Scienza e Democrazia
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Se nel 2021 ancora si faceva confusione tra "vaccinare" e "immunizzare"...

...si partiva con il piede sbagliato.

Una vera campagna sanitaria non può basarsi sull'equivoco e sulla militarizzazione della prestazione di servizi che devono rimanere facoltativi.

Già solo questo doveva (e, in eventuali repliche, dovrà) mettere sull'avviso.
In altre parole: benché...

- la NATO sia in via di dismissione, almeno per quanto riguarda il coinvolgimento USA;
- la prospettiva di ammissione dell'Ucraina alla NATO è ciò che ha scatenato tre anni fa la reazione della Russia;
- la guerra Russia-Ucraina è stata in realtà una guerra Russia-NATO (come tutti sapevano, e adesso è ammesso ufficialmente dagli stessi USA);
- la guerra in questione è stata perduta dalla NATO...

...Tutto chiaro fin qui?

Ebbene, a nome del popolo italiano Giorgia Meloni ha spiegato al mondo che cosa intenda per «pace giusta».

In breve, si tratta di far finta che abbia vinto chi ha perso.

Cioè concedere all'Ucraina i privilegi della NATO, o di ciò che ne rimarrà - per giunta senza le responsabilità connesse.

Adesso, diamo per scontato che quello che può dire Meloni non conterà nulla per l'esito della trattativa Russia-NATO, che è la sola importante in questo momento.

E non facciamoci impressionare dal fatto che i giornalisti che la intervistano pendono dalle sue labbra - traduzione: non fanno domande nemmeno sulle più scandalose enormità - come se fosse Bismarck, e con il rischio di farla sentire veramente tale.

La domanda è: non pensiamo, come italiani ed esseri che ambiscono a un certo grado di sia pure imperfetta razionalità, che siamo già oltre la sottile linea divisoria tra megalomania e demenzialità?
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Una notizia: anche a parte la legittima difesa, c'è omicidio e omicidio.

Secondo una dottrina oggi molto diffusa dai media, esiste una differenza importante quando si uccide un conoscente.

Ci sta chi uccide e basta. È un omicidio.

Poi ci sta chi uccide una donna.

Ovviamente, la donna fu uccisa perché l'assassino (o assassina, in questi anni di dissesto grammaticale può essere necessario precisarlo) aveva in lei percepito, sia pure in un momento di grave turbamento, una minaccia a interessi vitali.

Qui la dottrina suddetta richiede che si faccia una importante distinzione: precisamente quali erano tali interessi?

Potevano essere tali da essere minacciati anche da un conoscente maschio?

Se sì, allora rimane "solo" un omicidio.

Se no, allora ci si deve chiedere: la donna uccisa lo è stata

«come atto di discriminazione o di odio verso la persona offesa in quanto donna o per reprimere l’esercizio dei suoi diritti o delle sue libertà o, comunque, l’espressione della sua personalità» ?

Se sì (anche se, per esempio, una donna ne uccide un'altra perché "rivale in amore"?), l'attuale bozza di DDL - sul cosiddetto "femminicidio" - prevede come pena l'ergastolo.

Ci sono giuristi in Italia disposti a dichiarare pubblicamente che un tale articolo è, giuridicamente parlando, una totale assurdità, e formalmente inapplicabile?

E - tanto per capire meglio - a quale pena dovrà essere condannata una donna (come von der Leyen, Meloni, Kallas) che nelle sue vesti pubbliche sta caldeggiando provvedimenti che aumenteranno la tensione internazionale, mettendo in particolare a rischio le vite di innumerevoli donne, a cui sono sottratti - spesso per sempre - per obblighi di leva compagni, figli, padri - come da tre anni sta accadendo in quel paese di cui vogliono prolungare l'agonia bellica?
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Uno dei firmatari di un appello per l’obbligo vaccinale.

Fu uno dei maestri di Giuseppe Conte.

