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ZELENSKY RIMODELLA IL GOVERNO UCRAINO: DIMISSIONI ANTICIPATE DI SVYRYDENKO E INTRIGO INTORNO A FEDOROV
Rimpasto lampo del Gabinetto per prepararsi all’inverno più duro della guerra e ridefinire gli equilibri di potere a Kiev
Fonte: Roman Romaniuk, Ukrainska Pravda, 13 luglio 2026
La premier Yulia Svyrydenko è stata costretta a dimettersi dopo meno di un anno di mandato, senza nemmeno raggiungere il primo anniversario previsto per il 17 luglio. La sua sostituzione con il presidente di Naftogaz, Oleksiy Koretsky, appare ormai la soluzione più probabile, mentre il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov si trova in una posizione delicata e potrebbe essere rimosso o spostato.
Il rimpasto non era previsto prima di agosto, ma ha subito un’acceleraione per diversi motivi convergenti:
Il progressivo indebolimento dell’influenza di Andriy Yermak (ex capo dell’Ufficio presidenziale) dopo perquisizioni e sospetti di corruzione ha alterato gli equilibri di potere. Il governo precedente era stato formato sotto la sua egida. Ora nuovi centri di influenza chiedono spazio.
Zelensky è stanco del modello di “baby-sitting governativo”, in cui l’Ufficio presidenziale dettava ogni mossa e il premier doveva farla approvare. Il presidente vuole ora un premier più autonomo, capace di iniziativa e responsabilità operativa, mentre le grandi decisioni strategiche restano al Capo dello Stato.
Il calendario: dopo i grandi appuntamenti internazionali estivi (NATO, Ukraine Recovery Conference di Danzica), si è creato un momento di calma utile per far insediare il nuovo esecutivo prima dell’autunno.
La necessità di prepararsi all’inverno più critico della guerra: la Russia punta a distruggere l’energia, il gas e le infrastrutture dei carburanti. Serve un governo dinamico e focalizzato su questi dossier.
Il conflitto sistemico intorno al ministro della Difesa Fedorov, accusato da alcuni gruppi di aver “bloccato il treno della corruzione” sul bilancio della difesa. Nonostante goda di forte sostegno popolare come “presidente delle riforme”, il suo destino è in bilico.
Svyrydenko è stata colta di sorpresa, ma ha accettato la proposta di diventare ambasciatrice negli Stati Uniti dopo le dimissioni annunciate dell’attuale ambasciatrice Olga Stefanishyna. Tra i papabili per la premiership, Mykhailo Fedorov ha rifiutato, preferendo non abbandonare il Ministero della Difesa alla vigilia dell’inverno, mentre Oleksiy Koretsky di Naftogaz è il favorito: Zelensky lo considera un manager forte.
Si parla anche di una rotazione ai vertici del Ministero della Difesa e degli Interni, oltre a possibili nomine alla SBU.
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Rimpasto lampo del Gabinetto per prepararsi all’inverno più duro della guerra e ridefinire gli equilibri di potere a Kiev
Fonte: Roman Romaniuk, Ukrainska Pravda, 13 luglio 2026
La premier Yulia Svyrydenko è stata costretta a dimettersi dopo meno di un anno di mandato, senza nemmeno raggiungere il primo anniversario previsto per il 17 luglio. La sua sostituzione con il presidente di Naftogaz, Oleksiy Koretsky, appare ormai la soluzione più probabile, mentre il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov si trova in una posizione delicata e potrebbe essere rimosso o spostato.
Il rimpasto non era previsto prima di agosto, ma ha subito un’acceleraione per diversi motivi convergenti:
Il progressivo indebolimento dell’influenza di Andriy Yermak (ex capo dell’Ufficio presidenziale) dopo perquisizioni e sospetti di corruzione ha alterato gli equilibri di potere. Il governo precedente era stato formato sotto la sua egida. Ora nuovi centri di influenza chiedono spazio.
Zelensky è stanco del modello di “baby-sitting governativo”, in cui l’Ufficio presidenziale dettava ogni mossa e il premier doveva farla approvare. Il presidente vuole ora un premier più autonomo, capace di iniziativa e responsabilità operativa, mentre le grandi decisioni strategiche restano al Capo dello Stato.
Il calendario: dopo i grandi appuntamenti internazionali estivi (NATO, Ukraine Recovery Conference di Danzica), si è creato un momento di calma utile per far insediare il nuovo esecutivo prima dell’autunno.
La necessità di prepararsi all’inverno più critico della guerra: la Russia punta a distruggere l’energia, il gas e le infrastrutture dei carburanti. Serve un governo dinamico e focalizzato su questi dossier.
Il conflitto sistemico intorno al ministro della Difesa Fedorov, accusato da alcuni gruppi di aver “bloccato il treno della corruzione” sul bilancio della difesa. Nonostante goda di forte sostegno popolare come “presidente delle riforme”, il suo destino è in bilico.
