Scienza e Democrazia
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Nuovi rabbiosi attacchi contro Francesca Albanese, in occasione della sua presentazione del terzo rapporto.

Per presentarlo ha dovuto parlare a distanza, non potendo recarsi nella sede ONU di New York, a causa delle sanzioni degli Stati Uniti.

Per rendersi conto della qualità etico-giuridica delle critiche che ha scatenato da parte dei soliti noti (cioè di alcuni dei 63 Paesi, compreso il nostro, che ha accusato di complicità nel genocidio), basterà citare l'ambasciatore italiano all'ONU:

«L'ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, Maurizio Massari, ha affermato che "il rapporto presentato da Albanese è totalmente privo di credibilità e imparzialità. Il contenuto eccede palesemente il mandato specifico del relatore speciale, che non include indagini su presunte violazioni commesse da altri Stati o entità, né giudizi sulla cooperazione tra Paesi terzi e la Cpi".»

Ma signor Massari, si metta d'accordo con sé stesso: il punto è che Albanese ha fatto di più di quanto fosse tenuta a fare, o che i giudizi o i fatti riportati nel rapporto non sono veri? Se vale la seconda alternativa, dovrebbe essere in grado di citare esempi. Ma se non vale, dovrebbe essere orgoglioso, proprio in quanto ambasciatore, che una sua connazionale stia prendendo così sul serio il suo ruolo.

Del resto, nonostante gli attacchi scomposti e irrazionali che riceve, il prestigio di Francesca Albanese nel mondo non fa che aumentare, come prova anche solo la sede da cui ha trasmesso in diretta la sua presentazione.

È il Sudafrica, dove è stata invitata a tenere la Nelson Mandela Annual Lecture.
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Nuovi rabbiosi attacchi contro Francesca Albanese, in occasione della sua presentazione del terzo rapporto. Per presentarlo ha dovuto parlare a distanza, non potendo recarsi nella sede ONU di New York, a causa delle sanzioni degli Stati Uniti. Per rendersi…
Francesca Albanese parla all'ONU dal Sudafrica.

Avere un cittadino italiano che sulla scena politica internazionale non solo non ci fa vergognare come italiani, ma che con la sua opera, coerente con i valori della Costituzione repubblicana, restituisce dignità al nostro paese, come è il caso della relatrice speciale per la Palestina e i territori occupati Francesca Albanese, è accaduto così raramente negli ultimi decenni che i suoi memorabili interventi pubblici di questi giorni meritano di essere segnalati e rilanciati.

È triste per l'Italia che presidente della Repubblica e governo non solo non abbiano mai protestato contro le sanzioni USA contro Albanese, ma, come prova l'intervento dell'ambasciatore italiano all'ONU Maurizio Massari, abbiano confermato anche stavolta il loro anticostituzionale ossequio alla linea Israele-USA.

Se i principali media italiani, e specialmente i canali televisivi con poche e sporadiche eccezioni, non fossero un prolungamento degli uffici stampa governativi, avrebbero dedicato a questi storici interventi le loro prime pagine - e qui "storici" è inteso non in senso genericamente elogiativo, ma letterale.

In particolare, è probabile che la risposta di Albanese al rappresentante ONU di Israele un giorno sarà riportata nei libri di scuola.

Ecco gli interventi nell'originale (si può attivare il doppiaggio automatico in italiano se occorre):

1) la conferenza annuale in memoria di Nelson Mandela (Cape Town, 26 ottobre)

2) la presentazione del suo terzo rapporto all'ONU (da Cape Town, 28 ottobre)

3) la sessione domande-risposte dopo tale presentazione (le domande sono dei rappresentanti di Israele, Italia e Ungheria);

4) la conferenza stampa a Cape Town (28 ottobre).
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La Tosca di Puccini in mondovisione dal Teatro dell'Opera di Roma su RAI3: da chi è diretta?

Ma da un direttore d'orchestra israeliano, ovviamente. Perché l'arte non deve essere influenzata dalla politica. Giusto?

A meno che non si tratti di artisti russi - o anche di scrittori dell'Ottocento russo, come Dostoevskij.

Quanto a un'opera come Tosca, tra le più famose del repertorio operistico italiano, era mai possibile che si potesse trovare un direttore d'orchestra italiano all'altezza del compito? Evidentemente no...

Ringraziamo il governo a presidenza "Fratelli d'Italia" per aver reso questo omaggio alla tradizione musicale italiana.
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Lo Stato italiano perseguita chi, senza nuocere a nessuno, segue uno stile di vita sano e non conformista.

