Scienza e Democrazia
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3. "Ma allora perché quei certi politici fanno propaganda al voto?" In queste settimane, come sempre in occasione delle elezioni, appaiono in vari formati inviti ad andare alle urne, da parte di esponenti partitici di dubbia caratura etico-politica e soprattutto…
4. Altre ragioni della diminuzione dell'affluenza alle urne

Naturalmente non sono solo gli inviti alle urne da parte di partiti e figure di governo a causare una diminuzione dei votanti.

Un'altra ragione è l'esplodere di scandali di corruzione politica - meglio se in prossimità delle elezioni. E meglio ancora se riguardano compravendita di voti, finanziamento illecito di partiti, o appropriazione di fondi pubblici per scopi privati.

Molti cittadini ne ricevono allora l'impressione che tutto nelle elezioni sia truccato (forse anche lo spoglio delle schede); che i partiti prosperino nell'illegalità; e che la venalità e l'ambizione personale, nel senso deteriore del termine, siano le motivazioni principali di una carriera politica.

Una terza ragione di sfiducia nel voto è la delusione che moltissimi cittadini provano nel constatare, così spesso, il cambiamento di atteggiamento da prima a dopo le elezioni dei loro candidati, anche in forme clamorose.

Con le attuali regole, in effetti, la campagna elettorale di un partito o di un candidato può essere una totale finzione scenica, in cui le reali intenzioni si potranno scoprire solo a urne chiuse.

Ciò che manca è una legge sulle candidature e i partiti che preveda che ogni candidato debba rispettare nei suoi futuri comportamenti di voto una lista di punti programmatici fondamentali, e che, in caso di violazione, dovrebbe dimettersi dal parlamento (e non solo dal partito).

A volte si difende la doppiezza e il trasformismo dei parlamentari citando l'art. 67 della Costituzione, che dice: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato

Alcuni pensano che ciò significhi: una volta eletto, un parlamentare può fare le scelte di voto che preferisce, salvo passare a un nuovo gruppo parlamentare, ed essere eventualmente "punito":

- dal partito, per mezzo della non ricandidatura,
- o dagli elettori con la non rielezione nel caso si ricandidi.

Punizioni chiaramente insufficienti a impedirgli di fare enormi danni finché si trova in parlamento.

In realtà «senza vincolo di mandato» non ha questo significato.

Non vuol dire, cioè, che un deputato che, per esempio, abbia fatto campagna elettorale auspicando una soluzione diplomatica per il conflitto Russia-Ucraina è incoraggiato a votare, se cambia idea, a favore dell'invio di armi al governo ucraino.

La clausola sta a precisare che il deputato non rappresenta gli interessi locali della circoscrizione che lo ha eletto (si sta ovviamente parlando di elezioni politiche, non di enti locali come comuni e regioni). Ma ha, nondimeno, il dovere di rappresentare le istanze di interesse nazionale per cui è stato votato («rappresenta la Nazione»).

Se poi ha una crisi di fedeltà agli impegni elettorali fondamentali - se arriva a pensare che sia la continuazione della guerra a dover decidere come si debba concludere il conflitto russo-ucraino -, allora ha il dovere morale, e dovrebbe essergli imposto da una legge, di dimettersi dal parlamento.

Attenzione: non bisogna confondere questa legge (compatibile con la Costituzione, ma che ancora non esiste) con il concetto di "disciplina di partito", secondo cui un membro di un partito dovrebbe votare come la dirigenza del partito chiede.

Infatti la stessa dirigenza di partito può sovvertire i principî del partito dopo essere entrata in parlamento.

In Italia l'esempio più chiaro e inequivocabile è stato il Movimento 5 Stelle, e in particolare il naufragio etico della sua dirigenza nel 2017 sullo scoglio del decreto Lorenzin.

In assenza di una legge come quella descritta il cittadino ha spesso l'impressione che il proprio voto sia un assegno in bianco.

L'unico rimedio, allo stato attuale, è verificare, sulla base della storia recente, il profilo morale del candidato e del partito che si intende votare.

Tuttavia, tra le ragioni che scoraggiano l'elettorato dall'andare alle urne ce n'è un'altra che è la più efficace.

È la confusione ideologica propagata a piene mani attraverso i principali media.
[continua]
Covid-19. L'ultimo miglio.