Svyrydenko è stata colta di sorpresa, ma ha accettato la proposta di diventare ambasciatrice negli Stati Uniti dopo le dimissioni annunciate dell’attuale ambasciatrice Olga Stefanishyna. Tra i papabili per la premiership, Mykhailo Fedorov ha rifiutato, preferendo non abbandonare il Ministero della Difesa alla vigilia dell’inverno, mentre Oleksiy Koretsky di Naftogaz è il favorito: Zelensky lo considera un manager forte.
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Українська правда
Зеленський міняє уряд: відставка Свириденко, Корецький у Кабміні, інтрига навколо Федорова
У неділю, 12 липня, сталося те, до чого на Банковій готувалися вже кілька тижнів, але чого мало хто очікував саме зараз.
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IRAN AVVERTÌ JD VANCE: "KUSHNER E WITKOFF SFRUTTANO I NEGOZIATI PER GUADAGNI PERSONALI"
Messaggi riservati al vicepresidente hanno denunciato un uso improprio di informazioni riservate, fughe di notizie verso Netanyahu e manipolazioni di mercato durante i colloqui USA-Iran del 2026
Fonte: Drop Site News
Durante i negoziati USA-Iran a Lake Lucerne (Svizzera) alla fine di giugno 2026, i negoziatori iraniani hanno inviato un messaggio privato al vicepresidente JD Vance attraverso un intermediario. Nel messaggio si avvertiva che Steve Witkoff (inviato speciale di Trump) e Jared Kushner (genero di Trump, senza ruolo ufficiale) stavano “abusando” del loro accesso privilegiato ai colloqui per trarne vantaggi personali, in particolare speculando sui mercati finanziari.
Secondo un alto funzionario iraniano anonimo, i due avrebbero sfruttato informazioni riservate sui negoziati e sugli sviluppi bellici per operare su futures del petrolio, azioni energetiche e mercati predittivi. L’Iran avrebbe calcolato profitti illeciti per circa 9 miliardi di dollari e avrebbe chiesto che 4,5 miliardi venissero riconosciuti alla parte iraniana, con testi e documentazione da inserire negli atti storici.
Gli iraniani denunciano inoltre che Kushner avrebbe ripetutamente passato informazioni riservate al premier israeliano Benjamin Netanyahu e al capo del Mossad.
Già da prima dei colloqui di Islamabad in aprile e durante quelli di Oman e Svizzera di febbraio, l’Iran aveva inviato avvertimenti a Trump (tramite i pakistani) sul ruolo distruttivo di Witkoff, accusato di distorcere le posizioni iraniane (soprattutto sul tema dell’uranio arricchito) e di mancare di competenze tecniche. Durante i negoziati di Lucerna, Trump avrebbe minacciato pubblicamente l’Iran su Fox News, causando l’interruzione dei colloqui.
L’Iran vede in JD Vance un interlocutore più affidabile e interessato a un accordo duraturo, in contrapposizione all’approccio volatile e centrato sulla propria immagine di Trump. Per questo, ha deciso di aprire un canale diretto con il vicepresidente, ritenendolo potenzialmente interessato a una risoluzione stabile anche in vista di future ambizioni politiche.
Robert Malley (ex negoziatore del JCPOA) commenta che è strategicamente sensato per l’Iran rivolgersi a Vance, data la sua posizione e il suo scetticismo verso la guerra.
Un funzionario USA ha negato che il messaggio sia mai arrivato a Vance e ha definito false le accuse di motivi personali. La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha definito Drop Site “propagandisti del regime iraniano”. Kushner e Witkoff non hanno risposto direttamente.
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Messaggi riservati al vicepresidente hanno denunciato un uso improprio di informazioni riservate, fughe di notizie verso Netanyahu e manipolazioni di mercato durante i colloqui USA-Iran del 2026
Fonte: Drop Site News
Durante i negoziati USA-Iran a Lake Lucerne (Svizzera) alla fine di giugno 2026, i negoziatori iraniani hanno inviato un messaggio privato al vicepresidente JD Vance attraverso un intermediario. Nel messaggio si avvertiva che Steve Witkoff (inviato speciale di Trump) e Jared Kushner (genero di Trump, senza ruolo ufficiale) stavano “abusando” del loro accesso privilegiato ai colloqui per trarne vantaggi personali, in particolare speculando sui mercati finanziari.
Secondo un alto funzionario iraniano anonimo, i due avrebbero sfruttato informazioni riservate sui negoziati e sugli sviluppi bellici per operare su futures del petrolio, azioni energetiche e mercati predittivi. L’Iran avrebbe calcolato profitti illeciti per circa 9 miliardi di dollari e avrebbe chiesto che 4,5 miliardi venissero riconosciuti alla parte iraniana, con testi e documentazione da inserire negli atti storici.
Gli iraniani denunciano inoltre che Kushner avrebbe ripetutamente passato informazioni riservate al premier israeliano Benjamin Netanyahu e al capo del Mossad.
Già da prima dei colloqui di Islamabad in aprile e durante quelli di Oman e Svizzera di febbraio, l’Iran aveva inviato avvertimenti a Trump (tramite i pakistani) sul ruolo distruttivo di Witkoff, accusato di distorcere le posizioni iraniane (soprattutto sul tema dell’uranio arricchito) e di mancare di competenze tecniche. Durante i negoziati di Lucerna, Trump avrebbe minacciato pubblicamente l’Iran su Fox News, causando l’interruzione dei colloqui.
