Schegge Riunite
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In un mondo che gira e gira, come una trottola impazzita, noi ci vantiamo d’essere decisamente statici. Siamo fissi e immobili in una società in costante movimento, piccoli Davide coi piedi ben piantati di fronte a un Golia in preda a una danza sfrenata.
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Alle volte occorre scegliere tra ricevere aiuto e ricevere compassione.
Il rousseauiano vede il bene come qualcosa che lui deve poter fare, non che deve umilmente ricevere prima. Cambiare il mondo per cambiare l'uomo invece che lasciarsi salvare.
L'ossessiva suddivisione del mondo in vittime e carnefici è un ottimo modo per celare la propria cattiveria sotto lo status di vittima o di difensore della vittima.
Una delle ragioni per cui il giallo si è man mano guastato è stata la sostituzione di elementi choccanti ai misteri. Il tendere sempre più al macabro e al morboso è un trucco comodo per abusare le barriere naturali del pensiero invece che usare la fantasia. Siamo per natura portati a pensare bene piuttosto che male e a evitare di considerare fattori traumatici nei nostri ragionamenti. Usare questa attitudine per sorprendere il pubblico è un trucco da due soldi che ha finito col creare una nuova normalità per uscire dalla quale il fattore choc deve essere sempre più grande, il che, tra le altre cose, si oppone ad uno degli scopi del giallo, che è di restituire la fiducia all'uomo nella giustizia.
Il decadentismo non è mai stato una corrente di maggioranza. Lo studiamo solo perché appunto corrente di minoranza che spiccava mentre ovunque si tentava un approccio realistico-romantico.
Tenersi aggiornati: leggere una quantità enorme di cose di scarsissimo interesse con la speranza di poterci trovare qualcosa di utile.
L'egemonia culturale doveva configurarsi come l'occupazione da parte della sinistra della classe intellettuale, di modo da diffonderne gli ideali e l'educazione politica. In realtà quello che è avvenuto è stato il contrario, ovvero la colonizzazione degli ideali e della politica di sinistra da parte dell'élite intellettuale che bramava il potere dai tempi della Rivoluzione Francese. Il '68 è stato il cambio di passo di questo processo: distrutte le forme, i rituali e le barriere che rendevano evidente lo status di casta dell'élite intellettuale, essa ha potuto dominare in modo più diretto e capillare, fingendo di essere dalla parte di tutti.
Il '68 è stato la tipica rivoluzione di giovani che vogliono diventare vecchi, degli studenti che vogliono prendere il posto dei baroni. Il mutamento nelle strutture di potere è stato solo apparente, per dimostrare che qualcosa era cambiato
L'ossessione per il riciclo è un tentativo per lo più inutile di riutilizzare cose che non sono state fatte per essere riutilizzate.
Leggere la storia attraverso le lenti dell'economia non deve rendere cinici; se lo fa, è perché si viveva in un'illusione moralistica fino al giorno prima.
L'idealizzazione della storia si basa su di una sorta di miracolismo in cui tutto può elevarsi al di sopra dell'ordinario, se solo lo vuole. Non è solo cattiva storiografia ma anche cattiva teologia: il valore dei miracoli sta nella loro eccezionalità. Se tutto è sempre e solo piegato agli ideali umani, non si capisce come si possano formare degli ideali più cinici o meno buoni; l'unica colpa sarebbe in questo caso una mancanza di immaginazione. Nella vita quotidiana però sappiamo riconoscere le persone cattive da cui tenerci lontani non dalla loro mancanza di immaginazione, ma dalla loro capacità di immaginare cose cattive; in altre parole il limite della mente non è davvero un limite morale; il modo in cui si concepisce il limite del corpo, sì.
C'è un piacere perverso nel veder cadere e fallire un entusiasta o un neofita da cui bisogna guardarsi.
Il "secondo me" esiste solo dopo uno studio approfondito. Prima esiste la fantasia.
Il valore che diamo (e percepiamo) al pettegolezzo è di rimanere a lungo nelle chiacchiere e poco nella mente. Il che vuol dire automaticamente che i libri fatti di pettegolezzi hanno impatto culturale pari a zero e ancora di più che diventano in breve noiosi. Questo vale tanto per i libri che parlano di attualità che per quelli che parlano di pettegolezzi sulla storia che risultano immancabilmente noiosi. Si può leggere in modo appassionato una qualsiasi delle Vite Parallele di Plutarco, ma ci si stanca dopo poche pagine con Svetonio. Il lettore di pettegolezzi assume appena quel tanto di informazioni che gli possano giovare nelle chiacchiere da salotto; essendo informazioni di nessun conto e prive di un'organizzazione strutturata, d'altra parte, non potrebbe probabilmente ricordarne di più.
L'allegoria è uno dei modi peggiori di fare storie, eppure è il preferito dei mediocri.
C'è una ragione per cui fatichiamo ad accettare che un buon politico possa essere una cattiva persona: ci aspettiamo una ricaduta delle qualità morali su quelle operative. Il che non è del tutto errato, ma funziona al contrario. L'uomo buono ha l'umiltà necessaria a comprendere quali incarichi e quali responsabilità si può prendere, quindi tenderà ad essere sempre più abile nel suo campo dedicato.
Una delle conseguenze più pesanti della Riforma è stata l'esclusione dell'umiltà dalle virtù umane. La necessità di un mondo quadrato e semplificato imponeva un'assurda e forzata trasparenza ed il rifiuto della disciplina del silenzio, che è l'unica cosa che può permettere ad una vita austera di essere davvero virtuosa.
La Riforma si risolse nel totale rifiuto del monachesimo, ovvero della disciplina individuale, addossando all'intera società il compito di mantenerla. La moralità divenne un'istituzione civile invece che una responsabilità individuale, perché semplicemente erano stati tolti, o resi di difficile accesso, tutti i mezzi individuali per raggiungerla.
Si tende a parlare della Riforma come di una grande rivoluzione che ha purificato la Chiesa dalla sua corruzione e dai suoi errori dovuti alla sua gerarchia, un ritorno alle origini del Cristianesimo. Ora, stranamente, questa purificazione ha seguito una direzione esattamente in linea con le tendenze del suo tempo, al punto che tuttora molte denominazioni protestanti tendono più ad essere alla moda che ad avere delle proprie dottrine. In molti casi, per lo meno, ed in particolare in quello inglese, la liberazione della Chiesa fu in realtà il suo addomesticamento.
La cosa che sfugge a molti è che il marketing non consiste nel solleticare l'ego di chi produce.