A qualche modello bisognerà pur rifarsi...
Giorgia Meloni continua a raccontare che a ispirarla a prendere la strada della politica fu l'uccisione del giudice Paolo Borsellino.
È stato spiegato come diverse decisioni del governo Meloni siano agli antipodi della visione di Borsellino dei rapporti tra politica e potere giudiziario, per non dire della depenalizzazione dell'abuso d'ufficio e del traffico di influenze - che sono i fondamentali della corruzione nella pubblica amministrazione.
Ma il punto più importante è un altro.
Se dici che il tuo modello è un martire della giustizia, stai suggerendo che, come lui, saresti disposto a rischiare la vita pur di rimanere fedele alla Costituzione, quali che fossero le minacce e l'ostilità delle varie mafie, nazionali e internazionali, che le tue prese di posizione scatenerebbero.
Ci sono, in questo momento, persone così. Per esempio il primo ministro slovacco Robert Fico. Oppure, ultimamente, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. Oppure, e per di più senza una carica politica, la relatrice speciale ONU Francesca Albanese.
All'altra estremità dello spettro del coraggio civile sarebbe invece difficile trovare qualcuno più fiacco, ambiguo, amorale, succubo di poteri stranieri di Giorgia Meloni.
"E Tajani, allora?", dirà qualcuno. Sì, è una bella gara.
Proponiamo che ogni volta che Meloni citerà Paolo Borsellino come proprio ispiratore ciò debba considerarsi un oltraggio alla memoria di questo eroico giudice.
Giorgia Meloni continua a raccontare che a ispirarla a prendere la strada della politica fu l'uccisione del giudice Paolo Borsellino.
È stato spiegato come diverse decisioni del governo Meloni siano agli antipodi della visione di Borsellino dei rapporti tra politica e potere giudiziario, per non dire della depenalizzazione dell'abuso d'ufficio e del traffico di influenze - che sono i fondamentali della corruzione nella pubblica amministrazione.
Ma il punto più importante è un altro.
Se dici che il tuo modello è un martire della giustizia, stai suggerendo che, come lui, saresti disposto a rischiare la vita pur di rimanere fedele alla Costituzione, quali che fossero le minacce e l'ostilità delle varie mafie, nazionali e internazionali, che le tue prese di posizione scatenerebbero.
Ci sono, in questo momento, persone così. Per esempio il primo ministro slovacco Robert Fico. Oppure, ultimamente, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. Oppure, e per di più senza una carica politica, la relatrice speciale ONU Francesca Albanese.
All'altra estremità dello spettro del coraggio civile sarebbe invece difficile trovare qualcuno più fiacco, ambiguo, amorale, succubo di poteri stranieri di Giorgia Meloni.
"E Tajani, allora?", dirà qualcuno. Sì, è una bella gara.
Proponiamo che ogni volta che Meloni citerà Paolo Borsellino come proprio ispiratore ciò debba considerarsi un oltraggio alla memoria di questo eroico giudice.
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Tutti i fatti
La Meloni rivela: ispirata ad entrare in politica all'indomani della strage di via D'Amelio
❕A rivelarlo, la stessa premier Giorgia Meloni, direttamente dalla cerimonia in memoria di Paolo Borsellino:
"Ho raccontato molte volte di aver cominciato il mio…
❕A rivelarlo, la stessa premier Giorgia Meloni, direttamente dalla cerimonia in memoria di Paolo Borsellino:
"Ho raccontato molte volte di aver cominciato il mio…
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Scoperto un nuovo Vangelo apocrifo: dall'infallibilità papale...
...all'infallibilità presidenziale.
Il Vangelo secondo Nordio:
« "l’Ufficio del Massimario [si è espresso contro il Decreto Sicurezza] con un intervento che ritengo irriverente, improprio e imprudente". Irriverente verso Sergio Mattarella, secondo Nordio, "perché contiene critiche radicali sul decreto sicurezza, sia sulla sua necessità ed urgenza, sia sui suoi contenuti, ritenuti manifestamente incostituzionali.
