Scienza e Democrazia
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Grande successo per il movimento di boicottaggio universitario in Irlanda

Gli studenti anti-genocidio al Trinity College di Dublino, dopo 5 notti di presidio, ottengono l'impegno al taglio totale dei legami con Israele.

La portavoce del movimento Boycott, Divestment and Sanctions (BDS) di Trinity, che è attivo da anni, commenta:

«Il BDS non se ne va da nessuna parte. Staremo ancora qui a fare pressioni sul College, quindi questo è l'inizio, non la fine».

https://trinitynews.ie/2024/05/breaking-trinity-to-work-towards-total-divestment-from-israel-in-unprecedented-win-for-bds/
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2. Come il sistema di potere interpreta il non andare alle urne. La classe dirigente, qualsiasi cosa abbia detto e dica nei suoi ritualistici inviti a votare e nelle sue pubblicità ufficiali, ha, da quando esiste il suffragio universale, sempre considerato…
3. "Ma allora perché quei certi politici fanno propaganda al voto?"

In queste settimane, come sempre in occasione delle elezioni, appaiono in vari formati inviti ad andare alle urne, da parte di esponenti partitici di dubbia caratura etico-politica e soprattutto delle "alte cariche".

Per esempio, una pubblicità dell'UE dice: «Usa il tuo voto o gli altri decideranno per te».

Per quanto detto nelle due prime puntate, questo è vero. Anzi, è quasi una tautologia. Cioè è vero che la ripartizione dei seggi la decidono i votanti, e non chi non va alle urne - e nemmeno chi ci va ma annulla la scheda. (Ci torneremo, sia sulla questione formale che su quella sostanziale).

Sono le regole di queste elezioni.

Alcuni ragionano così: se ce lo chiedono quelli, allora... facciamo il contrario!

Ora, in primo luogo, per "quelli" si tratta di un rituale, che serve a dare l'impressione che la classe dirigente ama la democrazia (che, in ogni caso, non si riduce certo all'andare alle urne!), e che governa in nome del consenso popolare.

In secondo luogo, i politici invitano non semplicemente a votare, ma a votare per loro o il loro partito. Per loro l'invito al voto è campagna elettorale.

Alcuni altri, infine (che si siano candidati o no), sanno che se incitano ad andare alle urne, ci saranno cittadini che si sentiranno indotti proprio da ciò a fare il contrario.

E sanno anche che questi cittadini saranno quelli a cui a tal punto non piace chi li sta invitando a votare che non baderanno nemmeno al proprio interesse civico pur di "disobbedire"!

Un piano diabolico? No, semplice buon senso: un elegante sistema, tra gli altri, per distogliere dal voto una minoranza di avversari.

E, come succede con ogni trucco semplice ma efficace, a ogni nuova tornata elettorale riescono nell'intento.

Di fatto in Italia, grazie a questo e ad altri metodi che vedremo:

«In generale a ogni elezione politica l’affluenza si abbassa.

Negli ultimi 77 anni ci sono state solo due eccezioni: tra le elezioni politiche del 1948 e quelle del 1953 l’affluenza è aumentata, seppure di poco, dal 92 al 93 per cento, mentre tra quelle del 2001 e del 2006 è passata dall’81 all’83 per cento.»

E, per quanto riguarda le elezioni europee, sempre per l'Italia:

«Le elezioni europee, dove gli elettori sono chiamati a votare i nuovi membri del Parlamento europeo, hanno storicamente un’affluenza più bassa delle elezioni politiche.

Alle ultime elezioni europee del 2019 l’affluenza è stata del 55 per cento degli elettori, dato molto simile [ma minore...] al 57 per cento registrato cinque anni prima.»

https://pagellapolitica.it/articoli/storia-affluenza-elezioni-italia

[continua]
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Presidenziali USA. La qualità dei principali candidati è disastrosa.

Che gli Stati Uniti non abbiano saputo esprimere niente di meglio come candidati alle presidenziali del 2024 che due personaggi di così bassa statura etica e intellettuale è una prova del fallimento della democrazia USA.

https://www.imolaoggi.it/2024/05/09/trump-biden-vergognoso-ha-abbandonato-israele/
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Dalla "più grande democrazia" del mondo Gli studenti anti-genocidio della Columbia University (New York) occupano l'università. La polizia irrompe nell'edificio, impone ai giornalisti di non fare riprese, aggredisce gli studenti, e fa arresti di massa,…
Intervista a Jeffrey Sachs, professore di Economia alla Columbia University, sulla militarizzazione delle università statunitensi e dell'intera società, lasciata nell'ignoranza e impedita dal discutere liberamente ciò che il loro governo sta facendo in Ucraina, in Palestina e a Taiwan.

