Scienza e Democrazia
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All'Università di Cambridge non sanno che cosa sono i "bassi" di Napoli.

Engels si sarebbe sbagliato nella sua denuncia della Condizione della classe operaia in Inghilterra, come si intitola una delle sue opere più famose, perché non avrebbe notato che poveri e ricchi in una città come Manchester abitavano spesso a poca distanza gli uni dagli altri:

«All’università di Cambridge la prof.ssa Emily Chung infatti grazie ad analisi digitalizzate dei dati del censimento del 1851 avrebbe scoperto che molti abitanti della classe media di Manchester vivevano nelle stesse strade e talvolta negli stessi edifici della classe operaia. “Ho scoperto che medici, ingegneri, architetti, insegnanti, bottegai vivevano allo stesso indirizzo di tessitrici e filatrici”, dice la Prof.ssa

Una passeggiata per il centro storico di Napoli basterebbe a rassicurare chi ne fosse in dubbio che la prognosi infausta fatta a Cambridge sull'inchiesta di Engels è «greatly exaggerated»...
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È una questione così importante decidere se madame Macron sia una donna o un uomo? No, ma è una questione molto importante stabilire se tutti i media abbiano coperto una falsa identità da almeno 8 anni (da quando, cioè, Emmanuel Macron è stato eletto alla…
Cherchez la femme.

Oggi ci si scopre ignoranti su questioni che fino a pochi anni fa sembravano potersi facilmente determinare con totale certezza.

Non l'enigmatico "Che cosa vuole la donna?" come chiese, memorabilmente, Sigmund Freud, ma proprio il pedestre: "Che cos'è una donna?".

Si dirà che si tratta di una domanda a cui tutti sanno come rispondere.

Forse una volta, ma adesso, ahimè, non più. E il guaio è che importanti problemi di organizzazione di gare sportive dipendono dalla risposta.

E fosse solo questo!

Adesso la risposta sbagliata a una tale domanda, in certi casi, può far cadere una presidenza della repubblica...

Com'è noto, è attualmente in corso in Francia un processo per calunnia contro una decina di imputati per aver diffuso - falsamente, secondo l'accusa - l'opinione che la consorte dell'attuale presidente francese Emmanuel Macron era in origine, cioè prima di un'ipotizzata transizione al genere femminile, un maschio.

Ora, ciò che più sorprende in questa vertenza giudiziaria è che la supposta diceria non sia stata messa a tacere immediatamente con il più semplice ed economico dei rimedi: confutarla con dati di fatto irrefragabili.

Si dirà che una visita ginecologica pubblicamente certificata (non certo con un video, ma con medici riconosciuti e indipendenti che sottoscrivano il referto) potrebbe essere umiliante per una persona così in vista.

Forse è vero.

Ma basterebbe molto meno. Basterebbe infatti un'ecografia addome completo - esame non invasivo, non doloroso, non pericoloso, e breve (circa 20 minuti).

Da essa, infatti, si potrebbe certificare se il soggetto che vuole provare oltre ogni possibile dubbio la propria femminilità ha gli organi genitali femminili: cioè che ha utero e ovaie, a meno che non possa provare di essersi sottoposto in precedenza, per ragioni mediche, a una loro asportazione.

In effetti, come si legge in un sito che pure esalta l'importanza della «transizione [di genere], ritorno alla propria vera natura [e] identità»,:

«Le donne trans […] hanno una vagina (neovagina) dopo l'intervento di riassegnazione di genere; tuttavia, questa struttura viene creata chirurgicamente da tessuto intestinale o penieno. In altre parole, la nuova vagina non contiene utero o ovaie.»

Ecco quindi generosamente suggerito a Madame Macron un metodo semplice e convincente per dissipare ogni dubbio sulla propria identità sessuale, e che sarebbe di gran lunga meno logorante dell'essere interrogata da un giudice in tribunale - anzi, anche solo del sapere, pur senza essere presente alle udienze, che la stampa sta occupandosi di lei su una questione di questa natura.

