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Letture, ascolti & altro:
proposte & deliri sparsi
di Fabio R. Crespi
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L'altra sera ho rivisto per la terza o quarta volta "Arrival" (2016) di Denis Villeneuve con Amy Adams e Jeremy Renner, uno dei migliori film di pura fantascienza degli ultimi anni, tratto da un racconto di Ted Chiang che dà nome a una intera raccolta di piccoli capolavori che hanno fatto incetta di Hugo, Nebula e Locus: "Storie della tua vita e altri racconti" ("Stories of Your Life and Others", 2005; Ne/oN Libri, 2025; trad. di Marinella Magrì).

Ted Chiang non è particolarmente prolifico: oltre a questa, c'è un'altra antologia ("Respiro") che raccoglie un'altra serie di racconti successivi a questi. Il nostro non ha scritto molto, ma ha scritto intensamente: questa non è una lettura da affrontare a tempo perso, è fantascienza dove il fattore "scienza" ha un notevole peso, ma si tratta di scienza che confina con la filosofia, a tratti con la religione. Per tornare a uno dei significati della sigla sf, stiamo parlando di "speculative fiction", oltre che di "science fiction". Non fatevi spaventare, però: prendetevi il tempo necessario (ché Chang si prende il suo) e lasciatevi accompagnare dentro le sue ambientazioni a seguirne logiche e geometrie, ne uscirete sicuramente più arricchiti.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/storie-della-tua-vita-e-altri-racconti
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"Il ritorno della Demetra", una storia in loop di Alastair Reynolds.
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Su una goletta che naviga lungo la costa norvegese, o su una nave a vapore dalle parti della Patagonia, o su un dirigibile che si immerge nei ghiacci dell'Antartide, o su un'astronave in prossimità di Europa, Luna di Giove, Silas Coade, medico di bordo è lì, sulla Demetra, a morire quando è sempre più vicino all'obiettivo della spedizione. Silas Coade e altri personaggi dello stesso dramma che si reitera. La Demetra e l'altra nave/dirigibile/astronave Europa hanno percorso la stessa strada che porta a un improbabile megastruttura dalle geometrie sfuggenti.

Alastair Reynolds costruisce una storia ricorsiva dalle vaghe suggestioni lovecraftiane, ma, in realtà, non è la prima storia di questo tipo che leggiamo (o vediamo): riusciamo ad intuire il meccanismo, ma "Il ritorno della Demetra" ("Eversion", 2022; Urania Mondadori, 2024; trad. di Nicola Fantini) riesce comunque a intrappolarci nel suo loop e ad appassionarci all'impresa del nostro medico di bordo.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/il-ritorno-della-demetra-urania-jumbo
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"L'ultimo teorema" di Arthur C. Clarke e Frederik Pohl è una storia che profuma di futuro e speranza.
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Ci sono diversi motivi per leggere "L'ultimo teorema" ("The Last Theorem", 2008; Urania Mondadori, 2012; trad. di Flora Staglianò) di Arthur C. Clarke e Frederik Pohl: il fatto che sia l'ultimo lavoro di Clarke, il fatto che sia frutto di una collaborazione tra giganti della sf (con pure qualche contributo arrivato da un altro gigante come Silverberg), il fatto che ci si possa crogiolare nella parte "scienza" del binomio "fantascienza", il fatto che abbondi di "sense of wonder" alle soglie di un futuro incombente, che può indirizzarci verso una strada che può portare lontano nel tempo e nello spazio.

