Scienza e Democrazia
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Il "giornalismo autorevole" e i suoi misfatti.

Il New York Times ha definito «Un giorno di infamia americana» il trattamento ricevuto da Zelensky da parte di Trump a Washington. L'autore è un giornalista che si definisce «conservatore», e cita come suoi modelli di presidente USA Ronald Reagan e George Bush.

Bei tempi, quando gli USA massacrarono gli irakeni agli ordini del generale Schwarzkopf, dopo aver ingannato Saddam Hussein facendogli dire dall'ambasciatrice April Glaspie che l'invasione del Kuwait non avrebbe suscitato reazioni da parte statunitense...

Intanto il presidente francese tiene un discorso alla nazione in cui sostiene che «la Russia è diventata una minaccia per l'Europa e la Francia».

E la presidente della Commissione Europea, in nome della democrazia, si ripromette di far approvare il progetto di riarmo senza passare per il voto del Parlamento Europeo.

Se la storia insegna qualcosa è che i paesi europei, e in particolare l'Italia, hanno molto più da temere da Francia, Germania... e UE che dalla Russia. Dovremmo riarmarci contro di loro?

P.S. RAI3 ha intervistato stasera l'autore dell'articolo del NYT nella rubrica Il cavallo e la torre, intitolando la puntata "Infamia". Un'autodescrizione?
Scienza e Democrazia
La politica non è difficile da interpretare... ...ma lo diventa se si presuppone la coerenza tra le opinioni professate e le decisioni dei suoi principali attori. Coerenza che non c'è. Un esempio recente è quello della svendita della TIM, caposaldo delle…
Il problema dell'incoerenza in politica: l'esempio dell'amministrazione Trump.

Donald Trump ha fatto una dichiarazione memorabile, data la provenienza: «The money is less important than the deaths»: il denaro è meno importante delle morti.

Ed è vero che è uno dei pochissimi capi politici che abbiano pubblicamente lamentato la perdita di vite in Ucraina.

Nonostante i disinformati e/o disinformatori che hanno ritenuto eccessivo il suo comportamento con il "povero" Zelensky, esso è stato del tutto proporzionato alla gravità del problema discusso e alla provocazione dell'attore-agente ucraino.

Tutto ciò non discolpa una serie di amministrazioni USA, compresa la prima di Trump stesso (2017-21), dall'aver innescato e alimentato la crisi ucraina.

Ma adesso è lui la più importante personalità politica a volerle chiaramente porre termine. Staremo a vedere - inutile dirlo - gli sviluppi.

Al tempo stesso, Trump mostra una mostruosa insensibilità nei riguardi dei palestinesi, paragonabile a quella dei criminali che compongono il governo israeliano: progetta la deportazione del popolo di Gaza per fare sulle macerie di 16 mesi di bombardamenti israeliani una stazione turistica da annettere a USA-Israele; e minaccia l'«inferno» a Gaza nel caso che non rilasci immediatamente tutti gli ostaggi israeliani: se non lo fate, «siete morti!».

Non solo, ma all'interno della sua amministrazione, vediamo Robert Kennedy jr - segretario alla Sanità - fare un intervento inopportuno e sbagliato, in cui descrive l'«antisemitismo» (?) come una «mortale e virulenta peste», e l'associa alla «cultura woke della cancellazione» (?!), annunciando provvedimenti repressivi nelle università.

Queste incoerenze politiche e logiche hanno una sola possibile spiegazione: i vertici della dirigenza USA, di cui è nondimeno giusto lodare alcune iniziative e condannarne con uguale forza altre, non sono occupati da persone libere di agire secondo il loro miglior giudizio.
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Se nel 2021 ancora si faceva confusione tra "vaccinare" e "immunizzare"...

...si partiva con il piede sbagliato.

Una vera campagna sanitaria non può basarsi sull'equivoco e sulla militarizzazione della prestazione di servizi che devono rimanere facoltativi.

