Scienza e Democrazia
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Scienza e Democrazia
1. Israele è una democrazia (...per non dire della "più grande democrazia del Medio Oriente")? La questione se Israele sia o non sia una democrazia è accuratamente evitata, oppure trattata in maniera benintenzionata ma errata. Alcuni chiedono retoricamente:…
2. Qual è l'etica ebraica dei rapporti con chi non è ebreo?

Abbiamo visto che al suo interno Israele è uno stato che divide la sua popolazione secondo l'appartenenza alle varie "nazionalità", e che ciò ha effetti sul trattamento che la legge riserva a ognuno.

Ma che cosa governa, in generale, i rapporti tra chi è ebreo e chi - israelita o no - non lo è?

Tutte le persone, in tutto il mondo, che hanno mantenuto un residuo di umanità sono rimaste inorridite dalla spietatezza mostrata dai militari israeliani nei loro attacchi a un popolo inerme a Gaza, dove nemmeno l'infanzia e la disabilità sono state ostacoli al loro incrudelire; e sono sbigottite dal favore mostrato a queste azioni efferate da gran parte, se non la stragrande maggioranza, della popolazione israeliana.

Le ultime stime danno a circa 377.000 le persone uccise da Israele a Gaza in 20 mesi.

Si tratta di una follia collettiva generata dalla percezione di "assedio" che Israele avrebbe sviluppato dopo l'attentato di Hamas del 7 ottobre 2023?

Purtroppo la verità è un'altra, e per capirlo è necessario premettere che non il Vecchio Testamento o la Torah (cioè il Pentateuco), ma i commentari della tradizione rabbinica, riuniti nel cosiddetto Talmud babilonese, formano la base dell'istruzione etica degli ebrei.

Ovviamente non ci si aspetta che il comune cittadino ebreo padroneggi il Talmud, ma ne sono state fatte sintesi più accessibili che sono ciò che del Talmud conosce il comune fedele.

Andiamo su un punto cruciale.

L'omicidio è, secondo la religione ebraica, un delitto capitale?

La risposta è: dipende (!).

Se ad essere ucciso è un ebreo, esso è considerato uno dei tre peccati più odiosi, insieme all'idolatria e all'adulterio, e si chiede alle autorità religiose e secolari di punirlo anche al di là di quanto previsto dalle leggi.

Se però ad essere ucciso direttamente è un non ebreo (un gentile, o goy) e l'omicida è un ebreo, questi è colpevole solo secondo le "leggi celesti", e non è punibile in tribunale.

Se poi l'omicidio è indiretto, allora lo assolvono anche le "leggi celesti".

L'esempio tipico che viene dato di omicidio indiretto è quello di un gentile caduto in un fossato mentre vi scendeva con una scala. Se, dopo la caduta, arriva un ebreo, tira su la scala e se ne va, impedendo al malcapitato di risalire e condannandolo quindi a una morte atroce, ciò non è proibito «perché [l'omicidio] non è stato fatto direttamente». (Quindi se praticate alpinismo, informatevi preliminarmente sulle convinzioni religiose dei vostri compagni di cordata...).

Per citare un esempio più di attualità, se si bloccano gli aiuti umanitari diretti a Gaza, e si causa cosi la morte per fame, sete, malattie di innumerevoli palestinesi, l'omicidio è stato indiretto e quindi... nessuna colpa, né terrestre né celeste.

Si precisa, tuttavia, che se si suppone che un certo omicidio indiretto di un gentile da parte di un ebreo potrebbe generare ostilità verso gli ebrei, allora è proibito. (Quindi le manifestazioni antisraeliane a qualcosa servono).

Se un gentile sotto giurisdizione ebraica uccide qualcuno, ebreo o no, allora è condannato a morte; ma se anche la vittima era un gentile e l'omicida si converte al giudaismo, allora non è punito!

