Scienza e Democrazia
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TV dei cittadini?

Secondo Byoblu

«La Presidente [Meloni] rivendica il nuovo corso dell'Italia e la ritrovata autorevolezza del nostro Paese. E in effetti a Meloni va riconosciuta la capacità di saper dialogare con molti dei leader mondiali.»

Esempi?

«non solo Trump, ma anche il primo ministro indiano Narendra Modi o il premier albanese Edi Rama.»

Meloni ha saputo dialogare con Trump? Con quali risultati? I dazi degli USA all'Italia non dovevano essere azzerati invece di stare al 10%?

E con Narendra Modi? Ah, già: faranno acquisti dalla nostra industria delle armi.

Lasciamo poi perdere il pasticciaccio brutto del protocollo Albania…

E l'appoggio irrazionale e criminale al regime di Kiev lo chiamiamo "dialogo"?

E la complicità con il genocidio di Gaza?...

«La stessa forte condanna riservata a Putin, non riguarda invece Israele, che nelle parole di Meloni ha diritto a vendicare il 7 ottobre.

La misura però è un tantino colma, soprattutto dopo l’ennesimo attacco a ospedali, giornalisti e persino comunità cristiane.»


Un tantino, eh...

"Saper dialogare con molti dei leader mondiali" non vuol dire andarci a cena o farsi riprendere dalle telecamere durante cerimonie ufficiali.

Vuol dire riuscire a far valere gli interessi del proprio paese contro le pressioni che spingono per indirizzarlo su strade controproducenti in materia economica, energetica e geopolitica.

Vuol dire difendere i principî della Costituzione italiana anche nella propria politica estera.

Niente dell'azione del governo Meloni si avvicina nemmeno remotamente alla soddisfazione di questi requisiti.

A proposito:

«Al Meeting [di Rimini] la Meloni cristiana e conservatrice gioca in casa.»

In attesa del trasferimento definitivo nelle Malebolge.
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sul bando iupals.pdf
E la situazione del bando IUPALS per gli studenti palestinesi è ancora questa.

Francesca Albanese, Catania, 8 agosto.
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Scienza e Democrazia
«Senza menzionare Israele»...
Il papa lo sa?

Sulla scelta della comunità cristiana di Gaza:

«Le chiese di Gaza hanno deciso di non evacuare i propri edifici a Gaza City. I cristiani stanno scegliendo di rimanere, anche se ciò significa rischiare le loro vite, piuttosto che lasciare le loro chiese.»

La risposta di un gruppo sionista USA, il Jewish Policy Center:

«Importante da capire. Se i cristiani di Gaza credono che Israele non porterà la guerra a Gaza City, si sbagliano. Loro si sono installati in un campo di battaglia. Sono parte della battaglia. Se sono in cerca del martirio, bene...
»
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Quello che fa l'UE a proposito del conflitto russo-ucraino non è una diplomazia sbagliata.

Non è «nemmeno remotamente diplomazia».

Sono capi di stato e di governo che non si confrontano con la Russia, ma aspettano le direttive di Washington, e intanto agiscono disonestamente con gli ucraini e i loro popoli.

Per non dire della NATO, che esacerba la crisi con promesse false di ammissione al regime di Kiev.

Jeffrey Sachs fa il punto con la solita lucidità.
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Sarebbe bello se questa intervista l'avesse fatta un giornalista italiano...

...ma in Italia interviste così non se ne sentono, ragione per cui la proponiamo come modello per gli aspiranti o sedicenti giornalisti che non sanno nemmeno che cos'è una vera intervista.
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Consigli per i regali di Natale ai bambini...

...da parte della Commissione Europea.
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Sempre più violenta la repressione in Germania contro i manifestanti anti-genocidio. Il regresso nei diritti civili in Europa ricorda epoche che si credevano ormai messe alle spalle per sempre.
Il commento di Francesca Albanese.

«Come italiana, come europea, ricordo ai miei amici tedeschi: voi avete prodotto il nazismo, come noi italiani e gli spagnoli abbiamo prodotto il fascismo. Ha già ridotto in rovine l'Europa una volta. Voi siete responsabili di ciò che accade nel vostro paese. TRATTENETE LA VOSTRA POLIZIA. La situazione sta andando rapidamente fuori controllo.»
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Una lezione importante su certi "intellettuali" del grande autore...

...del fondamentale Las venas abiertas de América Latina (tradotto in italiano e molte altre lingue: viene consigliato nelle scuole, come dovrebbe, sia per il contenuto che per la forma?... ).
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L'aggressore e l'aggredito: come dovrebbe funzionare la regola.