Già solo questo doveva (e, in eventuali repliche, dovrà) mettere sull'avviso.
In altre parole: benché...

- la NATO sia in via di dismissione, almeno per quanto riguarda il coinvolgimento USA;
- la prospettiva di ammissione dell'Ucraina alla NATO è ciò che ha scatenato tre anni fa la reazione della Russia;
- la guerra Russia-Ucraina è stata in realtà una guerra Russia-NATO (come tutti sapevano, e adesso è ammesso ufficialmente dagli stessi USA);
- la guerra in questione è stata perduta dalla NATO...

...Tutto chiaro fin qui?

Ebbene, a nome del popolo italiano Giorgia Meloni ha spiegato al mondo che cosa intenda per «pace giusta».

In breve, si tratta di far finta che abbia vinto chi ha perso.

Cioè concedere all'Ucraina i privilegi della NATO, o di ciò che ne rimarrà - per giunta senza le responsabilità connesse.

Adesso, diamo per scontato che quello che può dire Meloni non conterà nulla per l'esito della trattativa Russia-NATO, che è la sola importante in questo momento.

E non facciamoci impressionare dal fatto che i giornalisti che la intervistano pendono dalle sue labbra - traduzione: non fanno domande nemmeno sulle più scandalose enormità - come se fosse Bismarck, e con il rischio di farla sentire veramente tale.

La domanda è: non pensiamo, come italiani ed esseri che ambiscono a un certo grado di sia pure imperfetta razionalità, che siamo già oltre la sottile linea divisoria tra megalomania e demenzialità?
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Una notizia: anche a parte la legittima difesa, c'è omicidio e omicidio.

Secondo una dottrina oggi molto diffusa dai media, esiste una differenza importante quando si uccide un conoscente.

Ci sta chi uccide e basta. È un omicidio.

Poi ci sta chi uccide una donna.

Ovviamente, la donna fu uccisa perché l'assassino (o assassina, in questi anni di dissesto grammaticale può essere necessario precisarlo) aveva in lei percepito, sia pure in un momento di grave turbamento, una minaccia a interessi vitali.

Qui la dottrina suddetta richiede che si faccia una importante distinzione: precisamente quali erano tali interessi?

Potevano essere tali da essere minacciati anche da un conoscente maschio?

Se sì, allora rimane "solo" un omicidio.

Se no, allora ci si deve chiedere: la donna uccisa lo è stata

«come atto di discriminazione o di odio verso la persona offesa in quanto donna o per reprimere l’esercizio dei suoi diritti o delle sue libertà o, comunque, l’espressione della sua personalità» ?

Se sì (anche se, per esempio, una donna ne uccide un'altra perché "rivale in amore"?), l'attuale bozza di DDL - sul cosiddetto "femminicidio" - prevede come pena l'ergastolo.

Ci sono giuristi in Italia disposti a dichiarare pubblicamente che un tale articolo è, giuridicamente parlando, una totale assurdità, e formalmente inapplicabile?

E - tanto per capire meglio - a quale pena dovrà essere condannata una donna (come von der Leyen, Meloni, Kallas) che nelle sue vesti pubbliche sta caldeggiando provvedimenti che aumenteranno la tensione internazionale, mettendo in particolare a rischio le vite di innumerevoli donne, a cui sono sottratti - spesso per sempre - per obblighi di leva compagni, figli, padri - come da tre anni sta accadendo in quel paese di cui vogliono prolungare l'agonia bellica?
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Uno dei firmatari di un appello per l’obbligo vaccinale.

Fu uno dei maestri di Giuseppe Conte.

Nell'appello, diffuso in un momento critico, il 29 ottobre 2021, poco dopo il DL 127/2021, da un gruppo di giuristi e medici, si leggeva:

«La salute dei singoli deve essere tutelata attraverso la diffusione dei vaccini che si sono rivelati, nella fase sperimentale e nel follow-up sulla popolazione, i più sicuri ed efficaci.»

