Scienza e Democrazia
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Annullata una conferenza di Angelo D'Orsi nella sua città come professore, Torino. E come mai?

Ma perché la vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, ha ingiunto al sindaco di Torino di impedire l'evento.

E perché mai? Lasciamo spiegare al prof. D'Orsi questa ennesima offesa ai valori della Costituzione:

«La mia conferenza "Russofobia, russofilia, verità", prevista il 12 novembre a Torino nei locali del Polo del ‘900 è stata inopinatamente annullata. L’accusa che “spiega” l’annullamento è la stessa che ha impedito al direttore d’orchestra russo Gergiev, al baritono Abdrazaov, per citare solo gli ultimi episodi di cronaca, ossia di fare “propaganda”.

E quindi senza neppure aspettare che io tenga la mia conferenza vengo poco democraticamente silenziato in nome della democrazia, di cui l’Occidente sarebbe il faro, mentre la Russia di Putin affoga nella “autocrazia”. [...]

Ora mi aspetto che la ministra dell’Università venga al mio fianco e mi faccia tenere la conferenza come ha fatto con rulli di tamburi e squilli di trombe con Emanuele Fiano (al quale nessuno aveva vietato di tenere conferenza, ma era stato contestato dagli studenti, cosa ben diversa e che dopo l’episodio sta girando la Penisola per godere dei frutti di quell’episodio).

Mi aspetto che il sindaco di Torino dichiari di non essere intervenuto per bloccare la conferenza. Mi aspetto che l’ANPPIA nazionale che a quanto leggo su agenzie di stampa avrebbe sconfessato la sezione locale, ente organizzatore della conferenza, mi chieda scusa.

E aspetto le scuse anche della presidenza e della direzione del Polo del ‘900. Mi aspetto che la segretaria del PD sconfessi la Picierno. Mi aspetto un gesto di solidarietà dal mondo accademico e intellettuale, almeno cittadino.

Temo che nessuno di questi atti avverrà.
»

Speriamo - ma il pessimismo di D'Orsi è, ahimè, giustificato - che i vertici dell'università italiana esprimano una buona volta il loro dissenso verso questi colpi di mano contro la cultura, la libertà di espressione, e in definitiva la ragione d'essere della stessa università.
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La sinistra (vera) spiegata ai bambini. Ce ne dà lo spunto nientemeno che... Giorgia Meloni: «"Le patrimoniali ricompaiono ciclicamente nelle proposte della sinistra. È rassicurante sapere che, con la destra al Governo, non vedranno mai la luce".» Naturalmente…
Non a caso le sole promesse che questo tipo di destra mantiene...

...sono quelle che non modificano la diseguaglianza dei redditi: perché sono quelle che favoriscono lo zoccolo duro del suo elettorato. Ecco che cosa dice Bankitalia della manovra di bilancio Meloni:

«La riduzione della seconda aliquota dell'Irpef dal 35 al 33% comporterà un minore gettito di 3 miliardi all'anno [...] Un taglio che andrebbe a "favorire i nuclei dei due quinti più alti della distribuzione, con una variazione percentualmente modesta del reddito disponibile".

Come anche gli effetti dei principali «interventi in materia di assistenza sociale si concentrano sui primi due quinti delle famiglie e sono anch’essi modesti». Insomma «complessivamente le misure» presenti in manovra a sostegno del reddito «non comportino variazioni significative della disuguaglianza nella distribuzione del reddito disponibile equivalente tra le famiglie», ha sottolineato [Fabrizio] Balassone [della Banca d'Italia].»
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Altri fantasmi che riappaiono...

...come se niente fosse nei salotti televisivi, o lo faranno alla prima occasione:
Gianrico Carofiglio: «Ho fatto i due sperimentali ReiThera, poi ho fatto il richiamo con Johnson, che per me era il primo dal punto di vista della burocrazia per avere il Green Pass; [dato] che ne valeva due, nel mio conteggio sono 4, fra un po' dovrò farne un altro, perché tra un po' il mio Green Pass scade, e quindi legittimamente potrò dire di averne 5.» (4.I.2022)

Per la storia della "via italiana al 'vaccino' anti-covid-19", il ReiThera appunto, oggi del tutto dimenticato, si veda qui.
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La sinistra (vera) spiegata ai bambini. Ce ne dà lo spunto nientemeno che... Giorgia Meloni: «"Le patrimoniali ricompaiono ciclicamente nelle proposte della sinistra. È rassicurante sapere che, con la destra al Governo, non vedranno mai la luce".» Naturalmente…
La favola di Andreotti e dell'astensionismo.