Nell'appello, diffuso in un momento critico, il 29 ottobre 2021, poco dopo il DL 127/2021, da un gruppo di giuristi e medici, si leggeva:

«La salute dei singoli deve essere tutelata attraverso la diffusione dei vaccini che si sono rivelati, nella fase sperimentale e nel follow-up sulla popolazione, i più sicuri ed efficaci.»

Notare la sagacia della formulazione:

- i vaccini devono essere comunque usati;
- con sovrano spregio della medicina personalizzata si ritiene che un prodotto unico possa essere utilizzato per «la salute dei singoli», cioè di decine di milioni di singoli;
- e - si badi bene - i "vaccini" (che non erano nemmeno vaccini in senso tradizionale) basta che siano «i più sicuri ed efficaci»: non "sicuri ed efficaci".

«Il principio di realtà, che non può riferirsi ad altro che alle conoscenze avvalorate da rilievi e proiezioni scientifiche costantemente aggiornate, ha imposto ed impone di perseguire la vaccinazione generalizzata come strategia/obiettivo [...]»

Conoscenze «avvalorate» da chi? «ha imposto e impone»: a chi? «strategia» o «obiettivo»?

In conclusione il gruppo che si autodenominava «Per un diritto gentile» (!) dichiarava (tutto in grassetto nell'originale):

«Per queste ragioni, riteniamo si possa sostenere la piena opportunità politica e legittimità giuridica dell’imposizione di un obbligo vaccinale, se ed in quanto si prospetti come misura proporzionata in ragione della gravità dei rischi derivanti dall’andamento della pandemia nel contesto globale

Se ed in quanto...

Bisogna però dire che il gruppo tornava nel finale all'idea del trattamento vaccinale in chiave personalizzata, prevedendo esenzioni dall'obbligo e affermando che: «l’esenzione non può che essere rimessa, con una valutazione caso per caso, al medico curante,»

Parole lodevoli, che ignoravano però

1) il diritto del cittadino a non consentire a una raccomandazione medica, quale che essa sia,
2) il dato di fatto del commissariamento dell'intera professione medica, che dal 1 aprile era stata obbligata alla propria vaccinazione.
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La dimostrazione che aveva ragione Ivan Illich...

...a dire che «"intelligence"militare» è un ossimoro.

(Per una prima ma non generica informazione su questo grande dimenticato o, per meglio dire, rimosso, si veda Scienziati e laici).
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Onore alle tante donne….

...che hanno visto che il ruolo sociale dei maschi, che si cercava e si cerca di imporre loro a modello, era ed è nella stragrande maggioranza dei casi una forma di schiavitù.

E ne hanno tratto le conseguenze con le loro scelte di vita.

Al contrario degli zombi che il sistema dei media fa passare come "donne di successo".
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Una buona notizia per le donne? No - ci dicono - pessima.

La notizia è che non c'è parità di genere nelle carceri italiane.

Proprio nell'irrefutabile senso numerico.

È doloroso doverlo dire proprio l'8 marzo, ma fatto sta che le donne costituiscono il 4% della popolazione carceraria: 1 femmina per ogni 22 maschi.

Sono infatti 2.729 su un totale di 62.165 reclusi.

Se ammettiamo - per non cadere dalla padella della non parità alla brace del sessismo - che la tendenza a delinquere negli esseri umani non dipenda dal genere, se ne dovrebbe concludere che il tipo di vita condotto dalle donne nella società italiana le espone in misura molto minore al rischio di commettere reati.

Questa è una discriminazione bella e buona: e pensate che le femmine hanno un'aspettativa di vita tra i 3 e i 6 anni maggiore di quella dei maschi in tutto il mondo. In Italia è di 4 anni.

Non solo, ma un'altra discriminazione riguarda le morti bianche: gli incidenti mortali sul lavoro.

Come si legge in una recente inchiesta:

«Osservando le incidenze di morte per genere, si scopre che le donne rischiano meno dei colleghi maschi. Per gli uomini, infatti, l’incidenza [per milione di lavoratori maschi] è passata da 31 del 2021 a 24,7 del 2024. Per le donne da 4,2 a 2,8

Sarà forse perché alle donne, in quella malsana organizzazione della vita sociale che è ancora inquinata dal pregiudizio patriarcale, sono per lo più riservati i lavori meno rischiosi?...

