Forwarded from la fionda📗
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Travaglio dal nostro @savinobalzano :«Mattarella è la quintessenza dell’ipocrisia occidentale e della doppia morale per cui l’aggressore è cattivo soltanto quando è nemico, quando è alleato si parla d’altro».
🤕 Rigetta la propaganda bellicista occidentale! Entra nel canale Telegram https://t.me/lafionda
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Se volete, qui trovate gran parte dell'intervista che ieri Marco Travaglio mi ha rilasciato.
#BattitoriLiberi #RadioCusanoCampus
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/21/travaglio-iran-israele-mattarella/8034561/
#BattitoriLiberi #RadioCusanoCampus
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/21/travaglio-iran-israele-mattarella/8034561/
Il Fatto Quotidiano
Travaglio: "Silenzio di Mattarella? Ipocrisia occidentale"
“Trent’anni fa Netanyahu diceva che l’Iran era lì lì per avere l’atomica. Non ce l’ha mai avuta”. L'intervento di Travaglio sul conflitto Israele-Iran - Video
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https://x.com/SavinoBalzano/status/1936686569663901923?t=G2w0znd9tKrlWK0XZg1IHw&s=19
Sul quotidiano @LaVeritaWeb è apparsa la notizia di alcuni incontri tra #Draghi e #Mattarella. Incontri serali, lontani dalla luce del sole, gestiti con la massima discrezione.
Per carità, tutto lecito: ognuno incontra chi vuole.
Ma è un passaggio propedeutico alla successione? Si pensa ancora a #MarioDraghi per il #Quirinale? Quali sarebbero, di preciso, i suoi meriti?
La sua candidatura viene raccontata come naturale, fisiologica, quasi obbligata. Eppure parliamo dell’autore di alcune delle più grandi boiate degli ultimi anni. La più clamorosa? Forse quella in cui ci invitò a scegliere tra la pace e i condizionatori.
Prima ci aveva detto che chi non si vaccinava toglieva la vita al prossimo. Poi ci rassicurò sul fatto che le sanzioni economiche contro la #Russia avrebbero messo in ginocchio #Putin, senza alcun effetto negativo sulle nostre economie.
È lo stesso Draghi che – applaudito anche in quell’occasione – ha poi ammesso, nero su bianco, che le politiche europee da lui sempre sostenute hanno distrutto il Paese. E che il contenimento dei salari italiani era una strategia deliberata per restare competitivi nel mercato unico.
Parliamo di colui che nel 2011 scrisse la famosa "lista della spesa", poi realizzata con zelo da #Monti – un altro tipetto raccomandabile – e dalla ministra #Fornero, Mrs. "Chiagni e Fotti".
In un Paese serio, con un'informazione degna di questo nome, una simile ipotesi verrebbe accolta con una pernacchia. Anzi, con un pernacchio di eduardiana memoria. Ma si sa: da noi, la stragrande maggioranza dei giornalisti la lingua la usa per altro.
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
Sul quotidiano @LaVeritaWeb è apparsa la notizia di alcuni incontri tra #Draghi e #Mattarella. Incontri serali, lontani dalla luce del sole, gestiti con la massima discrezione.
Per carità, tutto lecito: ognuno incontra chi vuole.
Ma è un passaggio propedeutico alla successione? Si pensa ancora a #MarioDraghi per il #Quirinale? Quali sarebbero, di preciso, i suoi meriti?
La sua candidatura viene raccontata come naturale, fisiologica, quasi obbligata. Eppure parliamo dell’autore di alcune delle più grandi boiate degli ultimi anni. La più clamorosa? Forse quella in cui ci invitò a scegliere tra la pace e i condizionatori.
Prima ci aveva detto che chi non si vaccinava toglieva la vita al prossimo. Poi ci rassicurò sul fatto che le sanzioni economiche contro la #Russia avrebbero messo in ginocchio #Putin, senza alcun effetto negativo sulle nostre economie.
È lo stesso Draghi che – applaudito anche in quell’occasione – ha poi ammesso, nero su bianco, che le politiche europee da lui sempre sostenute hanno distrutto il Paese. E che il contenimento dei salari italiani era una strategia deliberata per restare competitivi nel mercato unico.
Parliamo di colui che nel 2011 scrisse la famosa "lista della spesa", poi realizzata con zelo da #Monti – un altro tipetto raccomandabile – e dalla ministra #Fornero, Mrs. "Chiagni e Fotti".
In un Paese serio, con un'informazione degna di questo nome, una simile ipotesi verrebbe accolta con una pernacchia. Anzi, con un pernacchio di eduardiana memoria. Ma si sa: da noi, la stragrande maggioranza dei giornalisti la lingua la usa per altro.
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
X (formerly Twitter)
Savino Balzano (@SavinoBalzano) on X
Sul quotidiano @LaVeritaWeb è apparsa la notizia di alcuni incontri tra #Draghi e #Mattarella. Incontri serali, lontani dalla luce del sole, gestiti con la massima discrezione.
Per carità, tutto lecito: ognuno incontra chi vuole.
Ma è un passaggio propedeutico…
Per carità, tutto lecito: ognuno incontra chi vuole.
Ma è un passaggio propedeutico…
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https://x.com/SavinoBalzano/status/1937122637278335467?t=Nt8f1qsreO4l4jyPiUC0rQ&s=19
OTTIMO TELESE, MA...
Penso che Telese avesse pienamente ragione a innervosirsi in diretta e ad attaccare la linea del riarmo, la follia bellicista dell'Unione Europea e, soprattutto, l'ipocrisia del Segretario Generale della #NATO, #Rutte.
Quando quest'ultimo era premier olandese, rassicurava i suoi cittadini sul fatto che nessun aiuto sarebbe stato rivolto all’Italia. Circolano ancora i filmati di quando, in piena crisi sanitaria, tranquillizzava i suoi netturbini dicendo: «Non daremo soldi all'#Italia».
Questo nemico dell'Italia – ed è qui il paradosso – oggi viene proprio a chiederci soldi: vuole che portiamo la spesa militare al 5%. E io mi domando: perché i netturbini olandesi meritavano rassicurazioni e quelli italiani no? Perché mai dovremmo sottrarre miliardi di euro alla nostra sanità, alla scuola, ai trasporti, alla ricerca, al futuro dei nostri figli, per investirli in armamenti? Soprattutto se a chiederlo è qualcuno che, ridendo, prometteva ai suoi di lasciarci nella cacca?
È il passaggio successivo quello che manca, ed è ciò che dimostra come la sinistra italiana (e, a dirla tutta, anche gran parte della destra) sia oggi priva di orizzonti ideali. Se è ormai evidente come funzionano certi organismi sovranazionali e internazionali, perché si continua ad alimentare una retorica stanca sulla loro utilità, su come ci avrebbero garantito decenni di pace e benessere?
Comprendo che la caduta del Muro e la fine del blocco sovietico abbiano smarrito un certo mondo. Ma aggrapparsi all’#UE come un ubriaco a un palo della luce (qualcuno riconoscerà la citazione) mi pare piuttosto sciocco.
L’Unione Europea – e non solo questa – non ha garantito nulla di buono ai suoi popoli, e di certo è stata una piaga per il nostro.
Bisogna dirlo con estrema chiarezza: uscirne è il modo migliore per restituire dignità all’Italia.
OTTIMO TELESE, MA...
Penso che Telese avesse pienamente ragione a innervosirsi in diretta e ad attaccare la linea del riarmo, la follia bellicista dell'Unione Europea e, soprattutto, l'ipocrisia del Segretario Generale della #NATO, #Rutte.
