Scienza e Democrazia
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La protesta studentesca nella storia del Novecento - e di adesso.

La giornalista di origine libanese Sara El-Yafi inserisce l'attuale protesta anti-genocidio degli studenti nel mondo occidentale nella serie delle proteste studentesche che hanno lasciato il segno nella storia del Novecento.

In particolare traccia un parallelo tra le proteste e il boicottaggio del Sudafrica dell'apartheid e quelli contro l'attuale governo israeliano.

Spiega anche, con esempi illuminanti, gli aspetti economici della collaborazione tra università statunitensi e transnazionali che cooperano con la politica israeliana, e l'importanza dell'opposizione degli studenti.

https://t.me/robinmg/36060
La disobbedienza civile è oggi più importante che mai.
https://www.imolaoggi.it/2024/05/25/disobbedienza-civile-a-venezia/

Venezia è stata sottratta agli italiani e trasformata in un museo delle cere: è «a pagamento con prenotazione online in alcuni weekend tra aprile e luglio 2024, in tutto 29 giornate».

La prenotazione online è la parte più "entusiasmante" di questa disposizione:

«Per dimostrare di avere prenotato e pagato l’accesso - così come di essere esclusi o esenti dal pagamento - basta esibire l’apposito voucher contenente il QR-code

Insomma, dal Green Pass al... "Venezia Pass"? Il covid-19 è stato un generale banco di prova oltre ogni immaginazione.

È evidente che si tratta di una violazione dell'art. 16 della Costituzione, che afferma:

«Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. [...]».

Introdurre una tassa (il biglietto da 5 euro) per l'accesso a una città non rientra né nella tutela della sanità, né in quella della sicurezza.

E lo dicono pure: sarebbe una «sperimentazione» per «scoraggiare il turismo "mordi e fuggi"».

In pratica contano sull'acquiescenza dei cittadini a un sopruso.

Segnaliamo quindi con favore la seguente iniziativa.
Scienza e Democrazia
8. "Se ci permettono di votare, allora..." Abbiamo visto che chi ritiene di non andare alle urne - e cioè cedere all'invito al disuso del voto - perché crede di fare un "dispetto" alla classe dirigente si sbaglia di grosso: le fa un favore. E contribuisce…
9. Il voto efficace

Abbiamo visto che la pretesa che andare a votare significhi favorire il sistema di potere comunque si voti è una stravagante fantasia, senza nessun fondamento: né logico, né storico, e confutato già dalla storia italiana recente.

D'altra parte andare alle urne non vuol dire necessariamente voler votare una lista.

Se si ritiene che nessun partito o candidato ci rappresenti, ci sono tre possibilità:

1) accettare la scheda e non apportarvi modifiche (scheda bianca);

2) annullare la scheda (per esempio, scrivendo al suo interno, "Annullo la scheda");

3) rifiutare la scheda (attenzione: senza nemmeno toccarla!) e far verbalizzare il rifiuto (è più facile se si chiede di mettere a verbale un testo già preparato allo scopo).

È comprensibile un certo scetticismo verso la soluzione 1): se la scheda è bianca, bisogna avere una certa fiducia nell'integrità degli scrutatori.

I brogli elettorali ci sono sempre stati, e non si vede perché li si debba facilitare. Bisogna tuttavia dire, per quanto riguarda elezioni politiche o europee, che oggi essi si possono eseguire con molto maggiori eleganza, efficienza e impunità non nel seggio, ma "a valle" - nel conteggio finale di tutti i voti provenienti da tutti i seggi.

Le alternative 1)-2) hanno entrambe il merito di essere conteggiate separatamente dagli astenuti (chi non è andato alle urne).

L'alternativa 3), invece, equivale, nel rapporto sui risultati elettorali del seggio, all'astensione. (Se la scheda viene toccata e restituita, invece, essa ricade nel caso 2): è nulla).

Finora abbiamo parlato della scelta più fondamentale: quella fra l'andare a votare e il non andarci (incluso, dal punto di vista del computo, il caso 3)).

Abbiamo anche detto che la popolarità del concetto di "voto utile" è un sintomo di una democrazia malata.

C'è invece un altro concetto, che va tenuto ben presente: quello di voto efficace (termine che preferiamo a quello più comune di "voto valido").

