Scienza e Democrazia
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Catastrofi naturali? Devi stipulare un'assicurazione.

Sarà tra poco in vigore una nuova normativa sull'obbligo di stipulare un'apposita polizza assicurativa da parte delle aziende private, con sedi in Italia, a rischio di danni nel caso di catastrofi naturali.

Non sono (ancora) previste sanzioni per chi non adempia all'obbligo, salvo la più importante: sei stato danneggiato e non avevi l'assicurazione? Adesso devi vedertela tu.

In un articolo di ispirazione governativa sul provvedimento si legge:

«Sebbene l’Italia sia particolarmente esposta a questi rischi, era rimasto uno dei pochi paesi dell’Unione a non prevedere una misura simile: oggi in caso di catastrofi naturali i danni vengono coperti da chi ne viene colpito, dagli enti locali e dallo Stato, con conseguenti grosse difficoltà, iniquità e lentezze

Stiamo sulla stessa linea logica percorsa da molti "opinionisti" che porterebbe all'abolizione di fatto, se non nominale, del Sistema Sanitario Nazionale, a favore di assicurazioni sanitarie private.

Lasciare la protezione dei cittadini, anche nel caso di catastrofi naturali, ad agenzie private davvero non farebbe correre il rischio di «grosse difficoltà, iniquità e lentezze»?

E già, perché ognuno di noi ha, con le assicurazioni private (in particolare quella per gli autoveicoli), un'esperienza così positiva che è ansioso di vederla estesa ad altri settori...

Chissà perché, invece, negli USA una gran parte dell'opinione pubblica non è così lontana dall'idea che Luigi Mangione non solo non dovrebbe essere punito per l'omicidio dell'amministratore delegato di una importante assicurazione sanitaria, ma meriterebbe la canonizzazione...

Stime autorevoli
delle morti causate negli USA dal rifiuto di copertura delle spese mediche da parte delle assicurazioni sanitarie vanno da 26.000 a 45.000. All'anno.

La domanda che ci si dovrebbe porre, di fronte a derive anticostituzionali come questa (che sembra farsi beffe dell'art. 9 Cost. secondo cui la Repubblica «tutela» il «paesaggio», l'«ambiente» e gli «ecosistemi»), è: ma se nemmeno nel caso di catastrofi naturali si potrà contare sulla protezione e assistenza dello Stato, a che cosa serve esattamente lo Stato?

Solo per "proteggerci" da nemici immaginari - o da un'eccessiva fiducia nei nostri diritti costituzionali?
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Sei un internazionalmente noto docente di diritto.

Professore all'università di Torino.

Hai organizzato un seminario intitolato "Storia e legalità internazionale del conflitto Russia-Ucraina". [*]

La tua università ti impedisce di tenerlo perché al suo interno è prevista la proiezione di un documentario prodotto in Russia.

Allora fai ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Piemonte perché, palesemente, in tal modo si sta violando la tua libertà di insegnamento - in base alla quale, per definizione, solo tu sei arbitro di quali materiali presentare per i tuoi obiettivi formativi.

Se, per esempio, volessi leggere una pagina del Mein Kampf in un seminario sul nazismo, nessuno dovrebbe avere il diritto di impedirtelo a causa dell'identità del suo autore.

Giusto?

Dato il tuo profilo accademico, e la trasparenza del quesito, penseresti che la sentenza del TAR debba essere scontata - e a tuo favore.

Invece perdi il ricorso, e il TAR ti avverte che esso era pure privo di fondamento: la proibizione non danneggia la tua libertà di insegnamento, né pregiudica la formazione degli studenti!

Loro lo sanno. Tu non lo sapevi.

Uno studente che ti avesse risposto una cosa del genere a una domanda di esame lo avresti probabilmente bocciato.

Ma il TAR boccia te.

Non solo, ma poiché siamo in un paese la cui Costituzione ha un articolo che garantisce il «diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione», il TAR ti informa che, proponendo ai tuoi studenti una fonte russa, avevi colpevolmente ignorato che, come avverte il regolamento dell'UE n. 230 del 2022,

«la Federazione russa attua una sistematica campagna internazionale di manipolazione dei media e di distorsione dei fatti, nell’intento di rafforzare la sua strategia di destabilizzazione dei paesi limitrofi e dell’Unione e dei suoi Stati membri».

