Scienza e Democrazia
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Il mandante al Consiglio di Sicurezza sulla Palestina.

Il genocidio dei palestinesi ha un evidente esecutore materiale: Israele, con i decisivi aiuti finanziari e militari di altri paesi, compresa l'Italia (al terzo posto).

Ma chi è il mandante (oltre che il principale fornitore di armi a Israele)?

Una scorsa alle 6 risoluzioni al Consiglio di Sicurezza dell'ONU dall'ottobre 2023 al settembre 2025 dà una risposta univoca.

1) 18 ottobre 2023.
Risoluzione
Pausa umanitaria, protezione dei civili, accesso degli aiuti
Votazione
12 a favore, 1 contro, 2 astenuti

2) 8 dicembre 2023
Risoluzione
Immediata tregua umanitaria, rilascio dei prigionieri, accesso degli aiuti
Votazione
13 a favore, 1 contro, 1 astenuto

3) 20 febbraio 2024
Risoluzione

Immediata tregua umanitaria, rispetto del diritto internazionale
Votazione
13 a favore, 1 contro, 1 astenuto

4) 10 aprile 2024
Risoluzione
Immediata tregua durante il Ramadan, rilascio dei prigionieri
Votazione
14 a favore, 1 contro, 0 astenuti

5) 14 giugno 2025
Risoluzione
Tregua permanente, accesso degli aiuti umanitari, liberazione dei prigionieri
Votazione
14 a favore, 1 contro, 0 astenuti.

6) 18 settembre 2025
Risoluzione
Tregua immediata, incondizionata, permanente; rilascio dei prigionieri; eliminazione delle restrizioni sugli aiuti.
Votazione
14 a favore, 1 contro, 0 astenuti.

In tutti e 6 i casi c'è stato un solo voto contrario.

Sono gli Stati Uniti, che hanno sistematicamente opposto il loro diritto di veto (la iattura dell'ONU, senza l'abolizione del quale l'ONU resterà una beffa per il diritto internazionale), annullando così tutte le risoluzioni.

E l'hanno fatto per due anni, nonostante il crescente, atroce deterioramento della situazione umanitaria a Gaza.

Non solo gli USA, ma tutti gli Stati che hanno modellato la loro politica internazionale sull'esempio degli USA (come l'Italia) vanno annoverati tra gli stati canaglia di questo primo quarto di secolo.
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Il viaggio della Global Sumud Flotilla.
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Le forze... del disordine a Venezia usano gli idranti contro i manifestanti anti-genocidio.
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Il viaggio della Global Sumud Flotilla.
Situazione critica a Gaza City.

La dottoressa Nagham Abu Hamila alla Global Sumud Flotilla:

«Messaggio urgente da Gaza. I carrarmati dell'IOF [Israel Occupation Forces] sono ora vicini all'università islamica, proprio al cuore di Gaza City. Migliaia di civili sono ancora lì intrappolati. La situazione è critica; la gente sta esaurendo sicurezza, riparo, e tempo. Siamo già stati trasferiti, ma tanti restano in pericolo. Il mondo deve agire adesso. Per favore non tacete; alzate la voce, condividete questo messaggio, ed esigete un immediato arresto di questa violenza.»
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Che cosa è successo nella manifestazione di Milano?

E perché non è successo in altre città? Questa è la versione dell'ANSA:

«Mentre a Torino e a Napoli i manifestanti sono riusciti ad arrivare sui binari, in Centrale [a Milano] le forze dell'ordine hanno chiuso tutti i varchi dello scalo respingendo la parte del corteo che voleva entrare. In mezzo a passeggeri spaventati che non sapevano più dove andare, la frangia dura del corteo è stata respinta a manganellate fino al porticato d'ingresso dove sono iniziate le devastazioni. Vetrate rotte e lanci di oggetti verso le forze dell'ordine che hanno risposto con lacrimogeni.»

Perché a Milano qualcuno aveva deciso la "linea dura" contro i manifestanti? Perché non si è deciso di fare come a Napoli e a Torino?

I nonviolenti sono contro la violenza, per definizione, ma l'attuale governo non è nulla di ciò: appoggia da anni la violenza armata in Ucraina e in Palestina fornendo armi e in mille altri modi, è rimasto impassibile davanti al genocidio dei palestinesi, approva il riarmo europeo, rafforza i poteri dei servizi segreti - e violenta quotidianamente la cittadinanza negandole ascolto, esautorando il parlamento, e spargendo a piene mani disinformazione nelle reti televisive.

In breve, ognuna delle principali scelte del governo italiano da tre anni è stata una provocazione contro chi si riconosce nella Costituzione ed è impotente a impedirne il ripetuto, sistematico tradimento.

Le "forze dell'ordine" non dovrebbero fraintendere il loro compito. Sono cittadini anche loro, e come tali vanno rispettati. Ma dovrebbero sempre ricordare che a loro spetta difendere la Costituzione, non fare i pretoriani del governo.
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Il viaggio della Global Sumud Flotilla.
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No, Macron qui non ci siamo.

Hai commesso un grave errore.

Infatti, al contrario che nel caso di M.me Macron, in cui «prove scientifiche» atte a stabilire che si tratti di una donna sono state promesse ma non ancora esibite, nel caso del genocidio di Gaza le prove giuridiche esistono: si è infatti pronunciata la Commissione di Inchiesta dell'ONU, e prima ancora la relatrice speciale ONU sui Territori Occupati della Palestina, e anche vari specialisti, comprese alcune delle massime autorità accademiche sull'argomento.

Questa tua esitazione conferma i dubbi dei molti che nel tuo paese ritengono che non sei adatto ad occupare la tua carica istituzionale. Pensaci.
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Il viaggio della Global Sumud Flotilla.
«Israele aumenta gli attacchi pericolosi contro la Global Sumud Flotilla, giorni prima del suo arrivo a Gaza.

23 settembre 2025

Esplosioni, pesanti sciami di droni, e segnali che intasano le comunicazioni pretesto per un possibile attacco israeliano a più di 500 volontari civili.


Globale - Nei giorni finali prima di raggiungere Gaza, la Global Sumud Flotilla (GSF) sta assistendo in maniera allarmante a un pericoloso salto di qualità, con diverse navi che riportano esplosioni mirate e oggetti non identificati fatti cadere su o intorno alle navi, causanti danno significativo e diffusa ostruzione alle comunicazioni.

Ciò arriva al culmine di una intensa campagna di intimidazione e disinformazione, avente lo scopo di screditare e mettere in pericolo più di 500 civili disarmati a bordo della Flotilla che stanno tentando di consegnare cibo e rifornimenti medici a Gaza per aiutare a porre termine all'illegale blocco di Israele.»