L'esempio di attualità più scandaloso è quello della famiglia con due genitori stranieri e tre figli che ha deciso di stabilirsi in una casa colonica in una zona boschiva in provincia di Chieti, attrezzandosi per vivere in maniera autosufficiente (pannelli solari, acqua del pozzo...) e educando i figli a casa ("scuola parentale", riconosciuta legale in Italia) invece di mandarli in una scuola pubblica.

E sì, i figli non subiscono il lavaggio del cervello dei loro coetanei a base di televisione e cellulari.

Questo purtroppo non è garbato ai "servizi sociali", che hanno denunciato il supposto «grave pregiudizio» subito dai bambini. E, nell'attesa di una sentenza del Tribunale dei minorenni, la Procura ha sospeso la potestà genitoriale alla coppia. Vorrebbe sottrarre loro i figli e darli in affidamento.

In breve, un caso di sistema giudiziario impazzito, che aggredisce le persone più innocenti, anzi esemplari come in questo caso, mentre lascia in libertà quelle colpevoli e pericolose - a partire da alcune che occupano importanti posti di responsabilità politica e amministrativa.
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La natura - o la selezione naturale - si è sbagliata?

Così pensa la piccolissima minoranza di persone che volontariamente dona un rene a un perfetto sconosciuto, come questo attore, che dichiara: «"E' stata una scelta ovvia, non ci ho pensato su un momento"».

C'è da credergli, dato che ha aggiunto: «"E' un'operazione senza rischi per il donatore e ce n'e' una estrema necessita"».

Il corpo umano ha alcuni organi che sono presenti in versione duplicata. Tra quelli vitali ci sono polmoni e reni. Anche se si può sopravvivere con uno solo, in entrambi i casi, il fatto che ce ne sono due suggerisce un vantaggio di sopravvivenza nella storia evolutiva.

Donarne uno come se si trattasse di liberarsi di qualcosa di superfluo, e quindi non farlo per una persona a cui si è legati ma "a caso", è un indizio di un possibile squilibrio mentale (cfr. Scienziati e laici per la «donazione samaritana») - o di voler fungere da capro espiatorio di un'operazione di propaganda.

La seconda ipotesi (compatibile con la prima, ovviamente) è rafforzata quando si scopre che Jesse Eisenberg - apparentemente una persona così sensibile e benefica da voler aiutare anche un "malato ignoto" - è un attivista sionista che insulta i palestinesi come «terroristi» e «antisemiti», e che, ovviamente, non ha mai condannato il genocidio che Israele sta commettendo in Palestina.

Ma figuriamoci se ANSA si metteva a "sporcare" una così bella storia di abnegazione introducendovi elementi di realtà...
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Un nuovo bilancio parziale e provvisorio del genocidio dei palestinesi.

Al 31 luglio 2025, secondo i dati del Ministero della Salute palestinese, erano stati uccisi da Israele, direttamente, 60.199 palestinesi identificati.

Questa, benché mostruosa, è una grossolana sottostima del vero costo in vite umane, in quanto non considera tutte le persone morte sotto le macerie, l'interruzione delle cure mediche dovute alla distruzione degli ospedali e alla perdita di personale sanitario, e la penuria di cibo e acqua.

Uno studio di Lancet ha calcolato, fondandosi sulle tabelle di aspettativa di vita, quanti sono stati gli anni di vita persi in conseguenza di quei soli decessi certificati.

Sono più di 3 milioni di anni.

È difficile che l'"Occidente" possa mai risollevarsi dal disonore di questa distruzione di vite umane avvenuta per due anni, continuativamente, intenzionalmente, cinicamente, sotto i nostri occhi.
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Come tradurre in linguaggio corrente notizie con espressioni del tipo "Ira della Farnesina"?

Innanzitutto "la Farnesina" è il nome gergale usato dai giornalisti per indicare il Ministero degli Esteri italiano, come "Palazzo Chigi" per la Presidenza del Consiglio, "il (palazzo del) Viminale" per il ministero degli Interni e "il (palazzo del) Quirinale" per la Presidenza della Repubblica.

In effetti dire "la Farnesina" è peggio che dire "il Chigi" invece di "Palazzo Chigi", perché semmai si dovrebbe dire "il (palazzo della) Farnesina". A Roma, peraltro, c'è anche una "villa Farnesina" cui l'abbreviativo "la Farnesina" spetterebbe di diritto.

Il termine "ira", poi, è aulico, e serve per distinguere la comune arrabbiatura - quella che potresti e anzi dovresti avere tu, uomo della strada, contro il tuo governo - da un'indignazione degna di un ministro. Un vero ministro, infatti, si "adira" in maniera tale che se non ce lo dicessero, nessuno se ne accorgerebbe.

In breve: dire "Tajani si è arrabbiato" suonerebbe poco dignitoso, oltre che improbabile.