L’Iran vede in JD Vance un interlocutore più affidabile e interessato a un accordo duraturo, in contrapposizione all’approccio volatile e centrato sulla propria immagine di Trump. Per questo, ha deciso di aprire un canale diretto con il vicepresidente, ritenendolo potenzialmente interessato a una risoluzione stabile anche in vista di future ambizioni politiche.
Robert Malley (ex negoziatore del JCPOA) commenta che è strategicamente sensato per l’Iran rivolgersi a Vance, data la sua posizione e il suo scetticismo verso la guerra.
Un funzionario USA ha negato che il messaggio sia mai arrivato a Vance e ha definito false le accuse di motivi personali. La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha definito Drop Site “propagandisti del regime iraniano”. Kushner e Witkoff non hanno risposto direttamente.
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Dropsitenews
Iran Sent Message to JD Vance Warning that Kushner and Witkoff Were “Abusing” Their Inside Access to Negotiations
A senior Iranian official said Tehran privately told Vance the pair were exploiting the negotiations for financial gain. The Trump administration says it never happened.
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Forwarded from Paolo Bellavite
*Covid: Malan(FdI),vaccino non evitava contagio. Giusti reintegri =*
(AGI) - Roma, 15 lug. - "La levata di scudi della sinistra contro l'emendamento alla legge delega sulle professioni sanitarie che prevede il reintegro di medici, infermieri e operatori che hanno rifiutato il vaccino anti-Covid dimostra che e' nostalgica della stagione di odio e divisioni che abbiamo vissuto durante la pandemia". Lo dichiara in una nota Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d'Italia e componente della commissione Covid. "I lavori della commissione Covid stanno dimostrando che i provvedimenti presi in quel periodo non poggiavano su fondamenti scientifici, bensi' erano la diretta conseguenza di scelte politiche, risultate inutilmente vessatorie nei confronti di diverse categorie di cittadini riluttanti alle imposizioni. Rilevo, a tal proposito, che il presupposto su cui si basava l'obbligo vaccinale, ossia che il vaccino impedisse la trasmissione, si e' dimostrato falso", sottolinea Malan. "Pertanto quel provvedimento all'indirizzo di medici, infermieri e operatori non aveva alcun fondamento. Oggi, a oltre sei anni di distanza dall'inizio della pandemia di Covid, riteniamo dunque assolutamente necessario chiudere quel triste capitolo della storia recente consentendo a professionisti estromessi dal proprio albo di competenza di tornare a curare i pazienti, cosi' come molti di loro hanno fatto di persona in pandemia mentre c'era chi non andava oltre i colloqui telefonici. Noi siamo per la pacificazione, la sinistra per l'odio senza fine". (AGI)Mol
(AGI) - Roma, 15 lug. - "La levata di scudi della sinistra contro l'emendamento alla legge delega sulle professioni sanitarie che prevede il reintegro di medici, infermieri e operatori che hanno rifiutato il vaccino anti-Covid dimostra che e' nostalgica della stagione di odio e divisioni che abbiamo vissuto durante la pandemia". Lo dichiara in una nota Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d'Italia e componente della commissione Covid. "I lavori della commissione Covid stanno dimostrando che i provvedimenti presi in quel periodo non poggiavano su fondamenti scientifici, bensi' erano la diretta conseguenza di scelte politiche, risultate inutilmente vessatorie nei confronti di diverse categorie di cittadini riluttanti alle imposizioni. Rilevo, a tal proposito, che il presupposto su cui si basava l'obbligo vaccinale, ossia che il vaccino impedisse la trasmissione, si e' dimostrato falso", sottolinea Malan. "Pertanto quel provvedimento all'indirizzo di medici, infermieri e operatori non aveva alcun fondamento. Oggi, a oltre sei anni di distanza dall'inizio della pandemia di Covid, riteniamo dunque assolutamente necessario chiudere quel triste capitolo della storia recente consentendo a professionisti estromessi dal proprio albo di competenza di tornare a curare i pazienti, cosi' come molti di loro hanno fatto di persona in pandemia mentre c'era chi non andava oltre i colloqui telefonici. Noi siamo per la pacificazione, la sinistra per l'odio senza fine". (AGI)Mol
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IL VETERANO DELL’ESERCITO USA E I MISTERIOSI BOEING SULLE ROTTE DI GUERRA DEL SUDAN
Compagnie controllate da Steven Shaulis hanno operato aerei cargo che rifornivano le forze paramilitari RSF, nonostante milioni di dollari in contratti con il governo americano
Fonte: Alexander Dziadosz, Reuters, 15 luglio 2026
Compagnie legate a Steven Shaulis, ex militare delle Forze Speciali dell’esercito USA di 63 anni e fondatore della società con sede a Singapore CADG (ex Central Asia Development Group), avrebbero gestito una piccola flotta di tre vecchi Boeing (un 737 e due 727) per collegare hub logistici chiave delle Rapid Support Forces (RSF), il gruppo paramilitare sudanese accusato di genocidio nel Darfur.
