Scienza e Democrazia
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Scienza e Democrazia
La favola di Andreotti e dell'astensionismo. Circola da anni una storiella secondo cui Giulio Andreotti avrebbe rivelato che a un politico "uomo di mondo" come lui, non importerebbe conoscere, all'indomani di un'elezione, le percentuali ottenute dai partiti…
Purtroppo continua a imperversare il solito sofisma contro il voto...

Eccone un esempio.

È un tipico caso di paralogismo per implicito assunto falso. Se lo si esplicitasse, tutti capirebbero che è una sciocchezza. Ma appunto per questo non lo si fa - fatta salva l'eccezione della stupidità che però dovrebbe essere accolta solo come extrema ratio.

L'assunto in questione è che la legittimità di un'elezione dipenda dall'affluenza alle urne anche se si tratta di un'elezione priva di quorum (cioè di soglia percentuale di di validità).

Basta esplicitarlo e si capisce che chi parla vuole ingannare - oppure...

"Ma no, la legittimità di cui si parla è quella morale: come si può occupare una certa carica se si sa che solo una minoranza degli aventi diritto te l'ha assegnata?"

Ora, innanzitutto, in un sistema partitico chiunque occupi una qualsiasi carica è probabile che sia stato eletto solo grazie a una minoranza di voti sul totale dell'elettorato.

Esempio: supponiamo che, miracolosamente, vadano a votare proprio tutti e che il sistema sia il proporzionale puro. Se i partiti sono 10, e ognuno ha ottenuto il 10% dei voti - e quindi dei seggi -, si potrà dire, di ognuno degli eletti, che rappresenta solo un'esigua minoranza (appunto il 10%) dell'elettorato.

Che dovrebbero fare: rinunciare tutti per ragioni "morali"?

In secondo luogo, come in questo canale si è detto più volte, un sistema senza quorum non permette di interpretare il semplice non voto come protesta. Il significato del voto non è una disponibilità del singolo elettore: è intrinseco al sistema elettorale - ne è una parte integrante.

Illustriamo questo punto con un altro esempio.

Supponiamo che in un'elezione il 10% dei voti sia di schede bianche. Nell'attuale sistema elettorale ciò ha un significato univoco: nessuna delle scelte positive offerte era gradita all'elettore. Questa è certamente una forma di protesta.

Ma supponiamo che qualcuno dica: "Niente affatto, la scheda bianca significa che l'elettore ha trovato aspetti condivisibili in tutte le liste elettorali, e che non se l'è sentita di fare torto a nessuna! Quel 10% voleva trasmettere il proprio entusiasmo per l'intera offerta elettorale!".

Questa interpretazione, in termini psicologici, è improbabile, ma non assurda. Eppure non è accettabile perché sarebbe come accusare l'elettore di non capire il meccanismo dell'elezione a cui ha partecipato. E questa è un'accusa che si può muovere, in assenza di prove dirette, solo se non ci sono alternative. E non è questo il caso.

Lo stesso vale per l'astensione dal voto, che in un sistema elettorale senza quorum significa, appunto: "Mi rimetto alla decisione altrui".

Atteggiamento da sempre considerato lodevole da tutta la tradizione politica reazionaria.

Chissà perché...
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La coppia diabolica.

Israele e Stati Uniti hanno votato, insieme all'Argentina, contro una risoluzione dell'ONU che confermava il divieto assoluto della «tortura e altri trattamenti e punizioni disumani e degradanti».

Hanno votato a favore 169 paesi.

Si sono astenuti: Russia, Burundi, Nicaragua, Papua Nuova Guinea.
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L'autore di questo libro... ...di cui non ho letto alcuna opera, ha un curriculum di giornalista d'inchiesta di tutto rispetto, come risulta dalla sua voce su Wikipedia. Ferruccio Pinotti ha scritto libri su vari centri di potere "non governativi", compresi…
Quando nacque la linea censoria secondo cui parlare di lobby di Israele significa «antisemitismo»?

La risposta è semplice: nacque la prima volta che un saggio accademico di alto profilo se ne occupò nominandola fin dal titolo.

Il saggio, poi diventato un libro, era di John J. Mearsheimer e Stephen M. Walt, delle università di Chicago e, rispettivamente, di Harvard e si intitolava: "The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy; fu pubblicato in forma rielaborata e ridotta sulla London Review of Books il 23 marzo 2006.

L'offensiva contro questi contributi fu iniziata da due buoni amici: Alan Dershowitz e... Jeffrey Epstein.

Tra coloro che intervennero per sminuire la portata del libro ci fu un altro conoscente di Epstein: Noam Chomsky.

Chomsky disse che dare importanza a una «piccola lobby etnica» (sic!) supposta nemica dell'«interesse nazionale» degli Stati Uniti, discolpava il governo e che proprio per questo il libro era stato ben accolto. Inoltre lo stesso concetto interclassista di «interesse nazionale», che il legame con Israele avrebbe messo in pericolo, era ambiguo: sicuramente gli interessi dell'industria delle armi erano molto in accordo con la collaborazione tra USA e Israele, senza bisogno di un particolare attivismo della «lobby ebraica».

