Scienza e Democrazia
10.II Elezioni europee In questo preciso momento storico, al PE ci sarebbe potuta essere una maggioranza favorevole, per citare un esempio molto importante, all'appello di Francesca Albanese, relatrice speciale dell'ONU sulla situazione dei diritti nei territori…
10.III Elezioni europee
Diamo un altro esempio per capire in concreto che cosa significa avere un PE decente e che cosa averne uno indecente (come quello attuale).
I nostri principali media, ma anche quelli di altri paesi dell'UE, come la Francia non si sono certo sperticati a divulgare una delle notizie più importanti della storia recente dell'UE.
Questo va subito sottolineato, perché a troppi sfugge che il malaffare politico non dipende solo dal sistema giuridico in quanto tale (quali sono le leggi), ma anche, e in maniera essenziale, da come si comportano il potere giudiziario (come sono applicate le leggi) e il "quarto potere" (che cosa ne sa l'opinione pubblica).
La notizia è che la signora Ursula von der Leyen (VDL), presidente della Commissione Europea (CE), è attualmente sotto processo penale a Liegi, in Belgio.
Il 17 maggio 2024, qualcuno è riuscito a portarla in tribunale insieme ad Albert Bourla, l'amministratore delegato della transnazionale statunitense Pfizer - o meglio, non loro in persona, ma i loro avvocati.
Chi ha compiuto l'impresa? Un qualche giornalista d'inchiesta? Il governo italiano?
No, un cittadino belga che fa l'intermediario tra Cina e UE, Frédéric Baldan.
Baldan paga le spese legali di questa denuncia di tasca propria e si è costituito parte civile chiedendo 50.000 euro per danni all'immagine dell'UE all'estero. Come parte civile si sono aggiunti un politico francese, Florian Philippot, per oltre 40.000 francesi, e solo due governi: ungherese e polacco.
Baldan aveva cominciato da un anno, denunciando il 5 aprile 2023 VDL per «abuso di potere e di titolo», «distruzione di documenti pubblici», «interesse privato in atti d’ufficio» e «corruzione» - con violazione dei trattati dell'UE.
Tutto ciò in relazione all'acquisto dei vaccini anti-covid-19 condotto da VDL e Bourla per mezzo di "messaggini" mai resi pubblici.
L'udienza è durata un'ora e mezza ed è stata rinviata al 6 dicembre. Un successo contro gli avvocati della difesa, anche se la nuova data è non solo dopo le elezioni europee, ma anche dopo quelle statunitensi (5 novembre).
Questa è la premessa.
Il 13 aprile 2024 l'europarlamentare tedesca Christine Anderson aveva denunciato la corruzione della CE e della VDL sulla questione dell'acquisto dei vaccini anti-covid-19 e chiesto di mettere ai voti la mozione di sfiducia.
Se il PE fosse stato composto da una maggioranza con un minimo di qualità etica, questa sarebbe potuta essere la fine della peggiore CE della storia - e, si poteva sperare, anche del peggiore presidente del PE, la maltese Roberta Metsola, che ha tolto la parola alla Anderson, prima di mettere frettolosamente ai voti la mozione.
Invece la mozione è stata respinta.
È chiaro che anche il corso dell'azione giudiziaria belga - e forse la storia d'Europa - sarebbe potuto andare piuttosto diversamente se la VDL fosse stata costretta a dare le dimissioni, non per un dettaglio procedurale, ma sotto il peso di gravissime accuse.
Meglio ancora se ciò fosse accaduto due anni fa.
Avrebbe potuto.
Il 17 ottobre 2022 l'eurodeputato rumeno Christian Tehres aveva, per la stessa questione dell'acquisto dei "vaccini" anti-covid-19, chiesto in PE le dimissioni «immediate e senza condizioni» della VDL.
Ma senza ottenerle.
Questo esempio spiega anche un concetto molto semplice: finché rimaniamo nell'UE, non basta guardare da un'altra parte per non subirne le conseguenze.
È quindi estremamente importante riuscire a mettere nel PE (come anche nei parlamenti nazionali!) centinaia, e non qualche decina, di eurodeputati come la Anderson, Michèle Rivasi, Marcel de Graaff, Cristian Tehres, Francesca Donato, Virginie Joron, Kathleen Van Brempt, Mislav Kolakusic, Robert Roos ecc.
Spingere al non voto perpetua invece la permanenza nelle istituzioni europee di una massa di opportunisti e parassiti che i principali partiti sono più che contenti di inserire nelle proprie liste, e che hanno contribuito in maniera essenziale alla crisi mondiale che si sta a gran passi avvicinando a una catastrofe.
[continua]
Diamo un altro esempio per capire in concreto che cosa significa avere un PE decente e che cosa averne uno indecente (come quello attuale).
I nostri principali media, ma anche quelli di altri paesi dell'UE, come la Francia non si sono certo sperticati a divulgare una delle notizie più importanti della storia recente dell'UE.
Questo va subito sottolineato, perché a troppi sfugge che il malaffare politico non dipende solo dal sistema giuridico in quanto tale (quali sono le leggi), ma anche, e in maniera essenziale, da come si comportano il potere giudiziario (come sono applicate le leggi) e il "quarto potere" (che cosa ne sa l'opinione pubblica).
La notizia è che la signora Ursula von der Leyen (VDL), presidente della Commissione Europea (CE), è attualmente sotto processo penale a Liegi, in Belgio.
Il 17 maggio 2024, qualcuno è riuscito a portarla in tribunale insieme ad Albert Bourla, l'amministratore delegato della transnazionale statunitense Pfizer - o meglio, non loro in persona, ma i loro avvocati.
Chi ha compiuto l'impresa? Un qualche giornalista d'inchiesta? Il governo italiano?
No, un cittadino belga che fa l'intermediario tra Cina e UE, Frédéric Baldan.
Baldan paga le spese legali di questa denuncia di tasca propria e si è costituito parte civile chiedendo 50.000 euro per danni all'immagine dell'UE all'estero. Come parte civile si sono aggiunti un politico francese, Florian Philippot, per oltre 40.000 francesi, e solo due governi: ungherese e polacco.
Baldan aveva cominciato da un anno, denunciando il 5 aprile 2023 VDL per «abuso di potere e di titolo», «distruzione di documenti pubblici», «interesse privato in atti d’ufficio» e «corruzione» - con violazione dei trattati dell'UE.
Tutto ciò in relazione all'acquisto dei vaccini anti-covid-19 condotto da VDL e Bourla per mezzo di "messaggini" mai resi pubblici.
L'udienza è durata un'ora e mezza ed è stata rinviata al 6 dicembre. Un successo contro gli avvocati della difesa, anche se la nuova data è non solo dopo le elezioni europee, ma anche dopo quelle statunitensi (5 novembre).
Questa è la premessa.
Il 13 aprile 2024 l'europarlamentare tedesca Christine Anderson aveva denunciato la corruzione della CE e della VDL sulla questione dell'acquisto dei vaccini anti-covid-19 e chiesto di mettere ai voti la mozione di sfiducia.
Se il PE fosse stato composto da una maggioranza con un minimo di qualità etica, questa sarebbe potuta essere la fine della peggiore CE della storia - e, si poteva sperare, anche del peggiore presidente del PE, la maltese Roberta Metsola, che ha tolto la parola alla Anderson, prima di mettere frettolosamente ai voti la mozione.
Invece la mozione è stata respinta.
È chiaro che anche il corso dell'azione giudiziaria belga - e forse la storia d'Europa - sarebbe potuto andare piuttosto diversamente se la VDL fosse stata costretta a dare le dimissioni, non per un dettaglio procedurale, ma sotto il peso di gravissime accuse.
Meglio ancora se ciò fosse accaduto due anni fa.
Avrebbe potuto.
Il 17 ottobre 2022 l'eurodeputato rumeno Christian Tehres aveva, per la stessa questione dell'acquisto dei "vaccini" anti-covid-19, chiesto in PE le dimissioni «immediate e senza condizioni» della VDL.
Ma senza ottenerle.
Questo esempio spiega anche un concetto molto semplice: finché rimaniamo nell'UE, non basta guardare da un'altra parte per non subirne le conseguenze.
È quindi estremamente importante riuscire a mettere nel PE (come anche nei parlamenti nazionali!) centinaia, e non qualche decina, di eurodeputati come la Anderson, Michèle Rivasi, Marcel de Graaff, Cristian Tehres, Francesca Donato, Virginie Joron, Kathleen Van Brempt, Mislav Kolakusic, Robert Roos ecc.
Spingere al non voto perpetua invece la permanenza nelle istituzioni europee di una massa di opportunisti e parassiti che i principali partiti sono più che contenti di inserire nelle proprie liste, e che hanno contribuito in maniera essenziale alla crisi mondiale che si sta a gran passi avvicinando a una catastrofe.
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Scienza e Democrazia
Questa immagine aggiunge importanti particolari. In cima c'è l'"imperatore". Poi la polizia e le forze dell'ordine, che sono la sua guardia del corpo, e che a tempo perso arrestano, se capita, qualche ladro di galline. Poi i media che servono per ipnotizzare…
«Da Downing Street a Whitehall: la resistenza di Londra all'olocausto di Gaza: le forze di polizia in un paese fascista reagiscono»
«E alle otto e mezzo la polizia non ha potuto più tollerare l'enorme, pacifico, rumoroso raduno. Hanno attaccato.