Tutto ciò riguarda però solo i gentili con cui gli ebrei non sono in guerra. In guerra, invece, dal 1973 si dà ai soldati israeliani la seguente istruzione, reperibile in un apposito libretto:

«Quando le nostre forze incontrano civili durante una guerra o quando sono all'inseguimento durante un'irruzione, qualora non sia certo che questi civili siano incapaci di danneggiare le nostre forze, allora secondo la Halakhah [il sistema legale del giudaismo classico] possono o anche dovrebbero essere uccisi. [...] Mai e poi mai ci si deve fidare di un arabo, nemmeno se dà l'impressione di essere civilizzato [...] In guerra, quando le nostre forze assaltano il nemico, hanno il permesso e anche il dovere, secondo la Halakhah, di uccidere anche buoni civili, cioè civili che, a quanto è dato vedere, sono buoni.»
[segue]
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1. Israele è una democrazia (...per non dire della "più grande democrazia del Medio Oriente")? La questione se Israele sia o non sia una democrazia è accuratamente evitata, oppure trattata in maniera benintenzionata ma errata. Alcuni chiedono retoricamente:…
[continua]
Dati i limiti di spazio della nostra trattazione, pensiamo che questo brano possa bastare a spiegare ciò che sarebbe altrimenti inesplicabile in quanto successo a Gaza.

Con una tale istruzione religiosa ufficiale, il massacro dei palestinesi diventa quasi un atto sacramentale.

E sempre secondo la regola giudaica, la questione di come dovrebbero essere trattati i palestinesi "in pace" è molto semplice: «se gli ebrei hanno abbastanza potere, è il loro dovere religioso espellere i palestinesi».

Ma c'è di peggio: poiché autorità religiose identificano i palestinesi con le nazioni che occupavano la Palestina prima della sua conquista da parte di Giosuè (come i cananei e gli amaleciti), il loro destino è segnato:

«Tutte queste nazioni devono essere totalmente sterminate, e il Talmud e la letteratura talmudica ripetono le esortazioni genocidarie bibliche con ancora maggiore veemenza. [...]

Di fatto non è raro per soldati riservisti convocati per un turno sulla Striscia di Gaza ricevere una "conferenza di istruzione" in cui si dice loro che i palestinesi di Gaza sono "come gli amaleciti"»
.

In altre parole, il genocidio è l'elefante nella stanza dell'etica dello "stato ebraico".

Ecco spiegata la vera origine dell'ipersensibilità al solo sentirlo nominare.

Ci fermiamo qui con l'esemplificazione, senza entrare in altre questioni che sono prova di una degradazione dell'etica, come il trattamento dei gentili, e in particolare delle donne (considerate tutte prostitute), per non dire del disprezzo più offensivo verso i cristiani (i Vangeli non possono essere citati nemmeno nelle scuole ebree israeliane attuali) e, in misura minore, i musulmani (in sostanza equiparati a gentili).

Vale la pena però citare il giudizio sulla rapina violenta di un gentile da parte di un ebreo: essa è permessa se il gentile e sotto giurisdizione ebraica. Le autorità rabbiniche differiscono sulle circostanze che rendono lecito questo atto, ma in definitiva la sua legittimità dipende dai rapporti di forza:

«Ciò può spiegare perché così pochi rabbini hanno protestato contro la rapina di proprietà palestinese in Israele: aveva alle spalle un sovrabbondante potere ebraico».


Evidentemente, nessun popolo civile vorrebbe stringere legami con Israele se fosse consapevole di quanto sopra. Ed è per questo che informazioni elementari come quelle qui brevemente presentate non saranno mai trasmesse da nessuna rete televisiva, al contrario di quanto si fa, ad esempio, sull'islamismo.

Per esempio, adesso il lettore sarà in grado di capire che cosa volesse dire Ursula Von der Leyen l'8 aprile di quest'anno quando dichiarò che «l'Europa ha i valori del Talmud, il senso ebraico di responsabilità personale, di giustizia e di solidarietà»...

