Scienza e Democrazia
Non bisognava aspettare molto per la "promozione" anche di Greta Thunberg... ... ad «antisemita». Intanto prosegue indisturbata la distruzione a tappeto di Gaza da parte dell'esercito israeliano.
Alcuni si prendono gioco dei rischi che sta correndo Greta Thunberg...
...nel suo attivismo pro-Palestina.
Ma chi ha seguito il suo percorso sa che c'è poco da ridere.
...nel suo attivismo pro-Palestina.
Ma chi ha seguito il suo percorso sa che c'è poco da ridere.
www.lantidiplomatico.it
Caitlin Johnstone: I sostenitori di Israele stanno ora promuovendo l'assassinio di Greta Thunberg
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Scienza e Democrazia
E naturalmente quando la RAI fa un vero servizio pubblico... ...arriva, immancabile, l'esposto: «Un esposto sottoscritto e indirizzato al coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio chiede di verificare se…
Si scandalizzano con chi augura disgrazie a un pessimo presidente del Consiglio...
...ma lasciano a piede libero pseudogiornalisti che non arretrano dal pubblicare le più infami menzogne.
...ma lasciano a piede libero pseudogiornalisti che non arretrano dal pubblicare le più infami menzogne.
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L'AntiDiplomatico
È vero, noi non abbiano conosciuto il nazismo e il fascismo. Non abbiamo fatto esperienza dalla vomitevole propaganda dei loro accoliti. E tuttavia qualcosa mi dice che ci stiamo avvicinando a quel disastroso degrado morale e politico. (Paolo Desogus)
📰…
📰…
Referendum 1. Una parabola.
Un dissidente della campagna di pseudovaccinazioni anti-covid-19 cadde in un canale e, non sapendo nuotare, chiamò aiuto.
Sull'argine apparve una persona con un salvagente in mano.
Il dissidente era tutto contento dell'improbabile rapido soccorso, quando si accorse che la persona in questione era… Roberto Speranza!
Allora pensò:
"Proprio lui… e perché mai lo farebbe?
Forse perché danno un premio ai salvatori di bagnanti...
O forse perché vuole rifarsi una reputazione dopo averla persa con l'infame campagna pseudovaccinale...
O forse il salvagente che mi sta per lanciare non mi reggerà: se è lui a lanciarmelo non può essere che così!
No, demonio, tientelo il tuo salvagente!".
E così si voltò, sdegnato, dall'altra parte.
Ahimè, la storia non dice se nel poco tempo in cui poteva ancora tenersi a galla capitasse nelle vicinanze un soccorritore più gradito e con un salvagente adeguato. [segue]🤣2❤1
Scienza e Democrazia
Referendum 1. Una parabola. Un dissidente della campagna di pseudovaccinazioni anti-covid-19 cadde in un canale e, non sapendo nuotare, chiamò aiuto. Sull'argine apparve una persona con un salvagente in mano. Il dissidente era tutto contento dell'improbabile…
2. Il referendum abrogativo (RA).
Diciamo subito che, come strumento di democrazia diretta, il referendum abrogativo messo a disposizione dei cittadini è debole.
Lasciamo perdere la condizione evidentemente esosa che impone ai promotori, cioè di raccogliere 500.000 firme in un breve tempo stabilito (in generale 90 giorni).
Ci sono altri gravi difetti dal punto di vista della democraticità:
1) il RA interviene su articoli di legge vigenti, e ciò che può fare con certezza è, al massimo, riportare la normativa allo stato precedente all'approvazione della legge in vigore;
2) niente impedisce che il parlamento modifichi, prima dell'indizione di un RA (da parte del presidente della Repubblica) alcuni o tutti gli articoli di legge che si vorrebbero abrogare, vanificando lo sforzo dei promotori;
3) non c'è nessun obbligo formale di recepimento, da parte del governo in carica, dell'esito del RA nel successivo legiferare in materia - e purtroppo questo è ciò che è avvenuto in almeno un caso importante;
4) in particolare in Italia (salvo in alcuni statuti regionali) non esiste il referendum propositivo, in cui cioè i cittadini possano proporre una legge che, se vincente nella votazione referendaria, sarà integrata come legge dello Stato;
5) il referendum è invalidato se non si raggiunge un numero di votanti sufficiente tra gli aventi diritto: il il cosiddetto quorum, che per il RA è il 50% + 1.
Introdurre nel nostro ordinamento il referendum propositivo senza quorum è la riforma costituzionale che avrebbe fatto fare alla nostra democrazia un salto di qualità.
È su questo traguardo che avrebbero dovuto attivarsi tutti i partiti realmente democratici.
Nessuno l'ha mai fatto in maniera nemmeno lontanamente efficace, il che avrebbe presupposto il sincero dovere civico di superare gli antagonismi elettorali in nome di un obiettivo più alto.
Ciò nonostante, sono tutti pronti - particolarmente i sedicenti "antagonisti"- a scoraggiare a priori la partecipazione alle votazioni del referendum così come esiste, confrontandolo con l'alternativa che non esiste e che non si fa nulla perché esista.
A proposito: il referendum propositivo senza quorum non è una fantasia.
Esiste.
E a due passi da noi.
C'è infatti in Svizzera (ma anche in Slovenia, Uruguay, Taiwan ecc.), e per giunta con un tempo 6 volte maggiore per la raccolta delle (100.000) firme.