Una lunga solida fila di poliziotti ha schiacciato i manifestanti e io sono stata scagliata su un lato e sono caduta addosso ai manifestanti seduti.
Devo aver fatto male ad alcuni di loro, ma erano loro più preoccupati per me. Penso che dovevo sembrare vecchia ai loro occhi ed erano scandalizzati dalla brutalità.
Ma, purtroppo, la cosa non scandalizza più. La polizia aveva paura che non ce ne tornassimo più a casa, e doveva esibire la sua forza bruta.
Ma a casa ci siamo tornati.
Un giorno, presto, non lo faremo.
Ci metteremo tutti a sedere e rifiuteremo di andarcene.»
https://www.globalresearch.ca/resistance-whitehall-uk-gaza-holocaust/5858487
«E alle otto e mezzo la polizia non ha potuto più tollerare l'enorme, pacifico, rumoroso raduno. Hanno attaccato.
Una lunga solida fila di poliziotti ha schiacciato i manifestanti e io sono stata scagliata su un lato e sono caduta addosso ai manifestanti seduti.
Devo aver fatto male ad alcuni di loro, ma erano loro più preoccupati per me. Penso che dovevo sembrare vecchia ai loro occhi ed erano scandalizzati dalla brutalità.
Ma, purtroppo, la cosa non scandalizza più. La polizia aveva paura che non ce ne tornassimo più a casa, e doveva esibire la sua forza bruta.
Ma a casa ci siamo tornati.
Un giorno, presto, non lo faremo.
Ci metteremo tutti a sedere e rifiuteremo di andarcene.»
https://www.globalresearch.ca/resistance-whitehall-uk-gaza-holocaust/5858487
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Scienza e Democrazia
I veri italiani sanno che «l'Italia ripudia la guerra» -- e ne traggono le conseguenze La preparazione alla guerra è cominciata in Europa con la "guerra contro il nemico invisibile", cioè con la pseudopandemia covid-19. "Preparazione alla guerra" significa…
Educazione civica per ministri.
Parla il ministro della Difesa Crosetto:
«“Lo diremo ai nostri alleati in modo franco, leale, sereno, senza alzare i toni – aggiunge il ministro -. Io penso che il dettato della nostra Costituzione ci dica, all’articolo 11, due cose precise: che l’Italia ripudia la guerra e, anche, che partecipiamo alle alleanze storiche in cui crediamo. Sono due parti dello stesso articolo. [...]».
Se queste sono due parti dell'art. 11 della Costituzione, allora ce ne è pure una terza, altrettanto precisa: «in condizioni di parità con gli altri Stati».
Clausola che, in tutta la politica estera italiana dalla fine della II guerra mondiale, è stata sistematicamente violata.
Ma poi l'art. 11 dice chiaramente che «L'Italia ripudia la guerra [...] come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; [...]», e ciò implica che non possiamo mandare armi a un paese in guerra, nemmeno se pensassimo che "abbia ragione".
In breve: secondo la Costituzione l'Italia non può mandare missili a paesi belligeranti, ma solo missioni diplomatiche.
Infine, dice Crosetto, «Noi forniamo aiuti, anche militari [all'Ucraina] per [farle] riconquistare la sua sovranità violata».
Ci sarebbe per l'Ucraina una maniera più immediata e incruenta: far dimettere Zelensky, che dal 20 maggio, secondo il parere di uno degli autori della Costituzione ucraina, non è più, senza dubbio alcuno, il legittimo presidente.
Parla il ministro della Difesa Crosetto:
«“Lo diremo ai nostri alleati in modo franco, leale, sereno, senza alzare i toni – aggiunge il ministro -. Io penso che il dettato della nostra Costituzione ci dica, all’articolo 11, due cose precise: che l’Italia ripudia la guerra e, anche, che partecipiamo alle alleanze storiche in cui crediamo. Sono due parti dello stesso articolo. [...]».
Se queste sono due parti dell'art. 11 della Costituzione, allora ce ne è pure una terza, altrettanto precisa: «in condizioni di parità con gli altri Stati».
Clausola che, in tutta la politica estera italiana dalla fine della II guerra mondiale, è stata sistematicamente violata.
Ma poi l'art. 11 dice chiaramente che «L'Italia ripudia la guerra [...] come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; [...]», e ciò implica che non possiamo mandare armi a un paese in guerra, nemmeno se pensassimo che "abbia ragione".
In breve: secondo la Costituzione l'Italia non può mandare missili a paesi belligeranti, ma solo missioni diplomatiche.
Infine, dice Crosetto, «Noi forniamo aiuti, anche militari [all'Ucraina] per [farle] riconquistare la sua sovranità violata».
Ci sarebbe per l'Ucraina una maniera più immediata e incruenta: far dimettere Zelensky, che dal 20 maggio, secondo il parere di uno degli autori della Costituzione ucraina, non è più, senza dubbio alcuno, il legittimo presidente.
Imola Oggi
Crosetto: "armi all'Ucraina per riconquistare la sua sovranità" • Imola Oggi
"Noi forniamo aiuti, anche militari, a una nazione aggredita, per difendersi e riconquistare la sua sovranità violata. La Costituzione, le leggi e la nostra
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Covid-19: fino a quando abuserete della nostra pazienza? https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-covid__marcio_lintero_cesto_non_solo_qualche_mela/39602_54741/ Leopoldo Salmaso, un medico che durante il triennio pandemico non ha tradito la sua professione…
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NO "VACCINI" OGM
LETTERA APERTA A SERGIO GIORDANI, SINDACO DI PADOVA
Scienza e Democrazia
10.III Elezioni europee Diamo un altro esempio per capire in concreto che cosa significa avere un PE decente e che cosa averne uno indecente (come quello attuale). I nostri principali media, ma anche quelli di altri paesi dell'UE, come la Francia non si…
10.IV.a Elezioni europee
Nel seguito assumeremo la ragionevolezza di dare un voto efficace.
Tratteremo adesso dei criteri di scelta dei 76 europarlamentari spettanti all'Italia (su un totale di 720).
In realtà, in questa tornata elettorale il cittadino è molto facilitato.
I disastri dell'ultimo quadriennio e mezzo in campo nazionale e internazionale permettono di dirigere il voto verso chi si è opposto e promette opposizione.
Purtroppo la cosiddetta "opposizione" parlamentare è stata del tutto solidale, nelle più importanti decisioni, con la maggioranza di governo.
Dopo quello che è successo e sta accadendo, in Ucraina e in Palestina, per la maligna sudditanza del PE e del nostro parlamento nazionale ai dettami dell'aggressivo imperialismo della cupola USA, ci vuole un grado di cinismo o di stupidità veramente alto per anche solo pensare di votare per FdI, FI, PD, M5S, Lega, per non dire di appendici di questo quintetto come Alleanza, Azione, Stati Uniti d'Europa ecc.
Per maggiore concretezza, basterà porsi, per ogni lista e candidato, poche domande. Ha appoggiato, senza mai rinnegarlo pubblicamente:
- ...il confinamento e la certificazione verde durante la cosiddetta pandemia covid-19?;
- ...la campagna vaccinale anti-covid-19?;
- ...l'invio di armi al governo dell'Ucraina?;
- ...l'invio di armi al governo di Israele?
Se la risposta è "SÌ" ad almeno una di esse, allora il consiglio che ci sentiamo di dare è: non votarlo.
Per esempio, le sole liste che superano questo esame tra quelle presenti nelle liste europee della circoscrizione Italia Centrale (Lazio, Marche, Toscana e Umbria) sono tre: Libertà; Pace, Terra e Dignità; Democrazia Sovrana e Popolare. Ovviamente, sono quelle di cui si sente meno parlare sui principali media.
Queste tre liste farebbero un grosso errore strategico se si considerassero in competizione per uno stesso, residuale, bacino elettorale.
Ciò equivarrebbe a dare per scontato che chi ha votato alle precedenti elezioni per il citato quintetto non abbia aperto gli occhi, o non sia disposto ad aprirli, nemmeno ora.
Ma ora anche i più distratti non possono non constatare, da un lato, le devastazioni morali, fisiche ed economiche della politica pseudosanitaria "covid-19" e, dall'altro, il servilismo verso Washington che, mentre toglie risorse alle necessità nazionali, ci sta avviando alla catastrofe nucleare e ci rende complici del genocidio palestinese, come della guerra del governo di Kiev in primo luogo contro il proprio popolo.
Senza entrare nei punti sottili che distinguono le tre liste citate, vorremmo fare un'eccezione per Libertà, anche perché oggetto di una campagna di denigrazione sulla quale torneremo in un Supplemento.
In generale, quando votiamo certi candidati, stiamo facendo un favore a loro. Ma nel caso di altri, se li votiamo stiamo facendo un favore a noi.
Per esempio, nelle circoscrizioni Nord Orientale e Nord Occidentale, si ha la possibilità di votare per Sara Cunial, di Vita, una delle liste di Libertà.
