Scienza e Democrazia
Elezioni: guida per i perplessi. 1. Disertare le urne? Decidere se recarsi alle urne e, se sì, decidere come votare sono due problemi distinti. Per il primo, bisogna avere chiaro un punto: le elezioni politiche (come sono quelle parlamentari, comunali,…
2. Come il sistema di potere interpreta il non andare alle urne.
La classe dirigente, qualsiasi cosa abbia detto e dica nei suoi ritualistici inviti a votare e nelle sue pubblicità ufficiali, ha, da quando esiste il suffragio universale, sempre considerato il non andare alle urne come un fattore di stabilità del suo potere.
È chiaro che questo non lo dicono in televisione - ma lo dicono a chi ha accesso alla letteratura politologica.
Per esempio, ecco un articolo accademico, di W.H. Morris Jones, un professore della London School of Economics (no, non è un circolo anarchico), pubblicato nel 1954 (Political Studies, vol. 2 (1), pp. 25-37). In italiano il titolo sarebbe:
"In difesa dell'apatia: alcuni dubbi sul dovere di votare".
"Apatia" qui è inteso appunto nel senso di indifferenza alla partecipazione al voto. L'autore, appunto, loda questa attitudine.
Chi, ciò nonostante, la pensa diversamente ha l'onere della controprova:
- esibire un esempio, dal secondo dopoguerra in poi, di classe dirigente che, constatato lo scarso afflusso alle urne, abbia deciso (presa dallo scoraggiamento per la propria scarsa legittimazione elettorale...) di introdurre un quorum per le elezioni politiche. Cioè che abbia approvato una legge costituzionale in tal senso.
È inutile affaticarsi a cercare: non è mai avvenuto.
Per la classe dirigente chi non vota è pressappoco come in un torneo di scacchi un giocatore che durante una partita si alza dal tavolo e se ne va: ha perso per abbandono.
Anche se era in vantaggio.
Al contrario, per i referendum abrogativi il quorum esiste, eccome, e la classe dirigente si guarda bene dall'abolirlo. Perché tali referendum, tutt'al contrario, sono un fattore di instabilità per il sistema di potere, che cerca il più possibile di neutralizzarlo.
Ne segue che nei referendum abrogativi non andare alle urne ha uno specifico significato politico: significa minacciare la validità del voto referendario. Mentre per i referendum costituzionali - non a caso! - il quorum non c'è, e non andare alle urne non ha alcun impatto sulla validità del risultato.
In sintesi: la percentuale dei cittadini che non vanno alle urne nelle elezioni politiche e amministrative è un parametro che misura la stabilità del sistema di potere.
Maggiore è il valore di quel parametro, maggiore è la stabilità.
[continua]
La classe dirigente, qualsiasi cosa abbia detto e dica nei suoi ritualistici inviti a votare e nelle sue pubblicità ufficiali, ha, da quando esiste il suffragio universale, sempre considerato il non andare alle urne come un fattore di stabilità del suo potere.
È chiaro che questo non lo dicono in televisione - ma lo dicono a chi ha accesso alla letteratura politologica.
Per esempio, ecco un articolo accademico, di W.H. Morris Jones, un professore della London School of Economics (no, non è un circolo anarchico), pubblicato nel 1954 (Political Studies, vol. 2 (1), pp. 25-37). In italiano il titolo sarebbe:
"In difesa dell'apatia: alcuni dubbi sul dovere di votare".
"Apatia" qui è inteso appunto nel senso di indifferenza alla partecipazione al voto. L'autore, appunto, loda questa attitudine.
Chi, ciò nonostante, la pensa diversamente ha l'onere della controprova:
- esibire un esempio, dal secondo dopoguerra in poi, di classe dirigente che, constatato lo scarso afflusso alle urne, abbia deciso (presa dallo scoraggiamento per la propria scarsa legittimazione elettorale...) di introdurre un quorum per le elezioni politiche. Cioè che abbia approvato una legge costituzionale in tal senso.
È inutile affaticarsi a cercare: non è mai avvenuto.
Per la classe dirigente chi non vota è pressappoco come in un torneo di scacchi un giocatore che durante una partita si alza dal tavolo e se ne va: ha perso per abbandono.
Anche se era in vantaggio.
Al contrario, per i referendum abrogativi il quorum esiste, eccome, e la classe dirigente si guarda bene dall'abolirlo. Perché tali referendum, tutt'al contrario, sono un fattore di instabilità per il sistema di potere, che cerca il più possibile di neutralizzarlo.
Ne segue che nei referendum abrogativi non andare alle urne ha uno specifico significato politico: significa minacciare la validità del voto referendario. Mentre per i referendum costituzionali - non a caso! - il quorum non c'è, e non andare alle urne non ha alcun impatto sulla validità del risultato.
In sintesi: la percentuale dei cittadini che non vanno alle urne nelle elezioni politiche e amministrative è un parametro che misura la stabilità del sistema di potere.
Maggiore è il valore di quel parametro, maggiore è la stabilità.
[continua]
Scienza e Democrazia
Il risveglio degli studenti universitari. Gran Bretagna. 14 accampamenti di studenti universitari contro il genocidio palestinese in Gran Bretagna. E in Italia?