Le compagnie di Shaulis (in particolare la Occidental Support Services, registrata negli Emirati Arabi Uniti e interamente di sua proprietà, e la Contractor Airways sudafricana) hanno fatto atterrare ripetutamente gli aerei a N’Djamena (Ciad), in particolare nella zona militare dell’aeroporto, e da lì verso destinazioni controllate o utilizzate dalle RSF: Nyala (Darfur), Kufrah (Libia) e altri punti.
Uno dei Boeing 737 è stato distrutto il 3 maggio 2025 da un attacco aereo delle forze armate sudanesi (SAF) mentre si trovava a Nyala, una delle principali basi logistiche delle RSF. Nell’incidente sono morte 54 persone, tra cui 51 combattenti RSF e membri dell’equipaggio straniero (un pilota sud-sudanese, uno keniota e un ingegnere peruviano assunto da Occidental Support Services).
Gli altri due Boeing 727 hanno effettuato almeno 16 atterraggi documentati tra Chad, Libia (Kufrah, hub cruciale per l’assedio di al-Fashir) e altri siti, trasportando presumibilmente carburante, armi e combattenti stranieri a sostegno delle operazioni delle RSF.
Le prove includono dati di tracciamento dei voli, immagini satellitari (che mostrano gli aerei nella zona militare di N’Djamena), registri aeronautici, contratti di lavoro del personale e testimonianze.
Steven Shaulis è un veterano delle Forze Speciali USA. Le sue società hanno incassato almeno 419 milioni di dollari in contratti con il governo americano (costruzione di infrastrutture per truppe USA in Afghanistan, lavori in Iraq, un aeroporto per il Dipartimento della Difesa in Kenya) e oltre 160 milioni da agenzie ONU in varie parti del mondo. Nonostante i legami documentati con le rotte di rifornimento delle RSF, non risultano sanzioni né indagini formali contro di lui o le sue aziende da parte delle autorità
La guerra civile sudanese, scoppiata nel 2023 tra le RSF e le forze armate regolari (SAF), ha causato centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati. Le RSF, eredi delle milizie Janjaweed, hanno fatto ampio uso di reti di approvvigionamento internazionali via aria e terra, con hub in Ciad, Libia e Somalia. Kufrah, in Libia, è stato particolarmente importante per l’assedio di al-Fashir.
Compagnie controllate da Steven Shaulis hanno operato aerei cargo che rifornivano le forze paramilitari RSF, nonostante milioni di dollari in contratti con il governo americano
Fonte: Alexander Dziadosz, Reuters, 15 luglio 2026
Compagnie legate a Steven Shaulis, ex militare delle Forze Speciali dell’esercito USA di 63 anni e fondatore della società con sede a Singapore CADG (ex Central Asia Development Group), avrebbero gestito una piccola flotta di tre vecchi Boeing (un 737 e due 727) per collegare hub logistici chiave delle Rapid Support Forces (RSF), il gruppo paramilitare sudanese accusato di genocidio nel Darfur.
Le compagnie di Shaulis (in particolare la Occidental Support Services, registrata negli Emirati Arabi Uniti e interamente di sua proprietà, e la Contractor Airways sudafricana) hanno fatto atterrare ripetutamente gli aerei a N’Djamena (Ciad), in particolare nella zona militare dell’aeroporto, e da lì verso destinazioni controllate o utilizzate dalle RSF: Nyala (Darfur), Kufrah (Libia) e altri punti.
Uno dei Boeing 737 è stato distrutto il 3 maggio 2025 da un attacco aereo delle forze armate sudanesi (SAF) mentre si trovava a Nyala, una delle principali basi logistiche delle RSF. Nell’incidente sono morte 54 persone, tra cui 51 combattenti RSF e membri dell’equipaggio straniero (un pilota sud-sudanese, uno keniota e un ingegnere peruviano assunto da Occidental Support Services).
Gli altri due Boeing 727 hanno effettuato almeno 16 atterraggi documentati tra Chad, Libia (Kufrah, hub cruciale per l’assedio di al-Fashir) e altri siti, trasportando presumibilmente carburante, armi e combattenti stranieri a sostegno delle operazioni delle RSF.
Le prove includono dati di tracciamento dei voli, immagini satellitari (che mostrano gli aerei nella zona militare di N’Djamena), registri aeronautici, contratti di lavoro del personale e testimonianze.
Steven Shaulis è un veterano delle Forze Speciali USA. Le sue società hanno incassato almeno 419 milioni di dollari in contratti con il governo americano (costruzione di infrastrutture per truppe USA in Afghanistan, lavori in Iraq, un aeroporto per il Dipartimento della Difesa in Kenya) e oltre 160 milioni da agenzie ONU in varie parti del mondo. Nonostante i legami documentati con le rotte di rifornimento delle RSF, non risultano sanzioni né indagini formali contro di lui o le sue aziende da parte delle autorità
La guerra civile sudanese, scoppiata nel 2023 tra le RSF e le forze armate regolari (SAF), ha causato centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati. Le RSF, eredi delle milizie Janjaweed, hanno fatto ampio uso di reti di approvvigionamento internazionali via aria e terra, con hub in Ciad, Libia e Somalia. Kufrah, in Libia, è stato particolarmente importante per l’assedio di al-Fashir.
