Scienza e Democrazia
Questa immagine aggiunge importanti particolari. In cima c'è l'"imperatore". Poi la polizia e le forze dell'ordine, che sono la sua guardia del corpo, e che a tempo perso arrestano, se capita, qualche ladro di galline. Poi i media che servono per ipnotizzare…
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Un pericoloso delinquente?
No, un giornalista che fa il suo mestiere (nel linguaggio di un poliziotto: «Tu sei un diffamatore»).
Succede a Cosenza, Italia.
No, un giornalista che fa il suo mestiere (nel linguaggio di un poliziotto: «Tu sei un diffamatore»).
Succede a Cosenza, Italia.
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Un anniversario importante...
...per interpretare il presente.
Nel numero dell'aprile 1999 The Economist dedicato al cinquantenario della NATO, si leggeva questo commento:
«In breve, la guerra con la Jugoslavia ha compromesso l'abilità della NATO di presentarsi come una generosa distributrice di doni militari e strategici, in dosi accuratamente misurate, a ogni genere di nazioni europee e di repubbliche dell'ex Unione Sovietica.»
Intanto il vicepresidente del Consiglio (e a partire dal dicembre 1999 ministro della Difesa) passava in quell'occasione a pieni voti l'esame per poter diventare 16 anni dopo Garante della Costituzione (in particolare grazie alla sua brillante interpretazione di come si applichi l'art. 11).
...per interpretare il presente.
Nel numero dell'aprile 1999 The Economist dedicato al cinquantenario della NATO, si leggeva questo commento:
«In breve, la guerra con la Jugoslavia ha compromesso l'abilità della NATO di presentarsi come una generosa distributrice di doni militari e strategici, in dosi accuratamente misurate, a ogni genere di nazioni europee e di repubbliche dell'ex Unione Sovietica.»
Intanto il vicepresidente del Consiglio (e a partire dal dicembre 1999 ministro della Difesa) passava in quell'occasione a pieni voti l'esame per poter diventare 16 anni dopo Garante della Costituzione (in particolare grazie alla sua brillante interpretazione di come si applichi l'art. 11).
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Controinformazione.news
Il vostro complottista vi informa:
Per chi ha poca memoria e parla di NATO e PACE a sproposito,
Esattamente 26 anni fa, la sera del 24 marzo 1999, scattava l’operazione “Allied Force” e la NATO, senza mandato ONU, senza nessun motivo difensivo e compiendo…
Per chi ha poca memoria e parla di NATO e PACE a sproposito,
Esattamente 26 anni fa, la sera del 24 marzo 1999, scattava l’operazione “Allied Force” e la NATO, senza mandato ONU, senza nessun motivo difensivo e compiendo…
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Verso la parità...
La "scienza" scopre che le donne sono quanto mai adatte alla guerra.
E il governo di Kiev, per usare l'espressione di una presidente della Corte Costituzionale nel 2022, "ha ascoltato la scienza".
La "scienza" scopre che le donne sono quanto mai adatte alla guerra.
E il governo di Kiev, per usare l'espressione di una presidente della Corte Costituzionale nel 2022, "ha ascoltato la scienza".
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Intervista a un soldato ucraino passato dalla parte dei russi.
Un'intervista in cui si ottengono informazioni dettagliate e di prima mano su che cos'è il reclutamento, l'addestramento, e l'invio al fronte degli ucraini.
Il "disertore" spiega lucidamente a che cosa mira la politica del governo di KIev.
È lo stesso a cui mira la politica della Commissione Europea,
L'intervista fa sorgere molte domande sui tempi oscuri in cui viviamo, e anche una meno decisiva ma non irrilevante: perché paghiamo il canone RAI?
Un'intervista in cui si ottengono informazioni dettagliate e di prima mano su che cos'è il reclutamento, l'addestramento, e l'invio al fronte degli ucraini.
Il "disertore" spiega lucidamente a che cosa mira la politica del governo di KIev.
È lo stesso a cui mira la politica della Commissione Europea,
L'intervista fa sorgere molte domande sui tempi oscuri in cui viviamo, e anche una meno decisiva ma non irrilevante: perché paghiamo il canone RAI?
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Professore ucraino spedito al fronte ed abbandonato, ora al fianco dei russi per liberare l’Ucraina
Unisciti al mio canale Telegram per informazioni esclusive dal Donbass: https://t.me/vn_rangeloni
Se vuoi, puoi sostenere il mio lavoro con una donazione via Paypal: https://www.paypal.com/paypalme/vnrangeloni - Le spese da sostenere per realizzare i reportage…
Se vuoi, puoi sostenere il mio lavoro con una donazione via Paypal: https://www.paypal.com/paypalme/vnrangeloni - Le spese da sostenere per realizzare i reportage…
Una telefonata incredibile a cui "tutto il mondo" credette...
...in quel famoso luglio 1969.
Eppure a tenere in mano il telefono era un neopresidente USA che solo un anno prima era stato oggetto di una semplice campagna - fallita...- che metteva in evidenza la sua dubbia trasparenza: Compreresti un'automobile usata da quest'uomo?
Lo stesso uomo che cinque anni dopo sarebbe stato costretto alle dimissioni per lo scandalo Watergate.
Eppure - altro che un'automobile usata: da quell'uomo il mondo comprò la Luna.
...in quel famoso luglio 1969.
Eppure a tenere in mano il telefono era un neopresidente USA che solo un anno prima era stato oggetto di una semplice campagna - fallita...- che metteva in evidenza la sua dubbia trasparenza: Compreresti un'automobile usata da quest'uomo?
Lo stesso uomo che cinque anni dopo sarebbe stato costretto alle dimissioni per lo scandalo Watergate.
Eppure - altro che un'automobile usata: da quell'uomo il mondo comprò la Luna.
