Scienza e Democrazia
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L'ex ambasciatore italiano in Cina descrive lucidamente...

...lo sfondo dell'ennesima aggressione USA:

«Il vero stato canaglia del pianeta, gli Stati Uniti d’America, stanno aggredendo un paese sovrano, che nulla ha fatto contro la più grande “cosiddetta democrazia” del pianeta, guidata in questo momento da un sociopatico bisognoso di cure psichiatriche, ma in realtà teleguidato dalle grandi corporazioni private che controllano, in sequenza, lo stato profondo (Cia, Fbi, Nsa e le altre sorelle di merende), i produttori di morte (armi e virus), generali “stranamori” pronti a distruggere il mondo per sete di potere, e politici al soldo del miglior offerente.

Aggredendo il Venezuela, il bellicismo americano, conferma di essere la concentrazione di potere finanziario, militare e tecnologico più pericolosa oggi sul pianeta Terra, pronta finanche a mettere a repentaglio la sopravvivenza del genere umano, priva di umanità e di rispetto dei diritti altrui.

Come tutti i vigliacchi, tuttavia, gli Stati Uniti non si attentano ad attaccare grandi potenze come la Russia o la Cina, ma paesi poveri e indifesi, che però non si piegano ai capricci imperiali, che difendono la loro sovranità, facendo semmai errori come tutti, ma che cercano la strada per generare quel po’ di prosperità e benessere per i propri cittadini che le loro condizioni politiche ed economiche consentono.»
[segue]
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Se Tajani, Meloni, Renzi ecc. fossero arrestati per l'intervento di un paese straniero, si troverebbero opinionisti, in Italia e altrove, pronti ad osservare...

...che l'Italia sarebbe diventata «un Paese migliore, senza se e senza ma»?

E, se sì, il loro giudizio sarebbe più o meno fondato di quello di Renzi sull'arresto di Maduro?
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Gustavo Pedro, presidente della Colombia.

«Una banda di pedofili cerca di distruggere la nostra democrazia. Per far sì che la lista di Epstein non sia rivelata, inviano navi da guerra a uccidere pescatori e minacciano il nostro vicino con una invasione per il suo petrolio»
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Nonostante i tentativi di rappresentare l'opinione pubblica venezuelana come grata agli USA del loro "intervento"...

...nozione, peraltro, intrinsecamente inverosimile (soprattutto in Italia, dove è tristemente noto che cosa significhi essere "liberati" dagli USA...), la cronaca di questi giorni mostra grandi manifestazioni di protesta anti-USA e di solidarietà verso il presidente rapito.
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L'amianto, Casale Monferrato e i servizi segreti israeliani.

La vicenda di uno dei più famigerati cancerogeni, l'amianto, presentato dall'industria che ne faceva uso come un grande successo tecnologico.

Con tanto di autorità mediche che stabilivano che, quali che ne fossero i rischi, i benefici li superavano e di gran lunga. Per esempio su Lancet si leggeva nel 1967:

«[sarebbe] ridicolo mettere fuorilegge questo prezioso e spesso insostituibile [sic!] materiale in ogni circostanza [in quanto] l’amianto può salvare più vite di quante ne possa mettere in pericolo

Sembrano frasi che rassomigliano a quelle sentite anche di recente a proposito di ogni tecnologia, medica e non, offerta dall'industria alle masse timorose e retrive?

Se non ricordo male, direi di sì.

Rimando alla seconda parte di un mio articolo apparso nel 2009 su Biologi Italiani per maggiori particolari, e in particolare sul ruolo avuto dagli esperimenti su animali per ritardare l'assunzione di divieti di estrazione e uso. A proposito, nonostante la sede "nobile" della pubblicazione, non mi è capitato in un quindicennio di essere invitato da nessuna scuola a parlarne.

L'Italia ha subito in maniera drammatica le conseguenze dell'installazione della fabbrica di Eternit (una lega di cemento e amianto) a Casale Monferrato, dove ancora oggi ogni anno muoiono di mesotelioma circa 50 persone. Il mesotelioma, in particolare quello pleurico, è un tipo di cancro a prognosi infausta e specificamente associato all'inalazione di fibre di amianto, anche in contesti non lavorativi, e con un'incubazione che può arrivare ai 40 anni.