Notare la sagacia della formulazione:

- i vaccini devono essere comunque usati;
- con sovrano spregio della medicina personalizzata si ritiene che un prodotto unico possa essere utilizzato per «la salute dei singoli», cioè di decine di milioni di singoli;
- e - si badi bene - i "vaccini" (che non erano nemmeno vaccini in senso tradizionale) basta che siano «i più sicuri ed efficaci»: non "sicuri ed efficaci".

«Il principio di realtà, che non può riferirsi ad altro che alle conoscenze avvalorate da rilievi e proiezioni scientifiche costantemente aggiornate, ha imposto ed impone di perseguire la vaccinazione generalizzata come strategia/obiettivo [...]»

Conoscenze «avvalorate» da chi? «ha imposto e impone»: a chi? «strategia» o «obiettivo»?

In conclusione il gruppo che si autodenominava «Per un diritto gentile» (!) dichiarava (tutto in grassetto nell'originale):

«Per queste ragioni, riteniamo si possa sostenere la piena opportunità politica e legittimità giuridica dell’imposizione di un obbligo vaccinale, se ed in quanto si prospetti come misura proporzionata in ragione della gravità dei rischi derivanti dall’andamento della pandemia nel contesto globale

Se ed in quanto...

Bisogna però dire che il gruppo tornava nel finale all'idea del trattamento vaccinale in chiave personalizzata, prevedendo esenzioni dall'obbligo e affermando che: «l’esenzione non può che essere rimessa, con una valutazione caso per caso, al medico curante,»

Parole lodevoli, che ignoravano però

1) il diritto del cittadino a non consentire a una raccomandazione medica, quale che essa sia,
2) il dato di fatto del commissariamento dell'intera professione medica, che dal 1 aprile era stata obbligata alla propria vaccinazione.
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La dimostrazione che aveva ragione Ivan Illich...

...a dire che «"intelligence"militare» è un ossimoro.

(Per una prima ma non generica informazione su questo grande dimenticato o, per meglio dire, rimosso, si veda Scienziati e laici).
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Onore alle tante donne….

...che hanno visto che il ruolo sociale dei maschi, che si cercava e si cerca di imporre loro a modello, era ed è nella stragrande maggioranza dei casi una forma di schiavitù.

E ne hanno tratto le conseguenze con le loro scelte di vita.

Al contrario degli zombi che il sistema dei media fa passare come "donne di successo".
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Una buona notizia per le donne? No - ci dicono - pessima.

La notizia è che non c'è parità di genere nelle carceri italiane.

Proprio nell'irrefutabile senso numerico.

È doloroso doverlo dire proprio l'8 marzo, ma fatto sta che le donne costituiscono il 4% della popolazione carceraria: 1 femmina per ogni 22 maschi.

Sono infatti 2.729 su un totale di 62.165 reclusi.

Se ammettiamo - per non cadere dalla padella della non parità alla brace del sessismo - che la tendenza a delinquere negli esseri umani non dipenda dal genere, se ne dovrebbe concludere che il tipo di vita condotto dalle donne nella società italiana le espone in misura molto minore al rischio di commettere reati.

Questa è una discriminazione bella e buona: e pensate che le femmine hanno un'aspettativa di vita tra i 3 e i 6 anni maggiore di quella dei maschi in tutto il mondo. In Italia è di 4 anni.

Non solo, ma un'altra discriminazione riguarda le morti bianche: gli incidenti mortali sul lavoro.

Come si legge in una recente inchiesta:

«Osservando le incidenze di morte per genere, si scopre che le donne rischiano meno dei colleghi maschi. Per gli uomini, infatti, l’incidenza [per milione di lavoratori maschi] è passata da 31 del 2021 a 24,7 del 2024. Per le donne da 4,2 a 2,8

Sarà forse perché alle donne, in quella malsana organizzazione della vita sociale che è ancora inquinata dal pregiudizio patriarcale, sono per lo più riservati i lavori meno rischiosi?...