Quando quest'ultimo era premier olandese, rassicurava i suoi cittadini sul fatto che nessun aiuto sarebbe stato rivolto all’Italia. Circolano ancora i filmati di quando, in piena crisi sanitaria, tranquillizzava i suoi netturbini dicendo: «Non daremo soldi all'#Italia».
Questo nemico dell'Italia – ed è qui il paradosso – oggi viene proprio a chiederci soldi: vuole che portiamo la spesa militare al 5%. E io mi domando: perché i netturbini olandesi meritavano rassicurazioni e quelli italiani no? Perché mai dovremmo sottrarre miliardi di euro alla nostra sanità, alla scuola, ai trasporti, alla ricerca, al futuro dei nostri figli, per investirli in armamenti? Soprattutto se a chiederlo è qualcuno che, ridendo, prometteva ai suoi di lasciarci nella cacca?
È il passaggio successivo quello che manca, ed è ciò che dimostra come la sinistra italiana (e, a dirla tutta, anche gran parte della destra) sia oggi priva di orizzonti ideali. Se è ormai evidente come funzionano certi organismi sovranazionali e internazionali, perché si continua ad alimentare una retorica stanca sulla loro utilità, su come ci avrebbero garantito decenni di pace e benessere?
Comprendo che la caduta del Muro e la fine del blocco sovietico abbiano smarrito un certo mondo. Ma aggrapparsi all’#UE come un ubriaco a un palo della luce (qualcuno riconoscerà la citazione) mi pare piuttosto sciocco.
L’Unione Europea – e non solo questa – non ha garantito nulla di buono ai suoi popoli, e di certo è stata una piaga per il nostro.
Bisogna dirlo con estrema chiarezza: uscirne è il modo migliore per restituire dignità all’Italia.
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Penso che @lucatelese avesse pienamente ragione a innervosirsi in diretta e ad attaccare la linea del riarmo, la follia bellicista dell'Unione Europea e, soprattutto, l'ipocrisia del Segretario Generale della #NATO, #Rutte.
Quando quest'ultimo era premier…
Quando quest'ultimo era premier…
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https://x.com/SavinoBalzano/status/1937228933243486470?t=Ng4SdGZ5X_YmfS3KxJyl6A&s=19
Desidero dedicare qualche pensiero al signor #Rutte — detto anche Rutto, o Rigurgito.
Perché, politicamente, un rigurgito è esattamente ciò che rappresenta per noi. O che dovrebbe rappresentare, ecco.
Ci insultava apertamente: nel suo paese, l'Olanda, per esigenze di propaganda elettorale, dipingeva l’Italia come una nazione di nullafacenti e parassiti.
Prometteva ai suoi elettori che non avrebbe mai dato un centesimo all’Italia, nemmeno nei momenti più difficili.
Il tutto, ovviamente, per guadagnare qualche voto in più.
È sempre stato il falco dei falchi, il più “frugale” di tutti.
E oggi? Da Segretario Generale della #NATO, si presenta da noi a chiedere soldi. Incredibile.
Soldi da spendere in armamenti, contro nemici immaginari, e da sottrarre ai nostri beni essenziali: sanità, scuola, ricerca, trasporti...
Un patriota serio — e Giorgia #Meloni diceva di esserlo — lo rimanderebbe a casa in due secondi. Non lo riceverebbe neppure.
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
Desidero dedicare qualche pensiero al signor #Rutte — detto anche Rutto, o Rigurgito.
Perché, politicamente, un rigurgito è esattamente ciò che rappresenta per noi. O che dovrebbe rappresentare, ecco.
Ci insultava apertamente: nel suo paese, l'Olanda, per esigenze di propaganda elettorale, dipingeva l’Italia come una nazione di nullafacenti e parassiti.
Prometteva ai suoi elettori che non avrebbe mai dato un centesimo all’Italia, nemmeno nei momenti più difficili.
Il tutto, ovviamente, per guadagnare qualche voto in più.
È sempre stato il falco dei falchi, il più “frugale” di tutti.
E oggi? Da Segretario Generale della #NATO, si presenta da noi a chiedere soldi. Incredibile.
Soldi da spendere in armamenti, contro nemici immaginari, e da sottrarre ai nostri beni essenziali: sanità, scuola, ricerca, trasporti...
Un patriota serio — e Giorgia #Meloni diceva di esserlo — lo rimanderebbe a casa in due secondi. Non lo riceverebbe neppure.
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
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https://x.com/SavinoBalzano/status/1937434396161671466?t=7QET_5qae8ZFt3dYqlCZkA&s=19
È la severa legge del West: quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, beh, sapete come va a finire. Salvo rarissime eccezioni, ma non è certo questo il caso.
Anche nel dibattito pubblico accade qualcosa di simile: c’è chi fa il tifo, chi parte da posizioni preconcette, chi si affida a fragili argomentazioni propagandistiche. E poi c’è chi usa la testa, chi prova a ragionare con onestà.
Ieri sera il signor #Giannini ci ha riprovato, sostenendo che #Travaglio guardasse a #Trump come a un pacifista.
Devo però riconoscergli un merito: è un opportunista nato. Opportunista nel senso che, se intravede anche solo una remota possibilità di fare una figuraccia, lui è lì, prontissimo a coglierla. Massimo non se la lascia scappare: potrete contarci ciecamente, tanto quanto potete fare affidamento sul teorema di Pitagora. Non sbaglia mai.
Nessuno dotato di buon senso vede #DonaldTrump come un pacifista, e nessuno lo ha mai scambiato per Santa Maria Goretti. Anzi.
Semplicemente, si guarda alla sua storia: a differenza dei suoi predecessori e del suo successore, non ha aperto nuovi conflitti per esportare la democrazia. Al contrario, durante il suo mandato ne ha chiusi.
Ovviamente, i Nobel per la pace li riserviamo ai presidenti che bombardano almeno sette Paesi.
Nella sua campagna elettorale, inoltre, aveva promesso di proseguire con la strategia adottata durante il primo mandato.
Nessuno ha mai scambiato Trump per un santo: lo si considera, più semplicemente, un uomo meno pericoloso del suo agguerrito e obnubilato successore.
E poi c’è un altro dettaglio: Giannini parla, e poche ore dopo scatta il cessate il fuoco tra #Israele e #Iran. La figuraccia assume così proporzioni ancor più imbarazzanti.
Certo, l’equilibrio è molto precario e la tregua appare fragile, ma davvero non passa per la testa a nessuno l’idea che Trump, attaccando quei siti (con modalità peraltro molto curiose — sembrava quasi che #Teheran sapesse tutto in anticipo, in dinamiche peraltro simili a quelle della reazione contro la base americana in #Qatar), abbia voluto togliere a #Netanyahu un argomento potente da spendere per proseguire le ostilità?
Nessuno può dirlo con certezza, ma è un fatto che i rapporti con #TelAviv non siano più idilliaci. E nemmeno possiamo escluderlo del tutto.
Conta restare seri, in ogni caso. Ma c’è chi proprio non ce la fa.
È la severa legge del West: quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, beh, sapete come va a finire. Salvo rarissime eccezioni, ma non è certo questo il caso.
Anche nel dibattito pubblico accade qualcosa di simile: c’è chi fa il tifo, chi parte da posizioni preconcette, chi si affida a fragili argomentazioni propagandistiche. E poi c’è chi usa la testa, chi prova a ragionare con onestà.
Ieri sera il signor #Giannini ci ha riprovato, sostenendo che #Travaglio guardasse a #Trump come a un pacifista.