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OLTRE 745.000 LIKE IN POCHE ORE AL POST SU INSTAGRAM DI MARIO ROGGERO, Il GIOIELLIERE 72ENNE CONDANNATO A 14 ANNI PER AVER UCCISO I RAPINATORI:
Salvini chiede la grazia per Roggero.
Raccolta firme su change.org che sta raccogliendo decine di migliaia di firme nelle ultime ore, adesso quasi oltre le 190.000
https://c.org/KpN6w97Ytj
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È finita. Sto passando gli ultimi minuti con i miei familiari prima di costituirmi in carcere. Adesso dovrò passarvi il testimone, per portare avanti una legge che sia veramente contro le ingiustizie e la criminalità sempre più dilagante. Un grande abbraccio a tutti voi, sarete voi la mia voce".
Salvini chiede la grazia per Roggero.
Raccolta firme su change.org che sta raccogliendo decine di migliaia di firme nelle ultime ore, adesso quasi oltre le 190.000
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RUBIO ANNUNCIA DAZI DEL 25% CONTRO IL BRASILE
Secretary Marco Rubio
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Oggi, il Presidente Trump ha ordinato all'USTR di imporre una tariffa del 25% sulla maggior parte delle importazioni brasiliane. Non ci siano dubbi sul perché: il Presidente Lula e il suo governo non hanno negoziato con gli Stati Uniti in buona fede.
Le sue politiche economiche sono dannose per gli americani e dannose per i brasiliani. Nell'ultimo anno, Lula ha anteposto il suo ego alla stipula di un accordo per il benessere del popolo brasiliano, e queste tariffe sono il prezzo da pagare per questo.
Secretary Marco Rubio
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LA CAMERA DEI RAPPRESENTANTI DEGLI STATI UNITI HA RESPINTO CON UNA LARGA MAGGIORANZA UNA PROPOSTA DI RIDUZIONE DI 3,3 MILIARDI DI DOLLARI AGLI AIUTI MILITARI DESTINATI A ISRAELE (314 VOTI CONTRARI, 104 A FAVORE).
Fonte: Guardian
L'unico Repubblicano ad opporsi è stato Massie, che è stato sconfitto alle primarie di maggio e dunque decadrà automaticamente alle elezioni di metà mandato di novembre
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Fonte: Guardian
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the Guardian
House defeats bid to end military aid to Israel as over 100 Democrats vote for it
Backing by 103 Democrats underscores how sentiment in party towards Israel and Netanyahu government has soured
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BAGHAEI: “L'IRAN NON HA IN PROGRAMMA NEGOZIATI E RISPONDERÀ "FERMAMENTE" AGLI ATTACCHI”
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, parla durante un'intervista, nel contesto del conflitto tra Stati Uniti e Israele con l'Iran, a Teheran, Iran, il 5 aprile 2026.
Fonte: CNN
L'Iran continuerà a rispondere "fermamente" agli attacchi statunitensi e non ha programmi di negoziati, ha detto mercoledì il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ai media iraniani.
"Attualmente non abbiamo programmi di negoziati e restiamo concentrati sulla difesa del paese", ha detto Baghaei ai giornalisti fuori da un servizio commemorativo a Teheran per il genero del defunto Ayatollah Ali Khamenei, secondo un video della Student News Network (SNN) iraniana.
Baghaei ha detto che l'Iran non aderirà a nessun accordo se gli Stati Uniti "violeranno i loro obblighi."
"Questo è un principio, e continueremo a seguirlo," ha detto Baghaei, aggiungendo che l'Iran ritiene che gli Stati Uniti abbiano ignorato il cessate il fuoco fin dall'inizio.
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, parla durante un'intervista, nel contesto del conflitto tra Stati Uniti e Israele con l'Iran, a Teheran, Iran, il 5 aprile 2026.
Fonte: CNN
L'Iran continuerà a rispondere "fermamente" agli attacchi statunitensi e non ha programmi di negoziati, ha detto mercoledì il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ai media iraniani.
"Attualmente non abbiamo programmi di negoziati e restiamo concentrati sulla difesa del paese", ha detto Baghaei ai giornalisti fuori da un servizio commemorativo a Teheran per il genero del defunto Ayatollah Ali Khamenei, secondo un video della Student News Network (SNN) iraniana.
Baghaei ha detto che l'Iran non aderirà a nessun accordo se gli Stati Uniti "violeranno i loro obblighi."
"Questo è un principio, e continueremo a seguirlo," ha detto Baghaei, aggiungendo che l'Iran ritiene che gli Stati Uniti abbiano ignorato il cessate il fuoco fin dall'inizio.