La sola domanda a cui al momento è difficile trovare risposta è: ammessa l'infondatezza della diceria, come mai la coppia Macron ha accettato di darsi in pasto per anni al pettegolezzo globale su una materia così delicata, pur potendo seppellirla nel ridicolo, appena nata, in una maniera così semplice?
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Israele usa il bulldozer per demolire una scuola palestinese... con i bambini dentro.
La complicità dei media nel genocidio di Gaza.

Disumana l'indifferenza dei principali media italiani con cui vengono riportate le sanguinarie violazioni della tregua commesse da Israele (ma per il vice-presidente USA Vance sono solo «scaramucce» - e quindi anche per il "loro agente a Roma").

Ancor più se confrontata con la morbosamente partecipe ricostruzione di qualsiasi danno subito da Israele - come quella, nello stile di un romanzo d'appendice ottocentesco, del cadavere dell'ostaggio israeliano "restituito due volte".

E - a proposito - Molinari sta ancora, come se niente fosse, nelle televisioni come ospite autorevole nonostante il provvedimento disciplinare dell'Ordine dei giornalisti.
Emanuele Fiano di "Sinistra per Israele", respinto dagli studenti della Ca' Foscari. Scandalo?

In questo momento storico "Sinistra per Israele" non è un'associazione: è un ossimoro.

Lo scandalo è che qualcuno abbia pensato di invitare un suo esponente all'università.

Resosi già inviso a tutte le persone in buona fede, di qualsiasi tendenza politica, per la sua ritrosia a chiamare le cose con il loro nome.
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Nuovi rabbiosi attacchi contro Francesca Albanese, in occasione della sua presentazione del terzo rapporto.

Per presentarlo ha dovuto parlare a distanza, non potendo recarsi nella sede ONU di New York, a causa delle sanzioni degli Stati Uniti.

Per rendersi conto della qualità etico-giuridica delle critiche che ha scatenato da parte dei soliti noti (cioè di alcuni dei 63 Paesi, compreso il nostro, che ha accusato di complicità nel genocidio), basterà citare l'ambasciatore italiano all'ONU:

«L'ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, Maurizio Massari, ha affermato che "il rapporto presentato da Albanese è totalmente privo di credibilità e imparzialità. Il contenuto eccede palesemente il mandato specifico del relatore speciale, che non include indagini su presunte violazioni commesse da altri Stati o entità, né giudizi sulla cooperazione tra Paesi terzi e la Cpi".»

Ma signor Massari, si metta d'accordo con sé stesso: il punto è che Albanese ha fatto di più di quanto fosse tenuta a fare, o che i giudizi o i fatti riportati nel rapporto non sono veri? Se vale la seconda alternativa, dovrebbe essere in grado di citare esempi. Ma se non vale, dovrebbe essere orgoglioso, proprio in quanto ambasciatore, che una sua connazionale stia prendendo così sul serio il suo ruolo.

Del resto, nonostante gli attacchi scomposti e irrazionali che riceve, il prestigio di Francesca Albanese nel mondo non fa che aumentare, come prova anche solo la sede da cui ha trasmesso in diretta la sua presentazione.

È il Sudafrica, dove è stata invitata a tenere la Nelson Mandela Annual Lecture.
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Nuovi rabbiosi attacchi contro Francesca Albanese, in occasione della sua presentazione del terzo rapporto. Per presentarlo ha dovuto parlare a distanza, non potendo recarsi nella sede ONU di New York, a causa delle sanzioni degli Stati Uniti. Per rendersi…
Francesca Albanese parla all'ONU dal Sudafrica.

Avere un cittadino italiano che sulla scena politica internazionale non solo non ci fa vergognare come italiani, ma che con la sua opera, coerente con i valori della Costituzione repubblicana, restituisce dignità al nostro paese, come è il caso della relatrice speciale per la Palestina e i territori occupati Francesca Albanese, è accaduto così raramente negli ultimi decenni che i suoi memorabili interventi pubblici di questi giorni meritano di essere segnalati e rilanciati.

È triste per l'Italia che presidente della Repubblica e governo non solo non abbiano mai protestato contro le sanzioni USA contro Albanese, ma, come prova l'intervento dell'ambasciatore italiano all'ONU Maurizio Massari, abbiano confermato anche stavolta il loro anticostituzionale ossequio alla linea Israele-USA.