La storia è quella di un giovane matematico ossessionato dal teorema di Fermat: ne seguiamo la vita in una sorta di narrazione quasi favolistica, in una sequenza di avvenimenti che paiono essere ottimistici oltre ogni logica. Storia in netto contrasto con quella che vede gli alieni che "gestiscono" le innumerevoli specie presenti nella galassia, i Grandi Galattici, dare ordine di spazzare via la (in)civiltà terrestre che si è fatta notare quando i fotoni delle esposioni nucleari sono stati avvistati fuori dal nostro sistema.
Ma Ranjit Subramanian, famiglia e amici a contorno sono assai simpatici e gli alieni, che siano impositivi, chiacchieroni, digitali oppure killer, sono estremamente affascinanti. E, quindi, ci si può godere appieno preamboli, storia e postamboli e respirare aria di futuro e, perché no, perfino aria di speranza per l'umanità.

L'edizione digitale è scomparsa e quella cartacea è di brevissima durata (essendo materiale da edicola), ma lo si trova nell'usato oppure in lingua originale:
https://www.kobo.com/it/it/ebook/the-last-theorem-1
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"L’ultimo visitatore" è un thriller gelido e da isola deserta di Martin Griffin.
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"L'ultimo visitatore" ("The Last Visitor", 2024; Giunti, 2025; trad. di Adria Tissoni) è un thriller da isola deserta e Martin Griffin si diverte a costruire un thriller con pochi personaggi in un gelido clima atlantico.

Siamo alle Ilhas Desertas, non lontane da Madeira, dove un gruppo di ricercatori si occupa di tenere sotto controllo una piccola colonia di elefanti marini per conto della Seawild, una fondazione impegnata nella protezione della biodiversità marina. Insieme ai ricercatori si trova una videomaker ingaggiata per produrre un documentario che possa contribuire a mantenere deserte e fedeli al proprio nome quelle isole. Non solo la nostra protagonista trova un cadavere e comincia ad avere sospetti su tutti i propri compagni di spedizione, ma i fantasmi di un passato con cui non ha del tutto fatto i conti tornano a tormentarla.

Se non fosse per alcuni momenti in cui l'autore anticipa in modo inutile quello che sta per succedere, tutto filerebbe alla grande. Ma, passando oltre queste forzature, la storia procede con un ritmo serrato verso una conclusione soddisfacente.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/l-ultimo-visitatore
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Decimo Tagliapietra fa ritornare i morti: "Risorgemia" sembra essere una specie di malattia endemica di Portoalto, villaggio sperduto tra i monti altoatesini.
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Negli anni '50 i morti risorgono in una frazione montana sperduta tra i boschi altoatesini. In quei tempi non erano ancora usciti i capolavori di Romero, per cui i pochi vivi devono capire da soli come mettere fuori combattimento i ritornanti. Ma la stessa cosa già capitò all'inizio del secolo, c'è un diario a testimoniarlo, e, un secolo dopo, la chiesa incarica una sorta di investigatore dell'occulto di fare luce sui fatti.

"Risorgemia" (2021; Delos Digital, 2021) di Decimo Tagliapietra riesce a intrappolarci sui monti per fare il tifo per i pochi sopravvissuti, che vorrebbero sopravvivere per certo. E inserisce un classico dell'horror in un contesto più ampio, in un confronto tra uomo e natura, o tra diversi modi di intendere la vita. E la morte.

https://delos.digital/9788825416602/risorgemia
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David Koepp ci fa sapere che non basta mettere in vitro "Sotto zero" un fungo che non è capace di stare fermo.
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Tra fantascienza e horror, "Sotto zero" ("Cold Storage", 2019; HarperCollins, 2022; trad. di Anna Ricci) di David Koepp è soprattutto una storia d'azione frenetica, una lotta mortale contro un fungo invasivo capace di sfruttare quasi qualsiasi sostanza per espandersi e progredire.