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ARSENALE K CHANNEL - Circolo Ricreativo delle Bestie di Satira
Quando Nixon nel 1969 parlò con gli astronauti sulla luna attraverso un telefono fisso.
Elon ci sta provando a riprodurre la strabiliante tecnologia degli anni 60, con giocattolini tipo Starlink. Ma è una Mission Impossibile. Erano TROPPO avanti.
Segui…
Elon ci sta provando a riprodurre la strabiliante tecnologia degli anni 60, con giocattolini tipo Starlink. Ma è una Mission Impossibile. Erano TROPPO avanti.
Segui…
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Scienza e Democrazia
Una telefonata incredibile a cui "tutto il mondo" credette... ...in quel famoso luglio 1969. Eppure a tenere in mano il telefono era un neopresidente USA che solo un anno prima era stato oggetto di una semplice campagna - fallita...- che metteva in evidenza…
"No, ho bisogno della Luna" - "OK".
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Scienza e Democrazia
Non solo due. In un messaggio Facebook del 27 settembre 2022 Benozzo scriveva: «“Un anno fa sono stato sospeso dall’Universitá per avere rifiutato il green pass. In tutta Italia siamo stati sospesi in due su 70.000 docenti (oltre a me, Marco Villoresi di…
Otto mesi prima.
Il 25 gennaio 2022, nel pieno dei provvedimenti di sospensione di personale docente (e amministrativo) dell'università italiana su una sparuta minoranza di resistenti, senza alcuna solidarietà reale espressa dalla totalità dei colleghi, Francesco Benozzo scriveva questo importante messaggio:
«NOI NON DIMENTICHEREMO E NON VI PERDONEREMO
Quando alla fine uscirete da questa ipnosi collettiva noi non dimenticheremo i vostri sguardi giudicanti mentre ci guardavate passare, i vostri sguardi verso il pavimento mentre venivamo sospesi, i vostri finti sorrisi e i vostri autoassolventi “in bocca al lupo”, la vostra piccolezza complice e fiera quando ci avete negato da un giorno all’altro anche solo un caffè ricordandoci le normative vigenti, i vostri silenzi senza pudore e i discorsi alle nostre spalle, la vostra assenza di rispetto e i vostri mille modi per denigrarci.
Quando alla fine uscirete da questa ipnosi collettiva noi non tollereremo i vostri discorsi sul fatto che eravate d’accordo con noi ma non potevate fare altrimenti, i vostri festeggiamenti in piazza per essere usciti da mesi di oppressione, i vostri sfoghi pubblici e privati sulle nefandezze perpetrate per oltre due anni, il vostro far finta di niente, come se non foste stati proprio voi i complici e i primi esecutori della nostra condanna alla fame per difendere la nostra dignità.
Quando alla fine uscirete da questa ipnosi collettiva e vi guarderemo vivere come se niente fosse stato, con le vostre vite uguali a sempre e uguali a niente, noi proveremo per voi compassione e fastidio, pietà e nausea. Ma non vi perdoneremo. Come sempre sarete voi a sentirvi i vincitori. Ma vi terremo lontani dai prati e dai boschi che abbiamo custodito mentre ci difendevamo dalla vostra meschinità. I nostri sguardi sinceri li avete persi per sempre.»
Il 25 gennaio 2022, nel pieno dei provvedimenti di sospensione di personale docente (e amministrativo) dell'università italiana su una sparuta minoranza di resistenti, senza alcuna solidarietà reale espressa dalla totalità dei colleghi, Francesco Benozzo scriveva questo importante messaggio:
«NOI NON DIMENTICHEREMO E NON VI PERDONEREMO
Quando alla fine uscirete da questa ipnosi collettiva noi non dimenticheremo i vostri sguardi giudicanti mentre ci guardavate passare, i vostri sguardi verso il pavimento mentre venivamo sospesi, i vostri finti sorrisi e i vostri autoassolventi “in bocca al lupo”, la vostra piccolezza complice e fiera quando ci avete negato da un giorno all’altro anche solo un caffè ricordandoci le normative vigenti, i vostri silenzi senza pudore e i discorsi alle nostre spalle, la vostra assenza di rispetto e i vostri mille modi per denigrarci.
Quando alla fine uscirete da questa ipnosi collettiva noi non tollereremo i vostri discorsi sul fatto che eravate d’accordo con noi ma non potevate fare altrimenti, i vostri festeggiamenti in piazza per essere usciti da mesi di oppressione, i vostri sfoghi pubblici e privati sulle nefandezze perpetrate per oltre due anni, il vostro far finta di niente, come se non foste stati proprio voi i complici e i primi esecutori della nostra condanna alla fame per difendere la nostra dignità.
Quando alla fine uscirete da questa ipnosi collettiva e vi guarderemo vivere come se niente fosse stato, con le vostre vite uguali a sempre e uguali a niente, noi proveremo per voi compassione e fastidio, pietà e nausea. Ma non vi perdoneremo. Come sempre sarete voi a sentirvi i vincitori. Ma vi terremo lontani dai prati e dai boschi che abbiamo custodito mentre ci difendevamo dalla vostra meschinità. I nostri sguardi sinceri li avete persi per sempre.»
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Francesco Benozzo
NOI NON DIMENTICHEREMO
E NON VI PERDONEREMO
Quando alla fine uscirete da questa ipnosi collettiva noi non dimenticheremo i vostri sguardi giudicanti mentre ci guardavate passare, i vostri sguardi...
E NON VI PERDONEREMO
Quando alla fine uscirete da questa ipnosi collettiva noi non dimenticheremo i vostri sguardi giudicanti mentre ci guardavate passare, i vostri sguardi...
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Catastrofi naturali? Devi stipulare un'assicurazione.