Se i principali media italiani, e specialmente i canali televisivi con poche e sporadiche eccezioni, non fossero un prolungamento degli uffici stampa governativi, avrebbero dedicato a questi storici interventi le loro prime pagine - e qui "storici" è inteso non in senso genericamente elogiativo, ma letterale.

In particolare, è probabile che la risposta di Albanese al rappresentante ONU di Israele un giorno sarà riportata nei libri di scuola.

Ecco gli interventi nell'originale (si può attivare il doppiaggio automatico in italiano se occorre):

1) la conferenza annuale in memoria di Nelson Mandela (Cape Town, 26 ottobre)

2) la presentazione del suo terzo rapporto all'ONU (da Cape Town, 28 ottobre)

3) la sessione domande-risposte dopo tale presentazione (le domande sono dei rappresentanti di Israele, Italia e Ungheria);

4) la conferenza stampa a Cape Town (28 ottobre).
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La Tosca di Puccini in mondovisione dal Teatro dell'Opera di Roma su RAI3: da chi è diretta?

Ma da un direttore d'orchestra israeliano, ovviamente. Perché l'arte non deve essere influenzata dalla politica. Giusto?

A meno che non si tratti di artisti russi - o anche di scrittori dell'Ottocento russo, come Dostoevskij.

Quanto a un'opera come Tosca, tra le più famose del repertorio operistico italiano, era mai possibile che si potesse trovare un direttore d'orchestra italiano all'altezza del compito? Evidentemente no...

Ringraziamo il governo a presidenza "Fratelli d'Italia" per aver reso questo omaggio alla tradizione musicale italiana.
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Lo Stato italiano perseguita chi, senza nuocere a nessuno, segue uno stile di vita sano e non conformista.

L'esempio di attualità più scandaloso è quello della famiglia con due genitori stranieri e tre figli che ha deciso di stabilirsi in una casa colonica in una zona boschiva in provincia di Chieti, attrezzandosi per vivere in maniera autosufficiente (pannelli solari, acqua del pozzo...) e educando i figli a casa ("scuola parentale", riconosciuta legale in Italia) invece di mandarli in una scuola pubblica.

E sì, i figli non subiscono il lavaggio del cervello dei loro coetanei a base di televisione e cellulari.

Questo purtroppo non è garbato ai "servizi sociali", che hanno denunciato il supposto «grave pregiudizio» subito dai bambini. E, nell'attesa di una sentenza del Tribunale dei minorenni, la Procura ha sospeso la potestà genitoriale alla coppia. Vorrebbe sottrarre loro i figli e darli in affidamento.

In breve, un caso di sistema giudiziario impazzito, che aggredisce le persone più innocenti, anzi esemplari come in questo caso, mentre lascia in libertà quelle colpevoli e pericolose - a partire da alcune che occupano importanti posti di responsabilità politica e amministrativa.
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La natura - o la selezione naturale - si è sbagliata?

Così pensa la piccolissima minoranza di persone che volontariamente dona un rene a un perfetto sconosciuto, come questo attore, che dichiara: «"E' stata una scelta ovvia, non ci ho pensato su un momento"».

C'è da credergli, dato che ha aggiunto: «"E' un'operazione senza rischi per il donatore e ce n'e' una estrema necessita"».

Il corpo umano ha alcuni organi che sono presenti in versione duplicata. Tra quelli vitali ci sono polmoni e reni. Anche se si può sopravvivere con uno solo, in entrambi i casi, il fatto che ce ne sono due suggerisce un vantaggio di sopravvivenza nella storia evolutiva.

Donarne uno come se si trattasse di liberarsi di qualcosa di superfluo, e quindi non farlo per una persona a cui si è legati ma "a caso", è un indizio di un possibile squilibrio mentale (cfr. Scienziati e laici per la «donazione samaritana») - o di voler fungere da capro espiatorio di un'operazione di propaganda.