Ecco come è stata applicata, correttamente, nel caso del tafferuglio sorto alla fine della partita di calcio Under-14 tra le squadre Volpiano Pianese - Carmagnola, vinta da quest'ultima.

«Il portiere del Volpiano è stato squalificato fino al 4 settembre 2026, perché, a fine gara, "assumeva una condotta violenta ed antisportiva innescando una rissa e colpendo con manate e pugni il fianco e la schiena di un giocatore avversario [del Carmagnola], steso sul terreno di gioco. Condotta, questa, che dava adito a un ulteriore atto di violenza posto in essere da soggetto non presente in distinta, che entrava arbitrariamente ed indebitamente sul terreno di gioco".»

Quindi si indica il portiere del Volpiano come l'aggressore, anche per aver innescato l'intervento (abnorme) del padre del ragazzo colpito dal suddetto portiere mentre era a terra.

Ma questo discolpa il ragazzo del Carmagnola, cioè l'aggredito? Evidentemente no:

«Stessa sanzione per l'avversario del Carmagnola, che "assumeva una condotta violenta ed antisportiva prendendo parte attiva alla rissa innescata dall'avversario, colpendo a sua volta, con un pugno la nuca di un giocatore della squadra antagonista. Tale comportamento aumentava l'animosità dei presenti sul terreno di gioco, favorendo l'ingresso in campo di persona non presente in distinta".»

In altre parole: la proporzionalità della reazione è essenziale per la definizione delle responsabilità in uno scontro.

Considerare la distinzione aggressore/aggredito come sufficiente a tale definizione è un regresso alla barbarie e all'idiozia.

Domanda: come mai questo concetto, comprensibile a semplici giudici sportivi, sembra invece aver superato le capacità delle cancellerie europee e di quasi tutto il giornalismo "occidentale" quando si è trattato di prendere posizione sul genocidio attuato da Israele?
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Che cosa è successo alla nave della Freedom Flotilla.
La nuova spedizione della Global Sumud Flotilla è cominciata.

Nonostante le critiche e gli inevitabili uccelli del malaugurio, una parte delle navi della Freedom Flotilla Coalition è partita per Tunisi. È una grande impresa di solidarietà, e il fatto che possano esservisi inseriti personaggi aspiranti a un'effimera notorietà (... al costo, comunque, di grandi rischi) non ne altererebbe il valore.

Tra le critiche a questa iniziativa le più frequenti sono di due tipi:

1) "Ma il denaro che è stato necessario per allestire la flotta che dovrebbe portare un carico di viveri a Gaza, non avrebbe potuto essere meglio investito mandando direttamente denaro agli abitanti di Gaza?".

L'idea dietro a questo brillante suggerimento sarebbe che i gazawi potrebbero nutrirsi direttamente del proprio conto Paypal (o simile) che vedrebbero crescere, grazie a donazioni internazionali, sui propri telefonini...

Ora, a parte che probabilmente non tutte le famiglie di Gaza hanno un cellulare e un conto Paypal (persone "strane" così esistono anche tra noi...), il punto è che se, come tutti dovrebbero sapere, l'esercito israeliano (IDF) impedisce che entrino aiuti alimentari a Gaza, come potrebbero i gazawi comprare con la propria moneta - molta o poca, concreta o digitale - roba da mangiare? E se non mangiano, che se ne farebbero in questo preciso momento delle donazioni pecuniarie?

2) "Il carico di viveri non arriverà mai a Gaza, perché, come ha fatto altre volte, l'IDF intercetterà il convoglio navale e, oltre ad arrestare l'equipaggio, sequestrerà tutto il carico".

Chi fa questa critica o si rende contro che una tale azione di Israele sarebbe una nuova violazione del diritto internazionale, oppure non lo sa.

Nel primo caso, l'unico da considerare, il critico evidentemente ritiene che lo scandalo internazionale - stavolta di grandi proporzioni anche quantitative, dato il numero delle navi - non susciterebbe, nemmeno stavolta, pesanti sanzioni a Israele, se non anche un intervento di polizia internazionale a tutela della libera navigazione di tutti in acque che non sono sottoposte a giurisdizione israeliana.

Sì, può darsi che la mafia sionista tenga sotto ricatto gran parte dei governi "occidentali", ma questi potrebbero temere che l'indignazione dei cittadini si allarghi a macchia d'olio fino a sgretolare la loro già fragile base di consenso e farli (finalmente) crollare.

In altre parole, può anche darsi che preoccupazioni di autoconservazione di classi dirigenti corrotte farebbero della nuova impresa della Freedom Flotilla Coalition qualcosa di più che un atto simbolico.
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