Nei loro limiti queste considerazioni non sono insensate, ma strano è che nell'intervento di Chomsky (almeno come risulta dal video citato) non ci sia una sola parola sull'altro termine della questione: la politica estera USA.

Eppure Mearsheimer e Walt avevano posto molto chiaramente il vero problema:

«La combinazione tra incrollabile supporto USA a Israele e il connesso sforzo di diffondere la democrazia in tutta la regione [il Medio Oriente] ha infiammato l'opinione araba e islamica e messo in pericolo la sicurezza USA. Questa situazione non ha eguali nella storia politica americana. Perché gli Stati Uniti sono stati disposti a mettere da parte la propria sicurezza per promuovere gli interessi di un altro stato?»

Nel 2006 la situazione del Congresso degli Stati Uniti, quanto all'influenza della lobby israeliana, non doveva essere molto diversa da quella attuale (l'AIPAC è stata fondata nel 1953...), ed è improbabile che Chomsky non lo sapesse.

Chiaramente stava cercando di spostare l'attenzione - come del resto ha fatto circa le responsabilità dell'11 settembre.

Sicuramente Chomsky non è uscito bene come pilota intellettuale durante queste tempeste.
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Il discorso che avrebbe dovuto fare papa Prevost, lo ha fatto Tucker Carlson.

Sono tempi strani, ma per sentir dire urbi et orbi le verità più semplici sul cristianesimo, e cioè:

- che il cristianesimo è una religione universalista, e, in quanto tale, rifiuta la nozione di "popolo eletto", particolarmente su base genetica;

- che niente potrebbe essere più contrario al cristianesimo dell'uccisione di innocenti,

bisogna aspettare che lo dica un giornalista colto, intelligente e coraggioso - non c'è dubbio - come Tucker Carlson.

Mentre dal Vaticano non è venuto niente di così limpido e autorevole.
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Un altro caso sospetto di famiglia criminalizzata e divisa.

Chissà quante famiglie si "salverebbero" dalle premurose cure di Procura e Tribunale dei Minorenni se fossero sottoposte a:

«18 mesi di indagini per supposti reati domestici di cui 3 mesi di audio/video sorveglianza ambientale disposta in tutte le camere di casa loro, plurimi interrogatori cui sono stati sottoposti i figli, al tempo di 7, 5, 3 anni…»

Probabilmente in Italia la malavita organizzata non esisterebbe più se si fosse attuato verso le famiglie sospettate di far parte di Cosa Nostra, 'Ndrangheta, Camorra ecc. un protocollo di sorveglianza paragonabile...

Se si indaga il caso viene il dubbio se certi aspetti (indovinate quali?) del "pensiero e azione" del padre di famiglia, uno stimato odontoiatra, non possano aver sollecitato in chiave persecutoria le autorità preposte.

Chi condivida i dubbi qui esposti può firmare qui.
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I vaccini pediatrici sono sicuri? E tanti tutti insieme possono far male a un bambino?

Per una questione così importante consultiamo una fonte autorevole: l'Unicef (che, però, non fornisce alcun riferimento specifico).

«I vaccini sono sicuri?
Sì, sono molto sicuri. Tuo figlio/ tua figlia ha molte più probabilità di essere danneggiato da una malattia prevenibile tramite vaccinazione che dal vaccino stesso. Tutti i vaccini passano attraverso rigidi test sulla sicurezza, compresi gli studi clinici, prima di essere approvati per il pubblico. I paesi registreranno e distribuiranno soltanto i vaccini che soddisfano rigorosi standard di qualità e sicurezza


Esercizio - Nessuna di queste affermazioni è vera. Spiegare perché.

«Mio figlio è in grado di tollerare tutti questi vaccini?
Sì. Molti genitori hanno paura che tanti vaccini potrebbero sovraccaricare il sistema immunitario del figlio. Ma i bambini sono esposti a centinaia di germi ogni giorno. Di conseguenza, un comune raffreddore o un mal di gola mettono già alla prova il suo sistema immunitario più di qualsiasi vaccino


Esercizio - Perché questo argomento è invalido?

A proposito: dopo la presa di posizione della FDA l'Unicef cambierà la sua risposta a questa domanda?
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Non ci sono stati tafferugli. Le televisioni ne parleranno?

Quanto spazio dedicheranno alle tematiche alla base delle manifestazioni? Intervisteranno i partecipanti? O al massimo intervisteranno un giornalista per dire la sua irrilevante e prevedibile opinione su di esse?
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Coloni israeliani aggrediscono 3 attivisti italiani (tra cui 2 donne) in Cisgiordania.

«Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito di essere in contatto diretto con il consolato, parlando di attivisti “picchiati ma non in condizioni gravi” e annunciando che Roma chiederà chiarimenti alle autorità israeliane.»