Accampamenti davanti alle università in Italia. Napoli.
Dopo Roma e Bologna, adesso Napoli.
Gli studenti trovano le porte della sede centrale chiuse e presidiate dalla Digos.
https://www.youtube.com/watch?v=zpz1xgXX8Uo
Dopo Roma e Bologna, adesso Napoli.
Gli studenti trovano le porte della sede centrale chiuse e presidiate dalla Digos.
https://www.youtube.com/watch?v=zpz1xgXX8Uo
YouTube
Napoli, la protesta delle tende per la Palestina
Dopo Roma e Bologna, la protesta delle tende per chiedere la pace a Gaza arriva anche a Napoli. Questa mattina un centinaio di studenti si sono accampati con igloo e canadesi all’interno del cortile della facoltà di Lettere della Federico II, aderendo alla…
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Grande successo per il movimento di boicottaggio universitario in Irlanda
Gli studenti anti-genocidio al Trinity College di Dublino, dopo 5 notti di presidio, ottengono l'impegno al taglio totale dei legami con Israele.
La portavoce del movimento Boycott, Divestment and Sanctions (BDS) di Trinity, che è attivo da anni, commenta:
«Il BDS non se ne va da nessuna parte. Staremo ancora qui a fare pressioni sul College, quindi questo è l'inizio, non la fine».
https://trinitynews.ie/2024/05/breaking-trinity-to-work-towards-total-divestment-from-israel-in-unprecedented-win-for-bds/
Gli studenti anti-genocidio al Trinity College di Dublino, dopo 5 notti di presidio, ottengono l'impegno al taglio totale dei legami con Israele.
La portavoce del movimento Boycott, Divestment and Sanctions (BDS) di Trinity, che è attivo da anni, commenta:
«Il BDS non se ne va da nessuna parte. Staremo ancora qui a fare pressioni sul College, quindi questo è l'inizio, non la fine».
https://trinitynews.ie/2024/05/breaking-trinity-to-work-towards-total-divestment-from-israel-in-unprecedented-win-for-bds/
Trinity News
Breaking: Trinity to work towards total divestment from Israel in unprecedented win for BDS
Trinity has agreed to work towards total divestment from Israeli institutions in an unprecedented victory for Trinity Boycott, Divestment and Sanctions (BDS). Trinity encampment protestors, who have camped in Fellows’ Square for five nights, have unanimously…
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Scienza e Democrazia
2. Come il sistema di potere interpreta il non andare alle urne. La classe dirigente, qualsiasi cosa abbia detto e dica nei suoi ritualistici inviti a votare e nelle sue pubblicità ufficiali, ha, da quando esiste il suffragio universale, sempre considerato…
3. "Ma allora perché quei certi politici fanno propaganda al voto?"
In queste settimane, come sempre in occasione delle elezioni, appaiono in vari formati inviti ad andare alle urne, da parte di esponenti partitici di dubbia caratura etico-politica e soprattutto delle "alte cariche".
Per esempio, una pubblicità dell'UE dice: «Usa il tuo voto o gli altri decideranno per te».
Per quanto detto nelle due prime puntate, questo è vero. Anzi, è quasi una tautologia. Cioè è vero che la ripartizione dei seggi la decidono i votanti, e non chi non va alle urne - e nemmeno chi ci va ma annulla la scheda. (Ci torneremo, sia sulla questione formale che su quella sostanziale).
Sono le regole di queste elezioni.
Alcuni ragionano così: se ce lo chiedono quelli, allora... facciamo il contrario!
Ora, in primo luogo, per "quelli" si tratta di un rituale, che serve a dare l'impressione che la classe dirigente ama la democrazia (che, in ogni caso, non si riduce certo all'andare alle urne!), e che governa in nome del consenso popolare.
In secondo luogo, i politici invitano non semplicemente a votare, ma a votare per loro o il loro partito. Per loro l'invito al voto è campagna elettorale.
Alcuni altri, infine (che si siano candidati o no), sanno che se incitano ad andare alle urne, ci saranno cittadini che si sentiranno indotti proprio da ciò a fare il contrario.
E sanno anche che questi cittadini saranno quelli a cui a tal punto non piace chi li sta invitando a votare che non baderanno nemmeno al proprio interesse civico pur di "disobbedire"!
Un piano diabolico? No, semplice buon senso: un elegante sistema, tra gli altri, per distogliere dal voto una minoranza di avversari.
E, come succede con ogni trucco semplice ma efficace, a ogni nuova tornata elettorale riescono nell'intento.
Di fatto in Italia, grazie a questo e ad altri metodi che vedremo:
«In generale a ogni elezione politica l’affluenza si abbassa.
Negli ultimi 77 anni ci sono state solo due eccezioni: tra le elezioni politiche del 1948 e quelle del 1953 l’affluenza è aumentata, seppure di poco, dal 92 al 93 per cento, mentre tra quelle del 2001 e del 2006 è passata dall’81 all’83 per cento.»