Devo però riconoscergli un merito: è un opportunista nato. Opportunista nel senso che, se intravede anche solo una remota possibilità di fare una figuraccia, lui è lì, prontissimo a coglierla. Massimo non se la lascia scappare: potrete contarci ciecamente, tanto quanto potete fare affidamento sul teorema di Pitagora. Non sbaglia mai.
Nessuno dotato di buon senso vede #DonaldTrump come un pacifista, e nessuno lo ha mai scambiato per Santa Maria Goretti. Anzi.
Semplicemente, si guarda alla sua storia: a differenza dei suoi predecessori e del suo successore, non ha aperto nuovi conflitti per esportare la democrazia. Al contrario, durante il suo mandato ne ha chiusi.
Ovviamente, i Nobel per la pace li riserviamo ai presidenti che bombardano almeno sette Paesi.
Nella sua campagna elettorale, inoltre, aveva promesso di proseguire con la strategia adottata durante il primo mandato.
Nessuno ha mai scambiato Trump per un santo: lo si considera, più semplicemente, un uomo meno pericoloso del suo agguerrito e obnubilato successore.
E poi c’è un altro dettaglio: Giannini parla, e poche ore dopo scatta il cessate il fuoco tra #Israele e #Iran. La figuraccia assume così proporzioni ancor più imbarazzanti.
Certo, l’equilibrio è molto precario e la tregua appare fragile, ma davvero non passa per la testa a nessuno l’idea che Trump, attaccando quei siti (con modalità peraltro molto curiose — sembrava quasi che #Teheran sapesse tutto in anticipo, in dinamiche peraltro simili a quelle della reazione contro la base americana in #Qatar), abbia voluto togliere a #Netanyahu un argomento potente da spendere per proseguire le ostilità?
Nessuno può dirlo con certezza, ma è un fatto che i rapporti con #TelAviv non siano più idilliaci. E nemmeno possiamo escluderlo del tutto.
Conta restare seri, in ogni caso. Ma c’è chi proprio non ce la fa.
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https://x.com/SavinoBalzano/status/1937576513597047179?t=CSv-wbNeyo2MnlNU5p6CLw&s=19
È sconcertata la direttrice di MicroMega: si aspettava più bandiere ucraine sventolare in giro per l’Italia. Che tenerezza. Magari il 25 aprile. Lei e la sua rivista si sono schierati con entusiasmo a favore della resistenza ucraina contro il perfido imperialismo della Russia cattiva e prepotente.
E niente, pare che – soprattutto a sinistra – non si riesca proprio a cogliere l’eroismo, la nobiltà, la purezza di questa resistenza. Non ci si arriva.
Le argomentazioni che adopera sono talmente fragili, sfilacciate, scialbe, che non vale nemmeno la pena di confutarle. Basterebbe aprire un atlante e guardare chi si è espanso davvero, chi ha fatto l’imperialista per decenni. Ma significherebbe ribadire l’ovvio, e francamente non ne ho voglia. Per quanto mi riguarda, è come se avesse detto che tutti i russi soffrono di meteorismo: stesso livello di profondità.
E tu mi chiedi: “Ma che senso ha prendersela con una rivista che non legge nessuno, che si dice di sinistra ma scrive le stesse cose che trovi su Il Foglio, che per giunta costa meno?”
E invece ha tutto il senso del mondo. Questi sono il simbolo perfetto della sinistrucola italiana: megafono della più piatta propaganda, fiera della superficialità, bancarella del conformismo. E sono anche esperti, sia chiaro, nel denunciare il famigerato “rossobrunismo”.
Questo tipo di editoria vive nell’ossessione: fascisti ovunque, razzisti ovunque, patriarchi ovunque. Una litania. Questi qui, però, hanno una loro peculiarità: i rossobruni. Non ci dormono la notte.
Non si piacciono. Scrivono quello che scrivono, ma sotto sotto si vergognano. E fanno bene.
Perché in realtà vorrebbero dire altro: che servirebbe uno Stato sociale forte, investimenti pubblici, uscire dalla gabbia di istituzioni internazionali e sovranazionali che ci stritolano. Ma non possono. O non vogliono. E allora se la prendono con chi lo dice.
Gli danno dei “rossobruni”. Perché, si sa, se dici cose “di sinistra” ma non fai parte del loro club esclusivo e lamentoso, sei automaticamente fascista. Dunque rosso (per i contenuti) e bruno (perché non stai con loro e dunque sei fascio).
È tutto sommato interessante, da un punto di vista psicologico. Meriterebbero uno studio clinico, psichiatrico forse. Sono calendiani, certo, ma col senso di colpa. Almeno quelli de Il Foglio sono orgogliosi della loro roba: meglio l'originale, no?
Il primo passo? Accettatevi.
È sconcertata la direttrice di MicroMega: si aspettava più bandiere ucraine sventolare in giro per l’Italia. Che tenerezza. Magari il 25 aprile. Lei e la sua rivista si sono schierati con entusiasmo a favore della resistenza ucraina contro il perfido imperialismo della Russia cattiva e prepotente.
E niente, pare che – soprattutto a sinistra – non si riesca proprio a cogliere l’eroismo, la nobiltà, la purezza di questa resistenza. Non ci si arriva.
Le argomentazioni che adopera sono talmente fragili, sfilacciate, scialbe, che non vale nemmeno la pena di confutarle. Basterebbe aprire un atlante e guardare chi si è espanso davvero, chi ha fatto l’imperialista per decenni. Ma significherebbe ribadire l’ovvio, e francamente non ne ho voglia. Per quanto mi riguarda, è come se avesse detto che tutti i russi soffrono di meteorismo: stesso livello di profondità.
E tu mi chiedi: “Ma che senso ha prendersela con una rivista che non legge nessuno, che si dice di sinistra ma scrive le stesse cose che trovi su Il Foglio, che per giunta costa meno?”
E invece ha tutto il senso del mondo. Questi sono il simbolo perfetto della sinistrucola italiana: megafono della più piatta propaganda, fiera della superficialità, bancarella del conformismo. E sono anche esperti, sia chiaro, nel denunciare il famigerato “rossobrunismo”.
Questo tipo di editoria vive nell’ossessione: fascisti ovunque, razzisti ovunque, patriarchi ovunque. Una litania. Questi qui, però, hanno una loro peculiarità: i rossobruni. Non ci dormono la notte.
Non si piacciono. Scrivono quello che scrivono, ma sotto sotto si vergognano. E fanno bene.
Perché in realtà vorrebbero dire altro: che servirebbe uno Stato sociale forte, investimenti pubblici, uscire dalla gabbia di istituzioni internazionali e sovranazionali che ci stritolano. Ma non possono. O non vogliono. E allora se la prendono con chi lo dice.
Gli danno dei “rossobruni”. Perché, si sa, se dici cose “di sinistra” ma non fai parte del loro club esclusivo e lamentoso, sei automaticamente fascista. Dunque rosso (per i contenuti) e bruno (perché non stai con loro e dunque sei fascio).
È tutto sommato interessante, da un punto di vista psicologico. Meriterebbero uno studio clinico, psichiatrico forse. Sono calendiani, certo, ma col senso di colpa. Almeno quelli de Il Foglio sono orgogliosi della loro roba: meglio l'originale, no?
Il primo passo? Accettatevi.
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È sconcertata la direttrice di MicroMega: si aspettava più bandiere ucraine sventolare in giro per l’Italia. Che tenerezza. Magari il 25 aprile. Lei e la sua rivista si sono schierati con entusiasmo a favore della resistenza ucraina contro il perfido imperialismo…
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Fermi tutti! Ecco la chiave di volta! È tutto chiaro, finalmente! Il problema è che #Netanyahu… ha l’uccello.