Sarà tra poco in vigore una nuova normativa sull'obbligo di stipulare un'apposita polizza assicurativa da parte delle aziende private, con sedi in Italia, a rischio di danni nel caso di catastrofi naturali.
Non sono (ancora) previste sanzioni per chi non adempia all'obbligo, salvo la più importante: sei stato danneggiato e non avevi l'assicurazione? Adesso devi vedertela tu.
In un articolo di ispirazione governativa sul provvedimento si legge:
«Sebbene l’Italia sia particolarmente esposta a questi rischi, era rimasto uno dei pochi paesi dell’Unione a non prevedere una misura simile: oggi in caso di catastrofi naturali i danni vengono coperti da chi ne viene colpito, dagli enti locali e dallo Stato, con conseguenti grosse difficoltà, iniquità e lentezze.»
Stiamo sulla stessa linea logica percorsa da molti "opinionisti" che porterebbe all'abolizione di fatto, se non nominale, del Sistema Sanitario Nazionale, a favore di assicurazioni sanitarie private.
Lasciare la protezione dei cittadini, anche nel caso di catastrofi naturali, ad agenzie private davvero non farebbe correre il rischio di «grosse difficoltà, iniquità e lentezze»?
E già, perché ognuno di noi ha, con le assicurazioni private (in particolare quella per gli autoveicoli), un'esperienza così positiva che è ansioso di vederla estesa ad altri settori...
Chissà perché, invece, negli USA una gran parte dell'opinione pubblica non è così lontana dall'idea che Luigi Mangione non solo non dovrebbe essere punito per l'omicidio dell'amministratore delegato di una importante assicurazione sanitaria, ma meriterebbe la canonizzazione...
Stime autorevoli delle morti causate negli USA dal rifiuto di copertura delle spese mediche da parte delle assicurazioni sanitarie vanno da 26.000 a 45.000. All'anno.
La domanda che ci si dovrebbe porre, di fronte a derive anticostituzionali come questa (che sembra farsi beffe dell'art. 9 Cost. secondo cui la Repubblica «tutela» il «paesaggio», l'«ambiente» e gli «ecosistemi»), è: ma se nemmeno nel caso di catastrofi naturali si potrà contare sulla protezione e assistenza dello Stato, a che cosa serve esattamente lo Stato?
Solo per "proteggerci" da nemici immaginari - o da un'eccessiva fiducia nei nostri diritti costituzionali?
Sarà tra poco in vigore una nuova normativa sull'obbligo di stipulare un'apposita polizza assicurativa da parte delle aziende private, con sedi in Italia, a rischio di danni nel caso di catastrofi naturali.
Non sono (ancora) previste sanzioni per chi non adempia all'obbligo, salvo la più importante: sei stato danneggiato e non avevi l'assicurazione? Adesso devi vedertela tu.
In un articolo di ispirazione governativa sul provvedimento si legge:
«Sebbene l’Italia sia particolarmente esposta a questi rischi, era rimasto uno dei pochi paesi dell’Unione a non prevedere una misura simile: oggi in caso di catastrofi naturali i danni vengono coperti da chi ne viene colpito, dagli enti locali e dallo Stato, con conseguenti grosse difficoltà, iniquità e lentezze.»
Stiamo sulla stessa linea logica percorsa da molti "opinionisti" che porterebbe all'abolizione di fatto, se non nominale, del Sistema Sanitario Nazionale, a favore di assicurazioni sanitarie private.
Lasciare la protezione dei cittadini, anche nel caso di catastrofi naturali, ad agenzie private davvero non farebbe correre il rischio di «grosse difficoltà, iniquità e lentezze»?
E già, perché ognuno di noi ha, con le assicurazioni private (in particolare quella per gli autoveicoli), un'esperienza così positiva che è ansioso di vederla estesa ad altri settori...
Chissà perché, invece, negli USA una gran parte dell'opinione pubblica non è così lontana dall'idea che Luigi Mangione non solo non dovrebbe essere punito per l'omicidio dell'amministratore delegato di una importante assicurazione sanitaria, ma meriterebbe la canonizzazione...
Stime autorevoli delle morti causate negli USA dal rifiuto di copertura delle spese mediche da parte delle assicurazioni sanitarie vanno da 26.000 a 45.000. All'anno.
La domanda che ci si dovrebbe porre, di fronte a derive anticostituzionali come questa (che sembra farsi beffe dell'art. 9 Cost. secondo cui la Repubblica «tutela» il «paesaggio», l'«ambiente» e gli «ecosistemi»), è: ma se nemmeno nel caso di catastrofi naturali si potrà contare sulla protezione e assistenza dello Stato, a che cosa serve esattamente lo Stato?
Solo per "proteggerci" da nemici immaginari - o da un'eccessiva fiducia nei nostri diritti costituzionali?
Il Post
Tra poco tutte le aziende italiane dovranno assicurarsi contro le catastrofi naturali
L'obbligo entra in vigore il 31 marzo, ci sono problemi e incognite
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Sei un internazionalmente noto docente di diritto.
Professore all'università di Torino.
Hai organizzato un seminario intitolato "Storia e legalità internazionale del conflitto Russia-Ucraina". [*]
La tua università ti impedisce di tenerlo perché al suo interno è prevista la proiezione di un documentario prodotto in Russia.
Allora fai ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Piemonte perché, palesemente, in tal modo si sta violando la tua libertà di insegnamento - in base alla quale, per definizione, solo tu sei arbitro di quali materiali presentare per i tuoi obiettivi formativi.
Se, per esempio, volessi leggere una pagina del Mein Kampf in un seminario sul nazismo, nessuno dovrebbe avere il diritto di impedirtelo a causa dell'identità del suo autore.
Giusto?
