Scienza e Democrazia
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Una metafora del tempo presente.

Proprio l'insegna di una compagnia di assicurazioni...
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L'Iran è definito come una «teocrazia» a causa della considerazione...

...in cui è tenuta la Guida Suprema, l'ayatollah Khamenei. Ma:

1) il governo iraniano è libero di prendere decisioni in contrasto con il parere di Khamenei;

2) che cosa dovrebbe dire un osservatore imparziale del fatto che il papa cattolico è costantemente citato, in ogni suo pronunciamento su questioni politiche e non, dalle agenzie di stampa e dai telegiornali?

Se si cerca sul canale telegram di ANSA la voce "papa" si trovano 1823 messaggi; se si cerca "Francesca Albanese" : 0 messaggi.

Nonostante il carattere più mirato e limitato delle dichiarazioni della relatrice speciale ONU, ci sembra che questi numeri sollevino dubbi sul carattere non confessionale della Repubblica italiana.

È vero che anche in Italia la "guida suprema" cattolica non è sempre ascoltata, anzi lo è raramente se dice qualcosa che implichi un obbligo morale per un politico sedicente cattolico di effettuare decisioni specifiche.

E che magari lo dica esplicitamente alla vigilia, e non all'indomani, di una tale decisione - aggiungendo, a scanso di equivoci, la minaccia di scomunica.

Non ricordiamo, però, se quest'ultimo tipo di ferma raccomandazione spirituale si sia mai verificato negli ultimi decenni...
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Scienza e Democrazia
Una metafora del tempo presente. Proprio l'insegna di una compagnia di assicurazioni...
Dicono che è stato il caldo...

Per il momento non si accusa ancora il «riscaldamento climatico», ma siamo in attesa.

Correzione. Già ci siamo arrivati. Intervista a un esperto:

«Le norme oggi tengono conto dei cambiamenti climatici?

"Ci danno un’indicazione su quali variazioni termiche dobbiamo inserire nei nostri calcoli, ma potrebbero non essere ancora adeguate alla situazione e alle temperature che viviamo oggi. [...]»
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Scienza e Democrazia
Francesca Albanese: perché continua il genocidio? Perché c'è chi ci guadagna - e molto. Il prossimo rapporto della relatrice speciale ONU sui territori occupati della Palestina.
Pubblicato (30 giugno) il nuovo rapporto di Francesca Albanese...

...sulle industrie e gruppi finanziari complici del genocidio di Gaza.

Dovrebbe essere annunciato, esposto e analizzato sulle prime pagine dei principali media.

Invece l'unico segnale che qualcosa è accaduto al riguardo è la notizia che l'amministrazione Trump ha chiesto il licenziamento da parte dell'ONU dell'autrice, accusandola - inutile dirlo - di «virulent antisemitism».

Un'autorevole raccomandazione di lettura...
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Come mai l'amministrazione USA fa gli interessi israeliani più di quelli statunitensi?

Alcuni direbbero: ci sono segrete intese, consacrate in riunioni misteriose, con rituali basati su una simbologia antichissima ecc.

Ora, senza togliere niente agli appassionati di misteri (del resto i servizi segreti, anche se in inglese ci si ostina a chiamarli intelligence, esistono - e l'infame governo italiano ne ha iperbolicamente esteso i poteri), il livello a cui si può rispondere in maniera chiara e verificabile alla domanda è molto più semplice.

Si tratta di "normale" corruzione politica, perseguita attraverso il cosiddetto "lavoro di lobby", che avviene attraverso la subornazione, il ricatto (cfr. lista Epstein), l'intimidazione e, se non funziona, l'assassinio (cfr. l'omicidio di J.F. Kennedy, adesso sempre più chiaramente collegato alla ferma opposizione di Kennedy al programma nucleare israeliano ; cfr. minuti 10-14.15 di questa intervista).

I dettagli magari emergono dopo decenni, e anche di più.

Se
emergono.

Ma nelle grandi linee, è tutto alla luce del sole.

Per esempio, Netanyahu disse così in un'intervista televisiva del 1980 (no, non era un omonimo, e la data è esatta):

«Noi abbiamo [negli USA] il senato, il congresso e una fortissima lobby ebraica dalla nostra parte.

Abbiamo una forte influenza sul supporto generale
[a Israele] in America.

L'America non ci costringerà a fare niente.»