Com'è che nessun partito, nessun movimento ecc. in Italia sembra aver mai preso seriamente questo ottimo modello?
Forse per poter sparlare, all'occorrenza, dell'unico, sebbene malandato, strumento di democrazia diretta previsto dalla nostra Costituzione?
Forse perché, nonostante i contrasti adatti al teatrino televisivo, sono tutti accomunati dall'odio per la democrazia diretta? [segue]
Diciamo subito che, come strumento di democrazia diretta, il referendum abrogativo messo a disposizione dei cittadini è debole.
Lasciamo perdere la condizione evidentemente esosa che impone ai promotori, cioè di raccogliere 500.000 firme in un breve tempo stabilito (in generale 90 giorni).
Ci sono altri gravi difetti dal punto di vista della democraticità:
1) il RA interviene su articoli di legge vigenti, e ciò che può fare con certezza è, al massimo, riportare la normativa allo stato precedente all'approvazione della legge in vigore;
2) niente impedisce che il parlamento modifichi, prima dell'indizione di un RA (da parte del presidente della Repubblica) alcuni o tutti gli articoli di legge che si vorrebbero abrogare, vanificando lo sforzo dei promotori;
3) non c'è nessun obbligo formale di recepimento, da parte del governo in carica, dell'esito del RA nel successivo legiferare in materia - e purtroppo questo è ciò che è avvenuto in almeno un caso importante;
4) in particolare in Italia (salvo in alcuni statuti regionali) non esiste il referendum propositivo, in cui cioè i cittadini possano proporre una legge che, se vincente nella votazione referendaria, sarà integrata come legge dello Stato;
5) il referendum è invalidato se non si raggiunge un numero di votanti sufficiente tra gli aventi diritto: il il cosiddetto quorum, che per il RA è il 50% + 1.
Introdurre nel nostro ordinamento il referendum propositivo senza quorum è la riforma costituzionale che avrebbe fatto fare alla nostra democrazia un salto di qualità.
È su questo traguardo che avrebbero dovuto attivarsi tutti i partiti realmente democratici.
Nessuno l'ha mai fatto in maniera nemmeno lontanamente efficace, il che avrebbe presupposto il sincero dovere civico di superare gli antagonismi elettorali in nome di un obiettivo più alto.
Ciò nonostante, sono tutti pronti - particolarmente i sedicenti "antagonisti"- a scoraggiare a priori la partecipazione alle votazioni del referendum così come esiste, confrontandolo con l'alternativa che non esiste e che non si fa nulla perché esista.
A proposito: il referendum propositivo senza quorum non è una fantasia.
Esiste.
E a due passi da noi.
C'è infatti in Svizzera (ma anche in Slovenia, Uruguay, Taiwan ecc.), e per giunta con un tempo 6 volte maggiore per la raccolta delle (100.000) firme.
Com'è che nessun partito, nessun movimento ecc. in Italia sembra aver mai preso seriamente questo ottimo modello?
Forse per poter sparlare, all'occorrenza, dell'unico, sebbene malandato, strumento di democrazia diretta previsto dalla nostra Costituzione?
Forse perché, nonostante i contrasti adatti al teatrino televisivo, sono tutti accomunati dall'odio per la democrazia diretta? [segue]
SWI swissinfo.ch
Cos’è un’iniziativa popolare o dei cittadini?
Introdotta in Svizzera nel 1891, l'iniziativa popolare è uno dei principali strumenti della democrazia diretta elvetica. Quali sono le sue caratteristiche principali? È un unicum o ha dei "parenti" nel mondo? Scopritelo in questa animazione.
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3. Il referendum abrogativo (RA) e l'astensionismo.
Dispiace dover ammettere che anche persone spregevoli possano dire, talvolta, la verità.
Ma è così.
Si diventa persone adulte solo quando si ha abbastanza coraggio da non rinnegare la tavola pitagorica nemmeno sentendo Antonio Tajani canticchiare "44 gatti in fila per 3 col resto di 2".
Dato che il RA ammette una soglia di partecipazione per la validità (il quorum), è del tutto evidente che, a differenza delle elezioni politiche di ogni tipo (che non hanno quorum), la scelta di non andare a votare (o di rifiutare una particolare scheda) è una forma di partecipazione al referendum.
(Alcuni personaggi sulla scena politica attuale avrebbero bisogno di rileggere l'enunciato precedente almeno tre volte).
Chi non vuole alcun un cambiamento nella legge in uno o più degli articoli che il RA sottopone al voto popolare, non solo è nel suo pieno diritto se sceglie di non votare, ma, facendo ciò, si comporta in maniera razionale.
Infatti, se nessuno di coloro che vogliono mantenere un certo articolo di legge sottoposto a RA andasse a votare su di esso, i promotori vincerebbero solo se i SÌ raggiungessero il 50% +1 nell'intero elettorato (votanti e non votanti).
Cioè l'astensionista consapevole di un RA manda il seguente messaggio:
"Volete abrogare questo articolo? Poiché non sono d'accordo, mi rimetterò senz'altro al parere della maggioranza - ma dev'essere una maggioranza autentica".
Questa presa di posizione - del tutto legittima, ripetiamolo - suona nondimeno sospetta quando la fa propria un ministro o altre figure istituzionali che hanno influenza su quanto spazio la televisione pubblica dedica alla pubblicità del referendum.