Il governo italiano aspetta chiarimenti... Intanto:

«I dati delle Nazioni Unite indicano che ottobre 2025 è stato il mese con il maggior numero di attacchi di coloni registrato in Cisgiordania dall’inizio dell’occupazione, con 264 episodi documentati solo in quelle settimane.»
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Un altro caso sospetto di famiglia criminalizzata e divisa. Chissà quante famiglie si "salverebbero" dalle premurose cure di Procura e Tribunale dei Minorenni se fossero sottoposte a: «18 mesi di indagini per supposti reati domestici di cui 3 mesi di audio/video…
Ulteriore caso che mostra l'aggressione alle famiglie non conformiste...

...in assenza di qualsiasi preoccupazione per il benessere dei bambini.

Chi, di fronte al caso della famiglia di Palmoli, ha cercato di prendere "educatamente" una posizione di equidistanza (a volte con ideologismi che sconfinano nel ridicolo) chiaramente non aveva capito niente.
Il paradosso è che i servizi televisivi sul nuovo attacco dei media a Francesca Albanese...

...confermano quello che dice lei (e molti altri), e cioè che ciò che questi giornalisti fanno non è informazione, ma propaganda - e della peggiore specie.

Comunque sia, cerchiamo di spiegare all'analfabetismo giornalistico imperversante un semplice punto di logica dell'argomentazione.

Se sostengo che una certa azione A, che io riprovo, è stata scatenata da un comportamento B, che io pure riprovo, non sto dicendo che B giustifica A. Sto però dicendo che A non si sarebbe verosimilmente verificata se chi ha messo in atto B si fosse comportato diversamente.

Quindi quest'ultimo avrebbe potuto fare qualcosa per evitare che alcuni decidessero, sbagliando, di fare A: astenersi da B, cosa peraltro doverosa. Invece la condanna di A, per quanto indignata, non è verosimile che da sola impedisca il suo ripetersi in altre forme e occasioni.

Nella fattispecie, A è il vandalismo di alcuni manifestanti anti-genocidio contro la sede de La Stampa (e sì, ecco perché si è parlato di una manifestazione...), e B è la maniera distorta e reticente in cui fin dall'inizio i principali media hanno parlato del genocidio di Gaza.

Il fatto che la distinzione tra "spiegazione" e "giustificazione" è al di sopra delle possibilità intellettuali di molti appartenenti a quella strana e ambigua professione che è il giornalismo non solo spiega, ma stavolta giustifica il disgusto che molti provano per certi illustri rappresentanti di tale professione.
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Il paradosso è che i servizi televisivi sul nuovo attacco dei media a Francesca Albanese... ...confermano quello che dice lei (e molti altri), e cioè che ciò che questi giornalisti fanno non è informazione, ma propaganda - e della peggiore specie. Comunque…
E come incoraggiamento ai giornalisti italiani che si sarebbero occupati delle manifestazioni internazionali anti-genocidio del 29 novembre...

...se solo in Italia non ci fossero stati (rarissimi) episodi di vandalismo o scontri con la polizia, costringendoli - a malincuore, sottolineiamolo... - a parlare dei disordini invece che delle ragioni dei manifestanti, ecco un servizio sulla pacifica manifestazione a Città del Messico.

Perché non se ne fa un doppiaggio e lo si trasmette in qualche telegiornale?
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Alcune testimonianze. I giornalisti che si indignano per gli atti di vandalismo sulle cose, ma senza danni alle persone, alla sede de La Stampa o a una sinagoga a Roma, hanno "aperto un dibattito" su queste testimonianze dei cooperanti italiani? E il presidente…
Un garante che non garantisce.

E una democrazia senza freno di emergenza.

Una democrazia che non può agire in tempo utile contro gli abusi della classe dirigente non è una democrazia.

Quello che è urgente in questo momento della storia della Repubblica italiana è una riforma costituzionale che introduca un freno d'emergenza a trazione referendaria alle scelte del governo.

Per esempio, anche se non fosse anticostituzionale, come è in Italia, un programma di preparazione a una guerra dovrebbe essere sottoposto all'approvazione della cittadinanza.

In questo come in altri casi (come quelli che riguardano i trattati internazionali - è da modificare l'art. 75 Cost.), non si possono aspettare nuove elezioni.
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Scienza e Democrazia pinned «Un garante che non garantisce. E una democrazia senza freno di emergenza. Una democrazia che non può agire in tempo utile contro gli abusi della classe dirigente non è una democrazia. Quello che è urgente in questo momento della storia della Repubblica…»
Volontari ucraini - ovvero la spietatezza del regime di Kiev.

«Quando Pavlo Broshkov firma il contratto con l’esercito ucraino ha vent’anni, una moglie diciannovenne, una bambina piccola e un’idea molto semplice in testa: difendere il Paese e guadagnare abbastanza per comprare una casa. Gli hanno spiegato che con il nuovo arruolamento annuale potrà guadagnare quasi 3.000 dollari al mese, avere un maxi bonus in contanti e un mutuo senza interessi. Un anno al fronte per cambiare la vita.» [segue]
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