La storia ha origini negli anni 80: il primo incontro col fungo ha visto gli esseri umani trionfare e portare un piccolo campione congelato in vitro in una struttura governativa interrata. Ma il fungo è più tosto di quanto si possa immaginare e il governo tende a svendere le proprie strutture segrete. Così, anni dopo, saranno due impiegati della ditta di stoccaggio che sorge sopra la ex struttura governativa a dover far fronte alla minaccia, guidati da qualcuno che già aveva avuto a che farci.
Niente di davvero sorprendente o impegnativo, ma una scrittura ben ritmata e condita con una giusta dose di ironia rende decisamente piacevole la lettura, anche sia "solo" una storia di pura evasione.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/sotto-zero
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"Il segno dei due mondi" di Keith Laumer ci porta brillantemente da Stonehenge a un mondo distante.
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Keith Laumer ci propone una fantascienza brillante, magari un po' ingenua: "Il segno dei due mondi" ("A Trace of Memory", 1962; Urania Mondadori, 2022; trad. di Fabio Feminò) va letto tenendo conto degli oltre sessant'anni che, nel frattempo, sono trascorsi e riesce ancora a stuzzicare il nostro sense of wonder.

A partire da un'improbabile ricerca delle proprie origini (o delle proprie memorie per stare al titolo originale) in cui un naufrago alieno coinvolge un pragmatico terrestre dall'improbabile nome di Legione, da Stonehenge si arriva ai due mondi. Quella che sulla Terra sembrava una storia un po' squinternata si trasforma in un'avventura su un mondo distante, in cui la civiltà è regredita a sistema feudale.

Decisamente sf d'altri tempi: se già ci hai avuto a che fare, è come ritrovare gli amici di un tempo; se sei nuovo alle vecchie storie, potresti perfino prenderci gusto.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/il-segno-dei-due-mondi-urania
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"Linfa nera" di Elisa Bertini porta una botanica forense in un paesino della Romagna, dove, da indagatrice, diventa preda.
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Elisa Bertini costruisce un mystery che presto assume i toni del thriller in una ambientazione che sfiora le atmosfere del folk horror. Ma "Linfa nera" (2025; SEM Feltrinelli, 2025) non sconfina in territori oltremondani e rimane decisamente nell'ambito del mondo "reale", che a volte riesce ad essere comunque parecchio inquietante.

La protagonista è una botanica forense e si intende di tutte quelle cose verdi a cui io faccio fatica a dare un nome, figuriamoci quando poi scivolano nel microscopico e aiutano a tracciare un omicidio. Lena è rossa, come la vittima, percorsa da malesseri, dalla "linfa nera" che la tiene a distanza dal resto del mondo. Ma sia la sua somiglianza con la vittima, che la sua capacità di farsi apprezzare attraverso il proprio lavoro, provocano crepe nelle sue abitudini e Lena si ritrova ad essere al centro delle attenzioni dell'assassino, in un minuscolo paese isolato della Romagna dove boschi e antichi rituali conservano le memorie di un passato in parte celebrato e in parte quasi dimenticato.

"La prima indagine di Lena Malinverni, botanica forense" c'è scritto in copertina, sotto il titolo: direi non ci faremo mancare sicuramente l'eventuale seconda indagine, confidando nel fatto che i finali ammiccamenti al romance rimangano solo tali.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/linfa-nera
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Darcy Coates rivisita il tema della casa infestata: "I fantasmi di Ashburn House" attendono di conoscere la nuova inquilina.
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Parte lentamente "I fantasmi di Ashburn House" ("The Haunting of Ashburn House" , 2016; Fanucci, 2023; trad. di Jzreel Cassata) di Darcy Coates e all'inizio non si capisce molto bene che strada voglia prendere: una ventenne squattrinata eredita la classica "casa infestata" in un microscopico paesello australiano dove, naturalmente, tutti sono curiosi di conoscere la nuova inquilina e di sapere quanto resisterà nella casa che fu sede di una sanguinosa strage di famiglia. La nostra giovane viene perfino accolta da alcune sue coetanee, curiose e timorose di mettere piede ad Ashburn House: sembrerebbe una storiella leggera ma quasi immediatamente si presentano dei segnali che sembrano dei veri e propri campanelii d'allarme: specchi assenti, scritte incise nel legno per tutta la casa, uno strano incidente, un inspiegabile frastuono al tramonto capace di provocare terrore. E, magari, questi segnali andrebbero proprio presi sul serio perchè, effettivamente, l'orrore è già pronto ad assediare la casa cercando un varco per poterci entrare.