Il ritorno del maccartismo negli USA, sotto l'influenza della lobby israeliana, che condiziona il Congresso e le autorità accademiche.

https://www.youtube.com/live/vdxt23fKLIg?app=desktop&si=cNW1PW8fdOMCM5XI
All'ONU l'Italia perde l'ennesima occasione di recuperare almeno un'apparenza di dignità nazionale.

https://t.me/davidavocadowolfe/127896

Il 10 maggio a New York l'Assemblea Generale dell'ONU ha votato una mozione a favore della Palestina, per riconoscerla come membro osservatore senza diritto di voto (vedi qui).

La mozione è passata a stragrande maggioranza, con

143 SÌ, 9 NO, 25 ASTENUTI

Gli USA sono tra i NO, e dato il diritto di veto degli USA al Consiglio di Sicurezza la mozione non sarà approvata.

Il Consiglio di Sicurezza vanifica regolarmente l'autorità dell'Assemblea Generale, e mette l'ONU alla mercè del diritto di veto dei membri permanenti di esso, che sono: Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti - una delle peggiori eredità della II guerra mondiale. L'introduzione del diritto di veto fu deciso alla conferenza di Yalta del febbraio 1945.

Il fatto che gli USA sono membro permanente del Consiglio di Sicurezza spiega l'impunità cronica di Israele.

Alla votazione l'Italia si è astenuta. L'ambasciatore italiano all'ONU ha dato della scelta no "non voto" una spiegazione risibile.

Oltre all'Italia gli altri "astenuti" sono stati: Albania, Bulgaria, Austria, Canada, Croazia, Fiji, Finlandia, Georgia, Germania, Lettonia, Lituania, Marshall Island, Olanda, North Macedonia, Moldavia, Paraguay, Romania, Vanuatu, Malawi, principato di Monaco, Ucraina, Gran Bretagna, Svezia e Svizzera.

I contrari sono stati: Usa, Israele, Palau, Nauru, Micronesia, Papua Nuova Guinea, Ungheria, Argentina, Cecoslovacchia.

Dopo l'esito della votazione, l'ambasciatore israeliano ha stracciato la Carta dell'ONU.
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3. "Ma allora perché quei certi politici fanno propaganda al voto?" In queste settimane, come sempre in occasione delle elezioni, appaiono in vari formati inviti ad andare alle urne, da parte di esponenti partitici di dubbia caratura etico-politica e soprattutto…
4. Altre ragioni della diminuzione dell'affluenza alle urne

Naturalmente non sono solo gli inviti alle urne da parte di partiti e figure di governo a causare una diminuzione dei votanti.

Un'altra ragione è l'esplodere di scandali di corruzione politica - meglio se in prossimità delle elezioni. E meglio ancora se riguardano compravendita di voti, finanziamento illecito di partiti, o appropriazione di fondi pubblici per scopi privati.

Molti cittadini ne ricevono allora l'impressione che tutto nelle elezioni sia truccato (forse anche lo spoglio delle schede); che i partiti prosperino nell'illegalità; e che la venalità e l'ambizione personale, nel senso deteriore del termine, siano le motivazioni principali di una carriera politica.

Una terza ragione di sfiducia nel voto è la delusione che moltissimi cittadini provano nel constatare, così spesso, il cambiamento di atteggiamento da prima a dopo le elezioni dei loro candidati, anche in forme clamorose.

Con le attuali regole, in effetti, la campagna elettorale di un partito o di un candidato può essere una totale finzione scenica, in cui le reali intenzioni si potranno scoprire solo a urne chiuse.

Ciò che manca è una legge sulle candidature e i partiti che preveda che ogni candidato debba rispettare nei suoi futuri comportamenti di voto una lista di punti programmatici fondamentali, e che, in caso di violazione, dovrebbe dimettersi dal parlamento (e non solo dal partito).

A volte si difende la doppiezza e il trasformismo dei parlamentari citando l'art. 67 della Costituzione, che dice: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato

Alcuni pensano che ciò significhi: una volta eletto, un parlamentare può fare le scelte di voto che preferisce, salvo passare a un nuovo gruppo parlamentare, ed essere eventualmente "punito":

- dal partito, per mezzo della non ricandidatura,
- o dagli elettori con la non rielezione nel caso si ricandidi.

