All'ONU l'Italia perde l'ennesima occasione di recuperare almeno un'apparenza di dignità nazionale.
https://t.me/davidavocadowolfe/127896
Il 10 maggio a New York l'Assemblea Generale dell'ONU ha votato una mozione a favore della Palestina, per riconoscerla come membro osservatore senza diritto di voto (vedi qui).
La mozione è passata a stragrande maggioranza, con
143 SÌ, 9 NO, 25 ASTENUTI
Gli USA sono tra i NO, e dato il diritto di veto degli USA al Consiglio di Sicurezza la mozione non sarà approvata.
Il Consiglio di Sicurezza vanifica regolarmente l'autorità dell'Assemblea Generale, e mette l'ONU alla mercè del diritto di veto dei membri permanenti di esso, che sono: Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti - una delle peggiori eredità della II guerra mondiale. L'introduzione del diritto di veto fu deciso alla conferenza di Yalta del febbraio 1945.
Il fatto che gli USA sono membro permanente del Consiglio di Sicurezza spiega l'impunità cronica di Israele.
Alla votazione l'Italia si è astenuta. L'ambasciatore italiano all'ONU ha dato della scelta no "non voto" una spiegazione risibile.
Oltre all'Italia gli altri "astenuti" sono stati: Albania, Bulgaria, Austria, Canada, Croazia, Fiji, Finlandia, Georgia, Germania, Lettonia, Lituania, Marshall Island, Olanda, North Macedonia, Moldavia, Paraguay, Romania, Vanuatu, Malawi, principato di Monaco, Ucraina, Gran Bretagna, Svezia e Svizzera.
I contrari sono stati: Usa, Israele, Palau, Nauru, Micronesia, Papua Nuova Guinea, Ungheria, Argentina, Cecoslovacchia.
Dopo l'esito della votazione, l'ambasciatore israeliano ha stracciato la Carta dell'ONU.
https://t.me/davidavocadowolfe/127896
Il 10 maggio a New York l'Assemblea Generale dell'ONU ha votato una mozione a favore della Palestina, per riconoscerla come membro osservatore senza diritto di voto (vedi qui).
La mozione è passata a stragrande maggioranza, con
143 SÌ, 9 NO, 25 ASTENUTI
Gli USA sono tra i NO, e dato il diritto di veto degli USA al Consiglio di Sicurezza la mozione non sarà approvata.
Il Consiglio di Sicurezza vanifica regolarmente l'autorità dell'Assemblea Generale, e mette l'ONU alla mercè del diritto di veto dei membri permanenti di esso, che sono: Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti - una delle peggiori eredità della II guerra mondiale. L'introduzione del diritto di veto fu deciso alla conferenza di Yalta del febbraio 1945.
Il fatto che gli USA sono membro permanente del Consiglio di Sicurezza spiega l'impunità cronica di Israele.
Alla votazione l'Italia si è astenuta. L'ambasciatore italiano all'ONU ha dato della scelta no "non voto" una spiegazione risibile.
Oltre all'Italia gli altri "astenuti" sono stati: Albania, Bulgaria, Austria, Canada, Croazia, Fiji, Finlandia, Georgia, Germania, Lettonia, Lituania, Marshall Island, Olanda, North Macedonia, Moldavia, Paraguay, Romania, Vanuatu, Malawi, principato di Monaco, Ucraina, Gran Bretagna, Svezia e Svizzera.
I contrari sono stati: Usa, Israele, Palau, Nauru, Micronesia, Papua Nuova Guinea, Ungheria, Argentina, Cecoslovacchia.
Dopo l'esito della votazione, l'ambasciatore israeliano ha stracciato la Carta dell'ONU.
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David Avocado Wolfe
Israeli ambassador to the UN shreds the UN charter during the General Assembly after the assembly voted overwhelmingly in favor of Palestine membership: 143-9 with 25 abstentions. (38 seconds)
🤬3
Scienza e Democrazia
Accampamenti davanti alle università in Italia. Napoli. Dopo Roma e Bologna, adesso Napoli. Gli studenti trovano le porte della sede centrale chiuse e presidiate dalla Digos. https://www.youtube.com/watch?v=zpz1xgXX8Uo
Accampamento anti-genocidio alla Statale di Milano
https://www.milanotoday.it/politica/protesta-palestina-tende-statale.html
https://www.milanotoday.it/politica/protesta-palestina-tende-statale.html
MilanoToday
Bandiera della Palestina e tende nel cortile: la protesta in Statale
Manifestazione organizzata dai Giovani Palestinesi venerdì in via Festa del Perdono
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Scienza e Democrazia
All'ONU l'Italia perde l'ennesima occasione di recuperare almeno un'apparenza di dignità nazionale. https://t.me/davidavocadowolfe/127896 Il 10 maggio a New York l'Assemblea Generale dell'ONU ha votato una mozione a favore della Palestina, per riconoscerla…
Un esempio del gioco delle parti tra USA e Israele.
Si notino la schiettezza e la lucidità espresse dal volto e dal tono di voce del presidente USA.
La risposta di Netanyahu:
«Siamo determinati e siamo uniti per sconfiggere il nostro nemico.
Se dobbiamo restare soli, resteremo soli». [sic!]
https://t.me/ByobluOfficial/25529
Si notino la schiettezza e la lucidità espresse dal volto e dal tono di voce del presidente USA.
La risposta di Netanyahu:
«Siamo determinati e siamo uniti per sconfiggere il nostro nemico.
Se dobbiamo restare soli, resteremo soli». [sic!]
https://t.me/ByobluOfficial/25529
Telegram
Byoblu
In un’intervista rilasciata all’emittente statunitense CNN, il Presidente USA Joe Biden ha ammesso che Israele ha usato bombe americane per uccidere civili palestinesi nella Striscia di Gaza.
“Invadere Rafah è sbagliato. Ho messo in chiaro che se le forze…
“Invadere Rafah è sbagliato. Ho messo in chiaro che se le forze…
🤬2
Scienza e Democrazia
3. "Ma allora perché quei certi politici fanno propaganda al voto?" In queste settimane, come sempre in occasione delle elezioni, appaiono in vari formati inviti ad andare alle urne, da parte di esponenti partitici di dubbia caratura etico-politica e soprattutto…
4. Altre ragioni della diminuzione dell'affluenza alle urne
Naturalmente non sono solo gli inviti alle urne da parte di partiti e figure di governo a causare una diminuzione dei votanti.
Un'altra ragione è l'esplodere di scandali di corruzione politica - meglio se in prossimità delle elezioni. E meglio ancora se riguardano compravendita di voti, finanziamento illecito di partiti, o appropriazione di fondi pubblici per scopi privati.
Molti cittadini ne ricevono allora l'impressione che tutto nelle elezioni sia truccato (forse anche lo spoglio delle schede); che i partiti prosperino nell'illegalità; e che la venalità e l'ambizione personale, nel senso deteriore del termine, siano le motivazioni principali di una carriera politica.
Una terza ragione di sfiducia nel voto è la delusione che moltissimi cittadini provano nel constatare, così spesso, il cambiamento di atteggiamento da prima a dopo le elezioni dei loro candidati, anche in forme clamorose.
Con le attuali regole, in effetti, la campagna elettorale di un partito o di un candidato può essere una totale finzione scenica, in cui le reali intenzioni si potranno scoprire solo a urne chiuse.
Ciò che manca è una legge sulle candidature e i partiti che preveda che ogni candidato debba rispettare nei suoi futuri comportamenti di voto una lista di punti programmatici fondamentali, e che, in caso di violazione, dovrebbe dimettersi dal parlamento (e non solo dal partito).
A volte si difende la doppiezza e il trasformismo dei parlamentari citando l'art. 67 della Costituzione, che dice: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.»