Il voto efficace è quello che viene conteggiato nella ripartizione dei seggi. Sono invece non efficaci:

- i voti 1)-3)

- i voti annullati o contestati dagli scrutatori (le schede "sbagliate").

Ecco dunque un argomento importante a favore del voto per una lista e/o un candidato:

🦠 sia gli astenuti che chi vota come in 1)-3) hanno un solo effetto sulla ripartizione degli eletti: abbassano il numero di voti efficaci necessari per l'elezione dei candidati.

Cioè il non voto e il voto inefficace non solo sono un eccellente tranquillante per la classe dirigente, ma aumentano il valore del voto efficace.

In particolare, le soglie di sbarramento (come il 4%) si calcolano sui voti efficaci, non sull'intero elettorato passivo, e nemmeno su chi ha annullato, rifiutato, o sbagliato la scheda.

Per esempio, alcuni dicono:

Ma immaginate se votasse (efficacemente) solo il 10% degli aventi diritto
! Sarebbe la rivoluzione!

Nessuna rivoluzione. Questo avrebbe un solo effetto, stanti le regole del gioco elettorale vigenti: moltiplicare per 10 il valore di ogni singolo voto efficace rispetto alla partecipazione al voto di tutti gli aventi diritto.

Si capisce quanto sarebbero contenti, tra gli altri, quei partiti che non fanno campagna elettorale, ma "campagna acquisti", e che così potrebbero risparmiare. (Qualcuno avrà notato in queste settimane la diffusione di sondaggi che "prevedono", cioè promuovono, un'affluenza bassa o solo leggermente in salita...).

Ma poi: per scendere a una percentuale di voto efficace dell'ordine del 10% bisognerebbe riuscire a convertire al non voto la stragrande maggioranza degli elettori "allineati" - cioè di quelli che votano partiti come Lega, PD, M5S, FI e FdI.

Chi fosse in grado di ottenere questo straordinario risultato, sarebbe sicuramente anche in grado di convincere questa parte dell'elettorato a collocare diversamente il proprio voto.

E allora perché non prova a fare questo?
[continua]
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9. Il voto efficace Abbiamo visto che la pretesa che andare a votare significhi favorire il sistema di potere comunque si voti è una stravagante fantasia, senza nessun fondamento: né logico, né storico, e confutato già dalla storia italiana recente. D'altra…
10.I Elezioni europee

Per le ragioni fin qui spiegate, astenersi dal voto alle elezioni europee, alle politiche, alle regionali, alle comunali non è un atto di dissidenza, ma di acquiescenza.

Non stiamo parlando delle intenzioni di chi si astiene, ma degli effetti oggettivi della sua scelta.

Dal punto di vista dell'efficacia, l'astensionismo è la traduzione, in politica, della celebre raccomandazione di quel grande ministro della salute che oggi, a quanto pare, tanti considerano - per lo più senza rendersene conto - anche un maestro di politica.

L'astensionismo in politica è infatti l'analogo della vigile attesa in medicina.

Qualcuno replicherà:

No, ti sbagli! Noi non rimaniamo in attesa, ma ci attiviamo in mille maniere!

D'accordo, ma che cosa vi impedirebbe che una di quelle mille maniere fosse cercare di mandare in Parlamento Europeo (PE) qualche persona valida?

Alcuni evidentemente pensano che non dovranno subire le conseguenze dell'attività del PE solo perché non hanno partecipato, con il voto, a determinare la sua composizione...

Ora, intendiamoci: che l'Unione Europea sia una formazione giuridica sulla cui natura e funzione si possono avanzare gravi dubbi è sicuro; sopra l'abbiamo definita una «finzione».

Il meglio sarebbe uscirne - anche in considerazione del fatto che il popolo italiano non è mai stato chiamato a votare a favore o contro l'adesione a un accordo internazionale che in tanti modi ha ulteriormente leso la sua già traballante sovranità.

Che però ciò si possa fare nella maniera più efficace promuovendo nel frattempo (un frattempo... che potrebbe essere lungo) l'astensionismo - cioè lasciando che nel PE ci siano solo gli "europeisti" più fanatici ed eterodiretti - non sembra una soluzione brillante.