La cosa più notevole che si può dire di lei è che il suo autoritratto politico è una descrizione fattuale e verificabile. A quanto ci risulta, è un caso, per limpidezza e coerenza, a cui si può paragonare solo quello dell'ex consigliere regionale Davide Barillari (non candidato).
Chi si avvicina di più a questo modello, o fa sperare di conformarsi ad esso, va senz'altro preferito a chi ci si avvicina di meno.
Se i tre partiti citati ricevessero percentuali consistenti - e non è irragionevole pensare che ci possano riuscire tutti e tre, qualunque cosa dicano i sondaggi - sicuramente ci saranno in PE le voci di milioni di italiani oggi ignorati.
E queste voci esprimono le sole posizioni che in questo momento storico possono salvarci dalla rovina.
[continua]
Nel seguito assumeremo la ragionevolezza di dare un voto efficace.
Tratteremo adesso dei criteri di scelta dei 76 europarlamentari spettanti all'Italia (su un totale di 720).
In realtà, in questa tornata elettorale il cittadino è molto facilitato.
I disastri dell'ultimo quadriennio e mezzo in campo nazionale e internazionale permettono di dirigere il voto verso chi si è opposto e promette opposizione.
Purtroppo la cosiddetta "opposizione" parlamentare è stata del tutto solidale, nelle più importanti decisioni, con la maggioranza di governo.
Dopo quello che è successo e sta accadendo, in Ucraina e in Palestina, per la maligna sudditanza del PE e del nostro parlamento nazionale ai dettami dell'aggressivo imperialismo della cupola USA, ci vuole un grado di cinismo o di stupidità veramente alto per anche solo pensare di votare per FdI, FI, PD, M5S, Lega, per non dire di appendici di questo quintetto come Alleanza, Azione, Stati Uniti d'Europa ecc.
Per maggiore concretezza, basterà porsi, per ogni lista e candidato, poche domande. Ha appoggiato, senza mai rinnegarlo pubblicamente:
- ...il confinamento e la certificazione verde durante la cosiddetta pandemia covid-19?;
- ...la campagna vaccinale anti-covid-19?;
- ...l'invio di armi al governo dell'Ucraina?;
- ...l'invio di armi al governo di Israele?
Se la risposta è "SÌ" ad almeno una di esse, allora il consiglio che ci sentiamo di dare è: non votarlo.
Per esempio, le sole liste che superano questo esame tra quelle presenti nelle liste europee della circoscrizione Italia Centrale (Lazio, Marche, Toscana e Umbria) sono tre: Libertà; Pace, Terra e Dignità; Democrazia Sovrana e Popolare. Ovviamente, sono quelle di cui si sente meno parlare sui principali media.
Queste tre liste farebbero un grosso errore strategico se si considerassero in competizione per uno stesso, residuale, bacino elettorale.
Ciò equivarrebbe a dare per scontato che chi ha votato alle precedenti elezioni per il citato quintetto non abbia aperto gli occhi, o non sia disposto ad aprirli, nemmeno ora.
Ma ora anche i più distratti non possono non constatare, da un lato, le devastazioni morali, fisiche ed economiche della politica pseudosanitaria "covid-19" e, dall'altro, il servilismo verso Washington che, mentre toglie risorse alle necessità nazionali, ci sta avviando alla catastrofe nucleare e ci rende complici del genocidio palestinese, come della guerra del governo di Kiev in primo luogo contro il proprio popolo.
Senza entrare nei punti sottili che distinguono le tre liste citate, vorremmo fare un'eccezione per Libertà, anche perché oggetto di una campagna di denigrazione sulla quale torneremo in un Supplemento.
In generale, quando votiamo certi candidati, stiamo facendo un favore a loro. Ma nel caso di altri, se li votiamo stiamo facendo un favore a noi.
Per esempio, nelle circoscrizioni Nord Orientale e Nord Occidentale, si ha la possibilità di votare per Sara Cunial, di Vita, una delle liste di Libertà.
La cosa più notevole che si può dire di lei è che il suo autoritratto politico è una descrizione fattuale e verificabile. A quanto ci risulta, è un caso, per limpidezza e coerenza, a cui si può paragonare solo quello dell'ex consigliere regionale Davide Barillari (non candidato).
Chi si avvicina di più a questo modello, o fa sperare di conformarsi ad esso, va senz'altro preferito a chi ci si avvicina di meno.
Se i tre partiti citati ricevessero percentuali consistenti - e non è irragionevole pensare che ci possano riuscire tutti e tre, qualunque cosa dicano i sondaggi - sicuramente ci saranno in PE le voci di milioni di italiani oggi ignorati.
E queste voci esprimono le sole posizioni che in questo momento storico possono salvarci dalla rovina.
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10.IV.a Elezioni europee Nel seguito assumeremo la ragionevolezza di dare un voto efficace. Tratteremo adesso dei criteri di scelta dei 76 europarlamentari spettanti all'Italia (su un totale di 720). In realtà, in questa tornata elettorale il cittadino…
10.4.b Elezioni europee.
Un ultimo punto: sui partiti del quintetto e loro appendici ci sarebbe moltissimo altro di negativo da dire.
Per esempio, si potrebbe aggiungere il criterio "von der Leyen": chi è stato in buoni rapporti con VDL, o chi ha detto di appoggiare VDL, è invotabile.
E anche il criterio "coerenza": chi cambia posizione su questioni importanti senza dare una spiegazione del cambiamento, è invotabile. Per esempio sulla questione russo-ucraina (si veda anche qui). Si arriva poi al virtuosismo - cioè al fuori concorso - quando non c'è solo incoerenza ma disprezzo della logica.
In un momento di pessimismo ci si può appellare anche al criterio "Berlusconi": chi fa rimpiangere Berlusconi, è invotabile.
Ma crediamo superfluo entrare nei dettagli. Ciò che i candidati hanno fatto (o non fatto) sui due punti principali:
I) politica sanitaria, con la sua continuazione nella forma di una sempre più costrittiva società del controllo,
II) relazioni internazionali, con lo svuotamento dell'art. 11 della Costituzione,
basta e avanza a rendere la loro ricandidatura una tragica farsa.
Il solo paragone possibile è con le presentazioni attualmente in corso del libro di un certo ex ministro della Salute.
Ci auguriamo che i comizi dell'impresentabile quintetto ricevano un'analoga accoglienza.
[continua]
Un ultimo punto: sui partiti del quintetto e loro appendici ci sarebbe moltissimo altro di negativo da dire.
Per esempio, si potrebbe aggiungere il criterio "von der Leyen": chi è stato in buoni rapporti con VDL, o chi ha detto di appoggiare VDL, è invotabile.
E anche il criterio "coerenza": chi cambia posizione su questioni importanti senza dare una spiegazione del cambiamento, è invotabile. Per esempio sulla questione russo-ucraina (si veda anche qui). Si arriva poi al virtuosismo - cioè al fuori concorso - quando non c'è solo incoerenza ma disprezzo della logica.
In un momento di pessimismo ci si può appellare anche al criterio "Berlusconi": chi fa rimpiangere Berlusconi, è invotabile.
Ma crediamo superfluo entrare nei dettagli. Ciò che i candidati hanno fatto (o non fatto) sui due punti principali:
I) politica sanitaria, con la sua continuazione nella forma di una sempre più costrittiva società del controllo,
II) relazioni internazionali, con lo svuotamento dell'art. 11 della Costituzione,
basta e avanza a rendere la loro ricandidatura una tragica farsa.
Il solo paragone possibile è con le presentazioni attualmente in corso del libro di un certo ex ministro della Salute.
Ci auguriamo che i comizi dell'impresentabile quintetto ricevano un'analoga accoglienza.
[continua]
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Von der Leyen: ‘Meloni è pro-UE e contro Putin, potremo lavorare insieme’
(Ursula parla come se già fosse di nuovo presidente della Commissione UE)
https://www.imolaoggi.it/2024/05/23/von-der-leyen-meloni-pro-ue/
(Ursula parla come se già fosse di nuovo presidente della Commissione UE)
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10.I Elezioni europee Per le ragioni fin qui spiegate, astenersi dal voto alle elezioni europee, alle politiche, alle regionali, alle comunali non è un atto di dissidenza, ma di acquiescenza. Non stiamo parlando delle intenzioni di chi si astiene, ma degli…
Normativa inventata per sostenere il non voto.
Benché non siamo voluti entrare nelle ragioni non ammesse di chi fa propaganda per il non voto, si può dubitare che esse siano sempre trasparenti (cioè, dal nostro punto di vista, semplici errori, di fatto o di analisi).
Consideriamo un riquadro (anonimo) che sta circolando, in varie versioni, in parecchi siti.
È in due punti. Nel primo si afferma il fatto (noto) che l'art. 50 TUE (cioè del Trattato dell'Unione Europea) prevede il diritto di recesso per ogni Stato membro.
È vero e ognuno può verificarlo. E anche notare che in esso non si fa alcun riferimento all'affluenza nelle ultime elezioni europee nello Stato che chiede di uscire dall'UE. Vi si dice, semplicemente, al primo comma:
«1. Ogni Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall'Unione.»