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KIEV. PROTESTA IN CORSO CONTRO LE DIMISSIONI DI FEDOROV
Una folla di manifestanti sta protestando vicino all'ufficio di Zelensky contro il previsto licenziamento di Fedorov dal ruolo di ministro della difesa in Ucraina.
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Una folla di manifestanti sta protestando vicino all'ufficio di Zelensky contro il previsto licenziamento di Fedorov dal ruolo di ministro della difesa in Ucraina.
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Media is too big
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IMMAGINI STAELLITARI MOSTRANO UNA CHIAZZA DI PETROLIO AL LARGO DELL'ISOLA DI KHARG
Fonte: SoarAtlas
Immagini satellitari del 15 luglio di Soar Atlas mostrano un'enorme chiazza di petrolio al largo dell'isola di Kharg, dove risiede il più grande terminal petrolifero dell'Iran. La causa non è nota, anche se potrebbe essere legata a un attacco americano.
Fonte: SoarAtlas
Immagini satellitari del 15 luglio di Soar Atlas mostrano un'enorme chiazza di petrolio al largo dell'isola di Kharg, dove risiede il più grande terminal petrolifero dell'Iran. La causa non è nota, anche se potrebbe essere legata a un attacco americano.
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🟢 LA QUESTIONE NUCLEARE
Blitz News #340 - Una breve riflessione sugli equilibri - e squilibri - nucleari, può aiutare a comprendere alcune delle ragioni che sottendono l'atteggiamento prudente delle grandi potenze multipolari. Ma anche della postura imperiale statunitense, ormai priva della passata egemonia militare.
Ascolta il podcast
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Blitz News #340 - Una breve riflessione sugli equilibri - e squilibri - nucleari, può aiutare a comprendere alcune delle ragioni che sottendono l'atteggiamento prudente delle grandi potenze multipolari. Ma anche della postura imperiale statunitense, ormai priva della passata egemonia militare.
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L'Ucraina produce 10 milioni di droni all'anno e intende raddoppiare questa cifra, ha dichiarato Zelensky durante un discorso in occasione della Giornata dell'Indipendenza ucraina.
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CASE GREEN, LA PROVA DEL FALLIMENTO: TUTTI GLI STATI FINISCONO SOTTO INFRAZIONE
Fonte: IlGiornale
La direttiva europea sulle case green inciampa ancora prima di entrare pienamente in vigore. Tutti i 27 Paesi dell’Unione europea - Italia compresa - sono stati sottoposti a una procedura d’infrazione per non aver recepito entro il 29 maggio la normativa sul rendimento energetico degli edifici.
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Fonte: IlGiornale
La direttiva europea sulle case green inciampa ancora prima di entrare pienamente in vigore. Tutti i 27 Paesi dell’Unione europea - Italia compresa - sono stati sottoposti a una procedura d’infrazione per non aver recepito entro il 29 maggio la normativa sul rendimento energetico degli edifici.
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ilGiornale.it
Case green, la prova del fallimento: tutti gli Stati finiscono sotto infrazione
Nessun governo ha recepito la normativa europea. Forza Italia in tackle: “Costruita senza confrontarsi con la realtà”
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Forwarded from Paolo Bellavite
Kirschsubstack
Voices for Vaccines is unable explain the huge increase in deaths in young children who were vaccinated compared to their unvaccinated…
They tried to debunk the Hooker paper based on official Louisiana mortality data. They failed. Miserably. In fact, it showed that they are inept.
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KUBILIUS CHIEDE SPIEGAZIONI A ZELENSKY SULLA RIMOZIONE DI FEDOROV
Andrius Kubilius, Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, ha dichiarato che Bruxelles è rimasta sorpresa dalla decisione di destituire il Ministro della Difesa ucraino Fedorov, aggiungendo che l’UE intende richiedere una spiegazione al Presidente Zelensky:
ha detto Kubilius.
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Andrius Kubilius, Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, ha dichiarato che Bruxelles è rimasta sorpresa dalla decisione di destituire il Ministro della Difesa ucraino Fedorov, aggiungendo che l’UE intende richiedere una spiegazione al Presidente Zelensky:
«Abbiamo lavorato molto a stretto contatto con Mykhailo Fedorov — sia prima che soprattutto dopo che ha assunto la guida del Ministero della Difesa. In questo periodo, abbiamo ottenuto grandi risultati. Ciò include attacchi in profondità quasi giornalieri su Mosca, San Pietroburgo, Omsk, Crimea e così via…» —
ha detto Kubilius.
