Scienza e Democrazia
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Che cos'è il cambiamento climatico?

In un documento pubblicato il 25 luglio 2025 dalla Corte Internazionale dell'Aja, in risposta a due quesiti sull'obbligo degli Stati ad applicare condotte atte a diminuire l'impatto dell'attività umana sul clima (la risposta è sì, e se fosse provato il nesso causale, anche il risarcimento dei danni eventualmente provocati ad altri Stati), si trova il seguente cruciale passo definitorio (p. 35):

«76. Secondo l'IPCC, il cambiamento climatico si riferisce a

"[un] cambiamento nello stato del clima che . . . possa essere dovuto a processi naturali interni, o ad accentuazioni esterne come modulazioni dei cicli solari, eruzioni vulcaniche e cambiamenti antropogenici nella composizione dell'atmosfera o nell'uso del suolo" (IPCC 2023 Glossary, p. 122).

Per gli scopi di quest Parere, la Corte nota che questa definizione è coerente [consistent] con quella dell'Articolo 1, paragrafo 2, di UNFCCC, che caratterizza il cambiamento climatico come

“un cambiamento del clima che è attribuito direttamente o indirettamente all'attività umana che altera la composizione dell'atmosfera globale e che si aggiunge alla naturale variabilità del clima osservata su periodi di tempo confrontabili

Esercizio: sono definizioni coerenti?

Dopo aver risposto, vale la pena sentire questa sintesi del prof. John Christy.
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«Caldo record, a Roma sfiorati i 42 gradi:...

...non era mai successo».

Ma era l'estate del 1967.

Nell'Italia del «boom economico» anche le presunte "catastrofi climatiche" venivano prese con umorismo.

Questa era la situazione a Roma nel 1959.
🤣2
I casi sono due.

O Zelensky è impazzito e non capisce che la sceneggiatura prevede la sua uscita di scena.

Oppure la sceneggiatura continua a utilizzare il personaggio "presidente Zelensky" per permettere alla dirigenza USA di dare l'impressione di fare i massimi sforzi per la pace, pur continuando a fomentare il conflitto con la Russia e giustificare così gli enormi investimenti che la banda dei comprimari UE ha programmato per l'acquisto di armi (...da chi? ovviamente dagli USA, e il cerchio si chiude).

Ognuno capisce che qualsiasi accordo di pace USA-Russia non può non includere la cessazione dei rifornimenti di armi combinati con tecnologia satellitare (Starlink) all'Ucraina da parte degli USA, sia direttamente sia indirettamente, e in particolare l'esclusione dell'Ucraina dalla NATO.

Se quella di Zelensky non fosse la recita di un (ignobile) attore, ed egli volesse invece assicurare realmente al suo paese una pace duratura, avrebbe una strada maestra aperta.

Che non è quella di richiedere il "cessate il fuoco" , cosa che si fa solo

1) come conseguenza della dichiarazione di resa (che finora non c'è stata),

oppure

2) se si propone una pausa alle ostilità (per esempio per lo scambio di prigionieri), in vista della loro continuazione.

La strada maestra sarebbe invece:

dichiarare la resa, indire nuove elezioni come ultimo atto istituzionale, per poi dimettersi e andare in esilio.

Anche i nostri giornalisti dovrebbero essere in grado di capirlo e comunicarlo al loro pubblico, invece di alimentare la confusione.
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Ma intanto il segretario di stato USA Marco Rubio continua...

...il suo fanatico appoggio al governo israeliano, arrivando a negare i permessi di espatrio per ragioni di salute ai bambini palestinesi - perché questi arriverebbero accompagnati da adulti (i familiari), e questi potrebbero avere «forti legami» con Hamas...

Durante tutta la tragicommedia sulla pace ucraina (intitolata: «President Zelenskyy») nemmeno una parola su come far cessare il genocidio di Gaza.

Anzi, la tragicommedia sembra proprio allestita come manovra di distrazione globale.
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Per sapere che a Milano sono in corso manifestazioni anti-genocidio...

...e nonostante tutti i giornali e canali con principale sede a Milano, bisogna guardare la televisione iraniana!
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Senza la connivenza dei professionisti dei media...

...il personaggio Giorgia Meloni non sarebbe durato un mese.

Eppure non le basta, e cerca di evitare - come ha detto in un fuorionda a Washington - anche di rispondere alle domande sensate di quei rari giornalisti che cercano di fargliene.

Probabilmente non si è resa nemmeno conto che, per una volta, diceva la verità, presa com'era dall'abituale impulso alla piaggeria davanti al potente di turno.

Il sindacato dei giornalisti ha così commentato:

«"Che la presidente del Consiglio non ami i giornalisti e le domande [...] è cosa nota. Negli anni [...] ha sostituito le conferenze stampa con lunghi monologhi online, senza contraddittorio, senza domande. Propaganda, non informazione".»

Quanti italiani avevano mai sentito dare in televisione questa importante informazione?
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Chi rappresentava la delegazione dell'UE a Washington?

A commento di una lista di percentuali di disapprovazione:

«Zelensky - il suo mandato elettorale è scaduto l'anno scorso.

Macron - primo nella lista dei politici impopolari a livello globale con un impressionante 75% di francesi che lo disapprovano

Starmer - 3ª nella lista sopra dei politici impopolari. Il 65% lo disapprova.

Merz - 7ª nella lista con un tasso di disapprovazione del 58%

Meloni - 12ª nella lista, solo [sic!] il 53% degli italiani la disapprova come PM

Von der Leyen - non eletta

Rutte - un PM fallito che ha passato tutto il suo tempo come Segretario Generale della NATO a compiacere Trump

Stubb - un eccellente golfista.»
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«Abbiamo bisogno di costruttori di pace».

Vero: ci mancano.

Infatti la pace si costruisce anche emanando sanzioni, tutelando gli organismi della legalità internazionale, sospendendo accordi economici e cessando l'invio di armi ai paesi che violano il diritto internazionale.

E, tra questi, soprattutto a quelli che apertamente disprezzano, su basi razziste colonialiste (pseudo)religiose, il fondamento del diritto internazionale, che sono i diritti umani.

Purtroppo l'attuale consiglio dei Ministri italiano manca di costruttori di pace, e non abbiamo finora sentito un solo monito levarsi dal Quirinale che denunciasse con la necessaria severità questa scandalosa violazione continuata dell'art. 11 della Costituzione.
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In un paese normale basterebbe questo particolare per esigere le immediate dimissioni...

...del ministro dei Trasporti Matteo Salvini (se non avesse scheletri - non nell'armadio, ma in piena vista - ancora peggiori), che sta rinfocolando il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, dopo che nel 2016 aveva detto:

«“Non vorrei spendere qualche miliardo di euro per un ponte in mezzo al mare, quando in Sicilia e Calabria ci sono ancora ferrovie a binario unico e treni a gasolio”.
»

E per garantire la qualità dell'opera, ha pure assegnato il compito di coordinarla all'ex presidente dell'ANAS, famoso per il primato di un ponte crollato il quinto giorno dopo quello dell'inaugurazione.

Dov'è accaduto? Per buon augurio, anche questo ponte era in Sicilia.
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La crisi ucraina dalla propaganda alla storia.

I fatti essenziali all'origine dell'Operazione Militare Speciale russa nell'analisi di un ex ministro USA nell'amministrazione Reagan.

E no, la Russia non ha invaso l'Ucraina, se prendiamo sul serio il diritto all'autodeterminazione dei popoli.
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