Secolo d'Italia
Amor di patria? Il 44% degli italiani è pronto ad arruolarsi in caso di necessità - Secolo d'Italia
Difesa, sondaggio dell'istituto Piepoli: il 44% degli italiani pronto ad arruolarsi in caso di bisogno. Cresce la fiducia in Crosetto
Non conosciamo la divisione per fascia d'età...
...del risultato più pubblicizzato di questo interessante sondaggio. Le fasce d'età considerate nel campione (di 500 unità), a quanto sembra di capire, sono tre, di approssimativamente lo stesso numero: 18-34 anni; 35-54 anni; 55 anni e più.
Le loro opinioni differiscono notevolmente. Per esempio, per quanto riguarda la forza del legame sentito con la patria, abbiamo le seguenti percentuali: 67% 18-34 anni; 70% 35-54 anni; 85% 55 anni e più, e quindi una media complessiva del 75%.
Il dato meno sorprendente è appunto quello più pubblicizzato: solo una minoranza di italiani si è detta pronta ad arruolarsi nell'esercito, anche «in casi di estrema necessità» - il 44%.
Ovviamente la notizia non è stata data così da altre fonti, come la benemerita ANSA, ma al contrario: «quasi uno su due italiani» ecc. Il bicchiere era quasi mezzo pieno...
Ma la considerazione delle risposte secondo la fascia d'età potrebbe darci qualche sorpresa.
Supponiamo, ad esempio, che a pronunciarsi a favore siano state le percentuali: 10% 18-34 anni; 32% 35-54 anni; 90% 55 anni e più.
Significherebbe che 9 su 10 ultra-55enni sarebbero disposti ad andare al fronte.
Alcuni sapendo che non sarebbero "la prima scelta" in un'eventuale selezione (in ossequio all'italico motto: "Armiamoci e partite!").
Altri, più generosamente, pensando che sarebbe una fine più onorevole (e forse fonte di indennizzo per la famiglia del caduto) morire sul fronte... che a causa di una pensione da fame.
Quindi il risultato del sondaggio, esaminato alla luce del maggiore "patriottismo" dei pensionandi e pensionati, darebbe un'idea dell'ipotetica truppa italiana non eccessivamente entusiasmante dal punto di vista dei bellicisti.
In ogni caso non viviamo in tempi in cui un intervistato, posto di fronte a quesiti di tal genere, sia incline a dire la sua reale opinione. Il meno che possa sospettare è che l'anonimato possa essere violato in qualche maniera per lui imponderabile - e pericolosa.
E allora ecco che il sondaggio, scremato di questi effetti (età e autocensura) potrebbe finire col darci un'immagine più attraente e fedele alla Costituzione degli italiani "in età da divisa".
...del risultato più pubblicizzato di questo interessante sondaggio. Le fasce d'età considerate nel campione (di 500 unità), a quanto sembra di capire, sono tre, di approssimativamente lo stesso numero: 18-34 anni; 35-54 anni; 55 anni e più.
Le loro opinioni differiscono notevolmente. Per esempio, per quanto riguarda la forza del legame sentito con la patria, abbiamo le seguenti percentuali: 67% 18-34 anni; 70% 35-54 anni; 85% 55 anni e più, e quindi una media complessiva del 75%.
Il dato meno sorprendente è appunto quello più pubblicizzato: solo una minoranza di italiani si è detta pronta ad arruolarsi nell'esercito, anche «in casi di estrema necessità» - il 44%.
Ovviamente la notizia non è stata data così da altre fonti, come la benemerita ANSA, ma al contrario: «quasi uno su due italiani» ecc. Il bicchiere era quasi mezzo pieno...
Ma la considerazione delle risposte secondo la fascia d'età potrebbe darci qualche sorpresa.
Supponiamo, ad esempio, che a pronunciarsi a favore siano state le percentuali: 10% 18-34 anni; 32% 35-54 anni; 90% 55 anni e più.
Significherebbe che 9 su 10 ultra-55enni sarebbero disposti ad andare al fronte.
Alcuni sapendo che non sarebbero "la prima scelta" in un'eventuale selezione (in ossequio all'italico motto: "Armiamoci e partite!").
Altri, più generosamente, pensando che sarebbe una fine più onorevole (e forse fonte di indennizzo per la famiglia del caduto) morire sul fronte... che a causa di una pensione da fame.
Quindi il risultato del sondaggio, esaminato alla luce del maggiore "patriottismo" dei pensionandi e pensionati, darebbe un'idea dell'ipotetica truppa italiana non eccessivamente entusiasmante dal punto di vista dei bellicisti.
In ogni caso non viviamo in tempi in cui un intervistato, posto di fronte a quesiti di tal genere, sia incline a dire la sua reale opinione. Il meno che possa sospettare è che l'anonimato possa essere violato in qualche maniera per lui imponderabile - e pericolosa.
E allora ecco che il sondaggio, scremato di questi effetti (età e autocensura) potrebbe finire col darci un'immagine più attraente e fedele alla Costituzione degli italiani "in età da divisa".
Forza Roma!
«Se Israele rivendica un territorio suo di 2000 anni fa, perché noi non possiamo rivendicare il nostro?»
«Se Israele rivendica un territorio suo di 2000 anni fa, perché noi non possiamo rivendicare il nostro?»
Telegram
Sa Defenza Channel
chiara
@chiaravix
Se Israele rivendica un territorio suo di 2000 anni fa, perché noi non possiamo rivendicare il nostro?
@chiaravix
Se Israele rivendica un territorio suo di 2000 anni fa, perché noi non possiamo rivendicare il nostro?
💯4🤣1
A fronte dell'impunità di grandi criminali...
...accolti dai nostri governanti con sorrisi, baci e abbracci, l'irrazionale spietatezza della "giustizia" per i comuni cittadini.
...accolti dai nostri governanti con sorrisi, baci e abbracci, l'irrazionale spietatezza della "giustizia" per i comuni cittadini.
ANSA.it
Ha un infarto e lascia l'ambulatorio per fare un esame, licenziato
Subisce un attacco cardiaco mentre è in servizio in un ambulatorio, ma si trova da solo e così si allontana per effettuare un elettrocardiogramma. Al ritorno, si trova licenziato. (ANSA)
🤬3
Scienza e Democrazia
Un video ben argomentato, e documentato con testimonianze,... ...che spiega in maniera comprensibile a tutti l'assurdità del sionismo. Purtroppo maggioritario nella popolazione israeliana. Del resto: se veramente si voleva risarcire gli "ebrei" (cioè quelli…
USA e UE, volete risarcire lo stato ebraico dei danni che gli ebrei hanno subito a causa vostra durante la II guerra mondiale?
Date prova della vostra "inclusività".
Date prova della vostra "inclusività".
Telegram
ARSENALE K CHANNEL - Circolo Ricreativo delle Bestie di Satira
OPERE DI BENE
Lo stato di Israele è talmente piccolo che si può posizionare comodamente ovunque. Sta bene un po' dappertutto. Non fa casino, non sporca, è cordiale.
