Scienza e Democrazia
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Il problema fondamentale della democrazia rappresentativa...

...è, semplicemente, che non c'è democrazia se:

1) i politici menzogneri (e i loro sostenitori nei media di massa) restano impuniti;

2) non esistono "freni di emergenza" istituzionali che permettano di bloccare in tempo iniziative di governo prese sulla base di menzogne.

Consideriamo un esempio.

L'ex presidente francese Nicolas Sarkozy (dal 2007 al 2012) è adesso in carcere per «associazione a delinquere» e finanziamenti illeciti da parte della Libia di Gheddafi per la sua campagna elettorale del 2007. Finanziamenti che, da quell'uomo onorevole che è, ricambiò dando inizio nel 2011 all'attacco militare in Libia che porterà alla caduta e alla sadica uccisione di Gheddafi, dopo che il convoglio di questi era stato intercettato da droni USA e aerei militari francesi .

All'inizio della sua presidenza Sarkozy aveva dichiarato che «finché sarà Presidente non ci saranno amnistie o grazie collettive né per i detenuti né per gli automobilisti multati, come era solito succedere in occasione dell'elezione di un nuovo Presidente e del 14 luglio, festa nazionale». Si può dunque sperare che, in ossequio alla sua linea di rigore giudiziario, gli facciano scontare fino all'ultimo giorno dei 5 anni di carcere a cui è stato condannato.

Il punto che qui vogliamo sottolineare è però un altro: la condanna arriva 18 anni dopo il reato e 13 dopo la pubblicazione di prove dello stesso! È una democrazia quella in cui la sorveglianza giudiziaria dell'operato dei governi ha una lentezza tale da permettere loro di portare a termine qualsiasi malefatta, comprese violazioni della costituzione nazionale?

Come abbiamo visto, ci sono paesi in cui si può essere destituiti rapidamente anche per colpe decisamente veniali. Perché mai non dovrebbero avere conseguenze immediate colpe enormemente più gravi, come complicità in un genocidio e diffusione ufficiale di false notizie intese ad aumentare la tensione geopolitica e promuovere il riarmo?

Il simbolo vivente di una intollerabile impunità rispetto a colpe gravissime è la presidente della Commissione Europea.

Ecco una delle tante occasioni che non si è lasciata sfuggire. Alcune settimane fa era stata data la notizia delle interferenze russe, riferite da portavoce della Commissione Europea, sul sistema GPS dell'aereo di Ursula von der Leyen durante un suo viaggio in Bulgaria il 1 settembre. Cioè la Russia avrebbe fatto un attentato contro i vertici dell'UE!

Ebbene: era falso. L'aereo in questione non aveva avuto alcun disturbo al sistema GPS. E non c'era stata alcuna interferenza russa.

Basterebbe questo, in un sistema democratico degno del nome, a obbligare alle dimissioni - per legge, non per votazione di un parlamento europeo corrotto come l'attuale - la responsabile di questa falsa e pericolosissima notizia.

Ma lei è ancora al suo posto, e sa che niente le impedirà di rimanervi.
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Scienza e Democrazia
Lotta contro la droga o tentativo USA di colpo di stato in Venezuela? In un articolo satirico ma scrupolosamente basato sui fatti, Daniele Luttazzi ironizza sulle ragioni per cui Donald Trump meriterebbe… il premio Nobel per la pace. Tra i 10 punti elencati…
Il presidente della Colombia Gustavo Petro in due parole spiega la crisi caraibica innescata dagli USA.

Un giornalista serio lo capirebbe e lo direbbe.

Petro il 13 ottobre aveva scritto su X:

«La Colombia presenterà una risoluzione all'ONU per formare un esercito mondiale per la ricostruzione di Gaza. Nell'immediato, la SAE [agenzia del governo colombiano] invierà l'oro sequestrato ai narcotrafficanti per le cure mediche ai bambini feriti

La risposta di Donald Trump: anche Petro sarebbe un narcotrafficante...
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Scienza e Democrazia
Ranucci, invece di concentrarsi sulla sua persona, denuncia lo stato deprecabile... ...della libertà di stampa in Italia.
Cassese sulla libertà di stampa in Italia...

