Scienza e Democrazia
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Una regola aurea...

...da applicare sistematicamente.

Tutti possono sbagliare. Ma chi non ammette un errore si prepara a ripeterlo.

Perché per lui non è un errore. Del danno che fa non gli importa. Non prova solidarietà per le vittime.

Supponiamo che una tale persona entri in politica.

In un momento storico drammatico la accusano di complicità in un genocidio.

Come reagisce?

Sorride
.

Dice che è per la pace.

Ma ha appena mandato armi al paese genocida.

Eccetera.

Eppure è verosimile che proprio persone di questo tipo siano particolarmente attratte dalla condizione di privilegio associata alla vita politica.

Diranno qualsiasi cosa per arrivarci, e poi faranno qualsiasi altra cosa per rimanervi. Nessuno scrupolo di coerenza.

La scena politica italiana e internazionale è attualmente infestata da queste persone.
Un discorso che dovrebbe risuonare in tutti i parlamenti europei...

...e non certo solo in quello belga.

Il silenzio in questo momento definirà per sempre chi avrebbe potuto dire una parola o compiere un gesto - e non l'ha fatto.

P.S. A parlare è Paul Magnette, presidente del Partito Socialista Belga.
Scienza e Democrazia
Israele a Eurovision? Bisogna essere posseduti da un abissale cinismo e disprezzo della vita umana anche solo per pensarlo. Eurovision è un festival della canzone! Che cosa ha a che fare Israele in questo momento storico con la fratellanza con gli altri…
E dopo il danno all'immagine (del resto già molto deteriorata) dell'Europa come patria dei diritti...

...prodotto dall'ammissione di Israele e Ucraina anche a Eurovision, la beffa: Israele al secondo posto e Ucraina al nono.

È un brutto colpo per la reputazione del Mossad: dovevano piazzarli primo e, rispettivamente, secondo, e non ci sono riusciti... O l'hanno fatto apposta per passare inosservati?
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L'esecuzione del gruppo israeliano a Eurovision è stata interrotta da un contestatore... ...e il "servizio d'ordine" si è avventato su di lui. Cioè su uno dei pochi nel pubblico ad essere andati al festival con una sana motivazione.
Il monito che vorremmo sentire dal...

...Presidente della Repubblica non è quello sulla non discriminazione delle minoranze sessuali, ma quello, ben più urgente, sul dovere di resistenza alla degradazione dei diritti dei cittadini, dichiarato eloquentemente da un famoso Padre Costituente.
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Scienza e Democrazia
...Ce ne erano anche altri.
La Spagna non chiude gli occhi nemmeno su Eurovision.

Alla seconda semifinale di Eurovision, i commentatori della televisione spagnola RTVE hanno citato, presentando la cantante israeliana, le oltre 50.000 vittime di Gaza, di cui più di 15.000 bambini.

L'organizzazione di Eurovision ha mandato un avvertimento al capo della delegazione spagnola minacciando una multa per violazione della regola che non si dovessero fare riferimenti politici (nemmeno in televisione!).

RTVE ha risposto cominciando la serata successiva con la seguente schermata, in spagnolo e traduzione inglese:

«Di fronte ai diritti umani, il silenzio non è un'opzione. Pace e giustizia per la Palestina»
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A Telegram è stato chiesto di censurare...

...gli interventi a favore del partito conservatore in Romania. Ecco la risposta di Pavel Durov:

«Non si può "difendere la democrazia" distruggendola. Non si può "combattere l'interferenza elettorale" interferendo con le elezioni. O si ha libertà di parola ed elezioni libere, oppure non si hanno. E il popolo rumeno merita entrambe le cose.»
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La demolizione della Costituzione statunitense.

Uno studente, Logan Rozos, incaricato di tenere un discorso di laurea alla New York University condanna, nei 2 minuti e mezzo concessi, le atrocità e il genocidio commesso contro il popolo palestinese con la complicità del governo USA. Nessun riferimento diretto a Israele o agli "ebrei".

L'università reagisce rabbiosamente aprendo su di lui una procedura disciplinare e negandogli la laurea.

La sua colpa sarebbe che non aveva anticipato questa sua intenzione - cosa che, ovviamente, avrebbe comportato la sua immediata esclusione dal compito.

Il governo USA ha paura della verità.

Sa che è contagiosa, anche se a dirla in pubblico è un ventenne.

Il primo emendamento della Costituzione USA - sembra di ricordare - diceva un'altra cosa.

L'aspetto più interessante di questa storia di ordinario servilismo accademico è che lo studente in questione è descritto in un profilo come «gay Black trans man».

Cioè apparterrebbe a ben tre "minoranze protette"!

Eppure, quando si viene alle "cose serie", neanche questo basta per garantire un minimo di libertà di espressione.

Ciò rivela una volta di più come l'apparente preoccupazione dei governi "occidentali" verso tali minoranze è una messinscena per suggerire di che cuore tenero essi siano, e distrarre l'opinione pubblica inventandosi nuovi diritti da tutelare - peccato che, allo stesso tempo, quei governi non esitano a calpestare spietatamente diritti autentici in patria e nel resto del mondo.