Aiutiamolo a cercare il posizionamento giusto. Dove sta adesso non si trova a suo agio:…
Lo stato di Israele è talmente piccolo che si può posizionare comodamente ovunque. Sta bene un po' dappertutto. Non fa casino, non sporca, è cordiale.
Aiutiamolo a cercare il posizionamento giusto. Dove sta adesso non si trova a suo agio:…
🤣3
La fine del trumpismo.
Come aveva previsto il celebre giornalista investigativo Seymour Hersh, gli Stati Uniti sono entrati in guerra con l'Iran.
Tra le 2 e le 3 di notte, ora iraniana, l'aviazione statunitense ha colpito tre siti nucleari: Fordow, Isfahan, Natanz. In base a tutte le prove ufficiali, a partire da quelle dell'AIEA, si tratta di impianti nucleari a fini civili.
Benché Trump avesse avvertito che lasciava all'Iran due settimane per riflettere su una via di uscita diplomatica (da cosa?...), il governo iraniano aveva riconosciuto il bluff, e aveva per tempo trasferito tutto il materiale critico in altri siti ignoti.
Nonostante gli annunci trionfali provenienti dalla Casa Bianca («La struttura di Fordow è stata completamente distrutta. Se gli iraniani non si fermano, li attaccheremo di nuovo.») e da Israele, l'unico risultato certo di questo attacco - concertato con Israele e il Regno Unito - è che per l'Iran gli USA sono definitivamente diventati un nemico.
Risultato consolidato dal discorso delirante di Trump, con nuove minacce all'Iran («I prossimi attacchi all'Iran potrebbero essere molto peggiori»).
Dal punto di vista giuridico, si tratta di un intervento bellico illegale non solo secondo la Carta dell'ONU, ma anche per il diritto USA, in quanto deciso dal presidente senza autorizzazione del Congresso. C'è già un'ipotesi di richiesta di interdizione contro Trump da parte di un membro democratico del Congresso.
A questo punto ci si può aspettare la chiusura da parte dell'Iran dello Stretto di Hormuz (come avevano già minacciato), con il blocco del trasferimento di petrolio, il che comporterebbe una crisi energetica su larga scala.
Tutti i militari e cittadini USA nella regione adesso sono diventati «bersagli legittimi», come ha detto la televisione di Stato iraniana.
Ed è già cominciato, per rappresaglia, l'esacerbamento dei bombardamenti iraniani su Israele.
Più in generale è crollato per l'opinione pubblica mondiale il mito di Donald Trump come pacificatore.
Nel suo discorso di accettazione della nomina, il 6 novembre 2024, aveva detto:
«Sapete, non avemmo guerre per quattro anni. Non avemmo guerre. Tranne che abbiamo sconfitto l'ISIS, abbiamo sconfitto l'ISIS a tempo di primato. E - ma non avemmo guerre. Dicevano: "Comincerà una guerra". Io non comincerò una guerra. Fermerò le guerre. Ma questa è anche una grossa vittoria per la democrazia e la libertà».
E il 20 gennaio 2025, nel suo discorso inaugurale:
«Come nel 2017, costruiremo ancora il sistema militare più forte che il mondo abbia mai visto. Misureremo il nostro successo non solo dalle battaglie che vinciamo, ma anche dalle guerre che terminiamo - e forse ancora più importante, dalle guerre in cui non saremo mai coinvolti. [Applauso del pubblico]
Il mio lascito più orgoglioso sarà quello di pacificatore e unificatore. Questo è ciò che voglio essere: un pacificatore e un unificatore.»
Tutta questa immagine irenica è ormai stata mandata al macero. Ed è stata confermata invece quella del mentitore seriale e giocatore d'azzardo, i cui passi, per giunta, non sono guidati dall'interesse per il suo popolo, ma da un criminale capo di governo straniero.
Il legame con Netanyahu si è rafforzato in totale malafede. Trump aveva dichiarato che erano state menzogne quelle che avevano portato in guerra gli USA contro l'Iraq - ma di tali menzogne Netanyahu (2002) era stato uno dei principali propagatori.
Peraltro la Russia aveva più volte messo in guardia gli Stati Uniti dal non intervenire nel conflitto con l'Iran, e aveva sottolineato che l'Iran non aveva commesso alcuna infrazione.
E intanto la Corte Internazionale di Giustizia aveva dichiarato illegale l'occupazione di Israele in Palestina.
Sarà il governo italiano capace di una levata d'orgoglio e prendere posizione contro l'indegno voltafaccia di Trump che mina il futuro dell'umanità?
Non si può sperare niente dai personaggi tragicomici che lo compongono, se lasciati a sé stessi.
È il popolo italiano, ognuno come può, che potrebbe fare la differenza.
Come aveva previsto il celebre giornalista investigativo Seymour Hersh, gli Stati Uniti sono entrati in guerra con l'Iran.
Tra le 2 e le 3 di notte, ora iraniana, l'aviazione statunitense ha colpito tre siti nucleari: Fordow, Isfahan, Natanz. In base a tutte le prove ufficiali, a partire da quelle dell'AIEA, si tratta di impianti nucleari a fini civili.
Benché Trump avesse avvertito che lasciava all'Iran due settimane per riflettere su una via di uscita diplomatica (da cosa?...), il governo iraniano aveva riconosciuto il bluff, e aveva per tempo trasferito tutto il materiale critico in altri siti ignoti.
Nonostante gli annunci trionfali provenienti dalla Casa Bianca («La struttura di Fordow è stata completamente distrutta. Se gli iraniani non si fermano, li attaccheremo di nuovo.») e da Israele, l'unico risultato certo di questo attacco - concertato con Israele e il Regno Unito - è che per l'Iran gli USA sono definitivamente diventati un nemico.
Risultato consolidato dal discorso delirante di Trump, con nuove minacce all'Iran («I prossimi attacchi all'Iran potrebbero essere molto peggiori»).
Dal punto di vista giuridico, si tratta di un intervento bellico illegale non solo secondo la Carta dell'ONU, ma anche per il diritto USA, in quanto deciso dal presidente senza autorizzazione del Congresso. C'è già un'ipotesi di richiesta di interdizione contro Trump da parte di un membro democratico del Congresso.
A questo punto ci si può aspettare la chiusura da parte dell'Iran dello Stretto di Hormuz (come avevano già minacciato), con il blocco del trasferimento di petrolio, il che comporterebbe una crisi energetica su larga scala.
Tutti i militari e cittadini USA nella regione adesso sono diventati «bersagli legittimi», come ha detto la televisione di Stato iraniana.
Ed è già cominciato, per rappresaglia, l'esacerbamento dei bombardamenti iraniani su Israele.
Più in generale è crollato per l'opinione pubblica mondiale il mito di Donald Trump come pacificatore.
Nel suo discorso di accettazione della nomina, il 6 novembre 2024, aveva detto:
«Sapete, non avemmo guerre per quattro anni. Non avemmo guerre. Tranne che abbiamo sconfitto l'ISIS, abbiamo sconfitto l'ISIS a tempo di primato. E - ma non avemmo guerre. Dicevano: "Comincerà una guerra". Io non comincerò una guerra. Fermerò le guerre. Ma questa è anche una grossa vittoria per la democrazia e la libertà».