Ma che cosa può significare "Tajani si è arrabbiato"? Quasi sicuramente che qualcuno di qualche Stato estero ha detto qualcosa di vero - e quindi poco simpatico - sul governo di cui Tajani fa parte.

È questo in effetti il caso in esame.

La RAI è esplosa, a comando, in invettive contro la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che aveva commentato il crollo di un'importante torre medievale a Roma sottolineando che il denaro che si dà al regime di Kiev è denaro sottratto alle necessità italiane, compreso il patrimonio monumentale ed artistico. E che questi sono i risultati che da questa politica scriteriata ci si dovrebbe aspettare.

No, non è una «provocazione», come l'hanno chiamata: è un'analisi realistica.

E la reazione di Tajani non è una vera notizia.

Una vera notizia sarebbe invece, se corrispondesse a un evento reale:

"Ira degli italiani contro lo spreco di denaro pubblico per il riarmo e per l'Ucraina: proteste sotto i palazzi Chigi e della Farnesina".

Ma i telegiornali non titolerebbero così. Semmai:

"Alcuni cittadini hanno improvvisato una manifestazione non autorizzata sotto le sedi del presidente del Consiglio e del ministero degli Esteri, ma sono stati prontamente fermati, identificati, e fatti allontanare dalle forze dell'ordine".

Sì, così può andare.
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La risposta migliore alla ripetuta incitazione all'immobilismo delle masse: "E allora perché non protestate a favore del Sudan o del Congo?"...

...viene dall'Africa.
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Una domanda molto interessante... ...ma non ci avevano ancora pensato.
Ci hanno però pensato qualche giorno dopo...

...facendo licenziare il giornalista, Gabriele Nunziati, che l'aveva posta:

«Fanpage ha contattato il giornalista che ci ha detto quanto segue: "Dopo la mia domanda, ho ricevuto delle telefonate da parte de i miei superiori. I toni erano abbastanza tesi. Poi è arrivata la lettera di interruzione del rapporto di collaborazione", ci dice. Per il momento, Nunziati ha preferito non rilasciare ulteriori commenti sulla vicenda.»

L'agenzia stampa presso cui lavorava è Agenzia Nova - che così si è fatta una buona autopresentazione...
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In memoria di Pietro Pinna (1927-2016), tra i primi obiettori di coscienza in Italia nel 1949…

...segretario del Movimento Nonviolento dal 1968 al 1976, e collaboratore di Aldo Capitini (1899-1968), con cui fondò e organizzò le prime quattro edizioni della Marcia per la Pace Perugia-Assisi, a partire dal 1961.

Fu, per il suo attivismo nonviolento, condannato e imprigionato più volte, e in particolare nel 1975 per aver affisso un manifesto con la scritta: «Non festa ma lutto» il 4 novembre 1972 a Perugia.

Un'intervista del 2012, con concetti perennemente attuali.
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Donald Trump aveva detto di tutto per diffamare il candidato islamico a sindaco della città di New York...

...compreso l'appello all'elettorato ebraico.

Zohran Mamdani era la peggiore scelta possibile per l'asse Israele-USA, del quale Trump è un emissario. Si era espresso contro il genocidio a Gaza e a favore dell'arresto di Netanyahu. Anche il "democratico" Andrew Cuomo era meglio, per Trump...

Ebbene: i newyorkesi non si sono fatti intimidire, e l'hanno eletto come nuovo sindaco. Staremo a vedere.

P.S. Una proposta di riflessione per quelli che credono nel valore "rivoluzionario" dell'astensionismo elettorale.

Nelle ultime quattro elezioni del sindaco di New York erano andati meno del 30% degli aventi diritto, e nell'ultima, del 2021, il 23%.

A questa elezione l'affluenza è stata la maggiore dal 1969 in poi, già prima della chiusura dei seggi : più di due volte che nell'ultima elezione - poco meno del 50%.
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Ci hanno però pensato qualche giorno dopo... ...facendo licenziare il giornalista, Gabriele Nunziati, che l'aveva posta: «Fanpage ha contattato il giornalista che ci ha detto quanto segue: "Dopo la mia domanda, ho ricevuto delle telefonate da parte de i…
Quando la giustificazione aggrava la colpa.

La Agenzia Nova ha inviato una nota dove spiega nei seguenti termini le ragioni del licenziamento di Nunziati; a ogni passo citato segue il mio commento:

«“Quanto riferito nel vostro articolo risponde solo parzialmente al vero. Il 13 ottobre scorso Gabriele Nunziati, nostro collaboratore, ha posto alla portavoce della Commissione Europea una domanda tecnicamente sbagliata.»

