Scienza e Democrazia
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Ranucci, invece di concentrarsi sulla sua persona, denuncia lo stato deprecabile... ...della libertà di stampa in Italia.
Cassese sulla libertà di stampa in Italia...

Invece ecco che cosa dice un ex presidente della Corte Costituzionale (ovviamente trattato come un "grande saggio", perché a chi appoggia il governo, come dimostrato in tutti i trattati di geriatria, la capacità di analisi migliora come il vino, così come aumenta l'indifferenza alle attenzioni del pubblico):

«Sono stato all’estero fino a ieri, ma, sentendo le notizie raccolte in questi giorni, non mi pare che vi siano carri armati che occupano la Rai, risulta che le ultime elezioni si siano svolte in Calabria con il rispetto del diritto di voto dei cittadini, i giornali di stamane pubblicano numerosi articoli critici nei confronti dell’attuale governo, e quindi non è stata instaurata la censura. Dunque, sia chi ci osserva dall’estero, sia chi vive nella penisola non ha motivo di preoccupazione.»

È un'analisi che dimostra lucidità o grave distacco dalla realtà?...

Il grande giurista si era peraltro distinto con un memorabile parere fuori contesto e impertinente - ma che si poteva rilanciare (e ciò di fatto avvenne) come approvazione dell'operato di Israele - su chi detenesse la giurisdizione sul mare davanti a Gaza.

Per apprezzare la risposta, si presti attenzione a quale era la domanda, e si tenga conto del fatto che veniva posta nel momento stesso in cui Israele attaccava la Flotilla in acque internazionali.

Vale infine la pena di ricordare il valido supporto alla libertà di scelta medica che lo stesso giurista aveva dato durante la stagione pandemica, e il profilo è ben delineato.
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La maggiori minacce.

Secondo un sondaggio in cui si chiedeva di indicare fino a tre maggiori minacce in una lista di 19, gli italiani temono di più le guerre (32%) che l'aggressione russa (20%), peraltro a poca distanza dalla politica estera USA (17%) - ed entrambe, queste ultime, meno della crisi economica (26%), dell'immigrazione (25%) e anche del cambiamento climatico (24%).

Solo l'11% si rende conto che la corruzione (della classe politica e giornalistica) è alla base, direttamente e indirettamente, dei rischi e delle loro valutazioni di rischio.

N.B.: Nella lista non c'era la minaccia del fanatismo razzista israeliano.
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La dichiarazione dei "Volenterosi" (più Zelensky): il vero nemico è la convivenza pacifica tra i popoli.

Riportiamo il testo quasi completo della dichiarazione, facendo seguire a ogni citazione una nostra "traduzione di cortesia" (TC):

«Siamo tutti uniti nel nostro desiderio di una pace giusta e duratura, meritata dal popolo dell’Ucraina.»

TC: "Siamo tutti uniti nel nostro desiderio di protrarre lo scontro armato con la Russia il più a lungo possibile."

«Sosteniamo fermamente la posizione del Presidente Trump che i combattimenti debbano cessare immediatamente, e che l’attuale linea di contatto debba essere il punto di partenza per i negoziati. Rimaniamo fedeli al principio che i confini internazionali non devono essere modificati con la forza.»

TC: "La Russia ha vinto la guerra, ma non possiamo prenderne atto, perché in tal caso i nostri governi sarebbero travolti dalla furia popolare. Proponiamo alla Russia una condizione inaccettabile appunto per boicottare l'approdo a una conclusione diplomatica del conflitto. Non siamo mai stati fedeli al principio che i confini internazionali non devono essere modificati con la forza, altrimenti avremmo sommerso Israele di sanzioni, cosa che non abbiamo mai neppure iniziato."

«Le tattiche dilatorie della Russia hanno dimostrato più e più volte che l’Ucraina è l'unica parte che vuole seriamente la pace. Noi tutti vediamo che Putin continua a scegliere la violenza e la distruzione

TC: "Sappiamo benissimo che il popolo ucraino, e la stessa dirigenza russa, vogliono la pace, ma l'attuale regime abusivo di Kiev, per conto della NATO, si oppone, e per questo sta scegliendo, con il nostro decisivo aiuto e l'impoverimento dei nostri popoli, la violenza e la distruzione".