Ma nel riquadro di cui parliamo, si passa dal TUE alla Costituzione Europea, che all'art. 50, secondo questo anonimo riquadro, prevedrebbe «un referendum per l'uscita immediata dall'UE ma solo in caso di bassissima affluenza alle urne».
Ora, il lettore comune non sa di che cosa si sta parlando: Trattato dell'Unione Europea, Costituzione Europea... Ma basta consultare Wikipedia o la Treccani per scoprire che la Costituzione Europea esisteva come progetto normativo di integrazione dei trattati europei. Un progetto nato sotto una così cattiva stella che, dopo essere stato respinto in Francia e nei Paesi Bassi, è stato abbandonato nel 2007!
Appena 17 anni fa...
Inoltre l'articolo rilevante della defunta Costituzione Europea non è il n. 50, ma il n. 60, e il primo comma è del tutto identico a quello sopravvissuto nel testo vigente del TUE e sopra citato. La parola "affluenza" manca in tutt'e 349 le pagine del documento.
Ma, ammettiamo che l'estensore di questo riquadro (lasciamo perdere quelli che l'hanno ripreso senza una minima verifica) non fosse in totale malafede.
Si potrebbe pensare che egli abbia amplificato un fatto reale. E cioè che l'unico Stato membro che sia uscito dall'UE, cioè il Regno Unito, abbia avuto, nelle ultime elezioni prima dell'uscita, un'affluenza, se non «bassissima» (??), almeno nettamente inferiore a quella della precedente tornata elettorale europea.
Purtroppo, la verità è che non solo nel 2019 il Regno Unito ebbe un'affluenza superiore a quella di Slovenia, Portogallo, Croazia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Lettonia.
La verità è anche che l'affluenza nel Regno Unito alle elezioni del 2019 - si noti che la procedura di uscita era iniziata nel 2017! - fu superiore, sia pur di poco (dello 0,9%), a quella delle elezioni del 2014.
Insomma, il riquadro citato è totalmente privo di ogni base testuale e storica.
È un'invenzione.
In altre parole: anche se in Italia ci fosse un'affluenza del 90%, il giorno dopo (ovviamente se a essere votati fossero in larga maggioranza i partiti non pro-UE) sarebbe possibile cominciare i primi passi per l'uscita dall'UE.
Benché non siamo voluti entrare nelle ragioni non ammesse di chi fa propaganda per il non voto, si può dubitare che esse siano sempre trasparenti (cioè, dal nostro punto di vista, semplici errori, di fatto o di analisi).
Consideriamo un riquadro (anonimo) che sta circolando, in varie versioni, in parecchi siti.
È in due punti. Nel primo si afferma il fatto (noto) che l'art. 50 TUE (cioè del Trattato dell'Unione Europea) prevede il diritto di recesso per ogni Stato membro.
È vero e ognuno può verificarlo. E anche notare che in esso non si fa alcun riferimento all'affluenza nelle ultime elezioni europee nello Stato che chiede di uscire dall'UE. Vi si dice, semplicemente, al primo comma:
«1. Ogni Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall'Unione.»
Ma nel riquadro di cui parliamo, si passa dal TUE alla Costituzione Europea, che all'art. 50, secondo questo anonimo riquadro, prevedrebbe «un referendum per l'uscita immediata dall'UE ma solo in caso di bassissima affluenza alle urne».
Ora, il lettore comune non sa di che cosa si sta parlando: Trattato dell'Unione Europea, Costituzione Europea... Ma basta consultare Wikipedia o la Treccani per scoprire che la Costituzione Europea esisteva come progetto normativo di integrazione dei trattati europei. Un progetto nato sotto una così cattiva stella che, dopo essere stato respinto in Francia e nei Paesi Bassi, è stato abbandonato nel 2007!
Appena 17 anni fa...
Inoltre l'articolo rilevante della defunta Costituzione Europea non è il n. 50, ma il n. 60, e il primo comma è del tutto identico a quello sopravvissuto nel testo vigente del TUE e sopra citato. La parola "affluenza" manca in tutt'e 349 le pagine del documento.
Ma, ammettiamo che l'estensore di questo riquadro (lasciamo perdere quelli che l'hanno ripreso senza una minima verifica) non fosse in totale malafede.
Si potrebbe pensare che egli abbia amplificato un fatto reale. E cioè che l'unico Stato membro che sia uscito dall'UE, cioè il Regno Unito, abbia avuto, nelle ultime elezioni prima dell'uscita, un'affluenza, se non «bassissima» (??), almeno nettamente inferiore a quella della precedente tornata elettorale europea.
Purtroppo, la verità è che non solo nel 2019 il Regno Unito ebbe un'affluenza superiore a quella di Slovenia, Portogallo, Croazia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Lettonia.
La verità è anche che l'affluenza nel Regno Unito alle elezioni del 2019 - si noti che la procedura di uscita era iniziata nel 2017! - fu superiore, sia pur di poco (dello 0,9%), a quella delle elezioni del 2014.
Insomma, il riquadro citato è totalmente privo di ogni base testuale e storica.
È un'invenzione.
In altre parole: anche se in Italia ci fosse un'affluenza del 90%, il giorno dopo (ovviamente se a essere votati fossero in larga maggioranza i partiti non pro-UE) sarebbe possibile cominciare i primi passi per l'uscita dall'UE.
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Scienza e Democrazia
10.4.b Elezioni europee. Un ultimo punto: sui partiti del quintetto e loro appendici ci sarebbe moltissimo altro di negativo da dire. Per esempio, si potrebbe aggiungere il criterio "von der Leyen": chi è stato in buoni rapporti con VDL, o chi ha detto di…
A convincersi della validità del criterio "von der Leyen" basterebbe, anche a chi non sapesse nient'altro, il video promozionale che questa signora si è fatta fare.
Da tenere presente quando si sente parlare dell'importanza di un bilancio paritario maschi/femmine in politica.
A proposito, se alle elezioni europee le vostre preferenze (fondate su una vostra valutazione della capacità e dell'integrità dei singoli candidati) vanno su due o tre persone dello stesso sesso, sappiate che solo la prima sarà considerata valida, le altre saranno annullate.
Non si cada in errore: questo non ha nulla a che fare con la valorizzazione del contributo delle donne in politica.
È solo un altro esempio (più insidioso di altri) di come si sta attivamente depotenziando il diritto di voto.
Da tenere presente quando si sente parlare dell'importanza di un bilancio paritario maschi/femmine in politica.
A proposito, se alle elezioni europee le vostre preferenze (fondate su una vostra valutazione della capacità e dell'integrità dei singoli candidati) vanno su due o tre persone dello stesso sesso, sappiate che solo la prima sarà considerata valida, le altre saranno annullate.
Non si cada in errore: questo non ha nulla a che fare con la valorizzazione del contributo delle donne in politica.
È solo un altro esempio (più insidioso di altri) di come si sta attivamente depotenziando il diritto di voto.
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Robin Monotti + Cory Morningstar
A portrait of Eva Braun, directed by Leni Riefenstahl... oh wait it's much worse! It's Ursula von der Satan!
ROBINMG 🚀
ROBINMG 🚀
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L'embrione dell'idea europea.
Giorgia Meloni, 2 giugno 2024
«[...] in fondo questa festa ci ricorda anche la prima idea di Europa, che era un’idea di Europa che immaginava che la sua forza, la forza della sua unione, fosse anche la forza e la specificità degli Stati nazionali.
Forse dovremmo tornare a quell’embrione di idea europea e di sogno europeo.»
Tornare ai padri fondatori?
Giorgia Meloni, 2 giugno 2024
«[...] in fondo questa festa ci ricorda anche la prima idea di Europa, che era un’idea di Europa che immaginava che la sua forza, la forza della sua unione, fosse anche la forza e la specificità degli Stati nazionali.
Forse dovremmo tornare a quell’embrione di idea europea e di sogno europeo.»
Tornare ai padri fondatori?
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Problemi di interpretazione
Il 1o giugno il presidente della Repubblica ha esplicitato i principî a cui l'Italia deve rifarsi:
«"[...] Rifiuta[re] con determinazione baratti insidiosi: sicurezza a detrimento dei diritti, assenza di conflitti aggressivi in cambio di sottomissione, ordine attraverso paura e repressione, prosperità economica in cambio di sudditanza".»
«Sicurezza a detrimento dei diritti» sembra una descrizione quasi perfetta del triennio pandemico, soprattutto se congiunta con «ordine attraverso paura e repressione».
L'unica imprecisione è che non c'è stata "sicurezza", bensì "promessa di sicurezza", e questa non è stata mantenuta.
Il Presidente intende suggerire che i cittadini italiani avrebbero dovuto ribellarsi ai provvedimenti "covid-19"?
Passiamo al secondo dei «baratti insidiosi».
Mattarella afferma che non si deve accettare la «sottomissione» pur di evitare «conflitti aggressivi».
In forma positiva: se ci vogliono sottomettere, o già siamo sottomessi, dovremmo ricorrere a ogni mezzo, inclusi «conflitti aggressivi» (armati? anche la guerra?), per tornare liberi.
Ora, definire in generale «sottomissione» è un problema complicato.