Dato il tuo profilo accademico, e la trasparenza del quesito, penseresti che la sentenza del TAR debba essere scontata - e a tuo favore.
Invece perdi il ricorso, e il TAR ti avverte che esso era pure privo di fondamento: la proibizione non danneggia la tua libertà di insegnamento, né pregiudica la formazione degli studenti!
Loro lo sanno. Tu non lo sapevi.
Uno studente che ti avesse risposto una cosa del genere a una domanda di esame lo avresti probabilmente bocciato.
Ma il TAR boccia te.
Non solo, ma poiché siamo in un paese la cui Costituzione ha un articolo che garantisce il «diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione», il TAR ti informa che, proponendo ai tuoi studenti una fonte russa, avevi colpevolmente ignorato che, come avverte il regolamento dell'UE n. 230 del 2022,
«la Federazione russa attua una sistematica campagna internazionale di manipolazione dei media e di distorsione dei fatti, nell’intento di rafforzare la sua strategia di destabilizzazione dei paesi limitrofi e dell’Unione e dei suoi Stati membri».
Insomma, avevi bisogno, nonostante i tuoi titoli, di essere protetto da letture che potevano nuocere a te e ai tuoi studenti - un materiale incendiario che nemmeno con le tue qualifiche sei riconosciuto capace, dal TAR, di maneggiare con il debito discernimento.
È proprio una fortuna che in Italia la magistratura sia così indipendente da ogni condizionamento governativo... Proprio come l'università.
[*]
Professore all'università di Torino.
Hai organizzato un seminario intitolato "Storia e legalità internazionale del conflitto Russia-Ucraina". [*]
La tua università ti impedisce di tenerlo perché al suo interno è prevista la proiezione di un documentario prodotto in Russia.
Allora fai ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Piemonte perché, palesemente, in tal modo si sta violando la tua libertà di insegnamento - in base alla quale, per definizione, solo tu sei arbitro di quali materiali presentare per i tuoi obiettivi formativi.
Se, per esempio, volessi leggere una pagina del Mein Kampf in un seminario sul nazismo, nessuno dovrebbe avere il diritto di impedirtelo a causa dell'identità del suo autore.
Giusto?
Dato il tuo profilo accademico, e la trasparenza del quesito, penseresti che la sentenza del TAR debba essere scontata - e a tuo favore.
Invece perdi il ricorso, e il TAR ti avverte che esso era pure privo di fondamento: la proibizione non danneggia la tua libertà di insegnamento, né pregiudica la formazione degli studenti!
Loro lo sanno. Tu non lo sapevi.
Uno studente che ti avesse risposto una cosa del genere a una domanda di esame lo avresti probabilmente bocciato.
Ma il TAR boccia te.
Non solo, ma poiché siamo in un paese la cui Costituzione ha un articolo che garantisce il «diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione», il TAR ti informa che, proponendo ai tuoi studenti una fonte russa, avevi colpevolmente ignorato che, come avverte il regolamento dell'UE n. 230 del 2022,
«la Federazione russa attua una sistematica campagna internazionale di manipolazione dei media e di distorsione dei fatti, nell’intento di rafforzare la sua strategia di destabilizzazione dei paesi limitrofi e dell’Unione e dei suoi Stati membri».
Insomma, avevi bisogno, nonostante i tuoi titoli, di essere protetto da letture che potevano nuocere a te e ai tuoi studenti - un materiale incendiario che nemmeno con le tue qualifiche sei riconosciuto capace, dal TAR, di maneggiare con il debito discernimento.
È proprio una fortuna che in Italia la magistratura sia così indipendente da ogni condizionamento governativo... Proprio come l'università.
[*]
Imola Oggi
Torino, Tar conferma censura a documentario russo • Imola Oggi
Il Tar del Piemonte ha respinto il ricorso di un docente, affermando che il diniego non danneggia la sua libertà di insegnamento
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Scienza e Democrazia
Scuola di giornalismo - Byoblu e il bilancio (politico) di Giorgia Meloni. Date le ripetutamente dichiarate aspirazioni a realizzare un tipo di giornalismo "dei cittadini", che in particolare non mostri nessuna sudditanza verso i governi in carica, il canale…
Chi intervista Byoblu sul caso ucraino?
Una personalità con idee ingegnose e originali, critico del governo, e dal passato prestigioso [*], [**].
Chi stasera è rimasto sconcertato dalla trasmissione "Che idea ti sei fatto?" si sarà comunque fatto una più precisa idea di Byoblu.
[*] [**]
Una personalità con idee ingegnose e originali, critico del governo, e dal passato prestigioso [*], [**].
Chi stasera è rimasto sconcertato dalla trasmissione "Che idea ti sei fatto?" si sarà comunque fatto una più precisa idea di Byoblu.
[*] [**]
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Byoblu
A RIAD DIALOGO DI PACE CON RUMORI DI DISTURBO - Che idea ti sei fatto?
Dialogo a Riad per arrivare ad una qualche forma di pace. Donald Trump e Vladimir Putin insieme per disegnare un possibile accordo, per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia. Colloqui…
Dialogo a Riad per arrivare ad una qualche forma di pace. Donald Trump e Vladimir Putin insieme per disegnare un possibile accordo, per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia. Colloqui…
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Se si permettesse a una nota associazione di pedofili di mandare un rappresentante….
...alla Giornata Mondiale del Bambino, non riterremmo questa circostanza un pochino sconveniente?
O, più esattamente, tale da compromettere irrimediabilmente il valore della manifestazione?
Il 9 maggio si terrà la parata della Vittoria a Mosca.
La vittoria è quella contro il nazismo.
L'ambasciatrice dello Stato che in questo momento storico si può considerare il più fedele erede dell'ideologia e prassi naziste, cioè Israele, ha annunciato che parteciperà a tale parata.
