Viene da chiedersi se fosse più grande l'ego di Dante o di chi lo critica, piuttosto maldestramente, con un articolo neanche accademico.
Ma la vera differenza è che Dante stesso riconosceva la propria presunzione mentre il critico, l'accademico e il giornalista non lo faranno mai. Dante non divinizzava l'Eneide e per questo poteva misurarcisi; Virgilio ebbe la presunzione di misurarsi con Omero. Il critico moderno si limita a qualche frecciata velenosa, e si ritiene superiore segretamente, per il solo fatto di aver messo a posto Dante. Dante fu sicuramente audace a pensare di mettersi fra i grandi poeti dell'epica, ma la fortuna arride agli audaci. Non si è mai sentito dire che la fortuna arrida agli accademici e non è del tutto improbabile che ci sia una ragione dietro questo. C'è più presunzione nella razza di quelli che stanno a terra per il semplice fatto che si sente superiore senza aver provato a fare nulla.
Questo poi omettendo l'ignoranza palese del sostenere che il medioevo abbia dovuto ricucire 1300 anni privi di epica. Non solo perché l'epoca classica non finisce con Virgilio (e non conoscere la Tebaide significa non avere i mezzi per capire un accidente di tutta l'epica medievale e moderna, incluso Dante che si fa accompagnare da Stazio per un bel pezzo del Purgatorio); ma anche perché il medioevo stesso non ha mai smesso di produrre epica grandiosa, dapprima in latino e poi in volgare. La parte più ridicola è che una fetta colossale dell'epica medievale, che prova a confrontarsi con Virgilio a sua volta, è tedesca. Ma a quanto pare qualcuno si diverte di più a sputare nel piatto degli altri, piuttosto che a mangiare cibi succulenti dal proprio
Ma la vera differenza è che Dante stesso riconosceva la propria presunzione mentre il critico, l'accademico e il giornalista non lo faranno mai. Dante non divinizzava l'Eneide e per questo poteva misurarcisi; Virgilio ebbe la presunzione di misurarsi con Omero. Il critico moderno si limita a qualche frecciata velenosa, e si ritiene superiore segretamente, per il solo fatto di aver messo a posto Dante. Dante fu sicuramente audace a pensare di mettersi fra i grandi poeti dell'epica, ma la fortuna arride agli audaci. Non si è mai sentito dire che la fortuna arrida agli accademici e non è del tutto improbabile che ci sia una ragione dietro questo. C'è più presunzione nella razza di quelli che stanno a terra per il semplice fatto che si sente superiore senza aver provato a fare nulla.
Questo poi omettendo l'ignoranza palese del sostenere che il medioevo abbia dovuto ricucire 1300 anni privi di epica. Non solo perché l'epoca classica non finisce con Virgilio (e non conoscere la Tebaide significa non avere i mezzi per capire un accidente di tutta l'epica medievale e moderna, incluso Dante che si fa accompagnare da Stazio per un bel pezzo del Purgatorio); ma anche perché il medioevo stesso non ha mai smesso di produrre epica grandiosa, dapprima in latino e poi in volgare. La parte più ridicola è che una fetta colossale dell'epica medievale, che prova a confrontarsi con Virgilio a sua volta, è tedesca. Ma a quanto pare qualcuno si diverte di più a sputare nel piatto degli altri, piuttosto che a mangiare cibi succulenti dal proprio
"Il nostro rapporto con la realtà umana non è mai ottimale al punto che il meglio riscuote l'assenso dei più, anzi, l'assenso della folla è prova del peggio." De Vita Beata, Seneca via Schegge Riunite - The Sparklings https://ift.tt/2hwHznP
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Ventuno secoli di santità e martirio in una sola mappa, sempre aggiornata.
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osserva, e taci
La Mappa dei Martiri
La Mappa dei Martiri, lo strumento virtuale per conoscere i martiri cristiani.
Tra le opere più ingiustamente dimenticate di Tasso c'è Il mondo creato. Anche la modernità ha avuto i suoi poemi cosmogonici (molti di più di quanto si creda) che culminano con la sezione sulla creazione del Paradiso Perduto di Milton.
Il poco successo dell'opera di Tasso è probabilmente dovuto alla rivoluzione copernicana, eppure Milton lo cita. Forse è un filone letterario da riscoprire
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Il Mondo Creato
Per quanto Marino sia ricordato per quel fiume di innumerevoli versi che è l'Adone, dove veramente brilla è nelle sue liriche più brevi. Mentre il poema è lungo, contraddittorio, lutulento e disorganico, negli Amori il poeta può lasciarsi andare ai suoi guizzi geniali senza perdersi in dettagli inutili per quanto necessari.