Ora, voi direte: “Questo è matto.”
E invece no, cari miei: siete voi a non essere informati. Dovete leggere i giornali giusti.
#ClaudiaGerini ha dichiarato: «Se Netanyahu fosse stato donna, nessuno sarebbe stato am***zato. Le donne sanno mediare».
Io, davvero, non vorrei agitarmi. Provo a restare calmo e rispettoso. Mi permetto soltanto di suggerire alla signora #Gerini una piccola ricerca su Google: "Ursula #VonDerLeyen" e "Kaja #Kallas". Ecco, tutto qui. Solo questo.
Nel frattempo, ieri le ho conferito ufficialmente il Premio per la Min****ta della Settimana.
Ho inoltre il piacere di comunicarle che - per volontà unanime della giuria - Ella è candidata anche per quelli del mese, dell’anno e del decennio. A mio avviso se la può giocare alla grande.
Il femminismo avanza, gente. Avanza!
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
Fermi tutti! Ecco la chiave di volta! È tutto chiaro, finalmente! Il problema è che #Netanyahu… ha l’uccello.
Ora, voi direte: “Questo è matto.”
E invece no, cari miei: siete voi a non essere informati. Dovete leggere i giornali giusti.
#ClaudiaGerini ha dichiarato: «Se Netanyahu fosse stato donna, nessuno sarebbe stato am***zato. Le donne sanno mediare».
Io, davvero, non vorrei agitarmi. Provo a restare calmo e rispettoso. Mi permetto soltanto di suggerire alla signora #Gerini una piccola ricerca su Google: "Ursula #VonDerLeyen" e "Kaja #Kallas". Ecco, tutto qui. Solo questo.
Nel frattempo, ieri le ho conferito ufficialmente il Premio per la Min****ta della Settimana.
Ho inoltre il piacere di comunicarle che - per volontà unanime della giuria - Ella è candidata anche per quelli del mese, dell’anno e del decennio. A mio avviso se la può giocare alla grande.
Il femminismo avanza, gente. Avanza!
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
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https://x.com/SavinoBalzano/status/1937825791087185982?t=2bajeoer0lQb2S5BtOXnkg&s=19
Desidero esprimere la mia più totale e profonda solidarietà a #MassimoCacciari. Per carità, ogni tanto si scalda, si innervosisce, ma di fronte a certe affermazioni chiunque salterebbe letteralmente dalla sedia.
Ieri sera siamo stati costretti ad ascoltare l’ultima trovata. Tal #Sattanino ci spiega che, se l’#Europa vuole difendere il welfare, deve stare attenta a #Putin. Avete capito bene: per tutelare la scuola, la sanità, la ricerca, l’università, il trasporto pubblico, le pensioni — insomma, lo Stato sociale — servono i carrarmati.
Dopo l’argomento mistico-religioso — ve lo ricordate? Quello per cui il riarmo era necessario perché ce lo chiedeva Gesù — oggi ce ne propongono uno nuovo, questa volta con un volto laico: vuoi che i tuoi figli possano contare sul #welfare? Bene: taglialo per finanziare la difesa… da un nemico immaginario.
È come se dicessi a mio figlio che non posso garantirgli i libri per la scuola perché ho speso quei soldi per comprargli una mazza, così potrà difendersi dal lupo cattivo. Il ragionamento è esattamente lo stesso. Ma non era il lupo a disturbare Pinocchio mentre andava a scuola. Quelli erano due lestofanti, il gatto e la volpe. Mi pare.
E allora, caro #Cacciari, intanto spero che le paghino profumatamente queste partecipazioni televisive, perché sono certo che le costino moltissimo. E poi, le rinnovo tutta la mia vicinanza umana, la mia empatia e – se mi permette – anche la mia similpatia. Perché c'era solo da bestemmiare in diretta.
Desidero esprimere la mia più totale e profonda solidarietà a #MassimoCacciari. Per carità, ogni tanto si scalda, si innervosisce, ma di fronte a certe affermazioni chiunque salterebbe letteralmente dalla sedia.
Ieri sera siamo stati costretti ad ascoltare l’ultima trovata. Tal #Sattanino ci spiega che, se l’#Europa vuole difendere il welfare, deve stare attenta a #Putin. Avete capito bene: per tutelare la scuola, la sanità, la ricerca, l’università, il trasporto pubblico, le pensioni — insomma, lo Stato sociale — servono i carrarmati.
Dopo l’argomento mistico-religioso — ve lo ricordate? Quello per cui il riarmo era necessario perché ce lo chiedeva Gesù — oggi ce ne propongono uno nuovo, questa volta con un volto laico: vuoi che i tuoi figli possano contare sul #welfare? Bene: taglialo per finanziare la difesa… da un nemico immaginario.
È come se dicessi a mio figlio che non posso garantirgli i libri per la scuola perché ho speso quei soldi per comprargli una mazza, così potrà difendersi dal lupo cattivo. Il ragionamento è esattamente lo stesso. Ma non era il lupo a disturbare Pinocchio mentre andava a scuola. Quelli erano due lestofanti, il gatto e la volpe. Mi pare.
E allora, caro #Cacciari, intanto spero che le paghino profumatamente queste partecipazioni televisive, perché sono certo che le costino moltissimo. E poi, le rinnovo tutta la mia vicinanza umana, la mia empatia e – se mi permette – anche la mia similpatia. Perché c'era solo da bestemmiare in diretta.
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Secondo Calenda, a persone come Cacciari e Travaglio non dovrebbe essere “consentito” di esprimere certe idee, che lui considera propagandistiche. Lo si deduce chiaramente da quanto scrive: «la questione riguarda il perché a lui e Travaglio viene consentito di fare propaganda e diffondere false informazioni senza contraddittorio ogni sera su la 7. Non comprendo proprio».
Sorvolo sul tema del contraddittorio: semplicemente ridicolo. Quel che colpisce è l’uso del verbo “consentire”. #Calenda ripete ossessivamente di voler difendere la democrazia dalle autocrazie, è fissato con #Putin, ma dimentica che, nelle democrazie, non c’è bisogno che qualcuno ti “consenta” di parlare: si può parlare, punto.
A me, per esempio, appaiono propagandistiche le posizioni di Calenda, non quelle di #Cacciari, #Travaglio o altri. Eppure non mi sognerei mai di chiedere che non gli venga consentito di esprimersi: anche perché, più parla, meno la gente lo vota. Io, sinceramente, lo vorrei in mondovisione 24 ore su 24, a reti unificate.
Vi sembra democratico uno che, in occasione del suo congresso, si pone come obiettivo quello di “cancellare” un’altra forza politica? Peraltro una forza che raccoglie molti più consensi della sua. Diciamocelo.
Ora, qualcuno starà pensando (lo farei anch’io): “vabbè, dai, è Calenda!”. Sì, avete ragione. Però c’è un aspetto che va sottolineato: il suo metodo non è isolato. Chi oggi si professa difensore della liberaldemocrazia adotta spesso questo linguaggio, questo approccio. E sono proprio questi atteggiamenti a mettere realmente in discussione la democrazia e la libertà: se ti opponi a un certo tipo di logica, a determinati propositi, anche i più assurdi, vieni immediatamente additato, e qualcuno arriva persino a domandarsi perché ti sia “consentito” di parlare.
Il putiniano è lui.