Se si consente al rappresentante di uno Stato genocida di celebrare la vittoria sul nazismo, si insultano i martiri del nazismo, a cominciare dai 30 milioni di russi, di cui 11 milioni di soldati, morti nella resistenza all'invasione nazista.
Il governo della Federazione Russa dovrebbe mostrare che il programma di «denazificazione dell'Ucraina», tante volte citato nelle giustificazioni dell'«operazione militare speciale», nasceva da una reale opposizione al nazismo - in qualsiasi veste.
E, di conseguenza, negare a Israele la partecipazione alla giornata russa dell'antinazismo.
...alla Giornata Mondiale del Bambino, non riterremmo questa circostanza un pochino sconveniente?
O, più esattamente, tale da compromettere irrimediabilmente il valore della manifestazione?
Il 9 maggio si terrà la parata della Vittoria a Mosca.
La vittoria è quella contro il nazismo.
L'ambasciatrice dello Stato che in questo momento storico si può considerare il più fedele erede dell'ideologia e prassi naziste, cioè Israele, ha annunciato che parteciperà a tale parata.
Se si consente al rappresentante di uno Stato genocida di celebrare la vittoria sul nazismo, si insultano i martiri del nazismo, a cominciare dai 30 milioni di russi, di cui 11 milioni di soldati, morti nella resistenza all'invasione nazista.
Il governo della Federazione Russa dovrebbe mostrare che il programma di «denazificazione dell'Ucraina», tante volte citato nelle giustificazioni dell'«operazione militare speciale», nasceva da una reale opposizione al nazismo - in qualsiasi veste.
E, di conseguenza, negare a Israele la partecipazione alla giornata russa dell'antinazismo.
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Q Tv official 3.0 - Qui radio londra Tv NEWS h24
ISRAELE NON RINUNCIA ALLA PARTECIPAZIONE ALLA PARATA RUSSA PER IL 9 MAGGIO #tass
L'ambasciatrice israeliana in Russia Simona Galperin prenderà parte alla parata della vittoria a Mosca, la diplomatico Alexander Ben Zvi. Ha chiarito che lo Stato ebraico non…
L'ambasciatrice israeliana in Russia Simona Galperin prenderà parte alla parata della vittoria a Mosca, la diplomatico Alexander Ben Zvi. Ha chiarito che lo Stato ebraico non…
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Scienza e Democrazia
Qui la notizia non è quello che dice su Russia, Ucraina e NATO lo storico... ...Angelo D'Orsi - e che è ineccepibile, come è stato mostrato più e più volte - ma che sia riuscito a dirlo in una trasmissione come questa, e con un conduttore così becero e fuorviante.…
Lo stesso giornalista riesce a confondere le idee del pubblico anche...
...sul caso della ignobile censura del seminario dell'università di Torino - con tanto di surreale approvazione del TAR - e tagliare la parola a Ugo Mattei.
Valgono anche in questo caso le considerazioni già fatte.
...sul caso della ignobile censura del seminario dell'università di Torino - con tanto di surreale approvazione del TAR - e tagliare la parola a Ugo Mattei.
Valgono anche in questo caso le considerazioni già fatte.
RUTUBE
Maidan la strada verso la guerra, la censura da parte dell'Università di Torino
Per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana una Università decide di impedire la visione di un documentario nell'ambito di una conferenza e un dibattito sul conflitto Russia Ucraina
Il quinto governo più lungo: di chi è la colpa?
Chi segue questo canale sa che consideriamo il governo attuale uno dei peggiori della storia della Repubblica italiana.
È un governo che ha reso il nostro paese ancora più schiavo di mire politiche, economiche, militari di centri di potere esteri - e lo ha fatto in un momento storico in cui tale schiavitù è parte di una crisi globale che minaccia il futuro dell'umanità.
Giorgia Meloni ha diffuso un video in cui si compiace che il suo è il quinto in classifica, per durata, tra tutti i governi repubblicani.
C'è un passo che merita di essere sottolineato, e che riproduciamo qui:
«È un risultato che voglio condividere con voi, innanzitutto per ringraziare i tanti cittadini che continuano a sostenerci e che ci danno la forza per continuare ad andare avanti con determinazione, perché dopo due anni e mezzo abbiamo ancora il consenso della maggioranza dei cittadini, cosa non scontata [...]»
In altre parole, Meloni in questo video fa una chiamata di correo per tutti i cittadini italiani che l'hanno appoggiata e la stanno appoggiando.
Fatta la tara dell'enorme volume di falsità, distorsioni, omissioni di cui il popolo italiano è quotidianamente sommerso dai principali canali televisivi e giornalistici, questo riconoscimento è giusto.
Se questo governo è durato tanto, troppo tempo, lo si deve in effetti anche alla maggioranza silenziosa che non si è accorta delle gravissime menzogne che hanno caratterizzato la sua azione, e ha tollerato un indirizzo di politica estera teso a
- protrarre la guerra russo-ucraina indefinitamente,
- aiutare un regime neonazista a portare a termine il suo disegno genocidario in Medio Oriente.
È un governo che dovrà essere giudicato complice dei più gravi crimini contro l'umanità.
Fino a quando il popolo italiano continuerà ad accettare che siano commessi in suo nome?
Chi segue questo canale sa che consideriamo il governo attuale uno dei peggiori della storia della Repubblica italiana.
È un governo che ha reso il nostro paese ancora più schiavo di mire politiche, economiche, militari di centri di potere esteri - e lo ha fatto in un momento storico in cui tale schiavitù è parte di una crisi globale che minaccia il futuro dell'umanità.
Giorgia Meloni ha diffuso un video in cui si compiace che il suo è il quinto in classifica, per durata, tra tutti i governi repubblicani.
