Scienza e Democrazia
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La Corte Internazionale di Giustizia esprime la propria opinione sugli obblighi dello Stato di Israele (22 ottobre 2025).

E, con la sola eccezione su alcuni punti del solo membro ugandese (notoriamente e apertamente filoisraeliano), dichiara all'unanimità che Israele ha l'obbligo, in quanto paese occupante, di soddisfare tutte le condizioni imposte dalla legge umanitaria, tra le quali:

«assicurare che la popolazione del Territorio Palestinese Occupato [TPO] ha le risorse essenziali della vita quotidiana, compreso cibo, acqua, vestiario, letti, ripari, carburante, risorse e servizi medici;

«di accettare e facilitare con tutti i mezzi a sua disposizione schemi di soccorso alla popolazione del TPO, fin tanto che tale popolazione è inadeguatamente fornita, come è successo nella Striscia di Gaza, compreso il soccorso procurato dall'ONU e le sue entità, in particolare la UNRWA per i Rifugiati della Palestina nel Vicino Oriente, altre organizzazioni internazionali e Stati terzi, e non impedire questo soccorso;»

«di rispettare e proteggere ogni soccorso e personale e strutture medici


«di rispettare il divieto di trasferimento forzato e deportazione nel TPO».

«di rispettare il diritto di persone protette provenienti dal TPO che sono detenute dallo Stato di Israele di essere visitate dal Comitato Internazionale della Croce Rossa

«di rispettare il divieto sull'uso dell'affamamento di civili come metodo di guerra»

«di rispettare, proteggere e adempiere i diritti umani della popolazione del TPO,anche attraverso la presenza e le attività dell'ONU, di altre organizzazioni internazionali e Stati terzi, in e in relazione al TPO».

Inutile dire come lo Stato terrorista ha reagito a questo parere.

Il problema è se la comunità internazionale gli permetterà ancora una volta di considerarsi e comportarsi come extra legem.
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Sanremo: questa non è una lotteria.

Alcuni si sono fatti beffe, malignamente, della decisione dell'azienda sanitaria locale di Sanremo di promuovere la vaccinazione antinfluenzale tra i propri dipendenti (circa 2300) mediante una lotteria.

Costoro hanno infatti sbagliato a interpretare quella che è ragionevole pensare sia stata una sottile operazione-verità. Lo scopo delle autorità sanitarie deve essere stato - noi pensiamo - suggerire che la stessa campagna vaccinale è una lotteria tra chi si vaccina:

- chi ne trarrà profitto (a parte i produttori di vaccini, ovviamente)?;

- e chi sarà danneggiato e aspetterà anni di sforzi e demoralizzazione prima di vedersi, se mai, riconosciuto un danno da vaccino che nel frattempo gli avrà rovinato la vita e l'economia?

Promuovere una pericolosa lotteria mediante un'innocua lotteria è un'idea geniale per comunicare obliquamente l'indicibile.

La ASL1 di Sanremo (sede, non a caso, di un famoso casinò) con ardimento surrealistico propone una lotteria come se dicesse: questa non è una lotteria - la vera lotteria è l'altra.
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Scienza e Democrazia
Ranucci, invece di concentrarsi sulla sua persona, denuncia lo stato deprecabile... ...della libertà di stampa in Italia.
Dopo la bomba, la supermulta dal Garante della Privacy.

Ieri a Sigfrido Ranucci arriva, 10 giorni dopo l'attentato-avvertimento, una multa forse senza precedenti per un giornalista (150.000 euro) da parte del Garante della Privacy, Pasquale Stanzione.

La colpa era aver trasmesso nella puntata di Report dell'8 dicembre 2024 un audio tra Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura e attuale corrispondente da Parigi, e sua moglie, attuale presidente del Consiglio di redazione del TG2 della RAI.

Sulla diffusione di tale audio si era pronunciato il 15 aprile 2025 l'Ordine dei giornalisti - ma, al contrario, non ravvisandovi alcuna infrazione deontologica.