E, per quanto riguarda le elezioni europee, sempre per l'Italia:
«Le elezioni europee, dove gli elettori sono chiamati a votare i nuovi membri del Parlamento europeo, hanno storicamente un’affluenza più bassa delle elezioni politiche.
Alle ultime elezioni europee del 2019 l’affluenza è stata del 55 per cento degli elettori, dato molto simile [ma minore...] al 57 per cento registrato cinque anni prima.»
https://pagellapolitica.it/articoli/storia-affluenza-elezioni-italia
[continua]
In queste settimane, come sempre in occasione delle elezioni, appaiono in vari formati inviti ad andare alle urne, da parte di esponenti partitici di dubbia caratura etico-politica e soprattutto delle "alte cariche".
Per esempio, una pubblicità dell'UE dice: «Usa il tuo voto o gli altri decideranno per te».
Per quanto detto nelle due prime puntate, questo è vero. Anzi, è quasi una tautologia. Cioè è vero che la ripartizione dei seggi la decidono i votanti, e non chi non va alle urne - e nemmeno chi ci va ma annulla la scheda. (Ci torneremo, sia sulla questione formale che su quella sostanziale).
Sono le regole di queste elezioni.
Alcuni ragionano così: se ce lo chiedono quelli, allora... facciamo il contrario!
Ora, in primo luogo, per "quelli" si tratta di un rituale, che serve a dare l'impressione che la classe dirigente ama la democrazia (che, in ogni caso, non si riduce certo all'andare alle urne!), e che governa in nome del consenso popolare.
In secondo luogo, i politici invitano non semplicemente a votare, ma a votare per loro o il loro partito. Per loro l'invito al voto è campagna elettorale.
Alcuni altri, infine (che si siano candidati o no), sanno che se incitano ad andare alle urne, ci saranno cittadini che si sentiranno indotti proprio da ciò a fare il contrario.
E sanno anche che questi cittadini saranno quelli a cui a tal punto non piace chi li sta invitando a votare che non baderanno nemmeno al proprio interesse civico pur di "disobbedire"!
Un piano diabolico? No, semplice buon senso: un elegante sistema, tra gli altri, per distogliere dal voto una minoranza di avversari.
E, come succede con ogni trucco semplice ma efficace, a ogni nuova tornata elettorale riescono nell'intento.
Di fatto in Italia, grazie a questo e ad altri metodi che vedremo:
«In generale a ogni elezione politica l’affluenza si abbassa.
Negli ultimi 77 anni ci sono state solo due eccezioni: tra le elezioni politiche del 1948 e quelle del 1953 l’affluenza è aumentata, seppure di poco, dal 92 al 93 per cento, mentre tra quelle del 2001 e del 2006 è passata dall’81 all’83 per cento.»
E, per quanto riguarda le elezioni europee, sempre per l'Italia:
«Le elezioni europee, dove gli elettori sono chiamati a votare i nuovi membri del Parlamento europeo, hanno storicamente un’affluenza più bassa delle elezioni politiche.
Alle ultime elezioni europee del 2019 l’affluenza è stata del 55 per cento degli elettori, dato molto simile [ma minore...] al 57 per cento registrato cinque anni prima.»
https://pagellapolitica.it/articoli/storia-affluenza-elezioni-italia
[continua]
Pagella Politica
Tutto sul crollo dell’affluenza elettorale in quattro grafici
Nella storia repubblicana le elezioni politiche, europee, regionali e comunali hanno tutte registrato un calo...
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Scienza e Democrazia
Grande successo per il movimento di boicottaggio universitario in Irlanda Gli studenti anti-genocidio al Trinity College di Dublino, dopo 5 notti di presidio, ottengono l'impegno al taglio totale dei legami con Israele. La portavoce del movimento Boycott…
Movimento per il boicottaggio. Barcellona, Spagna.
Le proteste degli studenti anti-genocidio convincono il senato accademico dell'università di Barcellona a votare il disinvestimento da Israele.
https://www.catalannews.com/society-science/item/university-of-barcelonas-senate-votes-in-favor-of-pro-palestine-protesters-requests
Le proteste degli studenti anti-genocidio convincono il senato accademico dell'università di Barcellona a votare il disinvestimento da Israele.
https://www.catalannews.com/society-science/item/university-of-barcelonas-senate-votes-in-favor-of-pro-palestine-protesters-requests
CatalanNews
University of Barcelona's senate votes in favor of pro-Palestine protesters requests
Students have been camping in the building protesting university's ties with Israel
Presidenziali USA. La qualità dei principali candidati è disastrosa.