Invece ecco che cosa dice un ex presidente della Corte Costituzionale (ovviamente trattato come un "grande saggio", perché a chi appoggia il governo, come dimostrato in tutti i trattati di geriatria, la capacità di analisi migliora come il vino, così come aumenta l'indifferenza alle attenzioni del pubblico):

«Sono stato all’estero fino a ieri, ma, sentendo le notizie raccolte in questi giorni, non mi pare che vi siano carri armati che occupano la Rai, risulta che le ultime elezioni si siano svolte in Calabria con il rispetto del diritto di voto dei cittadini, i giornali di stamane pubblicano numerosi articoli critici nei confronti dell’attuale governo, e quindi non è stata instaurata la censura. Dunque, sia chi ci osserva dall’estero, sia chi vive nella penisola non ha motivo di preoccupazione.»

È un'analisi che dimostra lucidità o grave distacco dalla realtà?...

Il grande giurista si era peraltro distinto con un memorabile parere fuori contesto e impertinente - ma che si poteva rilanciare (e ciò di fatto avvenne) come approvazione dell'operato di Israele - su chi detenesse la giurisdizione sul mare davanti a Gaza.

Per apprezzare la risposta, si presti attenzione a quale era la domanda, e si tenga conto del fatto che veniva posta nel momento stesso in cui Israele attaccava la Flotilla in acque internazionali.

Vale infine la pena di ricordare il valido supporto alla libertà di scelta medica che lo stesso giurista aveva dato durante la stagione pandemica, e il profilo è ben delineato.
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La maggiori minacce.

Secondo un sondaggio in cui si chiedeva di indicare fino a tre maggiori minacce in una lista di 19, gli italiani temono di più le guerre (32%) che l'aggressione russa (20%), peraltro a poca distanza dalla politica estera USA (17%) - ed entrambe, queste ultime, meno della crisi economica (26%), dell'immigrazione (25%) e anche del cambiamento climatico (24%).

Solo l'11% si rende conto che la corruzione (della classe politica e giornalistica) è alla base, direttamente e indirettamente, dei rischi e delle loro valutazioni di rischio.

N.B.: Nella lista non c'era la minaccia del fanatismo razzista israeliano.
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La dichiarazione dei "Volenterosi" (più Zelensky): il vero nemico è la convivenza pacifica tra i popoli.

Riportiamo il testo quasi completo della dichiarazione, facendo seguire a ogni citazione una nostra "traduzione di cortesia" (TC):

«Siamo tutti uniti nel nostro desiderio di una pace giusta e duratura, meritata dal popolo dell’Ucraina.»

TC: "Siamo tutti uniti nel nostro desiderio di protrarre lo scontro armato con la Russia il più a lungo possibile."

«Sosteniamo fermamente la posizione del Presidente Trump che i combattimenti debbano cessare immediatamente, e che l’attuale linea di contatto debba essere il punto di partenza per i negoziati. Rimaniamo fedeli al principio che i confini internazionali non devono essere modificati con la forza.»

TC: "La Russia ha vinto la guerra, ma non possiamo prenderne atto, perché in tal caso i nostri governi sarebbero travolti dalla furia popolare. Proponiamo alla Russia una condizione inaccettabile appunto per boicottare l'approdo a una conclusione diplomatica del conflitto. Non siamo mai stati fedeli al principio che i confini internazionali non devono essere modificati con la forza, altrimenti avremmo sommerso Israele di sanzioni, cosa che non abbiamo mai neppure iniziato."

«Le tattiche dilatorie della Russia hanno dimostrato più e più volte che l’Ucraina è l'unica parte che vuole seriamente la pace. Noi tutti vediamo che Putin continua a scegliere la violenza e la distruzione

TC: "Sappiamo benissimo che il popolo ucraino, e la stessa dirigenza russa, vogliono la pace, ma l'attuale regime abusivo di Kiev, per conto della NATO, si oppone, e per questo sta scegliendo, con il nostro decisivo aiuto e l'impoverimento dei nostri popoli, la violenza e la distruzione".

«Siamo dunque chiari sul fatto che l’Ucraina debba essere nella posizione più forte possibile – prima, durante e dopo qualsiasi cessate il fuoco.»