La seconda ipotesi (compatibile con la prima, ovviamente) è rafforzata quando si scopre che Jesse Eisenberg - apparentemente una persona così sensibile e benefica da voler aiutare anche un "malato ignoto" - è un attivista sionista che insulta i palestinesi come «terroristi» e «antisemiti», e che, ovviamente, non ha mai condannato il genocidio che Israele sta commettendo in Palestina.

Ma figuriamoci se ANSA si metteva a "sporcare" una così bella storia di abnegazione introducendovi elementi di realtà...
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Un nuovo bilancio parziale e provvisorio del genocidio dei palestinesi.

Al 31 luglio 2025, secondo i dati del Ministero della Salute palestinese, erano stati uccisi da Israele, direttamente, 60.199 palestinesi identificati.

Questa, benché mostruosa, è una grossolana sottostima del vero costo in vite umane, in quanto non considera tutte le persone morte sotto le macerie, l'interruzione delle cure mediche dovute alla distruzione degli ospedali e alla perdita di personale sanitario, e la penuria di cibo e acqua.

Uno studio di Lancet ha calcolato, fondandosi sulle tabelle di aspettativa di vita, quanti sono stati gli anni di vita persi in conseguenza di quei soli decessi certificati.

Sono più di 3 milioni di anni.

È difficile che l'"Occidente" possa mai risollevarsi dal disonore di questa distruzione di vite umane avvenuta per due anni, continuativamente, intenzionalmente, cinicamente, sotto i nostri occhi.
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Come tradurre in linguaggio corrente notizie con espressioni del tipo "Ira della Farnesina"?

Innanzitutto "la Farnesina" è il nome gergale usato dai giornalisti per indicare il Ministero degli Esteri italiano, come "Palazzo Chigi" per la Presidenza del Consiglio, "il (palazzo del) Viminale" per il ministero degli Interni e "il (palazzo del) Quirinale" per la Presidenza della Repubblica.

In effetti dire "la Farnesina" è peggio che dire "il Chigi" invece di "Palazzo Chigi", perché semmai si dovrebbe dire "il (palazzo della) Farnesina". A Roma, peraltro, c'è anche una "villa Farnesina" cui l'abbreviativo "la Farnesina" spetterebbe di diritto.

Il termine "ira", poi, è aulico, e serve per distinguere la comune arrabbiatura - quella che potresti e anzi dovresti avere tu, uomo della strada, contro il tuo governo - da un'indignazione degna di un ministro. Un vero ministro, infatti, si "adira" in maniera tale che se non ce lo dicessero, nessuno se ne accorgerebbe.

In breve: dire "Tajani si è arrabbiato" suonerebbe poco dignitoso, oltre che improbabile.

Ma che cosa può significare "Tajani si è arrabbiato"? Quasi sicuramente che qualcuno di qualche Stato estero ha detto qualcosa di vero - e quindi poco simpatico - sul governo di cui Tajani fa parte.

È questo in effetti il caso in esame.

La RAI è esplosa, a comando, in invettive contro la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che aveva commentato il crollo di un'importante torre medievale a Roma sottolineando che il denaro che si dà al regime di Kiev è denaro sottratto alle necessità italiane, compreso il patrimonio monumentale ed artistico. E che questi sono i risultati che da questa politica scriteriata ci si dovrebbe aspettare.

No, non è una «provocazione», come l'hanno chiamata: è un'analisi realistica.

E la reazione di Tajani non è una vera notizia.

Una vera notizia sarebbe invece, se corrispondesse a un evento reale:

"Ira degli italiani contro lo spreco di denaro pubblico per il riarmo e per l'Ucraina: proteste sotto i palazzi Chigi e della Farnesina".

Ma i telegiornali non titolerebbero così. Semmai:

"Alcuni cittadini hanno improvvisato una manifestazione non autorizzata sotto le sedi del presidente del Consiglio e del ministero degli Esteri, ma sono stati prontamente fermati, identificati, e fatti allontanare dalle forze dell'ordine".

Sì, così può andare.
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La risposta migliore alla ripetuta incitazione all'immobilismo delle masse: "E allora perché non protestate a favore del Sudan o del Congo?"...

...viene dall'Africa.
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