Scienza e Democrazia
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Scienza e Democrazia
Catastrofi naturali? Devi stipulare un'assicurazione. Sarà tra poco in vigore una nuova normativa sull'obbligo di stipulare un'apposita polizza assicurativa da parte delle aziende private, con sedi in Italia, a rischio di danni nel caso di catastrofi naturali.…
Poco alla volta procede...

...la dismissione del sistema sanitario nazionale con crescente malignità.

O almeno ci provano.

Adesso sono i malati non autosufficienti. Anzi, soprattutto quelli fortemente non autosufficienti.

Invece di considerarli oggetto di particolare attenzione da parte di uno Stato dall'impianto solidaristico come quello disegnato dalla Costituzione italiana, il governo vorrebbe scaricare sulle famiglie gli oneri dell'assistenza socio-sanitaria.

Le famiglie dovrebbero stipulare contratti con...sì, indovinato: assicurazioni private.

Il punto è che se l'opinione pubblica si rendesse conto che ai posti di comando - in Italia e in UE - sono non curatori degli interessi dei cittadini, ma macellai sociali, si rivolterebbe.

Che, per esempio, se oggi in Italia si parla tanto di suicidio assistito non è per aggiungere un nuovo diritto a quelli previsti, ma per togliere subdolamente alcuni di questi.

I principali media sono operatori di distrazione di massa. E la fantasia da essi costruita prende il posto della realtà nella mente di troppe persone.

Fino a quando potrebbe essere troppo tardi.

Meglio per tutti svegliarsi prima.
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Scene da una demeritocrazia. Ovvero, perché la satira non ha un futuro.
In altre parole, in Italia abbiamo un Presidente della Repubblica...

...che premia un personaggio che si è distinto per messaggi offensivi e persecutorî come questo, in uno dei momenti più oscuri della nostra storia recente.

Erano messaggi di odio senza nemmeno la parziale attenuante di una decente base scientifica - come già chiaro nel momento in cui furono pubblicati.

E il personaggio in questione fin dal maggio 2020 si era attirato decine di migliaia di firme che chiedevano la sua espulsione da TV e radio.

E, come se non bastasse, nel conferire adesso questo premio il PdR crea anche un conflitto istituzionale, perché scavalca una commissione parlamentare che è ancora al lavoro per fare chiarezza su quanto accaduto nel periodo "pandemico".
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Il Cile ci indica un principio da introdurre anche nel nostro ordinamento (con qualche adattamento).

La senatrice Isabel Allende, 80 anni, figlia del presidente Salvador Allende, martire del colpo di stato militare del 1973 pianificato dalla CIA, è stata destituita dopo 31 anni di presenza in parlamento per il seguente reato: aveva iniziato un accordo di compravendita con lo stato cileno per la casa di famiglia, perché diventasse un museo nazionale della memoria.

Solo che una legge - pensiamo che si possa credere alla Allende quando afferma di non averla avuta presente, tanto più che la proposta di compravendita proveniva dalla ministra dei Beni Nazionali - proibisce a ogni parlamentare di vendere una casa allo Stato.

E un'altra legge permette al Tribunale Costituzionale di destituire un parlamentare, direttamente e inappellabilmente, per un reato per cui non ha avuto un processo regolare e tanto meno una condanna.

Ora, in un sistema penale con ragionevoli criteri di gravità dei reati, un tale reato poteva essere punito semplicemente bloccando l'iter della compravendita, e imponendo l'immediata restituzione di quanto già eventualmente versato dallo Stato al venditore.

Insomma, l'espulsione di un parlamentare non sembra una pena nemmeno remotamente proporzionata, o adeguata, a quanto commesso in questo caso.

Il sospetto che si sia voluta ottenere l'eliminazione giudiziaria di un personaggio politico sgradito è quindi tutt'altro che stravagante.

Questo episodio deve però farci riflettere,

Il principio che un parlamentare che sia colpevole di un reato realmente grave possa essere destituito dovrebbe essere messo a presidio di ogni reale democrazia.