«Siamo dunque chiari sul fatto che l’Ucraina debba essere nella posizione più forte possibile – prima, durante e dopo qualsiasi cessate il fuoco.»

TC: "Ci prepariamo dunque a indebitarci con gli USA per rifornire di nuovi armamenti il regime di Kiev, contro la volontà del popolo ucraino e della stragrande maggioranza dei cittadini europei."

«Dobbiamo aumentare la pressione sull’economia della Russia e sulla sua industria della difesa, finché Putin non sarà pronto per la pace. Stiamo sviluppando misure per utilizzare appieno il valore dei beni sovrani russi immobilizzati affinché l'Ucraina disponga delle risorse di cui ha bisogno.»

TC: "Dopo tre anni di sanzioni, che hanno danneggiato soprattutto i nostri popoli e reso la ripresa di normali relazioni con la Russia sempre più difficile, intendiamo compromettere definitivamente il nostro profilo internazionale, sia dal punto di vista diplomatico che finanziario, sequestrando i beni russi nei nostri paesi per darli al riarmo ucraino. In questo modo continueremo a tradire gli interessi a breve e lungo termine dei nostri popoli, senza curarci della pace, dei nostri obblighi di rappresentanza democratica, e del rispetto del diritto internazionale".
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La Corte Internazionale di Giustizia esprime la propria opinione sugli obblighi dello Stato di Israele (22 ottobre 2025).

E, con la sola eccezione su alcuni punti del solo membro ugandese (notoriamente e apertamente filoisraeliano), dichiara all'unanimità che Israele ha l'obbligo, in quanto paese occupante, di soddisfare tutte le condizioni imposte dalla legge umanitaria, tra le quali:

«assicurare che la popolazione del Territorio Palestinese Occupato [TPO] ha le risorse essenziali della vita quotidiana, compreso cibo, acqua, vestiario, letti, ripari, carburante, risorse e servizi medici;

«di accettare e facilitare con tutti i mezzi a sua disposizione schemi di soccorso alla popolazione del TPO, fin tanto che tale popolazione è inadeguatamente fornita, come è successo nella Striscia di Gaza, compreso il soccorso procurato dall'ONU e le sue entità, in particolare la UNRWA per i Rifugiati della Palestina nel Vicino Oriente, altre organizzazioni internazionali e Stati terzi, e non impedire questo soccorso;»

«di rispettare e proteggere ogni soccorso e personale e strutture medici


«di rispettare il divieto di trasferimento forzato e deportazione nel TPO».

«di rispettare il diritto di persone protette provenienti dal TPO che sono detenute dallo Stato di Israele di essere visitate dal Comitato Internazionale della Croce Rossa

«di rispettare il divieto sull'uso dell'affamamento di civili come metodo di guerra»

«di rispettare, proteggere e adempiere i diritti umani della popolazione del TPO,anche attraverso la presenza e le attività dell'ONU, di altre organizzazioni internazionali e Stati terzi, in e in relazione al TPO».

Inutile dire come lo Stato terrorista ha reagito a questo parere.

Il problema è se la comunità internazionale gli permetterà ancora una volta di considerarsi e comportarsi come extra legem.
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Sanremo: questa non è una lotteria.

Alcuni si sono fatti beffe, malignamente, della decisione dell'azienda sanitaria locale di Sanremo di promuovere la vaccinazione antinfluenzale tra i propri dipendenti (circa 2300) mediante una lotteria.

Costoro hanno infatti sbagliato a interpretare quella che è ragionevole pensare sia stata una sottile operazione-verità. Lo scopo delle autorità sanitarie deve essere stato - noi pensiamo - suggerire che la stessa campagna vaccinale è una lotteria tra chi si vaccina:

- chi ne trarrà profitto (a parte i produttori di vaccini, ovviamente)?;

- e chi sarà danneggiato e aspetterà anni di sforzi e demoralizzazione prima di vedersi, se mai, riconosciuto un danno da vaccino che nel frattempo gli avrà rovinato la vita e l'economia?