Nessun vero democratico vuole vincere per ignoranza, da parte di una parte della cittadinanza, della possibilità di pronunciarsi diversamente - e detesta giustamente l'idea che tale ignoranza sia pianificata dai vertici del potere.
È importante, in particolare, che tutti si rendano conto del significato dell'astensionismo in un RA, ed è una responsabilità del servizio pubblico assicurare che ciò avvenga.
Ma il comune cittadino non può fare molto per invertire la tendenza che ha trasformato il servizio pubblico televisivo in agenzia di stampa del governo.
Sembra però che sempre più persone che da tale servizio si erano illuse di ottenere resoconti oggettivi su Russia, Ucraina, Israele e Palestina - e sulle malefatte del governo Meloni - si stiano risvegliando da questo malefico sogno a occhi aperti.
[segue]
Dispiace dover ammettere che anche persone spregevoli possano dire, talvolta, la verità.
Ma è così.
Si diventa persone adulte solo quando si ha abbastanza coraggio da non rinnegare la tavola pitagorica nemmeno sentendo Antonio Tajani canticchiare "44 gatti in fila per 3 col resto di 2".
Dato che il RA ammette una soglia di partecipazione per la validità (il quorum), è del tutto evidente che, a differenza delle elezioni politiche di ogni tipo (che non hanno quorum), la scelta di non andare a votare (o di rifiutare una particolare scheda) è una forma di partecipazione al referendum.
(Alcuni personaggi sulla scena politica attuale avrebbero bisogno di rileggere l'enunciato precedente almeno tre volte).
Chi non vuole alcun un cambiamento nella legge in uno o più degli articoli che il RA sottopone al voto popolare, non solo è nel suo pieno diritto se sceglie di non votare, ma, facendo ciò, si comporta in maniera razionale.
Infatti, se nessuno di coloro che vogliono mantenere un certo articolo di legge sottoposto a RA andasse a votare su di esso, i promotori vincerebbero solo se i SÌ raggiungessero il 50% +1 nell'intero elettorato (votanti e non votanti).
Cioè l'astensionista consapevole di un RA manda il seguente messaggio:
"Volete abrogare questo articolo? Poiché non sono d'accordo, mi rimetterò senz'altro al parere della maggioranza - ma dev'essere una maggioranza autentica".
Questa presa di posizione - del tutto legittima, ripetiamolo - suona nondimeno sospetta quando la fa propria un ministro o altre figure istituzionali che hanno influenza su quanto spazio la televisione pubblica dedica alla pubblicità del referendum.
Nessun vero democratico vuole vincere per ignoranza, da parte di una parte della cittadinanza, della possibilità di pronunciarsi diversamente - e detesta giustamente l'idea che tale ignoranza sia pianificata dai vertici del potere.
È importante, in particolare, che tutti si rendano conto del significato dell'astensionismo in un RA, ed è una responsabilità del servizio pubblico assicurare che ciò avvenga.
Ma il comune cittadino non può fare molto per invertire la tendenza che ha trasformato il servizio pubblico televisivo in agenzia di stampa del governo.
Sembra però che sempre più persone che da tale servizio si erano illuse di ottenere resoconti oggettivi su Russia, Ucraina, Israele e Palestina - e sulle malefatte del governo Meloni - si stiano risvegliando da questo malefico sogno a occhi aperti.
[segue]
Scienza e Democrazia
3. Il referendum abrogativo (RA) e l'astensionismo. Dispiace dover ammettere che anche persone spregevoli possano dire, talvolta, la verità. Ma è così. Si diventa persone adulte solo quando si ha abbastanza coraggio da non rinnegare la tavola pitagorica…
Appendice - Un semplice esempio numerico.
Supponiamo che su un certo quesito l'opinione dell'elettorato è rappresentata dal "SÌ" per il 35% e dal "NO" per il 65%, senza elettori incerti e potenziali schede bianche.
Se il referendum fosse senza quorum, potremmo immaginare che pressappoco la stessa proporzione dei SÌ e dei NO andrebbe alle urne.
Per esempio, se andassero a votare i 4/5 per ognuno dei due gruppi, avremmo il 28% di votanti SÌ contro il 52% di votanti NO, e l'esito del voto rappresenterebbe correttamente l'opinione dell'intero elettorato.
Ma supponiamo adesso che il referendum abbia il quorum come il RA in Italia. Allora possiamo immaginare, molto plausibilmente, che quasi l'intero 35% dei sostenitori del SÌ andrebbe a votare - perché il raggiungimento del quorum è condizione necessaria per il successo: se sei per il SÌ, sei anche per andare a votare.
Supponiamo, per semplicità, che esattamente l'intero 35% dei sostenitori del SÌ vada a votare.
In questo caso avremmo il seguente paradosso: se i sostenitori del NO che vanno a votare sono più del 15% ma meno del 35% (ricordiamo che essi formano il 65%!), allora vince il SÌ; se sono più del 35% vince il NO. Ma se sono meno del 15%, allora il referendum non è valido e quindi anche in questo caso vince il NO - che è l'opinione che rappresenta, per ipotesi, la stragrande maggioranza degli elettori.
