Scienza e Democrazia
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«Giorgia Meloni, smettila di mentire davanti a un genocidio». Alessandro Orsini (Facebook, 24 settembre 2025) dice quello che vorrebbe dire la maggioranza della nazione italiana (e la stragrande maggioranza di chi sia minimamente informato): «Vorrei chiedere…
Dice più cose essenziali su Giorgia Meloni questa breve nota di Orsini...

...che un articolo come questo, da cui non si capirebbe mai che si sta riportando il discorso di uno dei capi di governo

- che ha fatto di più perché sia la guerra ucraina, sia il genocidio di Gaza continuassero,
- che ha boicottato le istituzioni del diritto internazionale (come la Corte Penale Internazionale e la relatrice speciale ONU),
- che ha asservito la politica estera italiana, svuotando gli stessi principî costituzionali, al principale distruttore del diritto internazionale e dell'autorevolezza dell'ONU, che sono gli USA.

Quando si riporta il discorso di un ipocrita come se esprimesse una reale convinzione, si è complici dell'impostura. Non si capisce come un canale televisivo che mena vanto della propria indipendenza possa essere così bassamente acritico verso questa imbarazzante caricatura di "statista".
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rafforza i poteri dei servizi segreti
Si ricordi il Decreto Sicurezza. Ecco un recente commento:

«Parliamo dell’articolo 31 del decreto sicurezza, secondo il quale i governi potranno autorizzare i servizi segreti a costituire, promuovere e dirigere una associazione terroristica. Sconcerta il silenzio sceso su questa norma aberrante che sovverte i principi stessi di una pur discutibile democrazia. Avremmo dovuto parlarne ogni giorno: parlarne anche in relazione alle recenti manifestazioni a Roma, Milano e in tutt’Italia per Gaza e alle conseguenti lamentazioni mainstream sulla ‘violenza della piazza’.

Facciamo un passo indietro: il ddl 16/60, approvato dalla Camera a settembre 2024, uno dei più forti attacchi mai visti contro libertà di protesta, introduce 30 nuovi reati, aggravanti e ampliamenti di pena, introduce una logica di sicurezza basata su proibizioni, punizioni e repressione del dissenso, superando anche i diritti alla privacy e veicolando l’idea che le manifestazioni di protesta siano qualcosa di sovversivo da reprimere.

Nella generale aberrazione del decreto c’è però un punto più aberrante di tutte le altre norme, pur aberranti. Parliamo dell’articolo 31 del ddl che prevede che

“le pubbliche amministrazioni e i soggetti che erogano servizi di pubblica utilità sono tenuti a prestare al Dis, all’Aise e all’Aisi collaborazione e assistenza necessarie per la tutela della sicurezza nazionale”.

E ancora, che i servizi segreti

“possono stipulare convenzioni con questi soggetti, nonché con le università e con gli enti di ricerca. Le convenzioni possono prevedere la comunicazione di informazioni anche in deroga alle normative di settore in materia di riservatezza”.

Non so se ci rendiamo conto di quello che significa e di quello che già sta accadendo: si viola l’inviolabile libertà delle Università decretando che studenti e docenti che facciano attività politica, o appartengano ad un movimento politico, ad un’attività politica ‘pericolosa’, ad un’associazione considerate ‘sovversiva’, dovranno essere segnalati dall’Università stessa su richiesta dei Servizi.»
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La trasparente posizione degli USA in materia di sanzioni alla Russia.

In sostanza:

"Le sanzioni alla Russia le facciano i paesi dell'UE, a costo della loro economia.

Ma noi continuiamo tranquillamente a comprare uranio dalla Russia, se no la nostra economia ne avrebbe a soffrire..."
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E la Russia approva la candidatura di Rafael Grossi...

...a segretario generale delle Nazioni Unite...

Stiamo parlando del direttore dell'AIEA che ha dato il via libera all'aggressione di Israele e USA all'Iran.

Questo a conferma che chi si aspetta comportamenti coerenti e lineari in politica internazionale sbaglia, da qualunque parte guardi.
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MMC (2020): «- Prima di introdurre questo test a livello internazionale ed effettuarlo su masse di persone è stato verificato che aveva buoni valori predittivi?

Purtroppo no. In uno studio cinese effettuato quando ormai il “tampone” era diventato il test più utilizzato a livello internazionale, e accettato dopo “peer review”, si è trovato che su un certo campione l'80,33% dei positivi non erano in realtà infetti. [...]»
[seguito]

Ecco adesso (quasi 5 anni dopo) dal Trentino Alto Adige...
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La risposta della Flotilla al consiglio di Sergio Mattarella.

