Scienza e Democrazia
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La presidente del Messico e la sovranità. La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha raccontato una delle diverse telefonate avute con Donald Trump, che le aveva detto: «Come possiamo aiutarvi a combattere il traffico di droga? Propongo di far entrare…
La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, interviene contro l'aggressione USA al Venezuela.

Ancora una volta è la prova che anche il presidente di un paese confinante con gli USA può mostrare indipendenza di giudizio e senso di sovranità.

E, a proposito: proprio la stessa Sheinbaum ha completato il riconoscimento della Palestina da parte del Messico.
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Gli attacchi contro Francesca Albanese spiegati in breve.

«La campagna di violenta demonizzazione contro Francesca Albanese, basata sull'insulto, la calunnia, la diffamazione, la menzogna, l'attribuzione a Francesca Albanese di pensieri mai espressi in favore del terrorismo, conferma la tesi contenuta nel mio "Casa Bianca-Italia. La corruzione dell'informazione di uno Stato satellite".

I professionisti italiani autorevoli in materia di sicurezza internazionale, che criticano le politiche della Casa Bianca, devono essere distrutti umanamente e professionalmente, soprattutto se hanno un seguito e influenzano l'opinione pubblica.

Il problema, con riferimento all'Italia, è il controllo politico degli esperti di sicurezza internazionale. Gli esperti italiani di sicurezza internazionale - Francesca Albanese rientra in questa categoria per le sue grandi competenze in materia - devono rigare dritto e fornire narrazioni utili ad assecondare il moto rotatorio dell'Italia intorno alla Casa Bianca. Francesca Albanese non riga dritto. Quindi, Francesca Albanese deve essere distrutta.

Netanyahu e il Mossad hanno creato i loro slogan contro Francesca Albanese che sentiamo ripetere tutti i giorni in Italia. »
(Alessandro Orsini)
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Israele ha distrutto l'ultimo ospedale di Gaza... ...il Kamal Adwan, e sequestrato le circa 240 persone, tra pazienti e personale sanitario, che vi si trovavano, compreso il direttore, il Dr. Hussam Abu Safiyeh. A ottobre il dottore si era visto assassinare…
Israele: una disumanità imparagonabile.

Il dottor Hussam Abu Safiyeh è stato sequestrato dall'esercito israeliano alla fine del 2024, insieme a circa 240 persone, tra dipendenti e pazienti dell'ospedale della Striscia di Gaza di cui era direttore.

Senza alcun capo d'accusa.

Gli avevano ucciso a sangue freddo il figlio per ritorsione in quanto Abu Safiyeh aveva rifiutato di abbandonare i suoi pazienti.

Dopo un anno, e nonostante la tregua, Israele gli ha prolungato l'arresto arbitrario per altri 6 mesi.
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Altro esempio.

Il governo israeliano ha sempre sostenuto che le vittime civili dei suoi bombardamenti fossero dovute al cinismo di Hamas che utilizzava civili, e in particolare i bambini, come "scudi umani". Una strategia, questa, che sarebbe stata sbagliata se mai Hamas l'avesse adottata: gli scudi umani rallentano infatti gli attacchi solo se il nemico ha ancora una traccia di umanità. Cosa che si può escludere per l'esercito israeliano, come provato già dalla Direttiva Annibale.

Ma qual è l'origine della fandonia dei bambini utilizzati come scudi umani?

Semplice: è la strategia che avrebbero seguito gli israeliani, ed è anche ciò che hanno fatto lasciando che l'attentato del 7 ottobre 2023 si compisse - cosa che avrebbero potuto sicuramente impedire.

C'è però un esempio ancora più letterale: come fanno gli israeliani - adesso, con la tregua! - a impedire il passaggio degli autocarri con gli aiuti umanitari per i palestinesi?

Ecco come si fa.
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Il problema fondamentale della democrazia rappresentativa...

...è, semplicemente, che non c'è democrazia se:

1) i politici menzogneri (e i loro sostenitori nei media di massa) restano impuniti;

2) non esistono "freni di emergenza" istituzionali che permettano di bloccare in tempo iniziative di governo prese sulla base di menzogne.