Ma se c'è un caso in cui il termine si applica senza rischio di improprietà è quello dei rapporti tra Italia e Stati Uniti.
Citiamo un grande magistrato, Ferdinando Imposimato a proposito di Gladio (La repubblica delle stragi impunite, 2013):
«La Commissione stragi, istituita nel 1988 e presieduta da Libero Gualtieri, accertò che si trattava di una organizzazione afflitta da "illegittimità costituzionale progressiva", sotto il controllo del governo americano.»
Quindi l'Italia ha tollerato per decenni un'organizzazione gestita dagli USA e illegittima in base alla Costituzione italiana.
Ricordiamo inoltre:
«In Italia esistono ufficialmente 120 basi dichiarate, oltre a 20 basi militari Usa totalmente segrete ed ad un numero variabile (al momento sono una sessantina) d’insediamenti militari o semplicemente residenziali con la presenza di militari USA. Per quanto riguarda le basi segrete, non si sa ovviamente dove siano, né che armi e che mezzi vi si trovino.»
Questo è un esempio inequivocabile di sottomissione.
Anzi, della peggiore forma di sottomissione: quella che anche i rappresentanti ufficiali della sovranità nazionale tengono nascosta alla cittadinanza.
O forse bisognerà interpretare le parole di Mattarella, memore di quanto aveva detto il suo più illustre predecessore, Sandro Pertini, come una chiamata alla sollevazione popolare, se necessario "aggressiva", contro gli USA?
Magari anche in considerazione del fatto che il tappeto di basi NATO e USA in Italia ne fanno un obiettivo militare di prima scelta in caso di conflitto diretto USA-Russia?
È un quesito di difficile soluzione, così come quello sui provvedimenti "covid-19" - da porre entrambi, urgentemente, agli interpreti autorizzati del Quirinale.
Il 1o giugno il presidente della Repubblica ha esplicitato i principî a cui l'Italia deve rifarsi:
«"[...] Rifiuta[re] con determinazione baratti insidiosi: sicurezza a detrimento dei diritti, assenza di conflitti aggressivi in cambio di sottomissione, ordine attraverso paura e repressione, prosperità economica in cambio di sudditanza".»
«Sicurezza a detrimento dei diritti» sembra una descrizione quasi perfetta del triennio pandemico, soprattutto se congiunta con «ordine attraverso paura e repressione».
L'unica imprecisione è che non c'è stata "sicurezza", bensì "promessa di sicurezza", e questa non è stata mantenuta.
Il Presidente intende suggerire che i cittadini italiani avrebbero dovuto ribellarsi ai provvedimenti "covid-19"?
Passiamo al secondo dei «baratti insidiosi».
Mattarella afferma che non si deve accettare la «sottomissione» pur di evitare «conflitti aggressivi».
In forma positiva: se ci vogliono sottomettere, o già siamo sottomessi, dovremmo ricorrere a ogni mezzo, inclusi «conflitti aggressivi» (armati? anche la guerra?), per tornare liberi.
Ora, definire in generale «sottomissione» è un problema complicato.
Ma se c'è un caso in cui il termine si applica senza rischio di improprietà è quello dei rapporti tra Italia e Stati Uniti.
Citiamo un grande magistrato, Ferdinando Imposimato a proposito di Gladio (La repubblica delle stragi impunite, 2013):
«La Commissione stragi, istituita nel 1988 e presieduta da Libero Gualtieri, accertò che si trattava di una organizzazione afflitta da "illegittimità costituzionale progressiva", sotto il controllo del governo americano.»
Quindi l'Italia ha tollerato per decenni un'organizzazione gestita dagli USA e illegittima in base alla Costituzione italiana.
Ricordiamo inoltre:
«In Italia esistono ufficialmente 120 basi dichiarate, oltre a 20 basi militari Usa totalmente segrete ed ad un numero variabile (al momento sono una sessantina) d’insediamenti militari o semplicemente residenziali con la presenza di militari USA. Per quanto riguarda le basi segrete, non si sa ovviamente dove siano, né che armi e che mezzi vi si trovino.»
Questo è un esempio inequivocabile di sottomissione.
Anzi, della peggiore forma di sottomissione: quella che anche i rappresentanti ufficiali della sovranità nazionale tengono nascosta alla cittadinanza.
O forse bisognerà interpretare le parole di Mattarella, memore di quanto aveva detto il suo più illustre predecessore, Sandro Pertini, come una chiamata alla sollevazione popolare, se necessario "aggressiva", contro gli USA?
Magari anche in considerazione del fatto che il tappeto di basi NATO e USA in Italia ne fanno un obiettivo militare di prima scelta in caso di conflitto diretto USA-Russia?
È un quesito di difficile soluzione, così come quello sui provvedimenti "covid-19" - da porre entrambi, urgentemente, agli interpreti autorizzati del Quirinale.
Imola Oggi
Mattarella: 'No alla pace in cambio di sottomissione' • Imola Oggi
"Come il 2 giugno del 1946 "avvertiamo - oggi a livello mondiale - l'esigenza di impegnarsi per la pace, di perseguire insieme ovunque libertà e sviluppo,
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Armi nucleari in Europa
https://www.cfr.org/in-brief/nuclear-weapons-europe-mapping-us-and-russian-deployments
https://www.cfr.org/in-brief/nuclear-weapons-europe-mapping-us-and-russian-deployments
Scienza e Democrazia
Problemi di interpretazione Il 1o giugno il presidente della Repubblica ha esplicitato i principî a cui l'Italia deve rifarsi: «"[...] Rifiuta[re] con determinazione baratti insidiosi: sicurezza a detrimento dei diritti, assenza di conflitti aggressivi…
Il dibattito nella maggioranza sulla politica estera italiana: un esperimento di surrealismo?
Lega e Forza Italia fingono di dissentire sulle parole di Mattarella a proposito delle due «sovranità».
- Ma come, proprio il 2 giugno (festa della Repubblica), non ha parlato della sovranità italiana! «La sovranità nazionale è essenziale»!
- No, ha fatto bene «a sottolineare la nostra prospettiva europea»...
Questa è una discussione tra due compagnie di teatranti intorno a due non-entità.
Prendere sul serio un tale battibecco autopromozionale come se nascondesse abissi di pensiero significa accettare che il famigerato quintetto di partiti continui ad occupare uno spazio del tutto ingiustificato nella sfera pubblica italiana.
E questo in piena campagna elettorale.
Lega e Forza Italia fingono di dissentire sulle parole di Mattarella a proposito delle due «sovranità».
- Ma come, proprio il 2 giugno (festa della Repubblica), non ha parlato della sovranità italiana! «La sovranità nazionale è essenziale»!
- No, ha fatto bene «a sottolineare la nostra prospettiva europea»...
Questa è una discussione tra due compagnie di teatranti intorno a due non-entità.
Prendere sul serio un tale battibecco autopromozionale come se nascondesse abissi di pensiero significa accettare che il famigerato quintetto di partiti continui ad occupare uno spazio del tutto ingiustificato nella sfera pubblica italiana.
E questo in piena campagna elettorale.
ByoBlu
“LA SOVRANITÀ EUROPEA” SECONDO MATTARELLA. È SCONTRO CON LA LEGA
Sul tema è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al corpo diplomatico accreditato in Italia e riunito nel salone dei Corazzieri in occasione della Festa della Repubblica: “Fare memoria del lascito ideale di quegli avvenimenti…
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Scienza e Democrazia
10.IV.a Elezioni europee Nel seguito assumeremo la ragionevolezza di dare un voto efficace. Tratteremo adesso dei criteri di scelta dei 76 europarlamentari spettanti all'Italia (su un totale di 720). In realtà, in questa tornata elettorale il cittadino…
Supplemento 10.IV.a.1 Libertà e Cateno De Luca
Per screditare Libertà si stanno da settimane diffondendo video in cui il coordinatore, Cateno De Luca (CDL), in qualità di sindaco di Messina, si accaniva contro i resistenti alla reclusione pandemica e alla pseudovaccinazione.
Sono video autentici e deplorevoli.
Per alcuni, però, ciò condannerebbe all'ignominia tutte e 19 le liste presenti in Libertà.
Ciò è implausibile già a una primissima riflessione. Ma ci sono almeno tre solide ragioni che confutano la "tesi dell'ignominia collettiva" e che meritano di essere considerate.
La prima è che CDL ha pubblicamente ammesso l'errore di fidarsi delle indicazioni istituzionali che riceveva.
Ma ha fatto di più.
Ha pure sottolineato il danno personalmente subito dai "vaccini" che, in buona fede, si era fatto anche lui somministrare.
Non sappiamo di altri politici che abbiano dichiarato così chiaramente di essersi sbagliati sulla gestione "covid-19" e di rimpiangere, anche a titolo personale, di aver creduto alle "autorità".
Non accettare, anzi denigrare, questa cosa così rara - il ripensamento pubblico - può essere solo un sintomo del fatto che qualcuno ha paura del successo di Libertà.
La seconda e più forte ragione è che CDL, ammettendo nel proprio "cartello" 19 liste che non sarebbero mai riuscite ciascuna a raccogliere 15.000 firme (per ognuna delle 5 circoscrizioni), ha compiuto la mossa più anti-sistema che si ricordi in molti anni, da parte di qualsiasi personaggio politico italiano.