Sangiuliano aveva detto, solo 2 giorni fa, al Fatto quotidiano di non essersi rivolto lui al Garante, ma «solo mia moglie Federica Corsini»: una menzogna, dato che «in realtà, la segnalazione è firmata da entrambi». Mentire sfacciatamente sembra essere una forte raccomandazione per un ruolo di punta in Fratelli d'Italia, di cui Sangiuliano è attualmente candidato in Campania.

Ranucci aveva anticipato la notizia della multa dicendo in collegamento con il Parlamento Europeo riunito a Strasburgo:

«In questi giorni raccolgo solidarietà bipartisan, ma si sta rivelando ipocrita: da una parte solidarietà, dall’altra qualcuno sta armando il Garante della privacy per punire Report e dare un segnale esemplare a altre trasmissioni. Ciò che dico lo affermo con cognizione di causa, e lo si vedrà nelle prossime ore. Chiedo che il Garante europeo verifichi come sta operando il Garante della privacy italiano, perché sembra agire come un’ emanazione del governo”».

L'articolo del Fatto di oggi dà ulteriori dettagli che confortano tale ipotesi.

L'aspetto più interessante della vicenda è però la reazione del Garante, per il quale le perplessità sollevate da Ranucci sono «“di una gravità senza precedenti. Esse insinuano, infatti, che il Garante – autorità indipendente prevista dalla normativa europea, il cui vertice è eletto da entrambi i Rami del Parlamento – operi sulla base di direttive ricevute da terzi, peraltro secondo un indirizzo politico di maggioranza”. Frasi “totalmente destituite di fondamento e gravemente lesive”.»

Purtroppo per il Garante, «Nemo iudex in causa sua».

Dovrebbe valere anche per i garanti - anzi, soprattutto per essi.
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Il terzo rapporto della relatrice speciale ONU Francesca Albanese: «Il genocidio di Gaza: un crimine collettivo».

Sommario di A/80/492: "Gaza Genocide: a collective crime", 20 ottobre 2025:

«Il genocidio in corso a Gaza è un crimine collettivo, sostenuto dalla complicità di influenti Stati terzi che hanno reso possibili violazioni del diritto internazionale sistemiche e di lunga durata da parte di Israele.

Nel quadro di narrazioni coloniali che disumanizzano i palestinesi, questa atrocità trasmessa in diretta è stata facilitata attraverso il supporto diretto di Stati terzi, con aiuto materiale, protezione diplomatica e, in alcuni casi, partecipazione attiva.

Ha messo in evidenza un divario senza precedenti tra i popoli e i loro governi, che tradisce la fiducia su cui si basano la pace e la sicurezza globali.

Il mondo sta adesso sulla lama di coltello tra il crollo dello stato di diritto internazionale e la speranza di un rinnovamento.

Il rinnovamento è solo possibile se la complicità viene affrontata, le responsabilità sono prese in carico, e la giustizia è sostenuta.»
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Intanto a Roma la polizia usa gli idranti e i manganelli contro un corteo anti-genocidio.

Il corteo non era autorizzato, ed era nato da un presidio che il Questore aveva ordinato di sciogliere.

«Dai manifestanti la richiesta era di partire in corteo verso la Festa del cinema in corso all'Auditorium. "Noi dobbiamo passare e nessuno ci deve fermare", aveva detto Maya Issa, presidente degli studenti pro-PAL dopo le tentate trattative con le forze dell'ordine. "Sono allineati con i diktat di governo e Israele", affermano gli attivisti urlando "corteo" e "vergogna, ennesimo attacco"

Il Questore si è appellato al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che però, all'art. 18, recita:

«Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.»

"Può" impedire, non "deve". Gli è lasciato cioè un ampio margine di discrezionalità, che in casi come questo dovrebbe essere sfruttato con saggezza, e tenere conto del gravissimo attentato al diritto internazionale che è in corso in Palestina e che è all'origine di manifestazioni motivate e nonviolente, anche se talvolta "non autorizzate".

Oppure può ordinare l'uso della forza contro pacifici manifestanti, in ossequio a pressioni esplicite o percepite, provenienti dai centri di potere.

Le forze dell'ordine dovrebbero in primo luogo preoccuparsi di non creare spaccature tra sé e quella cittadinanza che sono supposte tutelare.

