Scienza e Democrazia
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Problemi di interpretazione Il 1o giugno il presidente della Repubblica ha esplicitato i principî a cui l'Italia deve rifarsi: «"[...] Rifiuta[re] con determinazione baratti insidiosi: sicurezza a detrimento dei diritti, assenza di conflitti aggressivi…
Il dibattito nella maggioranza sulla politica estera italiana: un esperimento di surrealismo?

Lega e Forza Italia fingono di dissentire sulle parole di Mattarella a proposito delle due «sovranità».

- Ma come, proprio il 2 giugno (festa della Repubblica), non ha parlato della sovranità italiana! «La sovranità nazionale è essenziale»!

- No, ha fatto bene «a sottolineare la nostra prospettiva europea»...

Questa è una discussione tra due compagnie di teatranti intorno a due non-entità.

Prendere sul serio un tale battibecco autopromozionale come se nascondesse abissi di pensiero significa accettare che il famigerato quintetto di partiti continui ad occupare uno spazio del tutto ingiustificato nella sfera pubblica italiana.

E questo in piena campagna elettorale.
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10.IV.a Elezioni europee Nel seguito assumeremo la ragionevolezza di dare un voto efficace. Tratteremo adesso dei criteri di scelta dei 76 europarlamentari spettanti all'Italia (su un totale di 720). In realtà, in questa tornata elettorale il cittadino…
Supplemento 10.IV.a.1 Libertà e Cateno De Luca

Per screditare Libertà si stanno da settimane diffondendo video in cui il coordinatore, Cateno De Luca (CDL), in qualità di sindaco di Messina, si accaniva contro i resistenti alla reclusione pandemica e alla pseudovaccinazione.

Sono video autentici e deplorevoli.

Per alcuni, però, ciò condannerebbe all'ignominia tutte e 19 le liste presenti in Libertà.

Ciò è implausibile già a una primissima riflessione. Ma ci sono almeno tre solide ragioni che confutano la "tesi dell'ignominia collettiva" e che meritano di essere considerate.

La prima è che CDL ha pubblicamente ammesso l'errore di fidarsi delle indicazioni istituzionali che riceveva.

Ma ha fatto di più.

Ha pure sottolineato il danno personalmente subito dai "vaccini" che, in buona fede, si era fatto anche lui somministrare.

Non sappiamo di altri politici che abbiano dichiarato così chiaramente di essersi sbagliati sulla gestione "covid-19" e di rimpiangere, anche a titolo personale, di aver creduto alle "autorità".

Non accettare, anzi denigrare, questa cosa così rara - il ripensamento pubblico - può essere solo un sintomo del fatto che qualcuno ha paura del successo di Libertà.

La seconda e più forte ragione è che CDL, ammettendo nel proprio "cartello" 19 liste che non sarebbero mai riuscite ciascuna a raccogliere 15.000 firme (per ognuna delle 5 circoscrizioni), ha compiuto la mossa più anti-sistema che si ricordi in molti anni, da parte di qualsiasi personaggio politico italiano.

Ha infatti neutralizzato la manovra (che un giorno, ma come al solito troppo tardi, sarà giudicata contraria a ogni trattato nazionale ed europeo) con cui i partiti di governo avevano tentato di escludere dalla competizione elettorale tutti tranne sé stessi.

La terza ragione è che le liste componenti di Libertà possono, e anzi devono, farsi valere indipendentemente con le preferenze conquistate, ciascuna grazie alla propria campagna elettorale e al precedente "lavoro sul territorio".

Insomma, l'idea che per "castigare" i trascorsi di CDL occorra condannare al silenzio (come avrebbe voluto il governo...) tutti i gruppi a cui lui ha coraggiosamente permesso di avere una voce in queste elezioni forse nemmeno meritava di essere discussa.

Ma vale la pena averla ricordata a testimonianza del basso livello a cui è scesa la lotta politica in Italia, anche tra chi è, o più verosimilmente finge di essere, "contro il sistema".
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Educazione civica per ministri. Parla il ministro della Difesa Crosetto: «“Lo diremo ai nostri alleati in modo franco, leale, sereno, senza alzare i toni – aggiunge il ministro -. Io penso che il dettato della nostra Costituzione ci dica, all’articolo 11…
Il ministro Crosetto l'educazione civica non l'imparerà mai.

Perché è stato collocato al suo posto appunto per non impararla.

Spiega Alessandro Orsini:

«[...] Lo ripeto: non fidatevi di Crosetto.