Consideriamo un esempio.

L'ex presidente francese Nicolas Sarkozy (dal 2007 al 2012) è adesso in carcere per «associazione a delinquere» e finanziamenti illeciti da parte della Libia di Gheddafi per la sua campagna elettorale del 2007. Finanziamenti che, da quell'uomo onorevole che è, ricambiò dando inizio nel 2011 all'attacco militare in Libia che porterà alla caduta e alla sadica uccisione di Gheddafi, dopo che il convoglio di questi era stato intercettato da droni USA e aerei militari francesi .

All'inizio della sua presidenza Sarkozy aveva dichiarato che «finché sarà Presidente non ci saranno amnistie o grazie collettive né per i detenuti né per gli automobilisti multati, come era solito succedere in occasione dell'elezione di un nuovo Presidente e del 14 luglio, festa nazionale». Si può dunque sperare che, in ossequio alla sua linea di rigore giudiziario, gli facciano scontare fino all'ultimo giorno dei 5 anni di carcere a cui è stato condannato.

Il punto che qui vogliamo sottolineare è però un altro: la condanna arriva 18 anni dopo il reato e 13 dopo la pubblicazione di prove dello stesso! È una democrazia quella in cui la sorveglianza giudiziaria dell'operato dei governi ha una lentezza tale da permettere loro di portare a termine qualsiasi malefatta, comprese violazioni della costituzione nazionale?

Come abbiamo visto, ci sono paesi in cui si può essere destituiti rapidamente anche per colpe decisamente veniali. Perché mai non dovrebbero avere conseguenze immediate colpe enormemente più gravi, come complicità in un genocidio e diffusione ufficiale di false notizie intese ad aumentare la tensione geopolitica e promuovere il riarmo?

Il simbolo vivente di una intollerabile impunità rispetto a colpe gravissime è la presidente della Commissione Europea.

Ecco una delle tante occasioni che non si è lasciata sfuggire. Alcune settimane fa era stata data la notizia delle interferenze russe, riferite da portavoce della Commissione Europea, sul sistema GPS dell'aereo di Ursula von der Leyen durante un suo viaggio in Bulgaria il 1 settembre. Cioè la Russia avrebbe fatto un attentato contro i vertici dell'UE!

Ebbene: era falso. L'aereo in questione non aveva avuto alcun disturbo al sistema GPS. E non c'era stata alcuna interferenza russa.

Basterebbe questo, in un sistema democratico degno del nome, a obbligare alle dimissioni - per legge, non per votazione di un parlamento europeo corrotto come l'attuale - la responsabile di questa falsa e pericolosissima notizia.

Ma lei è ancora al suo posto, e sa che niente le impedirà di rimanervi.
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Lotta contro la droga o tentativo USA di colpo di stato in Venezuela? In un articolo satirico ma scrupolosamente basato sui fatti, Daniele Luttazzi ironizza sulle ragioni per cui Donald Trump meriterebbe… il premio Nobel per la pace. Tra i 10 punti elencati…
Il presidente della Colombia Gustavo Petro in due parole spiega la crisi caraibica innescata dagli USA.

Un giornalista serio lo capirebbe e lo direbbe.

Petro il 13 ottobre aveva scritto su X:

«La Colombia presenterà una risoluzione all'ONU per formare un esercito mondiale per la ricostruzione di Gaza. Nell'immediato, la SAE [agenzia del governo colombiano] invierà l'oro sequestrato ai narcotrafficanti per le cure mediche ai bambini feriti

La risposta di Donald Trump: anche Petro sarebbe un narcotrafficante...
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Ranucci, invece di concentrarsi sulla sua persona, denuncia lo stato deprecabile... ...della libertà di stampa in Italia.
Cassese sulla libertà di stampa in Italia...