Punizioni chiaramente insufficienti a impedirgli di fare enormi danni finché si trova in parlamento.

In realtà «senza vincolo di mandato» non ha questo significato.

Non vuol dire, cioè, che un deputato che, per esempio, abbia fatto campagna elettorale auspicando una soluzione diplomatica per il conflitto Russia-Ucraina è incoraggiato a votare, se cambia idea, a favore dell'invio di armi al governo ucraino.

La clausola sta a precisare che il deputato non rappresenta gli interessi locali della circoscrizione che lo ha eletto (si sta ovviamente parlando di elezioni politiche, non di enti locali come comuni e regioni). Ma ha, nondimeno, il dovere di rappresentare le istanze di interesse nazionale per cui è stato votato («rappresenta la Nazione»).

Se poi ha una crisi di fedeltà agli impegni elettorali fondamentali - se arriva a pensare che sia la continuazione della guerra a dover decidere come si debba concludere il conflitto russo-ucraino -, allora ha il dovere morale, e dovrebbe essergli imposto da una legge, di dimettersi dal parlamento.

Attenzione: non bisogna confondere questa legge (compatibile con la Costituzione, ma che ancora non esiste) con il concetto di "disciplina di partito", secondo cui un membro di un partito dovrebbe votare come la dirigenza del partito chiede.

Infatti la stessa dirigenza di partito può sovvertire i principî del partito dopo essere entrata in parlamento.

In Italia l'esempio più chiaro e inequivocabile è stato il Movimento 5 Stelle, e in particolare il naufragio etico della sua dirigenza nel 2017 sullo scoglio del decreto Lorenzin.

In assenza di una legge come quella descritta il cittadino ha spesso l'impressione che il proprio voto sia un assegno in bianco.

L'unico rimedio, allo stato attuale, è verificare, sulla base della storia recente, il profilo morale del candidato e del partito che si intende votare.

Tuttavia, tra le ragioni che scoraggiano l'elettorato dall'andare alle urne ce n'è un'altra che è la più efficace.

È la confusione ideologica propagata a piene mani attraverso i principali media.
[continua]
Covid-19. L'ultimo miglio.

Il covid-19 era un morbo (definito dalla positività al tampone) così poco letale che poteva non progredire alla malattia (cioè ai sintomi clinici) nella grande maggioranza dei casi ("covid-19 asintomatico").

Quando progrediva alla malattia, esibiva i sintomi di una sindrome similinfluenzale (tosse, raffreddore, febbre, dolori muscolari) ed era quasi sempre guaribile.

In generale non erano neppure necessarie terapie innovative (come quelle a base di idrossiclorochina o ivermectina), ma funzionavano le terapie da sempre utilizzate per questo tipo di sindromi (comunemente note come "influenza", anche se non nel senso tecnico del termine).

La quasi totalità degli esiti fatali riguardavano persone anziane con patologie croniche (come cardiopatie e diabete). In questi pazienti, ovviamente, una qualsiasi sindrome similinfluenzale non curata poteva degenerare.

Dal Ministero della Salute erano arrivate raccomandazioni di non curare il covid-19 sintomatico:

- i medici non dovevano visitare i pazienti covid-19, e prescrivere un antifebbrile come il paracetamolo - che non solo non era un antinfiammatorio, ma ostacolava la risposta antinfiammatoria (in quanto antagonista del glutatione).

- se il malato peggiorava, si doveva chiamare il pronto soccorso per il ricovero;

- i medici ospedalieri dovevano prepararsi al passaggio in terapia intensiva, per la ventilazione meccanica;

- la ventilazione a tassi di ossigeno elevati porta a danni organici e, direttamente o no, a danni polmonari, e quindi a grave crisi respiratoria (ecco una spiegazione).

Arrivata la crisi respiratoria, il "protocollo" prevedeva la sedazione del paziente, con l'indicazione di non tentare una rianimazione cardiopolmonare. Il farmaco di scelta era il midazolam. Che a quel punto era, in somministrazione endovenosa, una condanna a morte.

Uno studio della situazione in Gran Bretagna, uscito nel gennaio di quest'anno (vedi sotto), mostra in maniera convincente che la sedazione a base di midazolam (non certo il covid-19) è stata il fattore prossimale più importante dell'eccesso di mortalità nel 2020.