E non lo sembra perché l'attuale Commissione Europea (CE) - probabilmente la più malefica di un'indecorosa serie - sta andando a marce forzate verso il riarmo e la coscrizione obbligatoria, e ha già dato prova

- del servilismo più abietto verso le politiche USA con la Russia e il Medio Oriente,
- dell'obbedienza a un'altra entità fittizia come l'OMS (una specie di agenzia di rating della sanità, ma con il paravento della "scienza"), e alla grande industria farmaceutica.

Lasciare che ciò continui indisturbato ci potrebbe portare a un punto di non ritorno prima che siamo in grado di articolare la nostra fuoriuscita.

Come è noto, l'ordinamento della UE dà l'iniziativa legislativa non al Parlamento, ma alla CE - il che da solo sarebbe una ragione sufficiente per non voler fare parte dell'UE.

Tuttavia la redazione finale delle norme promulgate dalla CE è l'effetto di una dialettica CE-PE (a colpi di emendamenti) che può durare anni. Spetta in ogni caso al PE approvare la versione finale.

La stessa CE, pur non essendo eletta ma nominata dagli stati membri, ha bisogno di essere confermata dal PE, e può essere, in seguito, "sfiduciata" dal PE.

È ovvio che la presenza negli organismi che rappresentano l'Italia a vari livelli di personaggi di infimo profilo morale dipende anche dalla scelta che milioni di italiani fanno di votarli... e che circa altrettanti milioni di italiani fanno di non votare nessuno.
[continua]
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10.I Elezioni europee Per le ragioni fin qui spiegate, astenersi dal voto alle elezioni europee, alle politiche, alle regionali, alle comunali non è un atto di dissidenza, ma di acquiescenza. Non stiamo parlando delle intenzioni di chi si astiene, ma degli…
10.II Elezioni europee

In questo preciso momento storico, al PE ci sarebbe potuta essere una maggioranza favorevole, per citare un esempio molto importante, all'appello di Francesca Albanese, relatrice speciale dell'ONU sulla situazione dei diritti nei territori occupati in Palestina, e varie volte minacciata e insultata proprio per l'oggettività delle sue prese di posizione.

Forse non ci sarebbe stato nemmeno l'attentato del 7 ottobre, con quello che è seguito!

E se avessimo un governo nazionale non diciamo ideale, ma con un minimo senso dei doveri di un paese sedicente sovrano nell'attuale congiuntura internazionale, sarebbe stato il suo presidente del consiglio («sono una donna, sono una madre, sono cristiana»...) a prendere le difese della italiana relatrice ONU, invece di lasciare questo compito al governo del Sudafrica.

Se qualcuno ritenesse che ciò che succede in Palestina tutto sommato non ci riguardi, dovrebbe ricordare che Julian Assange è stato perseguitato, tra l'altro, per aver diffuso il video Collateral Murder.

Ora invece si permette un genocidio in diretta televisiva.

Il messaggio che si vuole trasmettere è che i mandanti saranno pronti a trattare nello stesso modo quelli che al momento sono ancora solo telespettatori - per poco che lo considerino utile.

Chi se ne rende conto e vuole opporsi a questo, dovrebbe utilizzare tutti i mezzi disponibili.

E il voto (europeo e nazionale) è certamente uno di questi.
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10.II Elezioni europee In questo preciso momento storico, al PE ci sarebbe potuta essere una maggioranza favorevole, per citare un esempio molto importante, all'appello di Francesca Albanese, relatrice speciale dell'ONU sulla situazione dei diritti nei territori…
La situazione un anno dopo.
https://t.me/Intel_comments/1025060

«Israel will not stop this madness until WE make it stop. Member states must impose sanctions, arms embargo and suspend diplomatic/political relations with Israel till it ceases its assault

- UN Special Rapporteur for Palestinian Territories Albanese»
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Questa immagine aggiunge importanti particolari.

In cima c'è l'"imperatore".

Poi la polizia e le forze dell'ordine, che sono la sua guardia del corpo, e che a tempo perso arrestano, se capita, qualche ladro di galline.

Poi i media che servono per ipnotizzare la massa.

Poi i soldati, mercenari o illusi, che vanno a morire per interessi di privati.