Il dirigente di quell'industria, lo svizzero Stephan Schmidheiny ha fatto di tutto per sfuggire alle proprie responsabilità. E c'è riuscito, finora, con l'annullamento in Cassazione nel 2014, per prescrizione, di due sentenze di condanna, prima a 18 e poi a 9 anni e mezzo di carcere.

La puntata di Report trasmessa ieri sera dovrebbe produrre un cataclisma istituzionale (se ne veda anche la segnalazione qui).

Infatti rivela in dettaglio che a influenzare questa assurda conclusione giudiziaria (speriamo non definitiva, dato che è in corso un nuovo processo) della strage industriale dell'Eternit è stata la rete di agenti ed ex agenti dei servizi segreti israeliani (tra cui un predecessore di Netanyahu, Ehud Barack), le cui manovre sono venute alla luce con il rilascio, per quanto parziale, dei documenti sul caso Jeffrey Epstein ("un affare disgustoso, ma così noioso..." - ci assicurava niente altri che Donald Trump: e Trump. come si sa, è «a honest man»).

Il servizio di Report mostra minuziosamente anche le strategie di "imbiancamento" dei crimini industriali, con le quali si crea nell'opinione pubblica una immagine benevola, e addirittura "ecologista"(!) dei responsabili.

Meriterebbe di essere mostrato, illustrato e discusso nelle scuole, per spiegare, se non altro, quale dovrebbe essere la funzione del giornalismo in una democrazia.
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L'appello di Jeffrey Sachs al Consiglio di Sicurezza dell'ONU dopo l'aggressione USA al Venezuela.

Il Consiglio di Sicurezza messo davanti al bivio tra assumersi le sue responsabilità o dissolversi nell'irrilevanza - e stavolta, nell'era nucleare, non è a rischio solo un'istituzione, ma la specie umana.

Che siamo in un momento storico in cui le cose dette da Sachs siano diventate necessarie è un'ulteriore prova dell'abbrutimento delle classi dirigenti "occidentali" - e in particolare del principale colpevole del caos geopolitico, cioè quella degli USA.
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Qual è stato durante la campagna elettorale il programma di politica estera di Trump?

L'esatto opposto della sua politica attuale. Estratto da una interessante intervista del giudice Andrew Napolitano all'ex analista CIA Larry Johnson.

Questo è un sintomo sufficiente per la diagnosi di "classe dirigente eversiva", perché l'incoerenza con ciò che era stato promesso al momento di chiedere il voto all'elettorato rompe il patto sociale alla base della democrazia rappresentativa.
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La NATO difenderà la Groenlandia...

...contro la NATO - sostiene, sembra di capire, il ministro degli Esteri tedesco.

Ci si ricorda del titolo di un gran libro di Danilo Dolci: Chi gioca solo (il proverbio siciliano continua: "non perde mai"). Uscì in prima edizione nel 1966 per Einaudi, ed ebbe l'anno dopo una nuova edizione (393pp).

Il libro non è stato ristampato nell'ultimo mezzo secolo. È fondamentale sia come ricerca su una possibile rifondazione della politica dal basso, sia, più in particolare, per capire il rapporto tra mafia e politica.

Uno dei protagonisti della vicenda di appoggio mafioso ivi ricostruita e documentata è Bernardo Mattarella, maggiorente democristiano - e padre di Piersanti e Sergio.

Per questa inchiesta e la pubblicità datale, Dolci e il suo collaboratore Franco Alasia furono querelati e processati (l'edizione 1967 riporta un'ampia documentazione al riguardo).

A difendere Bernardo Mattarella era Giovanni Leone. «Non posso non pensare - scrive Dolci, commentandone l'ostruzionismo al processo - che questo è lo stesso personaggio presentato da gran parte dell'Italia come candidato alla Presidenza della Repubblica».

E, poiché siamo in Italia, questa osservazione diventò, 4 anni dopo, una profezia.
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"Chiedo per un cugino a Washington"...

..."Ma siamo proprio sicuri che Giorgia Meloni non è una narcotrafficante?" (cit. modificata).
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