Infine consideriamo il fenomeno che è il massimo indicatore di disagio sociale: il suicidio. Ci sarà parità di genere almeno in questa scelta disperata? Ecco una sintesi statistica:

«Quasi l’80% dei morti per suicidio sono uomini, con un rapporto di genere (uomini/donne) che è andato aumentando linearmente nel tempo, passando da 2,1 nel 1980 a 3,6 nel 2016.»

È chiaro che questi dati di fatto, del tutto ufficiali, creano qualche difficoltà all'immagine di comodo delle donne come sistematicamente penalizzate nella nostra società, e che fa da sfondo a leggi come quella sul «femminicidio» (N.B.: inutile dire che alla classe politica che approva queste leggi importa tanto poco delle donne o degli uomini in Italia quanto delle immense sofferenze causate agli uni e alle altre dalla sua scellerata politica estera).

E allora come si fa, soprattutto l'8 marzo? Un bel problema, non c'è che dire.

A Perugia si è tenuto un convegno su «Il carcere al femminile».

Siamo lieti di annunciare che il suddetto problema è stato brillantemente risolto!

Che le femmine in prigione siano tante meno che i maschi non rivela una condizione più favorevole alle donne nella nostra società.

Tutt'al contrario. Ciò, invece,

«le rende una "minoranza invisibile del sistema penitenziario, con il rischio di diritti negati e percorsi di reinserimento inadeguati".»

Niente male, vero?
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Una modesta proposta a Elon Musk.

In un suo messaggio Musk ha detto parole che dovrebbero convincere tutti:

«Ho letteralmente sfidato Putin a un combattimento fisico l'uno contro l'altro sull'Ucraina, e il mio sistema Starlink è la colonna vertebrale dell'esercito ucraino. La loro intera linea di fronte crollerebbe se lo spegnessi.

Quello che mi fa stare male sono gli anni di massacro in una partita bloccata che l'Ucraina inevitabilmente perderà.

Tutti quelli che veramente ci tengono, che realmente pensano, e che realmente capiscono vogliono che il tritacarne si fermi.

PACE ADESSO!!
»

Ora a una persona così coinvolta e solidale con chi soffre non possiamo negare un piccolo ma decisivo consiglio, fondato sui suoi stessi dati:

Elon, perché non spegni il tuo dannato Starlink?

E se lo farai adesso, perché non l'hai fatto prima?
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Scienza e Democrazia
N.B. Di fatto Meloni è andata pure a trattare (ma è subito arrivata l'immancabile smentita) di un accordo da 1,5 milardi di euro che metterebbe nelle mani di Elon Musk i «servizi avanzati nella sicurezza delle telecomunicazioni» - una scelta così carica di rischiose conseguenze che pure l'editore della «TV dei cittadini» ha sentito di dover dire la sua con un intervento peraltro più che ragionevole.
Questi sviluppi confermano quanto già detto due mesi fa sull'irresponsabilità del "nostro" capo del governo che è in trattativa (arrivata a che punto?) per affidare, al... modico prezzo di 1,5 miliardi di euro, a Starlink i «servizi avanzati nella sicurezza delle telecomunicazioni» del nostro Paese.
Scienza e Democrazia
Un bambino a Berlino sventola la bandiera palestinese. La polizia si mette a rincorrerlo. E lo arresta. La prossima volta chiediamoci ancora - con tutti i segni facciali dello sconcerto e dell'indignazione - come poterono i tedeschi obbedire a Hitler.…
Prosegue la lotta al crimine...