Il covid-19 era un morbo (definito dalla positività al tampone) così poco letale che poteva non progredire alla malattia (cioè ai sintomi clinici) nella grande maggioranza dei casi ("covid-19 asintomatico").

Quando progrediva alla malattia, esibiva i sintomi di una sindrome similinfluenzale (tosse, raffreddore, febbre, dolori muscolari) ed era quasi sempre guaribile.

In generale non erano neppure necessarie terapie innovative (come quelle a base di idrossiclorochina o ivermectina), ma funzionavano le terapie da sempre utilizzate per questo tipo di sindromi (comunemente note come "influenza", anche se non nel senso tecnico del termine).

La quasi totalità degli esiti fatali riguardavano persone anziane con patologie croniche (come cardiopatie e diabete). In questi pazienti, ovviamente, una qualsiasi sindrome similinfluenzale non curata poteva degenerare.

Dal Ministero della Salute erano arrivate raccomandazioni di non curare il covid-19 sintomatico:

- i medici non dovevano visitare i pazienti covid-19, e prescrivere un antifebbrile come il paracetamolo - che non solo non era un antinfiammatorio, ma ostacolava la risposta antinfiammatoria (in quanto antagonista del glutatione).

- se il malato peggiorava, si doveva chiamare il pronto soccorso per il ricovero;

- i medici ospedalieri dovevano prepararsi al passaggio in terapia intensiva, per la ventilazione meccanica;

- la ventilazione a tassi di ossigeno elevati porta a danni organici e, direttamente o no, a danni polmonari, e quindi a grave crisi respiratoria (ecco una spiegazione).

Arrivata la crisi respiratoria, il "protocollo" prevedeva la sedazione del paziente, con l'indicazione di non tentare una rianimazione cardiopolmonare. Il farmaco di scelta era il midazolam. Che a quel punto era, in somministrazione endovenosa, una condanna a morte.

Uno studio della situazione in Gran Bretagna, uscito nel gennaio di quest'anno (vedi sotto), mostra in maniera convincente che la sedazione a base di midazolam (non certo il covid-19) è stata il fattore prossimale più importante dell'eccesso di mortalità nel 2020.

Tuttavia questa sedazione veniva data a persone che si trovavano in un reparto di terapia intensiva.

Il crimine premeditato che era la precondizione di quest'ultimo atto era stato l'insieme di istruzioni ufficiali ai medici che, soprattutto nel caso di pazienti anziani e con comorbilità, erano disegnate per farli arrivare lì.

E questa strage di stato aveva uno scopo ben preciso.

Quello di predisporre i cittadini all'irrazionale partecipazione alla dannosa campagna pseudovaccinale in preparazione.
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excess_deaths_in_the_united_kingdom_midazolam_and_euthanasia_in.pdf
2 MB
Lo studio sulla correlazione midazolam- eccesso di mortalità in Gran Bretagna.
Fuga di notizie... o propaganda elettorale?

Il dubbio è lecito.

Il governatore della regione Liguria, Giovanni Toti, sotto inchiesta con gravissime accuse (compresa la collusione con la mafia), adesso si scopre che aveva aumentato i numeri sui casi di covid-19 perché la "sua" regione ricevesse più dosi di vaccini anti-covid-19.

Finché non sarà chiaro all'opinione pubblica quale operazione criminosa fu l'intera campagna vaccinale in questione, notizie come queste avranno l'effetto di rappresentare il governatore come qualcuno disposto a fare di tutto pur di proteggere i "suoi" cittadini... Un buon padre di famiglia ("... vabbe', esagerava").

La parte istruttiva della storia è piuttosto che i "numeri del covid-19", come si poteva capire in "tempo reale", potevano essere manipolati tranquillamente, per le più varie finalità - la prima, ovviamente, essendo quella di aumentare il panico nella popolazione.
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4. Altre ragioni della diminuzione dell'affluenza alle urne Naturalmente non sono solo gli inviti alle urne da parte di partiti e figure di governo a causare una diminuzione dei votanti. Un'altra ragione è l'esplodere di scandali di corruzione politica…
https://youtu.be/AWXbKiVr9ps

Supplemento. 4.1 Il crollo del M5S visto da dentro

Nel 2019 la Fondazione Hans Ruesch per una Medicina senza Vivisezione organizzò un convegno: "Il punto sui vaccini. Verso le elezioni europee". Era il 6 aprile, e le elezioni si sarebbero tenute il 23-26 maggio.