TC: "Ci prepariamo dunque a indebitarci con gli USA per rifornire di nuovi armamenti il regime di Kiev, contro la volontà del popolo ucraino e della stragrande maggioranza dei cittadini europei."

«Dobbiamo aumentare la pressione sull’economia della Russia e sulla sua industria della difesa, finché Putin non sarà pronto per la pace. Stiamo sviluppando misure per utilizzare appieno il valore dei beni sovrani russi immobilizzati affinché l'Ucraina disponga delle risorse di cui ha bisogno.»

TC: "Dopo tre anni di sanzioni, che hanno danneggiato soprattutto i nostri popoli e reso la ripresa di normali relazioni con la Russia sempre più difficile, intendiamo compromettere definitivamente il nostro profilo internazionale, sia dal punto di vista diplomatico che finanziario, sequestrando i beni russi nei nostri paesi per darli al riarmo ucraino. In questo modo continueremo a tradire gli interessi a breve e lungo termine dei nostri popoli, senza curarci della pace, dei nostri obblighi di rappresentanza democratica, e del rispetto del diritto internazionale".
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La Corte Internazionale di Giustizia esprime la propria opinione sugli obblighi dello Stato di Israele (22 ottobre 2025).

E, con la sola eccezione su alcuni punti del solo membro ugandese (notoriamente e apertamente filoisraeliano), dichiara all'unanimità che Israele ha l'obbligo, in quanto paese occupante, di soddisfare tutte le condizioni imposte dalla legge umanitaria, tra le quali:

«assicurare che la popolazione del Territorio Palestinese Occupato [TPO] ha le risorse essenziali della vita quotidiana, compreso cibo, acqua, vestiario, letti, ripari, carburante, risorse e servizi medici;

«di accettare e facilitare con tutti i mezzi a sua disposizione schemi di soccorso alla popolazione del TPO, fin tanto che tale popolazione è inadeguatamente fornita, come è successo nella Striscia di Gaza, compreso il soccorso procurato dall'ONU e le sue entità, in particolare la UNRWA per i Rifugiati della Palestina nel Vicino Oriente, altre organizzazioni internazionali e Stati terzi, e non impedire questo soccorso;»

«di rispettare e proteggere ogni soccorso e personale e strutture medici


«di rispettare il divieto di trasferimento forzato e deportazione nel TPO».

«di rispettare il diritto di persone protette provenienti dal TPO che sono detenute dallo Stato di Israele di essere visitate dal Comitato Internazionale della Croce Rossa

«di rispettare il divieto sull'uso dell'affamamento di civili come metodo di guerra»

«di rispettare, proteggere e adempiere i diritti umani della popolazione del TPO,anche attraverso la presenza e le attività dell'ONU, di altre organizzazioni internazionali e Stati terzi, in e in relazione al TPO».

Inutile dire come lo Stato terrorista ha reagito a questo parere.

Il problema è se la comunità internazionale gli permetterà ancora una volta di considerarsi e comportarsi come extra legem.
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Sanremo: questa non è una lotteria.

Alcuni si sono fatti beffe, malignamente, della decisione dell'azienda sanitaria locale di Sanremo di promuovere la vaccinazione antinfluenzale tra i propri dipendenti (circa 2300) mediante una lotteria.

Costoro hanno infatti sbagliato a interpretare quella che è ragionevole pensare sia stata una sottile operazione-verità. Lo scopo delle autorità sanitarie deve essere stato - noi pensiamo - suggerire che la stessa campagna vaccinale è una lotteria tra chi si vaccina:

- chi ne trarrà profitto (a parte i produttori di vaccini, ovviamente)?;

- e chi sarà danneggiato e aspetterà anni di sforzi e demoralizzazione prima di vedersi, se mai, riconosciuto un danno da vaccino che nel frattempo gli avrà rovinato la vita e l'economia?

Promuovere una pericolosa lotteria mediante un'innocua lotteria è un'idea geniale per comunicare obliquamente l'indicibile.

La ASL1 di Sanremo (sede, non a caso, di un famoso casinò) con ardimento surrealistico propone una lotteria come se dicesse: questa non è una lotteria - la vera lotteria è l'altra.
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Scienza e Democrazia
Ranucci, invece di concentrarsi sulla sua persona, denuncia lo stato deprecabile... ...della libertà di stampa in Italia.
Dopo la bomba, la supermulta dal Garante della Privacy.