Se così fosse, Il Presidente sarebbe stato il primo a rilevarli, e invece non l’ha fatto".»
Effettivamente, il presidente della Repubblica è stato sempre così intransigente verso minime deviazioni dal dettato costituzionale che sarebbe incredibile che proprio di fronte al Decreto Sicurezza i suoi usuali acume e severità fossero venuti meno...
...all'infallibilità presidenziale.
Il Vangelo secondo Nordio:
« "l’Ufficio del Massimario [si è espresso contro il Decreto Sicurezza] con un intervento che ritengo irriverente, improprio e imprudente". Irriverente verso Sergio Mattarella, secondo Nordio, "perché contiene critiche radicali sul decreto sicurezza, sia sulla sua necessità ed urgenza, sia sui suoi contenuti, ritenuti manifestamente incostituzionali.
Se così fosse, Il Presidente sarebbe stato il primo a rilevarli, e invece non l’ha fatto".»
Effettivamente, il presidente della Repubblica è stato sempre così intransigente verso minime deviazioni dal dettato costituzionale che sarebbe incredibile che proprio di fronte al Decreto Sicurezza i suoi usuali acume e severità fossero venuti meno...
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Q Tv official 3.0 - Qui radio londra Tv NEWS h24
🟥CARLO NORDIO ACCUSA LA CASSAZIONE DI OFFENDERE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER VIA DELLE OBIEZIONI MOSSE AL DL SICUREZZA PROMOSSO DA MELONI
Il tribunale, spiega il ministro della Giustizia Nordio, ".... si è pronunciato l’Ufficio del Massimario con…
Il tribunale, spiega il ministro della Giustizia Nordio, ".... si è pronunciato l’Ufficio del Massimario con…
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Che cosa fa il governo a guida FdI contro il declino demografico dei piccoli centri e località montane?
Lo asseconda e pianifica, naturalmente.
Aa p.45 del nuovo Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027 (PSNAI) si legge, alla voce "Obiettivo 4: Accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile”:
«Queste aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma nemmeno essere abbandonate a se stesse. Hanno bisogno di un piano mirato che le accompagni in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento.»
In altre parole: la linea del governo è il suicidio assistito di centinaia di piccoli centri montani, collinari e rurali.
Lo asseconda e pianifica, naturalmente.
Aa p.45 del nuovo Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027 (PSNAI) si legge, alla voce "Obiettivo 4: Accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile”:
«Queste aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma nemmeno essere abbandonate a se stesse. Hanno bisogno di un piano mirato che le accompagni in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento.»
In altre parole: la linea del governo è il suicidio assistito di centinaia di piccoli centri montani, collinari e rurali.
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Sara Cunial
https://telegra.ph/Aree-interne-addio-il-governo-Declino-ormai-irreversibile-07-01
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Scienza e Democrazia
Il paradosso è che a protestare contro l'estrema concentrazione della ricchezza mondiale... ...nelle tasche di pochissime persone, e il fatto evidente che una tale concentrazione ha svuotato di significato le nostre "democrazie", non sono i sedicenti partiti…
Sempre peggio con la concentrazione della ricchezza mondiale.
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Clara Statello - Canale Ufficiale
Avete problemi ad arrivare alla fine del mese? Siete stanchi di stringere la cinghia?
Io una soluzione l'avrei....🚩
Segui 👉🏼 @ClaraStatello
Io una soluzione l'avrei....🚩
Segui 👉🏼 @ClaraStatello
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Per il compleanno di Julian Assange.
Questo è ciò che diceva nel 2011. Il commento dice giustamente che vale perfettamente anche oggi, applicandolo alla strategia USA e UE e scambiando l'Afghanistan con l'Ucraina:
«Lo scopo non è soggiogare completamente l'Afghanistan.
Lo scopo è usare l'Afghanistan per spremere denaro dal gettito fiscale degli USA e dal gettito fiscale dei paesi europei attraverso l'Afghanistan e metterlo nelle mani dell'élite transnazionale della sicurezza.
Questo è lo scopo.
Cioè lo scopo è avere una guerra senza fine, non vincere una guerra.»