Alla base ci sono gli abitanti di paesi lontani dove stiamo portando la democrazia che non abbiamo.
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10.II Elezioni europee In questo preciso momento storico, al PE ci sarebbe potuta essere una maggioranza favorevole, per citare un esempio molto importante, all'appello di Francesca Albanese, relatrice speciale dell'ONU sulla situazione dei diritti nei territori…
Comunicato stampa dell'Istituto di Ricerca Internazionale per la Pace di Ginevra (GIPRI)

Ginevra, 27 maggio 2024

Il GIPRI, il CJRF (Collettivo dei Giuristi per il Rispetto degli Impegni Internazionali della Francia) e un gruppo di cittadini preoccupati di varie nazioni hanno sottoposto al Pubblico Ministero del Tribunale Penale Internazionale una sintesi legale

«richiedente l'apertura di un'indagine contro Ursula von der Leyen per complicità in crimini di guerra e genocidio contro i civili palestinesi nei territori palestinesi occupati, compresa la Striscia di Gaza.»

https://gipri.ch/wp-content/uploads/2024/05/Press-Release-GIPRI-CJRF-ICC-Ursula-von-der-Leyen.pdf

Può darsi che presto un episodio verificatosi circa un mese fa si ripeterà in una forma meno divertente per la diretta interessata.
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La situazione un anno dopo. https://t.me/Intel_comments/1025060 «Israel will not stop this madness until WE make it stop. Member states must impose sanctions, arms embargo and suspend diplomatic/political relations with Israel till it ceases its assault …
Questo è il commento del nostro (?) ministro degli Esteri su ciò che sta accadendo a Rafah.

Dove una persona normale vede una carneficina, il ministro vede una «trappola mediatica»...

Dovrebbe essere stabilito un limite invalicabile allo scollamento dalla realtà che un esponente del governo può mostrare nelle sue dichiarazioni ufficiali, oltre il quale le dimissioni dovrebbero essere obbligatorie.

Avere un parlamento composto da manichini telecomandati significa, tra le altre cose, che la cosiddetta "opposizione" non chiederà le dimissioni.
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"Signori della guerra"

Masters of War è una canzone di Bob Dylan, su un motivo popolare.

È del 1963, ma esprime un atteggiamento che non ha perso di validità verso ciò che una minoranza di psicopatici può fare del mondo e della vita di tutti.

Chissà se in questi mesi in Italia qualche insegnante di inglese l'ha presentata alla sua classe. Sarebbe stata una buona idea.

https://www.youtube.com/watch?v=eJdyV0NBmUM
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Presidenziali USA. La qualità dei principali candidati è disastrosa. Che gli Stati Uniti non abbiano saputo esprimere niente di meglio come candidati alle presidenziali del 2024 che due personaggi di così bassa statura etica e intellettuale è una prova del…
Due esempi che confermano che la ridicola attesa montata sul ridicolo processo a Trump serve a far ignorare ciò di cui Trump non sarà mai accusato, perché la cupola che controlla la politica statunitense vuole in ogni caso un presidente guerrafondaio:

1) ha dichiarato che, se fosse stato lui il presidente, avrebbe bombardato Mosca e Pechino;

2) ha come collega di partito e probabile vice-presidente, nel caso vincesse, l'ex concorrente alle primarie, Nikki Haley, che ha firmato di suo pugno missili israeliani che sarebbero stati lanciati sui palestinesi scrivendo: «Finish Them!» ("Uccideteli tutti!").
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La politica USA in Europa Jeffrey Sachs, intervistato da Tucker Carlson, spiega come la politica dell'UE sta obbedendo, in maniera autolesionistica, all'agenda egemonica USA.
Perché siamo arrivati a questo punto

La ricostruzione di Jeffrey Sachs, fondata su informazioni di prima mano, mostra oltre ogni ragionevole dubbio l'intenzione imperialistica del governo USA nel provocare in ogni modo possibile la Russia.

La banda dietro la politica estera USA, i cosiddetti neoconservatori, meriterebbe di ricevere il prima possibile un mandato di arresto internazionale.
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10.II Elezioni europee In questo preciso momento storico, al PE ci sarebbe potuta essere una maggioranza favorevole, per citare un esempio molto importante, all'appello di Francesca Albanese, relatrice speciale dell'ONU sulla situazione dei diritti nei territori…
10.III Elezioni europee

Diamo un altro esempio per capire in concreto che cosa significa avere un PE decente e che cosa averne uno indecente (come quello attuale).