Alcuni pensano che ciò significhi: una volta eletto, un parlamentare può fare le scelte di voto che preferisce, salvo passare a un nuovo gruppo parlamentare, ed essere eventualmente "punito":
- dal partito, per mezzo della non ricandidatura,
- o dagli elettori con la non rielezione nel caso si ricandidi.
Punizioni chiaramente insufficienti a impedirgli di fare enormi danni finché si trova in parlamento.
In realtà «senza vincolo di mandato» non ha questo significato.
Non vuol dire, cioè, che un deputato che, per esempio, abbia fatto campagna elettorale auspicando una soluzione diplomatica per il conflitto Russia-Ucraina è incoraggiato a votare, se cambia idea, a favore dell'invio di armi al governo ucraino.
La clausola sta a precisare che il deputato non rappresenta gli interessi locali della circoscrizione che lo ha eletto (si sta ovviamente parlando di elezioni politiche, non di enti locali come comuni e regioni). Ma ha, nondimeno, il dovere di rappresentare le istanze di interesse nazionale per cui è stato votato («rappresenta la Nazione»).
Se poi ha una crisi di fedeltà agli impegni elettorali fondamentali - se arriva a pensare che sia la continuazione della guerra a dover decidere come si debba concludere il conflitto russo-ucraino -, allora ha il dovere morale, e dovrebbe essergli imposto da una legge, di dimettersi dal parlamento.
Attenzione: non bisogna confondere questa legge (compatibile con la Costituzione, ma che ancora non esiste) con il concetto di "disciplina di partito", secondo cui un membro di un partito dovrebbe votare come la dirigenza del partito chiede.
Infatti la stessa dirigenza di partito può sovvertire i principî del partito dopo essere entrata in parlamento.
In Italia l'esempio più chiaro e inequivocabile è stato il Movimento 5 Stelle, e in particolare il naufragio etico della sua dirigenza nel 2017 sullo scoglio del decreto Lorenzin.
In assenza di una legge come quella descritta il cittadino ha spesso l'impressione che il proprio voto sia un assegno in bianco.
L'unico rimedio, allo stato attuale, è verificare, sulla base della storia recente, il profilo morale del candidato e del partito che si intende votare.
Tuttavia, tra le ragioni che scoraggiano l'elettorato dall'andare alle urne ce n'è un'altra che è la più efficace.
È la confusione ideologica propagata a piene mani attraverso i principali media.
[continua]
Naturalmente non sono solo gli inviti alle urne da parte di partiti e figure di governo a causare una diminuzione dei votanti.
Un'altra ragione è l'esplodere di scandali di corruzione politica - meglio se in prossimità delle elezioni. E meglio ancora se riguardano compravendita di voti, finanziamento illecito di partiti, o appropriazione di fondi pubblici per scopi privati.
Molti cittadini ne ricevono allora l'impressione che tutto nelle elezioni sia truccato (forse anche lo spoglio delle schede); che i partiti prosperino nell'illegalità; e che la venalità e l'ambizione personale, nel senso deteriore del termine, siano le motivazioni principali di una carriera politica.
Una terza ragione di sfiducia nel voto è la delusione che moltissimi cittadini provano nel constatare, così spesso, il cambiamento di atteggiamento da prima a dopo le elezioni dei loro candidati, anche in forme clamorose.
Con le attuali regole, in effetti, la campagna elettorale di un partito o di un candidato può essere una totale finzione scenica, in cui le reali intenzioni si potranno scoprire solo a urne chiuse.
Ciò che manca è una legge sulle candidature e i partiti che preveda che ogni candidato debba rispettare nei suoi futuri comportamenti di voto una lista di punti programmatici fondamentali, e che, in caso di violazione, dovrebbe dimettersi dal parlamento (e non solo dal partito).
A volte si difende la doppiezza e il trasformismo dei parlamentari citando l'art. 67 della Costituzione, che dice: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.»
Alcuni pensano che ciò significhi: una volta eletto, un parlamentare può fare le scelte di voto che preferisce, salvo passare a un nuovo gruppo parlamentare, ed essere eventualmente "punito":
- dal partito, per mezzo della non ricandidatura,
- o dagli elettori con la non rielezione nel caso si ricandidi.
Punizioni chiaramente insufficienti a impedirgli di fare enormi danni finché si trova in parlamento.
In realtà «senza vincolo di mandato» non ha questo significato.
Non vuol dire, cioè, che un deputato che, per esempio, abbia fatto campagna elettorale auspicando una soluzione diplomatica per il conflitto Russia-Ucraina è incoraggiato a votare, se cambia idea, a favore dell'invio di armi al governo ucraino.
La clausola sta a precisare che il deputato non rappresenta gli interessi locali della circoscrizione che lo ha eletto (si sta ovviamente parlando di elezioni politiche, non di enti locali come comuni e regioni). Ma ha, nondimeno, il dovere di rappresentare le istanze di interesse nazionale per cui è stato votato («rappresenta la Nazione»).
Se poi ha una crisi di fedeltà agli impegni elettorali fondamentali - se arriva a pensare che sia la continuazione della guerra a dover decidere come si debba concludere il conflitto russo-ucraino -, allora ha il dovere morale, e dovrebbe essergli imposto da una legge, di dimettersi dal parlamento.
Attenzione: non bisogna confondere questa legge (compatibile con la Costituzione, ma che ancora non esiste) con il concetto di "disciplina di partito", secondo cui un membro di un partito dovrebbe votare come la dirigenza del partito chiede.
Infatti la stessa dirigenza di partito può sovvertire i principî del partito dopo essere entrata in parlamento.
In Italia l'esempio più chiaro e inequivocabile è stato il Movimento 5 Stelle, e in particolare il naufragio etico della sua dirigenza nel 2017 sullo scoglio del decreto Lorenzin.
In assenza di una legge come quella descritta il cittadino ha spesso l'impressione che il proprio voto sia un assegno in bianco.
L'unico rimedio, allo stato attuale, è verificare, sulla base della storia recente, il profilo morale del candidato e del partito che si intende votare.
Tuttavia, tra le ragioni che scoraggiano l'elettorato dall'andare alle urne ce n'è un'altra che è la più efficace.
È la confusione ideologica propagata a piene mani attraverso i principali media.
[continua]
Scienza e Democrazia
L'involuzione dall'uomo allo zombi ...e anche in Italia stiamo facendo del nostro "meglio" (e, incidentalmente, spiegando ai giovani che cosa oggi si intenda con "parità uomo-donna").
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L'Italia non ha niente da scegliere perchè è già un suddito (degli USA)
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Covid-19. L'ultimo miglio.
Il covid-19 era un morbo (definito dalla positività al tampone) così poco letale che poteva non progredire alla malattia (cioè ai sintomi clinici) nella grande maggioranza dei casi ("covid-19 asintomatico").
Quando progrediva alla malattia, esibiva i sintomi di una sindrome similinfluenzale (tosse, raffreddore, febbre, dolori muscolari) ed era quasi sempre guaribile.
In generale non erano neppure necessarie terapie innovative (come quelle a base di idrossiclorochina o ivermectina), ma funzionavano le terapie da sempre utilizzate per questo tipo di sindromi (comunemente note come "influenza", anche se non nel senso tecnico del termine).
La quasi totalità degli esiti fatali riguardavano persone anziane con patologie croniche (come cardiopatie e diabete). In questi pazienti, ovviamente, una qualsiasi sindrome similinfluenzale non curata poteva degenerare.
Dal Ministero della Salute erano arrivate raccomandazioni di non curare il covid-19 sintomatico:
- i medici non dovevano visitare i pazienti covid-19, e prescrivere un antifebbrile come il paracetamolo - che non solo non era un antinfiammatorio, ma ostacolava la risposta antinfiammatoria (in quanto antagonista del glutatione).