E pochi giorni fa la deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene, in un'intervista concessa a Tucker Carlson, ha sottolineato la patologia politica che affligge il Congresso degli Stati Uniti, i cui membri non perdono occasione per appoggiare in ogni contesto Israele, e sono invece indifferenti agli interessi del proprio paese, in un momento in cui il futuro dei giovani statunitensi è quanto mai incerto.

Una situazione che rassomiglia molto da vicino quella della Commissione Europea e, ahimè, dell'attuale governo italiano.
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A qualche modello bisognerà pur rifarsi...

Giorgia Meloni continua a raccontare che a ispirarla a prendere la strada della politica fu l'uccisione del giudice Paolo Borsellino.

È stato spiegato come diverse decisioni del governo Meloni siano agli antipodi della visione di Borsellino dei rapporti tra politica e potere giudiziario, per non dire della depenalizzazione dell'abuso d'ufficio e del traffico di influenze - che sono i fondamentali della corruzione nella pubblica amministrazione.

Ma il punto più importante è un altro.

Se dici che il tuo modello è un martire della giustizia, stai suggerendo che, come lui, saresti disposto a rischiare la vita pur di rimanere fedele alla Costituzione, quali che fossero le minacce e l'ostilità delle varie mafie, nazionali e internazionali, che le tue prese di posizione scatenerebbero.

Ci sono, in questo momento, persone così. Per esempio il primo ministro slovacco Robert Fico. Oppure, ultimamente, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. Oppure, e per di più senza una carica politica, la relatrice speciale ONU Francesca Albanese.

All'altra estremità dello spettro del coraggio civile sarebbe invece difficile trovare qualcuno più fiacco, ambiguo, amorale, succubo di poteri stranieri di Giorgia Meloni.

"E Tajani, allora?", dirà qualcuno. Sì, è una bella gara.

Proponiamo che ogni volta che Meloni citerà Paolo Borsellino come proprio ispiratore ciò debba considerarsi un oltraggio alla memoria di questo eroico giudice.
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Scoperto un nuovo Vangelo apocrifo: dall'infallibilità papale...

...all'infallibilità presidenziale.

Il Vangelo secondo Nordio:

« "l’Ufficio del Massimario [si è espresso contro il Decreto Sicurezza] con un intervento che ritengo irriverente, improprio e imprudente". Irriverente verso Sergio Mattarella, secondo Nordio, "perché contiene critiche radicali sul decreto sicurezza, sia sulla sua necessità ed urgenza, sia sui suoi contenuti, ritenuti manifestamente incostituzionali.

Se così fosse, Il Presidente sarebbe stato il primo a rilevarli, e invece non l’ha fatto".
»

Effettivamente, il presidente della Repubblica è stato sempre così intransigente verso minime deviazioni dal dettato costituzionale che sarebbe incredibile che proprio di fronte al Decreto Sicurezza i suoi usuali acume e severità fossero venuti meno...
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Che cosa fa il governo a guida FdI contro il declino demografico dei piccoli centri e località montane?

Lo asseconda e pianifica, naturalmente.

Aa p.45 del nuovo Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027 (PSNAI) si legge, alla voce "Obiettivo 4: Accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile”:

«Queste aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma nemmeno essere abbandonate a se stesse. Hanno bisogno di un piano mirato che le accompagni in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento.»

In altre parole: la linea del governo è il suicidio assistito di centinaia di piccoli centri montani, collinari e rurali.
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Per il compleanno di Julian Assange.

Questo è ciò che diceva nel 2011. Il commento dice giustamente che vale perfettamente anche oggi, applicandolo alla strategia USA e UE e scambiando l'Afghanistan con l'Ucraina:

«Lo scopo non è soggiogare completamente l'Afghanistan.

Lo scopo è usare l'Afghanistan per spremere denaro dal gettito fiscale degli USA e dal gettito fiscale dei paesi europei attraverso l'Afghanistan e metterlo nelle mani dell'élite transnazionale della sicurezza.

Questo è lo scopo.

Cioè lo scopo è avere una guerra senza fine, non vincere una guerra.
»
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Scienza e Democrazia
[continua] Dati i limiti di spazio della nostra trattazione, pensiamo che questo brano possa bastare a spiegare ciò che sarebbe altrimenti inesplicabile in quanto successo a Gaza. Con una tale istruzione religiosa ufficiale, il massacro dei palestinesi…
3. Perché quasi nessuno sa quanto detto sopra?