Circola da anni una storiella secondo cui Giulio Andreotti avrebbe rivelato che a un politico "uomo di mondo" come lui, non importerebbe conoscere, all'indomani di un'elezione, le percentuali ottenute dai partiti (compreso il proprio!), ma solo il dato dell'affluenza alle urne.

Ci hanno fatto su addirittura un audio con una voce che simula quella di Andreotti - ovviamente senza indicare le circostanze della supposta dichiarazione (dove, quando e a chi).

Ma quale sarebbe la logica di questa affermazione? Facciamolo dire allo pseudo-Andreotti:

«Perchè [sic] se il NON VOTO arriva al 60% PER NOI E’ FINITA !
Significherebbe che il popolo ha sfiduciato tutto il sistema politico.
I giudici non sarebbero più sotto scacco e farebbero immediatamente i processi per davvero e finiremo
[sic] tutti in galera!
Ma per fortuna nostra, voi questo non lo sapete e continuate a ripetere le frasette che vi mettiamo in bocca, come: se non vai a votare ti rimetti alla volontà degli altri che ci vanno”»

Su questo canale abbiamo visto in dettaglio (qui e qui) perché si tratta di un ragionamento privo del minimo fondamento. In particolare, se non ti eleggono o il tuo partito va in minoranza, e hai scheletri nell'armadio, puoi stare sicuro che i magistrati verranno a rovistare nel tuo armadio di ex politico senza immunità parlamentare, o di politico di minoranza, piuttosto che in quello degli eletti e maggioritari…

Ma qui le domande che pongo sono due:

1) esistono prove reali che Andreotti abbia mai detto qualcosa del genere?;

2) se l'avesse detto, da un uomo politico famoso per il suo machiavellismo ci si può mai aspettare che volesse fornire un'informazione onesta sulle proprie opinioni?

Su 1) non sono riuscito a trovare niente di minimamente affidabile, ma resto in attesa, visto che anche l'avv. Alessandro Fusillo sembra credere nell'autenticità della storiella. Per il momento, la ritengo un falso.

Circa 2), è possibile che un politico di lungo corso come Andreotti, notoriamente collegato ai poteri sia legali che illegali, non avesse mai avuto alcun dubbio circa la propria rielezione, e nemmeno sul successo del proprio partito, la Democrazia Cristiana - che peraltro, a conferma del fatto che qualche volta può accadere l'inaspettato, ha cessato di esistere nel 1994.

Ed è ancora più probabile che dal 1991 alla morte, nel 2013, la principale (anche se non credo la sola...) curiosità di Andreotti sugli esiti elettorali sia stata, effettivamente, l'affluenza alle urne.

Per una ragione molto semplice: nel 1991 era stato infatti nominato senatore a vita! Mai anno fu scelto in maniera più opportuna: proprio l'anno dopo, per la prima volta, la DC scese sotto il 30% dei voti (29,7%).

Quindi, dopo il 1991, non è impossibile che si sia voluto prendere gioco di un interlocutore (...non troppo sveglio) alludendo, con civetteria, al suo essere ormai "al di sopra della mischia".

Spero che gli "andreottologi" vogliano risolvere definitivamente questo dubbio microstorico, a beneficio di quella parte dell'elettorato italiano - speriamo piccola... - che si fa influenzare, su una materia così importante come quella tra votare e non votare, da un semplice aneddoto.
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La circolare del ministro Valditara sui dibattiti nelle scuole.

Una circolare del ministro dell'Istruzione cerca di impedire che nelle scuole gli studenti siano resi consapevoli della mostruosità della politica estera del governo italiano.

Ovviamente, a tale scopo, si edulcora la repressione e la censura con la retorica melensa del "pensiero critico", che cerca di camuffare la vera intenzione - come accade quando gli stessi soggetti parlano di pace mentre promuovono il riarmo.

1. «l’organizzazione e lo svolgimento, all’interno delle istituzioni scolastiche, di manifestazioni ed eventi pubblici di vario tipo aventi ad oggetto tematiche spesso di ampia rilevanza politica e sociale, siano caratterizzati dalla presenza di ospiti ed esperti di specifica competenza e autorevolezza.»

Giusto. C'è solo il piccolissimo problema di chi dovrebbe decidere chi siano gli «esperti» dotati di «specifica competenza e autorevolezza»... A giudicare da quelli che sono invitati nei principali servizi televisivi a esprimersi sul conflitto Russia-NATO e sul genocidio in Palestina, si direbbe che i principali media in Italia non abbiano le idee molto chiare.