Una rivisitazione di un tema classico, con caratteristiche originali e il terrore in crescendo, racchiuso tra parentesi di apparente normalità.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/i-fantasmi-di-ashburn-house
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L'alieno "In forme" di Dolki Min ha problemi col proprio corpo e ha fame di esseri umani.
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Dolki Min è lo pseudonimo di un artista coreano che, con "In forme" ("보행 연습" -Walking Practice-, 2022; Add Editore, 2025; trad. di Lia Iovenitti), nel 2024 ha ricevuto l'Otherwise Award (vinto in precedenza anche dalla LeGuin), premio per il fantastico che si occupa di "genere" (astenersi da commenti gli strillatori di "woke!", per favore).

Queste sono le vicende di un alieno naufrago sulla Terra perché la sua astronave è rimasta a secco di carburante. Deve quindi adattarsi a campare come meglio può e la sua capacità di cambiare forma può essergli d'aiuto. Ma, ancora prima del carburante, il nostro alieno ha bisogno di cibo e, dopo qualche anno di tentativi, ha scoperto che la carne umana è la cosa migliore che potesse capitargli. Così, tramite app di incontri, riesce a fare almeno il pieno allo stomaco.

Ai limiti del body horror, la narrazione, in verità, è più focalizzata sulla forma del corpo che può assumere l'alieno: la propria, uomo o donna, secondo le occasioni. E in base a quello la necessità di adottare forme comportamentali adeguate al corpo in cui si sta mimetizzando. Alla fine, quello che si prospetta è la scomodità di doversi adattare a un corpo specifico, che si scopre avere esigenze diverse da quelle della mente che lo governa: scomodo sicuramente per un alieno e, talvolta, altrettanto scomodo per gli esseri umani.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/in-forme/
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Stefano Castelvetri ci manda a zonzo tra le stelle insieme a una creatura "Terrestre, non umana" e ai suoi strani colleghi di lavoro.
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È sempre buona norma tenere d'occhio le tanto vituperate autoproduzioni, perché c'è sempre la possibilità di inciampare in qualcosa di buono. Nel caso della fantascienza io sono piuttosto diffidente, ma Stefano Castelvetri, con "Terrestre, non umana" (2024, autoproduzione), riesce decisamente a fare centro.

La nostra protagonista, Skarer, non è umana, è un virus senziente che non ama diffondersi, perché essere in più soggetti la mette a disagio. Viaggia tra le stelle su una astronave in compagnia di altri mercenari (non è la Bebop, è la Soorioday) non umani, naturali o sintetici, al soldo della Mente Cosmica, un'organizzazione affaristica (o criminale, i concetti a volte sono piuttosto sfumati, e non solo nella sf).

I primi capitoli nascono come racconti a tema ma, in seguito, acquisicono coerenza e si incanalano in una storia d'azione in cui non mancano esseri pittoreschi, relazioni complicate tra razze e mondi diversi, scienza, tecnologia (in particolare il lato IT è perfino plausibile, cosa rara - forse non compreso il "ripristinare parti infinitesimali e connaturalmente inestricabili in stati e configurazioni che sono, sono state o saranno", ma suona piacevolmente "eganiano"), ironia, una buona colonna sonora e doverosi omaggi al genere. Insomma, quanto basta per esserne più che soddisfatti.

Da apprezzare anche che l'autore non distribuisca i propri lavori sull'unica, solita piattaforma: di seguito la pagina dedicata al romanzo sul suo sito (Bluebabbler), dove trovate anche gli altri suoi libri e curiosità varie.
https://bluebabbler.it/book/Terrestre_non_umana
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