Per esempio, un reato realmente grave è mentire all'elettorato su una materia programmatica.

Oppure mentire in un discorso parlamentare dicendo di non aver fatto ciò che si è fatto nell'esercizio delle proprie funzioni.

Oppure promuovere una campagna sanitaria scientificamente infondata e potenzialmente dannosa.

Più in generale, prendere una decisione che contraddica palesemente il dettato della Costituzione.

In particolare, in un paese in cui la Costituzione ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali decidere di mandare armi, invece che personale diplomatico, a un paese belligerante.

Oppure ricevere con tutti gli onori il presidente di uno stato accusato di un genocidio - o addirittura di un genocidio in corso.

Quale persona, che non sia il colpevole o il complice di uno di questi reati, oserebbe mai sostenere che la vendita di un immobile allo Stato sia un reato più grave?

Se vogliamo operare modifiche costituzionali che rafforzino le caratteristiche democratiche del nostro ordinamento, invece di indebolirle (cfr. riduzione del numero dei parlamentari), è in questa direzione che si dovrebbe procedere.
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La censura nell'area del cosiddetto dissenso.

Il giornalista e regista Michelangelo Severgnini propone un'interessante casistica, basata sulla propria esperienza, di come anche soggetti che pretendono di lavorare per la controinformazione cedono fin troppo facilmente, e anche con toni spocchiosi, alle pressioni (ambientali o dirette) a non diffondere i suoi lavori.
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Se nelle conferenze stampa le domande intelligenti fossero la regola...

...i giornalisti svolgerebbero un servizio a beneficio della collettività invece che dei governi.

(Nel gioco "Battaglia Navale" questo sarebbe un caso di "colpito e affondato". SI noti la reazione dell'intervistato, da tipico venditore di fumo).
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La censura nell'area del cosiddetto dissenso. Il giornalista e regista Michelangelo Severgnini propone un'interessante casistica, basata sulla propria esperienza, di come anche soggetti che pretendono di lavorare per la controinformazione cedono fin troppo…
Un esempio spiacevole e ben illustrato.

Il commento che si potrebbe fare a questo video è che il culto della personalità è sbagliato, soprattutto nel mondo del dissenso.

Culto della personalità nel senso di eleggere qualcuno a portavoce delle nostre idee e... smettere di averle, perché d'ora in poi basta lui: a pensare e a parlare.

Ciò premesso, Alex Zanotelli nella piazza del 5 aprile ha chiamato alla disobbedienza civile.

E allora facciamola, ma non perché ce lo dice lui. La facciamo perché in quell'occasione è stato dalla parte giusta.

Certo, dispiace vedere che anche Zanotelli non sembra in grado di capire la collusione tra governo libico- schiavisti e contrabbandieri di esseri umani- esportazione illegale di petrolio da un lato, e ONG e UE dall'altro. E che appoggia la censura di chi tale collusione l'ha documentata.

E che si faccia strumentalizzare da politici che vogliono ricostruirsi una credibilità in macerie.
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Verso la parità... La "scienza" scopre che le donne sono quanto mai adatte alla guerra. E il governo di Kiev, per usare l'espressione di una presidente della Corte Costituzionale nel 2022, "ha ascoltato la scienza".
E anche la Germania si schiera...

...per la "scienza".

Domande escluse dall'intervista:
- Ma, cara signora, se a mettere in pericolo la sua famiglia, i suoi amici e tutto ciò che le è più caro fossero proprio coloro che vogliono mandarla in guerra?

Sarebbe in tal caso coerente con i suoi principî, e andrebbe a combattere contro di loro, con ogni mezzo necessario?

- E che cosa le fa pensare che non sia esattamente questo, oggi, il caso?
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Se si desse seguito alla richiesta del governo russo...

... sarebbe una fortuna per l'intera UE.

Avere certe persone in certe cariche è un pericolo per l'umanità (ricordiamo due sue perle: qui e qui).