Che gli Stati Uniti non abbiano saputo esprimere niente di meglio come candidati alle presidenziali del 2024 che due personaggi di così bassa statura etica e intellettuale è una prova del fallimento della democrazia USA.
https://www.imolaoggi.it/2024/05/09/trump-biden-vergognoso-ha-abbandonato-israele/
Che gli Stati Uniti non abbiano saputo esprimere niente di meglio come candidati alle presidenziali del 2024 che due personaggi di così bassa statura etica e intellettuale è una prova del fallimento della democrazia USA.
https://www.imolaoggi.it/2024/05/09/trump-biden-vergognoso-ha-abbandonato-israele/
Imola Oggi
Trump: 'Biden vergognoso, ha abbandonato Israele' • Imola Oggi
WASHINGTON, 09 MAG - "Ciò che Biden sta facendo nei confronti di Israele è vergognoso. Se qualche ebreo votasse per Joe Biden dovrebbe vergognarsi di se
Scienza e Democrazia
Presidenziali USA. La qualità dei principali candidati è disastrosa. Che gli Stati Uniti non abbiano saputo esprimere niente di meglio come candidati alle presidenziali del 2024 che due personaggi di così bassa statura etica e intellettuale è una prova del…
Non è un'ironia dire che le due bambine inglesi (10 anni) del video seguente mostrano più saggezza e comprensione del conflitto israelo-palestinese dei "grandi" che decidono le sorti del mondo.
Scienza e Democrazia
Il Presidente della Repubblica fa un'affermazione importante, enunciando principî di cui, però, i governi e i rettori universitari in carica durante i suoi mandati presidenziali si erano totalmente dimenticati in questi ultimi anni. Ci sarà qualche magistrato…
Con quattro anni di ritardo.
"Voler mettere a tacere chi la pensa diversamente contrasta con le basi della civiltà e con la nostra Costituzione".
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/05/09/mattarella-a-roccellafar-tacere-e-contro-civilta-e-costituzione_9c2a8c9b-904f-4a31-b4b1-5ef9567f8eb8.html
"Voler mettere a tacere chi la pensa diversamente contrasta con le basi della civiltà e con la nostra Costituzione".
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/05/09/mattarella-a-roccellafar-tacere-e-contro-civilta-e-costituzione_9c2a8c9b-904f-4a31-b4b1-5ef9567f8eb8.html
ANSA.it
Mattarella a Roccella,far tacere è contro civiltà e Costituzione
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato alla ministra per la Famiglia Eugenia Roccella per esprimerle solidarietà per quanto accaduto stamattina agli Stati Generali della natalità, sottolineando che: "Voler mettere a tacere chi la pe...…
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Scienza e Democrazia
Dalla "più grande democrazia" del mondo Gli studenti anti-genocidio della Columbia University (New York) occupano l'università. La polizia irrompe nell'edificio, impone ai giornalisti di non fare riprese, aggredisce gli studenti, e fa arresti di massa,…
Intervista a Jeffrey Sachs, professore di Economia alla Columbia University, sulla militarizzazione delle università statunitensi e dell'intera società, lasciata nell'ignoranza e impedita dal discutere liberamente ciò che il loro governo sta facendo in Ucraina, in Palestina e a Taiwan.
Il ritorno del maccartismo negli USA, sotto l'influenza della lobby israeliana, che condiziona il Congresso e le autorità accademiche.
https://www.youtube.com/live/vdxt23fKLIg?app=desktop&si=cNW1PW8fdOMCM5XI
Il ritorno del maccartismo negli USA, sotto l'influenza della lobby israeliana, che condiziona il Congresso e le autorità accademiche.
https://www.youtube.com/live/vdxt23fKLIg?app=desktop&si=cNW1PW8fdOMCM5XI
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Prof. Jeffrey Sachs: The War Parties and the November Election
All'ONU l'Italia perde l'ennesima occasione di recuperare almeno un'apparenza di dignità nazionale.
https://t.me/davidavocadowolfe/127896
Il 10 maggio a New York l'Assemblea Generale dell'ONU ha votato una mozione a favore della Palestina, per riconoscerla come membro osservatore senza diritto di voto (vedi qui).
La mozione è passata a stragrande maggioranza, con
143 SÌ, 9 NO, 25 ASTENUTI
Gli USA sono tra i NO, e dato il diritto di veto degli USA al Consiglio di Sicurezza la mozione non sarà approvata.
Il Consiglio di Sicurezza vanifica regolarmente l'autorità dell'Assemblea Generale, e mette l'ONU alla mercè del diritto di veto dei membri permanenti di esso, che sono: Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti - una delle peggiori eredità della II guerra mondiale. L'introduzione del diritto di veto fu deciso alla conferenza di Yalta del febbraio 1945.
Il fatto che gli USA sono membro permanente del Consiglio di Sicurezza spiega l'impunità cronica di Israele.
Alla votazione l'Italia si è astenuta. L'ambasciatore italiano all'ONU ha dato della scelta no "non voto" una spiegazione risibile.
Oltre all'Italia gli altri "astenuti" sono stati: Albania, Bulgaria, Austria, Canada, Croazia, Fiji, Finlandia, Georgia, Germania, Lettonia, Lituania, Marshall Island, Olanda, North Macedonia, Moldavia, Paraguay, Romania, Vanuatu, Malawi, principato di Monaco, Ucraina, Gran Bretagna, Svezia e Svizzera.
I contrari sono stati: Usa, Israele, Palau, Nauru, Micronesia, Papua Nuova Guinea, Ungheria, Argentina, Cecoslovacchia.
Dopo l'esito della votazione, l'ambasciatore israeliano ha stracciato la Carta dell'ONU.
https://t.me/davidavocadowolfe/127896
Il 10 maggio a New York l'Assemblea Generale dell'ONU ha votato una mozione a favore della Palestina, per riconoscerla come membro osservatore senza diritto di voto (vedi qui).