Se le creano, dovrebbero considerarla una sconfitta professionale e civica.
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Scienza e Democrazia
È vero, povero Donald, lui il Nobel per la Pace se lo meritava almeno quanto la Machado... Fin dall'inizio della sua amministrazione gliele aveva cantate a Netanyahu: lascia in pace i palestinesi!, che cosa ci vorresti mai fare a Gaza? È lui che non aveva…
Il Consiglio Norvegese per la Pace ha deciso che, contro la consuetudine, quest'anno ...

...non organizzerà la processione in onore del vincitore del premio Nobel per la Pace
:

«Il Consiglio norvegese per la pace ha annunciato oggi che quest'anno non organizzerà la tradizionale fiaccolata nel centro di Oslo, in occasione della consegna del premio Nobel per la pace, a causa del disaccordo con la scelta della portavoce dell'estrema destra María Corina Machado.

L'organizzazione, che riunisce 17 organizzazioni per la pace norvegesi e circa 15.000 attivisti, ha affermato di aver preso questa decisione perché i suoi membri "non ritengono che il vincitore di quest'anno sia in linea con i valori fondamentali del Consiglio norvegese per la pace o con i nostri membri" .»


Una buona analisi del perché l'assegnazione del Nobel per la Pace a Maria Corina Machado è semplicemente scandalosa si trova nell'articolo "The Nobel Peace Prize’s Legitimacy Crisis: María Corina Machado’s 2025 Award and the End of Moral Authority".
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Scienza e Democrazia
Un video ben argomentato, e documentato con testimonianze,... ...che spiega in maniera comprensibile a tutti l'assurdità del sionismo. Purtroppo maggioritario nella popolazione israeliana. Del resto: se veramente si voleva risarcire gli "ebrei" (cioè quelli…
Nazismo e governo israeliano: il paragone, letterale, fatto da una psicologa israeliana.

Per i principali media italiani un paragone tra regime israeliano e regime nazista sembra impronunciabile, come la stessa parola "genocidio" (avete mai sentito un telegiornale in cui "il nostro corrispondente da Israele" sottolineasse che stava documentando eventi di una brutalità che si era abituati ad associare solo al nazifascismo?).

Invece Ilana Hairston, che è una professoressa di psicologia al Tel-Hai College nei territori occupati, ha argomentato precisamente questo paragone, - e lo ha fatto commentando ciò che Israele ha fatto all'equipaggio della Flotilla.

«Sottolineando che le testimonianze dei sequestrati della Flotilla erano "orripilanti", Hairston ha scritto: “Proprio come il Terzo Reich perse il proprio diritto ad esistere, così anche [...] Israele.”

"Lo stato genocida [è] palesemente esibito – percosse, costringere ad inginocchiarsi con le mani immobilizzate alle spalle per ore, la negazione di cure mediche, trattamenti degradanti, e minacce. Per non dire che sequestrare le persone dalla Flotilla in acque internazionali costituisce una violazione della legge marittima internazionale", ha detto Hairston.

Hairston ha anche paragonato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo governo a “assassini e stupratori,” dicendo: “Proprio come assassini e stupratori hanno diritto di esistere in prigione, così la dirigenza israeliana merita lunghe vite dietro le sbarre".»


In tutto il mondo ci sono miliardi di persone che sperano che ciò avvenga - e il prima possibile.
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Come La7 riesce a umiliare l'Italia facendo dialogare Jeffrey Sachs...

...con Calenda. Ma perché un programma con ambizioni di servizio pubblico deve cadere così in basso?

La stessa idea di invitare una tale nullità a parlare di questioni così gravi era offensiva del buon senso. Ma permettere alla suddetta nullità, per giunta pronta a smentire il proprio operato in veste ufficiale!, di confrontarsi con un autentico esperto di livello internazionale merita almeno un'interrogazione parlamentare.
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In Italia se la giustizia ha una caratteristica consolidata è la sua rapidità: il caso Piersanti Mattarella...

...sembra che stia avendo una svolta ad appena 45 anni di distanza dall'assassinio dell'allora presidente della Regione Sicilia e fratello dell'attuale presidente della Repubblica.