...di sventolare la bandiera palestinese:

«L'uomo che si è arrampicato ieri mattina sul Big Ben e ha trascorso più di 16 ore appollaiato sulla storica torre dell'orologio di Londra con una bandiera palestinese, è stato arrestato poco dopo la mezzanotte (l'1:00 di domenica in Italia) [...]»
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Scienza e Democrazia
I commenti sulla conferenza stampa Trump-Zelensky… ...sono stati così numerosi e disparati che si può pensare che tutto e il suo contrario sia già stato detto su di essa. Ma forse vale la pena sottolineare un punto non abbastanza compreso: il carattere surreale…
Che il reclutamento violento di tutti i maschi a malapena abili per andare a farsi ammazzare sul fronte...

...fosse il sintomo di un regime autoritario, illegittimo, e privo di consenso per la sua disastrosa politica estera, l'abbiamo detto e documentato più volte.

Adesso arriva l'ammissione del governo ucraino che tale campagna di reclutamento, condotta in spregio di ogni diritto umano, è fallita.

E perché è fallita? Sarebbe... a causa della propaganda diffusa dalla Russia!

Una risposta adeguata a questa dichiarazione assurda l'ha data la portavoce russa Maria Zakharova.

Intanto il presidente Mattarella, in visita al Giappone, di fronte alla testimonianza degli unici due casi finora (e speriamo che lo rimangano!) in cui l'arma nucleare sia stata usata in una guerra, non ha saputo fare di meglio che citare... Indovinate chi.

No, non chi quelle due bombe atomiche le ha gettate, e nemmeno il presidente Macron che ha parlato bellicosamente pochi giorni fa della presunta «dissuasion nucléaire» offerta dalla Francia, ma... la Russia.

Che non le ha mai usate.

E che fin dalla definizione dell'intervento in Ucraina come «operazione militare speciale» chiariva i limiti della potenza di fuoco che avrebbe messo in campo.

Questa ennesima esternazione, facente parte di una serie di cui francamente non si sa chi sia il maldestro suggeritore (ci permettiamo rispettosamente un consiglio: quello di licenziarlo prima che faccia altri danni), ha suscitato un opportuno commento di Donbass Italia.
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Che cosa pensano i cittadini del ciarlatanismo politico dei soliti noti?

Non tutti hanno il coraggio e l'energia per dirglielo in faccia, ma moltissimi sarebbero interessati a essere informati del fatto che qualcuno ce li ha.

E così succederebbe se avessimo un servizio televisivo che di pubblico avesse più che il canone in bolletta.
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Scienza e Democrazia
Una modesta proposta a Elon Musk. In un suo messaggio Musk ha detto parole che dovrebbero convincere tutti: «Ho letteralmente sfidato Putin a un combattimento fisico l'uno contro l'altro sull'Ucraina, e il mio sistema Starlink è la colonna vertebrale dell'esercito…
Le trattative di pace condotte dall'amministrazione Trump…

...confermano che, purtroppo, essa non è realmente interessata a una pace duratura.

Come abbiamo detto più volte, non c'è ombra di dubbio che il governo di KIev, e con lui la NATO, la guerra contro la Russia l'ha persa.

A questo punto l'accordo di Trump con il "figliuol prodigo" Zelensky su una tregua di 30 giorni, su cui poi chiedere il consenso a Putin, è percepito dal governo russo come una beffa.

E lo è.

Oltre ad essere un modo di permettere alle forze militari ucraine di riorganizzarsi e ricevere nuovi aiuti.

Sembra insomma che tra Trump e l'UE ci sia un'intesa per prolungare la guerra, scaricare sull'UE le spese militari, e sfruttare le "follie" di Zelensky per non far perdere la faccia a Trump circa una volontà di pace tante volte professata.

Probabilmente la ragione per cui Zelensky ha accettato di interpretare anche quest'ultima, assurda messa in scena (cominciata con la finta "lite" alla Casa Bianca) è che gli è stata prospettata come l'unica possibilità per uscirne vivo, grazie alla complicità di diversi personaggi privi del minimo senso etico come von der Leyen, Starmer, Macron, e ultima, ma non per demeriti, Giorgia Meloni.

Speriamo di sbagliarci.
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