Promuovere una pericolosa lotteria mediante un'innocua lotteria è un'idea geniale per comunicare obliquamente l'indicibile.

La ASL1 di Sanremo (sede, non a caso, di un famoso casinò) con ardimento surrealistico propone una lotteria come se dicesse: questa non è una lotteria - la vera lotteria è l'altra.
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Ranucci, invece di concentrarsi sulla sua persona, denuncia lo stato deprecabile... ...della libertà di stampa in Italia.
Dopo la bomba, la supermulta dal Garante della Privacy.

Ieri a Sigfrido Ranucci arriva, 10 giorni dopo l'attentato-avvertimento, una multa forse senza precedenti per un giornalista (150.000 euro) da parte del Garante della Privacy, Pasquale Stanzione.

La colpa era aver trasmesso nella puntata di Report dell'8 dicembre 2024 un audio tra Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura e attuale corrispondente da Parigi, e sua moglie, attuale presidente del Consiglio di redazione del TG2 della RAI.

Sulla diffusione di tale audio si era pronunciato il 15 aprile 2025 l'Ordine dei giornalisti - ma, al contrario, non ravvisandovi alcuna infrazione deontologica.

Sangiuliano aveva detto, solo 2 giorni fa, al Fatto quotidiano di non essersi rivolto lui al Garante, ma «solo mia moglie Federica Corsini»: una menzogna, dato che «in realtà, la segnalazione è firmata da entrambi». Mentire sfacciatamente sembra essere una forte raccomandazione per un ruolo di punta in Fratelli d'Italia, di cui Sangiuliano è attualmente candidato in Campania.

Ranucci aveva anticipato la notizia della multa dicendo in collegamento con il Parlamento Europeo riunito a Strasburgo:

«In questi giorni raccolgo solidarietà bipartisan, ma si sta rivelando ipocrita: da una parte solidarietà, dall’altra qualcuno sta armando il Garante della privacy per punire Report e dare un segnale esemplare a altre trasmissioni. Ciò che dico lo affermo con cognizione di causa, e lo si vedrà nelle prossime ore. Chiedo che il Garante europeo verifichi come sta operando il Garante della privacy italiano, perché sembra agire come un’ emanazione del governo”».

L'articolo del Fatto di oggi dà ulteriori dettagli che confortano tale ipotesi.

L'aspetto più interessante della vicenda è però la reazione del Garante, per il quale le perplessità sollevate da Ranucci sono «“di una gravità senza precedenti. Esse insinuano, infatti, che il Garante – autorità indipendente prevista dalla normativa europea, il cui vertice è eletto da entrambi i Rami del Parlamento – operi sulla base di direttive ricevute da terzi, peraltro secondo un indirizzo politico di maggioranza”. Frasi “totalmente destituite di fondamento e gravemente lesive”.»

Purtroppo per il Garante, «Nemo iudex in causa sua».

Dovrebbe valere anche per i garanti - anzi, soprattutto per essi.
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Il terzo rapporto della relatrice speciale ONU Francesca Albanese: «Il genocidio di Gaza: un crimine collettivo».

Sommario di A/80/492: "Gaza Genocide: a collective crime", 20 ottobre 2025:

«Il genocidio in corso a Gaza è un crimine collettivo, sostenuto dalla complicità di influenti Stati terzi che hanno reso possibili violazioni del diritto internazionale sistemiche e di lunga durata da parte di Israele.

Nel quadro di narrazioni coloniali che disumanizzano i palestinesi, questa atrocità trasmessa in diretta è stata facilitata attraverso il supporto diretto di Stati terzi, con aiuto materiale, protezione diplomatica e, in alcuni casi, partecipazione attiva.

Ha messo in evidenza un divario senza precedenti tra i popoli e i loro governi, che tradisce la fiducia su cui si basano la pace e la sicurezza globali.

Il mondo sta adesso sulla lama di coltello tra il crollo dello stato di diritto internazionale e la speranza di un rinnovamento.