È vero che la mafia uccide magistrati, poliziotti e giornalisti scomodi. Ma P. Mattarella non rientrava in tali ruoli: era invece un politico di alto profilo. A questo proposito Maurizio Blondet ha fatto al riguardo una pertinente osservazione:

«La più che sospetta riesumazione, con 45 anni di ritardo, del caso di Piersanti Mattarella, il fratello del presidente della Repubblica ucciso dalla mafia, sta dimenticando di ricordare ai giovani che la mafia non uccide politici ostili: ma uccide gli “infami”, termine tecnico con cui la mafia indica i mafiosi, loro membri, che li hanno traditi.»
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La verità, ditemi la verità sul governo Meloni...

È detta molto bene in questo articolo, da cui estraggo alcuni passi:

«Il governo Meloni è una truffa. Una truffa politica, culturale e morale. Una truffa per i suoi elettori, soprattutto per quelli che ancora si illudono che Fratelli d’Italia rappresenti un’alternativa “azionalista” o “sovranista” al sistema. E una truffa per quelle classi popolari che continuano a credere nella propaganda di un potere che ha fatto della mistificazione il suo strumento principale di sopravvivenza.

[...] In questo vuoto di potere, Giorgia Meloni si è ritagliata il ruolo di figura emergente della destra europea. Ma la sua è una leadership apparente, costruita sull’assenza di alternative, non sulla forza di un progetto politico. È una figura di rappresentanza, non di comando.

In realtà, la vera catena di comando si trova altrove: a Washington, non a Roma. Meloni non dirige l’orchestra europea: ne serve i tavoli. È la caposala del ristorante atlantico, non la proprietaria. Negli anni si è adattata a ogni scenario: amica di Donald Trump, interlocutrice di Joe Biden, e ora di nuovo alleata e grande sostenitrice del trumpismo americano. Una costanza che non nasce da convinzione, ma da obbedienza e servilismo.

L’Italia, in questo schema, non è una nazione sovrana: è una colonia di lusso.

[...] I neofascisti che sostengono il governo dovrebbero essere i primi a vergognarsi. Del fascismo, Meloni non ha ereditato l’idea (discutibile, ma coerente) di Stato forte o di nazione autonoma, bensì solo il volto autoritario e repressivo. Le libertà di opinione, di manifestazione e di informazione sono sempre più ristrette. Le piazze vengono soffocate, i giornalisti non allineati subiscono pressioni, i media indipendenti vengono marginalizzati, e nella classifica inerente la libertà di stampa l’Italia si piazza al 49° posto su 180, dopo Tonga e Belize.

Non esiste un’ideologia: esiste solo la gestione del consenso attraverso la paura e la manipolazione.»
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Baldan come Albanese: la punizione di chi testimonia verità scomode.

Chi segue questo canale sa chi è Frédéric Baldan. È il cittadino belga che ha denunciato Ursula von der Leyen per l'affare Pfizer, pagando di tasca propria le spese legali dell'azione giudiziaria.

Un anno fa ha pubblicato un libro importante, UrsulaGates: la compromission par les lobbys, da poco tradotto anche in italiano (una versione è disponibile qui ).

Adesso Baldan ha subito la punizione ricevuta da Francesca Albanese: la chiusura dei suoi conti correnti (compreso quello di risparmio del figlio di 5 anni!), senza alcuna motivazione.

Nel suo libro mette al centro questioni fondamentali per il futuro - e il presente - della democrazia, e che vanno ben al di là dei singoli fatti di criminalità politica:

«Mentre la popolazione non viene mai consultata o coinvolta nel futuro della società, un certo numero di lobby ha la responsabilità di definire quale sarà il futuro comune. Questo tipo di pratica è particolarmente scioccante quando viene eseguita in modo non trasparente e irresponsabile. [...]

La democrazia non è il risultato di un semplice diritto di voto. Non abbiamo nemmeno un diritto costituzionale di referendum per iniziativa popolare per sbarazzarci di leader disonesti e decisioni pubbliche contrarie all'interesse generale.
»
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All'Università di Cambridge non sanno che cosa sono i "bassi" di Napoli.