E il 20 gennaio 2025, nel suo discorso inaugurale:
«Come nel 2017, costruiremo ancora il sistema militare più forte che il mondo abbia mai visto. Misureremo il nostro successo non solo dalle battaglie che vinciamo, ma anche dalle guerre che terminiamo - e forse ancora più importante, dalle guerre in cui non saremo mai coinvolti. [Applauso del pubblico]
Il mio lascito più orgoglioso sarà quello di pacificatore e unificatore. Questo è ciò che voglio essere: un pacificatore e un unificatore.»
Tutta questa immagine irenica è ormai stata mandata al macero. Ed è stata confermata invece quella del mentitore seriale e giocatore d'azzardo, i cui passi, per giunta, non sono guidati dall'interesse per il suo popolo, ma da un criminale capo di governo straniero.
Il legame con Netanyahu si è rafforzato in totale malafede. Trump aveva dichiarato che erano state menzogne quelle che avevano portato in guerra gli USA contro l'Iraq - ma di tali menzogne Netanyahu (2002) era stato uno dei principali propagatori.
Peraltro la Russia aveva più volte messo in guardia gli Stati Uniti dal non intervenire nel conflitto con l'Iran, e aveva sottolineato che l'Iran non aveva commesso alcuna infrazione.
E intanto la Corte Internazionale di Giustizia aveva dichiarato illegale l'occupazione di Israele in Palestina.
Sarà il governo italiano capace di una levata d'orgoglio e prendere posizione contro l'indegno voltafaccia di Trump che mina il futuro dell'umanità?
Non si può sperare niente dai personaggi tragicomici che lo compongono, se lasciati a sé stessi.
È il popolo italiano, ognuno come può, che potrebbe fare la differenza.
Telegram
InfoDefenseITALIA
🇺🇸⚔️🇮🇷 GLI STATI UNITI POTREBBERO COLPIRE L'IMPIANTO NUCLEARE IRANIANO DI FORDOW QUESTO FINE SETTIMANA - il giornalista americano Seymour Hersh, vincitore del premio Pulitzer
🔴Hersh sostiene che la Casa Bianca abbia approvato un bombardamento su vasta scala…
🔴Hersh sostiene che la Casa Bianca abbia approvato un bombardamento su vasta scala…
👏2👍1
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi (22 giugno).
«La settimana scorsa, stavamo negoziando con gli USA quando Israele decise di far saltare quella diplomazia.
Questa settimana, avemmo colloqui con E3/UE quando gli USA decisero di far saltare quella diplomazia.
Che conclusioni trarreste?
Per la Gran Bretagna e l'Alto Rappresentante dell'UE, è l'Iran che deve "tornare" al tavolo delle trattative. Ma come può l'Iran tornare a qualcosa che non ha mai lasciato, e meno che mai fatto saltare?»
«La settimana scorsa, stavamo negoziando con gli USA quando Israele decise di far saltare quella diplomazia.
Questa settimana, avemmo colloqui con E3/UE quando gli USA decisero di far saltare quella diplomazia.
Che conclusioni trarreste?
Per la Gran Bretagna e l'Alto Rappresentante dell'UE, è l'Iran che deve "tornare" al tavolo delle trattative. Ma come può l'Iran tornare a qualcosa che non ha mai lasciato, e meno che mai fatto saltare?»
👏2
Scienza e Democrazia
La prima sezione del testo di Bonhoeffer: «Il nemico del bene Per il bene la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità. Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il…
Dalla seconda sezione del testo di Bonhoeffer...
...un contributo all'analisi psicologica delle nostre classi dirigenti, e dei giornalisti e intellettuali di regime (gli effetti della cooptazione da parte del sistema di potere):
«Stupidità e potere
[...]
Osservando meglio, si nota che qualsiasi ostentazione esteriore di potenza, politica o religiosa che sia, provoca l’istupidimento di una gran parte degli uomini. Sembra anzi che si tratti di una legge socio-psicologica. La potenza dell’uno richiede la stupidità degli altri.
[...]
Il fatto che lo stupido sia spesso testardo non deve ingannare sulla sua mancanza di indipendenza.
Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente, ma con slogan, motti, ecc. da cui egli è dominato. E’ ammaliato, accecato, vittima di un abuso e di un trattamento pervertito che coinvolge la sua stessa persona.
Trasformatosi in uno strumento senza volontà, lo stupido sarà capace di qualsiasi malvagità, essendo contemporaneamente incapace di riconoscerla come tale. Questo è il pericolo che una profanazione diabolica porta con sé. Ci sono uomini che potranno esserne rovinati per sempre.»
...un contributo all'analisi psicologica delle nostre classi dirigenti, e dei giornalisti e intellettuali di regime (gli effetti della cooptazione da parte del sistema di potere):
«Stupidità e potere
[...]
Osservando meglio, si nota che qualsiasi ostentazione esteriore di potenza, politica o religiosa che sia, provoca l’istupidimento di una gran parte degli uomini. Sembra anzi che si tratti di una legge socio-psicologica. La potenza dell’uno richiede la stupidità degli altri.
[...]
Il fatto che lo stupido sia spesso testardo non deve ingannare sulla sua mancanza di indipendenza.
Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente, ma con slogan, motti, ecc. da cui egli è dominato. E’ ammaliato, accecato, vittima di un abuso e di un trattamento pervertito che coinvolge la sua stessa persona.
Trasformatosi in uno strumento senza volontà, lo stupido sarà capace di qualsiasi malvagità, essendo contemporaneamente incapace di riconoscerla come tale. Questo è il pericolo che una profanazione diabolica porta con sé. Ci sono uomini che potranno esserne rovinati per sempre.»
👍3
Scienza e Democrazia
Come volevasi dimostrare. E qui Tajani ha a che fare con Bianca Berlinguer, non con Tucker Carlson...
Qualunque opinione si abbia della linea politica di Putin...
...chi non ha capito ancora che tra il presidente russo e i nostri rappresentanti governativi (e, ahimè, anche quelli USA) c'è una certa differenza sotto il profilo intellettuale e culturale, non può valutare appropriatamente l'attuale congiuntura internazionale.
...chi non ha capito ancora che tra il presidente russo e i nostri rappresentanti governativi (e, ahimè, anche quelli USA) c'è una certa differenza sotto il profilo intellettuale e culturale, non può valutare appropriatamente l'attuale congiuntura internazionale.
Telegram
InfoDefenseITALIA
🇷🇺🇩🇪 "PUTIN HA FATTO UNA BUONA IMPRESSIONE: COMPOSTO, CALMO, SICURO DI SÉ":
🔴I tedeschi sono rimasti colpiti dal modo in cui Putin ha "risposto fino a tarda notte alle domande spiacevoli" della stampa estera.
➡️"Mercoledì il giornalista Romanchik ha partecipato…
🔴I tedeschi sono rimasti colpiti dal modo in cui Putin ha "risposto fino a tarda notte alle domande spiacevoli" della stampa estera.
➡️"Mercoledì il giornalista Romanchik ha partecipato…
👍1
A proposito, Israele sarebbe una democrazia?...