Italo Bocchino, Mario Sechi, Pietro Senaldi, Maurizio Molinari, Corrado Augias, Carlo Calenda, Beppe Severgnini, Maurizio Belpietro, Massimo Cacciari, Paolo Mieli, Francesco Giubilei ecc.: ospiti d'onore precisamente quando si tratta di temi in cui non solo non possono vantare né l'una né l'altra qualità, ma hanno dato spesso prova di inattendibilità, autocensura, incoerenza.

Invece quando appare qualcuno veramente competente e autorevole, come Jeffrey Sachs, Francesca Albanese, Alessandro Orsini, Elena Basile e pochi altri, il caso più comune è che sia intralciato o addirittura insultato dal conduttore e dal "cecchino" di turno coalizzati. Sarebbe questa la par condicio?

2. «Si ritiene, infatti, che nell’organizzazione di tali eventi, il cui valore formativo rimane indiscusso, le istituzioni scolastiche, nell’ambito dell’autonomia loro riconosciuta, debbano operare in modo da assicurare il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione e garantire, in ogni caso, il dialogo costruttivo e la formazione del pensiero critico.»

Questo è invece un non sequitur. Il pensiero critico non si forma dando spazio a tutte le opinioni, rimettendo cioè in gioco anche quelle che sono state confutate dai fatti o da argomenti conclusivi.

E già, perché un conto è la «libertà d'opinione», che va rispettata quando rimane una questione privata, un altro conto è considerare opportuno che Jeffrey Sachs si trovi davanti un politico intellettualmente irrisorio e pronto a violare le regole minime del confronto civile.

Il pensiero critico nelle conferenze organizzate dalle scuole si favorisce permettendo agli studenti di interloquire con gli ospiti, che possono essere anche uno solo, e non facendoli spettatori di un duello che li lascia confusi e sfiduciati circa la capacità di arrivare a conclusioni razionali.

In breve, il governo Meloni deve innanzitutto far pace con la razionalità e la verità fattuale: non tutto è ugualmente sostenibile, e se per caso ciò che è insostenibile - argomento o ricostruzione storica - rappresenta o giustifica, per qualche ragione, l'attuale linea del governo, le istituzioni della formazione tradirebbero la propria funzione se l'offrissero agli studenti come se fosse un'opzione aperta.
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L'ennesima prova che per far parte delle forze di occupazione israeliane, sia militari che "civili"...

...bisogna essere casi psichiatrici della peggiore specie. I "civili" sono i coloni, il cui programma è esposto qui dalla loro guida in Cisgiordania - una donna.
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l'attentato ai gasdotti Nord Stream del 26 settembre 2022 diventerà un classico dei libri di testo sulla disinformazione
Per ricordare una incredibile menzogna accreditata dai principali media e dal governo italiano.

«[...] l’obiettivo del sabotaggio [del gasdotto Nord Stream] coincide esattamente con il sospetto all’epoca scartato a priori, e senza alcuna giustificazione plausibile, dai vertici euro-atlantici, dal numero uno della Commissione Europea Ursula von der Leyen e dal Segretario Nato, Jens Stoltenberg (dopo alcuni mesi gli subentrò l’olandese Mark Rutte).

Secondo i magistrati tedeschi, invece, ormai non ci sono più dubbi: a sabotare il Nord Stream non fu un’operazione false flag ordinata dal Cremlino, bensì un’azione militare organizzata dai vertici di Kiev al fine di “ridurre le entrate petrolifere di Mosca e spezzare il legame economico tra la Germania e la Russia”. Il gasdotto, infatti, era stato realizzato proprio dalla Russia per fornire gas alla Germania e agli altri paesi europei.
»
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Per ricordare una incredibile menzogna accreditata dai principali media e dal governo italiano. «[...] l’obiettivo del sabotaggio [del gasdotto Nord Stream] coincide esattamente con il sospetto all’epoca scartato a priori, e senza alcuna giustificazione…
Ecco ad esempio che cosa diceva al riguardo il 29 settembre 2022 il prof. Vittorio Emanuele Parsi...