- se il malato peggiorava, si doveva chiamare il pronto soccorso per il ricovero;
- i medici ospedalieri dovevano prepararsi al passaggio in terapia intensiva, per la ventilazione meccanica;
- la ventilazione a tassi di ossigeno elevati porta a danni organici e, direttamente o no, a danni polmonari, e quindi a grave crisi respiratoria (ecco una spiegazione).
Arrivata la crisi respiratoria, il "protocollo" prevedeva la sedazione del paziente, con l'indicazione di non tentare una rianimazione cardiopolmonare. Il farmaco di scelta era il midazolam. Che a quel punto era, in somministrazione endovenosa, una condanna a morte.
Uno studio della situazione in Gran Bretagna, uscito nel gennaio di quest'anno (vedi sotto), mostra in maniera convincente che la sedazione a base di midazolam (non certo il covid-19) è stata il fattore prossimale più importante dell'eccesso di mortalità nel 2020.
Tuttavia questa sedazione veniva data a persone che si trovavano in un reparto di terapia intensiva.
Il crimine premeditato che era la precondizione di quest'ultimo atto era stato l'insieme di istruzioni ufficiali ai medici che, soprattutto nel caso di pazienti anziani e con comorbilità, erano disegnate per farli arrivare lì.
E questa strage di stato aveva uno scopo ben preciso.
Quello di predisporre i cittadini all'irrazionale partecipazione alla dannosa campagna pseudovaccinale in preparazione.
Il covid-19 era un morbo (definito dalla positività al tampone) così poco letale che poteva non progredire alla malattia (cioè ai sintomi clinici) nella grande maggioranza dei casi ("covid-19 asintomatico").
Quando progrediva alla malattia, esibiva i sintomi di una sindrome similinfluenzale (tosse, raffreddore, febbre, dolori muscolari) ed era quasi sempre guaribile.
In generale non erano neppure necessarie terapie innovative (come quelle a base di idrossiclorochina o ivermectina), ma funzionavano le terapie da sempre utilizzate per questo tipo di sindromi (comunemente note come "influenza", anche se non nel senso tecnico del termine).
La quasi totalità degli esiti fatali riguardavano persone anziane con patologie croniche (come cardiopatie e diabete). In questi pazienti, ovviamente, una qualsiasi sindrome similinfluenzale non curata poteva degenerare.
Dal Ministero della Salute erano arrivate raccomandazioni di non curare il covid-19 sintomatico:
- i medici non dovevano visitare i pazienti covid-19, e prescrivere un antifebbrile come il paracetamolo - che non solo non era un antinfiammatorio, ma ostacolava la risposta antinfiammatoria (in quanto antagonista del glutatione).
- se il malato peggiorava, si doveva chiamare il pronto soccorso per il ricovero;
- i medici ospedalieri dovevano prepararsi al passaggio in terapia intensiva, per la ventilazione meccanica;
- la ventilazione a tassi di ossigeno elevati porta a danni organici e, direttamente o no, a danni polmonari, e quindi a grave crisi respiratoria (ecco una spiegazione).
Arrivata la crisi respiratoria, il "protocollo" prevedeva la sedazione del paziente, con l'indicazione di non tentare una rianimazione cardiopolmonare. Il farmaco di scelta era il midazolam. Che a quel punto era, in somministrazione endovenosa, una condanna a morte.
Uno studio della situazione in Gran Bretagna, uscito nel gennaio di quest'anno (vedi sotto), mostra in maniera convincente che la sedazione a base di midazolam (non certo il covid-19) è stata il fattore prossimale più importante dell'eccesso di mortalità nel 2020.
Tuttavia questa sedazione veniva data a persone che si trovavano in un reparto di terapia intensiva.
Il crimine premeditato che era la precondizione di quest'ultimo atto era stato l'insieme di istruzioni ufficiali ai medici che, soprattutto nel caso di pazienti anziani e con comorbilità, erano disegnate per farli arrivare lì.
E questa strage di stato aveva uno scopo ben preciso.
Quello di predisporre i cittadini all'irrazionale partecipazione alla dannosa campagna pseudovaccinale in preparazione.
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excess_deaths_in_the_united_kingdom_midazolam_and_euthanasia_in.pdf
2 MB
Lo studio sulla correlazione midazolam- eccesso di mortalità in Gran Bretagna.
Scienza e Democrazia
L'intelligenza artificiale si sarebbe opposta al Green Pass? In una conferenza pubblicizzata da "studenti contro il green pass" si trova, a descrizione del contenuto, la seguente domanda: «Quale sarà il ruolo dell'intelligenza artificiale in ambito scientifico…
Per saperlo lo hanno chiesto direttamente a ChatGPT.
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Fuga di notizie... o propaganda elettorale?
Il dubbio è lecito.
Il governatore della regione Liguria, Giovanni Toti, sotto inchiesta con gravissime accuse (compresa la collusione con la mafia), adesso si scopre che aveva aumentato i numeri sui casi di covid-19 perché la "sua" regione ricevesse più dosi di vaccini anti-covid-19.
Finché non sarà chiaro all'opinione pubblica quale operazione criminosa fu l'intera campagna vaccinale in questione, notizie come queste avranno l'effetto di rappresentare il governatore come qualcuno disposto a fare di tutto pur di proteggere i "suoi" cittadini... Un buon padre di famiglia ("... vabbe', esagerava").
La parte istruttiva della storia è piuttosto che i "numeri del covid-19", come si poteva capire in "tempo reale", potevano essere manipolati tranquillamente, per le più varie finalità - la prima, ovviamente, essendo quella di aumentare il panico nella popolazione.
Il dubbio è lecito.
Il governatore della regione Liguria, Giovanni Toti, sotto inchiesta con gravissime accuse (compresa la collusione con la mafia), adesso si scopre che aveva aumentato i numeri sui casi di covid-19 perché la "sua" regione ricevesse più dosi di vaccini anti-covid-19.
Finché non sarà chiaro all'opinione pubblica quale operazione criminosa fu l'intera campagna vaccinale in questione, notizie come queste avranno l'effetto di rappresentare il governatore come qualcuno disposto a fare di tutto pur di proteggere i "suoi" cittadini... Un buon padre di famiglia ("... vabbe', esagerava").
La parte istruttiva della storia è piuttosto che i "numeri del covid-19", come si poteva capire in "tempo reale", potevano essere manipolati tranquillamente, per le più varie finalità - la prima, ovviamente, essendo quella di aumentare il panico nella popolazione.
affaritaliani.it
Toti, i dati Covid gonfiati per avere più vaccini: "Li ho aumentati un po'..."
Si allarga l'inchiesta che ha travolto il governatore della Liguria Giovanni Toti, oltre alla presunta corruzione adesso si è aperto anche un nuovo filone dell'indagine della Procura di Genova. I pm hanno messo nel mirino ancora una volta il governatore e…
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Scienza e Democrazia
4. Altre ragioni della diminuzione dell'affluenza alle urne Naturalmente non sono solo gli inviti alle urne da parte di partiti e figure di governo a causare una diminuzione dei votanti. Un'altra ragione è l'esplodere di scandali di corruzione politica…
https://youtu.be/AWXbKiVr9ps
Supplemento. 4.1 Il crollo del M5S visto da dentro
Nel 2019 la Fondazione Hans Ruesch per una Medicina senza Vivisezione organizzò un convegno: "Il punto sui vaccini. Verso le elezioni europee". Era il 6 aprile, e le elezioni si sarebbero tenute il 23-26 maggio.