Insomma, avevi bisogno, nonostante i tuoi titoli, di essere protetto da letture che potevano nuocere a te e ai tuoi studenti - un materiale incendiario che nemmeno con le tue qualifiche sei riconosciuto capace, dal TAR, di maneggiare con il debito discernimento.

È proprio una fortuna che in Italia la magistratura sia così indipendente da ogni condizionamento governativo... Proprio come l'università.
[*]
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Se si permettesse a una nota associazione di pedofili di mandare un rappresentante….

...alla Giornata Mondiale del Bambino, non riterremmo questa circostanza un pochino sconveniente?

O, più esattamente, tale da compromettere irrimediabilmente il valore della manifestazione?

Il 9 maggio si terrà la parata della Vittoria a Mosca.

La vittoria è quella contro il nazismo.

L'ambasciatrice dello Stato che in questo momento storico si può considerare il più fedele erede dell'ideologia e prassi naziste, cioè Israele, ha annunciato che parteciperà a tale parata.

Se si consente al rappresentante di uno Stato genocida di celebrare la vittoria sul nazismo, si insultano i martiri del nazismo, a cominciare dai 30 milioni di russi, di cui 11 milioni di soldati, morti nella resistenza all'invasione nazista.

Il governo della Federazione Russa dovrebbe mostrare che il programma di «denazificazione dell'Ucraina», tante volte citato nelle giustificazioni dell'«operazione militare speciale», nasceva da una reale opposizione al nazismo - in qualsiasi veste.

E, di conseguenza,
negare a Israele la partecipazione alla giornata russa dell'antinazismo.
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Il quinto governo più lungo: di chi è la colpa?

Chi segue questo canale sa che consideriamo il governo attuale uno dei peggiori della storia della Repubblica italiana.

È un governo che ha reso il nostro paese ancora più schiavo di mire politiche, economiche, militari di centri di potere esteri - e lo ha fatto in un momento storico in cui tale schiavitù è parte di una crisi globale che minaccia il futuro dell'umanità.

Giorgia Meloni ha diffuso un video in cui si compiace che il suo è il quinto in classifica, per durata, tra tutti i governi repubblicani.

C'è un passo che merita di essere sottolineato, e che riproduciamo qui:

«È un risultato che voglio condividere con voi, innanzitutto per ringraziare i tanti cittadini che continuano a sostenerci e che ci danno la forza per continuare ad andare avanti con determinazione, perché dopo due anni e mezzo abbiamo ancora il consenso della maggioranza dei cittadini, cosa non scontata [...]»

In altre parole, Meloni in questo video fa una chiamata di correo per tutti i cittadini italiani che l'hanno appoggiata e la stanno appoggiando.

Fatta la tara dell'enorme volume di falsità, distorsioni, omissioni di cui il popolo italiano è quotidianamente sommerso dai principali canali televisivi e giornalistici, questo riconoscimento è giusto.

Se questo governo è durato tanto, troppo tempo, lo si deve in effetti anche alla maggioranza silenziosa che non si è accorta delle gravissime menzogne che hanno caratterizzato la sua azione, e ha tollerato un indirizzo di politica estera teso a

- protrarre la guerra russo-ucraina indefinitamente,
- aiutare un regime neonazista a portare a termine il suo disegno genocidario in Medio Oriente.

È un governo che dovrà essere giudicato complice dei più gravi crimini contro l'umanità.

Fino a quando il popolo italiano continuerà ad accettare che siano commessi in suo nome?
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Il telegiornale come violenza quotidiana.

I telegiornali non sono come i giornali. Salvo che in versioni registrate non se ne può trascegliere una sola parte e trascurare il resto.

Il fatto che, nello stesso breve lasso di tempo e senza soluzione di continuità, si debba veder descritto, in sequenza:

- il chiacchiericcio dei presunti rappresentanti dei cittadini,
- un crimine di guerra,
- un incidente mortale sul lavoro,
- le indagini su un delitto privato,
- una sfilata di moda, il programma di concerti di un cantante, e un'intervista su quanto siano contenti i turisti delle stazioni sciistiche,

va considerato come violenza deliberata e quotidiana all'equilibrio mentale di milioni di telespettatori.

