Scienza e Democrazia
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È vero, povero Donald, lui il Nobel per la Pace se lo meritava almeno quanto la Machado... Fin dall'inizio della sua amministrazione gliele aveva cantate a Netanyahu: lascia in pace i palestinesi!, che cosa ci vorresti mai fare a Gaza? È lui che non aveva…
Donald Trump «paciere in Palestina»...

...che ha posto il veto, con unico voto contrario, a due risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sulla Palestina (delle 6 rese non operative dagli Stati Uniti dall'ottobre 2023):

14 giugno 2025
Risoluzione
Tregua permanente, accesso degli aiuti umanitari, liberazione dei prigionieri
Votazione
14 a favore, 1 contro, 0 astenuti.

18 settembre 2025
Risoluzione
Tregua immediata, incondizionata, permanente; rilascio dei prigionieri; eliminazione delle restrizioni sugli aiuti.
Votazione
14 a favore, 1 contro, 0 astenuti.
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Donald Trump «paciere in Palestina»... ...che ha posto il veto, con unico voto contrario, a due risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sulla Palestina (delle 6 rese non operative dagli Stati Uniti dall'ottobre 2023): 14 giugno 2025 Risoluzione Tregua permanente…
Per maggiore chiarezza.

Trump avrebbe potuto fermare lo sterminio subito dopo il suo insediamento, già a febbraio.

Sarebbe bastata una telefonata a Netanyahu in cui avesse detto: se non cessi immediatamente di bombardare la popolazione palestinese,

- non ti mandiamo più armi;
- da domani anche il tuo arsenale nucleare dovrà essere ispezionato dall'AIEA;
- non porremo più il veto alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza contro Israele;
- devi autorizzare immediatamente una commissione d'inchiesta su quello che è successo veramente il 7 ottobre 2023.

E Biden avrebbe potuto farlo due anni fa. E tutti gli ostaggi israeliani avrebbero potuto essere salvati.

Invece che cosa ha fatto Trump?

Ha emesso sanzioni sui giudici della Corte Penale Internazionale e sulla relatrice speciale Francesca Albanese. Ha progettato la deportazione dei palestinesi per trasformare Gaza in una stazione turistica. Ha represso le proteste di docenti e studenti nelle università USA contro il coinvolgimento USA nel genocidio. Ha protetto la pirateria israeliana in acque internazionali. Ha dato man forte a Israele nell'aggressione - su basi pretestuose - dell'Iran.

Alla luce di questi semplici fatti verificabili da chiunque, come si devono considerare le prese di posizione a favore di Trump «paciere in Palestina», meritevole di Nobel per la Pace ecc. da parte di tanti giornalisti, sia di regime sia finti antisistema?

In altre parole: gli si fa più torto considerandoli ebeti e/o disinformati oppure venduti?
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Chi è rimasto in aula alle Nazioni Unite quando è stato il turno di Netanyahu? «Più di un centinaio di diplomatici di oltre cinquanta Paesi hanno lasciato l’aula al momento in cui il premier israeliano ha preso la parola: un gesto che, secondo il Washington…
«Complice di pace»?

New York, 26 settembre 2025

«L’aula dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, solitamente colma di diplomatica indifferenza, è esplosa in un silenzio più forte di qualsiasi applauso. Prima che Netanyahu potesse pronunciare una sola parola, i delegati di un Paese dopo l’altro si sono alzati dai loro posti e, in modo ostentato ma silenzioso, hanno lasciato l’aula. [...]

La scena all’ONU è stato un luminoso momento di verità, ma ha anche messo sotto un faro di luce la mostruosa ipocrisia delle potenze occidentali. Mentre i delegati di gran parte del mondo votavano con i loro piedi, i rappresentanti di Stati Uniti, Germania, Regno Unito e alcuni altri paesi subordinati
[tra i quali l'Italia] sono rimasti al loro posto.

La loro presenza silenziosa è stata più eloquente di qualsiasi parola. Era un’approvazione silenziosa. Era solo la loro complicità.
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Sprofondati fino al collo nel disonore... ...pensano di cavarsela così. (D'accordo, che siano anche analfabeti lo si era capito).
Una piccola riflessione sulle onorificenze.

Quando un'istituzione, un'associazione, un'università ecc. conferisce a una certa persona un'onorificenza, la relazione tra chi dà e chi riceve è bidirezionale.

In particolare, un'onorificenza a una persona immeritevole deteriora il prestigio di chi la conferisce (cfr. l'ultimo premio Nobel per la Pace).

Un'onorificenza a una persona "di chiara fama" aumenta invece il prestigio di chi la conferisce.

Francesca Albanese è un'italiana che è già entrata con onore nella storia e politica del diritto internazionale (altre persone si sono invece riservate, nello stesso periodo, un posto sicuro nella storia dell'infamia).

Un comune che le conferisce la cittadinanza dichiara la propria appartenenza al movimento mondiale che difende i diritti umani e la fratellanza tra i popoli. Sicuramente non è da tale cittadinanza che la relatrice speciale ONU deriverà il prestigio di cui già, internazionalmente, gode.

Chi non lo ha capito e pensa che criticarla per una sua affermazione decontestualizzata possa in alcun modo sminuirla evidentemente ha perso il senso della realtà - o ha una bassissima stima dell'opinione pubblica.
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L'Italia alla spartizione delle spoglie di un paese distrutto.

La chiamano "ricostruzione".

Per giunta, i (tele)giornali disinformano il loro pubblico facendo apparire ogni viaggio all'estero di Giorgia Meloni come se fosse la prova del "nuovo prestigio internazionale" del nostro paese - e non, come è, la prova della subordinazione totale a USA-Israele a cui un governo di falsi "sovranisti" ha condannato l'Italia.

Purtroppo la precisa misura del ruolo di Meloni in queste cerimonie dispendiose e autocelebrative della inettitudine - quando non (come in questo caso) barbarie - internazionale è adeguatamente definita in questo commento.
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Da giocatore "ringhiava"...

...da allenatore "bela".

Aveva molti esempi da seguire anche nella sua professione.

Presto si guarderà allo specchio e capirà che Guardiola sta su un altro livello in tutti i sensi.
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