I vaccini di cui si trattava erano quelli pediatrici obbligatori, che la legge 119/2017, promossa dalla inqualificabile ministra Beatrice Lorenzin, aveva fatto passare da 4 a 10 (lei aveva provato a portarli a 12), mettendo in gravi difficoltà centinaia di migliaia di famiglie.
La Lorenzin aveva attraversato, come ministro della Salute, il governo Letta (28.IV.2013-22.II.2014), il governo Renzi (22.II.2014-12.XII.2016) e il governo Gentiloni (12.XII.2016-1.VI.2018).
A una personalità di tale spessore evidentemente si faceva fatica a rinunciare.
Aveva poi lasciato il posto nel governo Conte 1 (2018-2019) a Giulia Grillo, del M5S.
Alla Grillo nel Conte 2 (5.IX.2019-13.II.2021) successe Roberto Speranza, che sarebbe riuscito nel compito apparentemente impossibile di superare in peggio non solo la Grillo, ma la stessa Lorenzin, e che, per le doti dimostrate in tale impresa, fu confermato ministro anche nel governo Draghi (13.II.2021-22.X.2022).
All'epoca del convegno il ministero della Salute era dunque affidato alla Grillo, medico lei stessa (a differenza di chi l'aveva preceduta e di chi l'avrebbe seguita).
L'intervento di Sara Magotti, ex appartenente al M5S, dal titolo "Vaccinazioni e democrazia partecipativa, ovvero: cosa è successo al M5S?", documenta in maniera puntuale ed efficace il trauma subito dalla base e dagli elettori davanti allo scandaloso voltafaccia dei sedicenti "portavoce" dei cittadini.
È una ricostruzione utilissima anche perché prefigura il clima politico, sociale e culturale di quella che sarebbe stata l'Italia del covid-19.
Il dirottamento del M5S da parte della sua dirigenza ha probabilmente provocato l'abbandono della politica attiva o delle urne da parte di milioni di cittadini.
Supplemento. 4.1 Il crollo del M5S visto da dentro
Nel 2019 la Fondazione Hans Ruesch per una Medicina senza Vivisezione organizzò un convegno: "Il punto sui vaccini. Verso le elezioni europee". Era il 6 aprile, e le elezioni si sarebbero tenute il 23-26 maggio.
I vaccini di cui si trattava erano quelli pediatrici obbligatori, che la legge 119/2017, promossa dalla inqualificabile ministra Beatrice Lorenzin, aveva fatto passare da 4 a 10 (lei aveva provato a portarli a 12), mettendo in gravi difficoltà centinaia di migliaia di famiglie.
La Lorenzin aveva attraversato, come ministro della Salute, il governo Letta (28.IV.2013-22.II.2014), il governo Renzi (22.II.2014-12.XII.2016) e il governo Gentiloni (12.XII.2016-1.VI.2018).
A una personalità di tale spessore evidentemente si faceva fatica a rinunciare.
Aveva poi lasciato il posto nel governo Conte 1 (2018-2019) a Giulia Grillo, del M5S.
Alla Grillo nel Conte 2 (5.IX.2019-13.II.2021) successe Roberto Speranza, che sarebbe riuscito nel compito apparentemente impossibile di superare in peggio non solo la Grillo, ma la stessa Lorenzin, e che, per le doti dimostrate in tale impresa, fu confermato ministro anche nel governo Draghi (13.II.2021-22.X.2022).
All'epoca del convegno il ministero della Salute era dunque affidato alla Grillo, medico lei stessa (a differenza di chi l'aveva preceduta e di chi l'avrebbe seguita).
L'intervento di Sara Magotti, ex appartenente al M5S, dal titolo "Vaccinazioni e democrazia partecipativa, ovvero: cosa è successo al M5S?", documenta in maniera puntuale ed efficace il trauma subito dalla base e dagli elettori davanti allo scandaloso voltafaccia dei sedicenti "portavoce" dei cittadini.
È una ricostruzione utilissima anche perché prefigura il clima politico, sociale e culturale di quella che sarebbe stata l'Italia del covid-19.
Il dirottamento del M5S da parte della sua dirigenza ha probabilmente provocato l'abbandono della politica attiva o delle urne da parte di milioni di cittadini.
YouTube
Il punto sui vaccini - Sara Magotti - 6 aprile 2019
"Vaccinazioni e democrazia partecipativa, ovvero: che cosa è successo al M5S?" Il punto sui vaccini - Verso le elezioni europee Riccione – sabato 6 aprile 20...
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A volte la storia si ripete anche la seconda volta come tragedia.
Come, perché e da chi fu deciso il lancio delle due bombe atomiche statunitensi il 6 e 9 agosto 1945 è una questione storica oggi purtroppo più che mai attuale (cfr. Scienziati e laici, pp. 327-94).
A quanti studenti di scuola secondaria viene insegnata?
Il mito che ciò fu fatto per terminare più rapidamente la guerra, e risparmiare "vittime civili", o "vittime americane", o addirittura "vittime giapponesi" (!), continua ad essere sfruttato per promuovere nuovi crimini.
https://t.me/consenso_disinformato/36180
Come, perché e da chi fu deciso il lancio delle due bombe atomiche statunitensi il 6 e 9 agosto 1945 è una questione storica oggi purtroppo più che mai attuale (cfr. Scienziati e laici, pp. 327-94).
A quanti studenti di scuola secondaria viene insegnata?
Il mito che ciò fu fatto per terminare più rapidamente la guerra, e risparmiare "vittime civili", o "vittime americane", o addirittura "vittime giapponesi" (!), continua ad essere sfruttato per promuovere nuovi crimini.
https://t.me/consenso_disinformato/36180
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𝗖𝗢𝗡𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗗𝗜𝗦𝗜𝗡𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗧𝗢
🇺🇸 Un senatore americano: “Quando ci siamo trovati di fronte alla distruzione come nazione dopo Pearl Harbor, abbiamo deciso di porre fine alla guerra bombardando Hiroshima e Nagasaki con armi nucleari, ed è stata la decisione giusta. Date a Israele le bombe…
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Scienza e Democrazia
4. Altre ragioni della diminuzione dell'affluenza alle urne Naturalmente non sono solo gli inviti alle urne da parte di partiti e figure di governo a causare una diminuzione dei votanti. Un'altra ragione è l'esplodere di scandali di corruzione politica…
5. Il metodo più efficace: alimentare la confusione ideologica
Andare a votare, per l'elettore razionale, presuppone la formazione di un'opinione su ideali e obiettivi politici.
Sui primi si può essere d'accordo senza esserlo sui secondi (ciò spiega le difficoltà dell'intesa politica - "quale strada scegliere"- anche tra parti affini e in buona fede).
E vale anche il viceversa (cioè può essere politicamente sensato, e anche auspicabile, fare un pezzo di strada insieme a qualcuno da cui ci si dovrà dividere).
Una parte della difficoltà della scelta elettorale dipende quindi dall'essere legata a difficili scelte di fondo e di strategia.
Se però l'opinione del potenziale elettore viene scossa dal propagarsi nella sfera pubblica di discorsi in cui si fatica ad orientarsi, allora anche la determinazione a votare può essere messa in crisi.
Ecco una scelta non esaustiva di affermazioni che sono circolate negli ultimi anni o negli ultimi mesi per confondere e fuorviare (mediante incoerenza, illogicità, falsità) i cittadini, e che sono associate direttamente o indirettamente a scelte politiche:
- "Tra 'destra' e 'sinistra' non c'è differenza" [ma solo se si aggiunge il prefisso "pseudo-" ad ambedue].
- "I neonazisti vogliono instaurare il comunismo" [sì, in fondo "nazismo" era un'abbreviazione di "nazionalsocialismo"...].