Ha infatti neutralizzato la manovra (che un giorno, ma come al solito troppo tardi, sarà giudicata contraria a ogni trattato nazionale ed europeo) con cui i partiti di governo avevano tentato di escludere dalla competizione elettorale tutti tranne sé stessi.
La terza ragione è che le liste componenti di Libertà possono, e anzi devono, farsi valere indipendentemente con le preferenze conquistate, ciascuna grazie alla propria campagna elettorale e al precedente "lavoro sul territorio".
Insomma, l'idea che per "castigare" i trascorsi di CDL occorra condannare al silenzio (come avrebbe voluto il governo...) tutti i gruppi a cui lui ha coraggiosamente permesso di avere una voce in queste elezioni forse nemmeno meritava di essere discussa.
Ma vale la pena averla ricordata a testimonianza del basso livello a cui è scesa la lotta politica in Italia, anche tra chi è, o più verosimilmente finge di essere, "contro il sistema".
Per screditare Libertà si stanno da settimane diffondendo video in cui il coordinatore, Cateno De Luca (CDL), in qualità di sindaco di Messina, si accaniva contro i resistenti alla reclusione pandemica e alla pseudovaccinazione.
Sono video autentici e deplorevoli.
Per alcuni, però, ciò condannerebbe all'ignominia tutte e 19 le liste presenti in Libertà.
Ciò è implausibile già a una primissima riflessione. Ma ci sono almeno tre solide ragioni che confutano la "tesi dell'ignominia collettiva" e che meritano di essere considerate.
La prima è che CDL ha pubblicamente ammesso l'errore di fidarsi delle indicazioni istituzionali che riceveva.
Ma ha fatto di più.
Ha pure sottolineato il danno personalmente subito dai "vaccini" che, in buona fede, si era fatto anche lui somministrare.
Non sappiamo di altri politici che abbiano dichiarato così chiaramente di essersi sbagliati sulla gestione "covid-19" e di rimpiangere, anche a titolo personale, di aver creduto alle "autorità".
Non accettare, anzi denigrare, questa cosa così rara - il ripensamento pubblico - può essere solo un sintomo del fatto che qualcuno ha paura del successo di Libertà.
La seconda e più forte ragione è che CDL, ammettendo nel proprio "cartello" 19 liste che non sarebbero mai riuscite ciascuna a raccogliere 15.000 firme (per ognuna delle 5 circoscrizioni), ha compiuto la mossa più anti-sistema che si ricordi in molti anni, da parte di qualsiasi personaggio politico italiano.
Ha infatti neutralizzato la manovra (che un giorno, ma come al solito troppo tardi, sarà giudicata contraria a ogni trattato nazionale ed europeo) con cui i partiti di governo avevano tentato di escludere dalla competizione elettorale tutti tranne sé stessi.
La terza ragione è che le liste componenti di Libertà possono, e anzi devono, farsi valere indipendentemente con le preferenze conquistate, ciascuna grazie alla propria campagna elettorale e al precedente "lavoro sul territorio".
Insomma, l'idea che per "castigare" i trascorsi di CDL occorra condannare al silenzio (come avrebbe voluto il governo...) tutti i gruppi a cui lui ha coraggiosamente permesso di avere una voce in queste elezioni forse nemmeno meritava di essere discussa.
Ma vale la pena averla ricordata a testimonianza del basso livello a cui è scesa la lotta politica in Italia, anche tra chi è, o più verosimilmente finge di essere, "contro il sistema".
YouTube
Cateno De Luca vittima di effetti avversi ammette la truffa della pandeminkia
Questo video nasce dal fatto che sono stanco di ricevere montaggi di clip dove Cateno De Luca, allora sindaco di Messina, era a favore delle disposizioni statali e del ministero della salute. Difendeva il pass verde e la puntura. E lui stesso le ha fatte.…
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Scienza e Democrazia
Educazione civica per ministri. Parla il ministro della Difesa Crosetto: «“Lo diremo ai nostri alleati in modo franco, leale, sereno, senza alzare i toni – aggiunge il ministro -. Io penso che il dettato della nostra Costituzione ci dica, all’articolo 11…
Il ministro Crosetto l'educazione civica non l'imparerà mai.
Perché è stato collocato al suo posto appunto per non impararla.
Spiega Alessandro Orsini:
«[...] Lo ripeto: non fidatevi di Crosetto.
Non c'è niente di sincero e di leale in quest'uomo. Crosetto è semplicemente un uomo della Casa Bianca. Dopo le elezioni, Crosetto farà ciò che Biden gli chiederà. Se Biden gli chiederà di inviare soldati italiani in Ucraina, Crosetto invierà i soldati italiani in Ucraina.
[...] Crosetto non è diventato ministro della Difesa per tutelare gli interessi nazionali dell'Italia, ma per tutelare gli interessi della Casa Bianca contro quelli dell'Italia.
Svegliatevi: Crosetto è il più grande nemico dell'Italia e dei nostri figli.
Crosetto si sta organizzando per portare l'Italia nella Terza guerra mondiale.
E ricordate: Giacomo Matteotti, da tutti celebrato, era un pacifista.
Matteotti oggi sarebbe un nemico acerrimo di Guido Crosetto.
Avanzi l'Italia, avanzi la pace. Risorga il movimento pacifista".»
Perché è stato collocato al suo posto appunto per non impararla.
Spiega Alessandro Orsini:
«[...] Lo ripeto: non fidatevi di Crosetto.
Non c'è niente di sincero e di leale in quest'uomo. Crosetto è semplicemente un uomo della Casa Bianca. Dopo le elezioni, Crosetto farà ciò che Biden gli chiederà. Se Biden gli chiederà di inviare soldati italiani in Ucraina, Crosetto invierà i soldati italiani in Ucraina.
[...] Crosetto non è diventato ministro della Difesa per tutelare gli interessi nazionali dell'Italia, ma per tutelare gli interessi della Casa Bianca contro quelli dell'Italia.
Svegliatevi: Crosetto è il più grande nemico dell'Italia e dei nostri figli.
Crosetto si sta organizzando per portare l'Italia nella Terza guerra mondiale.
E ricordate: Giacomo Matteotti, da tutti celebrato, era un pacifista.
Matteotti oggi sarebbe un nemico acerrimo di Guido Crosetto.
Avanzi l'Italia, avanzi la pace. Risorga il movimento pacifista".»
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Q Tv official 3.0 - Qui radio londra Tv NEWS h24
"Crosetto ha furbescamente rimandato il nuovo invio di armi al giorno successivo alle elezioni per ingannare meglio gli italiani. Crosetto si prepara per inviare i soldati italiani a sparare contro i russi in Ucraina. Per ora, Crosetto non lo dice perché…
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Scienza e Democrazia
Questa immagine aggiunge importanti particolari. In cima c'è l'"imperatore". Poi la polizia e le forze dell'ordine, che sono la sua guardia del corpo, e che a tempo perso arrestano, se capita, qualche ladro di galline. Poi i media che servono per ipnotizzare…
Oppure, per quanto riguarda le forze dell'ordine, qual è il posto più indicato dove andare a far rispettare la legge, anche a costo di malmenare le persone pur di "fare un controllo"?
Indovinato: Venezia!
Naturalmente in pieno giorno e tra i turisti.
(No, a Roma Termini la situazione è già sotto controllo).
Indovinato: Venezia!
Naturalmente in pieno giorno e tra i turisti.
(No, a Roma Termini la situazione è già sotto controllo).
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𝗖𝗢𝗡𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗗𝗜𝗦𝗜𝗡𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗧𝗢
🇮🇹 Nel frattempo... A Venezia!
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Scienza e Democrazia
Il mondo salvato dai bambini.
Né Pace, né Dignità.
In un'intervista, il principale esponente di "Pace, Terra e Dignità", Michele Santoro, ha così risposto alla domanda se l'Italia debba uscire dalla NATO:
«"In questo momento non possiamo rinunciare alla nostra difesa, in questo momento la Nato è necessaria. Per quanto io sia favorevole in futuro a un superamento dell'Alleanza, nel momento in cui c'è una guerra non possiamo disarmarci unilateralmente.»
Cioè, secondo Santoro la NATO ci protegge dato che «c'è una guerra».
Ma chi l'ha scatenata questa guerra?
La risposta è nota: le mire espansionistiche del governo USA, attraverso la NATO.
È strano che a un giornalista italiano (anzi meridionale) sfugga che quando una cosca mafiosa "protegge", chi le paga il pizzo (e quello della NATO è enormemente esoso, e lo sarà ancora di più) si protegge principalmente dalle ritorsioni della cosca stessa in caso di rifiuto.
Non paghi il pizzo? Qualche giorno dopo il tuo negozio va in fiamme. Chi l'ha incendiato? Colpa tua, non eri "protetto"...
Ma se invece paghi il pizzo, che fine fa la "Dignità"?
Quel che è peggio, è che se ci capita una cosca mafiosa aggressiva (come la NATO), questa entra in conflitto con altre cosche per allargare la propria sfera d'influenza.