I vaccini di cui si trattava erano quelli pediatrici obbligatori, che la legge 119/2017, promossa dalla inqualificabile ministra Beatrice Lorenzin, aveva fatto passare da 4 a 10 (lei aveva provato a portarli a 12), mettendo in gravi difficoltà centinaia di migliaia di famiglie.

La Lorenzin aveva attraversato, come ministro della Salute, il governo Letta (28.IV.2013-22.II.2014), il governo Renzi (22.II.2014-12.XII.2016) e il governo Gentiloni (12.XII.2016-1.VI.2018).

A una personalità di tale spessore evidentemente si faceva fatica a rinunciare.

Aveva poi lasciato il posto nel governo Conte 1 (2018-2019) a Giulia Grillo, del M5S.

Alla Grillo nel Conte 2 (5.IX.2019-13.II.2021) successe Roberto Speranza, che sarebbe riuscito nel compito apparentemente impossibile di superare in peggio non solo la Grillo, ma la stessa Lorenzin, e che, per le doti dimostrate in tale impresa, fu confermato ministro anche nel governo Draghi (13.II.2021-22.X.2022).

All'epoca del convegno il ministero della Salute era dunque affidato alla Grillo, medico lei stessa (a differenza di chi l'aveva preceduta e di chi l'avrebbe seguita).

L'intervento di Sara Magotti, ex appartenente al M5S, dal titolo "Vaccinazioni e democrazia partecipativa, ovvero: cosa è successo al M5S?", documenta in maniera puntuale ed efficace il trauma subito dalla base e dagli elettori davanti allo scandaloso voltafaccia dei sedicenti "portavoce" dei cittadini.

È una ricostruzione utilissima anche perché prefigura il clima politico, sociale e culturale di quella che sarebbe stata l'Italia del covid-19.

Il dirottamento del M5S da parte della sua dirigenza ha probabilmente provocato l'abbandono della politica attiva o delle urne da parte di milioni di cittadini.
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A volte la storia si ripete anche la seconda volta come tragedia.

Come, perché e da chi fu deciso il lancio delle due bombe atomiche statunitensi il 6 e 9 agosto 1945 è una questione storica oggi purtroppo più che mai attuale (cfr. Scienziati e laici, pp. 327-94).

A quanti studenti di scuola secondaria viene insegnata?

Il mito che ciò fu fatto per terminare più rapidamente la guerra, e risparmiare "vittime civili", o "vittime americane", o addirittura "vittime giapponesi" (!), continua ad essere sfruttato per promuovere nuovi crimini.

https://t.me/consenso_disinformato/36180
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4. Altre ragioni della diminuzione dell'affluenza alle urne Naturalmente non sono solo gli inviti alle urne da parte di partiti e figure di governo a causare una diminuzione dei votanti. Un'altra ragione è l'esplodere di scandali di corruzione politica…
5. Il metodo più efficace: alimentare la confusione ideologica

Andare a votare, per l'elettore razionale, presuppone la formazione di un'opinione su ideali e obiettivi politici.

Sui primi si può essere d'accordo senza esserlo sui secondi (ciò spiega le difficoltà dell'intesa politica - "quale strada scegliere"- anche tra parti affini e in buona fede).

E vale anche il viceversa (cioè può essere politicamente sensato, e anche auspicabile, fare un pezzo di strada insieme a qualcuno da cui ci si dovrà dividere).

Una parte della difficoltà della scelta elettorale dipende quindi dall'essere legata a difficili scelte di fondo e di strategia.

Se però l'opinione del potenziale elettore viene scossa dal propagarsi nella sfera pubblica di discorsi in cui si fatica ad orientarsi, allora anche la determinazione a votare può essere messa in crisi.

Ecco una scelta non esaustiva di affermazioni che sono circolate negli ultimi anni o negli ultimi mesi per confondere e fuorviare (mediante incoerenza, illogicità, falsità) i cittadini, e che sono associate direttamente o indirettamente a scelte politiche:

- "Tra 'destra' e 'sinistra' non c'è differenza" [ma solo se si aggiunge il prefisso "pseudo-" ad ambedue].

- "I neonazisti vogliono instaurare il comunismo" [sì, in fondo "nazismo" era un'abbreviazione di "nazionalsocialismo"...].

- "Non avrete nulla e sarete felici" [a meno che non siate uno dei 100 uomini più ricchi del mondo].

