Scienza e Democrazia
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3. Il referendum abrogativo (RA) e l'astensionismo. Dispiace dover ammettere che anche persone spregevoli possano dire, talvolta, la verità. Ma è così. Si diventa persone adulte solo quando si ha abbastanza coraggio da non rinnegare la tavola pitagorica…
Appendice - Un semplice esempio numerico.

Supponiamo che su un certo quesito l'opinione dell'elettorato è rappresentata dal "SÌ" per il 35% e dal "NO" per il 65%, senza elettori incerti e potenziali schede bianche.

Se il referendum fosse senza quorum, potremmo immaginare che pressappoco la stessa proporzione dei SÌ e dei NO andrebbe alle urne.

Per esempio, se andassero a votare i 4/5 per ognuno dei due gruppi, avremmo il 28% di votanti SÌ contro il 52% di votanti NO, e l'esito del voto rappresenterebbe correttamente l'opinione dell'intero elettorato.

Ma supponiamo adesso che il referendum abbia il quorum come il RA in Italia. Allora possiamo immaginare, molto plausibilmente, che quasi l'intero 35% dei sostenitori del SÌ andrebbe a votare - perché il raggiungimento del quorum è condizione necessaria per il successo: se sei per il SÌ, sei anche per andare a votare.

Supponiamo, per semplicità, che esattamente l'intero 35% dei sostenitori del SÌ vada a votare.

In questo caso avremmo il seguente paradosso: se i sostenitori del NO che vanno a votare sono più del 15% ma meno del 35% (ricordiamo che essi formano il 65%!), allora vince il SÌ; se sono più del 35% vince il NO. Ma se sono meno del 15%, allora il referendum non è valido e quindi anche in questo caso vince il NO - che è l'opinione che rappresenta, per ipotesi, la stragrande maggioranza degli elettori.

Ne segue che non andare a votare, se si sostiene il NO, è la scelta più coerente con la fedeltà sostanziale al principio maggioritario, se si prevede (come è plausibile in presenza di una corretta informazione e se ci sono stati appelli al non-voto sul fronte del NO) che meno del 35% dei NO andranno a votare.

Ovviamente, che non andare a votare possa avere questo significato dipende in ultima analisi, come abbiamo detto, dall'esistenza di un difetto (non casuale!) nel regolamento del RA italiano: l'esistenza di una soglia percentuale (per giunta la più alta compatibile con il principio maggioritario)[*] di affluenza alle urne per la validità dell'esito referendario. [segue]

[*] Perché se il quorum fosse, poniamo, il 51%, potrebbe accadere che la maggioranza assoluta (il 50%+1 degli aventi diritto) votasse SÌ, ma il referendum sarebbe considerato invalido (se ci fossero pochissimi o nessun voto NO).
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Il parere di uno storico.
E gli Stati Uniti continuano ad appoggiare Israele...

...come avevano fatto con il nazismo fino al 1941 (sì, a II guerra mondiale in corso).

Questa è l'ennesima risoluzione per il cessate il fuoco in Palestina bocciata dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU a causa del veto USA.

Le motivazioni date dagli USA, palesemente pretestuose, non sono state ritenute valide da nessun altro membro, e in particolare da nessuno degli altri membri permanenti: Russia, Cina, Francia e UK.
Quando ci sarà una sollevazione delle associazioni sedicenti animaliste...

...contro questo scellerato governo, nemico degli umani, della natura, e degli animali?
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Appendice - Un semplice esempio numerico. Supponiamo che su un certo quesito l'opinione dell'elettorato è rappresentata dal "SÌ" per il 35% e dal "NO" per il 65%, senza elettori incerti e potenziali schede bianche. Se il referendum fosse senza quorum, potremmo…
4. Situazione. I referendum abrogativi dell'8-9 giugno 2025: i primi 4, sul lavoro.

Si trovano in rete molte pagine di spiegazione onesta sui 5 quesiti - 4 dei quali concernenti i diritti dei lavoratori, l'ultimo sul tempo di residenza di uno straniero in Italia prima che possa fare domanda di cittadinanza italiana - perché valga la pena ripeterne i concetti (ad esempio si veda qui).

Tutte le ragioni fin qui sentite per negare l'utilità che il cittadino affermi la volontà di rafforzare i diritti dei lavoratori votando SÌ ai primi 4 quesiti sono sbagliate, in maniera più o meno lampante.

Forse la più stupida (ma è un campionato con molta concorrenza) è quella che dice che la formulazione dei quesiti è concepita nel classico modo "giuridicamente corretto" che impedisce a praticamente tutti - compresi i giuristi! - di capire a una prima lettura di che cosa si sta parlando.

Bene: è quasi sempre stato così per i referendum abrogativi.

All'inizio parecchi elettori erano addirittura disturbati (e fuorviati) dal semplice fatto che contrassegnare la casella "SÌ" nella scheda significasse che si era non a favore, ma contro una certa legge. Forse oggi non sono più tanti, ma chissà.