Tuttavia questa sedazione veniva data a persone che si trovavano in un reparto di terapia intensiva.

Il crimine premeditato che era la precondizione di quest'ultimo atto era stato l'insieme di istruzioni ufficiali ai medici che, soprattutto nel caso di pazienti anziani e con comorbilità, erano disegnate per farli arrivare lì.

E questa strage di stato aveva uno scopo ben preciso.

Quello di predisporre i cittadini all'irrazionale partecipazione alla dannosa campagna pseudovaccinale in preparazione.
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excess_deaths_in_the_united_kingdom_midazolam_and_euthanasia_in.pdf
2 MB
Lo studio sulla correlazione midazolam- eccesso di mortalità in Gran Bretagna.
Fuga di notizie... o propaganda elettorale?

Il dubbio è lecito.

Il governatore della regione Liguria, Giovanni Toti, sotto inchiesta con gravissime accuse (compresa la collusione con la mafia), adesso si scopre che aveva aumentato i numeri sui casi di covid-19 perché la "sua" regione ricevesse più dosi di vaccini anti-covid-19.

Finché non sarà chiaro all'opinione pubblica quale operazione criminosa fu l'intera campagna vaccinale in questione, notizie come queste avranno l'effetto di rappresentare il governatore come qualcuno disposto a fare di tutto pur di proteggere i "suoi" cittadini... Un buon padre di famiglia ("... vabbe', esagerava").

La parte istruttiva della storia è piuttosto che i "numeri del covid-19", come si poteva capire in "tempo reale", potevano essere manipolati tranquillamente, per le più varie finalità - la prima, ovviamente, essendo quella di aumentare il panico nella popolazione.
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4. Altre ragioni della diminuzione dell'affluenza alle urne Naturalmente non sono solo gli inviti alle urne da parte di partiti e figure di governo a causare una diminuzione dei votanti. Un'altra ragione è l'esplodere di scandali di corruzione politica…
https://youtu.be/AWXbKiVr9ps

Supplemento. 4.1 Il crollo del M5S visto da dentro

Nel 2019 la Fondazione Hans Ruesch per una Medicina senza Vivisezione organizzò un convegno: "Il punto sui vaccini. Verso le elezioni europee". Era il 6 aprile, e le elezioni si sarebbero tenute il 23-26 maggio.

I vaccini di cui si trattava erano quelli pediatrici obbligatori, che la legge 119/2017, promossa dalla inqualificabile ministra Beatrice Lorenzin, aveva fatto passare da 4 a 10 (lei aveva provato a portarli a 12), mettendo in gravi difficoltà centinaia di migliaia di famiglie.

La Lorenzin aveva attraversato, come ministro della Salute, il governo Letta (28.IV.2013-22.II.2014), il governo Renzi (22.II.2014-12.XII.2016) e il governo Gentiloni (12.XII.2016-1.VI.2018).

A una personalità di tale spessore evidentemente si faceva fatica a rinunciare.

Aveva poi lasciato il posto nel governo Conte 1 (2018-2019) a Giulia Grillo, del M5S.

Alla Grillo nel Conte 2 (5.IX.2019-13.II.2021) successe Roberto Speranza, che sarebbe riuscito nel compito apparentemente impossibile di superare in peggio non solo la Grillo, ma la stessa Lorenzin, e che, per le doti dimostrate in tale impresa, fu confermato ministro anche nel governo Draghi (13.II.2021-22.X.2022).

All'epoca del convegno il ministero della Salute era dunque affidato alla Grillo, medico lei stessa (a differenza di chi l'aveva preceduta e di chi l'avrebbe seguita).

L'intervento di Sara Magotti, ex appartenente al M5S, dal titolo "Vaccinazioni e democrazia partecipativa, ovvero: cosa è successo al M5S?", documenta in maniera puntuale ed efficace il trauma subito dalla base e dagli elettori davanti allo scandaloso voltafaccia dei sedicenti "portavoce" dei cittadini.

È una ricostruzione utilissima anche perché prefigura il clima politico, sociale e culturale di quella che sarebbe stata l'Italia del covid-19.

Il dirottamento del M5S da parte della sua dirigenza ha probabilmente provocato l'abbandono della politica attiva o delle urne da parte di milioni di cittadini.
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A volte la storia si ripete anche la seconda volta come tragedia.

Come, perché e da chi fu deciso il lancio delle due bombe atomiche statunitensi il 6 e 9 agosto 1945 è una questione storica oggi purtroppo più che mai attuale (cfr. Scienziati e laici, pp. 327-94).