In tal caso siamo noi, i suoi "protetti", a diventare bersagli potenziali delle cosche "nemiche".
E allora che fine fa la "Pace"?
Santoro prosegue:
«Ma ora sarebbe sbagliato uscire dall'Alleanza atlantica, anche se deve essere un'alleanza difensiva - se attaccati ci protegge - e non portare la guerra in altri Paesi come sta accadendo»
Cioè «sarebbe sbagliato» uscire dalla NATO, se questa fosse «un'alleanza difensiva» e «non porta[sse] la guerra in altri Paesi come sta accadendo».
Ne segue che, al momento attuale, sarebbe giusto uscire dalla NATO!
Si direbbe, insomma, che del nome del partito resti solo la "Terra".
Sotto cui nascondere le incoerenze di un'ambigua proposta politica.
In un'intervista, il principale esponente di "Pace, Terra e Dignità", Michele Santoro, ha così risposto alla domanda se l'Italia debba uscire dalla NATO:
«"In questo momento non possiamo rinunciare alla nostra difesa, in questo momento la Nato è necessaria. Per quanto io sia favorevole in futuro a un superamento dell'Alleanza, nel momento in cui c'è una guerra non possiamo disarmarci unilateralmente.»
Cioè, secondo Santoro la NATO ci protegge dato che «c'è una guerra».
Ma chi l'ha scatenata questa guerra?
La risposta è nota: le mire espansionistiche del governo USA, attraverso la NATO.
È strano che a un giornalista italiano (anzi meridionale) sfugga che quando una cosca mafiosa "protegge", chi le paga il pizzo (e quello della NATO è enormemente esoso, e lo sarà ancora di più) si protegge principalmente dalle ritorsioni della cosca stessa in caso di rifiuto.
Non paghi il pizzo? Qualche giorno dopo il tuo negozio va in fiamme. Chi l'ha incendiato? Colpa tua, non eri "protetto"...
Ma se invece paghi il pizzo, che fine fa la "Dignità"?
Quel che è peggio, è che se ci capita una cosca mafiosa aggressiva (come la NATO), questa entra in conflitto con altre cosche per allargare la propria sfera d'influenza.
In tal caso siamo noi, i suoi "protetti", a diventare bersagli potenziali delle cosche "nemiche".
E allora che fine fa la "Pace"?
Santoro prosegue:
«Ma ora sarebbe sbagliato uscire dall'Alleanza atlantica, anche se deve essere un'alleanza difensiva - se attaccati ci protegge - e non portare la guerra in altri Paesi come sta accadendo»
Cioè «sarebbe sbagliato» uscire dalla NATO, se questa fosse «un'alleanza difensiva» e «non porta[sse] la guerra in altri Paesi come sta accadendo».
Ne segue che, al momento attuale, sarebbe giusto uscire dalla NATO!
Si direbbe, insomma, che del nome del partito resti solo la "Terra".
Sotto cui nascondere le incoerenze di un'ambigua proposta politica.
affaritaliani.it
Ucraina, Santoro: "Non possiamo uscire adesso dalla Nato". Intervista
"E' ovvio che si rischia l'escalation. Più si innalza il livello dello scontro con armi micidiali e più è possibile che ci siano risposte proporzionate rispetto alle armi utilizzate. Siamo sull'orlo di una possibile deflagrazione del conflitto". Michele Santoro…
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Scienza e Democrazia
Né Pace, né Dignità. In un'intervista, il principale esponente di "Pace, Terra e Dignità", Michele Santoro, ha così risposto alla domanda se l'Italia debba uscire dalla NATO: «"In questo momento non possiamo rinunciare alla nostra difesa, in questo momento…
Ecco dove ci sta portando la "fedeltà atlantica"
Il governo USA, per salvare la faccia in attesa delle presidenziali del 5 novembre - una faccia sporca di sangue - dà il proprio consenso all'uso di armi americane, da parte dell'Ucraina, contro postazioni sul suolo russo.
Il governo italiano deve immediatamente chiedere un confronto con tutti gli stati membri della NATO per dissociarsi da questo salto deciso a Washington verso la guerra nucleare in Europa.
Dove sono quelle «condizioni di parità con gli altri Stati» esplicitamente prescritte dall'art. 11 della Costituzione?
È sempre più evidente come certe posizioni "moderate" sulla NATO favoriscono sviluppi imprevedibili, che possono porre fine alla civiltà europea.
Il governo USA, per salvare la faccia in attesa delle presidenziali del 5 novembre - una faccia sporca di sangue - dà il proprio consenso all'uso di armi americane, da parte dell'Ucraina, contro postazioni sul suolo russo.
Il governo italiano deve immediatamente chiedere un confronto con tutti gli stati membri della NATO per dissociarsi da questo salto deciso a Washington verso la guerra nucleare in Europa.
Dove sono quelle «condizioni di parità con gli altri Stati» esplicitamente prescritte dall'art. 11 della Costituzione?
È sempre più evidente come certe posizioni "moderate" sulla NATO favoriscono sviluppi imprevedibili, che possono porre fine alla civiltà europea.
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InfoDefenseITALIA
🇺🇸 “L’AMMINISTRAZIONE BIDEN PERMETTE ALL’UCRAINA DI COLPIRE ALL’INTERNO DELLA RUSSIA CON ARMI AMERICANE”
⚡️🇺🇸 Gli Stati Uniti stanno facendo di tutto per preservare il regime di Kiev fino alle elezioni presidenziali negli USA, rischiando di far precipitare…
⚡️🇺🇸 Gli Stati Uniti stanno facendo di tutto per preservare il regime di Kiev fino alle elezioni presidenziali negli USA, rischiando di far precipitare…
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ChatGPT: ancora non ci siamo!
Poverina: evidentemente le avevano fatto sentire conversazioni politiche solo con certi nomi di partito.
Altrimenti non sarebbe mai riuscita a vedere la differenza: nemmeno lei che è così brava.
Ma la lacuna sarà presto colmata.
Prossimamente aggiungerà che, dopo tutto, anche FdI, FI e Lega possono andare.
Poverina: evidentemente le avevano fatto sentire conversazioni politiche solo con certi nomi di partito.
Altrimenti non sarebbe mai riuscita a vedere la differenza: nemmeno lei che è così brava.
Ma la lacuna sarà presto colmata.
Prossimamente aggiungerà che, dopo tutto, anche FdI, FI e Lega possono andare.
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Scienza e Democrazia
10.4.b Elezioni europee. Un ultimo punto: sui partiti del quintetto e loro appendici ci sarebbe moltissimo altro di negativo da dire. Per esempio, si potrebbe aggiungere il criterio "von der Leyen": chi è stato in buoni rapporti con VDL, o chi ha detto di…
11. Elezioni degli enti locali.
In Italia l'8 (sabato, 14-22) e 9 giugno (domenica, 7-23) si voterà il rinnovo della nostra "quota" di Parlamento Europeo (76 seggi), del consiglio regionale in Piemonte, e dei consigli comunali in 3701 comuni italiani (circa il 40%).
Nel resto dei Paesi dell'UE le date potranno essere diverse, ma comprese tra il 6 e il 9. Invece lo spoglio comincerà ovunque alle 23 di domenica (l'eventuale ballottaggio per le comunali sarà il 23-24 giugno).
Di solito anche chi predica l'astensionismo alle elezioni europee è più cauto con le elezioni degli enti locali. Ogni comune ha i suoi problemi, e il cittadino spesso si è fatto un'idea, basata sull'esperienza, circa la capacità dei candidati e dei loro partiti di affrontarli.
Alcuni pensano che l'ideologia politica dei candidati alle comunali non sia poi così importante: conterebbero di più doti del tipo che vorremmo in un buon amministratore di condominio.
Tuttavia la (lunga) stagione covid-19 ci ha mostrato un altro lato della questione: come gli amministratori locali siano pronti a recepire e infliggere, a volte con ottusa spietatezza, le indicazioni provenienti dal governo centrale. È chiaro che questi comportamenti, in assenza di un "mea culpa" pubblico dei responsabili, sono da ricordare, per tenerne conto al momento del voto.
Oggi si leggono su alcuni cartelloni elettorali motti come "Il futuro non si ferma" e "Indietro non si torna", che, alle persone normali, fanno venire un brivido lungo la schiena: come se l'ultimo quadriennio rappresentasse un modello da imitare e proseguire...
Quando poi vediamo candidati raffigurare nei propri manifesti noti personaggi della politica nazionale, che andrebbero scartati anche solo per la mutua simpatia che li lega alla presidente della Commissione europea (vedi il "criterio von der Leyen"), ci si chiede:
- ma quale elettore può essere così disinformato, o avere vedute così campanilisticamente ristrette, da trascurare queste affinità e anzi decidere di premiarle con il proprio voto?
Ma purtroppo elettori di questo genere esistono... altrimenti non esisterebbero queste pubblicità elettorali.
Si dirà che, nel caso degli enti locali, questi criteri sono un po' troppo vaghi. E allora per essere più concreti citeremo alcuni, pochi, esempi - ignorati quasi da tutti, come se non fossero abbastanza importanti - che rivelano il filo che lega l'amministrazione locale a scelte ideologiche e a gruppi di pressione di cui però in campagna elettorale non si parla.