Invece ecco che cosa dice un ex presidente della Corte Costituzionale (ovviamente trattato come un "grande saggio", perché a chi appoggia il governo, come dimostrato in tutti i trattati di geriatria, la capacità di analisi migliora come il vino, così come aumenta l'indifferenza alle attenzioni del pubblico):

«Sono stato all’estero fino a ieri, ma, sentendo le notizie raccolte in questi giorni, non mi pare che vi siano carri armati che occupano la Rai, risulta che le ultime elezioni si siano svolte in Calabria con il rispetto del diritto di voto dei cittadini, i giornali di stamane pubblicano numerosi articoli critici nei confronti dell’attuale governo, e quindi non è stata instaurata la censura. Dunque, sia chi ci osserva dall’estero, sia chi vive nella penisola non ha motivo di preoccupazione.»

È un'analisi che dimostra lucidità o grave distacco dalla realtà?...

Il grande giurista si era peraltro distinto con un memorabile parere fuori contesto e impertinente - ma che si poteva rilanciare (e ciò di fatto avvenne) come approvazione dell'operato di Israele - su chi detenesse la giurisdizione sul mare davanti a Gaza.

Per apprezzare la risposta, si presti attenzione a quale era la domanda, e si tenga conto del fatto che veniva posta nel momento stesso in cui Israele attaccava la Flotilla in acque internazionali.

Vale infine la pena di ricordare il valido supporto alla libertà di scelta medica che lo stesso giurista aveva dato durante la stagione pandemica, e il profilo è ben delineato.
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La maggiori minacce.

Secondo un sondaggio in cui si chiedeva di indicare fino a tre maggiori minacce in una lista di 19, gli italiani temono di più le guerre (32%) che l'aggressione russa (20%), peraltro a poca distanza dalla politica estera USA (17%) - ed entrambe, queste ultime, meno della crisi economica (26%), dell'immigrazione (25%) e anche del cambiamento climatico (24%).

Solo l'11% si rende conto che la corruzione (della classe politica e giornalistica) è alla base, direttamente e indirettamente, dei rischi e delle loro valutazioni di rischio.

N.B.: Nella lista non c'era la minaccia del fanatismo razzista israeliano.
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La dichiarazione dei "Volenterosi" (più Zelensky): il vero nemico è la convivenza pacifica tra i popoli.

Riportiamo il testo quasi completo della dichiarazione, facendo seguire a ogni citazione una nostra "traduzione di cortesia" (TC):

«Siamo tutti uniti nel nostro desiderio di una pace giusta e duratura, meritata dal popolo dell’Ucraina.»

TC: "Siamo tutti uniti nel nostro desiderio di protrarre lo scontro armato con la Russia il più a lungo possibile."

«Sosteniamo fermamente la posizione del Presidente Trump che i combattimenti debbano cessare immediatamente, e che l’attuale linea di contatto debba essere il punto di partenza per i negoziati. Rimaniamo fedeli al principio che i confini internazionali non devono essere modificati con la forza.»

TC: "La Russia ha vinto la guerra, ma non possiamo prenderne atto, perché in tal caso i nostri governi sarebbero travolti dalla furia popolare. Proponiamo alla Russia una condizione inaccettabile appunto per boicottare l'approdo a una conclusione diplomatica del conflitto. Non siamo mai stati fedeli al principio che i confini internazionali non devono essere modificati con la forza, altrimenti avremmo sommerso Israele di sanzioni, cosa che non abbiamo mai neppure iniziato."

«Le tattiche dilatorie della Russia hanno dimostrato più e più volte che l’Ucraina è l'unica parte che vuole seriamente la pace. Noi tutti vediamo che Putin continua a scegliere la violenza e la distruzione

TC: "Sappiamo benissimo che il popolo ucraino, e la stessa dirigenza russa, vogliono la pace, ma l'attuale regime abusivo di Kiev, per conto della NATO, si oppone, e per questo sta scegliendo, con il nostro decisivo aiuto e l'impoverimento dei nostri popoli, la violenza e la distruzione".

«Siamo dunque chiari sul fatto che l’Ucraina debba essere nella posizione più forte possibile – prima, durante e dopo qualsiasi cessate il fuoco.»