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
Secondo Calenda, a persone come Cacciari e Travaglio non dovrebbe essere “consentito” di esprimere certe idee, che lui considera propagandistiche. Lo si deduce chiaramente da quanto scrive: «la questione riguarda il perché a lui e Travaglio viene consentito di fare propaganda e diffondere false informazioni senza contraddittorio ogni sera su la 7. Non comprendo proprio».
Sorvolo sul tema del contraddittorio: semplicemente ridicolo. Quel che colpisce è l’uso del verbo “consentire”. #Calenda ripete ossessivamente di voler difendere la democrazia dalle autocrazie, è fissato con #Putin, ma dimentica che, nelle democrazie, non c’è bisogno che qualcuno ti “consenta” di parlare: si può parlare, punto.
A me, per esempio, appaiono propagandistiche le posizioni di Calenda, non quelle di #Cacciari, #Travaglio o altri. Eppure non mi sognerei mai di chiedere che non gli venga consentito di esprimersi: anche perché, più parla, meno la gente lo vota. Io, sinceramente, lo vorrei in mondovisione 24 ore su 24, a reti unificate.
Vi sembra democratico uno che, in occasione del suo congresso, si pone come obiettivo quello di “cancellare” un’altra forza politica? Peraltro una forza che raccoglie molti più consensi della sua. Diciamocelo.
Ora, qualcuno starà pensando (lo farei anch’io): “vabbè, dai, è Calenda!”. Sì, avete ragione. Però c’è un aspetto che va sottolineato: il suo metodo non è isolato. Chi oggi si professa difensore della liberaldemocrazia adotta spesso questo linguaggio, questo approccio. E sono proprio questi atteggiamenti a mettere realmente in discussione la democrazia e la libertà: se ti opponi a un certo tipo di logica, a determinati propositi, anche i più assurdi, vieni immediatamente additato, e qualcuno arriva persino a domandarsi perché ti sia “consentito” di parlare.
Il putiniano è lui.
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
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Secondo @CarloCalenda, a persone come @CACCIARl e @marcotravaglio non dovrebbe essere “consentito” di esprimere certe idee, che lui considera propagandistiche. Lo si deduce chiaramente da quanto scrive: «la questione riguarda il perché a lui e Travaglio viene…
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https://x.com/SavinoBalzano/status/1938473628594499930?t=Zx1b-8U_6J8TmqnblO-uGA&s=19
Lei è davvero meravigliosa, stupefacente: ogni volta si supera.
Questa volta: «È evidente che – se non ci fosse una minaccia russa – non ci sarebbe un aumento delle spese militari». E la miseria! Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima? Era così elementare.
Questa è meglio di Sherlock Holmes, Derrick, Colombo e Montalbano messi insieme. C'ha un fiuto semplicemente insuperabile. È evidente, dice Nathalie Tocci: minaccia russa, ergo investimenti in difesa. Ovvio: quale altra motivazione potrebbe mai esserci? Nessuna, ovviamente. Piantatela con questi complotti.
Di che cianciate? Era tutto sotto i nostri occhi: così semplice, così immediato, così scontato. Ma non lo vedevamo. E difatti continua, l’ispettrice #Tocci, e si rammarica perché in #Italia non vediamo l’ovvio, quello che vede lei: «Se non c’è una percezione della minaccia è colpa di tutti noi: non siamo riusciti a trasmetterlo a sufficienza». E però se ti mortifichi così ci metti di malumore. Mannò, non ti dispiacere, detective: lo vuoi un fazzolettino?
Poi ne scopre un’altra, la commissaria Tocci: la strategia imperialista (e quando ti sbagli?) russa, in Italia, fa perno sul supporto a partiti politici. Ovviamente quelli brutti e cattivi, quelli sovranisti e populisti. Sono sobbalzato, son caduto dalla sedia: se lo dice così, con tanta scioltezza, il tenente Tocci avrà senza dubbio degli elementi concreti, delle prove, delle evidenze. Non penserete mica che parli per dar fiato alla bocca? Sicuramente, nelle prossime ore, ci sottoporrà quantomeno una serie di indizi gravi, precisi e concordanti. Basta solo aspettare.
Però poi, un colpo di coda letteralmente sublime. Dice, la nostra signora in giallo, che forse è meglio che in certi Paesi si spenda meno in armamenti. A partire dalla Spagna. Insomma, opina, ve lo immaginate un Paese come la Spagna che spende il 5% del PIL in difesa, dove magari arriva al potere Vox? Ma siam matti?
Ma li morTOCCI! Questo no, Nathalie! Ci scivoli sul finale: eri stata semplicemente perfetta.
Una politologa raffinatissima come te non può cascarmi qui. Eh sì, cara, perché – stando alle tue argute e augustissime argomentazioni – ci sarebbe un piccolissimo (issimo issimo) problema proprio in Germania, il Paese che vorrebbe spendere una millata di miliardi in difesa. Ci sarebbe un partitino (in alcune zone prende solo il 40%) che la vostra vulgata racconta come eversivo. Si chiama Alternative für Deutschland. Ti dev'essere sfuggito: lo vedi che qualche volta l'ovvio si cela anche al tuo sguardo da lince?
Non te la prendere eh, qui si scherza. Ci hai fatto sognare… anche questa volta.
Lei è davvero meravigliosa, stupefacente: ogni volta si supera.
Questa volta: «È evidente che – se non ci fosse una minaccia russa – non ci sarebbe un aumento delle spese militari». E la miseria! Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima? Era così elementare.
Questa è meglio di Sherlock Holmes, Derrick, Colombo e Montalbano messi insieme. C'ha un fiuto semplicemente insuperabile. È evidente, dice Nathalie Tocci: minaccia russa, ergo investimenti in difesa. Ovvio: quale altra motivazione potrebbe mai esserci? Nessuna, ovviamente. Piantatela con questi complotti.
Di che cianciate? Era tutto sotto i nostri occhi: così semplice, così immediato, così scontato. Ma non lo vedevamo. E difatti continua, l’ispettrice #Tocci, e si rammarica perché in #Italia non vediamo l’ovvio, quello che vede lei: «Se non c’è una percezione della minaccia è colpa di tutti noi: non siamo riusciti a trasmetterlo a sufficienza». E però se ti mortifichi così ci metti di malumore. Mannò, non ti dispiacere, detective: lo vuoi un fazzolettino?
Poi ne scopre un’altra, la commissaria Tocci: la strategia imperialista (e quando ti sbagli?) russa, in Italia, fa perno sul supporto a partiti politici. Ovviamente quelli brutti e cattivi, quelli sovranisti e populisti. Sono sobbalzato, son caduto dalla sedia: se lo dice così, con tanta scioltezza, il tenente Tocci avrà senza dubbio degli elementi concreti, delle prove, delle evidenze. Non penserete mica che parli per dar fiato alla bocca? Sicuramente, nelle prossime ore, ci sottoporrà quantomeno una serie di indizi gravi, precisi e concordanti. Basta solo aspettare.
Però poi, un colpo di coda letteralmente sublime. Dice, la nostra signora in giallo, che forse è meglio che in certi Paesi si spenda meno in armamenti. A partire dalla Spagna. Insomma, opina, ve lo immaginate un Paese come la Spagna che spende il 5% del PIL in difesa, dove magari arriva al potere Vox? Ma siam matti?
Ma li morTOCCI! Questo no, Nathalie! Ci scivoli sul finale: eri stata semplicemente perfetta.
