Scienza e Democrazia
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Altri fantasmi che riappaiono... ...come se niente fosse nei salotti televisivi, o lo faranno alla prima occasione: - Eva Cantarella: «"Da matti non fare subito il vaccino. È la nostra opportunità per tornare a vivere"». (18.II.2021) - Anna Oliverio Ferraris:…
Il premio.

O meglio, la consacrazione.

16 gennaio 2021
< < «Vaccinarsi è un impegno etico fondamentale». Non usa giri di parole Telmo Pievani, docente di Filosofia delle scienze biologiche all’Università di Padova e autore di numerose pubblicazioni nazionali e internazionali, che ieri ha inaugurato «A scuola d’attualità», il nuovo ciclo di conferenze, organizzato nell’auditorium digitale di iSchool e aperto a tutti. E da filosofo, aggiunge: «Il vaccino non è una limitazione della libertà individuale. Serve per garantire quella degli altri, perché se io sono portatore di un agente patogeno divento un’arma biologica per chi mi sta vicino, che magari è un soggetto immunodepresso o ha delle vulnerabilità». > >

17 giugno 2025
«Non me l'aspettavo». (Noi sì).
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Il premio. O meglio, la consacrazione. 16 gennaio 2021 < < «Vaccinarsi è un impegno etico fondamentale». Non usa giri di parole Telmo Pievani, docente di Filosofia delle scienze biologiche all’Università di Padova e autore di numerose pubblicazioni nazionali…
Spiegazione.

Il 16 gennaio 2021 era meno di tre settimane da quando la campagna pseudovaccinale era cominciata. Pievani era dunque una delle primissime personalità pubbliche a pronunciarsi a favore.

La campagna stessa era stata permessa sulla base di un'autorizzazione commerciale - non un'approvazione - dei prodotti in questione, a sua volta giustificata dall'assunto (falso) che era in corso un'emergenza sanitaria contro cui la medicina non avesse sistemi di contrasto efficaci.

Anche chi fosse stato personalmente ottimista circa l'efficacia, l'innocuità e l'insostituibilità di questi pseudovaccini avrebbe dovuto ammettere, soprattutto se filosofo o scienziato, che compiva un atto di fede (possibile, peraltro, solo per chi non avesse avuto alcuna competenza in materia).

Parlare del «vaccinarsi» come «impegno etico fondamentale» in questa situazione era quindi mistificare l'opinione pubblica, e tradire il dovere dell'intellettuale di commisurare le proprie affermazioni pubbliche alle prove oggettive disponibili.

Un cattivo esempio, non certo un autore da sottoporre alla riflessione degli studenti per la maturità.
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Ci sono voluti 19 mesi perché "tutti" cominciassero ad ammettere l'evidenza... ...e se la prendono anche con chi li considera i cinici ipocriti che erano e sono. Qui parla l'uomo che aveva chiamato il genocidio dei palestinesi una «trappola mediatica» e…
Tajani non si rende ormai neppure conto che sta mentendo...

...a tal punto questa per lui è diventata una maniera normale di comunicare.

L'Iran che avrebbe superato una linea rossa, Israele che avrebbe avuto diritto all'autodifesa...

Non è che costui deve credere a qualche controparte politica, ma almeno dovrebbe far riferimento a pareri ufficiali, come la direttrice dei servizi segreti USA e lo stesso direttore dell'AIEA (nonostante l'evidente filosionismo), se non gli basta il giudizio di un vero esperto in materia, per giunta italiano.

Un ministro così non dovrebbe risarcire i danni morali, quanto meno, al popolo italiano, di cui sta danneggiando l'immagine a livello globale? Se la magistratura di questo non si occupa, di che cosa si occupa?
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Che cosa significa l'aziendalizzazione del servizio sanitario nazionale? In breve: significa "prima il bilancio, poi i pazienti". Ecco un esempio, testimoniato da un dirigente medico a Palermo. «Secondo Caronia, nel reparto si sarebbero effettuati interventi…
La maggioranza di governo in carica non è solo guerrafondaia, ma è anche all'opera per lo smantellamento...

...del servizio sanitario nazionale, il suo controllo da parte di una rete mafiosa di primari e dirigenti, l'incentivazione della sanità privata, e la creazione, sul bisogno inevaso di assistenza medica pubblica, di clientele a fini di lucro ed elettorali.

Il tutto abbinato alla demolizione dei presidî giudiziari (leggi, come quella che ha depenalizzato l'abuso d'ufficio, e strumenti di indagini, come quella che ha ridotto a un massimo di 45 giorni le intercettazioni telefoniche) che potevano aiutare a contrastare questa deriva.

Se qualcuno si chiede ancora come si spieghi l'estrema cedevolezza della classe medico-sanitaria durante la stagione covid-19, troverà utile innanzitutto collocarla sullo sfondo esposto in questo discorso di Roberto Scarpinato.
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Ecco perché gli "italiani" non capiscono niente di quello che sta succedendo...
Esempio di giornalismo ANSA.