- "Non avrete nulla e sarete felici" [a meno che non siate uno dei 100 uomini più ricchi del mondo].
- "I bambini devono potersi autodeterminare quanto al genere" [ma gli adulti non possono autodeterminarsi quanto ai trattamenti vaccinali].
- "Lo Stato deve impegnarsi a favorire le transizioni di genere" [ma se un povero si riconosce nel genere "ricco", la transizione se la dovrà fare da sé].
- "L'Italia deve risolvere il problema della crisi demografica con l'accoglienza [cioè con l'immigrazione selvaggia di futuri disadattati, pericolosi per sé e per gli altri]. Chi non è d'accordo è un razzista [anche se le "razze" non esistono]".
- "L''antisemitismo' è un'emergenza sociale in Europa. Si è 'antisemiti' se si critica il governo di Israele" [e 'antitaliani' se si critica la Meloni?, 'antiamericani' se si critica Biden?, 'anticristiani' se si critica papa Francesco?...].
- "La persecuzione subita da quelli che il nazifascismo classificava come 'ebrei' novant'anni fa giustifica da decenni la politica israeliana in Palestina" [cioè la segregazione e, da 8 mesi in forma esplicita, il genocidio dei palestinesi].
- "L'attuale regime ucraino [frutto di un colpo di stato promosso dalla CIA nel febbraio 2014] difende la democrazia e la libertà".
- "La NATO è una garanzia per la pace [come limpidamente testimonia il suo curriculum]".
- "I valori dell'UE sono: pace, democrazia, tutela dei diritti dei popoli" [particolarmente con l'ultima Commissione Europea].
- "La 'sinistra' si deve occupare non più dei lavoratori, ma di [ipotetici] diritti di [politicamente insignificanti] minoranze".
- "La grammatica italiana discrimina le donne" [come ci insegna, tra gli altri soggetti, l'università di Trento].
- "La destra sovranista può seguire i dettami di un paese straniero e difendere un'autocrazia estera [basata sulla finanza speculativa, e che si nasconde dietro la finzione della «unione europea»]".
È chiaro che l'esposizione continua ad affermazioni come queste blocca la capacità di analisi del cittadino, e lo fa disperare di poter scegliere che cosa votare in maniera razionale.
E allora alcuni pensano: per non sbagliare, meglio non votare...
[continua]
Andare a votare, per l'elettore razionale, presuppone la formazione di un'opinione su ideali e obiettivi politici.
Sui primi si può essere d'accordo senza esserlo sui secondi (ciò spiega le difficoltà dell'intesa politica - "quale strada scegliere"- anche tra parti affini e in buona fede).
E vale anche il viceversa (cioè può essere politicamente sensato, e anche auspicabile, fare un pezzo di strada insieme a qualcuno da cui ci si dovrà dividere).
Una parte della difficoltà della scelta elettorale dipende quindi dall'essere legata a difficili scelte di fondo e di strategia.
Se però l'opinione del potenziale elettore viene scossa dal propagarsi nella sfera pubblica di discorsi in cui si fatica ad orientarsi, allora anche la determinazione a votare può essere messa in crisi.
Ecco una scelta non esaustiva di affermazioni che sono circolate negli ultimi anni o negli ultimi mesi per confondere e fuorviare (mediante incoerenza, illogicità, falsità) i cittadini, e che sono associate direttamente o indirettamente a scelte politiche:
- "Tra 'destra' e 'sinistra' non c'è differenza" [ma solo se si aggiunge il prefisso "pseudo-" ad ambedue].
- "I neonazisti vogliono instaurare il comunismo" [sì, in fondo "nazismo" era un'abbreviazione di "nazionalsocialismo"...].
- "Non avrete nulla e sarete felici" [a meno che non siate uno dei 100 uomini più ricchi del mondo].
- "I bambini devono potersi autodeterminare quanto al genere" [ma gli adulti non possono autodeterminarsi quanto ai trattamenti vaccinali].
- "Lo Stato deve impegnarsi a favorire le transizioni di genere" [ma se un povero si riconosce nel genere "ricco", la transizione se la dovrà fare da sé].
- "L'Italia deve risolvere il problema della crisi demografica con l'accoglienza [cioè con l'immigrazione selvaggia di futuri disadattati, pericolosi per sé e per gli altri]. Chi non è d'accordo è un razzista [anche se le "razze" non esistono]".
- "L''antisemitismo' è un'emergenza sociale in Europa. Si è 'antisemiti' se si critica il governo di Israele" [e 'antitaliani' se si critica la Meloni?, 'antiamericani' se si critica Biden?, 'anticristiani' se si critica papa Francesco?...].
- "La persecuzione subita da quelli che il nazifascismo classificava come 'ebrei' novant'anni fa giustifica da decenni la politica israeliana in Palestina" [cioè la segregazione e, da 8 mesi in forma esplicita, il genocidio dei palestinesi].
- "L'attuale regime ucraino [frutto di un colpo di stato promosso dalla CIA nel febbraio 2014] difende la democrazia e la libertà".
- "La NATO è una garanzia per la pace [come limpidamente testimonia il suo curriculum]".
- "I valori dell'UE sono: pace, democrazia, tutela dei diritti dei popoli" [particolarmente con l'ultima Commissione Europea].
- "La 'sinistra' si deve occupare non più dei lavoratori, ma di [ipotetici] diritti di [politicamente insignificanti] minoranze".
- "La grammatica italiana discrimina le donne" [come ci insegna, tra gli altri soggetti, l'università di Trento].
- "La destra sovranista può seguire i dettami di un paese straniero e difendere un'autocrazia estera [basata sulla finanza speculativa, e che si nasconde dietro la finzione della «unione europea»]".
È chiaro che l'esposizione continua ad affermazioni come queste blocca la capacità di analisi del cittadino, e lo fa disperare di poter scegliere che cosa votare in maniera razionale.
E allora alcuni pensano: per non sbagliare, meglio non votare...
[continua]
www.lantidiplomatico.it
Dall'Iran alla Siria. Le guerre illegali della NATO raccolte in un unico libro
L'antidiplomatico - Liberi di svelarvi il mondo
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Scienza e Democrazia
Fuga di notizie... o propaganda elettorale? Il dubbio è lecito. Il governatore della regione Liguria, Giovanni Toti, sotto inchiesta con gravissime accuse (compresa la collusione con la mafia), adesso si scopre che aveva aumentato i numeri sui casi di covid…
Proprio nessuno.
Giovanni Toti, Tagadà, 13 settembre 2021, con la giornalista Tiziana Panella che invece di intervistarlo gli fa da spalla:
«Fidarsi dei numeri, su cui nessuno ha mai imbrogliato, e se qualcuno scopre un imbroglio sui numeri ovviamente lo deve denunciare alla procura».
La sicurezza dell'impunità, che, per una volta, è andata delusa - ma sempre più tardi del dovuto.
È di queste "certezze", false come il teatrino in cui venivano recitate, che gli italiani si sono fidati.
(Notare anche lo sfoggio di cultura storica di Toti: nel 1868 «era appena stata Porta Pia e l'unità d'Italia»...).
Da non dimenticare nemmeno la pubblicità alla insensata e infame vaccinazione anti-covid-19 sui bambini, con la Panella che si preoccupava solo di far vedere "Capitan Vaccino" («il Superman dei vaccini!»), e che potessero nascere "tensioni" nella popolazione: «Ti chiedo, Giovanni, in realtà voglio essere rassicurata da te...» (3 dicembre 2021).
Giovanni Toti, Tagadà, 13 settembre 2021, con la giornalista Tiziana Panella che invece di intervistarlo gli fa da spalla:
«Fidarsi dei numeri, su cui nessuno ha mai imbrogliato, e se qualcuno scopre un imbroglio sui numeri ovviamente lo deve denunciare alla procura».