Sentendo testimonianze come questa ci si chiede che cosa dovrebbero fare a chi ha opinioni diverse dal governo per non esserlo - fucilarli?
Sentendo testimonianze come questa ci si chiede che cosa dovrebbero fare a chi ha opinioni diverse dal governo per non esserlo - fucilarli?
Telegram
WarZone - News 🇵🇸 in WARZONE GRUPPO
Una rara testimonianza, per questo preziosa :
Parla un maestro israeliano imprigionato dall'occupazione per aver detto la verità su Israele, Gaza e la Palestina.
https://youtu.be/fIB5mSAqQEc?feature=shared
Parla un maestro israeliano imprigionato dall'occupazione per aver detto la verità su Israele, Gaza e la Palestina.
https://youtu.be/fIB5mSAqQEc?feature=shared
🤬1
Scienza e Democrazia
A proposito, Israele sarebbe una democrazia?... Sentendo testimonianze come questa ci si chiede che cosa dovrebbero fare a chi ha opinioni diverse dal governo per non esserlo - fucilarli?
1. Israele è una democrazia (...per non dire della "più grande democrazia del Medio Oriente")?
La questione se Israele sia o non sia una democrazia è accuratamente evitata, oppure trattata in maniera benintenzionata ma errata.
Alcuni chiedono retoricamente: potrebbe una democrazia commettere un genocidio? Come dire che oggi anche solo porre il quesito sarebbe fuori luogo.
Ora, per quanto abietta è la decisione di commettere un genocidio, la domanda retorica suddetta fa confusione tra diritti di cittadinanza in uno stato e rapporti di questo con altri stati o popoli.
Per procedere correttamente, cominciamo invece con la definizione che Israele dà di sé come «stato ebraico».
Molti in "Occidente" si scandalizzano e parlano indignati di "teocrazia" quando sentono la locuzione "repubblica islamica", ma non battono ciglio di fronte alla definizione di "stato ebraico".
Sono coerenti?
Per niente.
Si tratta in ambedue i casi di definizioni che - più o meno drasticamente secondo come sono realizzate nella legislazione - mettono a rischio il cardine della democrazia, che è l'eguaglianza tra i cittadini di fronte alla legge. E lo fanno discriminando i cittadini secondo una fede religiosa.
Israele, per autodefinizione, appartiene agli ebrei (quale che sia la loro residenza!).
Ma chi è un "ebreo" per l'ordinamento israeliano?
Secondo la legge israeliana:
«una persona è considerata "ebrea" se o sua madre, nonna, bisnonna e trisnonna erano di religione ebraica; o se la persona si convertì al giudaismo in una maniera soddisfacente per le autorità israeliane, e a condizione che la persona non si fosse convertita dal giudaismo ad altra religione, nel qual caso cessa di essere considerata "ebrea"».
Nel 1983 il parlamento israeliano (la Knesset) approvò a larga maggioranza una legge che vieta a qualsiasi partito di avere nel proprio programma la modifica, con mezzi democratici, del principio dello "stato ebraico".
Quindi in Israele non tutti i cittadini sono uguali: non lo sono sia i non ebrei, sia gli ebrei che si oppongono al concetto di "stato ebraico".
E ciò si applica in tre principali ambiti: i diritti di residenza, il diritto al lavoro e, appunto, la stessa eguaglianza di fronte alla legge.
Per quanto riguarda quest'ultimo punto, i cittadini israeliani devono portare sempre con sé una carta di identità, che definisce la loro "nazionalità", la quale può essere "Ebraica" (N.B.: non "israeliana"!), "Araba", "Drusa" ecc. (Ricorda qualcosa?...). I primi hanno agevolazioni di vario genere, che sono negate agli altri - in particolare se ritornano in Israele dopo essersi trasferiti per un certo periodo all'estero.
In breve: Israele non è una democrazia nel senso implicito, ad esempio, nell'Art. 3 della nostra Costituzione:
«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.»
Un ordinamento statuale che viola questo articolo della costituzione italiana, e che addirittura lo fa in termini di una definizione che è una strana mistura di fede religiosa e dottrina della razza non è una democrazia. [segue]
La questione se Israele sia o non sia una democrazia è accuratamente evitata, oppure trattata in maniera benintenzionata ma errata.
Alcuni chiedono retoricamente: potrebbe una democrazia commettere un genocidio? Come dire che oggi anche solo porre il quesito sarebbe fuori luogo.
Ora, per quanto abietta è la decisione di commettere un genocidio, la domanda retorica suddetta fa confusione tra diritti di cittadinanza in uno stato e rapporti di questo con altri stati o popoli.
Per procedere correttamente, cominciamo invece con la definizione che Israele dà di sé come «stato ebraico».
Molti in "Occidente" si scandalizzano e parlano indignati di "teocrazia" quando sentono la locuzione "repubblica islamica", ma non battono ciglio di fronte alla definizione di "stato ebraico".
Sono coerenti?
Per niente.
Si tratta in ambedue i casi di definizioni che - più o meno drasticamente secondo come sono realizzate nella legislazione - mettono a rischio il cardine della democrazia, che è l'eguaglianza tra i cittadini di fronte alla legge. E lo fanno discriminando i cittadini secondo una fede religiosa.
Israele, per autodefinizione, appartiene agli ebrei (quale che sia la loro residenza!).
Ma chi è un "ebreo" per l'ordinamento israeliano?
Secondo la legge israeliana:
«una persona è considerata "ebrea" se o sua madre, nonna, bisnonna e trisnonna erano di religione ebraica; o se la persona si convertì al giudaismo in una maniera soddisfacente per le autorità israeliane, e a condizione che la persona non si fosse convertita dal giudaismo ad altra religione, nel qual caso cessa di essere considerata "ebrea"».
Nel 1983 il parlamento israeliano (la Knesset) approvò a larga maggioranza una legge che vieta a qualsiasi partito di avere nel proprio programma la modifica, con mezzi democratici, del principio dello "stato ebraico".
Quindi in Israele non tutti i cittadini sono uguali: non lo sono sia i non ebrei, sia gli ebrei che si oppongono al concetto di "stato ebraico".
E ciò si applica in tre principali ambiti: i diritti di residenza, il diritto al lavoro e, appunto, la stessa eguaglianza di fronte alla legge.
Per quanto riguarda quest'ultimo punto, i cittadini israeliani devono portare sempre con sé una carta di identità, che definisce la loro "nazionalità", la quale può essere "Ebraica" (N.B.: non "israeliana"!), "Araba", "Drusa" ecc. (Ricorda qualcosa?...). I primi hanno agevolazioni di vario genere, che sono negate agli altri - in particolare se ritornano in Israele dopo essersi trasferiti per un certo periodo all'estero.
In breve: Israele non è una democrazia nel senso implicito, ad esempio, nell'Art. 3 della nostra Costituzione:
«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.»