Ieri a Sigfrido Ranucci arriva, 10 giorni dopo l'attentato-avvertimento, una multa forse senza precedenti per un giornalista (150.000 euro) da parte del Garante della Privacy, Pasquale Stanzione.

La colpa era aver trasmesso nella puntata di Report dell'8 dicembre 2024 un audio tra Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura e attuale corrispondente da Parigi, e sua moglie, attuale presidente del Consiglio di redazione del TG2 della RAI.

Sulla diffusione di tale audio si era pronunciato il 15 aprile 2025 l'Ordine dei giornalisti - ma, al contrario, non ravvisandovi alcuna infrazione deontologica.

Sangiuliano aveva detto, solo 2 giorni fa, al Fatto quotidiano di non essersi rivolto lui al Garante, ma «solo mia moglie Federica Corsini»: una menzogna, dato che «in realtà, la segnalazione è firmata da entrambi». Mentire sfacciatamente sembra essere una forte raccomandazione per un ruolo di punta in Fratelli d'Italia, di cui Sangiuliano è attualmente candidato in Campania.

Ranucci aveva anticipato la notizia della multa dicendo in collegamento con il Parlamento Europeo riunito a Strasburgo:

«In questi giorni raccolgo solidarietà bipartisan, ma si sta rivelando ipocrita: da una parte solidarietà, dall’altra qualcuno sta armando il Garante della privacy per punire Report e dare un segnale esemplare a altre trasmissioni. Ciò che dico lo affermo con cognizione di causa, e lo si vedrà nelle prossime ore. Chiedo che il Garante europeo verifichi come sta operando il Garante della privacy italiano, perché sembra agire come un’ emanazione del governo”».

L'articolo del Fatto di oggi dà ulteriori dettagli che confortano tale ipotesi.

L'aspetto più interessante della vicenda è però la reazione del Garante, per il quale le perplessità sollevate da Ranucci sono «“di una gravità senza precedenti. Esse insinuano, infatti, che il Garante – autorità indipendente prevista dalla normativa europea, il cui vertice è eletto da entrambi i Rami del Parlamento – operi sulla base di direttive ricevute da terzi, peraltro secondo un indirizzo politico di maggioranza”. Frasi “totalmente destituite di fondamento e gravemente lesive”.»

Purtroppo per il Garante, «Nemo iudex in causa sua».

Dovrebbe valere anche per i garanti - anzi, soprattutto per essi.
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Il terzo rapporto della relatrice speciale ONU Francesca Albanese: «Il genocidio di Gaza: un crimine collettivo».

Sommario di A/80/492: "Gaza Genocide: a collective crime", 20 ottobre 2025:

«Il genocidio in corso a Gaza è un crimine collettivo, sostenuto dalla complicità di influenti Stati terzi che hanno reso possibili violazioni del diritto internazionale sistemiche e di lunga durata da parte di Israele.

Nel quadro di narrazioni coloniali che disumanizzano i palestinesi, questa atrocità trasmessa in diretta è stata facilitata attraverso il supporto diretto di Stati terzi, con aiuto materiale, protezione diplomatica e, in alcuni casi, partecipazione attiva.

Ha messo in evidenza un divario senza precedenti tra i popoli e i loro governi, che tradisce la fiducia su cui si basano la pace e la sicurezza globali.

Il mondo sta adesso sulla lama di coltello tra il crollo dello stato di diritto internazionale e la speranza di un rinnovamento.

Il rinnovamento è solo possibile se la complicità viene affrontata, le responsabilità sono prese in carico, e la giustizia è sostenuta.»
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Intanto a Roma la polizia usa gli idranti e i manganelli contro un corteo anti-genocidio.

Il corteo non era autorizzato, ed era nato da un presidio che il Questore aveva ordinato di sciogliere.

«Dai manifestanti la richiesta era di partire in corteo verso la Festa del cinema in corso all'Auditorium. "Noi dobbiamo passare e nessuno ci deve fermare", aveva detto Maya Issa, presidente degli studenti pro-PAL dopo le tentate trattative con le forze dell'ordine. "Sono allineati con i diktat di governo e Israele", affermano gli attivisti urlando "corteo" e "vergogna, ennesimo attacco"

Il Questore si è appellato al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che però, all'art. 18, recita:

«Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.»