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PONTE MORANDI: CASTELLUCCI CONDANNATO A 12 ANNI
I giudici hanno accolto al ribasso la richiesta della procura a 18 anni e mezzo di carcere per l'ex amministratore delegato. 5 anni all'ex direttore vigilanza Mit su concessioni autostradali Mauro Coletta
Fonte: Il Giornale
Sono passati quasi otto anni dalla tragedia che sconvolse Genova. Era il 14 agosto del 2018 alle 11,30, nel pieno dell'estate italiana, quando il crollo del ponte Morandi provocò la morte di 43 persone coinvolte nel collasso del viadotto autostradale. L'ex ad di Aspi, Giovanni Castellucci è stato condannato a 12 anni di carcere. La richiesta della procura era stata di 18 anni e mezzo. Si trova attualmente in carcere da oltre un anno per le sue responsabilità nella tragedia del viadotto Acqualonga in provincia di Avellino, in cui nel 2013 sono morte 40 persone. L'ex direttore vigilanza Mit su concessioni autostradali Mauro Coletta è stato condannato a 5 anni per il crollo del ponte Morandi avvenuto a Genova il 14 agosto 2018, a fronte di una richiesta di condanna a 10 anni. Undici anni per Michele Donferri Mitelli (ex numero tre di Aspi): il pm aveva chiesto 15 anni e sei mesi. Condanna a 5 anni e sei mesi per Paolo Berti (ex numero due Aspi), erano stati chiesti 12 anni e sei mesi e, infine, condanna a cinque anni e sei mesi per Antonino Galatà (ex ad di Spea) per il quale il pm aveva chiesto 7 anni.
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I giudici hanno accolto al ribasso la richiesta della procura a 18 anni e mezzo di carcere per l'ex amministratore delegato. 5 anni all'ex direttore vigilanza Mit su concessioni autostradali Mauro Coletta
Fonte: Il Giornale
Sono passati quasi otto anni dalla tragedia che sconvolse Genova. Era il 14 agosto del 2018 alle 11,30, nel pieno dell'estate italiana, quando il crollo del ponte Morandi provocò la morte di 43 persone coinvolte nel collasso del viadotto autostradale. L'ex ad di Aspi, Giovanni Castellucci è stato condannato a 12 anni di carcere. La richiesta della procura era stata di 18 anni e mezzo. Si trova attualmente in carcere da oltre un anno per le sue responsabilità nella tragedia del viadotto Acqualonga in provincia di Avellino, in cui nel 2013 sono morte 40 persone. L'ex direttore vigilanza Mit su concessioni autostradali Mauro Coletta è stato condannato a 5 anni per il crollo del ponte Morandi avvenuto a Genova il 14 agosto 2018, a fronte di una richiesta di condanna a 10 anni. Undici anni per Michele Donferri Mitelli (ex numero tre di Aspi): il pm aveva chiesto 15 anni e sei mesi. Condanna a 5 anni e sei mesi per Paolo Berti (ex numero due Aspi), erano stati chiesti 12 anni e sei mesi e, infine, condanna a cinque anni e sei mesi per Antonino Galatà (ex ad di Spea) per il quale il pm aveva chiesto 7 anni.
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Ponte Morandi, l'ex ad Aspi Castellucci condannato a 12 anni di carcere
I giudici hanno accolto al ribasso la richiesta della procura a 18 anni e mezzo di carcere per l'ex amministratore delegato. 5 anni all'ex direttore vigilanza Mit su concessioni autostradali Mauro Coletta
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JD VANCE ACCUSA ISRAELE DI MANIPOLARE L’OPINIONE PUBBLICA USA PER PROLUNGARE LA GUERRA CON L’IRAN
Vance nel podcast di Joe Rogan: “Alcuni nel loro sistema stanno cercando di cambiare l’opinione pubblica americana per far continuare la guerra all’infinito”
JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, ha rilasciato dichiarazioni molto dure su Israele durante l’episodio del Joe Rogan Experience (#2526) pubblicato ieri mercoledì 15 luglio 2026. In particolare, Vance ha accusato alcuni elementi del governo israeliano di influenzare l’opinione pubblica americana e ostacolare i negoziati per un accordo di pace con l’Iran.
Vance ha aggiunto di aver visto "questa campagna molto discreta e finanziata per cercare di far deragliare la negoziazione e di far deragliare l'accordo" attraverso post sui social media, leak ai giornalisti e attacchi ossessivi contro i negoziati. Ha concluso: "Vai all'inferno. Farò ciò che devo fare per il popolo americano. Rappresento prima gli americani."
Vance ha fatto riferimento implicito (e in alcuni resoconti esplicito) a un articolo di Time magazine pubblicato pochi giorni prima, che riportava un’operazione di influenza finanziata dal governo israeliano e gestita tramite la società di Brad Parscale (ex campaign manager di Trump) per orientare influencer conservatori americani contro il deal con l’Iran, camuffata ufficialmente come lotta all’antisemitismo online.
Ha precisato che non lo disturba che Israele (come altri Paesi) faccia lobbying, ma lo infastidisce quando queste campagne influenzano il giudizio politico americano.
https://www.youtube.com/watch?v=vtxyvD58eDg
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Vance nel podcast di Joe Rogan: “Alcuni nel loro sistema stanno cercando di cambiare l’opinione pubblica americana per far continuare la guerra all’infinito”
JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, ha rilasciato dichiarazioni molto dure su Israele durante l’episodio del Joe Rogan Experience (#2526) pubblicato ieri mercoledì 15 luglio 2026. In particolare, Vance ha accusato alcuni elementi del governo israeliano di influenzare l’opinione pubblica americana e ostacolare i negoziati per un accordo di pace con l’Iran.