Non c'è niente di sincero e di leale in quest'uomo. Crosetto è semplicemente un uomo della Casa Bianca. Dopo le elezioni, Crosetto farà ciò che Biden gli chiederà. Se Biden gli chiederà di inviare soldati italiani in Ucraina, Crosetto invierà i soldati italiani in Ucraina.

[...] Crosetto non è diventato ministro della Difesa per tutelare gli interessi nazionali dell'Italia, ma per tutelare gli interessi della Casa Bianca contro quelli dell'Italia.

Svegliatevi: Crosetto è il più grande nemico dell'Italia e dei nostri figli.

Crosetto si sta organizzando per portare l'Italia nella Terza guerra mondiale.

E ricordate: Giacomo Matteotti, da tutti celebrato, era un pacifista.

Matteotti oggi sarebbe un nemico acerrimo di Guido Crosetto.

Avanzi l'Italia, avanzi la pace. Risorga il movimento pacifista".»
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Il mondo salvato dai bambini.
Né Pace, né Dignità.

In un'intervista, il principale esponente di "Pace, Terra e Dignità", Michele Santoro, ha così risposto alla domanda se l'Italia debba uscire dalla NATO:

«"In questo momento non possiamo rinunciare alla nostra difesa, in questo momento la Nato è necessaria. Per quanto io sia favorevole in futuro a un superamento dell'Alleanza, nel momento in cui c'è una guerra non possiamo disarmarci unilateralmente.»

Cioè, secondo Santoro la NATO ci protegge dato che «c'è una guerra».

Ma chi l'ha scatenata questa guerra?

La risposta è nota: le mire espansionistiche del governo USA, attraverso la NATO.

È strano che a un giornalista italiano (anzi meridionale) sfugga che quando una cosca mafiosa "protegge", chi le paga il pizzo (e quello della NATO è enormemente esoso, e lo sarà ancora di più) si protegge principalmente dalle ritorsioni della cosca stessa in caso di rifiuto.

Non paghi il pizzo? Qualche giorno dopo il tuo negozio va in fiamme. Chi l'ha incendiato? Colpa tua, non eri "protetto"...

Ma se invece paghi il pizzo, che fine fa la "Dignità"?

Quel che è peggio, è che se ci capita una cosca mafiosa aggressiva (come la NATO), questa entra in conflitto con altre cosche per allargare la propria sfera d'influenza.

In tal caso siamo noi, i suoi "protetti", a diventare bersagli potenziali delle cosche "nemiche".

E allora che fine fa la "Pace"?

Santoro prosegue:

«Ma ora sarebbe sbagliato uscire dall'Alleanza atlantica, anche se deve essere un'alleanza difensiva - se attaccati ci protegge - e non portare la guerra in altri Paesi come sta accadendo»

Cioè «sarebbe sbagliato» uscire dalla NATO, se questa fosse «un'alleanza difensiva» e «non porta[sse] la guerra in altri Paesi come sta accadendo».

Ne segue che, al momento attuale, sarebbe giusto uscire dalla NATO!

Si direbbe, insomma, che del nome del partito resti solo la "Terra".

Sotto cui nascondere le incoerenze di un'ambigua proposta politica.
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Né Pace, né Dignità. In un'intervista, il principale esponente di "Pace, Terra e Dignità", Michele Santoro, ha così risposto alla domanda se l'Italia debba uscire dalla NATO: «"In questo momento non possiamo rinunciare alla nostra difesa, in questo momento…
Ecco dove ci sta portando la "fedeltà atlantica"

Il governo USA, per salvare la faccia in attesa delle presidenziali del 5 novembre - una faccia sporca di sangue - dà il proprio consenso all'uso di armi americane, da parte dell'Ucraina, contro postazioni sul suolo russo.

Il governo italiano deve immediatamente chiedere un confronto con tutti gli stati membri della NATO per dissociarsi da questo salto deciso a Washington verso la guerra nucleare in Europa.

Dove sono quelle «condizioni di parità con gli altri Stati» esplicitamente prescritte dall'art. 11 della Costituzione?

È sempre più evidente come certe posizioni "moderate" sulla NATO favoriscono sviluppi imprevedibili, che possono porre fine alla civiltà europea.
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ChatGPT: ancora non ci siamo!

Poverina: evidentemente le avevano fatto sentire conversazioni politiche solo con certi nomi di partito.

Altrimenti non sarebbe mai riuscita a vedere la differenza: nemmeno lei che è così brava.

Ma la lacuna sarà presto colmata.