...che, Wikipedia opportunamente ci ricorda, è

«professore ordinario di relazioni internazionali presso la facoltà di scienze politiche e sociali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna anche "Studi strategici" ed è docente presso la facoltà di economia all'Università della Svizzera italiana (USI) a Lugano.[2] È direttore dell'Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (ASERI) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.[4] Fa parte del gruppo di riflessione e indirizzo strategico del Ministero degli affari esteri. [senza fonte] È inoltre membro fondatore della Società per lo studio della democrazia (SSD) e insegna presso la scuola di formazione della Presidenza del Consiglio dei ministri.[1]»


Insomma, il sistema universitario italiano e svizzero reputa Parsi una vera autorità, che non poteva non vedere immediatamente ciò che qualsiasi persona di buon senso avrebbe capito in cinque minuti. E invece...
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Ecco ad esempio che cosa diceva al riguardo il 29 settembre 2022 il prof. Vittorio Emanuele Parsi... ...che, Wikipedia opportunamente ci ricorda, è «professore ordinario di relazioni internazionali presso la facoltà di scienze politiche e sociali dell'Università…
Postilla su Parsi.

Se si scopre che una certa figura pubblica ha fatto un'affermazione particolarmente irragionevole, e per giunta orientata in senso governativo, un suggerimento per chi volesse approfondirne il profilo morale e ideologico è, oggi, di ricercare quali dichiarazioni avesse fatto durante la stagione "pandemica": raramente si resterà delusi.

Per esempio, il 5 maggio 2021, su La7, Parsi e l'allora deputato (oggi senatore) della Lega Claudio Borghi discutevano su chi dovesse prendersi il "merito" del successo della campagna vaccinale in Lombardia, con Parsi che lodava la capacità dei lombardi di non farsi ostacolare dalle inefficienze dell'amministrazione regionale, e Borghi che voleva che il "merito" fosse dato anche al presidente leghista Attilio Fontana (il cui assessore al Welfare, Giulio Gallera, si era distinto per le sue "brillanti" iniziative).

Si può congetturare che Parsi, dato l'entusiasmo dichiarato per la corsa lombarda alla vaccinazione anti-covid-19, si fosse anche lui sottoposto al trattamento sperimentale in questione...

La sera del 27 dicembre 2023 il 62nne Parsi stava a Cortina d'Ampezzo a presentare un suo libro.

Fu colto all'improvviso da un malore di origine cardiovascolare e operato d'urgenza.

Il malore era un caso di dissezione dell'aorta, nota dall'anno prima come un possibile effetto avverso delle vaccinazioni anti-covid-19.

Possiamo però terminare il racconto con una buona notizia: operazione e riabilitazione successiva riuscirono perfettamente, e il 14 dicembre 2024 i lettori del Foglio hanno potuto leggere, per esempio, una sua profonda considerazione:

«La mentalità di guerra che evoca Rutte serve a costruire la pace».

Tutto è bene quel che finisce bene.
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Chi viene nominato dal governo Meloni a Presidente del nuovo Gruppo di lavoro istituito presso il Ministero dell’Università e della Ricerca?

Una persona trasparente ed equilibrata, il cui senso di responsabilità è stato apprezzato da tutti gli italiani durante la stagione "pandemica".

Sì, avete indovinato: Matteo Bassetti!

Una scelta felice, degna del governo che ha istituito la Commissione parlamentare covid-19 inserendo tra i suoi membri Giuseppe Conte.

Per complimentarsi con la ministra Bernini, il registro delle firme sta qui.
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La coppia più bella del mondo.

Il primo voleva che al secondo fosse assegnato il premio Nobel per la pace.

Il secondo adesso vuole che al primo sia fatta grazia dal proprio presidente.

Il primo è un ricercato internazionale per crimini contro l'umanità.

Il secondo ha aiutato in tutti i modi il primo a commettere quei crimini.

Il destino dell'umanità è in buone mani.
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Quando la censura ottiene l'effetto contrario a quello voluto, ovvero...

...come il Corriere della Sera è riuscito a coprire l'Italia di ridicolo a livello globale,.

Hanno detto che avevano dovuto tagliare l'intervista al ministro degli Esteri russo Lavrov perché non avevano spazio sul giornale cartaceo per pubblicarla intera.

La versione digitale, almeno? No, non avevano abbastanza spazio nemmeno sul sito del giornale...

Allora il link alla versione integrale su un sito messo a disposizione dall'ambasciata italiana o altrove? No, nemmeno lo spazio per il link alla versione integrale!

La cosa più grottesca è che l'intervista gliel'avevano richiesta loro... Come diceva quella pubblicità?...
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Alberto Trentini e Cecilia Sala: dov'è la differenza?

Sono oggi 365 giorni che il cooperante italiano Alberto Trentini, che lavorava per una organizzazione non governativa francese dedicata all'assistenza dei disabili, è in prigione in Venezuela, senza capi di imputazione.