Ne segue che non andare a votare, se si sostiene il NO, è la scelta più coerente con la fedeltà sostanziale al principio maggioritario, se si prevede (come è plausibile in presenza di una corretta informazione e se ci sono stati appelli al non-voto sul fronte del NO) che meno del 35% dei NO andranno a votare.
Ovviamente, che non andare a votare possa avere questo significato dipende in ultima analisi, come abbiamo detto, dall'esistenza di un difetto (non casuale!) nel regolamento del RA italiano: l'esistenza di una soglia percentuale (per giunta la più alta compatibile con il principio maggioritario)[*] di affluenza alle urne per la validità dell'esito referendario. [segue]
[*] Perché se il quorum fosse, poniamo, il 51%, potrebbe accadere che la maggioranza assoluta (il 50%+1 degli aventi diritto) votasse SÌ, ma il referendum sarebbe considerato invalido (se ci fossero pochissimi o nessun voto NO).
Supponiamo che su un certo quesito l'opinione dell'elettorato è rappresentata dal "SÌ" per il 35% e dal "NO" per il 65%, senza elettori incerti e potenziali schede bianche.
Se il referendum fosse senza quorum, potremmo immaginare che pressappoco la stessa proporzione dei SÌ e dei NO andrebbe alle urne.
Per esempio, se andassero a votare i 4/5 per ognuno dei due gruppi, avremmo il 28% di votanti SÌ contro il 52% di votanti NO, e l'esito del voto rappresenterebbe correttamente l'opinione dell'intero elettorato.
Ma supponiamo adesso che il referendum abbia il quorum come il RA in Italia. Allora possiamo immaginare, molto plausibilmente, che quasi l'intero 35% dei sostenitori del SÌ andrebbe a votare - perché il raggiungimento del quorum è condizione necessaria per il successo: se sei per il SÌ, sei anche per andare a votare.
Supponiamo, per semplicità, che esattamente l'intero 35% dei sostenitori del SÌ vada a votare.
In questo caso avremmo il seguente paradosso: se i sostenitori del NO che vanno a votare sono più del 15% ma meno del 35% (ricordiamo che essi formano il 65%!), allora vince il SÌ; se sono più del 35% vince il NO. Ma se sono meno del 15%, allora il referendum non è valido e quindi anche in questo caso vince il NO - che è l'opinione che rappresenta, per ipotesi, la stragrande maggioranza degli elettori.
Ne segue che non andare a votare, se si sostiene il NO, è la scelta più coerente con la fedeltà sostanziale al principio maggioritario, se si prevede (come è plausibile in presenza di una corretta informazione e se ci sono stati appelli al non-voto sul fronte del NO) che meno del 35% dei NO andranno a votare.
Ovviamente, che non andare a votare possa avere questo significato dipende in ultima analisi, come abbiamo detto, dall'esistenza di un difetto (non casuale!) nel regolamento del RA italiano: l'esistenza di una soglia percentuale (per giunta la più alta compatibile con il principio maggioritario)[*] di affluenza alle urne per la validità dell'esito referendario. [segue]
[*] Perché se il quorum fosse, poniamo, il 51%, potrebbe accadere che la maggioranza assoluta (il 50%+1 degli aventi diritto) votasse SÌ, ma il referendum sarebbe considerato invalido (se ci fossero pochissimi o nessun voto NO).
Scienza e Democrazia
Il parere di uno storico.
E gli Stati Uniti continuano ad appoggiare Israele...
...come avevano fatto con il nazismo fino al 1941 (sì, a II guerra mondiale in corso).
Questa è l'ennesima risoluzione per il cessate il fuoco in Palestina bocciata dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU a causa del veto USA.
Le motivazioni date dagli USA, palesemente pretestuose, non sono state ritenute valide da nessun altro membro, e in particolare da nessuno degli altri membri permanenti: Russia, Cina, Francia e UK.
...come avevano fatto con il nazismo fino al 1941 (sì, a II guerra mondiale in corso).
Questa è l'ennesima risoluzione per il cessate il fuoco in Palestina bocciata dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU a causa del veto USA.
Le motivazioni date dagli USA, palesemente pretestuose, non sono state ritenute valide da nessun altro membro, e in particolare da nessuno degli altri membri permanenti: Russia, Cina, Francia e UK.
Telegram
Giubbe Rosse
🇺🇸🇮🇱🇵🇸 GLI STATI UNITI HANNO POSTO IL VETO SUL CESSATE IL FUOCO IN PALESTINA
Gli Stati Uniti hanno posto il veto alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che chiedeva un cessate il fuoco immediato a Gaza. 14 membri su 15 hanno votato…
Gli Stati Uniti hanno posto il veto alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che chiedeva un cessate il fuoco immediato a Gaza. 14 membri su 15 hanno votato…
Scienza e Democrazia
E gli Stati Uniti continuano ad appoggiare Israele... ...come avevano fatto con il nazismo fino al 1941 (sì, a II guerra mondiale in corso). Questa è l'ennesima risoluzione per il cessate il fuoco in Palestina bocciata dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU…
Mentre Meloni, da parte sua, consolida gli impegni dell'Italia con il neonazismo ucraino...
...anche adesso che il carattere golpista e terrorista del regime di Kiev è sotto gli occhi di tutto il mondo.
...anche adesso che il carattere golpista e terrorista del regime di Kiev è sotto gli occhi di tutto il mondo.