Una politologa raffinatissima come te non può cascarmi qui. Eh sì, cara, perché – stando alle tue argute e augustissime argomentazioni – ci sarebbe un piccolissimo (issimo issimo) problema proprio in Germania, il Paese che vorrebbe spendere una millata di miliardi in difesa. Ci sarebbe un partitino (in alcune zone prende solo il 40%) che la vostra vulgata racconta come eversivo. Si chiama Alternative für Deutschland. Ti dev'essere sfuggito: lo vedi che qualche volta l'ovvio si cela anche al tuo sguardo da lince?
Non te la prendere eh, qui si scherza. Ci hai fatto sognare… anche questa volta.
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Lei è davvero meravigliosa, stupefacente: ogni volta si supera.
Questa volta: «È evidente che – se non ci fosse una minaccia russa – non ci sarebbe un aumento delle spese militari». E la miseria! Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima? Era così elementare.…
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https://x.com/SavinoBalzano/status/1938989670588711336?t=cpbYcgAwpjP_rHNTO7kD0g&s=19
Mi hanno colpito le parole di Elena Basile, una delle poche voci libere rimaste nel dibattito pubblico del nostro Paese.
La ringrazio per aver scelto noi per il suo appello: nessuno si senta al sicuro. Se a vincere saranno le élite europee della #guerra, con i loro servi italiani, nessuno sarà escluso dalle conseguenze.
Non possiamo restare immobili, fermi a guardare. Dobbiamo proteggere i nostri figli e difendere il loro futuro.
Chi ci minaccia non è fuori dai confini nazionali, non è a est: è tutto intorno a noi.
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
Mi hanno colpito le parole di Elena Basile, una delle poche voci libere rimaste nel dibattito pubblico del nostro Paese.
La ringrazio per aver scelto noi per il suo appello: nessuno si senta al sicuro. Se a vincere saranno le élite europee della #guerra, con i loro servi italiani, nessuno sarà escluso dalle conseguenze.
Non possiamo restare immobili, fermi a guardare. Dobbiamo proteggere i nostri figli e difendere il loro futuro.
Chi ci minaccia non è fuori dai confini nazionali, non è a est: è tutto intorno a noi.
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Prima o poi doveva succedere, ed è successo. Quando la propaganda non attecchisce — e in questo caso è così grottesca da risultare ridicola praticamente a chiunque — si arriva al punto che persino Severgnini si sente in diritto di ridicolizzare il pensiero di #LeoneXIV. Persino Beppe Severgnini.
Sì, per il Beppe il Papa è un ingenuo: ok, dice, non ci riarmiamo come suggerisce Sua Santità, ma poi che si fa? Non possiamo mica essere tutti così pirla da pensare che basti una lettera: «Caro signor #Putin, le dispiace non invadere i Paesi vicini? Perché, sa, noi non vogliamo riarmarci...».
Ammazza, Beppe. Lo sai che con questa tua uscita così arguta e sarcastica ci hai stesi tutti? Seduti di culo a terra, uno per uno. Raffinatissimo nei tuoi ragionamenti, un vero fioretto: caspita! L’orgoglio di casa, immagino.
Ecco, io però vorrei rivolgere una domanda semplicissima al Beppe. Per carità, noi siamo tutti fessi e lui è quello che ha capito, ma c’è davvero una cosa che non mi torna.
La #Russia possiede un esercito temibile e l’arsenale nucleare più grande del mondo. È una minaccia per noi, tanto seria da costringerci a scegliere tra una lettera di supplica perché non ci attacchi, oppure — in alternativa — il più razionale e lungimirante riarmo.
Bene. Ma allora, di grazia, potresti spiegarci perché lo Zar aspetta che noi investiamo migliaia di miliardi in difesa prima di attaccarci?
Se il piano europeo serve davvero a metterci in sicurezza dalla Russia, come dite voi, gente sveglia e non ingenua, perché mai Putin dovrebbe attendere il 2030 o il 2035 per colpirci, invece di approfittare adesso, mentre siamo ancora impreparati? Si presume che tra dieci anni impreparati non lo saremo più. Cosa sbaglio?
Io e quel fesso del Papa non l’abbiamo ancora capito. Ce lo spieghi tu, Beppe?
Santo Padre, lei è tanto buono, non se la prenda...
Prima o poi doveva succedere, ed è successo. Quando la propaganda non attecchisce — e in questo caso è così grottesca da risultare ridicola praticamente a chiunque — si arriva al punto che persino Severgnini si sente in diritto di ridicolizzare il pensiero di #LeoneXIV. Persino Beppe Severgnini.
Sì, per il Beppe il Papa è un ingenuo: ok, dice, non ci riarmiamo come suggerisce Sua Santità, ma poi che si fa? Non possiamo mica essere tutti così pirla da pensare che basti una lettera: «Caro signor #Putin, le dispiace non invadere i Paesi vicini? Perché, sa, noi non vogliamo riarmarci...».
Ammazza, Beppe. Lo sai che con questa tua uscita così arguta e sarcastica ci hai stesi tutti? Seduti di culo a terra, uno per uno. Raffinatissimo nei tuoi ragionamenti, un vero fioretto: caspita! L’orgoglio di casa, immagino.
Ecco, io però vorrei rivolgere una domanda semplicissima al Beppe. Per carità, noi siamo tutti fessi e lui è quello che ha capito, ma c’è davvero una cosa che non mi torna.
La #Russia possiede un esercito temibile e l’arsenale nucleare più grande del mondo. È una minaccia per noi, tanto seria da costringerci a scegliere tra una lettera di supplica perché non ci attacchi, oppure — in alternativa — il più razionale e lungimirante riarmo.
Bene. Ma allora, di grazia, potresti spiegarci perché lo Zar aspetta che noi investiamo migliaia di miliardi in difesa prima di attaccarci?
Se il piano europeo serve davvero a metterci in sicurezza dalla Russia, come dite voi, gente sveglia e non ingenua, perché mai Putin dovrebbe attendere il 2030 o il 2035 per colpirci, invece di approfittare adesso, mentre siamo ancora impreparati? Si presume che tra dieci anni impreparati non lo saremo più. Cosa sbaglio?
Io e quel fesso del Papa non l’abbiamo ancora capito. Ce lo spieghi tu, Beppe?
Santo Padre, lei è tanto buono, non se la prenda...
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Se fossimo stati più maliziosi e avvertiti, avremmo potuto sostituire quel #superbonus edilizio con il #superbunker. Lo estendevamo al sotto delle case e una parte di quella spesa di difesa era coperta.
Scherzava? Non saprei. È lo stesso che proponeva la leva militare europea, per far conoscere e far stare assieme i nostri ragazzi. Una specie di Erasmus con libro e moschetto. Tal #Josi, cresciuto al fianco di Bettino #Craxi.
A volte me lo domando, anche se non so quanto senso abbia davvero: chissà se Bettino sarebbe orgoglioso dell’eredità che ci ha lasciato. L’uomo di #Sigonella, quello che già prevedeva i rischi dell’Unione Europea per l’#Italia. Dell’#UE disse: «Per noi, nella migliore delle ipotesi sarà un limbo. Nella peggiore delle ipotesi, un inferno».
È andato in un posto migliore di questo — o almeno lo spero, per lui.
A noi ha lasciato questa gente qui…
Se fossimo stati più maliziosi e avvertiti, avremmo potuto sostituire quel #superbonus edilizio con il #superbunker. Lo estendevamo al sotto delle case e una parte di quella spesa di difesa era coperta.
Scherzava? Non saprei. È lo stesso che proponeva la leva militare europea, per far conoscere e far stare assieme i nostri ragazzi. Una specie di Erasmus con libro e moschetto. Tal #Josi, cresciuto al fianco di Bettino #Craxi.