Un ordinamento statuale che viola questo articolo della costituzione italiana, e che addirittura lo fa in termini di una definizione che è una strana mistura di fede religiosa e dottrina della razza non è una democrazia. [segue]
❤1👍1👏1
Scienza e Democrazia
1. Israele è una democrazia (...per non dire della "più grande democrazia del Medio Oriente")? La questione se Israele sia o non sia una democrazia è accuratamente evitata, oppure trattata in maniera benintenzionata ma errata. Alcuni chiedono retoricamente:…
2. Qual è l'etica ebraica dei rapporti con chi non è ebreo?
Abbiamo visto che al suo interno Israele è uno stato che divide la sua popolazione secondo l'appartenenza alle varie "nazionalità", e che ciò ha effetti sul trattamento che la legge riserva a ognuno.
Ma che cosa governa, in generale, i rapporti tra chi è ebreo e chi - israelita o no - non lo è?
Tutte le persone, in tutto il mondo, che hanno mantenuto un residuo di umanità sono rimaste inorridite dalla spietatezza mostrata dai militari israeliani nei loro attacchi a un popolo inerme a Gaza, dove nemmeno l'infanzia e la disabilità sono state ostacoli al loro incrudelire; e sono sbigottite dal favore mostrato a queste azioni efferate da gran parte, se non la stragrande maggioranza, della popolazione israeliana.
Le ultime stime danno a circa 377.000 le persone uccise da Israele a Gaza in 20 mesi.
Si tratta di una follia collettiva generata dalla percezione di "assedio" che Israele avrebbe sviluppato dopo l'attentato di Hamas del 7 ottobre 2023?
Purtroppo la verità è un'altra, e per capirlo è necessario premettere che non il Vecchio Testamento o la Torah (cioè il Pentateuco), ma i commentari della tradizione rabbinica, riuniti nel cosiddetto Talmud babilonese, formano la base dell'istruzione etica degli ebrei.
Ovviamente non ci si aspetta che il comune cittadino ebreo padroneggi il Talmud, ma ne sono state fatte sintesi più accessibili che sono ciò che del Talmud conosce il comune fedele.
Andiamo su un punto cruciale.
L'omicidio è, secondo la religione ebraica, un delitto capitale?
La risposta è: dipende (!).
Se ad essere ucciso è un ebreo, esso è considerato uno dei tre peccati più odiosi, insieme all'idolatria e all'adulterio, e si chiede alle autorità religiose e secolari di punirlo anche al di là di quanto previsto dalle leggi.
Se però ad essere ucciso direttamente è un non ebreo (un gentile, o goy) e l'omicida è un ebreo, questi è colpevole solo secondo le "leggi celesti", e non è punibile in tribunale.
Se poi l'omicidio è indiretto, allora lo assolvono anche le "leggi celesti".
L'esempio tipico che viene dato di omicidio indiretto è quello di un gentile caduto in un fossato mentre vi scendeva con una scala. Se, dopo la caduta, arriva un ebreo, tira su la scala e se ne va, impedendo al malcapitato di risalire e condannandolo quindi a una morte atroce, ciò non è proibito «perché [l'omicidio] non è stato fatto direttamente». (Quindi se praticate alpinismo, informatevi preliminarmente sulle convinzioni religiose dei vostri compagni di cordata...).
Per citare un esempio più di attualità, se si bloccano gli aiuti umanitari diretti a Gaza, e si causa cosi la morte per fame, sete, malattie di innumerevoli palestinesi, l'omicidio è stato indiretto e quindi... nessuna colpa, né terrestre né celeste.
Si precisa, tuttavia, che se si suppone che un certo omicidio indiretto di un gentile da parte di un ebreo potrebbe generare ostilità verso gli ebrei, allora è proibito. (Quindi le manifestazioni antisraeliane a qualcosa servono).
Se un gentile sotto giurisdizione ebraica uccide qualcuno, ebreo o no, allora è condannato a morte; ma se anche la vittima era un gentile e l'omicida si converte al giudaismo, allora non è punito!
Tutto ciò riguarda però solo i gentili con cui gli ebrei non sono in guerra. In guerra, invece, dal 1973 si dà ai soldati israeliani la seguente istruzione, reperibile in un apposito libretto:
«Quando le nostre forze incontrano civili durante una guerra o quando sono all'inseguimento durante un'irruzione, qualora non sia certo che questi civili siano incapaci di danneggiare le nostre forze, allora secondo la Halakhah [il sistema legale del giudaismo classico] possono o anche dovrebbero essere uccisi. [...] Mai e poi mai ci si deve fidare di un arabo, nemmeno se dà l'impressione di essere civilizzato [...] In guerra, quando le nostre forze assaltano il nemico, hanno il permesso e anche il dovere, secondo la Halakhah, di uccidere anche buoni civili, cioè civili che, a quanto è dato vedere, sono buoni.»
[segue]
Abbiamo visto che al suo interno Israele è uno stato che divide la sua popolazione secondo l'appartenenza alle varie "nazionalità", e che ciò ha effetti sul trattamento che la legge riserva a ognuno.
Ma che cosa governa, in generale, i rapporti tra chi è ebreo e chi - israelita o no - non lo è?
Tutte le persone, in tutto il mondo, che hanno mantenuto un residuo di umanità sono rimaste inorridite dalla spietatezza mostrata dai militari israeliani nei loro attacchi a un popolo inerme a Gaza, dove nemmeno l'infanzia e la disabilità sono state ostacoli al loro incrudelire; e sono sbigottite dal favore mostrato a queste azioni efferate da gran parte, se non la stragrande maggioranza, della popolazione israeliana.
Le ultime stime danno a circa 377.000 le persone uccise da Israele a Gaza in 20 mesi.
Si tratta di una follia collettiva generata dalla percezione di "assedio" che Israele avrebbe sviluppato dopo l'attentato di Hamas del 7 ottobre 2023?
Purtroppo la verità è un'altra, e per capirlo è necessario premettere che non il Vecchio Testamento o la Torah (cioè il Pentateuco), ma i commentari della tradizione rabbinica, riuniti nel cosiddetto Talmud babilonese, formano la base dell'istruzione etica degli ebrei.
Ovviamente non ci si aspetta che il comune cittadino ebreo padroneggi il Talmud, ma ne sono state fatte sintesi più accessibili che sono ciò che del Talmud conosce il comune fedele.
Andiamo su un punto cruciale.
L'omicidio è, secondo la religione ebraica, un delitto capitale?
La risposta è: dipende (!).
Se ad essere ucciso è un ebreo, esso è considerato uno dei tre peccati più odiosi, insieme all'idolatria e all'adulterio, e si chiede alle autorità religiose e secolari di punirlo anche al di là di quanto previsto dalle leggi.
Se però ad essere ucciso direttamente è un non ebreo (un gentile, o goy) e l'omicida è un ebreo, questi è colpevole solo secondo le "leggi celesti", e non è punibile in tribunale.
Se poi l'omicidio è indiretto, allora lo assolvono anche le "leggi celesti".
L'esempio tipico che viene dato di omicidio indiretto è quello di un gentile caduto in un fossato mentre vi scendeva con una scala. Se, dopo la caduta, arriva un ebreo, tira su la scala e se ne va, impedendo al malcapitato di risalire e condannandolo quindi a una morte atroce, ciò non è proibito «perché [l'omicidio] non è stato fatto direttamente». (Quindi se praticate alpinismo, informatevi preliminarmente sulle convinzioni religiose dei vostri compagni di cordata...).