È pressappoco dallo stesso tempo che gli Stati Uniti hanno deciso di riconoscere come legittimo presidente del Venezuela non Nicolas Maduro (rieletto nel 2018) ma Edmundo Gonzalez Urrutia (il candidato perdente). Contro Maduro l'attacco USA era però cominciato da ben prima, dato che nel marzo 2020 la prima presidenza Trump aveva messo una taglia di 15 milioni di dollari su di lui in quanto accusato di essere un narcotrafficante.

Anche la persona più politicamente ingenua capisce che se bastasse formulare dubbi sulla regolarità di un'elezione, non ci sarebbe nessun capo di stato o presidente del consiglio in tutto il mondo che potrebbe stare tranquillo. A cominciare, naturalmente, dai presidenti del principale sedicente esportatore internazionale di democrazia: gli Stati Uniti.

Il governo italiano, se avesse avuto una politica estera autonoma, e non quella di una colonia USA, in contraddizione con la sua Costituzione, avrebbe potuto prendere una posizione più ragionevole e rispettosa della sovranità degli altri paesi.

Ma un paese a sovranità limitata non fa molta difficoltà a disconoscere, a comando, la sovranità di altri paesi. E quindi il governo Meloni, caratterizzato non da una sovranità limitata, ma - si può dire - da una sovranità agli arresti domiciliari, non ha riconosciuto la legittimità di Maduro.

Questa è la premessa. Consideriamo adesso la posizione di Alberto Trentini. Un paese che è sotto il fuoco concentrico - in senso metaforico, ma in queste ultime settimane anche in senso proprio - di altri paesi, tende naturalmente a restringere e a tenere sotto controllo poliziesco gli ingressi di cittadini stranieri - e soprattutto di quelli il cui governo rifiuta, ufficialmente, il suo governo in carica.

Se al tempo dell'arresto di Cecilia Sala il governo italiano avesse dichiarato di non riconoscere il governo iraniano, la prigionia della giornalista italiana si sarebbe prolungata ben oltre 20 giorni, nonostante le servili effusioni della stampa italiana verso la «protagonista indiscussa» della sua liberazione.

Chiedersi per quale ragione gli USA da vent'anni almeno si dicano così interessati ai diritti dei cittadini del Venezuela e a difendersi da un ipotetico narcotraffico che avrebbe origine in quel paese è pressappoco come chiedersi che cosa si debba pensare dell'interesse del lupo circa i diritti delle galline.

E, a proposito del narcotraffico, pensate un po' se il Venezuela, possessore delle più grandi risorse petrolifere provate del mondo, debba arrischiarsi in traffici illegali per far crescere la propria economia...

Un'esemplare analisi del conflitto USA-Venezuela è, con la solita lucidità e aderenza ai dati di fatto, presentata da Jeffrey Sachs.

Tornando a Trentini, purtroppo sono i comuni cittadini italiani che pagano per l'assenza di una politica estera autonoma in Italia.

Speriamo che il governo del Venezuela si dimostri in questo caso più saggio dei governi asserviti agli Stati Uniti.
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Scienza e Democrazia
Alberto Trentini e Cecilia Sala: dov'è la differenza? Sono oggi 365 giorni che il cooperante italiano Alberto Trentini, che lavorava per una organizzazione non governativa francese dedicata all'assistenza dei disabili, è in prigione in Venezuela, senza capi…
Che cosa sappiamo sul narcotraffico e il Venezuela?

Lasciamo la parola a Pino Arlacchi:

«Durante il mio mandato alla guida dell’Unoc, l’agenzia antidroga e anticrimine dell’Onu, sono stato di casa in Colombia, Bolivia, Perù e Brasile ma non sono mai stato in Venezuela. Semplicemente, non ce n’era bisogno. [...]

Ho riscontrato più volte l’ammirazione degli agenti Dea e Fbi verso le rigorose politiche antidroga dei comunisti cubani. Il Venezuela chavista ha costantemente seguito il modello cubano di ostilità alla droga inaugurato da Fidel Castro in persona. Cooperazione internazionale, controllo del territorio, repressione delle attività criminali. Né in Venezuela né a Cuba sono mai esistiti larghi pezzi di territorio coltivati a coca e controllati dalla grande criminalità.

Ma il Venezuela viene sistematicamente insolentito contro ogni principio di verità. La spiegazione l’ha fornita l’ex direttore dell’Fbi, James Comey, nel suo libro di memorie post-dimissioni, nel quale ha parlato delle vere motivazioni delle politiche americane verso il Venezuela: Trump gli aveva detto che quello di Maduro era “un governo seduto su una montagna di petrolio che noi dobbiamo comprare”. Non si tratta di droga, criminalità, sicurezza nazionale. Si tratta di petrolio che sarebbe meglio non pagare.»
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