A volte me lo domando, anche se non so quanto senso abbia davvero: chissà se Bettino sarebbe orgoglioso dell’eredità che ci ha lasciato. L’uomo di #Sigonella, quello che già prevedeva i rischi dell’Unione Europea per l’#Italia. Dell’#UE disse: «Per noi, nella migliore delle ipotesi sarà un limbo. Nella peggiore delle ipotesi, un inferno».
È andato in un posto migliore di questo — o almeno lo spero, per lui.
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Se fossimo stati più maliziosi e avvertiti, avremmo potuto sostituire quel #superbonus edilizio con il #superbunker. Lo estendevamo al sotto delle case e una parte di quella spesa di difesa era coperta.
Scherzava? Non saprei. È lo stesso che proponeva la…
Scherzava? Non saprei. È lo stesso che proponeva la…
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La vita sa essere davvero ingrata, ingenerosa, talvolta spietata: oggi mi tocca commentare l’uscita di uno dei giornalisti più scomodi per il regime al potere, Cancellato.
Secondo la sua lettura dei fatti, il caldo che ci tormenta sarebbe colpa del decreto sicurezza del governo. Pensate: a causa di Giorgia Meloni, si sarebbe abbassata persino la temperatura di fusione di ferro e acciaio. Ecco spiegato l’accaduto all’insegna di Generali a Milano.
Se anche in privato si lascia andare a esternazioni del genere, non stupisce che ci sia chi voglia spiarlo.
Non te la prendere, Direttò, si scherza.
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
La vita sa essere davvero ingrata, ingenerosa, talvolta spietata: oggi mi tocca commentare l’uscita di uno dei giornalisti più scomodi per il regime al potere, Cancellato.
Secondo la sua lettura dei fatti, il caldo che ci tormenta sarebbe colpa del decreto sicurezza del governo. Pensate: a causa di Giorgia Meloni, si sarebbe abbassata persino la temperatura di fusione di ferro e acciaio. Ecco spiegato l’accaduto all’insegna di Generali a Milano.
Se anche in privato si lascia andare a esternazioni del genere, non stupisce che ci sia chi voglia spiarlo.
Non te la prendere, Direttò, si scherza.
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Questo è il grande problema del #Movimento5Stelle e di #GiuseppeConte: in fin dei conti, sotto sotto, sono un po' piddini anche loro.
Per #Conte, essere patrioti significa sostenere la difesa comune europea. Una #difesa da affidare a Ursula #VonDerLeyen e Kaja #Kallas. Un apparato militare che, all’occorrenza (si rilegga il Manifesto di Ventotene), potrebbe essere impiegato anche internamente, per piegare eventuali stati membri riottosi. Magari se si rifiutassero di accettare la transizione #green o l'#austerità.
Qui si rivela un problema di visione davvero insormontabile, che colloca Conte tra quei leader politici immaturi o privi di reale discernimento. Qualcuno potrebbe obiettare che gli attuali vertici dell’#UE non sono eterni e che, prima o poi, arriverà una nuova guida. Ma io vi domando: quale classe dirigente europea, in una prospettiva storica, ha mai realmente fatto gli interessi dei popoli europei, soprattutto di quelli mediterranei? Nessuna. Hanno affamato tutti.
Conte attacca #AlternativeFürDeutschland e ne agita lo spauracchio, come farebbe un #Mentana qualsiasi. Eppure, #AfD è apertamente contraria al riarmo; a sostenerlo sono i cosiddetti "moderati". Guardiamo alla Francia: è forse moderato #Macron, che voleva mandare truppe al fronte ucraino?
La normalizzazione del #M5S passa anche da questo. Da questo “patriottismo” da fessi.
Questo è il grande problema del #Movimento5Stelle e di #GiuseppeConte: in fin dei conti, sotto sotto, sono un po' piddini anche loro.
Per #Conte, essere patrioti significa sostenere la difesa comune europea. Una #difesa da affidare a Ursula #VonDerLeyen e Kaja #Kallas. Un apparato militare che, all’occorrenza (si rilegga il Manifesto di Ventotene), potrebbe essere impiegato anche internamente, per piegare eventuali stati membri riottosi. Magari se si rifiutassero di accettare la transizione #green o l'#austerità.
Qui si rivela un problema di visione davvero insormontabile, che colloca Conte tra quei leader politici immaturi o privi di reale discernimento. Qualcuno potrebbe obiettare che gli attuali vertici dell’#UE non sono eterni e che, prima o poi, arriverà una nuova guida. Ma io vi domando: quale classe dirigente europea, in una prospettiva storica, ha mai realmente fatto gli interessi dei popoli europei, soprattutto di quelli mediterranei? Nessuna. Hanno affamato tutti.
Conte attacca #AlternativeFürDeutschland e ne agita lo spauracchio, come farebbe un #Mentana qualsiasi. Eppure, #AfD è apertamente contraria al riarmo; a sostenerlo sono i cosiddetti "moderati". Guardiamo alla Francia: è forse moderato #Macron, che voleva mandare truppe al fronte ucraino?
La normalizzazione del #M5S passa anche da questo. Da questo “patriottismo” da fessi.
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Questo è il grande problema del #Movimento5Stelle e di #GiuseppeConte: in fin dei conti, sotto sotto, sono un po' piddini anche loro.
Per #Conte, essere patrioti significa sostenere la difesa comune europea. Una #difesa da affidare a Ursula #VonDerLeyen…
Per #Conte, essere patrioti significa sostenere la difesa comune europea. Una #difesa da affidare a Ursula #VonDerLeyen…
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Secondo il direttore de #IlFoglio, le sanzioni a #Israele? "Assolutamente no". Serve la diplomazia. Hai capito!
Curioso, davvero curioso, considerando la linea editoriale della testata sul conflitto tra #Russia e #Ucraina. Colpiscono l’indipendenza e la libertà di pensiero di una certa stampa…
E ancora, la ciliegina sulla torta (è proprio il caso di dirlo): i crimini di Israele andranno dimostrati. Secondo loro, non c’è ancora nulla di evidente.
Anche qui, tutto molto interessante. Quando si parla di #Netanyahu, Il Cherry invoca garantismo e tribunali internazionali; quando si parla di #Putin, diventa manettaro, al punto da voler anticipare il giudizio universale, scavalcando pure nostro Signore.
Ma guai a parlare di doppi standard: è roba complottista, no-vax, putiniano e così via.
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
Secondo il direttore de #IlFoglio, le sanzioni a #Israele? "Assolutamente no". Serve la diplomazia. Hai capito!
Curioso, davvero curioso, considerando la linea editoriale della testata sul conflitto tra #Russia e #Ucraina. Colpiscono l’indipendenza e la libertà di pensiero di una certa stampa…
E ancora, la ciliegina sulla torta (è proprio il caso di dirlo): i crimini di Israele andranno dimostrati. Secondo loro, non c’è ancora nulla di evidente.
Anche qui, tutto molto interessante. Quando si parla di #Netanyahu, Il Cherry invoca garantismo e tribunali internazionali; quando si parla di #Putin, diventa manettaro, al punto da voler anticipare il giudizio universale, scavalcando pure nostro Signore.
Ma guai a parlare di doppi standard: è roba complottista, no-vax, putiniano e così via.
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Secondo il direttore de #IlFoglio, le sanzioni a #Israele? "Assolutamente no". Serve la diplomazia. Hai capito!