Per citare un esempio più di attualità, se si bloccano gli aiuti umanitari diretti a Gaza, e si causa cosi la morte per fame, sete, malattie di innumerevoli palestinesi, l'omicidio è stato indiretto e quindi... nessuna colpa, né terrestre né celeste.
Si precisa, tuttavia, che se si suppone che un certo omicidio indiretto di un gentile da parte di un ebreo potrebbe generare ostilità verso gli ebrei, allora è proibito. (Quindi le manifestazioni antisraeliane a qualcosa servono).
Se un gentile sotto giurisdizione ebraica uccide qualcuno, ebreo o no, allora è condannato a morte; ma se anche la vittima era un gentile e l'omicida si converte al giudaismo, allora non è punito!
Tutto ciò riguarda però solo i gentili con cui gli ebrei non sono in guerra. In guerra, invece, dal 1973 si dà ai soldati israeliani la seguente istruzione, reperibile in un apposito libretto:
«Quando le nostre forze incontrano civili durante una guerra o quando sono all'inseguimento durante un'irruzione, qualora non sia certo che questi civili siano incapaci di danneggiare le nostre forze, allora secondo la Halakhah [il sistema legale del giudaismo classico] possono o anche dovrebbero essere uccisi. [...] Mai e poi mai ci si deve fidare di un arabo, nemmeno se dà l'impressione di essere civilizzato [...] In guerra, quando le nostre forze assaltano il nemico, hanno il permesso e anche il dovere, secondo la Halakhah, di uccidere anche buoni civili, cioè civili che, a quanto è dato vedere, sono buoni.»
[segue]
👍1
Scienza e Democrazia
1. Israele è una democrazia (...per non dire della "più grande democrazia del Medio Oriente")? La questione se Israele sia o non sia una democrazia è accuratamente evitata, oppure trattata in maniera benintenzionata ma errata. Alcuni chiedono retoricamente:…
[continua]
Dati i limiti di spazio della nostra trattazione, pensiamo che questo brano possa bastare a spiegare ciò che sarebbe altrimenti inesplicabile in quanto successo a Gaza.
Con una tale istruzione religiosa ufficiale, il massacro dei palestinesi diventa quasi un atto sacramentale.
E sempre secondo la regola giudaica, la questione di come dovrebbero essere trattati i palestinesi "in pace" è molto semplice: «se gli ebrei hanno abbastanza potere, è il loro dovere religioso espellere i palestinesi».
Ma c'è di peggio: poiché autorità religiose identificano i palestinesi con le nazioni che occupavano la Palestina prima della sua conquista da parte di Giosuè (come i cananei e gli amaleciti), il loro destino è segnato:
«Tutte queste nazioni devono essere totalmente sterminate, e il Talmud e la letteratura talmudica ripetono le esortazioni genocidarie bibliche con ancora maggiore veemenza. [...]
Di fatto non è raro per soldati riservisti convocati per un turno sulla Striscia di Gaza ricevere una "conferenza di istruzione" in cui si dice loro che i palestinesi di Gaza sono "come gli amaleciti"».
In altre parole, il genocidio è l'elefante nella stanza dell'etica dello "stato ebraico".
Ecco spiegata la vera origine dell'ipersensibilità al solo sentirlo nominare.
Ci fermiamo qui con l'esemplificazione, senza entrare in altre questioni che sono prova di una degradazione dell'etica, come il trattamento dei gentili, e in particolare delle donne (considerate tutte prostitute), per non dire del disprezzo più offensivo verso i cristiani (i Vangeli non possono essere citati nemmeno nelle scuole ebree israeliane attuali) e, in misura minore, i musulmani (in sostanza equiparati a gentili).
Vale la pena però citare il giudizio sulla rapina violenta di un gentile da parte di un ebreo: essa è permessa se il gentile e sotto giurisdizione ebraica. Le autorità rabbiniche differiscono sulle circostanze che rendono lecito questo atto, ma in definitiva la sua legittimità dipende dai rapporti di forza:
«Ciò può spiegare perché così pochi rabbini hanno protestato contro la rapina di proprietà palestinese in Israele: aveva alle spalle un sovrabbondante potere ebraico».
Evidentemente, nessun popolo civile vorrebbe stringere legami con Israele se fosse consapevole di quanto sopra. Ed è per questo che informazioni elementari come quelle qui brevemente presentate non saranno mai trasmesse da nessuna rete televisiva, al contrario di quanto si fa, ad esempio, sull'islamismo.
Per esempio, adesso il lettore sarà in grado di capire che cosa volesse dire Ursula Von der Leyen l'8 aprile di quest'anno quando dichiarò che «l'Europa ha i valori del Talmud, il senso ebraico di responsabilità personale, di giustizia e di solidarietà»...
Una buona idea dirlo - per rendere omaggio allo stato che porta avanti il noto modello tedesco degli anni Trenta - in questa maniera, cioè senza che i popoli dell'UE capissero, giusto?
Naturalmente anche in Israele ci sono persone che riprovano con la massima fermezza, fino a sfidare la persecuzione e l'arresto, le scelte criminali del proprio governo, che considerano assurde le sue giustificazioni religiose, e che si fanno guidare nei rapporti con il prossimo, di qualsiasi o di nessuna religione, da regole ben diverse da quelle previste dal Talmud.
Ed è a una di queste persone che dedicheremo l'ultima puntata di questa serie. [segue]
Dati i limiti di spazio della nostra trattazione, pensiamo che questo brano possa bastare a spiegare ciò che sarebbe altrimenti inesplicabile in quanto successo a Gaza.
Con una tale istruzione religiosa ufficiale, il massacro dei palestinesi diventa quasi un atto sacramentale.
E sempre secondo la regola giudaica, la questione di come dovrebbero essere trattati i palestinesi "in pace" è molto semplice: «se gli ebrei hanno abbastanza potere, è il loro dovere religioso espellere i palestinesi».
Ma c'è di peggio: poiché autorità religiose identificano i palestinesi con le nazioni che occupavano la Palestina prima della sua conquista da parte di Giosuè (come i cananei e gli amaleciti), il loro destino è segnato:
«Tutte queste nazioni devono essere totalmente sterminate, e il Talmud e la letteratura talmudica ripetono le esortazioni genocidarie bibliche con ancora maggiore veemenza. [...]
Di fatto non è raro per soldati riservisti convocati per un turno sulla Striscia di Gaza ricevere una "conferenza di istruzione" in cui si dice loro che i palestinesi di Gaza sono "come gli amaleciti"».
In altre parole, il genocidio è l'elefante nella stanza dell'etica dello "stato ebraico".
Ecco spiegata la vera origine dell'ipersensibilità al solo sentirlo nominare.
Ci fermiamo qui con l'esemplificazione, senza entrare in altre questioni che sono prova di una degradazione dell'etica, come il trattamento dei gentili, e in particolare delle donne (considerate tutte prostitute), per non dire del disprezzo più offensivo verso i cristiani (i Vangeli non possono essere citati nemmeno nelle scuole ebree israeliane attuali) e, in misura minore, i musulmani (in sostanza equiparati a gentili).