La mozione è passata a stragrande maggioranza, con
143 SÌ, 9 NO, 25 ASTENUTI
Gli USA sono tra i NO, e dato il diritto di veto degli USA al Consiglio di Sicurezza la mozione non sarà approvata.
Il Consiglio di Sicurezza vanifica regolarmente l'autorità dell'Assemblea Generale, e mette l'ONU alla mercè del diritto di veto dei membri permanenti di esso, che sono: Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti - una delle peggiori eredità della II guerra mondiale. L'introduzione del diritto di veto fu deciso alla conferenza di Yalta del febbraio 1945.
Il fatto che gli USA sono membro permanente del Consiglio di Sicurezza spiega l'impunità cronica di Israele.
Alla votazione l'Italia si è astenuta. L'ambasciatore italiano all'ONU ha dato della scelta no "non voto" una spiegazione risibile.
Oltre all'Italia gli altri "astenuti" sono stati: Albania, Bulgaria, Austria, Canada, Croazia, Fiji, Finlandia, Georgia, Germania, Lettonia, Lituania, Marshall Island, Olanda, North Macedonia, Moldavia, Paraguay, Romania, Vanuatu, Malawi, principato di Monaco, Ucraina, Gran Bretagna, Svezia e Svizzera.
I contrari sono stati: Usa, Israele, Palau, Nauru, Micronesia, Papua Nuova Guinea, Ungheria, Argentina, Cecoslovacchia.
Dopo l'esito della votazione, l'ambasciatore israeliano ha stracciato la Carta dell'ONU.
Telegram
David Avocado Wolfe
Israeli ambassador to the UN shreds the UN charter during the General Assembly after the assembly voted overwhelmingly in favor of Palestine membership: 143-9 with 25 abstentions. (38 seconds)
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Scienza e Democrazia
Accampamenti davanti alle università in Italia. Napoli. Dopo Roma e Bologna, adesso Napoli. Gli studenti trovano le porte della sede centrale chiuse e presidiate dalla Digos. https://www.youtube.com/watch?v=zpz1xgXX8Uo
Accampamento anti-genocidio alla Statale di Milano
https://www.milanotoday.it/politica/protesta-palestina-tende-statale.html
https://www.milanotoday.it/politica/protesta-palestina-tende-statale.html
MilanoToday
Bandiera della Palestina e tende nel cortile: la protesta in Statale
Manifestazione organizzata dai Giovani Palestinesi venerdì in via Festa del Perdono
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Scienza e Democrazia
All'ONU l'Italia perde l'ennesima occasione di recuperare almeno un'apparenza di dignità nazionale. https://t.me/davidavocadowolfe/127896 Il 10 maggio a New York l'Assemblea Generale dell'ONU ha votato una mozione a favore della Palestina, per riconoscerla…
Un esempio del gioco delle parti tra USA e Israele.
Si notino la schiettezza e la lucidità espresse dal volto e dal tono di voce del presidente USA.
La risposta di Netanyahu:
«Siamo determinati e siamo uniti per sconfiggere il nostro nemico.
Se dobbiamo restare soli, resteremo soli». [sic!]
https://t.me/ByobluOfficial/25529
Si notino la schiettezza e la lucidità espresse dal volto e dal tono di voce del presidente USA.
La risposta di Netanyahu:
«Siamo determinati e siamo uniti per sconfiggere il nostro nemico.
Se dobbiamo restare soli, resteremo soli». [sic!]
https://t.me/ByobluOfficial/25529
Telegram
Byoblu
In un’intervista rilasciata all’emittente statunitense CNN, il Presidente USA Joe Biden ha ammesso che Israele ha usato bombe americane per uccidere civili palestinesi nella Striscia di Gaza.
“Invadere Rafah è sbagliato. Ho messo in chiaro che se le forze…
“Invadere Rafah è sbagliato. Ho messo in chiaro che se le forze…
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3. "Ma allora perché quei certi politici fanno propaganda al voto?" In queste settimane, come sempre in occasione delle elezioni, appaiono in vari formati inviti ad andare alle urne, da parte di esponenti partitici di dubbia caratura etico-politica e soprattutto…
4. Altre ragioni della diminuzione dell'affluenza alle urne
Naturalmente non sono solo gli inviti alle urne da parte di partiti e figure di governo a causare una diminuzione dei votanti.
Un'altra ragione è l'esplodere di scandali di corruzione politica - meglio se in prossimità delle elezioni. E meglio ancora se riguardano compravendita di voti, finanziamento illecito di partiti, o appropriazione di fondi pubblici per scopi privati.
Molti cittadini ne ricevono allora l'impressione che tutto nelle elezioni sia truccato (forse anche lo spoglio delle schede); che i partiti prosperino nell'illegalità; e che la venalità e l'ambizione personale, nel senso deteriore del termine, siano le motivazioni principali di una carriera politica.
Una terza ragione di sfiducia nel voto è la delusione che moltissimi cittadini provano nel constatare, così spesso, il cambiamento di atteggiamento da prima a dopo le elezioni dei loro candidati, anche in forme clamorose.