Questo è ciò che diceva nel 2011. Il commento dice giustamente che vale perfettamente anche oggi, applicandolo alla strategia USA e UE e scambiando l'Afghanistan con l'Ucraina:
«Lo scopo non è soggiogare completamente l'Afghanistan.
Lo scopo è usare l'Afghanistan per spremere denaro dal gettito fiscale degli USA e dal gettito fiscale dei paesi europei attraverso l'Afghanistan e metterlo nelle mani dell'élite transnazionale della sicurezza.
Questo è lo scopo.
Cioè lo scopo è avere una guerra senza fine, non vincere una guerra.»
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Going Underground
Julian Assange turns 54 today, here he in 2011:
"The goal is to use Afghanistan to wash money out of the tax bases of the US and Europe through Afghanistan and back into the hands of a transnational security elite. The goal is an endless war, not a successful…
"The goal is to use Afghanistan to wash money out of the tax bases of the US and Europe through Afghanistan and back into the hands of a transnational security elite. The goal is an endless war, not a successful…
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Scienza e Democrazia
[continua] Dati i limiti di spazio della nostra trattazione, pensiamo che questo brano possa bastare a spiegare ciò che sarebbe altrimenti inesplicabile in quanto successo a Gaza. Con una tale istruzione religiosa ufficiale, il massacro dei palestinesi…
3. Perché quasi nessuno sa quanto detto sopra?
Se ci si istruisce a partire dai normali canali di informazione di massa, compresi i manuali scolastici di storia e di filosofia, è estremamente improbabile che ci si imbatta mai in una esposizione come quella vista sopra.
Le citazioni sul giudaismo contenute nelle sezioni precedenti sono tratte dal solo libro che, a nostro parere, tutti coloro che siano sinceramente interessati a sapere che cosa sia lo stato di Israele dovrebbero leggere.
È un libro con una storia interessante.
Si intitola Jewish History Jewish Religion - The Weight of Three Thousand Years; la prima edizione è del 1994, e altre tre hanno fatto seguito, nel 1997, e (postume) nel 2002 e nel 2008.
L'autore era un professore emerito di chimica organica, israeliano, nato a Varsavia nel 1933 e sopravvissuto al campo di concentramento nazista di Bergen-Belsen, dove fu detenuto per quasi due anni.
Si chiamava Israel Shahak. È morto nel 2001.
Queste credenziali avrebbero dovuto evitargli qualsiasi rischio di etichettatura come "antisemita"- ma ovviamente ciò non è avvenuto. I calunniatori hanno però trovato pane per i loro denti, perché a ogni critica di merito ha risposto confutandola.
Le quattro edizioni del libro sono apparse con le prefazioni elogiative di, rispettivamente, Gore Vidal, Edward Said, Norton Mezvinsky, Ilan Pappe.
Non conosciamo nessun altro libro del genere che possa fregiarsi di tali apprezzamenti da parte di autori così prestigiosi.
Il libro è breve (124 pagine, a parte prefazioni e note), è scritto in un inglese elegante, in maniera precisa, ed è basato sulla conoscenza diretta dei testi. Tutti gli interessati alla storia contemporanea dovrebbero procurarselo (è disponibile gratuitamente in inglese in formato pdf), e studiarlo.
Viceversa, se qualcuno parla di Israele senza conoscere, o fingendo di non conoscere, il contenuto di questo libro (che abbiamo in una parte essenziale riassunto) non può essere preso sul serio, quali che siano i titoli che vanta.
In Italia questo libro è stato pubblicato da una piccola casa editrice cattolica.
La domanda che sorge spontanea è: possibile che nessuna delle grandi case editrici italiane (Einaudi, Laterza, Feltrinelli, Mondadori, Mulino, Rizzoli, Garzanti, Bompiani, Adelphi ecc.) in trent'anni non abbiano avuto alcun collaboratore che si fosse accorto di questo saggio, e ne avesse raccomandato la traduzione in italiano?
Non sarebbe bastato anche al più distratto dei consulenti editoriali notare la singolare presenza, tra i prefatori, di intellettuali di rilievo internazionale?