Vale la pena però citare il giudizio sulla rapina violenta di un gentile da parte di un ebreo: essa è permessa se il gentile e sotto giurisdizione ebraica. Le autorità rabbiniche differiscono sulle circostanze che rendono lecito questo atto, ma in definitiva la sua legittimità dipende dai rapporti di forza:
«Ciò può spiegare perché così pochi rabbini hanno protestato contro la rapina di proprietà palestinese in Israele: aveva alle spalle un sovrabbondante potere ebraico».
Evidentemente, nessun popolo civile vorrebbe stringere legami con Israele se fosse consapevole di quanto sopra. Ed è per questo che informazioni elementari come quelle qui brevemente presentate non saranno mai trasmesse da nessuna rete televisiva, al contrario di quanto si fa, ad esempio, sull'islamismo.
Per esempio, adesso il lettore sarà in grado di capire che cosa volesse dire Ursula Von der Leyen l'8 aprile di quest'anno quando dichiarò che «l'Europa ha i valori del Talmud, il senso ebraico di responsabilità personale, di giustizia e di solidarietà»...
Una buona idea dirlo - per rendere omaggio allo stato che porta avanti il noto modello tedesco degli anni Trenta - in questa maniera, cioè senza che i popoli dell'UE capissero, giusto?
Naturalmente anche in Israele ci sono persone che riprovano con la massima fermezza, fino a sfidare la persecuzione e l'arresto, le scelte criminali del proprio governo, che considerano assurde le sue giustificazioni religiose, e che si fanno guidare nei rapporti con il prossimo, di qualsiasi o di nessuna religione, da regole ben diverse da quelle previste dal Talmud.
Ed è a una di queste persone che dedicheremo l'ultima puntata di questa serie. [segue]
Telegram
Robin Monotti ( + Cory Morningstar )
HARVARD UNIVERSITY REPORT by Yaakov Garb on the Harvard Dataverse, indicates 377,000 Palestinians are currently unaccounted for in Gaza, based on IDF population data and spatial analysis.
The report maps the current population in Gaza City (1 million),…
The report maps the current population in Gaza City (1 million),…
👍2
Scienza e Democrazia
[continua] Dati i limiti di spazio della nostra trattazione, pensiamo che questo brano possa bastare a spiegare ciò che sarebbe altrimenti inesplicabile in quanto successo a Gaza. Con una tale istruzione religiosa ufficiale, il massacro dei palestinesi…
Esempio.
Chi ha letto le due note precedenti non troverà nulla di sorprendente in questa notizia.
E ovviamente la questione non riguarda solo gli arabi-israeliani.
Chi ha letto le due note precedenti non troverà nulla di sorprendente in questa notizia.
E ovviamente la questione non riguarda solo gli arabi-israeliani.
Telegram
L'AntiDiplomatico
"Non posso provare compassione per gli israeliani in questo momento"
Diviene virale in rete questa testimonianza di un cittadino cinese che si trova in Israele per lavoro
---------
🇮🇷🚨 C'è un aggressore e un aggr... Per tutti gli aggiornamenti sulla guerra…
Diviene virale in rete questa testimonianza di un cittadino cinese che si trova in Israele per lavoro
---------
🇮🇷🚨 C'è un aggressore e un aggr... Per tutti gli aggiornamenti sulla guerra…
❤2
Scienza e Democrazia
Esempio. Chi ha letto le due note precedenti non troverà nulla di sorprendente in questa notizia. E ovviamente la questione non riguarda solo gli arabi-israeliani.
Altra (ben nota) atroce conferma...
...che Israele non riconosce i "diritti umani" nel senso elaborato dal pensiero occidentale.
Non c'è Eurovision o Olimpiadi che tengano: Israele, e lo stato profondo USA che ne è controllato, non fanno parte della tradizione democratica liberale. (cfr. qui e qui).
...che Israele non riconosce i "diritti umani" nel senso elaborato dal pensiero occidentale.
Non c'è Eurovision o Olimpiadi che tengano: Israele, e lo stato profondo USA che ne è controllato, non fanno parte della tradizione democratica liberale. (cfr. qui e qui).
+972 Magazine
‘The Hunger Games’: Inside Israel’s aid death traps for starving Gazans
Near-daily Israeli massacres at food distribution sites have killed over 400 Palestinians in the past month alone.
🤬1
Scienza e Democrazia
Altra (ben nota) atroce conferma... ...che Israele non riconosce i "diritti umani" nel senso elaborato dal pensiero occidentale. Non c'è Eurovision o Olimpiadi che tengano: Israele, e lo stato profondo USA che ne è controllato, non fanno parte della tradizione…
ANSA.it
Medio Oriente, Trump irrompe nel processo Netanyahu: 'Annullatelo'
'Caccia alle streghe'. Israele ferma per 48 ore gli aiuti a Gaza (ANSA)
Il grafico pubblicato da Trump su Truth mostra chiaramente...
...che la prescrizione di una singola percentuale del PIL da devolvere in spese militari (il 5%, secondo gli USA, che però attualmente stanno... al 3,38%!) non è stata calcolata sulla base di un'analisi di (sia pure ipotetici) bisogni strategici, ma come strumento di soffocamento delle economie europee e di compressione dello stato sociale.
L'Italia è attualmente 26ma come percentuale del PIL, ma sesta come miliardi di dollari. Già spendiamo per la "difesa" l'immensa somma annuale di 34,5 miliardi di dollari, cioè circa 29,5 miliardi di euro. La legge di bilancio del 2024 (la "finanziaria") stanziava 28 miliardi di euro!
Che solo il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez si sia rifiutato di aderire dimostra ancora una volta che il vero problema politico del nostro secolo è come intervenire in tempo utile a impedire scelte dei governo che tradiscono la volontà delle nazioni e compromettono le priorità stabilite dalle loro carte costituzionali.
...che la prescrizione di una singola percentuale del PIL da devolvere in spese militari (il 5%, secondo gli USA, che però attualmente stanno... al 3,38%!) non è stata calcolata sulla base di un'analisi di (sia pure ipotetici) bisogni strategici, ma come strumento di soffocamento delle economie europee e di compressione dello stato sociale.
L'Italia è attualmente 26ma come percentuale del PIL, ma sesta come miliardi di dollari. Già spendiamo per la "difesa" l'immensa somma annuale di 34,5 miliardi di dollari, cioè circa 29,5 miliardi di euro. La legge di bilancio del 2024 (la "finanziaria") stanziava 28 miliardi di euro!
Che solo il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez si sia rifiutato di aderire dimostra ancora una volta che il vero problema politico del nostro secolo è come intervenire in tempo utile a impedire scelte dei governo che tradiscono la volontà delle nazioni e compromettono le priorità stabilite dalle loro carte costituzionali.
👍1
Scienza e Democrazia
Il grafico pubblicato da Trump su Truth mostra chiaramente... ...che la prescrizione di una singola percentuale del PIL da devolvere in spese militari (il 5%, secondo gli USA, che però attualmente stanno... al 3,38%!) non è stata calcolata sulla base di un'analisi…
Il padrino.