Quale che sia la sua identità di genere, un applauso a questo ragazzo, che ha mostrato di avere più dignità e coraggio dei custodi del disordine mondiale, fuori e dentro le università.
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Nel caso che qualcuno avesse ancora un dubbio sul genocidio di Gaza.

C'è un'intera classe politica, intellettuale, accademica, giornalistica che dovrebbe essere messa sotto processo e punita per complicità in crimini contro l'umanità.
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La resistenza degli studenti universitari USA.

17 maggio 2025. Cecilia Culver, laureata nell'autunno 2024 in Economia e Statistica alla George Washington University, tiene un memorabile discorso di laurea, interrotta più volte dagli applausi:

«Per più di un anno abbiamo visto commettere un genocidio contro i palestinesi.

Non posso celebrare la mia laurea senza il cuore pesante, sapendo quanti studenti in Palestina sono stati costretti a interrompere i loro studi, espulsi dalle loro case e uccisi semplicemente per essere rimasti nella terra dei propri antenati.

Gli orrori che si dispiegano all'altro capo del mondo possono essere facili da ignorare per quelli che mancano di dirittura morale.

Per il resto di noi queste atrocità ci fanno riconsiderare la nostra compiacenza per il sistema imperialista.

Mi vergogno di sapere che le mie tasse universitarie sono usate per finanziare un genocidio.

Lo dico un'altra volta: mi vergogno di sapere che le mie tasse universitarie sono usate per finanziare questo genocidio.

Ogni anno il costo per frequentare questa università aumenta senza un corrispondente miglioramento nei servizi e risorse forniti a studenti, personale e docenti.

Invece il nostro denaro è messo nelle tasche di coloro i quali inequivocabilmente dimostrano una volta dopo l'altra che non gliene importa degli studenti e docenti che fanno di questa università una università prestigiosa.

Malgrado ripetuti inviti di studenti e docenti alla trasparenza su tutte le dotazioni e investimenti dell'università, e a disinvestire da quello stato di apartheid che è Israele, l'amministrazione ha rifiutato di negoziare in buona fede.

Invece hanno oppresso chiunque avesse il coraggio di segnalare che le loro mani erano sporche di sangue.

Spero che il tempo proverà che mi sbaglio, che quelli al potere si libereranno del loro interesse egoistico, e infine si consacreranno a una università priva di legami con il genocidio.

Fino ad allora invito la classe del 2025 a non fare donazioni e a continuare a richiedere trasparenza e disinvestimento.

Nessuno di noi è libero finché la Palestina non sarà libera. Grazie


Le autorità universitarie non hanno saputo fare di meglio che pubblicare un comunicato in cui si scusano per la «violazione del codice di condotta» da parte della laureata.

Anche qui il rigore nel mantenere una presunta etichetta serve solo per violare più efficacemente l'etica, e indurre i giovani a un complice silenzio.

Ma fortunatamente c'è chi non ci sta.
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Scienza e Democrazia
È difficile abituarsi a un tale livello di indecenza. Come se niente fosse. Una classe politica raccapricciante.
Non solo, ma il governo Meloni si oppone alla revisione da parte dell'UE dell'accordo di associazione con Israele!

L'art. 2 di questo accordo prevede come condizione fondamentale il rispetto dei diritti umani .

Se c'è mai stato un caso in cui non esiste un'ombra di dubbio che un paese ne abbia fatto strame sistematicamente, è quello di Israele (e per 19 mesi!).

Ebbene 17 paesi dell'UE hanno votato ieri, 20 maggio, a favore della decisione di rivedere l'accordo: Belgio, Finlandia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia, Austria, Danimarca, Estonia, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Paesi Bassi.

Neutrale la Lettonia.

Invece contrari: Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Ungheria, Italia e Lituania.

Nonostante i tentativi della propaganda di sottolineare le "pacche sulle spalle" al governo Meloni da parte di politici stranieri (da ultimo si veda la ridicola esaltazione di "Roma crocevia di incontri internazionali" su Byoblu), questo è, dal punto di vista della politica internazionale, il peggior governo della storia repubblicana.
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Storie da una demeritocrazia.

Supponiamo che il signor X porti una grossa somma di denaro a un dirigente della Pubblica Amministrazione per corromperlo e farsi assegnare una carica.

Questo è un reato ("Istigazione alla corruzione", art. 322 c.p.).

Ma supponiamo che qualche giorno dopo il dirigente denunci il signor X perché, recatosi in banca per versare la "mazzetta", è stato informato dal cassiere che quel denaro... è falso!

Nasce allora il problema: si dovrebbe perseguire il signor X come corruttore o falsario?

O piuttosto il dirigente per aver voluto verificare il corso legale dell'esborso?

Un ottimo articolo su un caso di cronaca recente, non privo di analogie con quello, immaginario ma non inverosimile, sopra descritto, si può leggere qui.