La sicurezza dell'impunità, che, per una volta, è andata delusa - ma sempre più tardi del dovuto.
È di queste "certezze", false come il teatrino in cui venivano recitate, che gli italiani si sono fidati.
(Notare anche lo sfoggio di cultura storica di Toti: nel 1868 «era appena stata Porta Pia e l'unità d'Italia»...).
Da non dimenticare nemmeno la pubblicità alla insensata e infame vaccinazione anti-covid-19 sui bambini, con la Panella che si preoccupava solo di far vedere "Capitan Vaccino" («il Superman dei vaccini!»), e che potessero nascere "tensioni" nella popolazione: «Ti chiedo, Giovanni, in realtà voglio essere rassicurata da te...» (3 dicembre 2021).
La7.it
Vaccino, Toti risponde ai no vax: "Non esiste un vaccino contro stupidità e violenza"
Il presidente della regione Liguria Giovanni Toti contro i no vax
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Scienza e Democrazia
Informazione "libera" La parte più vergognosa è il comportamento della conduttrice in studio che, pur non avendo altre prove se non lo spettacolo in diretta della straordinaria aggressività, di per sé indicativa, di un esponente della cosiddetta "Brigata…
Dalle minacce in diretta televisiva a una giornalista all'agguato in stile squadristico a chef Rubio
Un noto personaggio televisivo, lo chef "Rubio", che aveva preso posizione contro il genocidio dei palestinesi, è stato aggredito di notte e pestato a sangue.
Manifestazione di solidarietà degli studenti universitari di Roma.
Un noto personaggio televisivo, lo chef "Rubio", che aveva preso posizione contro il genocidio dei palestinesi, è stato aggredito di notte e pestato a sangue.
Manifestazione di solidarietà degli studenti universitari di Roma.
Telegram
Rubio feat Rubio
6 ebrei sionisti hanno tagliato i cavi del cancello di casa di mia madre, hanno aspettato che tornassi da Cassino e poi mentre provavo ad aprire inutilmente il cancello seduto in macchina (con le cinture infilate) mi hanno preso a sassate, pugni e martellate.…
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Scienza e Democrazia
5. Il metodo più efficace: alimentare la confusione ideologica Andare a votare, per l'elettore razionale, presuppone la formazione di un'opinione su ideali e obiettivi politici. Sui primi si può essere d'accordo senza esserlo sui secondi (ciò spiega le…
Supplemento 5.1 L'impegno del giornalismo ufficiale nel fare chiarezza. L'attentato a Fico.
Il primo ministro della Slovacchia, Robert Fico, è stato vittima di un tentativo di omicidio. Le sue condizioni sono gravi.
Aveva denunciato all'inizio dell'anno la gestione UE del covid-19, dichiarato la sua opposizione al trattato pandemico dell'OMS, detto che non avrebbe mandato «nemmeno un proiettile» all'Ucraina, e preannunciato il suo voto negativo all'ingresso dell'Ucraina nella NATO.
L'agenzia ANSA descrive l'attentatore come «attivista non violento nonché autore di poesie». (Cfr. il battaglione Azov che leggeva Kant).
E Repubblica traccia di Fico un ritratto equilibrato fin dal titolo.
Il primo ministro della Slovacchia, Robert Fico, è stato vittima di un tentativo di omicidio. Le sue condizioni sono gravi.
Aveva denunciato all'inizio dell'anno la gestione UE del covid-19, dichiarato la sua opposizione al trattato pandemico dell'OMS, detto che non avrebbe mandato «nemmeno un proiettile» all'Ucraina, e preannunciato il suo voto negativo all'ingresso dell'Ucraina nella NATO.
L'agenzia ANSA descrive l'attentatore come «attivista non violento nonché autore di poesie». (Cfr. il battaglione Azov che leggeva Kant).
E Repubblica traccia di Fico un ritratto equilibrato fin dal titolo.
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Un estratto più ampio del discorso con cui, pochi giorni fa, Fico aveva condannato la persecuzione dei dissidenti "covid-19" e pubblicamente annunciato la sua opposizione al trattato pandemico si trova ai minuti 6:18-7:41 di questo video.
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Pro-Ukrainian Liberal tries to ASSASSINATE Slovakia's anti-war Prime Minister | Redacted News
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https://www.youtube.com/playlist?list=PLZdhTWJ6YawrVRcYeuCmiK6BLnkSprAtp
You'll recall last week on the show... we were praising Slovakia for standing up against the tyranny of the WHO... rejecting the pandemic treaty... well If you…
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Una possibile prova...
...che i cardiologi italiani sconsigliavano segretamente ai loro pazienti di farsi somministrare i "vaccini" anti-covid-19?
Purtroppo, se si legge l'articolo - che peraltro non riporta alcun dato sulla mortalità per tutte le cause di chi è seguito e di chi non è seguito da un cardiologo - di questo non si parla.
Si legge invece, a parte considerazioni scontate sui rischi cardiovascolari di obesità e fumo (giuste, ma che non necessitano certo del parere di uno specialista!), dell'aumento di assunzione di statine dal 68% al 98% nei cardiopatici seguiti da un cardiologo:
«Questa variazione è espressione del fatto che essere seguito da un cardiologo può migliorare significativamente il profilo di rischio e ridurre la probabilità di recidive ischemiche, come infarto o ictus.»
Può ridurre la probabilità... Molto rassicurante.
Limitiamoci a sottolineare che:
«Tuttavia, l'uso delle statine può essere accompagnato da una varietà di effetti avversi, quali lo sviluppo di diabete di tipo 2, sintomi muscolari, tossicità per il fegato, disturbi renali, cataratte, ictus emorragici, e complicanze psichiatriche».
In generale, la specializzazione medica ha tra i suoi peggiori "effetti avversi" la formazione di medici a cui basta che il loro paziente, che è venuto a farsi visitare per un problema attinente alla loro area specialistica, possa essere consegnato, per eventuali peggioramenti, a uno specialista di un'area diversa.
Un peculiare concetto di guarigione...
...che i cardiologi italiani sconsigliavano segretamente ai loro pazienti di farsi somministrare i "vaccini" anti-covid-19?
Purtroppo, se si legge l'articolo - che peraltro non riporta alcun dato sulla mortalità per tutte le cause di chi è seguito e di chi non è seguito da un cardiologo - di questo non si parla.
Si legge invece, a parte considerazioni scontate sui rischi cardiovascolari di obesità e fumo (giuste, ma che non necessitano certo del parere di uno specialista!), dell'aumento di assunzione di statine dal 68% al 98% nei cardiopatici seguiti da un cardiologo:
«Questa variazione è espressione del fatto che essere seguito da un cardiologo può migliorare significativamente il profilo di rischio e ridurre la probabilità di recidive ischemiche, come infarto o ictus.»
Può ridurre la probabilità... Molto rassicurante.
Limitiamoci a sottolineare che:
«Tuttavia, l'uso delle statine può essere accompagnato da una varietà di effetti avversi, quali lo sviluppo di diabete di tipo 2, sintomi muscolari, tossicità per il fegato, disturbi renali, cataratte, ictus emorragici, e complicanze psichiatriche».
In generale, la specializzazione medica ha tra i suoi peggiori "effetti avversi" la formazione di medici a cui basta che il loro paziente, che è venuto a farsi visitare per un problema attinente alla loro area specialistica, possa essere consegnato, per eventuali peggioramenti, a uno specialista di un'area diversa.