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Curioso, davvero curioso, considerando la linea editoriale della testata sul conflitto tra #Russia e #Ucraina. Colpiscono l’indipendenza e la…
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Mario #Draghi è l'uomo attorno al quale, puntualmente, si condensa il peggio dell'ipocrisia e del conformismo del nostro dibattito pubblico.
Viene celebrato come una star, molti ne scrivono definendolo il migliore degli Italiani, forse tenuto anche conto di Cavour, Mazzini e Garibaldi. Eppure, se domandassimo a chiunque - tra le persone comuni - cosa ricordi del contributo che #MarioDraghi ha apportato alle vicende dell'#Italia, a nessuno verrebbe in mente qualcosa di buono.
Viene presentato come il più bravo di tutti: ha ricoperto ruoli istituzionali strategici. Dalla guida della Banca d'Italia alla #BCE. È stato Presidente del Consiglio dei Ministri e ha sfiorato il #Quirinale (ci riproverà).
È stato ed è tutt'ora un uomo di potere: bene, in che modo ha adoperato questo potere per migliorare la nostra vita? Cosa ha fatto di buono per noi? Una cosa, chiedo una cosa soltanto.
Come si spiegano quindi la deferenza - financo il timore - che nei suoi confronti nutrono gran parte della politica e dell'informazione? Queste sono le domande importanti, quelle utili a comprendere davvero se siamo una democrazia autentica oppure no.
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
Mario #Draghi è l'uomo attorno al quale, puntualmente, si condensa il peggio dell'ipocrisia e del conformismo del nostro dibattito pubblico.
Viene celebrato come una star, molti ne scrivono definendolo il migliore degli Italiani, forse tenuto anche conto di Cavour, Mazzini e Garibaldi. Eppure, se domandassimo a chiunque - tra le persone comuni - cosa ricordi del contributo che #MarioDraghi ha apportato alle vicende dell'#Italia, a nessuno verrebbe in mente qualcosa di buono.
Viene presentato come il più bravo di tutti: ha ricoperto ruoli istituzionali strategici. Dalla guida della Banca d'Italia alla #BCE. È stato Presidente del Consiglio dei Ministri e ha sfiorato il #Quirinale (ci riproverà).
È stato ed è tutt'ora un uomo di potere: bene, in che modo ha adoperato questo potere per migliorare la nostra vita? Cosa ha fatto di buono per noi? Una cosa, chiedo una cosa soltanto.
Come si spiegano quindi la deferenza - financo il timore - che nei suoi confronti nutrono gran parte della politica e dell'informazione? Queste sono le domande importanti, quelle utili a comprendere davvero se siamo una democrazia autentica oppure no.
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Viene celebrato come una star, molti ne scrivono definendolo il migliore degli Italiani, forse tenuto anche conto…
Viene celebrato come una star, molti ne scrivono definendolo il migliore degli Italiani, forse tenuto anche conto…
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Davvero interessante l’intervista di oggi a Luciano #Canfora.
Gli ho posto due domande.
La prima riguarda il comportamento del nostro Presidente della Repubblica: ultimamente ci sto parecchio in fissa.
In particolare, volevo sapere cosa pensasse del doppiopesismo con cui, a seconda delle circostanze, esalta la supremazia del diritto internazionale.
Poi gli ho chiesto se condividesse l’idea — sostenuta da alcuni (tra cui @marcotravaglio) — secondo cui oggi dovremmo preoccuparci più di certi leader europei che della #Russia di #Putin.
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
Davvero interessante l’intervista di oggi a Luciano #Canfora.
Gli ho posto due domande.
La prima riguarda il comportamento del nostro Presidente della Repubblica: ultimamente ci sto parecchio in fissa.
In particolare, volevo sapere cosa pensasse del doppiopesismo con cui, a seconda delle circostanze, esalta la supremazia del diritto internazionale.
Poi gli ho chiesto se condividesse l’idea — sostenuta da alcuni (tra cui @marcotravaglio) — secondo cui oggi dovremmo preoccuparci più di certi leader europei che della #Russia di #Putin.
#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
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Basterebbe dirlo tutti insieme: con questa storia del #CambiamentoClimatico ci avete veramente rotto i cog***ni. Non se ne può più.
Se fa caldo, è emergenza cambiamento climatico.
Se fa freddo, è emergenza cambiamento climatico.
Se piove, è emergenza cambiamento climatico.
Se c'è il sole, è emergenza cambiamento climatico.
La chiave non è nel cambiamento climatico, ma nell’emergenza.
La narrazione dominante vive di emergenze, necessarie a imporre scelte politiche, spesso a danno dei più fragili.
I dati del 2023 ci dicono che, approssimativamente, la Cina ha emesso 12,6 Gt di CO₂, gli USA 5,2 Gt, l'India 3,06 Gt e l'UE 3,2 Gt.
Ogni statunitense consuma circa 18 t di CO₂, ogni cinese 11 t, ogni europeo 7. Gli indiani solo 2,5.
Alla luce di questi numeri, adoperando semplicemente la logica, pensate davvero che — ammesso che il cambiamento climatico sia di origine antropica — acquistando (a spese nostre) l'auto elettrica le cose possano cambiare? Installando (a spese nostre) il cappottino termico in casa le cose possano cambiare?
Possiamo provare ad essere seri, per favore?
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Basterebbe dirlo tutti insieme: con questa storia del #CambiamentoClimatico ci avete veramente rotto i cog***ni. Non se ne può più.
Se fa caldo, è emergenza cambiamento climatico.
Se fa freddo, è emergenza cambiamento climatico.
Se piove, è emergenza cambiamento climatico.
Se c'è il sole, è emergenza cambiamento climatico.
La chiave non è nel cambiamento climatico, ma nell’emergenza.
La narrazione dominante vive di emergenze, necessarie a imporre scelte politiche, spesso a danno dei più fragili.
I dati del 2023 ci dicono che, approssimativamente, la Cina ha emesso 12,6 Gt di CO₂, gli USA 5,2 Gt, l'India 3,06 Gt e l'UE 3,2 Gt.
Ogni statunitense consuma circa 18 t di CO₂, ogni cinese 11 t, ogni europeo 7. Gli indiani solo 2,5.
Alla luce di questi numeri, adoperando semplicemente la logica, pensate davvero che — ammesso che il cambiamento climatico sia di origine antropica — acquistando (a spese nostre) l'auto elettrica le cose possano cambiare? Installando (a spese nostre) il cappottino termico in casa le cose possano cambiare?
Possiamo provare ad essere seri, per favore?
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Se fa caldo, è emergenza cambiamento climatico.
Se fa freddo, è emergenza cambiamento climatico.
Se piove, è emergenza cambiamento…
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Se fa freddo, è emergenza cambiamento climatico.
Se piove, è emergenza cambiamento…
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Ieri sera nuovo confronto pacato e garbato a La Zanzara.
Ospite di Cruciani e Parenzo, la sora Briganti: ritiene si debba chiedere scusa al pianeta Terra per i temporali di Milano.
Ho suggerito un supporto psicologico.
Ieri sera nuovo confronto pacato e garbato a La Zanzara.
Ospite di Cruciani e Parenzo, la sora Briganti: ritiene si debba chiedere scusa al pianeta Terra per i temporali di Milano.
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Ieri sera nuovo confronto pacato e garbato a @LaZanzaraR24, @Radio24_news.
Ospite di @giucruciani e @DAVIDPARENZO, la sora Briganti: ritiene si debba chiedere scusa al pianeta Terra per i temporali di Milano.
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Ospite di @giucruciani e @DAVIDPARENZO, la sora Briganti: ritiene si debba chiedere scusa al pianeta Terra per i temporali di Milano.
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