Il presidente della Repubblica aveva scritto:

«"Al fine di salvaguardare il valore dell'iniziativa assunta" dalla Flotilla, "valore che si è espresso con ampia risonanza e significato, appare necessario preservare l'obiettivo di far pervenire gli aiuti raccolti alla popolazione in sofferenza.[...]"»

Quindi: consegnate gli aiuti al Patriarcato Latino di Gerusalemme, e poi andatevene.

In altre parole, il PdR italiano ha invitato a non intervenire sull'illegalità totale di quello che Israele sta facendo, a partire dallo stesso blocco navale (che dura non da ieri o dal 7 ottobre 2023, ma almeno, ufficialmente, dal 2009!).

Ancora una volta la risposta della Flotilla è stata all'altezza dell'obiettivo che si è posta.
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Francesca Albanese su ciò che ha detto all'ONU Giorgia Meloni sulla Flotilla.

«Mi ha causato una tristezza enorme vedere la rappresentante dell’Italia ieri spendere del tempo sul podio delle Nazioni Unite denigrando la Flotilla: cioè, di tutte le cose che avrebbe potuto dire, ha scelto la peggiore, personalizzando un’opera umanitaria e peraltro tradendo il senso ultimo della grande tradizione diplomatica italiana, che è quella appunto del rispetto dei valori in un’area, che è quella del Mediterraneo.

Non voglio neanche entrare nel merito di ciò che il primo ministro ha detto, ma è stato un concentrato di esternazioni inaccurate e inopportune. Alla luce di quello che è successo nelle ultime 24 ore a seguito dell’attacco, dell’attacco diretto della flottiglia che è stata colpita 11 volte e 14 volte tra Tunisi e Creta, quello che osservo è che c’è una pressione incredibile da parte di stati, soprattutto europei, sulla Flotilla, sui membri della Flotilla affinché lascino questa missione.

Se questi stati avessero usato la metà della pressione che usano su questi individui, già in una situazione psicologicamente difficile, se avessero usato la metà di questa pressione nei confronti di Israele, probabilmente oggi non saremmo in questa situazione, perché i governi europei difendono lo Stato di Israele nel momento in cui commette crimini efferati, perché intanto la macchina trituracarne, che è diventata la presenza israeliana a Gaza, continua.

Per quale motivo cercano di bloccare diffamando con insinuazioni obbrobriose la Flotilla e i suoi membri? Perché invece di ostacolare l’aiuto umanitario non impongono delle sanzioni e l’embargo di armi ad Israele? Qual è il motivo per cui questo Stato d’apartheid e genocida oggi tiene sotto scacco praticamente mezzo mondo e soprattutto le democrazie occidentali? Questo ci deve far riflettere: che oggi si fa pressione sulla Flotilla affinché desista, si mandano le navi a spese degli italiani, dei contribuenti, per bloccare l’aiuto mentre politicamente li si denigra
. Mentre non si fa niente per fermare il genocidio? Comunque lo si voglia chiamare, i crimini di Israele, comunque li si vogliano definire, questa è la realtà.»

[Fonte]
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Il presidente colombiano Gustavo Petro si unisce a New York alla protesta...

...contro il genocidio dei palestinesi (no, Giorgia Meloni non era al suo fianco...).

La reazione degli USA? Quella che ci si poteva aspettare dal gendarme globale di Israele: gli hanno revocato il visto di ingresso.
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Scienza e Democrazia
La risposta della Flotilla al consiglio di Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica aveva scritto: «"Al fine di salvaguardare il valore dell'iniziativa assunta" dalla Flotilla, "valore che si è espresso con ampia risonanza e significato, appare…
«Israele sostiene che la Flotilla non può arrivare nelle acque antistanti Gaza perché quella è una zona di guerra»: è una pretesa sensata?

Risponde Enzo Cannizzaro, prof. di Diritto Internazionale alla Sapienza di Roma:

«Nel 2024 la Corte Internazionale di Giustizia ha confermato, in un parere consultivo richiesto dalla Assemblea Generale dell’Onu, che l’occupazione israeliana dei Territori Palestinesi occupati, inclusi la Cisgiordania, Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza, è illegale e deve cessare immediatamente.

Un blocco marittimo in una zona marittima occupata illecitamente è a sua volta un atto illecito.

Peraltro, si tratta di un blocco ermetico imposto ben prima dell’attacco di Hamas dell’ottobre del 2023; un blocco che ha strangolato per molti anni l’economia di Gaza ed ha imposto un isolamento ingiustificato alla popolazione.

Le acque antistanti la striscia di Gaza dovrebbero essere considerate acque dello Stato di Palestina che ormai molti Stati riconoscono.»


Ma in televisione intervistano ciarlatani giornalistici (qui La7), come al solito senza un minimo di contraddittorio.
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Il governo italiano, dal Quirinale in giù, ha fatto di tutto per intimidire la delegazione italiana della Flotilla...