TC: "Ci prepariamo dunque a indebitarci con gli USA per rifornire di nuovi armamenti il regime di Kiev, contro la volontà del popolo ucraino e della stragrande maggioranza dei cittadini europei."

«Dobbiamo aumentare la pressione sull’economia della Russia e sulla sua industria della difesa, finché Putin non sarà pronto per la pace. Stiamo sviluppando misure per utilizzare appieno il valore dei beni sovrani russi immobilizzati affinché l'Ucraina disponga delle risorse di cui ha bisogno.»

TC: "Dopo tre anni di sanzioni, che hanno danneggiato soprattutto i nostri popoli e reso la ripresa di normali relazioni con la Russia sempre più difficile, intendiamo compromettere definitivamente il nostro profilo internazionale, sia dal punto di vista diplomatico che finanziario, sequestrando i beni russi nei nostri paesi per darli al riarmo ucraino. In questo modo continueremo a tradire gli interessi a breve e lungo termine dei nostri popoli, senza curarci della pace, dei nostri obblighi di rappresentanza democratica, e del rispetto del diritto internazionale".
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La Corte Internazionale di Giustizia esprime la propria opinione sugli obblighi dello Stato di Israele (22 ottobre 2025).

E, con la sola eccezione su alcuni punti del solo membro ugandese (notoriamente e apertamente filoisraeliano), dichiara all'unanimità che Israele ha l'obbligo, in quanto paese occupante, di soddisfare tutte le condizioni imposte dalla legge umanitaria, tra le quali:

«assicurare che la popolazione del Territorio Palestinese Occupato [TPO] ha le risorse essenziali della vita quotidiana, compreso cibo, acqua, vestiario, letti, ripari, carburante, risorse e servizi medici;

«di accettare e facilitare con tutti i mezzi a sua disposizione schemi di soccorso alla popolazione del TPO, fin tanto che tale popolazione è inadeguatamente fornita, come è successo nella Striscia di Gaza, compreso il soccorso procurato dall'ONU e le sue entità, in particolare la UNRWA per i Rifugiati della Palestina nel Vicino Oriente, altre organizzazioni internazionali e Stati terzi, e non impedire questo soccorso;»

«di rispettare e proteggere ogni soccorso e personale e strutture medici


«di rispettare il divieto di trasferimento forzato e deportazione nel TPO».

«di rispettare il diritto di persone protette provenienti dal TPO che sono detenute dallo Stato di Israele di essere visitate dal Comitato Internazionale della Croce Rossa

«di rispettare il divieto sull'uso dell'affamamento di civili come metodo di guerra»

«di rispettare, proteggere e adempiere i diritti umani della popolazione del TPO,anche attraverso la presenza e le attività dell'ONU, di altre organizzazioni internazionali e Stati terzi, in e in relazione al TPO».

Inutile dire come lo Stato terrorista ha reagito a questo parere.

Il problema è se la comunità internazionale gli permetterà ancora una volta di considerarsi e comportarsi come extra legem.
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Sanremo: questa non è una lotteria.

Alcuni si sono fatti beffe, malignamente, della decisione dell'azienda sanitaria locale di Sanremo di promuovere la vaccinazione antinfluenzale tra i propri dipendenti (circa 2300) mediante una lotteria.

Costoro hanno infatti sbagliato a interpretare quella che è ragionevole pensare sia stata una sottile operazione-verità. Lo scopo delle autorità sanitarie deve essere stato - noi pensiamo - suggerire che la stessa campagna vaccinale è una lotteria tra chi si vaccina:

- chi ne trarrà profitto (a parte i produttori di vaccini, ovviamente)?;

- e chi sarà danneggiato e aspetterà anni di sforzi e demoralizzazione prima di vedersi, se mai, riconosciuto un danno da vaccino che nel frattempo gli avrà rovinato la vita e l'economia?

Promuovere una pericolosa lotteria mediante un'innocua lotteria è un'idea geniale per comunicare obliquamente l'indicibile.