Con le attuali regole, in effetti, la campagna elettorale di un partito o di un candidato può essere una totale finzione scenica, in cui le reali intenzioni si potranno scoprire solo a urne chiuse.
Ciò che manca è una legge sulle candidature e i partiti che preveda che ogni candidato debba rispettare nei suoi futuri comportamenti di voto una lista di punti programmatici fondamentali, e che, in caso di violazione, dovrebbe dimettersi dal parlamento (e non solo dal partito).
A volte si difende la doppiezza e il trasformismo dei parlamentari citando l'art. 67 della Costituzione, che dice: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.»
Alcuni pensano che ciò significhi: una volta eletto, un parlamentare può fare le scelte di voto che preferisce, salvo passare a un nuovo gruppo parlamentare, ed essere eventualmente "punito":
- dal partito, per mezzo della non ricandidatura,
- o dagli elettori con la non rielezione nel caso si ricandidi.
Punizioni chiaramente insufficienti a impedirgli di fare enormi danni finché si trova in parlamento.
In realtà «senza vincolo di mandato» non ha questo significato.
Non vuol dire, cioè, che un deputato che, per esempio, abbia fatto campagna elettorale auspicando una soluzione diplomatica per il conflitto Russia-Ucraina è incoraggiato a votare, se cambia idea, a favore dell'invio di armi al governo ucraino.
La clausola sta a precisare che il deputato non rappresenta gli interessi locali della circoscrizione che lo ha eletto (si sta ovviamente parlando di elezioni politiche, non di enti locali come comuni e regioni). Ma ha, nondimeno, il dovere di rappresentare le istanze di interesse nazionale per cui è stato votato («rappresenta la Nazione»).
Se poi ha una crisi di fedeltà agli impegni elettorali fondamentali - se arriva a pensare che sia la continuazione della guerra a dover decidere come si debba concludere il conflitto russo-ucraino -, allora ha il dovere morale, e dovrebbe essergli imposto da una legge, di dimettersi dal parlamento.
Attenzione: non bisogna confondere questa legge (compatibile con la Costituzione, ma che ancora non esiste) con il concetto di "disciplina di partito", secondo cui un membro di un partito dovrebbe votare come la dirigenza del partito chiede.
Infatti la stessa dirigenza di partito può sovvertire i principî del partito dopo essere entrata in parlamento.
In Italia l'esempio più chiaro e inequivocabile è stato il Movimento 5 Stelle, e in particolare il naufragio etico della sua dirigenza nel 2017 sullo scoglio del decreto Lorenzin.
In assenza di una legge come quella descritta il cittadino ha spesso l'impressione che il proprio voto sia un assegno in bianco.
L'unico rimedio, allo stato attuale, è verificare, sulla base della storia recente, il profilo morale del candidato e del partito che si intende votare.
Tuttavia, tra le ragioni che scoraggiano l'elettorato dall'andare alle urne ce n'è un'altra che è la più efficace.
È la confusione ideologica propagata a piene mani attraverso i principali media.
[continua]
Naturalmente non sono solo gli inviti alle urne da parte di partiti e figure di governo a causare una diminuzione dei votanti.
Un'altra ragione è l'esplodere di scandali di corruzione politica - meglio se in prossimità delle elezioni. E meglio ancora se riguardano compravendita di voti, finanziamento illecito di partiti, o appropriazione di fondi pubblici per scopi privati.
Molti cittadini ne ricevono allora l'impressione che tutto nelle elezioni sia truccato (forse anche lo spoglio delle schede); che i partiti prosperino nell'illegalità; e che la venalità e l'ambizione personale, nel senso deteriore del termine, siano le motivazioni principali di una carriera politica.
Una terza ragione di sfiducia nel voto è la delusione che moltissimi cittadini provano nel constatare, così spesso, il cambiamento di atteggiamento da prima a dopo le elezioni dei loro candidati, anche in forme clamorose.
Con le attuali regole, in effetti, la campagna elettorale di un partito o di un candidato può essere una totale finzione scenica, in cui le reali intenzioni si potranno scoprire solo a urne chiuse.
Ciò che manca è una legge sulle candidature e i partiti che preveda che ogni candidato debba rispettare nei suoi futuri comportamenti di voto una lista di punti programmatici fondamentali, e che, in caso di violazione, dovrebbe dimettersi dal parlamento (e non solo dal partito).
A volte si difende la doppiezza e il trasformismo dei parlamentari citando l'art. 67 della Costituzione, che dice: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.»
Alcuni pensano che ciò significhi: una volta eletto, un parlamentare può fare le scelte di voto che preferisce, salvo passare a un nuovo gruppo parlamentare, ed essere eventualmente "punito":
- dal partito, per mezzo della non ricandidatura,
- o dagli elettori con la non rielezione nel caso si ricandidi.
Punizioni chiaramente insufficienti a impedirgli di fare enormi danni finché si trova in parlamento.
In realtà «senza vincolo di mandato» non ha questo significato.
Non vuol dire, cioè, che un deputato che, per esempio, abbia fatto campagna elettorale auspicando una soluzione diplomatica per il conflitto Russia-Ucraina è incoraggiato a votare, se cambia idea, a favore dell'invio di armi al governo ucraino.