Prossimamente aggiungerà che, dopo tutto, anche FdI, FI e Lega possono andare.
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10.4.b Elezioni europee. Un ultimo punto: sui partiti del quintetto e loro appendici ci sarebbe moltissimo altro di negativo da dire. Per esempio, si potrebbe aggiungere il criterio "von der Leyen": chi è stato in buoni rapporti con VDL, o chi ha detto di…
11. Elezioni degli enti locali.

In Italia l'8 (sabato, 14-22) e 9 giugno (domenica, 7-23) si voterà il rinnovo della nostra "quota" di Parlamento Europeo (76 seggi), del consiglio regionale in Piemonte, e dei consigli comunali in 3701 comuni italiani (circa il 40%).

Nel resto dei Paesi dell'UE le date potranno essere diverse, ma comprese tra il 6 e il 9. Invece lo spoglio comincerà ovunque alle 23 di domenica (l'eventuale ballottaggio per le comunali sarà il 23-24 giugno).

Di solito anche chi predica l'astensionismo alle elezioni europee è più cauto con le elezioni degli enti locali. Ogni comune ha i suoi problemi, e il cittadino spesso si è fatto un'idea, basata sull'esperienza, circa la capacità dei candidati e dei loro partiti di affrontarli.

Alcuni pensano che l'ideologia politica dei candidati alle comunali non sia poi così importante: conterebbero di più doti del tipo che vorremmo in un buon amministratore di condominio.

Tuttavia la (lunga) stagione covid-19 ci ha mostrato un altro lato della questione: come gli amministratori locali siano pronti a recepire e infliggere, a volte con ottusa spietatezza, le indicazioni provenienti dal governo centrale. È chiaro che questi comportamenti, in assenza di un "mea culpa" pubblico dei responsabili, sono da ricordare, per tenerne conto al momento del voto.

Oggi si leggono su alcuni cartelloni elettorali motti come "Il futuro non si ferma" e "Indietro non si torna", che, alle persone normali, fanno venire un brivido lungo la schiena: come se l'ultimo quadriennio rappresentasse un modello da imitare e proseguire...

Quando poi vediamo candidati raffigurare nei propri manifesti noti personaggi della politica nazionale, che andrebbero scartati anche solo per la mutua simpatia che li lega alla presidente della Commissione europea (vedi il "criterio von der Leyen"), ci si chiede:

- ma quale elettore può essere così disinformato, o avere vedute così campanilisticamente ristrette, da trascurare queste affinità e anzi decidere di premiarle con il proprio voto?

Ma purtroppo elettori di questo genere esistono... altrimenti non esisterebbero queste pubblicità elettorali.

Si dirà che, nel caso degli enti locali, questi criteri sono un po' troppo vaghi. E allora per essere più concreti citeremo alcuni, pochi, esempi - ignorati quasi da tutti, come se non fossero abbastanza importanti - che rivelano il filo che lega l'amministrazione locale a scelte ideologiche e a gruppi di pressione di cui però in campagna elettorale non si parla.

1) All'inizio delle restrizioni covid-19 le società del trasporto urbano decisero, col consenso delle autorità comunali, che fosse utile sostituire alle fermate degli autobus la solita tabella degli orari... con una contenente solo un codice QR.

Adesso, quattro anni dopo e dopo la fine ufficiale della "pandemia", com'è la situazione degli orari indicati alle fermate? Sono tornati quelli di prima?

Oppure senza un cellulare a portata di mano quando si è alla fermata non si può sapere a che ora passerà il prossimo autobus?

2) Andate in una qualsiasi biblioteca, ufficio universitario o altra amministrazione comunale. Per ritirare un certo documento dovete pagare una certa piccola cifra.

Se offrite il pagamento in contanti, vi viene accettato?

Per legge dovrebbero (art. 1277 del Codice Civile e art. 693 del Codice Penale).

Ma le Pubbliche Amministrazioni di alcuni comuni lo rifiutano e vi chiedono invece di pagare attraverso una certa piattaforma telematica.

E se fate presente che stanno commettendo un reato, restano indifferenti.

Queste amministrazioni comunali stanno lavorando per i cittadini o per qualcun altro?
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10.4.b Elezioni europee. Un ultimo punto: sui partiti del quintetto e loro appendici ci sarebbe moltissimo altro di negativo da dire. Per esempio, si potrebbe aggiungere il criterio "von der Leyen": chi è stato in buoni rapporti con VDL, o chi ha detto di…
3) La CE ha deciso, con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che in Italia si debbano costruire 20 o 22 biolaboratori, circa uno per ogni regione italiana, con livello di sicurezza 3 (il laboratorio, famigerato, di Wuhan è del livello massimo, il n. 4).