Un peculiare concetto di guarigione...
www.ilgiornaleditalia.it
Medicina, studio italiano: chi è seguito da cardiologo ha meno rischio infarto e ictus
Studio 'Bring-up Prevenzione' presentato al 55.esimo congresso dell'Anmco
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Scienza e Democrazia
Accampamento anti-genocidio alla Statale di Milano https://www.milanotoday.it/politica/protesta-palestina-tende-statale.html
Studenti anti-genocidio occupano l'università di Torino.
Occupato il dipartimento di Fisica. Accampamenti al Politecnico e a Palazzo Nuovo all'università di Torino.
E uno striscione appare sulla Mole Antonelliana.
Occupato il dipartimento di Fisica. Accampamenti al Politecnico e a Palazzo Nuovo all'università di Torino.
E uno striscione appare sulla Mole Antonelliana.
TorinoToday
Occupate le Università, Torino come New York: gli studenti in tenda dentro gli atenei | VIDEO
"Queste tende stanno a rappresentare il fatto che non lasceremo questi luoghi finché non otterremo quel che chiediamo", spiega uno studente
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Scienza e Democrazia
Dalla "più grande democrazia" del mondo Gli studenti anti-genocidio della Columbia University (New York) occupano l'università. La polizia irrompe nell'edificio, impone ai giornalisti di non fare riprese, aggredisce gli studenti, e fa arresti di massa,…
Professoressa dell'Università di Irvine in California arrestata dai poliziotti
Tiffany Willoughby-Herard, professoressa di Studi globali e internazionali, ha manifestato a favore degli studenti anti-genocidio.
Quello che dice mentre la portano via è non solo coraggioso, date le circostanze, ma ineccepibile quanto alla sostanza:
«Non possiamo avere una politica estera genocida in una democrazia!
Questi giovani sono quelli che dovranno pagare il prezzo di queste orribili decisioni.[...]
Che lavoro ho io se gli studenti non hanno un futuro?»
Non è il solo docente della sua università ad essere arrestato per il solo fatto di manifestare con i suoi studenti.
Tiffany Willoughby-Herard, professoressa di Studi globali e internazionali, ha manifestato a favore degli studenti anti-genocidio.
Quello che dice mentre la portano via è non solo coraggioso, date le circostanze, ma ineccepibile quanto alla sostanza:
«Non possiamo avere una politica estera genocida in una democrazia!
Questi giovani sono quelli che dovranno pagare il prezzo di queste orribili decisioni.[...]
Che lavoro ho io se gli studenti non hanno un futuro?»
Non è il solo docente della sua università ad essere arrestato per il solo fatto di manifestare con i suoi studenti.
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MintPress News
"What job do I have if the students don't have a future?"
Professor Tiffany Willoughby-Herard from the Department of Global and International Studies at UC Irvine was apprehended by police as part of their wider operation of dismantling the university's…
Professor Tiffany Willoughby-Herard from the Department of Global and International Studies at UC Irvine was apprehended by police as part of their wider operation of dismantling the university's…
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L'eroe ignoto
«Si prenda la I guerra mondiale (1914-18), uno dei più grandi massacri organizzati di tutta la storia – tra militari e civili si stimano «più di 16 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti e mutilati».
A leggerne un resoconto tradizionale si direbbe che gli italiani chiamati alle armi accettassero di parteciparvi, sebbene spesso a malincuore, senza però ribellarsi alla manifesta assurdità (perché tale era) di ciò che era loro richiesto.
La verità è invece più complessa, in quanto sono stati molti a potersi annoverare tra
1) renitenti alla leva,
2) “disfattisti” (cioè soldati in varie forme contestatori della guerra),
3) autolesionisti (cioè soldati che si inflissero vari tipi di ferite o mutilazioni per poter abbandonare “legalmente” il fronte), e
4) disertori.
I libri di storia trattano di solito anonimamente e collettivamente i casi di costoro, la maggior parte dei quali andarono incontro al carcere o alla fucilazione per decisione dei tribunali militari: molti sapevano di rischiare queste punizioni, eppure sfidarono le autorità.
Un'autentica educazione storica dovrebbe restituire la memoria e ridare voci e volti a cittadini che, in moltissimi casi, vanno considerati autentici eroi, di gran lunga superiori da un punto di vista morale – e in particolare di quella virtù che siamo stati educati, ingannevolmente, ad associare alla vita militare: il coraggio – ai tanti che per soggezione, conformismo, opportunismo accettarono di partecipare alla follia omicida promossa dai governi» [MMC, Scienziati e laici, 2020]
https://t.me/infodefITALY/16191
«Si prenda la I guerra mondiale (1914-18), uno dei più grandi massacri organizzati di tutta la storia – tra militari e civili si stimano «più di 16 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti e mutilati».
A leggerne un resoconto tradizionale si direbbe che gli italiani chiamati alle armi accettassero di parteciparvi, sebbene spesso a malincuore, senza però ribellarsi alla manifesta assurdità (perché tale era) di ciò che era loro richiesto.
La verità è invece più complessa, in quanto sono stati molti a potersi annoverare tra
1) renitenti alla leva,
2) “disfattisti” (cioè soldati in varie forme contestatori della guerra),
3) autolesionisti (cioè soldati che si inflissero vari tipi di ferite o mutilazioni per poter abbandonare “legalmente” il fronte), e
4) disertori.
I libri di storia trattano di solito anonimamente e collettivamente i casi di costoro, la maggior parte dei quali andarono incontro al carcere o alla fucilazione per decisione dei tribunali militari: molti sapevano di rischiare queste punizioni, eppure sfidarono le autorità.
Un'autentica educazione storica dovrebbe restituire la memoria e ridare voci e volti a cittadini che, in moltissimi casi, vanno considerati autentici eroi, di gran lunga superiori da un punto di vista morale – e in particolare di quella virtù che siamo stati educati, ingannevolmente, ad associare alla vita militare: il coraggio – ai tanti che per soggezione, conformismo, opportunismo accettarono di partecipare alla follia omicida promossa dai governi» [MMC, Scienziati e laici, 2020]
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InfoDefenseITALIA
🇺🇦 GLI UCRAINI NON HANNO VOGLIA DI ANDARE AL FRONTE. SONO PRONTI ALLE MISURE PIÙ DISPERATE
⚫️A maggio, 29 corpi di uomini che avevano cercato di attraversare il confine ucraino sono stati ritrovati nel fiume Tibisco. Secondo la versione ufficiale delle autorità…
⚫️A maggio, 29 corpi di uomini che avevano cercato di attraversare il confine ucraino sono stati ritrovati nel fiume Tibisco. Secondo la versione ufficiale delle autorità…
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Scienza e Democrazia
5. Il metodo più efficace: alimentare la confusione ideologica Andare a votare, per l'elettore razionale, presuppone la formazione di un'opinione su ideali e obiettivi politici. Sui primi si può essere d'accordo senza esserlo sui secondi (ciò spiega le…
6. Il metodo più insidioso: "si sa già chi vince"
I metodi finora elencati (inviti ufficiali a votare, scandali politici poco prima delle elezioni, clamorosi tradimenti elettorali, confusione ideologica diffusa dai media) inibiscono la volontà di votare suggerendo l'inutilità sostanziale del voto, quale che sia il partito o il candidato votati.
C'è però un metodo che demoralizza l'aspirante elettore suggerendo l'inutilità formale del voto.
È quello di dare l'idea, prima delle elezioni, che l'esito di queste sia già deciso. Non nel senso di un gioco delle parti tra presunti avversari politici, ma proprio riguardo ai risultati.
Lo strumento con cui si instilla questo dubbio è ben collaudato: sono i sondaggi sulle intenzioni di voto.
In primo luogo permettono ai principali media di parlare solo dei partiti di governo - che risultano sempre (guarda caso) "in testa ai sondaggi", e quindi meritano una maggiore attenzione, giusto?