La clausola sta a precisare che il deputato non rappresenta gli interessi locali della circoscrizione che lo ha eletto (si sta ovviamente parlando di elezioni politiche, non di enti locali come comuni e regioni). Ma ha, nondimeno, il dovere di rappresentare le istanze di interesse nazionale per cui è stato votato («rappresenta la Nazione»).
Se poi ha una crisi di fedeltà agli impegni elettorali fondamentali - se arriva a pensare che sia la continuazione della guerra a dover decidere come si debba concludere il conflitto russo-ucraino -, allora ha il dovere morale, e dovrebbe essergli imposto da una legge, di dimettersi dal parlamento.
Attenzione: non bisogna confondere questa legge (compatibile con la Costituzione, ma che ancora non esiste) con il concetto di "disciplina di partito", secondo cui un membro di un partito dovrebbe votare come la dirigenza del partito chiede.
Infatti la stessa dirigenza di partito può sovvertire i principî del partito dopo essere entrata in parlamento.
In Italia l'esempio più chiaro e inequivocabile è stato il Movimento 5 Stelle, e in particolare il naufragio etico della sua dirigenza nel 2017 sullo scoglio del decreto Lorenzin.
In assenza di una legge come quella descritta il cittadino ha spesso l'impressione che il proprio voto sia un assegno in bianco.
L'unico rimedio, allo stato attuale, è verificare, sulla base della storia recente, il profilo morale del candidato e del partito che si intende votare.
Tuttavia, tra le ragioni che scoraggiano l'elettorato dall'andare alle urne ce n'è un'altra che è la più efficace.
È la confusione ideologica propagata a piene mani attraverso i principali media.
[continua]
Scienza e Democrazia
L'involuzione dall'uomo allo zombi ...e anche in Italia stiamo facendo del nostro "meglio" (e, incidentalmente, spiegando ai giovani che cosa oggi si intenda con "parità uomo-donna").
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L'Italia non ha niente da scegliere perchè è già un suddito (degli USA)
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Covid-19. L'ultimo miglio.
Il covid-19 era un morbo (definito dalla positività al tampone) così poco letale che poteva non progredire alla malattia (cioè ai sintomi clinici) nella grande maggioranza dei casi ("covid-19 asintomatico").
Quando progrediva alla malattia, esibiva i sintomi di una sindrome similinfluenzale (tosse, raffreddore, febbre, dolori muscolari) ed era quasi sempre guaribile.
In generale non erano neppure necessarie terapie innovative (come quelle a base di idrossiclorochina o ivermectina), ma funzionavano le terapie da sempre utilizzate per questo tipo di sindromi (comunemente note come "influenza", anche se non nel senso tecnico del termine).
La quasi totalità degli esiti fatali riguardavano persone anziane con patologie croniche (come cardiopatie e diabete). In questi pazienti, ovviamente, una qualsiasi sindrome similinfluenzale non curata poteva degenerare.
Dal Ministero della Salute erano arrivate raccomandazioni di non curare il covid-19 sintomatico:
- i medici non dovevano visitare i pazienti covid-19, e prescrivere un antifebbrile come il paracetamolo - che non solo non era un antinfiammatorio, ma ostacolava la risposta antinfiammatoria (in quanto antagonista del glutatione).
- se il malato peggiorava, si doveva chiamare il pronto soccorso per il ricovero;
- i medici ospedalieri dovevano prepararsi al passaggio in terapia intensiva, per la ventilazione meccanica;
- la ventilazione a tassi di ossigeno elevati porta a danni organici e, direttamente o no, a danni polmonari, e quindi a grave crisi respiratoria (ecco una spiegazione).
Arrivata la crisi respiratoria, il "protocollo" prevedeva la sedazione del paziente, con l'indicazione di non tentare una rianimazione cardiopolmonare. Il farmaco di scelta era il midazolam. Che a quel punto era, in somministrazione endovenosa, una condanna a morte.
Uno studio della situazione in Gran Bretagna, uscito nel gennaio di quest'anno (vedi sotto), mostra in maniera convincente che la sedazione a base di midazolam (non certo il covid-19) è stata il fattore prossimale più importante dell'eccesso di mortalità nel 2020.
Tuttavia questa sedazione veniva data a persone che si trovavano in un reparto di terapia intensiva.
Il crimine premeditato che era la precondizione di quest'ultimo atto era stato l'insieme di istruzioni ufficiali ai medici che, soprattutto nel caso di pazienti anziani e con comorbilità, erano disegnate per farli arrivare lì.
E questa strage di stato aveva uno scopo ben preciso.
Quello di predisporre i cittadini all'irrazionale partecipazione alla dannosa campagna pseudovaccinale in preparazione.
Il covid-19 era un morbo (definito dalla positività al tampone) così poco letale che poteva non progredire alla malattia (cioè ai sintomi clinici) nella grande maggioranza dei casi ("covid-19 asintomatico").
Quando progrediva alla malattia, esibiva i sintomi di una sindrome similinfluenzale (tosse, raffreddore, febbre, dolori muscolari) ed era quasi sempre guaribile.