Pensate che ciò vada nel migliore interesse dei cittadini?

Ritenete veramente che ciò che si farà in questi biolaboratori potrà essere controllato dai cittadini?

Se il vostro comune è, o è nelle vicinanze di, uno dei siti programmati, l'amministrazione comunale ha avvertito la cittadinanza, aprendo un dibattito pubblico sulla questione?

E vi ha tenuto informati sugli sviluppi del progetto?

4) Se siete fra quelli che pensano che l'acqua del rubinetto sia poco affidabile, e per questo comprate quella contenuta in bottiglie di plastica in vendita, ...potreste sbagliarvi.

Però un dubbio è legittimo.

Anche se conoscete le analisi periodiche della più vicina fontanella pubblica (a proposito: siete in grado di conoscere le analisi complete dell'acqua minerale che acquistate?), le tubature del vostro stabile potrebbero essere antiquate e immettere nell'acqua sostanze tossiche.

Il vostro comune vi permette di ottenere analisi complete dell'acqua del vostro rubinetto a un prezzo politico?

Anche soltanto questi quattro punti permettono di farsi, in molti casi, un'idea di come gli attuali amministratori comunali considerano i cittadini.

E in particolare quanto obbediscano a ordini provenienti da centri di potere politico ed economico esterni alla comunità locale, e a danno di questa.
[continua]
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3) La CE ha deciso, con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che in Italia si debbano costruire 20 o 22 biolaboratori, circa uno per ogni regione italiana, con livello di sicurezza 3 (il laboratorio, famigerato, di Wuhan è del livello massimo…
12. Conclusione

Alle elezioni europee del 2019, in Italia più di 23 milioni di elettori non andarono a votare.

I manovratori tirarono un respiro di sollievo e continuarono a trasportarci verso il precipizio.

Per quanto visto, una persona storicamente e politicamente consapevole non crederà per un solo istante alla fantasticheria del "partito degli astensionisti" come "vero vincitore".

Come dice la saggezza popolare, chi tace acconsente - e mai come in questo caso è vero.

D'altra parte è un fatto che molti cittadini sono elettori identitari.

Votano, se votano, nomi di partiti, non programmi politici. E si sentono legati psicologicamente a ciò che quei nomi suggeriscono.

Per esempio, alcuni continuano a votare PD perché ne ricordano le origini nel Partito Comunista Italiano... senza rendersi conto che è un caso, di sicuro interesse per gli entomologi della politica, di metamorfosi inversa: dalla farfalla al verme.

Oppure, chi vota Fratelli d'Italia forse non si rende conto dell'abisso tra questa lista, scondinzolante in completo Armani sui gradini della Casa Bianca, e l'autore dell'inno nazionale, morto a 21 anni difendendo la Repubblica Romana nel 1849 contro gli assedianti francesi.

E lasciamo perdere chi è così fuori dalla realtà da pensare di votare M5S dopo il 2017, soltanto per quella parola - "Movimento" - rimasta nel suo nome come un rifiuto speciale che fa comodo non eliminare.

Naturalmente esiste anche l'elettore identitario non votante - quello che dice, con evidente orgoglio: "Non voto da vent'anni" o "Non ho mai votato".

Poveri illusi quelli della Repubblica Romana, che nella sua breve esistenza aveva introdotto il suffragio universale...

Una cosa, però, dovrebbe essere chiara.

Chi non vota da anni e anni (a meno di non essersi stabilito nella Foresta Amazzonica per una sua scelta di vita) è una persona che anno dopo anno ha dato la stessa risposta a quella che ogni anno era una domanda diversa.

In questo momento storico ha un'inedita urgenza occupare quanti più spazi di rappresentanza che possano interpretare la protesta contro la cupola mondiale che vuole la guerra. E la vuole perché

- così rafforza la sua posizione di potere,
- crede nell'eliminazione delle "persone inutili".

Non votare adesso, in particolare alle europee, non ha quindi lo stesso significato che aveva dieci o vent'anni fa.

In breve l'elettore identitario, in entrambe le versioni - votante e non votante - è un irrazionalista.

Sotto il profilo della capacità di decisioni razionali, è anche peggiore di quello che il voto se lo vende.

Un ultimo punto.