Imola Oggi
Meloni-Macron: "Sostegno incrollabile all'Ucraina, Europa più sovrana" • Imola Oggi
''L'Italia e la Francia intendono rafforzare l'impegno comune per un'Europa più sovrana, più prospera, soprattutto orientata alla pace
Scienza e Democrazia
L'ONU protagonista della dissoluzione del diritto internazionale (2). Chi è stato eletto presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU? Un vero angelo della pace (qui e qui).
L'ONU protagonista della dissoluzione del diritto internazionale (3).
Il segretario generale dell'ONU per la censura su scala globale.
Il segretario generale dell'ONU per la censura su scala globale.
Telegram
𝗖𝗢𝗡𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗗𝗜𝗦𝗜𝗡𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗧𝗢
💩 Il segretario dell'ONU contro la libertà di parola, quella degli altri, non la sua.
Le piattaforme digitali vengono utilizzate in modo improprio. Questo uso scorretto riguarda in particolare il tentativo di sovvertire la scienza. Inoltre, esse vengono…
Le piattaforme digitali vengono utilizzate in modo improprio. Questo uso scorretto riguarda in particolare il tentativo di sovvertire la scienza. Inoltre, esse vengono…
Quando ci sarà una sollevazione delle associazioni sedicenti animaliste...
...contro questo scellerato governo, nemico degli umani, della natura, e degli animali?
...contro questo scellerato governo, nemico degli umani, della natura, e degli animali?
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Scienza e Democrazia
Lo svuotamento del diritto di voto nelle università. Studio di caso. Stamattina arriva al personale dell'Università di Perugia un messaggio dall'ufficio elettorale che spiega il significato di un messaggio del 27 maggio in cui si allegava una lettera che…
Notizia: all'Università di Perugia ci sono 369 elettori...
...politicamente maturi:
«Su un totale di 2087 aventi diritto al voto [professori, ricercatori, studenti, personale tecnico-amministrativo], le schede scrutinate sono state 1718».
...politicamente maturi:
«Su un totale di 2087 aventi diritto al voto [professori, ricercatori, studenti, personale tecnico-amministrativo], le schede scrutinate sono state 1718».
Tuttoggi.info
Rettore UniPg, ballottaggio tra Marianelli e Porena | I voti - Tuttoggi.info
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA Saranno i professori Massimiliano Marianelli e Daniele Porena a contendersi nel voto di ballottaggio l’ermellino più ambito dell’Università degli studi di Perugia. Al termine dello spoglio del primo turno, nessuno dei cinque…
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Quello che dovrebbero trasmettere i TG a reti unificate... ...e non una trasmissione come Le Iene.
Finalmente l'autorità internazionale sulla questione del genocidio in corso da 20 mesi a Gaza...
...che è un'italiana, comincia ad apparire sulle principali televisioni italiane e riesce a dire chiaramente l'essenziale - nonostante i tentativi di interromperla, fuorviarla, diffamarla ecc. dell'intervistatore.
...che è un'italiana, comincia ad apparire sulle principali televisioni italiane e riesce a dire chiaramente l'essenziale - nonostante i tentativi di interromperla, fuorviarla, diffamarla ecc. dell'intervistatore.
YouTube
Il mondo dorme per la Palestina - L’intervista a Francesca Albanese
Il bilancio delle vittime continua a salire, a Gaza e in Cisgiordania. Il termine “genocidio” è adeguato per descrivere quello che sta succedendo? L’intervista di Corrado Formigli a Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per i territori occupati in Palestina.A…
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Appendice - Un semplice esempio numerico. Supponiamo che su un certo quesito l'opinione dell'elettorato è rappresentata dal "SÌ" per il 35% e dal "NO" per il 65%, senza elettori incerti e potenziali schede bianche. Se il referendum fosse senza quorum, potremmo…
4. Situazione. I referendum abrogativi dell'8-9 giugno 2025: i primi 4, sul lavoro.
Si trovano in rete molte pagine di spiegazione onesta sui 5 quesiti - 4 dei quali concernenti i diritti dei lavoratori, l'ultimo sul tempo di residenza di uno straniero in Italia prima che possa fare domanda di cittadinanza italiana - perché valga la pena ripeterne i concetti (ad esempio si veda qui).
Tutte le ragioni fin qui sentite per negare l'utilità che il cittadino affermi la volontà di rafforzare i diritti dei lavoratori votando SÌ ai primi 4 quesiti sono sbagliate, in maniera più o meno lampante.
Forse la più stupida (ma è un campionato con molta concorrenza) è quella che dice che la formulazione dei quesiti è concepita nel classico modo "giuridicamente corretto" che impedisce a praticamente tutti - compresi i giuristi! - di capire a una prima lettura di che cosa si sta parlando.
Bene: è quasi sempre stato così per i referendum abrogativi.
All'inizio parecchi elettori erano addirittura disturbati (e fuorviati) dal semplice fatto che contrassegnare la casella "SÌ" nella scheda significasse che si era non a favore, ma contro una certa legge. Forse oggi non sono più tanti, ma chissà.
Altre ragioni futili e/o autolesionistiche sono quelle descritte in forma di parabola nella prima puntata di questa serie ("Chi ha promosso il referendum e quali guadagni potrebbe trarne?...Ma non era meglio se il quesito fosse stato un altro?...").