In generale non erano neppure necessarie terapie innovative (come quelle a base di idrossiclorochina o ivermectina), ma funzionavano le terapie da sempre utilizzate per questo tipo di sindromi (comunemente note come "influenza", anche se non nel senso tecnico del termine).
La quasi totalità degli esiti fatali riguardavano persone anziane con patologie croniche (come cardiopatie e diabete). In questi pazienti, ovviamente, una qualsiasi sindrome similinfluenzale non curata poteva degenerare.
Dal Ministero della Salute erano arrivate raccomandazioni di non curare il covid-19 sintomatico:
- i medici non dovevano visitare i pazienti covid-19, e prescrivere un antifebbrile come il paracetamolo - che non solo non era un antinfiammatorio, ma ostacolava la risposta antinfiammatoria (in quanto antagonista del glutatione).
- se il malato peggiorava, si doveva chiamare il pronto soccorso per il ricovero;
- i medici ospedalieri dovevano prepararsi al passaggio in terapia intensiva, per la ventilazione meccanica;
- la ventilazione a tassi di ossigeno elevati porta a danni organici e, direttamente o no, a danni polmonari, e quindi a grave crisi respiratoria (ecco una spiegazione).
Arrivata la crisi respiratoria, il "protocollo" prevedeva la sedazione del paziente, con l'indicazione di non tentare una rianimazione cardiopolmonare. Il farmaco di scelta era il midazolam. Che a quel punto era, in somministrazione endovenosa, una condanna a morte.
Uno studio della situazione in Gran Bretagna, uscito nel gennaio di quest'anno (vedi sotto), mostra in maniera convincente che la sedazione a base di midazolam (non certo il covid-19) è stata il fattore prossimale più importante dell'eccesso di mortalità nel 2020.
Tuttavia questa sedazione veniva data a persone che si trovavano in un reparto di terapia intensiva.
Il crimine premeditato che era la precondizione di quest'ultimo atto era stato l'insieme di istruzioni ufficiali ai medici che, soprattutto nel caso di pazienti anziani e con comorbilità, erano disegnate per farli arrivare lì.
E questa strage di stato aveva uno scopo ben preciso.
Quello di predisporre i cittadini all'irrazionale partecipazione alla dannosa campagna pseudovaccinale in preparazione.
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excess_deaths_in_the_united_kingdom_midazolam_and_euthanasia_in.pdf
2 MB
Lo studio sulla correlazione midazolam- eccesso di mortalità in Gran Bretagna.
Scienza e Democrazia
L'intelligenza artificiale si sarebbe opposta al Green Pass? In una conferenza pubblicizzata da "studenti contro il green pass" si trova, a descrizione del contenuto, la seguente domanda: «Quale sarà il ruolo dell'intelligenza artificiale in ambito scientifico…
Per saperlo lo hanno chiesto direttamente a ChatGPT.
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Fuga di notizie... o propaganda elettorale?
Il dubbio è lecito.
Il governatore della regione Liguria, Giovanni Toti, sotto inchiesta con gravissime accuse (compresa la collusione con la mafia), adesso si scopre che aveva aumentato i numeri sui casi di covid-19 perché la "sua" regione ricevesse più dosi di vaccini anti-covid-19.
Finché non sarà chiaro all'opinione pubblica quale operazione criminosa fu l'intera campagna vaccinale in questione, notizie come queste avranno l'effetto di rappresentare il governatore come qualcuno disposto a fare di tutto pur di proteggere i "suoi" cittadini... Un buon padre di famiglia ("... vabbe', esagerava").
La parte istruttiva della storia è piuttosto che i "numeri del covid-19", come si poteva capire in "tempo reale", potevano essere manipolati tranquillamente, per le più varie finalità - la prima, ovviamente, essendo quella di aumentare il panico nella popolazione.
Il dubbio è lecito.
Il governatore della regione Liguria, Giovanni Toti, sotto inchiesta con gravissime accuse (compresa la collusione con la mafia), adesso si scopre che aveva aumentato i numeri sui casi di covid-19 perché la "sua" regione ricevesse più dosi di vaccini anti-covid-19.
Finché non sarà chiaro all'opinione pubblica quale operazione criminosa fu l'intera campagna vaccinale in questione, notizie come queste avranno l'effetto di rappresentare il governatore come qualcuno disposto a fare di tutto pur di proteggere i "suoi" cittadini... Un buon padre di famiglia ("... vabbe', esagerava").
La parte istruttiva della storia è piuttosto che i "numeri del covid-19", come si poteva capire in "tempo reale", potevano essere manipolati tranquillamente, per le più varie finalità - la prima, ovviamente, essendo quella di aumentare il panico nella popolazione.
affaritaliani.it
Toti, i dati Covid gonfiati per avere più vaccini: "Li ho aumentati un po'..."
Si allarga l'inchiesta che ha travolto il governatore della Liguria Giovanni Toti, oltre alla presunta corruzione adesso si è aperto anche un nuovo filone dell'indagine della Procura di Genova. I pm hanno messo nel mirino ancora una volta il governatore e…
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