Questo ci porterebbe a un lungo discorso su qual è il ruolo dell'editoria e quale dovrebbe essere. Ci limitiamo a sottolineare che Shahak ha cose importanti da dire anche sulla reticenza delle "pagine ebraiche" di autori invece largamente presenti nei cataloghi italiani, come Hannah Arendt, Gerschom Scholem, Martin Buber.
Per sottolineare la straordinaria attualità del testo di Shahak terminiamo con un'altra citazione:
«Il principale pericolo che Israele, in quanto "stato ebraico", pone al suo stesso popolo, ad altri ebrei e ai suoi vicini, è il suo perseguimento, ideologicamente motivato, di espansione territoriale e l'inevitabile serie di guerre che risultano da questo scopo.
Più Israele diventa ebraico, o, come si dice in ebraico, più "ritorna al giudaismo" (un processo che è stato in corso da almeno il 1967), più le sue effettive politiche sono guidate da considerazioni ideologiche ebraiche e meno da considerazioni razionali. [...]
Le difese ideologiche delle politiche di Israele sono di solito basate su credenze religiose ebraiche o, nel caso di ebrei secolari, sui "diritti storici" degli ebrei, che derivano da quelle credenze e conservano il carattere dogmatico di una fede religiosa.»
Se ci si istruisce a partire dai normali canali di informazione di massa, compresi i manuali scolastici di storia e di filosofia, è estremamente improbabile che ci si imbatta mai in una esposizione come quella vista sopra.
Le citazioni sul giudaismo contenute nelle sezioni precedenti sono tratte dal solo libro che, a nostro parere, tutti coloro che siano sinceramente interessati a sapere che cosa sia lo stato di Israele dovrebbero leggere.
È un libro con una storia interessante.
Si intitola Jewish History Jewish Religion - The Weight of Three Thousand Years; la prima edizione è del 1994, e altre tre hanno fatto seguito, nel 1997, e (postume) nel 2002 e nel 2008.
L'autore era un professore emerito di chimica organica, israeliano, nato a Varsavia nel 1933 e sopravvissuto al campo di concentramento nazista di Bergen-Belsen, dove fu detenuto per quasi due anni.
Si chiamava Israel Shahak. È morto nel 2001.
Queste credenziali avrebbero dovuto evitargli qualsiasi rischio di etichettatura come "antisemita"- ma ovviamente ciò non è avvenuto. I calunniatori hanno però trovato pane per i loro denti, perché a ogni critica di merito ha risposto confutandola.
Le quattro edizioni del libro sono apparse con le prefazioni elogiative di, rispettivamente, Gore Vidal, Edward Said, Norton Mezvinsky, Ilan Pappe.
Non conosciamo nessun altro libro del genere che possa fregiarsi di tali apprezzamenti da parte di autori così prestigiosi.
Il libro è breve (124 pagine, a parte prefazioni e note), è scritto in un inglese elegante, in maniera precisa, ed è basato sulla conoscenza diretta dei testi. Tutti gli interessati alla storia contemporanea dovrebbero procurarselo (è disponibile gratuitamente in inglese in formato pdf), e studiarlo.
Viceversa, se qualcuno parla di Israele senza conoscere, o fingendo di non conoscere, il contenuto di questo libro (che abbiamo in una parte essenziale riassunto) non può essere preso sul serio, quali che siano i titoli che vanta.
In Italia questo libro è stato pubblicato da una piccola casa editrice cattolica.
La domanda che sorge spontanea è: possibile che nessuna delle grandi case editrici italiane (Einaudi, Laterza, Feltrinelli, Mondadori, Mulino, Rizzoli, Garzanti, Bompiani, Adelphi ecc.) in trent'anni non abbiano avuto alcun collaboratore che si fosse accorto di questo saggio, e ne avesse raccomandato la traduzione in italiano?
Non sarebbe bastato anche al più distratto dei consulenti editoriali notare la singolare presenza, tra i prefatori, di intellettuali di rilievo internazionale?