Se ci si istruisce a partire dai normali canali di informazione di massa, compresi i manuali scolastici di storia e di filosofia, è estremamente improbabile che ci si imbatta mai in una esposizione come quella vista sopra.

Le citazioni sul giudaismo contenute nelle sezioni precedenti sono tratte dal solo libro che, a nostro parere, tutti coloro che siano sinceramente interessati a sapere che cosa sia lo stato di Israele dovrebbero leggere.

È un libro con una storia interessante.

Si intitola Jewish History Jewish Religion - The Weight of Three Thousand Years; la prima edizione è del 1994, e altre tre hanno fatto seguito, nel 1997, e (postume) nel 2002 e nel 2008.

L'autore era un professore emerito di chimica organica, israeliano, nato a Varsavia nel 1933 e sopravvissuto al campo di concentramento nazista di Bergen-Belsen, dove fu detenuto per quasi due anni.

Si chiamava Israel Shahak. È morto nel 2001.

Queste credenziali avrebbero dovuto evitargli qualsiasi rischio di etichettatura come "antisemita"- ma ovviamente ciò non è avvenuto. I calunniatori hanno però trovato pane per i loro denti, perché a ogni critica di merito ha risposto confutandola.

Le quattro edizioni del libro sono apparse con le prefazioni elogiative di, rispettivamente, Gore Vidal, Edward Said, Norton Mezvinsky, Ilan Pappe.

Non conosciamo nessun altro libro del genere che possa fregiarsi di tali apprezzamenti da parte di autori così prestigiosi.

Il libro è breve (124 pagine, a parte prefazioni e note), è scritto in un inglese elegante, in maniera precisa, ed è basato sulla conoscenza diretta dei testi. Tutti gli interessati alla storia contemporanea dovrebbero procurarselo (è disponibile gratuitamente in inglese in formato pdf), e studiarlo.

Viceversa, se qualcuno parla di Israele senza conoscere, o fingendo di non conoscere, il contenuto di questo libro (che abbiamo in una parte essenziale riassunto) non può essere preso sul serio, quali che siano i titoli che vanta.

In Italia questo libro è stato pubblicato da una piccola casa editrice cattolica.

La domanda che sorge spontanea è: possibile che nessuna delle grandi case editrici italiane (Einaudi, Laterza, Feltrinelli, Mondadori, Mulino, Rizzoli, Garzanti, Bompiani, Adelphi ecc.) in trent'anni non abbiano avuto alcun collaboratore che si fosse accorto di questo saggio, e ne avesse raccomandato la traduzione in italiano?

Non sarebbe bastato anche al più distratto dei consulenti editoriali notare la singolare presenza, tra i prefatori, di intellettuali di rilievo internazionale?

Questo ci porterebbe a un lungo discorso su qual è il ruolo dell'editoria e quale dovrebbe essere. Ci limitiamo a sottolineare che Shahak ha cose importanti da dire anche sulla reticenza delle "pagine ebraiche" di autori invece largamente presenti nei cataloghi italiani, come Hannah Arendt, Gerschom Scholem, Martin Buber.

Per sottolineare la straordinaria attualità del testo di Shahak terminiamo con un'altra citazione:

«Il principale pericolo che Israele, in quanto "stato ebraico", pone al suo stesso popolo, ad altri ebrei e ai suoi vicini, è il suo perseguimento, ideologicamente motivato, di espansione territoriale e l'inevitabile serie di guerre che risultano da questo scopo.

Più Israele diventa ebraico, o, come si dice in ebraico, più "ritorna al giudaismo" (un processo che è stato in corso da almeno il 1967), più le sue effettive politiche sono guidate da considerazioni ideologiche ebraiche e meno da considerazioni razionali. [...]

Le difese ideologiche delle politiche di Israele sono di solito basate su credenze religiose ebraiche o, nel caso di ebrei secolari, sui "diritti storici" degli ebrei, che derivano da quelle credenze e conservano il carattere dogmatico di una fede religiosa.»
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Scienza e Democrazia pinned «3. Perché quasi nessuno sa quanto detto sopra? Se ci si istruisce a partire dai normali canali di informazione di massa, compresi i manuali scolastici di storia e di filosofia, è estremamente improbabile che ci si imbatta mai in una esposizione come quella…»