Una buona idea dirlo - per rendere omaggio allo stato che porta avanti il noto modello tedesco degli anni Trenta - in questa maniera, cioè senza che i popoli dell'UE capissero, giusto?

Naturalmente anche in Israele ci sono persone che riprovano con la massima fermezza, fino a sfidare la persecuzione e l'arresto, le scelte criminali del proprio governo, che considerano assurde le sue giustificazioni religiose, e che si fanno guidare nei rapporti con il prossimo, di qualsiasi o di nessuna religione, da regole ben diverse da quelle previste dal Talmud.

Ed è a una di queste persone che dedicheremo l'ultima puntata di questa serie. [segue]
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Esempio. Chi ha letto le due note precedenti non troverà nulla di sorprendente in questa notizia. E ovviamente la questione non riguarda solo gli arabi-israeliani.
Altra (ben nota) atroce conferma...

...che Israele non riconosce i "diritti umani" nel senso elaborato dal pensiero occidentale.

Non c'è Eurovision o Olimpiadi che tengano: Israele, e lo stato profondo USA che ne è controllato, non fanno parte della tradizione democratica liberale. (cfr. qui e qui).
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Il grafico pubblicato da Trump su Truth mostra chiaramente...

...che la prescrizione di una singola percentuale del PIL da devolvere in spese militari (il 5%, secondo gli USA, che però attualmente stanno... al 3,38%!) non è stata calcolata sulla base di un'analisi di (sia pure ipotetici) bisogni strategici, ma come strumento di soffocamento delle economie europee e di compressione dello stato sociale.

L'Italia è attualmente 26ma come percentuale del PIL, ma sesta come miliardi di dollari. Già spendiamo per la "difesa" l'immensa somma annuale di 34,5 miliardi di dollari, cioè circa 29,5 miliardi di euro. La legge di bilancio del 2024 (la "finanziaria") stanziava 28 miliardi di euro!

Che solo il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez si sia rifiutato di aderire dimostra ancora una volta che il vero problema politico del nostro secolo è come intervenire in tempo utile a impedire scelte dei governo che tradiscono la volontà delle nazioni e compromettono le priorità stabilite dalle loro carte costituzionali.
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Matematica e realtà per economisti.

Il segretario di Italia Viva e professore di economia politica, Luigi Marattin, ha scritto, per giunta insultando grevemente chi non considerasse evidente il suo argomento:

«Se bisogna passare dal 2% al 3,5% del Pil in 10 anni - e un punto di Pil sono 20 miliardi - tutti sono in grado di capire che stiamo parlando di 30 miliardi. Cioè 3 miliardi all'anno».

Speriamo proprio non tutti...


Il ragionamento è infatti sbagliato di fatto e nel merito.

È sbagliato di fatto, perché non è al 3,5% del PIL che bisognerebbe arrivare, ma al 5%, se si includono (e non si capisce perché non si debbano) anche le «spese per la sicurezza nazionale in senso lato».

È sbagliato nel merito, perché assume che «passare dal 2% al 3,5% del Pil in 10 anni» significhi che per 9 anni potremmo continuare a spendere la stessa percentuale, e salire al 3,5% solo nel decimo anno. Cioè che il governo Meloni abbia ottenuto qualcosa come una proroga fino a un massimo di 9 anni sull'aumento percentuale della spesa militare! (E fra 9 anni chissà se la NATO esisterà ancora..)..

Ma perché non gliel'hanno spiegato alla Spagna, così evitavano di fare tanto clamore?...

Se invece pensiamo che l'aumento della percentuale debba essere graduale, il risultato è molto diverso.

Supponiamo che la crescita sia "il più graduale possibile", cioè lineare, nel senso che nel primo anno si aumenta di 3/10, nel secondo di 3/10 per 2, ... e infine nel decimo anno di 3/10 per 10, con l'arrivo finale a 2+3 = 5 punti percentuali.