In nome della democrazia... il presidente USA minaccia la Spagna:
l'economia spagnola «potrebbe essere distrutta da un incidente».
In nome della democrazia... il presidente USA minaccia la Spagna:
l'economia spagnola «potrebbe essere distrutta da un incidente».
Telegram
InfoDefenseITALIA
🇺🇸🇺🇳🇪🇸TRUMP HA DEFINITO "TERRIBILE" LA RILUTTANZA DELLA SPAGNA AD AUMENTARE LA SPESA PER LA NATO E HA IPOTIZZATO CHE L'ECONOMIA SPAGNOLA "POTREBBE ESSERE DISTRUTTA DA QUALCHE INCIDENTE
🔈Domanda sulla Spagna. È soddisfatto della situazione odierna...
🗣"Oh…
🔈Domanda sulla Spagna. È soddisfatto della situazione odierna...
🗣"Oh…
🤬2
Il padrino (parte II).
Donald Trump interviene con un fluviale messaggio per chiedere l'immunità per Netanyahu da parte della giustizia israeliana.
Donald Trump interviene con un fluviale messaggio per chiedere l'immunità per Netanyahu da parte della giustizia israeliana.
Telegram
InfoDefenseITALIA
🇺🇸🇮🇱 "SONO STATI GLI STATI UNITI D'AMERICA A SALVARE ISRAELE, E ORA SARANNO GLI STATI UNITI D'AMERICA A SALVARE BIBI NETANYAHU" - Trump
🗣"ULTIME NOTIZIE... Sono rimasto scioccato nell'apprendere che lo Stato di Israele, che ha appena vissuto uno dei momenti…
🗣"ULTIME NOTIZIE... Sono rimasto scioccato nell'apprendere che lo Stato di Israele, che ha appena vissuto uno dei momenti…
🤮2🤬1
Matematica e realtà per economisti.
Il segretario di Italia Viva e professore di economia politica, Luigi Marattin, ha scritto, per giunta insultando grevemente chi non considerasse evidente il suo argomento:
«Se bisogna passare dal 2% al 3,5% del Pil in 10 anni - e un punto di Pil sono 20 miliardi - tutti sono in grado di capire che stiamo parlando di 30 miliardi. Cioè 3 miliardi all'anno».
Speriamo proprio non tutti...
Il ragionamento è infatti sbagliato di fatto e nel merito.
È sbagliato di fatto, perché non è al 3,5% del PIL che bisognerebbe arrivare, ma al 5%, se si includono (e non si capisce perché non si debbano) anche le «spese per la sicurezza nazionale in senso lato».
È sbagliato nel merito, perché assume che «passare dal 2% al 3,5% del Pil in 10 anni» significhi che per 9 anni potremmo continuare a spendere la stessa percentuale, e salire al 3,5% solo nel decimo anno. Cioè che il governo Meloni abbia ottenuto qualcosa come una proroga fino a un massimo di 9 anni sull'aumento percentuale della spesa militare! (E fra 9 anni chissà se la NATO esisterà ancora..)..
Ma perché non gliel'hanno spiegato alla Spagna, così evitavano di fare tanto clamore?...
Se invece pensiamo che l'aumento della percentuale debba essere graduale, il risultato è molto diverso.
Supponiamo che la crescita sia "il più graduale possibile", cioè lineare, nel senso che nel primo anno si aumenta di 3/10, nel secondo di 3/10 per 2, ... e infine nel decimo anno di 3/10 per 10, con l'arrivo finale a 2+3 = 5 punti percentuali.
La spesa militare aggiuntiva in questo decennio sarebbe allora, considerando 20 miliardi a punto percentuale:
(3/10)x(1+2+....+10)x(20) = 330 miliardi di euro
che è certamente più vicino a 400 che a 30, e in media annua non è certo 3 miliardi (valli a buttare...) ma 33. Cioè una legge di bilancio in più ogni anno!
In conclusione, «l'aritmetica» non permette di minimizzare quello che sarebbe un insensato dissanguamento delle risorse nazionali.
L'unica speranza è che questo pessimo tra i governi italiani paghi il fio di tutte le sue scelleratezze - compresa questa ennesima prova di servilismo "atlantico".
Il segretario di Italia Viva e professore di economia politica, Luigi Marattin, ha scritto, per giunta insultando grevemente chi non considerasse evidente il suo argomento:
«Se bisogna passare dal 2% al 3,5% del Pil in 10 anni - e un punto di Pil sono 20 miliardi - tutti sono in grado di capire che stiamo parlando di 30 miliardi. Cioè 3 miliardi all'anno».
Speriamo proprio non tutti...
Il ragionamento è infatti sbagliato di fatto e nel merito.
È sbagliato di fatto, perché non è al 3,5% del PIL che bisognerebbe arrivare, ma al 5%, se si includono (e non si capisce perché non si debbano) anche le «spese per la sicurezza nazionale in senso lato».
È sbagliato nel merito, perché assume che «passare dal 2% al 3,5% del Pil in 10 anni» significhi che per 9 anni potremmo continuare a spendere la stessa percentuale, e salire al 3,5% solo nel decimo anno. Cioè che il governo Meloni abbia ottenuto qualcosa come una proroga fino a un massimo di 9 anni sull'aumento percentuale della spesa militare! (E fra 9 anni chissà se la NATO esisterà ancora..)..
Ma perché non gliel'hanno spiegato alla Spagna, così evitavano di fare tanto clamore?...
Se invece pensiamo che l'aumento della percentuale debba essere graduale, il risultato è molto diverso.
Supponiamo che la crescita sia "il più graduale possibile", cioè lineare, nel senso che nel primo anno si aumenta di 3/10, nel secondo di 3/10 per 2, ... e infine nel decimo anno di 3/10 per 10, con l'arrivo finale a 2+3 = 5 punti percentuali.
La spesa militare aggiuntiva in questo decennio sarebbe allora, considerando 20 miliardi a punto percentuale:
(3/10)x(1+2+....+10)x(20) = 330 miliardi di euro
che è certamente più vicino a 400 che a 30, e in media annua non è certo 3 miliardi (valli a buttare...) ma 33. Cioè una legge di bilancio in più ogni anno!
In conclusione, «l'aritmetica» non permette di minimizzare quello che sarebbe un insensato dissanguamento delle risorse nazionali.
L'unica speranza è che questo pessimo tra i governi italiani paghi il fio di tutte le sue scelleratezze - compresa questa ennesima prova di servilismo "atlantico".
Telegram
la fionda📕
MARATTIN E I CONTI DEI SERVI
⚔️Il vertice NATO dell'Aja ha partorito una Dichiarazione finale che prevede la spesa del 5% pil annuale nel militare: ("Allies commit to invest 5% of GDP" Dichiarazione, punto 2).
💸 Dato che il pil dell'Italia del 2024 è di…
⚔️Il vertice NATO dell'Aja ha partorito una Dichiarazione finale che prevede la spesa del 5% pil annuale nel militare: ("Allies commit to invest 5% of GDP" Dichiarazione, punto 2).
💸 Dato che il pil dell'Italia del 2024 è di…
❤1👍1💯1