Sondaggi, telegiornali e rubriche televisive stanno facendo ciò che ci si poteva aspettare: ignorano Libertà, come anche PTD (che, dispiace dirlo, cerca di conquistare spazio sui media con prese di posizione deludenti e inconsistenti) e DSP. Cioè danno all'elettorato l'impressione che i giochi siano già fatti - e che, guarda caso, ad "aver vinto" siano quelli che occupano quasi ogni spazio disponibile sui principali media e sui cartelloni stradali.

Agli elettori consapevoli della gravissima situazione provvedono invece i finti "anti-sistema", che esortano a non votare, anche inventandosi normative europee inesistenti.

È bene che i cittadini si rendano conto che sono loro che, attraverso le loro scelte di voto, compreso il non votare, decideranno chi potrà pretendere di rappresentarli in UE - è poco e non basterà, dati i gravissimi limiti democratici dell'UE, ma è una delle cose da fare.

A meno che sia in funzione una macchina dei brogli, non è ancora noto quale sarà l'esito di queste elezioni.

I giochi non sono già fatti. Siamo noi che li stiamo facendo.
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Dalla "più grande democrazia" del mondo Gli studenti anti-genocidio della Columbia University (New York) occupano l'università. La polizia irrompe nell'edificio, impone ai giornalisti di non fare riprese, aggredisce gli studenti, e fa arresti di massa,…
Continuano le agitazioni degli studenti USA contro la complicità con i crimini di Israele.

Gli studenti anti-genocidio hanno occupato il rettorato dell'università di Stanford dopo che le autorità universitarie hanno ignorato il referendum tra gli studenti, il 75% dei quali vuole il disinvestimento da Israele.

Invece hanno chiamato la polizia che ha fatto un'irruzione e arrestato 13 studenti.

Nonostante la fine delle lezioni in molti campus universitari degli Stati Uniti le proteste continuano in varie forme, comprese le interruzioni di cerimonie accademiche.

Silenzio giornalistico quasi totale in Europa sulla rivolta studentesca americana.
Scienza e Democrazia pinned «Marco Mamone Capria ELEZIONI. GUIDA PER I PERPLESSI [Pubblicato a puntate su questo canale dal 5 maggio al 6 giugno 2024] 1. Disertare le urne? 2. Come il sistema di potere interpreta il non andare alle urne. 3. "Ma allora perché quei certi politici fanno…»
Giornalisti italiani contro i loro direttori servili e guerrafondai?...

Per capire fin dove il fanatismo atlantista ha portato il giornalismo italiano, è sufficiente la prima pagina di Repubblica di ieri, in occasione dell'ottantesimo anniversario dello sbarco in Normandia.

Il paragone tra la Normandia e Kiev presuppone, innanzitutto, un falso storico: il supposto ruolo decisivo svolto dagli Stati Uniti nella caduta del nazismo. La realtà è ben altra, e questo diagramma, sulle perdite militari russe e statunitensi sul fronte occidentale è sufficiente per rendersi conto di come siano andate in realtà le cose.

La stessa operazione iniziata con lo sbarco in Normandia non avrebbe avuto successo, come riconosciuto dallo stesso Eisenhower, senza la contemporanea offensiva sovietica che impedì il trasferimento di truppe tedesche in Francia.

Se proprio vogliamo attribuire un primato agli USA nella sconfitta del nazismo, non è quindi a Washington che dobbiamo assegnarlo, ma a...Hollywood.
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Giornalisti italiani contro i loro direttori servili e guerrafondai?... Per capire fin dove il fanatismo atlantista ha portato il giornalismo italiano, è sufficiente la prima pagina di Repubblica di ieri, in occasione dell'ottantesimo anniversario dello…
[segue] In secondo luogo è paradossale che si assimili la liberazione della Francia dai nazisti a ciò che sta facendo la dittatura ucraina, "interpretata" da Zelensky ma frutto del colpo di stato targato CIA del 2014, la quale prende a modello niente meno che il collaborazionismo ucraino fio-nazista incarnato in Stepan Bandera.

In terzo luogo la frase "Kiev, la nostra Normandia" è scritta senza virgolette, come se il noto quotidiano facesse suo questo delirante e irresponsabile paragone - e con esso, implicitamente ma non troppo, incitasse all'invasione statunitense dell'Ucraina.

Vale a dire: Repubblica si augura lo scoppio della III guerra mondiale, contro gli interessi e la volontà di tutti i popoli - a partire da quello ucraino.

Gli storici del futuro, se un futuro ci sarà, non crederanno ai loro occhi guardando questa prima pagina.