I nostri principali media, ma anche quelli di altri paesi dell'UE, come la Francia non si sono certo sperticati a divulgare una delle notizie più importanti della storia recente dell'UE.

Questo va subito sottolineato, perché a troppi sfugge che il malaffare politico non dipende solo dal sistema giuridico in quanto tale (quali sono le leggi), ma anche, e in maniera essenziale, da come si comportano il potere giudiziario (come sono applicate le leggi) e il "quarto potere" (che cosa ne sa l'opinione pubblica).

La notizia è che la signora Ursula von der Leyen (VDL), presidente della Commissione Europea (CE), è attualmente sotto processo penale a Liegi, in Belgio.

Il 17 maggio 2024, qualcuno è riuscito a portarla in tribunale insieme ad Albert Bourla, l'amministratore delegato della transnazionale statunitense Pfizer - o meglio, non loro in persona, ma i loro avvocati.

Chi ha compiuto l'impresa? Un qualche giornalista d'inchiesta? Il governo italiano?

No, un cittadino belga che fa l'intermediario tra Cina e UE, Frédéric Baldan.

Baldan paga le spese legali di questa denuncia di tasca propria e si è costituito parte civile chiedendo 50.000 euro per danni all'immagine dell'UE all'estero. Come parte civile si sono aggiunti un politico francese, Florian Philippot, per oltre 40.000 francesi, e solo due governi: ungherese e polacco.

Baldan aveva cominciato da un anno, denunciando il 5 aprile 2023 VDL per «abuso di potere e di titolo», «distruzione di documenti pubblici», «interesse privato in atti d’ufficio» e «corruzione» - con violazione dei trattati dell'UE.

Tutto ciò in relazione all'acquisto dei vaccini anti-covid-19 condotto da VDL e Bourla per mezzo di "messaggini" mai resi pubblici.

L'udienza è durata un'ora e mezza ed è stata rinviata al 6 dicembre. Un successo contro gli avvocati della difesa, anche se la nuova data è non solo dopo le elezioni europee, ma anche dopo quelle statunitensi (5 novembre).

Questa è la premessa.

Il 13 aprile 2024 l'europarlamentare tedesca Christine Anderson aveva denunciato la corruzione della CE e della VDL sulla questione dell'acquisto dei vaccini anti-covid-19 e chiesto di mettere ai voti la mozione di sfiducia.

Se il PE fosse stato composto da una maggioranza con un minimo di qualità etica, questa sarebbe potuta essere la fine della peggiore CE della storia - e, si poteva sperare, anche del peggiore presidente del PE, la maltese Roberta Metsola, che ha tolto la parola alla Anderson, prima di mettere frettolosamente ai voti la mozione.

Invece la mozione è stata respinta.

È chiaro che anche il corso dell'azione giudiziaria belga - e forse la storia d'Europa - sarebbe potuto andare piuttosto diversamente se la VDL fosse stata costretta a dare le dimissioni, non per un dettaglio procedurale, ma sotto il peso di gravissime accuse.

Meglio ancora se ciò fosse accaduto due anni fa.

Avrebbe potuto.

Il 17 ottobre 2022 l'eurodeputato rumeno Christian Tehres aveva, per la stessa questione dell'acquisto dei "vaccini" anti-covid-19, chiesto in PE le dimissioni «immediate e senza condizioni» della VDL.

Ma senza ottenerle.

Questo esempio spiega anche un concetto molto semplice: finché rimaniamo nell'UE, non basta guardare da un'altra parte per non subirne le conseguenze.

È quindi estremamente importante riuscire a mettere nel PE (come anche nei parlamenti nazionali!) centinaia, e non qualche decina, di eurodeputati come la Anderson, Michèle Rivasi, Marcel de Graaff, Cristian Tehres, Francesca Donato, Virginie Joron, Kathleen Van Brempt, Mislav Kolakusic, Robert Roos ecc.

Spingere al non voto perpetua invece la permanenza nelle istituzioni europee di una massa di opportunisti e parassiti che i principali partiti sono più che contenti di inserire nelle proprie liste, e che hanno contribuito in maniera essenziale alla crisi mondiale che si sta a gran passi avvicinando a una catastrofe.
[continua]
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