Altre ragioni futili e/o autolesionistiche sono quelle descritte in forma di parabola nella prima puntata di questa serie ("Chi ha promosso il referendum e quali guadagni potrebbe trarne?...Ma non era meglio se il quesito fosse stato un altro?...").
[segue]
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4. Situazione. I referendum abrogativi dell'8-9 giugno 2025: i primi 4, sul lavoro. Si trovano in rete molte pagine di spiegazione onesta sui 5 quesiti - 4 dei quali concernenti i diritti dei lavoratori, l'ultimo sul tempo di residenza di uno straniero…
5. Il quesito V.

Per quanto riguarda il quesito V, il meno che si può dire - per cominciare - è che non si tratta di un'urgenza nazionale.

Alcuni, intenzionati a vincere al campionato sunnominato (ci riusciranno?...), sostengono che gli attuali 10 anni per ottenere la cittadinanza sono in realtà 13, per le lungaggini della burocrazia, e che dimezzare (come conseguenza della vittoria dei "SÌ") porterebbe non a 5 anni, ma a 8 anni.

Replica: ma ci vuole proprio un referendum per ottenere una burocrazia meno lenta e farraginosa, a beneficio in primo luogo degli stessi italiani?... O dovremo diminuire anche le pene per tutti i reati, visto che per arrivare a una sentenza definitiva passano anni e anni?

Un'impostazione più ragionevole per valutare il quesito è chiedersi: quali sono per uno straniero legittimamente residente in Italia i vantaggi della cittadinanza italiana?

Perché - sia chiaro - nessuna persona con un minimo di umanità e di rispetto per il diritto intende nuocere a persone sradicate - spesso dopo essere state adescate e ricattate da mafie locali coordinate con quelle internazionali - dalla loro cultura e dalla loro terra d'origine per essere catapultate in una realtà sociale e culturale incomprensibile (fin dal linguaggio) e inospitale a molti degli stessi cittadini italiani.

I presunti vantaggi si possono leggere elencati in questo articolo.

A un esame obiettivo, è chiaro che:

1) il diritto di voto anticipato di 5 anni è soprattutto utile per quei partiti che desiderano ampliare il proprio bacino elettorale (il prima possibile...) anche a costo di pescare nel disagio socio-politico alla base dell'immigrazione;

2) il ricongiungimento familiare entro il secondo grado di parentela è un incentivo all'afflusso di stranieri in Italia ("...e ce n'è tanto bisogno, non vedete che gli italiani si rifiutano di fare figli?" - ci ammoniscono illustri e pensosi intellettuali);

3) l'utilizzo del nostro Paese come trampolino per l'ingresso in UE e nel suo mercato del lavoro è sicuramente una buona idea per chi desiderasse un sistema meno inefficiente del protocollo Italia-Albania per diminuire la presenza straniera in Italia, lasciando però invariate le condizioni nei paesi d'origine che spingono a tentare la fortuna con l'espatrio;

4) infine i benefici sanitari non sembrano molto di più di ciò di cui gli stranieri con permesso di soggiorno già adesso, giustamente, dispongono («Il cittadino straniero residente in Italia con regolare permesso di soggiorno ha diritto all’assistenza sanitaria assicurata dal Servizio Sanitario Nazionale, con parità di trattamento rispetto ai cittadini italiani.» ).

In breve: per chi

- non intende favorire i partiti di cui in 1);

- ritiene che i flussi migratori vadano controllati e amministrati con senso di responsabilità in primo luogo nell'interesse degli stessi migranti che spesso non si rendono conto di inseguire un miraggio creato e propagandato dal neocolonialismo;

- considera che migliorare le prospettive degli italiani che vorrebbero formare una famiglia in Italia è di gran lunga un rimedio migliore contro l'inverno demografico del favorire il dissanguamento di paesi extraeuropei per mezzo della tratta dei loro individui più forti e capaci -

ebbene, per questi cittadini votare SÌ al quesito V ha ben poca attrattiva.

E per quanto detto sopra, la scelta più efficace per chi la pensi così non è votare NO, ma - appunto - rifiutare la scheda del quesito V (è la scheda gialla).

Non andare per niente a votare per evitare di dover spiegare al seggio che non si vuole la scheda del quesito V (e quindi manifestare il proprio giudizio negativo in merito) potrebbe invece diventare un esempio classico del buttare il bambino (l'opportunità di rafforzare i diritti dei lavoratori) con l'acqua sporca.

D'altra parte il fallimento di questo quesito, nel senso del mancato raggiungimento del quorum, potrebbe dare impulso a proposte di riforma costituzionale che introducano in Italia, finalmente, il referendum propositivo senza quorum.
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Del resto, bastava aver visto la puntata di Report del 24 novembre 2024 per capire qual era la base elettorale di Donald Trump - e il tipo di simpatia che ha per una certa Italia... E anche che stiamo parlando di uno dei migliori amici, se non il migliore, di Jeffrey Epstein (minuto 12).
Elon Musk ha tirato fuori la questione della frequentazione di Trump con Epstein, e tutti si sono meravigliati...