Engels si sarebbe sbagliato nella sua denuncia della Condizione della classe operaia in Inghilterra, come si intitola una delle sue opere più famose, perché non avrebbe notato che poveri e ricchi in una città come Manchester abitavano spesso a poca distanza gli uni dagli altri:

«All’università di Cambridge la prof.ssa Emily Chung infatti grazie ad analisi digitalizzate dei dati del censimento del 1851 avrebbe scoperto che molti abitanti della classe media di Manchester vivevano nelle stesse strade e talvolta negli stessi edifici della classe operaia. “Ho scoperto che medici, ingegneri, architetti, insegnanti, bottegai vivevano allo stesso indirizzo di tessitrici e filatrici”, dice la Prof.ssa

Una passeggiata per il centro storico di Napoli basterebbe a rassicurare chi ne fosse in dubbio che la prognosi infausta fatta a Cambridge sull'inchiesta di Engels è «greatly exaggerated»...
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Scienza e Democrazia
È una questione così importante decidere se madame Macron sia una donna o un uomo? No, ma è una questione molto importante stabilire se tutti i media abbiano coperto una falsa identità da almeno 8 anni (da quando, cioè, Emmanuel Macron è stato eletto alla…
Cherchez la femme.

Oggi ci si scopre ignoranti su questioni che fino a pochi anni fa sembravano potersi facilmente determinare con totale certezza.

Non l'enigmatico "Che cosa vuole la donna?" come chiese, memorabilmente, Sigmund Freud, ma proprio il pedestre: "Che cos'è una donna?".

Si dirà che si tratta di una domanda a cui tutti sanno come rispondere.

Forse una volta, ma adesso, ahimè, non più. E il guaio è che importanti problemi di organizzazione di gare sportive dipendono dalla risposta.

E fosse solo questo!

Adesso la risposta sbagliata a una tale domanda, in certi casi, può far cadere una presidenza della repubblica...

Com'è noto, è attualmente in corso in Francia un processo per calunnia contro una decina di imputati per aver diffuso - falsamente, secondo l'accusa - l'opinione che la consorte dell'attuale presidente francese Emmanuel Macron era in origine, cioè prima di un'ipotizzata transizione al genere femminile, un maschio.

Ora, ciò che più sorprende in questa vertenza giudiziaria è che la supposta diceria non sia stata messa a tacere immediatamente con il più semplice ed economico dei rimedi: confutarla con dati di fatto irrefragabili.

Si dirà che una visita ginecologica pubblicamente certificata (non certo con un video, ma con medici riconosciuti e indipendenti che sottoscrivano il referto) potrebbe essere umiliante per una persona così in vista.

Forse è vero.

Ma basterebbe molto meno. Basterebbe infatti un'ecografia addome completo - esame non invasivo, non doloroso, non pericoloso, e breve (circa 20 minuti).

Da essa, infatti, si potrebbe certificare se il soggetto che vuole provare oltre ogni possibile dubbio la propria femminilità ha gli organi genitali femminili: cioè che ha utero e ovaie, a meno che non possa provare di essersi sottoposto in precedenza, per ragioni mediche, a una loro asportazione.

In effetti, come si legge in un sito che pure esalta l'importanza della «transizione [di genere], ritorno alla propria vera natura [e] identità»,:

«Le donne trans […] hanno una vagina (neovagina) dopo l'intervento di riassegnazione di genere; tuttavia, questa struttura viene creata chirurgicamente da tessuto intestinale o penieno. In altre parole, la nuova vagina non contiene utero o ovaie.»

Ecco quindi generosamente suggerito a Madame Macron un metodo semplice e convincente per dissipare ogni dubbio sulla propria identità sessuale, e che sarebbe di gran lunga meno logorante dell'essere interrogata da un giudice in tribunale - anzi, anche solo del sapere, pur senza essere presente alle udienze, che la stampa sta occupandosi di lei su una questione di questa natura.

La sola domanda a cui al momento è difficile trovare risposta è: ammessa l'infondatezza della diceria, come mai la coppia Macron ha accettato di darsi in pasto per anni al pettegolezzo globale su una materia così delicata, pur potendo seppellirla nel ridicolo, appena nata, in una maniera così semplice?
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