L'ANSA dà la notizia del bombardamento del reattore iraniano di Arak, e lo affianca al missile che ha danneggiato l'ospedale israeliano di Soroka.

Già l'accostamento tra i due eventi è disinformazione.

L'ospedale Soroka è un ospedale di emergenza, destinato principalmente ai militari (da almeno 10 anni).

Ma che l'Iran volesse colpirlo è quanto meno dubbio. L'ospedale Soroka si trova infatti all'interno di un'area militare.

Peggio ancora, l'ultimo paese che avrebbe dovuto indignarsi anche nel caso - come abbiamo detto, non provato - che proprio l'ospedale fosse il bersaglio dell'Iran è Israele - che ha ripetutamente bombardato ospedali, personale sanitario e degenti, a Gaza per 20 mesi!

Per non dire dell'assassinio di civili disarmati che ogni giorno l'esercito israeliano perpetra sistematicamente, approfittando dei momenti in cui fanno la fila per ricevere un po' di cibo.

Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha dichiarato:

«Il malvagio regime iraniano ha oltrepassato ogni limite morale. Solo la feccia della terra lancia missili contro bambini ricoverati in ospedale e anziani nei loro letti di degenza. Che il mondo intero lo sappia: questo è un regime terroristico crudele che deve essere sradicato, per la sicurezza di Israele e di tutto il mondo libero».

Solo la feccia del mondo colpisce gli ospedali e i bambini ricoverati: finalmente possiamo essere d'accordo con il governo israeliano nella definizione di ciò che è diventato Israele.

Invece il bombardamento degli impianti nucleari iraniani da parte di Israele è una notizia genuina: l'obiettivo era proprio l'impianto nucleare (non ancora attivo) di Arak.

Ma un giornalismo onesto avrebbe dovuto dire, contestualmente, che tale bombardamento segue di pochi giorni l'avvertimento del direttore di AIEA Rafael Grossi (13 giugno):

«Gli impianti nucleari non devono mai essere attaccati, non importa quale sia il contesto o le circostanze»

In altre parole, per quanto è dato sapere, l'Iran - l'aggredito - sta prendendo di mira (a grande distanza) siti militari e non ospedali, Israele - l'aggressore - viola invece ogni regola di condotta bellica, tra l'altro massacrando vigliaccamente e a distanza ravvicinata civili (in Palestina) e, oltre a uccidere civili, lanciando missili su strutture nucleari (in Iran) anche poco dopo essere stato ammonito di non farlo.

Associare le due notizie, come fa ANSA, crea un equilibrio illusorio tra le responsabilità, e distorce la percezione di ciò che sta avvenendo tra Iran e Israele.

Questa sarebbe appunto la fonte di notizie più affidabile secondo l'italiano medio...
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L'illegittimità di Zelensky.

In questo canale l'abbiamo detto e ripetuto (per esempio sette mesi fa e un mese fa), con riferimenti testuali alla Costituzione ucraina: Zelensky non è il presidente legittimo dell'Ucraina.

Dal maggio 2024.

Adesso Putin ripete che il punto non è se vuole o non vuole incontrare Zelensky (come i nostri pseudogiornalisti sono andati scrivendo all'unanimità) - ma:

- Una volta raggiunto l'accordo con Zelensky o chiunque altro, quale autorità legittima ucraina lo firmerà? Perché sicuramente Zelensky non può farlo.

L'"Occidente", invitando e incontrando Zelensky come se fosse ciò che non è, ha realizzato un secondo colpo di stato in Ucraina. Che dura da più di un anno.

E lo fa con la complicità di tutte le principali testate giornalistiche e televisive.

In Iran vorrebbero fare qualcosa di simile
. E già ci sono i candidati per il ruolo di burattino dell'"Occidente".

La strategia generale, che riguardava l'Africa e il Medio Oriente, era stata denunciata nel 2004 dal generale NATO Wesley Clark.

È probabile che il vero scopo della provocazione USA attraverso l'Ucraina fosse di tenere impegnata la Russia e impedirle di intervenire per opporsi alle manovre dell'imperialismo USA-Israele, che miravano al controllo di «Afganistan, Iraq, Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e per finire l'Iran».

Di che si parla nel nostro Parlamento se non si parla di questo?
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Omaggio a Gaza.
[da Eduardo Muscara]

«Il mondo crede
che Gaza è occupata da
Israele.
La verità è che
tutto il mondo
è occupato
da Israele
tranne
Gaza
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Il discorso del rappresentante permanente dell'Iran alla riunione d'urgenza dell'ONU.

Ieri, 20 giugno, Amir Saeed Iravani ha tenuto un discorso dove ha sottolineato la perdita di credibilità dell'ONU se non agirà, in accordo con la carta dell'ONU, contro la guerra preventiva di Israele.

La migliore dimostrazione della dissoluzione del diritto internazionale è che l'intero discorso di Iravani, sia dal punto di vista dei fatti che del diritto, è irrefutabile.