Così la maggior parte dell'elettorato va alle urne senza nemmeno sapere quali sono le liste in competizione.
In altri termini, i "partiti minori" sono non "previsti", ma predestinati dai sondaggi.
Per di più, i sondaggi influenzano le intenzioni di voto perché, in fondo, l'elettore medio è un inconsapevole allievo non di Machiavelli (come a volte si illude di essere), ma del suo grande contemporaneo, Guicciardini: «Pregate Dio sempre di trovarvi dove si vince».
In altre parole, è una comune e ben nota debolezza schierarsi, nelle lotte, con chi si crede debba uscire vincitore. E i sondaggi ti facilitano il compito, pretendendo di dirti appunto chi lo sarà.
In terzo luogo, i sondaggi fanno presa su quelli che, in generale, attribuiscono a predizioni numeriche - "quindi" (?) scientifiche - un prestigio che spesso non meritano (il "triennio pandemico" ce ne ha dato numerosi esempi).
Insomma, per lo più chi prende sul serio i sondaggi,
- o si chiede perché mai disturbarsi ad andare a votare,
- o va a votare, ma scegliendo solo tra chi gli hanno detto che vincerà.
Ma si possono prendere sul serio i sondaggi?
Il comune cittadino non ha mezzi per verificarne l'attendibilità. E se pure fossero inventati di sana pianta non mancherebbero di svolgere la loro funzione primaria.
Cioè: incanalare l'elettorato e disincentivare il voto.
Se i sondaggi fossero reali ricerche scientifiche, invece che profezie autoavveranti, i loro autori rivelerebbero le previsioni fatte (debitamente depositate in congruo anticipo presso un notaio) solo dopo le elezioni.
E rispetterebbero questa regola sempre, anche se col tempo acquisissero, grazie alle previsioni indovinate, una fama di attendibilità.
Invece pubblicizzare anzitempo una previsione elettorale è sempre un atto politico, e non una comunicazione scientifica.
I sondaggi pre-elettorali sono in particolare anche alla base del concetto di "voto utile".
Se per esempio si va a votare alle elezioni europee per un partito, e questo - con l'attuale legge elettorale, che andrebbe cambiata - non supera il 4%, allora chi ha dato quel voto non vedrà nessuno a rappresentarlo: il suo voto è stato "inutile". (In Italia la soglia di sbarramento è appunto del 4%, ma non è la stessa in tutti i paesi dell'UE: in Francia è del 5%, in Grecia è del 3%).
Ora, un voto dato a un partito o a un candidato dovrà essere in ogni caso conteggiato nei risultati finali. Già solo questa informazione convalidata ufficialmente è qualcosa di utile - e in molti modi.
Ma poi, come si fa a sapere chi supererà e chi no la soglia di sbarramento? "Lo dicono i sondaggi": appunto.
In conclusione: nessuno dovrebbe votare un partito (o non andare per niente a votare) sulla base di quello che è indotto a pensare che faranno "tutti gli altri", neppure se i sondaggi (effettuati, si noti, da società private quotate in borsa) sono coerenti.
La nostra è una democrazia malata, e quella europea - ammesso che si possa definire "democrazia" - lo è ancora di più. Questo è innegabile.
Ma la fede nei sondaggi e nel "voto utile" va considerata uno dei sintomi della malattia.
[continua]
I metodi finora elencati (inviti ufficiali a votare, scandali politici poco prima delle elezioni, clamorosi tradimenti elettorali, confusione ideologica diffusa dai media) inibiscono la volontà di votare suggerendo l'inutilità sostanziale del voto, quale che sia il partito o il candidato votati.
C'è però un metodo che demoralizza l'aspirante elettore suggerendo l'inutilità formale del voto.
È quello di dare l'idea, prima delle elezioni, che l'esito di queste sia già deciso. Non nel senso di un gioco delle parti tra presunti avversari politici, ma proprio riguardo ai risultati.
Lo strumento con cui si instilla questo dubbio è ben collaudato: sono i sondaggi sulle intenzioni di voto.
In primo luogo permettono ai principali media di parlare solo dei partiti di governo - che risultano sempre (guarda caso) "in testa ai sondaggi", e quindi meritano una maggiore attenzione, giusto?
Così la maggior parte dell'elettorato va alle urne senza nemmeno sapere quali sono le liste in competizione.
In altri termini, i "partiti minori" sono non "previsti", ma predestinati dai sondaggi.
Per di più, i sondaggi influenzano le intenzioni di voto perché, in fondo, l'elettore medio è un inconsapevole allievo non di Machiavelli (come a volte si illude di essere), ma del suo grande contemporaneo, Guicciardini: «Pregate Dio sempre di trovarvi dove si vince».
In altre parole, è una comune e ben nota debolezza schierarsi, nelle lotte, con chi si crede debba uscire vincitore. E i sondaggi ti facilitano il compito, pretendendo di dirti appunto chi lo sarà.
In terzo luogo, i sondaggi fanno presa su quelli che, in generale, attribuiscono a predizioni numeriche - "quindi" (?) scientifiche - un prestigio che spesso non meritano (il "triennio pandemico" ce ne ha dato numerosi esempi).
Insomma, per lo più chi prende sul serio i sondaggi,
- o si chiede perché mai disturbarsi ad andare a votare,
- o va a votare, ma scegliendo solo tra chi gli hanno detto che vincerà.
Ma si possono prendere sul serio i sondaggi?
Il comune cittadino non ha mezzi per verificarne l'attendibilità. E se pure fossero inventati di sana pianta non mancherebbero di svolgere la loro funzione primaria.
Cioè: incanalare l'elettorato e disincentivare il voto.
Se i sondaggi fossero reali ricerche scientifiche, invece che profezie autoavveranti, i loro autori rivelerebbero le previsioni fatte (debitamente depositate in congruo anticipo presso un notaio) solo dopo le elezioni.
E rispetterebbero questa regola sempre, anche se col tempo acquisissero, grazie alle previsioni indovinate, una fama di attendibilità.
Invece pubblicizzare anzitempo una previsione elettorale è sempre un atto politico, e non una comunicazione scientifica.
I sondaggi pre-elettorali sono in particolare anche alla base del concetto di "voto utile".
Se per esempio si va a votare alle elezioni europee per un partito, e questo - con l'attuale legge elettorale, che andrebbe cambiata - non supera il 4%, allora chi ha dato quel voto non vedrà nessuno a rappresentarlo: il suo voto è stato "inutile". (In Italia la soglia di sbarramento è appunto del 4%, ma non è la stessa in tutti i paesi dell'UE: in Francia è del 5%, in Grecia è del 3%).
Ora, un voto dato a un partito o a un candidato dovrà essere in ogni caso conteggiato nei risultati finali. Già solo questa informazione convalidata ufficialmente è qualcosa di utile - e in molti modi.
Ma poi, come si fa a sapere chi supererà e chi no la soglia di sbarramento? "Lo dicono i sondaggi": appunto.
In conclusione: nessuno dovrebbe votare un partito (o non andare per niente a votare) sulla base di quello che è indotto a pensare che faranno "tutti gli altri", neppure se i sondaggi (effettuati, si noti, da società private quotate in borsa) sono coerenti.
La nostra è una democrazia malata, e quella europea - ammesso che si possa definire "democrazia" - lo è ancora di più. Questo è innegabile.
Ma la fede nei sondaggi e nel "voto utile" va considerata uno dei sintomi della malattia.
[continua]
Today
Così il Superbonus ha fatto detonare i rischi nascosti del cappotto termico
In Italia si discute sull'abbassare lo scoglio al 3% per favorire i partiti più piccoli. In 13 Stati membri non esiste alcuna soglia
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