C'è un passo che merita di essere sottolineato, e che riproduciamo qui:
«È un risultato che voglio condividere con voi, innanzitutto per ringraziare i tanti cittadini che continuano a sostenerci e che ci danno la forza per continuare ad andare avanti con determinazione, perché dopo due anni e mezzo abbiamo ancora il consenso della maggioranza dei cittadini, cosa non scontata [...]»
In altre parole, Meloni in questo video fa una chiamata di correo per tutti i cittadini italiani che l'hanno appoggiata e la stanno appoggiando.
Fatta la tara dell'enorme volume di falsità, distorsioni, omissioni di cui il popolo italiano è quotidianamente sommerso dai principali canali televisivi e giornalistici, questo riconoscimento è giusto.
Se questo governo è durato tanto, troppo tempo, lo si deve in effetti anche alla maggioranza silenziosa che non si è accorta delle gravissime menzogne che hanno caratterizzato la sua azione, e ha tollerato un indirizzo di politica estera teso a
- protrarre la guerra russo-ucraina indefinitamente,
- aiutare un regime neonazista a portare a termine il suo disegno genocidario in Medio Oriente.
È un governo che dovrà essere giudicato complice dei più gravi crimini contro l'umanità.
Fino a quando il popolo italiano continuerà ad accettare che siano commessi in suo nome?
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Scienza e Democrazia
Il quinto governo più lungo: di chi è la colpa? Chi segue questo canale sa che consideriamo il governo attuale uno dei peggiori della storia della Repubblica italiana. È un governo che ha reso il nostro paese ancora più schiavo di mire politiche, economiche…
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Il popolo italiano è d'accordo?
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Il telegiornale come violenza quotidiana.
I telegiornali non sono come i giornali. Salvo che in versioni registrate non se ne può trascegliere una sola parte e trascurare il resto.
Il fatto che, nello stesso breve lasso di tempo e senza soluzione di continuità, si debba veder descritto, in sequenza:
- il chiacchiericcio dei presunti rappresentanti dei cittadini,
- un crimine di guerra,
- un incidente mortale sul lavoro,
- le indagini su un delitto privato,
- una sfilata di moda, il programma di concerti di un cantante, e un'intervista su quanto siano contenti i turisti delle stazioni sciistiche,
va considerato come violenza deliberata e quotidiana all'equilibrio mentale di milioni di telespettatori.
Tanto più perché è la stessa persona a "recitare" le notizie, e quindi a testimoniare la possibilità di far coesistere, almeno in apparenza, sullo stesso piano di consapevolezza notizie di tale disparità, sia per importanza sia per impatto emotivo.
Lo scopo dell'offerta quotidiana e multipla di questo assortimento informe è duplice:
- da un lato costringere il telespettatore a prendere atto di un fatto compiuto (autentico o inventato), sul quale, cioè, l'unica cosa certa è che lui non ha potere di intervento: è successo e tu non puoi farci niente, ma adesso che lo sai non puoi sottrarti alle sue conseguenze eventuali;
- dall'altro inibire la riflessione su quanto viene riferito, per mezzo di transizioni a temi eterogenei, che distraggono l'attenzione e impediscono di valutare il diverso peso e la relazione, o l'assenza di relazione, tra le notizie.
Si insinua così nel telespettatore quel tipo di senso di irrealtà che è alla base della trasmissione semi-satirica "Blob" - la quale è poco più che un'esasperazione dello stesso meccanismo narrativo del telegiornale.
Come faccia un telegiornalista a sopravvivere, a livello psichico, alla celebrazione quotidiana di questo rituale della passività e dell'impotenza dell'individuo, le cui finalità di consolidamento dello status quo sono peraltro del tutto evidenti, resta un mistero.
Peggio ancora quando all'operazione psicologica sulle masse si somma la fabbricazione di fatti o del loro contesto, con tradimento dei requisiti minimi della deontologia professionale.
I telegiornali non sono come i giornali. Salvo che in versioni registrate non se ne può trascegliere una sola parte e trascurare il resto.
Il fatto che, nello stesso breve lasso di tempo e senza soluzione di continuità, si debba veder descritto, in sequenza:
- il chiacchiericcio dei presunti rappresentanti dei cittadini,
- un crimine di guerra,
- un incidente mortale sul lavoro,
- le indagini su un delitto privato,
- una sfilata di moda, il programma di concerti di un cantante, e un'intervista su quanto siano contenti i turisti delle stazioni sciistiche,
va considerato come violenza deliberata e quotidiana all'equilibrio mentale di milioni di telespettatori.
Tanto più perché è la stessa persona a "recitare" le notizie, e quindi a testimoniare la possibilità di far coesistere, almeno in apparenza, sullo stesso piano di consapevolezza notizie di tale disparità, sia per importanza sia per impatto emotivo.
Lo scopo dell'offerta quotidiana e multipla di questo assortimento informe è duplice:
- da un lato costringere il telespettatore a prendere atto di un fatto compiuto (autentico o inventato), sul quale, cioè, l'unica cosa certa è che lui non ha potere di intervento: è successo e tu non puoi farci niente, ma adesso che lo sai non puoi sottrarti alle sue conseguenze eventuali;
- dall'altro inibire la riflessione su quanto viene riferito, per mezzo di transizioni a temi eterogenei, che distraggono l'attenzione e impediscono di valutare il diverso peso e la relazione, o l'assenza di relazione, tra le notizie.
Si insinua così nel telespettatore quel tipo di senso di irrealtà che è alla base della trasmissione semi-satirica "Blob" - la quale è poco più che un'esasperazione dello stesso meccanismo narrativo del telegiornale.