A quanti studenti di scuola secondaria viene insegnata?

Il mito che ciò fu fatto per terminare più rapidamente la guerra, e risparmiare "vittime civili", o "vittime americane", o addirittura "vittime giapponesi" (!), continua ad essere sfruttato per promuovere nuovi crimini.

https://t.me/consenso_disinformato/36180
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4. Altre ragioni della diminuzione dell'affluenza alle urne Naturalmente non sono solo gli inviti alle urne da parte di partiti e figure di governo a causare una diminuzione dei votanti. Un'altra ragione è l'esplodere di scandali di corruzione politica…
5. Il metodo più efficace: alimentare la confusione ideologica

Andare a votare, per l'elettore razionale, presuppone la formazione di un'opinione su ideali e obiettivi politici.

Sui primi si può essere d'accordo senza esserlo sui secondi (ciò spiega le difficoltà dell'intesa politica - "quale strada scegliere"- anche tra parti affini e in buona fede).

E vale anche il viceversa (cioè può essere politicamente sensato, e anche auspicabile, fare un pezzo di strada insieme a qualcuno da cui ci si dovrà dividere).

Una parte della difficoltà della scelta elettorale dipende quindi dall'essere legata a difficili scelte di fondo e di strategia.

Se però l'opinione del potenziale elettore viene scossa dal propagarsi nella sfera pubblica di discorsi in cui si fatica ad orientarsi, allora anche la determinazione a votare può essere messa in crisi.

Ecco una scelta non esaustiva di affermazioni che sono circolate negli ultimi anni o negli ultimi mesi per confondere e fuorviare (mediante incoerenza, illogicità, falsità) i cittadini, e che sono associate direttamente o indirettamente a scelte politiche:

- "Tra 'destra' e 'sinistra' non c'è differenza" [ma solo se si aggiunge il prefisso "pseudo-" ad ambedue].

- "I neonazisti vogliono instaurare il comunismo" [sì, in fondo "nazismo" era un'abbreviazione di "nazionalsocialismo"...].

- "Non avrete nulla e sarete felici" [a meno che non siate uno dei 100 uomini più ricchi del mondo].

- "I bambini devono potersi autodeterminare quanto al genere" [ma gli adulti non possono autodeterminarsi quanto ai trattamenti vaccinali].

- "Lo Stato deve impegnarsi a favorire le transizioni di genere" [ma se un povero si riconosce nel genere "ricco", la transizione se la dovrà fare da sé].

- "L'Italia deve risolvere il problema della crisi demografica con l'accoglienza [cioè con l'immigrazione selvaggia di futuri disadattati, pericolosi per sé e per gli altri]. Chi non è d'accordo è un razzista [anche se le "razze" non esistono]".

- "L''antisemitismo' è un'emergenza sociale in Europa. Si è 'antisemiti' se si critica il governo di Israele" [e 'antitaliani' se si critica la Meloni?, 'antiamericani' se si critica Biden?, 'anticristiani' se si critica papa Francesco?...].

- "La persecuzione subita da quelli che il nazifascismo classificava come 'ebrei' novant'anni fa giustifica da decenni la politica israeliana in Palestina" [cioè la segregazione e, da 8 mesi in forma esplicita, il genocidio dei palestinesi].

- "L'attuale regime ucraino [frutto di un colpo di stato promosso dalla CIA nel febbraio 2014] difende la democrazia e la libertà".

- "La NATO è una garanzia per la pace [come limpidamente testimonia il suo curriculum]".

- "I valori dell'UE sono: pace, democrazia, tutela dei diritti dei popoli" [particolarmente con l'ultima Commissione Europea].

- "La 'sinistra' si deve occupare non più dei lavoratori, ma di [ipotetici] diritti di [politicamente insignificanti] minoranze".

- "La grammatica italiana discrimina le donne" [come ci insegna, tra gli altri soggetti, l'università di Trento].

- "La destra sovranista può seguire i dettami di un paese straniero e difendere un'autocrazia estera [basata sulla finanza speculativa, e che si nasconde dietro la finzione della «unione europea»]".

È chiaro che l'esposizione continua ad affermazioni come queste blocca la capacità di analisi del cittadino, e lo fa disperare di poter scegliere che cosa votare in maniera razionale.

E allora alcuni pensano: per non sbagliare, meglio non votare...
[continua]
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