Il rinnovamento è solo possibile se la complicità viene affrontata, le responsabilità sono prese in carico, e la giustizia è sostenuta.»
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Intanto a Roma la polizia usa gli idranti e i manganelli contro un corteo anti-genocidio.

Il corteo non era autorizzato, ed era nato da un presidio che il Questore aveva ordinato di sciogliere.

«Dai manifestanti la richiesta era di partire in corteo verso la Festa del cinema in corso all'Auditorium. "Noi dobbiamo passare e nessuno ci deve fermare", aveva detto Maya Issa, presidente degli studenti pro-PAL dopo le tentate trattative con le forze dell'ordine. "Sono allineati con i diktat di governo e Israele", affermano gli attivisti urlando "corteo" e "vergogna, ennesimo attacco"

Il Questore si è appellato al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che però, all'art. 18, recita:

«Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.»

"Può" impedire, non "deve". Gli è lasciato cioè un ampio margine di discrezionalità, che in casi come questo dovrebbe essere sfruttato con saggezza, e tenere conto del gravissimo attentato al diritto internazionale che è in corso in Palestina e che è all'origine di manifestazioni motivate e nonviolente, anche se talvolta "non autorizzate".

Oppure può ordinare l'uso della forza contro pacifici manifestanti, in ossequio a pressioni esplicite o percepite, provenienti dai centri di potere.

Le forze dell'ordine dovrebbero in primo luogo preoccuparsi di non creare spaccature tra sé e quella cittadinanza che sono supposte tutelare.

Se le creano, dovrebbero considerarla una sconfitta professionale e civica.
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È vero, povero Donald, lui il Nobel per la Pace se lo meritava almeno quanto la Machado... Fin dall'inizio della sua amministrazione gliele aveva cantate a Netanyahu: lascia in pace i palestinesi!, che cosa ci vorresti mai fare a Gaza? È lui che non aveva…
Il Consiglio Norvegese per la Pace ha deciso che, contro la consuetudine, quest'anno ...

...non organizzerà la processione in onore del vincitore del premio Nobel per la Pace
:

«Il Consiglio norvegese per la pace ha annunciato oggi che quest'anno non organizzerà la tradizionale fiaccolata nel centro di Oslo, in occasione della consegna del premio Nobel per la pace, a causa del disaccordo con la scelta della portavoce dell'estrema destra María Corina Machado.

L'organizzazione, che riunisce 17 organizzazioni per la pace norvegesi e circa 15.000 attivisti, ha affermato di aver preso questa decisione perché i suoi membri "non ritengono che il vincitore di quest'anno sia in linea con i valori fondamentali del Consiglio norvegese per la pace o con i nostri membri" .»


Una buona analisi del perché l'assegnazione del Nobel per la Pace a Maria Corina Machado è semplicemente scandalosa si trova nell'articolo "The Nobel Peace Prize’s Legitimacy Crisis: María Corina Machado’s 2025 Award and the End of Moral Authority".
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Un video ben argomentato, e documentato con testimonianze,... ...che spiega in maniera comprensibile a tutti l'assurdità del sionismo. Purtroppo maggioritario nella popolazione israeliana. Del resto: se veramente si voleva risarcire gli "ebrei" (cioè quelli…
Nazismo e governo israeliano: il paragone, letterale, fatto da una psicologa israeliana.

Per i principali media italiani un paragone tra regime israeliano e regime nazista sembra impronunciabile, come la stessa parola "genocidio" (avete mai sentito un telegiornale in cui "il nostro corrispondente da Israele" sottolineasse che stava documentando eventi di una brutalità che si era abituati ad associare solo al nazifascismo?).

Invece Ilana Hairston, che è una professoressa di psicologia al Tel-Hai College nei territori occupati, ha argomentato precisamente questo paragone, - e lo ha fatto commentando ciò che Israele ha fatto all'equipaggio della Flotilla.

«Sottolineando che le testimonianze dei sequestrati della Flotilla erano "orripilanti", Hairston ha scritto: “Proprio come il Terzo Reich perse il proprio diritto ad esistere, così anche [...] Israele.”