[segue]
Si trovano in rete molte pagine di spiegazione onesta sui 5 quesiti - 4 dei quali concernenti i diritti dei lavoratori, l'ultimo sul tempo di residenza di uno straniero in Italia prima che possa fare domanda di cittadinanza italiana - perché valga la pena ripeterne i concetti (ad esempio si veda qui).
Tutte le ragioni fin qui sentite per negare l'utilità che il cittadino affermi la volontà di rafforzare i diritti dei lavoratori votando SÌ ai primi 4 quesiti sono sbagliate, in maniera più o meno lampante.
Forse la più stupida (ma è un campionato con molta concorrenza) è quella che dice che la formulazione dei quesiti è concepita nel classico modo "giuridicamente corretto" che impedisce a praticamente tutti - compresi i giuristi! - di capire a una prima lettura di che cosa si sta parlando.
Bene: è quasi sempre stato così per i referendum abrogativi.
All'inizio parecchi elettori erano addirittura disturbati (e fuorviati) dal semplice fatto che contrassegnare la casella "SÌ" nella scheda significasse che si era non a favore, ma contro una certa legge. Forse oggi non sono più tanti, ma chissà.
Altre ragioni futili e/o autolesionistiche sono quelle descritte in forma di parabola nella prima puntata di questa serie ("Chi ha promosso il referendum e quali guadagni potrebbe trarne?...Ma non era meglio se il quesito fosse stato un altro?...").
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4. Situazione. I referendum abrogativi dell'8-9 giugno 2025: i primi 4, sul lavoro. Si trovano in rete molte pagine di spiegazione onesta sui 5 quesiti - 4 dei quali concernenti i diritti dei lavoratori, l'ultimo sul tempo di residenza di uno straniero…
5. Il quesito V.
Per quanto riguarda il quesito V, il meno che si può dire - per cominciare - è che non si tratta di un'urgenza nazionale.
Alcuni, intenzionati a vincere al campionato sunnominato (ci riusciranno?...), sostengono che gli attuali 10 anni per ottenere la cittadinanza sono in realtà 13, per le lungaggini della burocrazia, e che dimezzare (come conseguenza della vittoria dei "SÌ") porterebbe non a 5 anni, ma a 8 anni.
Replica: ma ci vuole proprio un referendum per ottenere una burocrazia meno lenta e farraginosa, a beneficio in primo luogo degli stessi italiani?... O dovremo diminuire anche le pene per tutti i reati, visto che per arrivare a una sentenza definitiva passano anni e anni?
Un'impostazione più ragionevole per valutare il quesito è chiedersi: quali sono per uno straniero legittimamente residente in Italia i vantaggi della cittadinanza italiana?
Perché - sia chiaro - nessuna persona con un minimo di umanità e di rispetto per il diritto intende nuocere a persone sradicate - spesso dopo essere state adescate e ricattate da mafie locali coordinate con quelle internazionali - dalla loro cultura e dalla loro terra d'origine per essere catapultate in una realtà sociale e culturale incomprensibile (fin dal linguaggio) e inospitale a molti degli stessi cittadini italiani.
I presunti vantaggi si possono leggere elencati in questo articolo.
A un esame obiettivo, è chiaro che:
1) il diritto di voto anticipato di 5 anni è soprattutto utile per quei partiti che desiderano ampliare il proprio bacino elettorale (il prima possibile...) anche a costo di pescare nel disagio socio-politico alla base dell'immigrazione;
2) il ricongiungimento familiare entro il secondo grado di parentela è un incentivo all'afflusso di stranieri in Italia ("...e ce n'è tanto bisogno, non vedete che gli italiani si rifiutano di fare figli?" - ci ammoniscono illustri e pensosi intellettuali);
3) l'utilizzo del nostro Paese come trampolino per l'ingresso in UE e nel suo mercato del lavoro è sicuramente una buona idea per chi desiderasse un sistema meno inefficiente del protocollo Italia-Albania per diminuire la presenza straniera in Italia, lasciando però invariate le condizioni nei paesi d'origine che spingono a tentare la fortuna con l'espatrio;
4) infine i benefici sanitari non sembrano molto di più di ciò di cui gli stranieri con permesso di soggiorno già adesso, giustamente, dispongono («Il cittadino straniero residente in Italia con regolare permesso di soggiorno ha diritto all’assistenza sanitaria assicurata dal Servizio Sanitario Nazionale, con parità di trattamento rispetto ai cittadini italiani.» ).
In breve: per chi
- non intende favorire i partiti di cui in 1);
- ritiene che i flussi migratori vadano controllati e amministrati con senso di responsabilità in primo luogo nell'interesse degli stessi migranti che spesso non si rendono conto di inseguire un miraggio creato e propagandato dal neocolonialismo;
- considera che migliorare le prospettive degli italiani che vorrebbero formare una famiglia in Italia è di gran lunga un rimedio migliore contro l'inverno demografico del favorire il dissanguamento di paesi extraeuropei per mezzo della tratta dei loro individui più forti e capaci -
ebbene, per questi cittadini votare SÌ al quesito V ha ben poca attrattiva.
E per quanto detto sopra, la scelta più efficace per chi la pensi così non è votare NO, ma - appunto - rifiutare la scheda del quesito V (è la scheda gialla).