Questo ci porterebbe a un lungo discorso su qual è il ruolo dell'editoria e quale dovrebbe essere. Ci limitiamo a sottolineare che Shahak ha cose importanti da dire anche sulla reticenza delle "pagine ebraiche" di autori invece largamente presenti nei cataloghi italiani, come Hannah Arendt, Gerschom Scholem, Martin Buber.
Per sottolineare la straordinaria attualità del testo di Shahak terminiamo con un'altra citazione:
«Il principale pericolo che Israele, in quanto "stato ebraico", pone al suo stesso popolo, ad altri ebrei e ai suoi vicini, è il suo perseguimento, ideologicamente motivato, di espansione territoriale e l'inevitabile serie di guerre che risultano da questo scopo.
Più Israele diventa ebraico, o, come si dice in ebraico, più "ritorna al giudaismo" (un processo che è stato in corso da almeno il 1967), più le sue effettive politiche sono guidate da considerazioni ideologiche ebraiche e meno da considerazioni razionali. [...]
Le difese ideologiche delle politiche di Israele sono di solito basate su credenze religiose ebraiche o, nel caso di ebrei secolari, sui "diritti storici" degli ebrei, che derivano da quelle credenze e conservano il carattere dogmatico di una fede religiosa.»
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Scienza e Democrazia pinned «3. Perché quasi nessuno sa quanto detto sopra? Se ci si istruisce a partire dai normali canali di informazione di massa, compresi i manuali scolastici di storia e di filosofia, è estremamente improbabile che ci si imbatta mai in una esposizione come quella…»
Scienza e Democrazia
C'è una donna che onora l'Italia, ma di cui non si parla? E se sì, come mai? Purtroppo, invece di donne di reale valore, a essere nominate ai vertici della politica, del diritto e dell'economia nazionali e internazionali sono di regola figure moralmente e…
E in Italia continua la censura su Francesca Albanese...
...anche quando parla allo Human Rights Council dell'ONU (trad. ital. qui) sul suo ultimo rapporto e tiene successivamente una conferenza stampa.
...anche quando parla allo Human Rights Council dell'ONU (trad. ital. qui) sul suo ultimo rapporto e tiene successivamente una conferenza stampa.
Telegram
WarZone - News 🇵🇸
In questo momento Francesca Albanese sta parlando all’ONU.
Le televisioni di mezzo mondo stanno trasmettendo le sue parole, ma quelle del nostro Stato — ormai sempre più servile e indegno — no. Nessuna copertura, nessuna menzione. Per una volta che un’italiana…
Le televisioni di mezzo mondo stanno trasmettendo le sue parole, ma quelle del nostro Stato — ormai sempre più servile e indegno — no. Nessuna copertura, nessuna menzione. Per una volta che un’italiana…
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Scienza e Democrazia
Una sintesi dei più recenti atti del governo italiano. Gli italiani, un popolo manipolato e ingannato da una classe dirigente che opera a favore di stati stranieri. E che deve pure leggere risultati di sondaggi che, se rappresentativi, provano soltanto che…
Criminalità politica, ovvero...
...il partito di Giorgia Meloni all'Europarlamento.
Commento. Qualcosa significherà se sia Meloni che Donazzan sono nate politicamente nel Fronte della Gioventù, la federazione giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI).
Almeno dal 1969 il MSI, sotto la segreteria di Giorgio Almirante, assunse opportunisticamente una posizione atlantista e filosionista, poi ereditata da Alleanza Nazionale: «Almirante, intanto, si reca negli USA portando a garanzia della propria legittimità democratica [sic!] una lettera scritta dal Rabbino Capo di Roma, Elio Toaff, [...]»
Probabilmente ben pochi di quelli che hanno votato la «donna, madre e Cristiana» sono consapevoli di questo mefitico retroterra ideologico e politico.
...il partito di Giorgia Meloni all'Europarlamento.
Commento. Qualcosa significherà se sia Meloni che Donazzan sono nate politicamente nel Fronte della Gioventù, la federazione giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI).