La ASL1 di Sanremo (sede, non a caso, di un famoso casinò) con ardimento surrealistico propone una lotteria come se dicesse: questa non è una lotteria - la vera lotteria è l'altra.
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Ranucci, invece di concentrarsi sulla sua persona, denuncia lo stato deprecabile... ...della libertà di stampa in Italia.
Dopo la bomba, la supermulta dal Garante della Privacy.

Ieri a Sigfrido Ranucci arriva, 10 giorni dopo l'attentato-avvertimento, una multa forse senza precedenti per un giornalista (150.000 euro) da parte del Garante della Privacy, Pasquale Stanzione.

La colpa era aver trasmesso nella puntata di Report dell'8 dicembre 2024 un audio tra Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura e attuale corrispondente da Parigi, e sua moglie, attuale presidente del Consiglio di redazione del TG2 della RAI.

Sulla diffusione di tale audio si era pronunciato il 15 aprile 2025 l'Ordine dei giornalisti - ma, al contrario, non ravvisandovi alcuna infrazione deontologica.

Sangiuliano aveva detto, solo 2 giorni fa, al Fatto quotidiano di non essersi rivolto lui al Garante, ma «solo mia moglie Federica Corsini»: una menzogna, dato che «in realtà, la segnalazione è firmata da entrambi». Mentire sfacciatamente sembra essere una forte raccomandazione per un ruolo di punta in Fratelli d'Italia, di cui Sangiuliano è attualmente candidato in Campania.

Ranucci aveva anticipato la notizia della multa dicendo in collegamento con il Parlamento Europeo riunito a Strasburgo:

«In questi giorni raccolgo solidarietà bipartisan, ma si sta rivelando ipocrita: da una parte solidarietà, dall’altra qualcuno sta armando il Garante della privacy per punire Report e dare un segnale esemplare a altre trasmissioni. Ciò che dico lo affermo con cognizione di causa, e lo si vedrà nelle prossime ore. Chiedo che il Garante europeo verifichi come sta operando il Garante della privacy italiano, perché sembra agire come un’ emanazione del governo”».

L'articolo del Fatto di oggi dà ulteriori dettagli che confortano tale ipotesi.

L'aspetto più interessante della vicenda è però la reazione del Garante, per il quale le perplessità sollevate da Ranucci sono «“di una gravità senza precedenti. Esse insinuano, infatti, che il Garante – autorità indipendente prevista dalla normativa europea, il cui vertice è eletto da entrambi i Rami del Parlamento – operi sulla base di direttive ricevute da terzi, peraltro secondo un indirizzo politico di maggioranza”. Frasi “totalmente destituite di fondamento e gravemente lesive”.»

Purtroppo per il Garante, «Nemo iudex in causa sua».

Dovrebbe valere anche per i garanti - anzi, soprattutto per essi.
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Il terzo rapporto della relatrice speciale ONU Francesca Albanese: «Il genocidio di Gaza: un crimine collettivo».

Sommario di A/80/492: "Gaza Genocide: a collective crime", 20 ottobre 2025:

«Il genocidio in corso a Gaza è un crimine collettivo, sostenuto dalla complicità di influenti Stati terzi che hanno reso possibili violazioni del diritto internazionale sistemiche e di lunga durata da parte di Israele.

Nel quadro di narrazioni coloniali che disumanizzano i palestinesi, questa atrocità trasmessa in diretta è stata facilitata attraverso il supporto diretto di Stati terzi, con aiuto materiale, protezione diplomatica e, in alcuni casi, partecipazione attiva.

Ha messo in evidenza un divario senza precedenti tra i popoli e i loro governi, che tradisce la fiducia su cui si basano la pace e la sicurezza globali.

Il mondo sta adesso sulla lama di coltello tra il crollo dello stato di diritto internazionale e la speranza di un rinnovamento.

Il rinnovamento è solo possibile se la complicità viene affrontata, le responsabilità sono prese in carico, e la giustizia è sostenuta.»
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