Lo stile leggero poi gli si addice molto di più e gli dona quella semplicità che non si trova altrove
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Adone: Volume unico
Per altre frasi poco amichevoli -----> https://amzn.to/3wQz0Ye
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I Grandi Afuorismi della Storia
https://youtu.be/c8_bYhSDVic?t=1512
Evidentemente anche dei film non troppo curati, un po' di ricerca storica la facevano
Evidentemente anche dei film non troppo curati, un po' di ricerca storica la facevano
Preparando l'assedio a Occhieppo Superiore secondo i dettami di Giorgio Basta
Monetizzare è una delle parole più brutte inventate dalla modernità, e lo è il doppio quando si parla di monetizzare i propri hobby.
Confucio potrà anche aver detto che trovando un lavoro che piace sarà come non lavorare, ma di sicuro non ha detto che fare una cosa che piace sia fare un lavoro. Il fatto è che un hobby è bello proprio perché è gratuito; uno sceglie di dedicarsi ad un passatempo, non perché ha del tempo da usare in modo produttivo, ma perché ne ha da perdere. Quando si ama davvero qualcosa, non si è vincolati a quello che se ne può trarre; monetizzare un hobby invece è proprio contaminare questo rapporto segreto con le cose.
Ciò che si fa per piacere non si può fare per soldi, o sarebbe prostituzione. Le cose che amiamo e ci piacciono costituiscono una parte profonda della nostra identità che non bisogna sottomettere alla nostra avarizia ed alla nostra ansia per il futuro. È proprio così che porta frutto, secondo la sua natura.
Confucio potrà anche aver detto che trovando un lavoro che piace sarà come non lavorare, ma di sicuro non ha detto che fare una cosa che piace sia fare un lavoro. Il fatto è che un hobby è bello proprio perché è gratuito; uno sceglie di dedicarsi ad un passatempo, non perché ha del tempo da usare in modo produttivo, ma perché ne ha da perdere. Quando si ama davvero qualcosa, non si è vincolati a quello che se ne può trarre; monetizzare un hobby invece è proprio contaminare questo rapporto segreto con le cose.
Ciò che si fa per piacere non si può fare per soldi, o sarebbe prostituzione. Le cose che amiamo e ci piacciono costituiscono una parte profonda della nostra identità che non bisogna sottomettere alla nostra avarizia ed alla nostra ansia per il futuro. È proprio così che porta frutto, secondo la sua natura.
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Quando il gioco si fa duro, i mitragliofanti iniziamo a giocare
Il Boccaccio che non si conosce è quello di un poemetto dal gusto quasi arcadico e con un'ambientazione a lui coeva ma miticheggiante.
Il tema è la caccia portata da alcune donne amiche del poeta.
Va ricordato che fino alla prima età moderna e alla riduzione dei privilegi di caccia a pochi eletti, questa era uno sport molto diffuso in tutte le classi alte e spesso anche medie, considerata un ottimo allenamento e anche una base per l'addestramento militare
https://www.amazon.it/dp/B0933PV4SQ
Il tema è la caccia portata da alcune donne amiche del poeta.
Va ricordato che fino alla prima età moderna e alla riduzione dei privilegi di caccia a pochi eletti, questa era uno sport molto diffuso in tutte le classi alte e spesso anche medie, considerata un ottimo allenamento e anche una base per l'addestramento militare
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La caccia di Diana
Il reato di eccesso di legittima difesa è ridicolo non perché la legittima difesa non sia mai o quasi mai eccessiva, ma perché dovrebbe esserlo sempre. Le misure che il padrone di casa adotta nei confronti di un intruso devono essere sempre eccessive, egli deve usare una violenza che sia sempre estrema. Non possono esserci misure più o meno adeguate, le misure devono essere sempre assolutamente sproporzionate. Chi si introduce in casa d'altri non deve sentirsi al sicuro, ma al contrario deve sentirsi costantemente in pericolo, deve pensare che da un momento all'altro potrebbe fare una fine orribile. Un ladro non deve sentirsi come un esploratore che trova una montagna d'oro, ma come un predone che si introduce in una fortezza piena di soldati. Uno stato che non riesce a garantire questo, cioè uno stato che incute più paura nei padroni di casa che nei ladri è uno stato criminale, uno stato di ladri che favorisce i ladri.