Fortunatamente, ben quattro valorosi giornalisti delle principali reti televisive si sono ribellati all'irresponsabile e astorica esaltazione del supporto militare di USA e UE al governo ucraino nell'anniversario del celebre «giorno più lungo».

L'hanno fatto con trasparente ironia, parlando non dello "sbarco in Normandia", ma dello «sbarco in Lombardia».

Data la capacità e la profondità di prospettiva con cui quelle televisioni descrivono, giorno dopo giorno, la scena internazionale contemporanea, nessuno infatti vorrà pensare che si sia trattato di una manifestazione non di pacifismo, bensì di analfabetismo storico...
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Sugli influenzatori dell'astensionismo.

Un ottimo discorso contro l'astensionismo in un video in tre parti di Walter Monici: (1), (2), (3).

La parte 2 contiene una critica di American Moon di M. Mazzucco su alcuni punti; ovviamente non è esauriente, né dirimente, ma meriterebbe di essere presa in considerazione.
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[segue] In secondo luogo è paradossale che si assimili la liberazione della Francia dai nazisti a ciò che sta facendo la dittatura ucraina, "interpretata" da Zelensky ma frutto del colpo di stato targato CIA del 2014, la quale prende a modello niente meno…
«Tutta la propaganda di guerra, tutti gli strilli, le bugie e l'odio, provengono senza eccezione da persone che non stanno combattendo

George Orwell, Omaggio alla Catalogna (1938)
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I fatti, questi sconosciuti.

I Paesi Bassi sono andati alle urne il 6 giugno, e quindi per essi si dispone già dei sondaggi fatti all'uscita dalle urne - i cosiddetti "exit poll" (EP).

Lasciamo perdere perché ci si debba fidare che chi ha appena votato debba ripetere, a beneficio delle agenzie di sondaggi, il voto dato... E se sospettasse che qualcuno stia usando questi EP per conoscere che cosa ha votato?

Comunque sia, i fatti alla base della notizia sono i seguenti:

- all'Olanda spettano 31 seggi al parlamento europeo;
- il partito belga PVV è descritto come favorevole alle «politiche razziste [?] anti immigrati, euroscettiche e negazioniste del cambiamento climatico [sic]»;
- il PVV alle ultime elezioni europee aveva preso un solo seggio, o meglio zero seggi, dato che il candidato vincitore aveva poi abbandonato il partito;
- gli EP dicono invece che a queste elezioni il PVV potrebbe aver preso 7 seggi, quindi un grande successo;
- tale risultato è correlato a un'affluenza maggiore del previsto in Olanda.

Come viene intitolata e interpretata questa notizia? Ecco:

«Elezioni europee, exit poll: subito una doccia fredda per Meloni dall'Olanda»

Ora, in un certo senso lo è: i dati suggeriscono che i partiti più radicali ed anti-UE sono in rimonta, e attingono anche all'elettorato finora astensionista.

Una buona notizia.

D'altra parte Fratelli d'Italia è uno dei partiti più pro-UE in Europa, non è affatto critico della teoria del cambiamento climatico, e pur avendo fatto campagna "contro l'immigrazione" ha visto aumentare del 50% l'immigrazione nel 2023 rispetto al 2022.

Quindi FdI non è per niente assimilabile al PVV, e avrebbe ragione di temere le conseguenze del calo dell'astensionismo che sembra invece aver favorito il PVV.

Ma qual è l'argomento alla base del titolo citato? È difficile anche solo da immaginare:

1) FdI sarebbe come il PVV, in quanto "di destra" (!);
2) il PVV avrebbe avuto un risultato deludente, in quanto si "prevedeva" (chi, quando, come e perché?) che potesse raggiungere "1/3 dei seggi disponibili", cioè, diciamo, 10 - e invece sarebbero "solo" 7... si ricordi: a partire da uno o da zero!).

Questa sarebbe dunque la «doccia fredda» per Meloni...

È chiaro che chi ha letto frettolosamente questa notizia tenderà a comportarsi come segue:

- se è a favore di FdI, "correrà al soccorso" e andrà a votarlo;
- se è contrario alla "destra", si asterrà.

Ambedue le scelte, guarda caso, in realtà favorirebbero FdI...

La scelta giusta è invece andare a votare, evitando gli specchietti per le allodole, soprattutto quelli rotti, come il notorio quintetto e sue appendici - se non altro perché in UE portano cinque anni di disgrazie... e questa non è una superstizione.
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