La spesa militare aggiuntiva in questo decennio sarebbe allora, considerando 20 miliardi a punto percentuale:

(3/10)x(1+2+....+10)x(20) = 330 miliardi di euro

che è certamente più vicino a 400 che a 30, e in media annua non è certo 3 miliardi (valli a buttare...) ma 33. Cioè una legge di bilancio in più ogni anno!

In conclusione, «l'aritmetica» non permette di minimizzare quello che sarebbe un insensato dissanguamento delle risorse nazionali.

L'unica speranza è che questo pessimo tra i governi italiani paghi il fio di tutte le sue scelleratezze - compresa questa ennesima prova di servilismo "atlantico".
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Non conosciamo la divisione per fascia d'età... ...del risultato più pubblicizzato di questo interessante sondaggio. Le fasce d'età considerate nel campione (di 500 unità), a quanto sembra di capire, sono tre, di approssimativamente lo stesso numero: 18-34…
Un sondaggio più verosimile.

I colori nel grafico sono come quelli del semaforo, dal verde al rosso.

Cioè dalla massima disponibilità alla minima disponibilità a «combattere per la patria».

Di che colore è l'Italia?...
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[continua] Dati i limiti di spazio della nostra trattazione, pensiamo che questo brano possa bastare a spiegare ciò che sarebbe altrimenti inesplicabile in quanto successo a Gaza. Con una tale istruzione religiosa ufficiale, il massacro dei palestinesi…
Gli amaleciti (o amalechiti).

Nella Bibbia si leggono, a proposito degli amaleciti, episodi che esibiscono uno spaventoso fanatismo religioso e sete di sangue da parte del popolo ebreo e del suo dio:

«E Giosuè sconfisse Amalek e la sua gente passandoli a fil di spada.
Il SIGNORE disse a Mosè: "Scrivi questo fatto in un libro, perché se ne conservi il ricordo, e fa' sapere a Giosuè che io cancellerò interamente sotto il cielo la memoria di Amalek".
» (Esodo, 17)

«2 Così parla il SIGNORE degli eserciti: "Io ricordo ciò che Amalec fece a Israele quando gli si oppose nel viaggio mentre saliva dall'Egitto. 3 Ora va', sconfiggi Amalec, vota allo sterminio tutto ciò che gli appartiene; non lo risparmiare, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini"». (1 Samuele, 15)

Si noti che Saul viene punito perché aveva "disobbedito", risparmiando il re degli amaleciti e «il meglio delle pecore, dei buoi, gli animali della seconda figliatura, gli agnelli e tutto quel che c'era di buono».

E questo è il ministro delle finanze dell'attuale governo israeliano:

«Gaza deve essere cancellata come Amalek»
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E, dato che dopo 45 anni ci siamo, i «paesi amici» ci aiutino anche...

...a trovare la verità sulle stragi di mafia, sul terrorismo neofascista e sulle Brigate Rosse.
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Gli studenti di UniBO manganellati e censurati Il rettore dell'Università di Bologna toglie la parola alla delegazione degli studenti contro il genocidio a Gaza. Una lezione che resterà impressa nelle menti degli studenti più di tutte quelle dei loro corsi.…
Oltre un anno dopo le manganellate, arriva un ripensamento all'università di Bologna.

Mozione del senato accademico di condanna

«sull'
escalation militare israeliana a Gaza e in tutti i conflitti in corso dell'area, per le catastrofiche conseguenze umanitarie e civili che essi stanno provocando».


Ci saranno altre università italiane che seguiranno l'esempio?
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Nota linguistica: perché tutti parlano di "fermare l'escalation"?

Abbiamo già detto della valenza generale dell'utilizzo di parole inglesi in un testo italiano, soprattutto in campo politico.