Non andare per niente a votare per evitare di dover spiegare al seggio che non si vuole la scheda del quesito V (e quindi manifestare il proprio giudizio negativo in merito) potrebbe invece diventare un esempio classico del buttare il bambino (l'opportunità di rafforzare i diritti dei lavoratori) con l'acqua sporca.
D'altra parte il fallimento di questo quesito, nel senso del mancato raggiungimento del quorum, potrebbe dare impulso a proposte di riforma costituzionale che introducano in Italia, finalmente, il referendum propositivo senza quorum.
Per quanto riguarda il quesito V, il meno che si può dire - per cominciare - è che non si tratta di un'urgenza nazionale.
Alcuni, intenzionati a vincere al campionato sunnominato (ci riusciranno?...), sostengono che gli attuali 10 anni per ottenere la cittadinanza sono in realtà 13, per le lungaggini della burocrazia, e che dimezzare (come conseguenza della vittoria dei "SÌ") porterebbe non a 5 anni, ma a 8 anni.
Replica: ma ci vuole proprio un referendum per ottenere una burocrazia meno lenta e farraginosa, a beneficio in primo luogo degli stessi italiani?... O dovremo diminuire anche le pene per tutti i reati, visto che per arrivare a una sentenza definitiva passano anni e anni?
Un'impostazione più ragionevole per valutare il quesito è chiedersi: quali sono per uno straniero legittimamente residente in Italia i vantaggi della cittadinanza italiana?
Perché - sia chiaro - nessuna persona con un minimo di umanità e di rispetto per il diritto intende nuocere a persone sradicate - spesso dopo essere state adescate e ricattate da mafie locali coordinate con quelle internazionali - dalla loro cultura e dalla loro terra d'origine per essere catapultate in una realtà sociale e culturale incomprensibile (fin dal linguaggio) e inospitale a molti degli stessi cittadini italiani.
I presunti vantaggi si possono leggere elencati in questo articolo.
A un esame obiettivo, è chiaro che:
1) il diritto di voto anticipato di 5 anni è soprattutto utile per quei partiti che desiderano ampliare il proprio bacino elettorale (il prima possibile...) anche a costo di pescare nel disagio socio-politico alla base dell'immigrazione;
2) il ricongiungimento familiare entro il secondo grado di parentela è un incentivo all'afflusso di stranieri in Italia ("...e ce n'è tanto bisogno, non vedete che gli italiani si rifiutano di fare figli?" - ci ammoniscono illustri e pensosi intellettuali);
3) l'utilizzo del nostro Paese come trampolino per l'ingresso in UE e nel suo mercato del lavoro è sicuramente una buona idea per chi desiderasse un sistema meno inefficiente del protocollo Italia-Albania per diminuire la presenza straniera in Italia, lasciando però invariate le condizioni nei paesi d'origine che spingono a tentare la fortuna con l'espatrio;
4) infine i benefici sanitari non sembrano molto di più di ciò di cui gli stranieri con permesso di soggiorno già adesso, giustamente, dispongono («Il cittadino straniero residente in Italia con regolare permesso di soggiorno ha diritto all’assistenza sanitaria assicurata dal Servizio Sanitario Nazionale, con parità di trattamento rispetto ai cittadini italiani.» ).
In breve: per chi
- non intende favorire i partiti di cui in 1);
- ritiene che i flussi migratori vadano controllati e amministrati con senso di responsabilità in primo luogo nell'interesse degli stessi migranti che spesso non si rendono conto di inseguire un miraggio creato e propagandato dal neocolonialismo;
- considera che migliorare le prospettive degli italiani che vorrebbero formare una famiglia in Italia è di gran lunga un rimedio migliore contro l'inverno demografico del favorire il dissanguamento di paesi extraeuropei per mezzo della tratta dei loro individui più forti e capaci -
ebbene, per questi cittadini votare SÌ al quesito V ha ben poca attrattiva.
E per quanto detto sopra, la scelta più efficace per chi la pensi così non è votare NO, ma - appunto - rifiutare la scheda del quesito V (è la scheda gialla).
Non andare per niente a votare per evitare di dover spiegare al seggio che non si vuole la scheda del quesito V (e quindi manifestare il proprio giudizio negativo in merito) potrebbe invece diventare un esempio classico del buttare il bambino (l'opportunità di rafforzare i diritti dei lavoratori) con l'acqua sporca.
D'altra parte il fallimento di questo quesito, nel senso del mancato raggiungimento del quorum, potrebbe dare impulso a proposte di riforma costituzionale che introducano in Italia, finalmente, il referendum propositivo senza quorum.
AvvocatoCittadinanza.it
I Vantaggi della Cittadinanza Italiana: Potere e Libertà
I vantaggi della cittadinanza italiana sono molteplici. La cittadinanza italiana dona libertà, diritti e poteri
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Un aneddoto rivelatore e un'analisi ineccepibile del significato classista...
...dei cellulari e delle reti virtuali.
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Gli smartphone e i social sono per i figli dei poveri
Una persona che conosco affitta una villa sulla Costiera Amalfitana a turisti facoltosi.
La scorsa tenuta ha ospitato una ricca coppia che lavora nel Big Tech a livelli apicali.