- "I bambini devono potersi autodeterminare quanto al genere" [ma gli adulti non possono autodeterminarsi quanto ai trattamenti vaccinali].

- "Lo Stato deve impegnarsi a favorire le transizioni di genere" [ma se un povero si riconosce nel genere "ricco", la transizione se la dovrà fare da sé].

- "L'Italia deve risolvere il problema della crisi demografica con l'accoglienza [cioè con l'immigrazione selvaggia di futuri disadattati, pericolosi per sé e per gli altri]. Chi non è d'accordo è un razzista [anche se le "razze" non esistono]".

- "L''antisemitismo' è un'emergenza sociale in Europa. Si è 'antisemiti' se si critica il governo di Israele" [e 'antitaliani' se si critica la Meloni?, 'antiamericani' se si critica Biden?, 'anticristiani' se si critica papa Francesco?...].

- "La persecuzione subita da quelli che il nazifascismo classificava come 'ebrei' novant'anni fa giustifica da decenni la politica israeliana in Palestina" [cioè la segregazione e, da 8 mesi in forma esplicita, il genocidio dei palestinesi].

- "L'attuale regime ucraino [frutto di un colpo di stato promosso dalla CIA nel febbraio 2014] difende la democrazia e la libertà".

- "La NATO è una garanzia per la pace [come limpidamente testimonia il suo curriculum]".

- "I valori dell'UE sono: pace, democrazia, tutela dei diritti dei popoli" [particolarmente con l'ultima Commissione Europea].

- "La 'sinistra' si deve occupare non più dei lavoratori, ma di [ipotetici] diritti di [politicamente insignificanti] minoranze".

- "La grammatica italiana discrimina le donne" [come ci insegna, tra gli altri soggetti, l'università di Trento].

- "La destra sovranista può seguire i dettami di un paese straniero e difendere un'autocrazia estera [basata sulla finanza speculativa, e che si nasconde dietro la finzione della «unione europea»]".

È chiaro che l'esposizione continua ad affermazioni come queste blocca la capacità di analisi del cittadino, e lo fa disperare di poter scegliere che cosa votare in maniera razionale.

E allora alcuni pensano: per non sbagliare, meglio non votare...
[continua]
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Fuga di notizie... o propaganda elettorale? Il dubbio è lecito. Il governatore della regione Liguria, Giovanni Toti, sotto inchiesta con gravissime accuse (compresa la collusione con la mafia), adesso si scopre che aveva aumentato i numeri sui casi di covid…
Proprio nessuno.

Giovanni Toti, Tagadà, 13 settembre 2021, con la giornalista Tiziana Panella che invece di intervistarlo gli fa da spalla:

«Fidarsi dei numeri, su cui nessuno ha mai imbrogliato, e se qualcuno scopre un imbroglio sui numeri ovviamente lo deve denunciare alla procura».

La sicurezza dell'impunità, che, per una volta, è andata delusa - ma sempre più tardi del dovuto.

È di queste "certezze", false come il teatrino in cui venivano recitate, che gli italiani si sono fidati.

(Notare anche lo sfoggio di cultura storica di Toti: nel 1868 «era appena stata Porta Pia e l'unità d'Italia»...).

Da non dimenticare nemmeno la pubblicità alla insensata e infame vaccinazione anti-covid-19 sui bambini, con la Panella che si preoccupava solo di far vedere "Capitan Vaccino" («il Superman dei vaccini!»), e che potessero nascere "tensioni" nella popolazione: «Ti chiedo, Giovanni, in realtà voglio essere rassicurata da te...» (3 dicembre 2021).
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5. Il metodo più efficace: alimentare la confusione ideologica Andare a votare, per l'elettore razionale, presuppone la formazione di un'opinione su ideali e obiettivi politici. Sui primi si può essere d'accordo senza esserlo sui secondi (ciò spiega le…
Supplemento 5.1 L'impegno del giornalismo ufficiale nel fare chiarezza. L'attentato a Fico.

Il primo ministro della Slovacchia, Robert Fico, è stato vittima di un tentativo di omicidio. Le sue condizioni sono gravi.

Aveva denunciato all'inizio dell'anno la gestione UE del covid-19, dichiarato la sua opposizione al trattato pandemico dell'OMS, detto che non avrebbe mandato «nemmeno un proiettile» all'Ucraina, e preannunciato il suo voto negativo all'ingresso dell'Ucraina nella NATO.