Almeno dal 1969 il MSI, sotto la segreteria di Giorgio Almirante, assunse opportunisticamente una posizione atlantista e filosionista, poi ereditata da Alleanza Nazionale: «Almirante, intanto, si reca negli USA portando a garanzia della propria legittimità democratica [sic!] una lettera scritta dal Rabbino Capo di Roma, Elio Toaff, [...]»
Probabilmente ben pochi di quelli che hanno votato la «donna, madre e Cristiana» sono consapevoli di questo mefitico retroterra ideologico e politico.
www.lantidiplomatico.it
"Israele ha il coraggio di fare quello che l'Europa non ha il coraggio di fare". Il discorso shock della deputata di Fratelli d'Italia…
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Scienza e Democrazia
Come il governo "sovranista" affronta... ...il problema demografico in Italia.
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Giuseppe Salamone
Chiedo soprattutto agli elettori della donna, madre e Cristiana: vi ricordate quando all'opposizione Giorgia parlava di invasione pianificata? Vi ricordate del famoso blocco navale? Vi ricordate tutto ciò che diceva sull'immigrazione? Ecco, vi prendeva spudoratamente…
💩3🤬1
Scienza e Democrazia
Aspettiamo un'analoga lettera aperta dai giornalisti RAI.
Ma non solo RAI, ovviamente.
I giornalisti della BBC scrivono:
«Al pubblico viene chiesto di non credere ai propri occhi e alle proprie orecchie. Chiunque abbia un telefono ha visto le riprese provenienti da Gaza e dalla Cisgiordania, eppure BBC News si è impantanata con concetti di “complessità”. Perché abbiamo preso una posizione chiara su Ucraina e Russia quando non riusciamo ad affermare con sicurezza i fatti quando si tratta del popolo palestinese?»
Ecco La7, che sa scegliere i propri ospiti - persone imparziali... e che non credono ai loro occhi, come il direttore del Foglio.
I giornalisti della BBC scrivono:
«Al pubblico viene chiesto di non credere ai propri occhi e alle proprie orecchie. Chiunque abbia un telefono ha visto le riprese provenienti da Gaza e dalla Cisgiordania, eppure BBC News si è impantanata con concetti di “complessità”. Perché abbiamo preso una posizione chiara su Ucraina e Russia quando non riusciamo ad affermare con sicurezza i fatti quando si tratta del popolo palestinese?»
Ecco La7, che sa scegliere i propri ospiti - persone imparziali... e che non credono ai loro occhi, come il direttore del Foglio.
Telegram
WarZone - News 🇵🇸
Come se non bastasse dopo anche tutti video presenti e pubblicati da vari canali, compreso il nostro, Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, ha avuto l'indecenza al solito dei giornalisti italiani, sempre più in balia al soldo:
"Non servono le sanzioni contro…
"Non servono le sanzioni contro…
🤬3
Il 43% dell'oro di proprietà dello stato italiano,...
...pari a 102,5 miliardi di dollari, è depositato presso la Federal Reserve a New York.
Ovviamente il rientro di questa enorme ricchezza di proprietà del popolo italiano non poteva non far parte del programma di un partito sedicente sovranista:
«La posizione di Giorgia Meloni è però molto più ambigua. In passato, prima delle elezioni, aveva invocato il rimpatrio dell’oro come tema sovranista. Oggi, invece, il suo partito appare più cauto. “La posizione geografica dell’oro ha solo un’importanza relativa”, ha spiegato Fabio Rampelli (FdI), sottolineando come le riserve siano “in custodia di uno storico alleato”.»
Chi rimane sorpreso di fronte a questo comportamento potrà trovare materiale utile in questo canale...
Ecco una lettera aperta al governo italiano perché si riporti finalmente in Italia l'oro italiano.
...pari a 102,5 miliardi di dollari, è depositato presso la Federal Reserve a New York.
Ovviamente il rientro di questa enorme ricchezza di proprietà del popolo italiano non poteva non far parte del programma di un partito sedicente sovranista:
«La posizione di Giorgia Meloni è però molto più ambigua. In passato, prima delle elezioni, aveva invocato il rimpatrio dell’oro come tema sovranista. Oggi, invece, il suo partito appare più cauto. “La posizione geografica dell’oro ha solo un’importanza relativa”, ha spiegato Fabio Rampelli (FdI), sottolineando come le riserve siano “in custodia di uno storico alleato”.»