È vero che nell'ottobre 2024, in campagna elettorale, Musk aveva detto che

«sarebbe interessante confrontare l’elenco dei clienti di Epstein con l’elenco dei burattinai di Kamala. Scommetto che probabilmente appariranno gli stessi nomi in entrambe le liste

Ma la puntata di Report del 24 novembre successivo - che nessuno sui principali media aveva ripreso... - aveva chiarito che Epstein non era lo "scheletro nell'armadio" dei soli democratici.

Si rimprovera a Trump di non essere riuscito a pacificare Ucraina e Medio Oriente. Si dice che non gli hanno permesso di farlo i "litiganti" delle due aree geografiche.

È una menzogna. Sarebbe bastato fermare gli aiuti militari USA al regime di Kiev e a Israele.

E nel caso di Israele sarebbe stato già qualcosa se Trump non avesse fatto porre il veto in Consiglio di Sicurezza alla risoluzione per il cessate il fuoco in Palestina.

Per quanto scandaloso possa essere ciò che forse emergerà dai documenti segretati del caso Epstein, ciò che è davanti agli occhi del mondo è anche peggiore.
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L'ultima sentenza della Corte di Giustizia Europea...

ovvero prima si esce dall'UE meglio è:

«La legge ungherese sulla protezione dei minori che vieta di mostrare ai bambini qualsiasi contenuto, nei media e nelle scuole, che ritragga o promuova l'omosessualità o il cambio di sesso viola il diritto dell'Unione europea.
»
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Scienza e Democrazia pinned «Referendum 1. Una parabola. Un dissidente della campagna di pseudovaccinazioni anti-covid-19 cadde in un canale e, non sapendo nuotare, chiamò aiuto. Sull'argine apparve una persona con un salvagente in mano. Il dissidente era tutto contento dell'improbabile…»
Quale sovranità e quale dissenso...

...in un paese in cui non c'è uno straccio di decente discussione non solo sul valore delle nuove tecnologie, a partire dall'Intelligenza Artificiale - sul cui impatto sul nostro futuro si sproloquia senza mai mettere in questione la legittimità costituzionale della sua invasione di spazi riservati alla tutela del lavoro degli umani - , ma lo stesso mondo del "dissenso" mostra ammorbidimenti e adattamenti opportunistici alle esigenze della società dello spettacolo?

Una riflessione di Luca Marini.
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I falsari della democrazia e i referendum.

L'affluenza ai referendum in corso (per i quali si può votare fino alle 15 di oggi) era al 22% alla chiusura delle urne di ieri (alle 23).

Qualcuno ricorderà quanto i falsari della democrazia erano stati attivi per diminuire l'affluenza al voto delle elezioni europee un anno fa. Avevano detto , tra le altre falsità, che se questa fosse rimasta sotto il 50%, allora l'uscita dell'Italia dall'UE sarebbe stata molto facilitata, e il "popolo sovrano" avrebbe riconquistato…. la Bastiglia.

Bene, l'affluenza è rimasta sotto il 50%, ma non è successo niente (come qui preannunciato) di quello che era stato falsamente promesso (cfr. qui, qui e qui).

Per questi referendum è circolata un'altra massa di falsità. La loro presa sull'elettorato dipende - oltre che da elementari errori di logica - soprattutto:

1) dall'infantilizzazione della cittadinanza, a cui si presenta la lotta politica non in termini di interessi di classe e gruppi di pressione, ma come un eterno spettacolo di "talenti" individuali (per esempio, far vincere i sacrosanti quesiti sul lavoro significherebbe far vincere… Landini! e a te piace Landini? no? allora se vuoi "escluderlo dalla prossima puntata" non andare a votare!);

2) dalla viltà politica della maggioranza della cittadinanza, che ha paura di uscire allo scoperto anche solo dicendo al seggio "Non prendo la scheda 5", avendo da sempre trattato le proprie scelte elettorali come una materia segretissima, negata perfino agli amici più stretti.

Stavolta ci arriva la seguente testimonianza che riguarda alcuni dei più vocali predicatori dell'astensione a tutti i quesiti referendari:

«Lei [una nota giornalista del "dissenso"] invita a non andare a votare. In verità lei ed altri sostengono che votando le prime quattro schede, se si raggiunge il quorum è valido anche il quinto quesito nonostante non si abbia votato quella scheda».

Questa è disinformazione.

Eppure stavolta praticamente tutti i quotidiani hanno precisato, compresa, ad esempio,...la Gazzetta dello Sport, quanto segue:

«Ogni elettore riceverà cinque diverse schede elettorali, una per ciascun quesito, e il calcolo del quorum avverrà separatamente per ognuno di essi.

Al momento della consegna, l'elettore ha la facoltà di ritirare solo alcune schede e rifiutare formalmente le altre, dichiarandolo al presidente di seggio.

Le schede rifiutate in questo modo, tuttavia, non concorrono al raggiungimento del quorum.

Al contrario, le schede lasciate bianche o annullate, pur non esprimendo un voto valido, vengono comunque considerate ai fini del calcolo della partecipazione.
»

Non si poteva dire meglio. Sia detto a eterna vergogna dei falsari della democrazia.
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