1) All'inizio delle restrizioni covid-19 le società del trasporto urbano decisero, col consenso delle autorità comunali, che fosse utile sostituire alle fermate degli autobus la solita tabella degli orari... con una contenente solo un codice QR.
Adesso, quattro anni dopo e dopo la fine ufficiale della "pandemia", com'è la situazione degli orari indicati alle fermate? Sono tornati quelli di prima?
Oppure senza un cellulare a portata di mano quando si è alla fermata non si può sapere a che ora passerà il prossimo autobus?
2) Andate in una qualsiasi biblioteca, ufficio universitario o altra amministrazione comunale. Per ritirare un certo documento dovete pagare una certa piccola cifra.
Se offrite il pagamento in contanti, vi viene accettato?
Per legge dovrebbero (art. 1277 del Codice Civile e art. 693 del Codice Penale).
Ma le Pubbliche Amministrazioni di alcuni comuni lo rifiutano e vi chiedono invece di pagare attraverso una certa piattaforma telematica.
E se fate presente che stanno commettendo un reato, restano indifferenti.
Queste amministrazioni comunali stanno lavorando per i cittadini o per qualcun altro?
[continua]
In Italia l'8 (sabato, 14-22) e 9 giugno (domenica, 7-23) si voterà il rinnovo della nostra "quota" di Parlamento Europeo (76 seggi), del consiglio regionale in Piemonte, e dei consigli comunali in 3701 comuni italiani (circa il 40%).
Nel resto dei Paesi dell'UE le date potranno essere diverse, ma comprese tra il 6 e il 9. Invece lo spoglio comincerà ovunque alle 23 di domenica (l'eventuale ballottaggio per le comunali sarà il 23-24 giugno).
Di solito anche chi predica l'astensionismo alle elezioni europee è più cauto con le elezioni degli enti locali. Ogni comune ha i suoi problemi, e il cittadino spesso si è fatto un'idea, basata sull'esperienza, circa la capacità dei candidati e dei loro partiti di affrontarli.
Alcuni pensano che l'ideologia politica dei candidati alle comunali non sia poi così importante: conterebbero di più doti del tipo che vorremmo in un buon amministratore di condominio.
Tuttavia la (lunga) stagione covid-19 ci ha mostrato un altro lato della questione: come gli amministratori locali siano pronti a recepire e infliggere, a volte con ottusa spietatezza, le indicazioni provenienti dal governo centrale. È chiaro che questi comportamenti, in assenza di un "mea culpa" pubblico dei responsabili, sono da ricordare, per tenerne conto al momento del voto.
Oggi si leggono su alcuni cartelloni elettorali motti come "Il futuro non si ferma" e "Indietro non si torna", che, alle persone normali, fanno venire un brivido lungo la schiena: come se l'ultimo quadriennio rappresentasse un modello da imitare e proseguire...
Quando poi vediamo candidati raffigurare nei propri manifesti noti personaggi della politica nazionale, che andrebbero scartati anche solo per la mutua simpatia che li lega alla presidente della Commissione europea (vedi il "criterio von der Leyen"), ci si chiede:
- ma quale elettore può essere così disinformato, o avere vedute così campanilisticamente ristrette, da trascurare queste affinità e anzi decidere di premiarle con il proprio voto?
Ma purtroppo elettori di questo genere esistono... altrimenti non esisterebbero queste pubblicità elettorali.
Si dirà che, nel caso degli enti locali, questi criteri sono un po' troppo vaghi. E allora per essere più concreti citeremo alcuni, pochi, esempi - ignorati quasi da tutti, come se non fossero abbastanza importanti - che rivelano il filo che lega l'amministrazione locale a scelte ideologiche e a gruppi di pressione di cui però in campagna elettorale non si parla.
1) All'inizio delle restrizioni covid-19 le società del trasporto urbano decisero, col consenso delle autorità comunali, che fosse utile sostituire alle fermate degli autobus la solita tabella degli orari... con una contenente solo un codice QR.
Adesso, quattro anni dopo e dopo la fine ufficiale della "pandemia", com'è la situazione degli orari indicati alle fermate? Sono tornati quelli di prima?
Oppure senza un cellulare a portata di mano quando si è alla fermata non si può sapere a che ora passerà il prossimo autobus?
2) Andate in una qualsiasi biblioteca, ufficio universitario o altra amministrazione comunale. Per ritirare un certo documento dovete pagare una certa piccola cifra.
Se offrite il pagamento in contanti, vi viene accettato?
Per legge dovrebbero (art. 1277 del Codice Civile e art. 693 del Codice Penale).
Ma le Pubbliche Amministrazioni di alcuni comuni lo rifiutano e vi chiedono invece di pagare attraverso una certa piattaforma telematica.
E se fate presente che stanno commettendo un reato, restano indifferenti.
Queste amministrazioni comunali stanno lavorando per i cittadini o per qualcun altro?
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Scienza e Democrazia
7. Le conseguenze della tendenza al calo dell'affluenza alle urne.
Cominciamo con un'osservazione storicamente banale ma importante: i diritti non esistono una volta per tutte.
Possono essere violati senza che il potere giudiziario intervenga.
Possono…
Cominciamo con un'osservazione storicamente banale ma importante: i diritti non esistono una volta per tutte.
Possono essere violati senza che il potere giudiziario intervenga.
Possono…
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Scienza e Democrazia
10.4.b Elezioni europee. Un ultimo punto: sui partiti del quintetto e loro appendici ci sarebbe moltissimo altro di negativo da dire. Per esempio, si potrebbe aggiungere il criterio "von der Leyen": chi è stato in buoni rapporti con VDL, o chi ha detto di…
3) La CE ha deciso, con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che in Italia si debbano costruire 20 o 22 biolaboratori, circa uno per ogni regione italiana, con livello di sicurezza 3 (il laboratorio, famigerato, di Wuhan è del livello massimo, il n. 4).
Pensate che ciò vada nel migliore interesse dei cittadini?
Ritenete veramente che ciò che si farà in questi biolaboratori potrà essere controllato dai cittadini?
Se il vostro comune è, o è nelle vicinanze di, uno dei siti programmati, l'amministrazione comunale ha avvertito la cittadinanza, aprendo un dibattito pubblico sulla questione?
E vi ha tenuto informati sugli sviluppi del progetto?
4) Se siete fra quelli che pensano che l'acqua del rubinetto sia poco affidabile, e per questo comprate quella contenuta in bottiglie di plastica in vendita, ...potreste sbagliarvi.
Però un dubbio è legittimo.
Anche se conoscete le analisi periodiche della più vicina fontanella pubblica (a proposito: siete in grado di conoscere le analisi complete dell'acqua minerale che acquistate?), le tubature del vostro stabile potrebbero essere antiquate e immettere nell'acqua sostanze tossiche.
Il vostro comune vi permette di ottenere analisi complete dell'acqua del vostro rubinetto a un prezzo politico?
Anche soltanto questi quattro punti permettono di farsi, in molti casi, un'idea di come gli attuali amministratori comunali considerano i cittadini.
E in particolare quanto obbediscano a ordini provenienti da centri di potere politico ed economico esterni alla comunità locale, e a danno di questa.
[continua]
Pensate che ciò vada nel migliore interesse dei cittadini?
Ritenete veramente che ciò che si farà in questi biolaboratori potrà essere controllato dai cittadini?
Se il vostro comune è, o è nelle vicinanze di, uno dei siti programmati, l'amministrazione comunale ha avvertito la cittadinanza, aprendo un dibattito pubblico sulla questione?
E vi ha tenuto informati sugli sviluppi del progetto?
4) Se siete fra quelli che pensano che l'acqua del rubinetto sia poco affidabile, e per questo comprate quella contenuta in bottiglie di plastica in vendita, ...potreste sbagliarvi.
Però un dubbio è legittimo.
Anche se conoscete le analisi periodiche della più vicina fontanella pubblica (a proposito: siete in grado di conoscere le analisi complete dell'acqua minerale che acquistate?), le tubature del vostro stabile potrebbero essere antiquate e immettere nell'acqua sostanze tossiche.
Il vostro comune vi permette di ottenere analisi complete dell'acqua del vostro rubinetto a un prezzo politico?
Anche soltanto questi quattro punti permettono di farsi, in molti casi, un'idea di come gli attuali amministratori comunali considerano i cittadini.
E in particolare quanto obbediscano a ordini provenienti da centri di potere politico ed economico esterni alla comunità locale, e a danno di questa.
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Scienza e Democrazia
Biolaboratori e PNRR: il caso di Perugia
Il 27 ottobre 2022 è stato acquistato all’asta (a un prezzo minore della metà di quello base) dall’Istituto Sperimentale Zoo-profilattico di Umbria e Marche (ISZUM) un appezzamento di terreno di circa 140 ettari,…
Il 27 ottobre 2022 è stato acquistato all’asta (a un prezzo minore della metà di quello base) dall’Istituto Sperimentale Zoo-profilattico di Umbria e Marche (ISZUM) un appezzamento di terreno di circa 140 ettari,…
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