...comprese telefonate ai familiari, e per queste e altre ragioni «una ventina» di italiani hanno abbandonato la flotta. Ma ne sono rimasti 27, compresi i 4 parlamentari.

Il Presidente Mattarella aveva mandato un messaggio, in cui diceva:

«Il valore della vita umana, che sembra aver perso ogni significato a Gaza, dove viene gravemente calpestato con disumane sofferenze per la popolazione, richiede di evitare di porre a rischio l’incolumità di ogni persona.»

Ma non sarebbe stato opportuno nominare chi sta trattando la vita dei palestinesi come se non avesse alcun significato? Chi la sta calpestando con disumane sofferenze per la popolazione? Non si sta parlando qui di un fenomeno naturale.

E che cosa ha fatto lo Stato italiano per impedire la cronica violazione del diritto di navigazione perpetrata da Israele?

Ah già: probabilmente fu uno dei principali temi discussi quando Mattarella invitò al Quirinale il presidente di Israele. E allora perché preoccuparsi? I criminali si invitano solo se si sono pentiti. O no?
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Commenti e notizie da quella parte della delegazione italiana... che non ha abbandonato.

«"Vedere la nostra missione come trasporto di dieci tonnellate di cibo a Gaza è sminuente, la missione ha lo scopo di rompere l'assedio. Che non significa sbarcare per forza a Gaza con i nostri pacchi di cibo e aiuti, ma si intende sensibilizzare i governi affinché si prendano decisioni atte a interrompere l'assedio che Israele sta facendo su Gaza e sulla Palestina": a dirlo all'ANSA Silvia Severini, 54 anni, anconetana, in questo momento si trova a bordo della Seulle, una delle barche compongono la Global Sumud Flotilla, la flotta umanitaria diretta verso Gaza in solidarietà con la popolazione palestinese e per chiedere fine al massacro del governo israeliano.

Severini spiega che in questo momento l'imbarcazione è vicino alle coste greche poiché l'equipaggio ha scelto "di evitare di trovarsi in acque internazionali di notte", ma che oggi riprenderà la rotta e che già nella notte saranno "in balia degli attacchi di Israele".

La tensione a bordo è alta, racconta Severini, così come la paura, soprattutto dopo gli attacchi ad alcune delle barche della Flotilla degli scorsi giorni.


"Però c'è determinazione a non mollare la missione, considerate le manifestazioni che ci sono state a terra. - afferma Severini - Quando lunedì abbiamo visto quello che stava succedendo in Italia ci siamo commossi, gridavamo tra una barca e l'altra. Ma non è solo commozione, percepiamo che c'è un grande sostegno, ed è questa la forza che ci fa andare avanti. Il coraggio ce lo danno le piazze".»
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Il viaggio della Global Sumud Flotilla riprende.
Il viaggio della Global Sumud Flotilla.
Il comandante della nave "Zefiro" della Flotilla lancia l'allarme al popolo italiano.

La spedizione è a rischio, Israele sta diventando sempre più aggressivo con i suoi attacchi alle navi, e dai governi, particolarmente da quello italiano, non ci si potrà aspettare alcun aiuto sostanziale se la situazione diventerà critica.

Solo la protesta popolare nonviolenta di massa può a questo punto fare la differenza.
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Una Difesa che non difende...

Il ministro della Difesa Crosetto avverte la Flotilla:

« "qualora la Sumud Flotilla decidesse di intraprendere azioni per forzare un blocco navale si esporrebbe a pericoli elevatissimi e non gestibili, visto che parliamo di barche civili che si pongono l'obiettivo di 'forzare' un dispositivo militare"».

Ma si tratta di un blocco legittimo o che viola il diritto internazionale?

In questo secondo caso, che è quello pertinente, il governo italiano non dovrebbe far intervenire la marina militare nel caso che Israele aggredisse, illegalmente, una flotta di navi civili e disarmate che 1) navigano in acque internazionali e palestinesi e 2) che trasportano anche cittadini italiani?

E se lo Stato che minaccia la Flotilla è uno Stato che sta commettendo un genocidio, il governo italiano non avrebbe il dovere di fare tutto quanto è in suo potere, a partire da sanzioni gravose e immediate, per impedirglielo?

È coerente con questo suo dovere attivarsi invece in modi contorti e intimidatori per contrastare un'iniziativa internazionale nonviolenta che non sta violando nessuna legge, né nazionale né internazionale?

Perché il ministro della Difesa non diffida a nome dell'Italia il governo di Israele dall'alzare anche un solo dito (...o un drone) su navi civili che si avvalgono del loro diritto internazionale di attraversare acque non sottoposte alla giurisdizione israeliana?
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