Infine consideriamo il fenomeno che è il massimo indicatore di disagio sociale: il suicidio. Ci sarà parità di genere almeno in questa scelta disperata? Ecco una sintesi statistica:

«Quasi l’80% dei morti per suicidio sono uomini, con un rapporto di genere (uomini/donne) che è andato aumentando linearmente nel tempo, passando da 2,1 nel 1980 a 3,6 nel 2016.»

È chiaro che questi dati di fatto, del tutto ufficiali, creano qualche difficoltà all'immagine di comodo delle donne come sistematicamente penalizzate nella nostra società, e che fa da sfondo a leggi come quella sul «femminicidio» (N.B.: inutile dire che alla classe politica che approva queste leggi importa tanto poco delle donne o degli uomini in Italia quanto delle immense sofferenze causate agli uni e alle altre dalla sua scellerata politica estera).

E allora come si fa, soprattutto l'8 marzo? Un bel problema, non c'è che dire.

A Perugia si è tenuto un convegno su «Il carcere al femminile».

Siamo lieti di annunciare che il suddetto problema è stato brillantemente risolto!

Che le femmine in prigione siano tante meno che i maschi non rivela una condizione più favorevole alle donne nella nostra società.

Tutt'al contrario. Ciò, invece,

«le rende una "minoranza invisibile del sistema penitenziario, con il rischio di diritti negati e percorsi di reinserimento inadeguati".»

Niente male, vero?
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Una modesta proposta a Elon Musk.

In un suo messaggio Musk ha detto parole che dovrebbero convincere tutti:

«Ho letteralmente sfidato Putin a un combattimento fisico l'uno contro l'altro sull'Ucraina, e il mio sistema Starlink è la colonna vertebrale dell'esercito ucraino. La loro intera linea di fronte crollerebbe se lo spegnessi.

Quello che mi fa stare male sono gli anni di massacro in una partita bloccata che l'Ucraina inevitabilmente perderà.

Tutti quelli che veramente ci tengono, che realmente pensano, e che realmente capiscono vogliono che il tritacarne si fermi.

PACE ADESSO!!
»

Ora a una persona così coinvolta e solidale con chi soffre non possiamo negare un piccolo ma decisivo consiglio, fondato sui suoi stessi dati:

Elon, perché non spegni il tuo dannato Starlink?

E se lo farai adesso, perché non l'hai fatto prima?
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Scienza e Democrazia
N.B. Di fatto Meloni è andata pure a trattare (ma è subito arrivata l'immancabile smentita) di un accordo da 1,5 milardi di euro che metterebbe nelle mani di Elon Musk i «servizi avanzati nella sicurezza delle telecomunicazioni» - una scelta così carica di rischiose conseguenze che pure l'editore della «TV dei cittadini» ha sentito di dover dire la sua con un intervento peraltro più che ragionevole.
Questi sviluppi confermano quanto già detto due mesi fa sull'irresponsabilità del "nostro" capo del governo che è in trattativa (arrivata a che punto?) per affidare, al... modico prezzo di 1,5 miliardi di euro, a Starlink i «servizi avanzati nella sicurezza delle telecomunicazioni» del nostro Paese.
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Un bambino a Berlino sventola la bandiera palestinese. La polizia si mette a rincorrerlo. E lo arresta. La prossima volta chiediamoci ancora - con tutti i segni facciali dello sconcerto e dell'indignazione - come poterono i tedeschi obbedire a Hitler.…
Prosegue la lotta al crimine...

...di sventolare la bandiera palestinese:

«L'uomo che si è arrampicato ieri mattina sul Big Ben e ha trascorso più di 16 ore appollaiato sulla storica torre dell'orologio di Londra con una bandiera palestinese, è stato arrestato poco dopo la mezzanotte (l'1:00 di domenica in Italia) [...]»
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