"Lo stato genocida [è] palesemente esibito – percosse, costringere ad inginocchiarsi con le mani immobilizzate alle spalle per ore, la negazione di cure mediche, trattamenti degradanti, e minacce. Per non dire che sequestrare le persone dalla Flotilla in acque internazionali costituisce una violazione della legge marittima internazionale", ha detto Hairston.

Hairston ha anche paragonato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo governo a “assassini e stupratori,” dicendo: “Proprio come assassini e stupratori hanno diritto di esistere in prigione, così la dirigenza israeliana merita lunghe vite dietro le sbarre".»


In tutto il mondo ci sono miliardi di persone che sperano che ciò avvenga - e il prima possibile.
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Come La7 riesce a umiliare l'Italia facendo dialogare Jeffrey Sachs...

...con Calenda. Ma perché un programma con ambizioni di servizio pubblico deve cadere così in basso?

La stessa idea di invitare una tale nullità a parlare di questioni così gravi era offensiva del buon senso. Ma permettere alla suddetta nullità, per giunta pronta a smentire il proprio operato in veste ufficiale!, di confrontarsi con un autentico esperto di livello internazionale merita almeno un'interrogazione parlamentare.
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In Italia se la giustizia ha una caratteristica consolidata è la sua rapidità: il caso Piersanti Mattarella...

...sembra che stia avendo una svolta ad appena 45 anni di distanza dall'assassinio dell'allora presidente della Regione Sicilia e fratello dell'attuale presidente della Repubblica.

È vero che la mafia uccide magistrati, poliziotti e giornalisti scomodi. Ma P. Mattarella non rientrava in tali ruoli: era invece un politico di alto profilo. A questo proposito Maurizio Blondet ha fatto al riguardo una pertinente osservazione:

«La più che sospetta riesumazione, con 45 anni di ritardo, del caso di Piersanti Mattarella, il fratello del presidente della Repubblica ucciso dalla mafia, sta dimenticando di ricordare ai giovani che la mafia non uccide politici ostili: ma uccide gli “infami”, termine tecnico con cui la mafia indica i mafiosi, loro membri, che li hanno traditi.»
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La verità, ditemi la verità sul governo Meloni...

È detta molto bene in questo articolo, da cui estraggo alcuni passi:

«Il governo Meloni è una truffa. Una truffa politica, culturale e morale. Una truffa per i suoi elettori, soprattutto per quelli che ancora si illudono che Fratelli d’Italia rappresenti un’alternativa “azionalista” o “sovranista” al sistema. E una truffa per quelle classi popolari che continuano a credere nella propaganda di un potere che ha fatto della mistificazione il suo strumento principale di sopravvivenza.

[...] In questo vuoto di potere, Giorgia Meloni si è ritagliata il ruolo di figura emergente della destra europea. Ma la sua è una leadership apparente, costruita sull’assenza di alternative, non sulla forza di un progetto politico. È una figura di rappresentanza, non di comando.

In realtà, la vera catena di comando si trova altrove: a Washington, non a Roma. Meloni non dirige l’orchestra europea: ne serve i tavoli. È la caposala del ristorante atlantico, non la proprietaria. Negli anni si è adattata a ogni scenario: amica di Donald Trump, interlocutrice di Joe Biden, e ora di nuovo alleata e grande sostenitrice del trumpismo americano. Una costanza che non nasce da convinzione, ma da obbedienza e servilismo.

L’Italia, in questo schema, non è una nazione sovrana: è una colonia di lusso.

[...] I neofascisti che sostengono il governo dovrebbero essere i primi a vergognarsi. Del fascismo, Meloni non ha ereditato l’idea (discutibile, ma coerente) di Stato forte o di nazione autonoma, bensì solo il volto autoritario e repressivo. Le libertà di opinione, di manifestazione e di informazione sono sempre più ristrette. Le piazze vengono soffocate, i giornalisti non allineati subiscono pressioni, i media indipendenti vengono marginalizzati, e nella classifica inerente la libertà di stampa l’Italia si piazza al 49° posto su 180, dopo Tonga e Belize.

Non esiste un’ideologia: esiste solo la gestione del consenso attraverso la paura e la manipolazione.»
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