Su "escalation" si potrebbe fare una "Pubblicità Progresso" che ne mostri le possibili traduzioni italiane:

aggravamento, scalata (militare, bellica, di violenza ecc.), intensificazione, inasprimento, allargamento, salto di qualità...

Perché si preferisce non usarle - fatta la tara per l'analfabetismo funzionale e la soggezione all'anglosfera del giornalismo e della politica in Italia?

Perché così si capirebbe.

Si capirebbe che si è non contro la violenza, l'aggressione, le stragi ecc. come adesso e fino a poco tempo fa si fanno e si facevano.

Quelle andavano bene.

No, l'idea è che si percepisce a un certo punto un salto di qualità che supererebbe una ipotetica linea divisoria tra "normale" azione militare (e, nel caso di Israele, non è mai stata tale) e "eccessiva" operazione di sterminio.

In breve, chi si dice "contro l'escalation" comunica il seguente messaggio:

"Finora vi abbiamo appoggiato, e abbiamo fatto di tutto, per quanto di nostra competenza, per mettere a tacere le proteste o almeno non parlarne; ma adesso ci sembra che stiate esagerando...".

Supponete allora che gli avvocati d'ufficio di Israele rispondano (come di fatto rispondono):

"No, che dite? Stiamo facendo tutto come l'abbiamo fatto per venti mesi...".

Risposta: "Ah, scusate... Ci era parso".

Ecco perché anche persone come Meloni, Tajani ecc. usano questa maniera di descrivere il proprio finto dissenso - finto il dissenso, finte loro.
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Una sintesi dei più recenti atti del governo italiano.

Gli italiani, un popolo manipolato e ingannato da una classe dirigente che opera a favore di stati stranieri.

E che deve pure leggere risultati di sondaggi che, se rappresentativi, provano soltanto che in Italia ci sono masse di cittadini che non sanno in che mondo vivono. (Quindi i principali media possono dirsi: missione compiuta).
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Sesto Fiorentino prende un'iniziativa seria...

...contro Israele. Del tipo che, su scala nazionale, avrebbe dovuto prendere il governo italiano, invece di nascondersi dietro chiacchiere viscide e fasulle su "escalation" e "de-escalation".
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La lingua biforcuta del direttore dell'AIEA. Rafael Grossi dovrebbe essere immediatamente inquisito.
Il meno che si doveva aspettare.

Grossi è riuscito a far giustificare una guerra di aggressione a un paese, l'Iran, che accettava la giurisdizione dell'AIEA, da parte di un paese, Israele, che invece non l'accetta.

Per di più, il sospetto che abbia fatto trasmettere informazioni ottenute durante le ispezioni AIEA in Iran a Israele e USA è lecito.
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Potrebbe la magistratura italiana occuparsi di questo piccolo effetto imprevisto....

...dei rapporti del governo italiano con la banda Zelensky?

E una domanda ai giuristi: il reato di concorso esterno in associazione mafiosa si applica anche ai ministri?

È possibile chiedere l'interdizione immediata e perpetua dai pubblici uffici di personalità politiche coinvolte in crimini così odiosi?

«Un membro della mafia, diventato whistleblower, ha rivelato l'esistenza di un accordo da 140 milioni di euro tra il consolato ucraino e la 'ndrangheta per la vendita di organi di bambini.

I clienti? Funzionari di alto rango, gruppi occulti ed élite globali alla ricerca di organi freschi da minori ucraini vittime di tratta.
L'impero criminale di Zelensky è ora internazionale.
Con piena immunità, i diplomatici ucraini stanno aiutando ad armare le famiglie criminali più pericolose d'Europa, sacrificando bambini a scopo di lucro.

Questa non è diplomazia.
È genocidio sponsorizzato dallo Stato.
La Fondazione per la Lotta all'Ingiustizia chiede l'ARRESTO IMMEDIATO del personale diplomatico ucraino in Italia.
Smascherate Zelensky. Smascherate Kuleba.
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E, già che ci siete, smascherate Meloni.
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