L'agenzia ANSA descrive l'attentatore come «attivista non violento nonché autore di poesie». (Cfr. il battaglione Azov che leggeva Kant).

E Repubblica traccia di Fico un ritratto equilibrato fin dal titolo.
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Una possibile prova...

...che i cardiologi italiani sconsigliavano segretamente ai loro pazienti di farsi somministrare i "vaccini" anti-covid-19?

Purtroppo, se si legge l'articolo - che peraltro non riporta alcun dato sulla mortalità per tutte le cause di chi è seguito e di chi non è seguito da un cardiologo - di questo non si parla.

Si legge invece, a parte considerazioni scontate sui rischi cardiovascolari di obesità e fumo (giuste, ma che non necessitano certo del parere di uno specialista!), dell'aumento di assunzione di statine dal 68% al 98% nei cardiopatici seguiti da un cardiologo:

«Questa variazione è espressione del fatto che essere seguito da un cardiologo può migliorare significativamente il profilo di rischio e ridurre la probabilità di recidive ischemiche, come infarto o ictus.»

Può ridurre la probabilità... Molto rassicurante.

Limitiamoci a sottolineare che:

«Tuttavia, l'uso delle statine può essere accompagnato da una varietà di effetti avversi, quali lo sviluppo di diabete di tipo 2, sintomi muscolari, tossicità per il fegato, disturbi renali, cataratte, ictus emorragici, e complicanze psichiatriche».

In generale, la specializzazione medica ha tra i suoi peggiori "effetti avversi" la formazione di medici a cui basta che il loro paziente, che è venuto a farsi visitare per un problema attinente alla loro area specialistica, possa essere consegnato, per eventuali peggioramenti, a uno specialista di un'area diversa.

Un peculiare concetto di guarigione...
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Dalla "più grande democrazia" del mondo Gli studenti anti-genocidio della Columbia University (New York) occupano l'università. La polizia irrompe nell'edificio, impone ai giornalisti di non fare riprese, aggredisce gli studenti, e fa arresti di massa,…
Professoressa dell'Università di Irvine in California arrestata dai poliziotti

Tiffany Willoughby-Herard, professoressa di Studi globali e internazionali, ha manifestato a favore degli studenti anti-genocidio.

Quello che dice mentre la portano via è non solo coraggioso, date le circostanze, ma ineccepibile quanto alla sostanza:

«Non possiamo avere una politica estera genocida in una democrazia!
Questi giovani sono quelli che dovranno pagare il prezzo di queste orribili decisioni.[...]
Che lavoro ho io se gli studenti non hanno un futuro

Non è il solo docente della sua università ad essere arrestato per il solo fatto di manifestare con i suoi studenti.
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L'eroe ignoto

«Si prenda la I guerra mondiale (1914-18), uno dei più grandi massacri organizzati di tutta la storia – tra militari e civili si stimano «più di 16 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti e mutilati».

A leggerne un resoconto tradizionale si direbbe che gli italiani chiamati alle armi accettassero di parteciparvi, sebbene spesso a malincuore, senza però ribellarsi alla manifesta assurdità (perché tale era) di ciò che era loro richiesto.

La verità è invece più complessa, in quanto sono stati molti a potersi annoverare tra

1) renitenti alla leva,
2) “disfattisti” (cioè soldati in varie forme contestatori della guerra),
3) autolesionisti (cioè soldati che si inflissero vari tipi di ferite o mutilazioni per poter abbandonare “legalmente” il fronte), e
4) disertori.

I libri di storia trattano di solito anonimamente e collettivamente i casi di costoro, la maggior parte dei quali andarono incontro al carcere o alla fucilazione per decisione dei tribunali militari: molti sapevano di rischiare queste punizioni, eppure sfidarono le autorità.

Un'autentica educazione storica dovrebbe restituire la memoria e ridare voci e volti a cittadini che, in moltissimi casi, vanno considerati autentici eroi, di gran lunga superiori da un punto di vista morale – e in particolare di quella virtù che siamo stati educati, ingannevolmente, ad associare alla vita militare: il coraggio – ai tanti che per soggezione, conformismo, opportunismo accettarono di partecipare alla follia omicida promossa dai governi» [MMC, Scienziati e laici, 2020]

https://t.me/infodefITALY/16191
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5. Il metodo più efficace: alimentare la confusione ideologica Andare a votare, per l'elettore razionale, presuppone la formazione di un'opinione su ideali e obiettivi politici. Sui primi si può essere d'accordo senza esserlo sui secondi (ciò spiega le…
6. Il metodo più insidioso: "si sa già chi vince"

I metodi finora elencati (inviti ufficiali a votare, scandali politici poco prima delle elezioni, clamorosi tradimenti elettorali, confusione ideologica diffusa dai media) inibiscono la volontà di votare suggerendo l'inutilità sostanziale del voto, quale che sia il partito o il candidato votati.