Chi rimane sorpreso di fronte a questo comportamento potrà trovare materiale utile in questo canale...
Ecco una lettera aperta al governo italiano perché si riporti finalmente in Italia l'oro italiano.
The Social Post
L'Italia pensa al rimpatrio dei lingotti custoditi dagli Usa, ma per Meloni c'è un problema
Cosa succede se l’oro non è più al sicuro nemmeno dentro i caveau della Federal Reserve americana? Germania e Italia, insospettite dai venti politici
Scienza e Democrazia
Un facile test di coerenza.
E siccome i simili si attraggono...
...ecco una parte della spiegazione del legame tra USA e Israele (cfr. anche qui).
Un solo errore: chi è che ha finanziato in primo luogo Hamas? No, non è l'Iran, bensì...
...ecco una parte della spiegazione del legame tra USA e Israele (cfr. anche qui).
Un solo errore: chi è che ha finanziato in primo luogo Hamas? No, non è l'Iran, bensì...
Telegram
L'AntiDiplomatico
"Il paese al di sopra di ogni regola"
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🔴 Il mondo chiude gli occhi sul genocidio in Palestina? Entra in t.me/lantidiplomatico per tenerli aperti con noi
---------
🔴 Il mondo chiude gli occhi sul genocidio in Palestina? Entra in t.me/lantidiplomatico per tenerli aperti con noi
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Scienza e Democrazia
«Non toglieremo nemmeno un euro dalle priorità degli italiani».
Invece con l'acquisto di armi ci si deve sbrigare...
Imola Oggi
Spese militari, governo chiede procedure rapide e top secret • Imola Oggi
Niente controllo preventivo di Corte dei Conti e Ragioneria Generale dello Stato, iter preferenziale accelerato in deroga a regole e procedure d'appalto per
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Scienza e Democrazia
Come mai l'amministrazione USA fa gli interessi israeliani più di quelli statunitensi? Alcuni direbbero: ci sono segrete intese, consacrate in riunioni misteriose, con rituali basati su una simbologia antichissima ecc. Ora, senza togliere niente agli appassionati…
La sola spiegazione dei fatti di questa descrizione...
...va ricercata nella robustezza dei meccanismi della corruzione giornalistica e accademica.
...va ricercata nella robustezza dei meccanismi della corruzione giornalistica e accademica.
Telegram
L'AntiDiplomatico
❓ "Alcune delle persone più sofisticate e brillanti diventano degli imbecilli che ripetono a pappagallo il copione israeliano senza alcuna critica, senza alcuna delle facoltà di cui dispongono quando esaminano qualsiasi altra cosa al mondo. Siete disposti…
👍3
Scienza e Democrazia
Aggiornamento...
Scenari Economici
Parigi: Un tuffo nella Senna? Le acque chiuse alla balneazione il giorno dopo l’apertura
La balneazione nella Senna a Parigi è stata interdetta un solo giorno dopo l'apertura delle nuove aree. La pioggia ha compromesso la qualità dell'acqua, mettendo a rischio il sogno olimpico.
😁2🤣1
Scienza e Democrazia
A chi vogliamo chiedere un giudizio psicologico su Ursula von der Leyen? A uno psicologo di cui ci possiamo veramente fidare. (Tra l'altro: se non entri «nel merito del contenuto», come fai a dire che è «condivisibile»?...).
No, Vostro Onore: il signor Crepet è innocente!
«- Paolo Crepet: «sui no vax: “Se c’è chi non vede l’ora di finire intubato, lo dica. Oggi l’idiozia è la pandemia più terrificante”. (18.XI.2021)».
«- Paolo Crepet: «sui no vax: “Se c’è chi non vede l’ora di finire intubato, lo dica. Oggi l’idiozia è la pandemia più terrificante”. (18.XI.2021)».