Come faccia un telegiornalista a sopravvivere, a livello psichico, alla celebrazione quotidiana di questo rituale della passività e dell'impotenza dell'individuo, le cui finalità di consolidamento dello status quo sono peraltro del tutto evidenti, resta un mistero.
Peggio ancora quando all'operazione psicologica sulle masse si somma la fabbricazione di fatti o del loro contesto, con tradimento dei requisiti minimi della deontologia professionale.
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La Commissione Europea vuole salvarti per 3 giorni dopo una eventuale crisi…
...ma anche tu devi darti un po' da fare e prepararti.
Intanto loro ti stanno preparando l'emergenza: per non deluderti dopo tutti questi preparativi.
L'unico messaggio in controtendenza è che solo il contante sarà utilizzabile - altro che carte di credito, bancomat ecc.
Comunque, se sei ricco avrai non solo più denaro digitale, ma anche più contante: e questa implicazione (tacita), invece, è... in tendenza.
Bene: che la Pubblica Amministrazione impari presto la lezione e cessi di disabituare i cittadini dall'uso del contante.
Lo chiede l'Europa.
...ma anche tu devi darti un po' da fare e prepararti.
Intanto loro ti stanno preparando l'emergenza: per non deluderti dopo tutti questi preparativi.
L'unico messaggio in controtendenza è che solo il contante sarà utilizzabile - altro che carte di credito, bancomat ecc.
Comunque, se sei ricco avrai non solo più denaro digitale, ma anche più contante: e questa implicazione (tacita), invece, è... in tendenza.
Bene: che la Pubblica Amministrazione impari presto la lezione e cessi di disabituare i cittadini dall'uso del contante.
Lo chiede l'Europa.
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Se in Italia si può attaccare una rappresentazione teatrale di Anna Karenina...
...perché Tolstoj è un autore russo, convincere l'opinione pubblica che la Russia di un secolo e mezzo dopo vuole invaderci non sarà troppo difficile.
Speriamo di non dover vedere confermato definitivamente il sospetto che l'istruzione scolastica in Italia sia una patina depositata temporaneamente sopra un analfabetismo sostanziale e permanente.
...perché Tolstoj è un autore russo, convincere l'opinione pubblica che la Russia di un secolo e mezzo dopo vuole invaderci non sarà troppo difficile.
Speriamo di non dover vedere confermato definitivamente il sospetto che l'istruzione scolastica in Italia sia una patina depositata temporaneamente sopra un analfabetismo sostanziale e permanente.
Imola Oggi
Russofobia, a Treviso è polemica per 'Anna Karenina' a teatro • Imola Oggi
Attacchi diretti contro Putin, la cultura russa e in particolare la scelta da parte del Teatro Stabile del Veneto, di mettere in scena il romanzo di Tolstoj
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Scienza e Democrazia
In altre parole: benché... - la NATO sia in via di dismissione, almeno per quanto riguarda il coinvolgimento USA; - la prospettiva di ammissione dell'Ucraina alla NATO è ciò che ha scatenato tre anni fa la reazione della Russia; - la guerra Russia-Ucraina…
Come volevasi dimostrare.
La reazione a Londra alla proposta Meloni:
«"Questa proposta ha fatto storcere il naso a funzionari europei e ucraini, poiché la difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5 è l'essenza della NATO. Il rischio di essere trascinati direttamente in una guerra con la Russia è il motivo per cui l'amministrazione Trump è così fortemente contraria all'adesione dell'Ucraina alla NATO. Allora perché Washington dovrebbe accettare questo?" - osserva il quotidiano britannico.»
Quello che la presidente del Consiglio dovrebbe dire è ciò che ha detto chiaramente il ministro degli Esteri ungherese:
«Perché? Perché mentre la guerra continua, i politici europei favorevoli alla guerra possono evitare di assumersi la responsabilità di tre anni di fallimenti e di rispondere a una domanda estremamente scomoda: dove vengono inviati i soldi all'Ucraina?
Chiediamo alla Commissione europea di spiegare: perché dovremmo prepararci alla guerra e non alla pace?»
La reazione a Londra alla proposta Meloni:
«"Questa proposta ha fatto storcere il naso a funzionari europei e ucraini, poiché la difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5 è l'essenza della NATO. Il rischio di essere trascinati direttamente in una guerra con la Russia è il motivo per cui l'amministrazione Trump è così fortemente contraria all'adesione dell'Ucraina alla NATO. Allora perché Washington dovrebbe accettare questo?" - osserva il quotidiano britannico.»
Quello che la presidente del Consiglio dovrebbe dire è ciò che ha detto chiaramente il ministro degli Esteri ungherese:
«Perché? Perché mentre la guerra continua, i politici europei favorevoli alla guerra possono evitare di assumersi la responsabilità di tre anni di fallimenti e di rispondere a una domanda estremamente scomoda: dove vengono inviati i soldi all'Ucraina?
Chiediamo alla Commissione europea di spiegare: perché dovremmo prepararci alla guerra e non alla pace?»
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InfoDefenseITALIA
🇮🇹🇺🇦 MELONI HA PROPOSTO GARANZIE ALTERNATIVE PER L'UCRAINA. A LONDRA IL SUO PIANO VENNE CHIAMATO "CARTA"
🔴Il Financial Times sostiene che Giorgia Meloni sta proponendo un piano alternativo per mantenere la pace postbellica in Ucraina
🗣"Nella sua prima intervista…
🔴Il Financial Times sostiene che Giorgia Meloni sta proponendo un piano alternativo per mantenere la pace postbellica in Ucraina
🗣"Nella sua prima intervista…
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Scienza e Democrazia
La «nostra» presidente del Consiglio... ...si rivela ancora una volta pronta a mentire su questioni della massima gravità, in un'epoca - davvero sfortunata per i simulatori - in cui le menzogne delle persone pubbliche possono essere smascherate in maniera…
Una piccola conferma (ammesso che la logica non sia ancora stata abrogata).