Eppure le cancellerie occidentali e la stampa al loro servizio (cioè tutta tranne rare eccezioni) continuano a parlare della necessità di un cambio di regime in Iran, dell'eliminazione del suo capo spirituale, di «resa incondizionata» dell'Iran ecc. - senza nemmeno una parola sul vero criminale internazionale all'origine di questa crisi, che è il regime di Israele, anche colpevole, e sotto gli occhi di tutti, di crimini mostruosi e continuativi a Gaza e in Cisgiordania.

Ecco la traduzione di un estratto:

«La risoluzione del Consiglio di Sicurezza 487, adottata all'unanimità, enuncia chiaramente che un qualsiasi attacco su impianti nucleari tutelati è considerato un attacco al regime di tutele dell'AIEA e allo stesso Trattato di Non Proliferazione (NPT).

Il Consiglio di Sicurezza deve stare alle proprie risoluzioni. L'inazione in questo momento critico segnalerebbe alla comunità internazionale che il diritto internazionale e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sono applicati selettivamente e con doppi standard.

Se crolla il regime di non proliferazione, questo Consiglio, insieme a Israele, ne porterà la responsabilità.»
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La dichiarazione che avremmo voluto dal presidente della Repubblica...

...italiana:

«La Croazia dovrebbe riconoscere la Palestina.

Israele sta portando avanti una politica criminale e noi non dovremmo avere nulla a che fare con uno Stato del genere perché parte della sua leadership è composta da criminali.»
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Sotto l'amministrazione Trump, è più dignitoso essere addetto alle pulizie della Casa Bianca...

...che direttore dei servizi segreti statunitensi.

Dopo l'"avvertimento" di Trump, Tulsi Gabbard ritratta quanto detto sul fatto che l'Iran non stava costruendo un'arma nucleare.

E, paradossalmente, il voltafaccia coincide con quello - di senso contrario! - del direttore dell'AIEA.

Ma - un minimo di buon senso : se è vero (e non è vero) che l'Iran era «a poche settimane o pochi mesi» (stima molto precisa, come si vede...) dal disporre di un'arma nucleare qualora avesse deciso di portarne a termine lo sviluppo, quale migliore motivazione e giustificazione che essere aggredito da un paese che possiede almeno 90 testate nucleari?

E senza l'attacco di Israele, quale ragione avrebbe avuto l'Iran di rischiare una denuncia dell'AIEA ai cui controlli - a differenza di Israele! - continuava a sottoporsi?

E - a proposito - perché Israele dovrebbe avere armi nucleari anche se, mentendo, nega di averle?

Una storia che ricorda quella del lupo e dell'agnello.
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Non conosciamo la divisione per fascia d'età...

...del risultato più pubblicizzato di questo interessante sondaggio. Le fasce d'età considerate nel campione (di 500 unità), a quanto sembra di capire, sono tre, di approssimativamente lo stesso numero: 18-34 anni; 35-54 anni; 55 anni e più.

Le loro opinioni differiscono notevolmente. Per esempio, per quanto riguarda la forza del legame sentito con la patria, abbiamo le seguenti percentuali: 67% 18-34 anni; 70% 35-54 anni; 85% 55 anni e più, e quindi una media complessiva del 75%.

Il dato meno sorprendente è appunto quello più pubblicizzato: solo una minoranza di italiani si è detta pronta ad arruolarsi nell'esercito, anche «in casi di estrema necessità» - il 44%.

Ovviamente la notizia non è stata data così da altre fonti, come la benemerita ANSA, ma al contrario: «quasi uno su due italiani» ecc. Il bicchiere era quasi mezzo pieno...

Ma la considerazione delle risposte secondo la fascia d'età potrebbe darci qualche sorpresa.

Supponiamo
, ad esempio, che a pronunciarsi a favore siano state le percentuali: 10% 18-34 anni; 32% 35-54 anni; 90% 55 anni e più.

Significherebbe che 9 su 10 ultra-55enni sarebbero disposti ad andare al fronte.

Alcuni sapendo che non sarebbero "la prima scelta" in un'eventuale selezione (in ossequio all'italico motto: "Armiamoci e partite!").

Altri, più generosamente, pensando che sarebbe una fine più onorevole (e forse fonte di indennizzo per la famiglia del caduto) morire sul fronte... che a causa di una pensione da fame.

Quindi il risultato del sondaggio, esaminato alla luce del maggiore "patriottismo" dei pensionandi e pensionati, darebbe un'idea dell'ipotetica truppa italiana non eccessivamente entusiasmante dal punto di vista dei bellicisti.

In ogni caso non viviamo in tempi in cui un intervistato, posto di fronte a quesiti di tal genere, sia incline a dire la sua reale opinione. Il meno che possa sospettare è che l'anonimato possa essere violato in qualche maniera per lui imponderabile - e pericolosa.

E allora ecco che il sondaggio, scremato di questi effetti (età e autocensura) potrebbe finire col darci un'immagine più attraente e fedele alla Costituzione degli italiani "in età da divisa".
Forza Roma!

«Se Israele rivendica un territorio suo di 2000 anni fa, perché noi non possiamo rivendicare il nostro?»
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