I loro figli non usavano…
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I loro figli non usavano…
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Scienza e Democrazia
Del resto, bastava aver visto la puntata di Report del 24 novembre 2024 per capire qual era la base elettorale di Donald Trump - e il tipo di simpatia che ha per una certa Italia... E anche che stiamo parlando di uno dei migliori amici, se non il migliore, di Jeffrey Epstein (minuto 12).
Elon Musk ha tirato fuori la questione della frequentazione di Trump con Epstein, e tutti si sono meravigliati...
È vero che nell'ottobre 2024, in campagna elettorale, Musk aveva detto che
«sarebbe interessante confrontare l’elenco dei clienti di Epstein con l’elenco dei burattinai di Kamala. Scommetto che probabilmente appariranno gli stessi nomi in entrambe le liste.»
Ma la puntata di Report del 24 novembre successivo - che nessuno sui principali media aveva ripreso... - aveva chiarito che Epstein non era lo "scheletro nell'armadio" dei soli democratici.
Si rimprovera a Trump di non essere riuscito a pacificare Ucraina e Medio Oriente. Si dice che non gli hanno permesso di farlo i "litiganti" delle due aree geografiche.
È una menzogna. Sarebbe bastato fermare gli aiuti militari USA al regime di Kiev e a Israele.
E nel caso di Israele sarebbe stato già qualcosa se Trump non avesse fatto porre il veto in Consiglio di Sicurezza alla risoluzione per il cessate il fuoco in Palestina.
Per quanto scandaloso possa essere ciò che forse emergerà dai documenti segretati del caso Epstein, ciò che è davanti agli occhi del mondo è anche peggiore.
È vero che nell'ottobre 2024, in campagna elettorale, Musk aveva detto che
«sarebbe interessante confrontare l’elenco dei clienti di Epstein con l’elenco dei burattinai di Kamala. Scommetto che probabilmente appariranno gli stessi nomi in entrambe le liste.»
Ma la puntata di Report del 24 novembre successivo - che nessuno sui principali media aveva ripreso... - aveva chiarito che Epstein non era lo "scheletro nell'armadio" dei soli democratici.
Si rimprovera a Trump di non essere riuscito a pacificare Ucraina e Medio Oriente. Si dice che non gli hanno permesso di farlo i "litiganti" delle due aree geografiche.
È una menzogna. Sarebbe bastato fermare gli aiuti militari USA al regime di Kiev e a Israele.
E nel caso di Israele sarebbe stato già qualcosa se Trump non avesse fatto porre il veto in Consiglio di Sicurezza alla risoluzione per il cessate il fuoco in Palestina.
Per quanto scandaloso possa essere ciò che forse emergerà dai documenti segretati del caso Epstein, ciò che è davanti agli occhi del mondo è anche peggiore.
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Controinformazione.news
🇺🇸⚡️QUINDI, LA GUERRA: SU COSA NON ERANO D'ACCORDO DONALD TRUMP ED ELON MUSK
🔴A Washington scoppia un enorme scandalo: Elon Musk e Donald Trump sono entrati in un acceso battibecco. Entrambi, di fatto, hanno già premuto il pulsante rosso: Trump ha minacciato…
🔴A Washington scoppia un enorme scandalo: Elon Musk e Donald Trump sono entrati in un acceso battibecco. Entrambi, di fatto, hanno già premuto il pulsante rosso: Trump ha minacciato…
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L'ultima sentenza della Corte di Giustizia Europea...
…ovvero prima si esce dall'UE meglio è:
«La legge ungherese sulla protezione dei minori che vieta di mostrare ai bambini qualsiasi contenuto, nei media e nelle scuole, che ritragga o promuova l'omosessualità o il cambio di sesso viola il diritto dell'Unione europea.»
…ovvero prima si esce dall'UE meglio è:
«La legge ungherese sulla protezione dei minori che vieta di mostrare ai bambini qualsiasi contenuto, nei media e nelle scuole, che ritragga o promuova l'omosessualità o il cambio di sesso viola il diritto dell'Unione europea.»
ANSA.it
L'avvocata Ue: 'La legge di Budapest sulle persone Lgbt viola il diritto'
Il parere sulle norme ungheresi a protezione dei minori. La relatrice del Parlamento europeo: 'L'Ungheria non è più una democrazia costituzionale' (ANSA)
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Scienza e Democrazia
Se nel 2021 ancora si faceva confusione tra "vaccinare" e "immunizzare"... ...si partiva con il piede sbagliato. Una vera campagna sanitaria non può basarsi sull'equivoco e sulla militarizzazione della prestazione di servizi che devono rimanere facoltativi.…
"Dà l'immunità?"
"Solo al produttore".
"Solo al produttore".
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Scienza e Democrazia
"Dà l'immunità?" "Solo al produttore".
N.B. Per quanto riguarda l'immunità legale, la cosa era nota, con certezza, da prima dell'inizio della distribuzione
CNBC
You can’t sue Pfizer or Moderna if you have severe Covid vaccine side effects. The government likely won't compensate you for damages…
Companies like Pfizer and Moderna have total immunity from legal liability under the PREP Act if something unintentionally goes wrong with their Covid vaccines.
Scienza e Democrazia pinned «Referendum 1. Una parabola. Un dissidente della campagna di pseudovaccinazioni anti-covid-19 cadde in un canale e, non sapendo nuotare, chiamò aiuto. Sull'argine apparve una persona con un salvagente in mano. Il dissidente era tutto contento dell'improbabile…»