Se la domanda di Nunziati fosse stata «tecnicamente sbagliata», glielo avrebbe fatto notare la portavoce della Commissione Europea Paula Pinho. Cosa che non ha fatto.

«Egli ha chiesto se la Commissione Ue, ritenendo che la Russia debba pagare i danni di guerra all’Ucraina, non ritenga che anche Israele debba pagare i danni di guerra a Gaza. Il problema è che la Russia – Paese membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e, in quanto tale, uno dei 5 massimi garanti dell’ordine mondiale – ha invaso l’Ucraina, un Paese sovrano, senza essere provocata. Israele, al contrario, ha subito un’aggressione armata.»

Ancora una volta il «senza essere provocata», che basterebbe da solo a squalificare un'agenzia di stampa! Ma anche la differenza ravvisata nel fatto che Israele «ha subito un'aggressione armata» dimostra l'analfabetismo giuridico dell'estensore della nota. Forse che un'aggressione armata giustifica un genocidio? E perché mai Israele non dovrebbe pagare per la non proporzionalità della sua reazione?

« Non sorprende, quindi, che la portavoce non abbia risposto alla domanda, essendo assolutamente fuori luogo e di natura erronea.»

Se siete convinti di quanto affermate, vi avrebbe dovuto sorprendere, invece, che Paula Pinho non si sia sognata di farlo presente al vostro collaboratore.

«La differenza tra le posizioni di Russia ed Israele è stata più volte rappresentata al collaboratore il quale, tuttavia, non ha affatto compreso la sostanziale e formale differenza di situazioni, ed ha anzi insistito nel ritenere corretta la domanda posta, mostrandosi così ignaro dei principi fondamentali del diritto internazionale.»

Ha ragione il vostro collaboratore, formalmente e sostanzialmente. Poiché voi non avete alcuna autorità in materia di diritto internazionale, dovreste rivolgervi a un vero esperto prima di emettere pareri che non vi competono. Peggio ancora, una domanda può anche essere imprecisa (ma quella di Nunziati non lo era) per permettere all'interlocutore di precisarla ed eventualmente correggerla.

«Quel che è peggio, il video relativo alla sua domanda è stato ripreso e rilanciato da canali Telegram nazionalisti russi e dai media legati all’Islam politico in funzione anti-europea, creando imbarazzo all’agenzia, in quanto fonte primaria attentissima alla propria indipendenza e all’oggettività delle informazioni trasmesse. E’ evidente che il rapporto di fiducia con il collaboratore, in questo contesto, sia venuto a cessare”

Il comportamento di Agenzia Nova, che si fa condizionare dall'uso che altri fanno dei contributi dei suoi collaboratori, è invece la prova definitiva che nel qualificarsi «fonte primaria attentissima alla propria indipendenza e all’oggettività delle informazioni trasmesse» o mentono, o non capiscono nemmeno quello che dicono. Ciò che è evidente è che in futuro gli utenti di Agenzia Nova ci penseranno dieci volte prima di utilizzare i suoi servizi.
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L'arte della non citazione: un mestiere da professionisti.

È apparso - in inglese - un articolo «di italiani che hanno “smascherato” un errore di calcolo clamoroso sulla mortalità da COVID-19», per citare Paolo Bellavite che ne ha dato notizia.

E quale sarebbe il clamoroso errore?

«[...] i ricercatori [...] hanno scoperto che i vaccinati sono considerati “non vaccinati” per almeno 15 giorni dopo l’inoculo. In tal modo, anche se il vaccinato muore per il vaccino, è computato come non vaccinato…»

L'articolo è stato pubblicato in rete il 3 novembre 2025.

Questo è invece un articolo apparso 3 anni prima (6 maggio 2022).

È in italiano. L'hanno potuto leggere tutti gli interessati, perché non precluso da nessun tipo di barriera linguistica o editoriale. È apparso nel momento in cui era più urgente denunciare l'inganno. L'autore avrebbe potuto facilmente scriverlo in inglese, mandarlo a una rivista che avrebbe potuto ritardarne la pubblicazione a tempo indefinito, e forse l'articolo avrebbe un giorno conquistato la falsa autorevolezza data da quella mistificazione editoriale detta "revisione paritetica".

Ovviamente gli autori dell'articolo suddetto non l'hanno citato: chi si rivolge a tutti in forme comprensibili non è un riferimento "rispettabile"...

Comunque sia, questa è la sezione rilevante.
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Alla Conferenza Nazionale sulle Dipendenze sarà mai previsto che, nei principali interventi...

...siano trattate questioni di grande attualità, prima fra tutte, se il potere crei dipendenza?

E - ad essa collegata - se crei dipendenza la frequenza delle apparizioni televisive in virtù di una carica o un ruolo istituzionale, piuttosto che di una reale competenza?