Tanto più perché è la stessa persona a "recitare" le notizie, e quindi a testimoniare la possibilità di far coesistere, almeno in apparenza, sullo stesso piano di consapevolezza notizie di tale disparità, sia per importanza sia per impatto emotivo.

Lo scopo dell'offerta quotidiana e multipla di questo assortimento informe è duplice:

- da un lato costringere il telespettatore a prendere atto di un fatto compiuto (autentico o inventato), sul quale, cioè, l'unica cosa certa è che lui non ha potere di intervento: è successo e tu non puoi farci niente, ma adesso che lo sai non puoi sottrarti alle sue conseguenze eventuali;

- dall'altro inibire la riflessione su quanto viene riferito, per mezzo di transizioni a temi eterogenei, che distraggono l'attenzione e impediscono di valutare il diverso peso e la relazione, o l'assenza di relazione, tra le notizie.

Si insinua così nel telespettatore quel tipo di senso di irrealtà che è alla base della trasmissione semi-satirica "Blob" - la quale è poco più che un'esasperazione dello stesso meccanismo narrativo del telegiornale.

Come faccia un telegiornalista a sopravvivere, a livello psichico, alla celebrazione quotidiana di questo rituale della passività e dell'impotenza dell'individuo, le cui finalità di consolidamento dello status quo sono peraltro del tutto evidenti, resta un mistero.

Peggio ancora quando all'operazione psicologica sulle masse si somma la fabbricazione di fatti o del loro contesto, con tradimento dei requisiti minimi della deontologia professionale.
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La Commissione Europea vuole salvarti per 3 giorni dopo una eventuale crisi…

...ma anche tu devi darti un po' da fare e prepararti.

Intanto loro ti stanno preparando l'emergenza: per non deluderti dopo tutti questi preparativi.

L'unico messaggio in controtendenza è che solo il contante sarà utilizzabile - altro che carte di credito, bancomat ecc.

Comunque, se sei ricco avrai non solo più denaro digitale, ma anche più contante: e questa implicazione (tacita), invece, è... in tendenza.

Bene: che la Pubblica Amministrazione impari presto la lezione e cessi di disabituare i cittadini dall'uso del contante.

Lo chiede l'Europa.
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Se in Italia si può attaccare una rappresentazione teatrale di Anna Karenina...

...perché Tolstoj è un autore russo, convincere l'opinione pubblica che la Russia di un secolo e mezzo dopo vuole invaderci non sarà troppo difficile.

Speriamo di non dover vedere confermato definitivamente il sospetto che l'istruzione scolastica in Italia sia una patina depositata temporaneamente sopra un analfabetismo sostanziale e permanente.
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Scienza e Democrazia
In altre parole: benché... - la NATO sia in via di dismissione, almeno per quanto riguarda il coinvolgimento USA; - la prospettiva di ammissione dell'Ucraina alla NATO è ciò che ha scatenato tre anni fa la reazione della Russia; - la guerra Russia-Ucraina…
Come volevasi dimostrare.

La reazione a Londra alla proposta Meloni:

«"Questa proposta ha fatto storcere il naso a funzionari europei e ucraini, poiché la difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5 è l'essenza della NATO. Il rischio di essere trascinati direttamente in una guerra con la Russia è il motivo per cui l'amministrazione Trump è così fortemente contraria all'adesione dell'Ucraina alla NATO. Allora perché Washington dovrebbe accettare questo?" - osserva il quotidiano britannico.»

Quello che la presidente del Consiglio dovrebbe dire è ciò che ha detto chiaramente il ministro degli Esteri ungherese:

«Perché? Perché mentre la guerra continua, i politici europei favorevoli alla guerra possono evitare di assumersi la responsabilità di tre anni di fallimenti e di rispondere a una domanda estremamente scomoda: dove vengono inviati i soldi all'Ucraina?

Chiediamo alla Commissione europea di spiegare: perché dovremmo prepararci alla guerra e non alla pace?»
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Scienza e Democrazia
La «nostra» presidente del Consiglio... ...si rivela ancora una volta pronta a mentire su questioni della massima gravità, in un'epoca - davvero sfortunata per i simulatori - in cui le menzogne delle persone pubbliche possono essere smascherate in maniera…
Una piccola conferma (ammesso che la logica non sia ancora stata abrogata).

