma la prontezza con cui i "nostri" poliziotti sono disposti a reinterpretare il proprio ruolo come pretoriani di un governo repressivo.

Come abbiamo visto in Italia in forme sconcertanti durante la stagione "pandemica".

E tuttora nella gestione ostruzionistica e aggressiva delle manifestazioni popolari anti-genocidio.
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«Brandiva una torcia...»
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Che cos'è la mafia?

Nelle scienze umane si fa un'importante distinzione tra descrizioni di aspetti dell'esperienza di un gruppo sociale che membri di quello stesso gruppo considererebbero appropriate, e descrizioni di quegli stessi aspetti secondo punti di vista estranei a quel gruppo sociale, per esempio da parte di antropologi, etnologi, forze dell'ordine ecc. Si possono chiamare descrizioni "dall'interno" e "dall'esterno".

Per esempio, cercando su Wikipedia si trova la seguente descrizione:

«Mafia è un termine che indica un tipo di organizzazione criminale retta da violenza, omertà, riti d'iniziazione e miti fondativi».

Questa è, chiaramente, una descrizione dall'esterno.

Una descrizione dall'interno è quella che fu data, per mezzo di una parabola, da un capo mafioso da poco arrestato a un magistrato italiano, secondo il resoconto che ne fornì Giovanni Falcone in Cose di Cosa Nostra:

« "Uno dei miei colleghi romani, nel 1980 va a trovare Frank Coppola, appena arrestato, e lo provoca: "Signor Coppola, che cosa è la mafia?" Il vecchio, che non è nato ieri, ci pensa su e poi ribatte: "Signor giudice, tre magistrati vorrebbero oggi diventare procuratore della Repubblica. Uno è intelligentissimo, il secondo gode dell'appoggio dei partiti di governo, il terzo è un cretino, ma proprio lui otterrà il posto. Questa è la mafia..."»

Non è un anacronismo, anche se si adatta fin troppo bene a spiegare, con quasi mezzo secolo d'anticipo, alcune caratteristiche altrimenti sorprendenti dell'attuale classe dirigente in Italia.

Oggi, però, i "capi dei capi" non comunicano solo in forme riservate e durante interrogatori. Parlano apertamente anche attraverso i canali internet.

Ecco un'eccellente descrizione dall'interno di un'organizzazione mafiosa internazionale, da poco apparsa su Truth, e che ha il pregio di fondere comunicazione e atto linguistico (nella fattispecie, un classico "avvertimento"):

«Cuba ha vissuto per molti anni grazie a grandi quantità di PETROLIO e DENARO provenienti dal Venezuela. In cambio, Cuba ha fornito "Servizi di Sicurezza" agli ultimi due dittatori venezuelani, MA ORA NON PIÙ! La maggior parte di quei cubani è MORTA nell'attacco degli Stati Uniti della scorsa settimana e il Venezuela non ha più bisogno di protezione dai teppisti e dagli estorsori che li hanno tenuti in ostaggio per tanti anni. Il Venezuela ora ha gli Stati Uniti d'America, l'esercito più potente del mondo (di gran lunga!) e proteggerli, e noi li proteggeremo. NON CI SARANNO PIÙ PETROLIO O DENARO DIRETTI A CUBA - ZERO! Suggerisco con forza che facciano un accordo, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI. Grazie per la vostra attenzione su questa questione. Presidente DJT».
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La verità pubblicata anche su Truth.

Il riquadro a sinistra è stato pubblicato dallo stesso Donald Trump, che si definisce "facente funzione di presidente del Venezuela".

Quello a destra è una sagace risposta di un utente, che vale un articolo di fondo: chi è il "facente funzione di presidente degli USA"?

Il solo errore nella risposta è la decorrenza del ruolo attribuito, del tutto correttamente, al ricercato con mandato d'arresto internazionale Benjamin Netanyahu.

Dovrebbe essere (almeno): "October 7, 2023"
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Che cos'è l'"Internet dei corpi"?

Era stato spiegato già 40 anni fa da una canzone e il video associato.

Allora poteva sembrare fantascienza distopica (compresa l'abolizione del contante).

Adesso ci fanno sopra convegni di propaganda.
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Scienza e Democrazia
Il dovere della memoria - 2. Fidel Castro all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 12 ottobre 1979, paragona il trattamento subito dagli «eroici palestinesi» per mano degli israeliani alla persecuzione nazista degli ebrei, e lo definisce «genocidio».…
Perché in Italia abbiamo assistito a una tale ritrosia a definire "genocidio"...

...ciò che il governo israeliano ha fatto e continua a fare in Palestina?

La ragione è più semplice di quello che potrebbe sembrare.

C'è una legge, l'Articolo 604 bis Codice Penale, che afferma:

«Si applica la pena della reclusione da due a sei anni se la propaganda ovvero l'istigazione e l'incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione, sulla minimizzazione in modo grave o sull'apologia della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale»

In particolare, l'Art. 6 dello Statuto della CPI recita:

«Articolo 6. Crimine di genocidio

Ai fini del presente Statuto, per crimine di genocidio si intende uno dei seguenti atti commessi con l'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, in quanto tale:

a) uccidere membri del gruppo;
b) cagionare gravi danni all'integrità fisica o psichica di membri del gruppo;
c) sottoporre deliberatamente persone appartenenti al gruppo a condizioni di vita tali da comportare la distruzione fisica, totale o parziale, del gruppo stesso;
d) imporre misure volte ad impedire le nascite all'interno del gruppo;
e) trasferire con la forza bambini appartenenti al gruppo in un gruppo diverso.»


È evidente, e non richiede per stabilirlo nessuna particolare perizia giuridica, che dall'ottobre 2023 Israele si è macchiata di tutti i crimini descritti a) -e) contro il popolo palestinese. E si noti che ne basterebbe uno per qualificare come "genocidio" quanto fatto, dato che l'«intento» è stato dichiarato non una ma innumerevoli volte dagli stessi esponenti di quel governo.

Quindi, a norma dell'articolo 604 bis del Codice Penale, chi in Italia ha minimizzato «in modo grave», e «in modo che derivi concreto pericolo di diffusione» per la sua propaganda, il crimine di genocidio è passibile di reclusione da 2 a 6 anni.

E a norma dell'Art. 112 della Costituzione italiana, l'«azione penale» del pubblico ministero è un «obbligo».

Domanda: quante cariche dello Stato, senatori a vita, politici, giornalisti hanno non solo minimizzato, ma preso pubblicamente (e raggiungendo milioni di persone) le difese del comportamento del governo israeliano negli scorsi due anni e mezzo?

E perché la magistratura non si è sentita in obbligo di intervenire prontamente e applicare il citato articolo 604 bis del Codice Penale?...
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