C'è però un metodo che demoralizza l'aspirante elettore suggerendo l'inutilità formale del voto.

È quello di dare l'idea, prima delle elezioni, che l'esito di queste sia già deciso. Non nel senso di un gioco delle parti tra presunti avversari politici, ma proprio riguardo ai risultati.

Lo strumento con cui si instilla questo dubbio è ben collaudato: sono i sondaggi sulle intenzioni di voto.

In primo luogo permettono ai principali media di parlare solo dei partiti di governo - che risultano sempre (guarda caso) "in testa ai sondaggi", e quindi meritano una maggiore attenzione, giusto?

Così la maggior parte dell'elettorato va alle urne senza nemmeno sapere quali sono le liste in competizione.

In altri termini, i "partiti minori" sono non "previsti", ma predestinati dai sondaggi.

Per di più, i sondaggi influenzano le intenzioni di voto perché, in fondo, l'elettore medio è un inconsapevole allievo non di Machiavelli (come a volte si illude di essere), ma del suo grande contemporaneo, Guicciardini: «Pregate Dio sempre di trovarvi dove si vince».

In altre parole, è una comune e ben nota debolezza schierarsi, nelle lotte, con chi si crede debba uscire vincitore. E i sondaggi ti facilitano il compito, pretendendo di dirti appunto chi lo sarà.

In terzo luogo, i sondaggi fanno presa su quelli che, in generale, attribuiscono a predizioni numeriche - "quindi" (?) scientifiche - un prestigio che spesso non meritano (il "triennio pandemico" ce ne ha dato numerosi esempi).

Insomma, per lo più chi prende sul serio i sondaggi,

- o si chiede perché mai disturbarsi ad andare a votare,

- o va a votare, ma scegliendo solo tra chi gli hanno detto che vincerà.

Ma si possono prendere sul serio i sondaggi?

Il comune cittadino non ha mezzi per verificarne l'attendibilità. E se pure fossero inventati di sana pianta non mancherebbero di svolgere la loro funzione primaria.

Cioè: incanalare l'elettorato e disincentivare il voto.

Se i sondaggi fossero reali ricerche scientifiche, invece che profezie autoavveranti, i loro autori rivelerebbero le previsioni fatte (debitamente depositate in congruo anticipo presso un notaio) solo dopo le elezioni.

E rispetterebbero questa regola sempre, anche se col tempo acquisissero, grazie alle previsioni indovinate, una fama di attendibilità.

Invece pubblicizzare anzitempo una previsione elettorale è sempre un atto politico, e non una comunicazione scientifica.

I sondaggi pre-elettorali sono in particolare anche alla base del concetto di "voto utile".

Se per esempio si va a votare alle elezioni europee per un partito, e questo - con l'attuale legge elettorale, che andrebbe cambiata - non supera il 4%, allora chi ha dato quel voto non vedrà nessuno a rappresentarlo: il suo voto è stato "inutile". (In Italia la soglia di sbarramento è appunto del 4%, ma non è la stessa in tutti i paesi dell'UE: in Francia è del 5%, in Grecia è del 3%).

Ora, un voto dato a un partito o a un candidato dovrà essere in ogni caso conteggiato nei risultati finali. Già solo questa informazione convalidata ufficialmente è qualcosa di utile - e in molti modi.

Ma poi, come si fa a sapere chi supererà e chi no la soglia di sbarramento? "Lo dicono i sondaggi": appunto.

In conclusione: nessuno dovrebbe votare un partito (o non andare per niente a votare) sulla base di quello che è indotto a pensare che faranno "tutti gli altri", neppure se i sondaggi (effettuati, si noti, da società private quotate in borsa) sono coerenti.

La nostra è una democrazia malata, e quella europea - ammesso che si possa definire "democrazia" - lo è ancora di più. Questo è innegabile.

Ma la fede nei sondaggi e nel "voto utile" va considerata uno dei sintomi della malattia.
[continua]
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