Rispetto a una partita, o più in generale a un conflitto tra due parti, si può attribuire la vittoria a una delle due (come dato di fatto, o scommessa, o speranza) senza usare la parola "vittoria" (o il verbo "vincere").

Basta attribuire la "sconfitta" (o usare il verbo "perdere") all'altra.

Quindi si può «parlare di vittoria» anche se non si è «mai usato la parola "vittoria"».

In altre parole, dire "non ho mai parlato di vittoria" e credere di confermarlo suggerendo di non aver mai usato la parola "vittoria" è un non sequitur - in entrambi i sensi dell'implicazione. Un virtuosismo dell'incoerenza, bisogna ammetterlo.

Come ci si poteva aspettare da un personaggio il cui ruolo è ed è stato, fondamentalmente, confondere l'opinione pubblica contraddicendosi opportunisticamente sia nei fatti che nella logica, Giorgia Meloni, come abbiamo visto [*], aveva ripetutamente «usato la parola "vittoria"rispetto alla guerra in Ucraina».

Ma, e qui torniamo al l'inizio, nel gennaio di quest'anno Meloni aveva pure dichiarato (cfr. qui):

«“Ho letto le ultime dichiarazioni del presidente eletto degli Stati Uniti Trump. Cito testualmente: ‘Putin dovrebbe pensare che è arrivato il momento’ per fare la pace ‘perché ha perso. Quando perdi 700 mila persone, è il momento‘ , ‘voglio arrivare ad un accordo e il solo modo di arrivare è quello di non abbandonare’ l’Ucraina. Sono parole totalmente sovrapponibili a quelle che ho ripetuto, a nome dell’Italia, in molte occasioni”».

Se Putin aveva perso (!), allora Zelensky aveva vinto. E, secondo questa testimonianza in prima persona, Meloni l'aveva detto «in molte occasioni».

Per giunta, a nostro nome. Cioè ne era così sicura che non si limitava a esprimerlo come opinione personale, ma come posizione ufficiale del suo Paese!

Che una persona così priva di rispetto, nelle sue irresponsabili menzogne, verso i cittadini e il Parlamento possa ancora occupare la presidenza del Consiglio è una prova sufficiente della corruzione del processo che l'ha portata a quella carica.
[*]
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Il discorso che avremmo voluto sentire,...

...credenti e non credenti, da papa Bergoglio, l'ha tenuto il vescovo di Manfredonia.

Ricordiamo il fallito attentato al giudice Carlo Palermo di 40 anni fa, il 2 aprile 1985 a Pizzolungo, salvatosi accidentalmente nel superare un'automobile che fece da schermo alla sua durante l'esplosione, ma con la morte dei passeggeri: una madre e due suoi figlioletti.

E ricordiamo anche che a Gaza ci sono sedici stragi di Pizzolungo ogni giorno.
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Un criminale con tanto di mandato di cattura del Tribunale Penale Internazionale...

...viene accolto, e non arrestato come dovrebbe, negli Stati Uniti e in Ungheria, ed è considerato come possibile ospite dai governi di Italia, Francia, Germania.

Governi, non a caso, pronti al più dispendioso riarmo della loro storia - cioè all'industrializzazione dell'omicidio di massa.

Ma l'amministrazione USA si scandalizza per «l'assassinio premeditato e a sangue freddo che ha scosso l'America» con cui un cittadino statunitense, Luigi Mangione, ha ucciso l'amministratore delegato di una compagnia di assicurazioni sanitarie.

E chiede per lui la pena di morte.

Comportamenti ufficiali come questi sono enormemente più gravi di un omicidio.

Sono la distruzione premeditata e a sangue freddo dell'etica pubblica.
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Il partito di maggioranza del nostro governo era andato a Strasburgo con un'importante missione.

Fratelli d'Italia non voleva un programma UE che si chiamasse "ReArm Europe".

Voleva lo stesso programma, ma con il nome "Defend Europe".

L'emendamento è stato messo ai voti.

È andata male: non è passato.

In compenso è passato il programma di riarmo.

Che, con grande senso di responsabilità (un partito meno responsabile avrebbe potuto essere risentito per questa prova irrefutabile di non contare niente), è stato votato anche da Fratelli d'Italia.
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