Rispetto a una partita, o più in generale a un conflitto tra due parti, si può attribuire la vittoria a una delle due (come dato di fatto, o scommessa, o speranza) senza usare la parola "vittoria" (o il verbo "vincere").
Basta attribuire la "sconfitta" (o usare il verbo "perdere") all'altra.
Quindi si può «parlare di vittoria» anche se non si è «mai usato la parola "vittoria"».
In altre parole, dire "non ho mai parlato di vittoria" e credere di confermarlo suggerendo di non aver mai usato la parola "vittoria" è un non sequitur - in entrambi i sensi dell'implicazione. Un virtuosismo dell'incoerenza, bisogna ammetterlo.
Come ci si poteva aspettare da un personaggio il cui ruolo è ed è stato, fondamentalmente, confondere l'opinione pubblica contraddicendosi opportunisticamente sia nei fatti che nella logica, Giorgia Meloni, come abbiamo visto [*], aveva ripetutamente «usato la parola "vittoria"rispetto alla guerra in Ucraina».
Ma, e qui torniamo al l'inizio, nel gennaio di quest'anno Meloni aveva pure dichiarato (cfr. qui):
«“Ho letto le ultime dichiarazioni del presidente eletto degli Stati Uniti Trump. Cito testualmente: ‘Putin dovrebbe pensare che è arrivato il momento’ per fare la pace ‘perché ha perso. Quando perdi 700 mila persone, è il momento‘ , ‘voglio arrivare ad un accordo e il solo modo di arrivare è quello di non abbandonare’ l’Ucraina. Sono parole totalmente sovrapponibili a quelle che ho ripetuto, a nome dell’Italia, in molte occasioni”».
Se Putin aveva perso (!), allora Zelensky aveva vinto. E, secondo questa testimonianza in prima persona, Meloni l'aveva detto «in molte occasioni».
Per giunta, a nostro nome. Cioè ne era così sicura che non si limitava a esprimerlo come opinione personale, ma come posizione ufficiale del suo Paese!
Che una persona così priva di rispetto, nelle sue irresponsabili menzogne, verso i cittadini e il Parlamento possa ancora occupare la presidenza del Consiglio è una prova sufficiente della corruzione del processo che l'ha portata a quella carica.
[*]
Rispetto a una partita, o più in generale a un conflitto tra due parti, si può attribuire la vittoria a una delle due (come dato di fatto, o scommessa, o speranza) senza usare la parola "vittoria" (o il verbo "vincere").
Basta attribuire la "sconfitta" (o usare il verbo "perdere") all'altra.
Quindi si può «parlare di vittoria» anche se non si è «mai usato la parola "vittoria"».
In altre parole, dire "non ho mai parlato di vittoria" e credere di confermarlo suggerendo di non aver mai usato la parola "vittoria" è un non sequitur - in entrambi i sensi dell'implicazione. Un virtuosismo dell'incoerenza, bisogna ammetterlo.
Come ci si poteva aspettare da un personaggio il cui ruolo è ed è stato, fondamentalmente, confondere l'opinione pubblica contraddicendosi opportunisticamente sia nei fatti che nella logica, Giorgia Meloni, come abbiamo visto [*], aveva ripetutamente «usato la parola "vittoria"rispetto alla guerra in Ucraina».
Ma, e qui torniamo al l'inizio, nel gennaio di quest'anno Meloni aveva pure dichiarato (cfr. qui):
«“Ho letto le ultime dichiarazioni del presidente eletto degli Stati Uniti Trump. Cito testualmente: ‘Putin dovrebbe pensare che è arrivato il momento’ per fare la pace ‘perché ha perso. Quando perdi 700 mila persone, è il momento‘ , ‘voglio arrivare ad un accordo e il solo modo di arrivare è quello di non abbandonare’ l’Ucraina. Sono parole totalmente sovrapponibili a quelle che ho ripetuto, a nome dell’Italia, in molte occasioni”».
Se Putin aveva perso (!), allora Zelensky aveva vinto. E, secondo questa testimonianza in prima persona, Meloni l'aveva detto «in molte occasioni».
Per giunta, a nostro nome. Cioè ne era così sicura che non si limitava a esprimerlo come opinione personale, ma come posizione ufficiale del suo Paese!
Che una persona così priva di rispetto, nelle sue irresponsabili menzogne, verso i cittadini e il Parlamento possa ancora occupare la presidenza del Consiglio è una prova sufficiente della corruzione del processo che l'ha portata a quella carica.
[*]
Imola Oggi
Ucraina, Meloni: "d'accordo con Trump, Putin ha perso" • Imola Oggi
"Ho letto le ultime dichiarazioni del presidente eletto degli Stati Uniti Trump. Cito testualmente: 'Putin dovrebbe pensare che è arrivato il momento' per
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Scienza e Democrazia
Un anniversario importante... ...per interpretare il presente. Nel numero dell'aprile 1999 The Economist dedicato al cinquantenario della NATO, si leggeva questo commento: «In breve, la guerra con la Jugoslavia ha compromesso l'abilità della NATO di presentarsi…
Sì, al tempo del bombardamento NATO in Serbia...
...il governo italiano era presieduto da Massimo D'Alema.
Un altro che ha fatto carriera.
...il governo italiano era presieduto da Massimo D'Alema.
Un altro che ha fatto carriera.
The Social Post
Russia-Ucraina, la rivelazione di D'Alema a Fini: "Io in missione per Zelensky"
A volte la diplomazia percorre sentieri imprevedibili, soprattutto in momenti drammatici come una guerra. E cosa c’è di più inimmaginabile di una missione
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