"Può" impedire, non "deve". Gli è lasciato cioè un ampio margine di discrezionalità, che in casi come questo dovrebbe essere sfruttato con saggezza, e tenere conto del gravissimo attentato al diritto internazionale che è in corso in Palestina e che è all'origine di manifestazioni motivate e nonviolente, anche se talvolta "non autorizzate".

Oppure può ordinare l'uso della forza contro pacifici manifestanti, in ossequio a pressioni esplicite o percepite, provenienti dai centri di potere.

Le forze dell'ordine dovrebbero in primo luogo preoccuparsi di non creare spaccature tra sé e quella cittadinanza che sono supposte tutelare.

Se le creano, dovrebbero considerarla una sconfitta professionale e civica.
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Scienza e Democrazia
È vero, povero Donald, lui il Nobel per la Pace se lo meritava almeno quanto la Machado... Fin dall'inizio della sua amministrazione gliele aveva cantate a Netanyahu: lascia in pace i palestinesi!, che cosa ci vorresti mai fare a Gaza? È lui che non aveva…
Il Consiglio Norvegese per la Pace ha deciso che, contro la consuetudine, quest'anno ...

...non organizzerà la processione in onore del vincitore del premio Nobel per la Pace
:

«Il Consiglio norvegese per la pace ha annunciato oggi che quest'anno non organizzerà la tradizionale fiaccolata nel centro di Oslo, in occasione della consegna del premio Nobel per la pace, a causa del disaccordo con la scelta della portavoce dell'estrema destra María Corina Machado.

L'organizzazione, che riunisce 17 organizzazioni per la pace norvegesi e circa 15.000 attivisti, ha affermato di aver preso questa decisione perché i suoi membri "non ritengono che il vincitore di quest'anno sia in linea con i valori fondamentali del Consiglio norvegese per la pace o con i nostri membri" .»


Una buona analisi del perché l'assegnazione del Nobel per la Pace a Maria Corina Machado è semplicemente scandalosa si trova nell'articolo "The Nobel Peace Prize’s Legitimacy Crisis: María Corina Machado’s 2025 Award and the End of Moral Authority".
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Scienza e Democrazia
Un video ben argomentato, e documentato con testimonianze,... ...che spiega in maniera comprensibile a tutti l'assurdità del sionismo. Purtroppo maggioritario nella popolazione israeliana. Del resto: se veramente si voleva risarcire gli "ebrei" (cioè quelli…
Nazismo e governo israeliano: il paragone, letterale, fatto da una psicologa israeliana.

Per i principali media italiani un paragone tra regime israeliano e regime nazista sembra impronunciabile, come la stessa parola "genocidio" (avete mai sentito un telegiornale in cui "il nostro corrispondente da Israele" sottolineasse che stava documentando eventi di una brutalità che si era abituati ad associare solo al nazifascismo?).

Invece Ilana Hairston, che è una professoressa di psicologia al Tel-Hai College nei territori occupati, ha argomentato precisamente questo paragone, - e lo ha fatto commentando ciò che Israele ha fatto all'equipaggio della Flotilla.

«Sottolineando che le testimonianze dei sequestrati della Flotilla erano "orripilanti", Hairston ha scritto: “Proprio come il Terzo Reich perse il proprio diritto ad esistere, così anche [...] Israele.”

"Lo stato genocida [è] palesemente esibito – percosse, costringere ad inginocchiarsi con le mani immobilizzate alle spalle per ore, la negazione di cure mediche, trattamenti degradanti, e minacce. Per non dire che sequestrare le persone dalla Flotilla in acque internazionali costituisce una violazione della legge marittima internazionale", ha detto Hairston.

Hairston ha anche paragonato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo governo a “assassini e stupratori,” dicendo: “Proprio come assassini e stupratori hanno diritto di esistere in prigione, così la dirigenza israeliana merita lunghe vite dietro le sbarre".»


In tutto il mondo ci sono miliardi di persone che sperano che ciò avvenga - e il prima possibile.
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