"Ci sono alcune persone nel loro sistema, sappiamo senza ombra di dubbio, che stanno manipolando e cercando di cambiare l'opinione pubblica americana per mantenere la guerra in corso all'infinito. Non verso un obiettivo, ma semplicemente all’infinito".
"So senza ombra di dubbio che ci sono state persone all'interno del governo israeliano che cercano davvero di allontanarci da quella politica perché vogliono continuare la campagna militare."
Vance ha aggiunto di aver visto "questa campagna molto discreta e finanziata per cercare di far deragliare la negoziazione e di far deragliare l'accordo" attraverso post sui social media, leak ai giornalisti e attacchi ossessivi contro i negoziati. Ha concluso: "Vai all'inferno. Farò ciò che devo fare per il popolo americano. Rappresento prima gli americani."
Vance ha fatto riferimento implicito (e in alcuni resoconti esplicito) a un articolo di Time magazine pubblicato pochi giorni prima, che riportava un’operazione di influenza finanziata dal governo israeliano e gestita tramite la società di Brad Parscale (ex campaign manager di Trump) per orientare influencer conservatori americani contro il deal con l’Iran, camuffata ufficialmente come lotta all’antisemitismo online.
Ha precisato che non lo disturba che Israele (come altri Paesi) faccia lobbying, ma lo infastidisce quando queste campagne influenzano il giudizio politico americano.
https://www.youtube.com/watch?v=vtxyvD58eDg
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Joe Rogan Experience #2526 - JD Vance
JD Vance is the Vice President of the United States, a Marine Corps veteran, former U.S. Senator from Ohio, and author. His latest book, “Communion: Finding My Way Back to Faith,” is available now.
https://www.harpercollins.com/products/communion-j-d-vance…
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HORMUZ: MOLTE NAVI EVITANO IL TRANSITO E NON SI FIDANO DEL “CORRIDOIO PROTETTO” DEGLI USA
Cinque navi sono state attaccate nelle acque omanite dal 7 luglio. Nonostante le rassicurazioni di Washington, gli attacchi suscitano preoccupazioni sulla capacità degli Stati Uniti di proteggere le navi.
Fonte: Reuters
Le compagnie di navigazione stanno evitando di utilizzare un sistema di transito guidato dall'esercito statunitense attraverso lo Stretto di Hormuz dopo che un'ondata di attacchi iraniani contro navi ha suscitato preoccupazioni per la sicurezza, hanno riferito sette fonti dell'industria della sicurezza marittima e del settore marittimo.
Per decenni le navi hanno navigato dentro e fuori dal Golfo utilizzando un percorso sicuro lungo il centro dello stretto stabilito dall'agenzia navale delle Nazioni Unite nel 1968 chiamata Traffic Separation Scheme.
Dall'inizio della guerra in Iran il 28 febbraio, le forze iraniane hanno minato quest'area, costringendo le navi a utilizzare una delle due rotte improvvisate vicino alla costa iraniana o omanita.
Eppure gli spedizionieri stanno valutando la rotta sul lato omanita dello stretto come sempre più pericolosa dopo un'ondata di attacchi alle navi. Martedì, le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno rivendicato la responsabilità degli attacchi contro due superpetroliere degli Emirati. Dal 7 luglio sono state attaccate circa cinque navi (tre superpetroliere, una petroliera GNL e una nave portacontainer) nelle acque omanite che rientravano nel programma statunitense, secondo un'analisi degli incidenti basata sui dati dell'agenzia navale delle Nazioni Unite. Non è chiaro se tutte le navi navigassero secondo lo schema statunitense, hanno detto le fonti.
"Gli Stati Uniti sembrano non avere alcun controllo sulla situazione", ha detto una fonte, aggiungendo che la propria compagnia aveva scelto di non attraversare lo stretto a causa di preoccupazioni per la sicurezza dell'equipaggio e per il peggioramento della situazione di sicurezza.
"La continua capacità dell'Iran di colpire le navi che navigano sulla rotta omanita significa che la soluzione proposta dall'amministrazione Trump per mantenere le navi in movimento difficilmente funzionerà", ha dichiarato Torbjorn Solvedt, principale analista mediorientale presso la società di intelligence sul rischio Verisk Maplecroft.
Cinque navi sono state attaccate nelle acque omanite dal 7 luglio. Nonostante le rassicurazioni di Washington, gli attacchi suscitano preoccupazioni sulla capacità degli Stati Uniti di proteggere le navi.
Fonte: Reuters
Le compagnie di navigazione stanno evitando di utilizzare un sistema di transito guidato dall'esercito statunitense attraverso lo Stretto di Hormuz dopo che un'ondata di attacchi iraniani contro navi ha suscitato preoccupazioni per la sicurezza, hanno riferito sette fonti dell'industria della sicurezza marittima e del settore marittimo.
Per decenni le navi hanno navigato dentro e fuori dal Golfo utilizzando un percorso sicuro lungo il centro dello stretto stabilito dall'agenzia navale delle Nazioni Unite nel 1968 chiamata Traffic Separation Scheme.
Dall'inizio della guerra in Iran il 28 febbraio, le forze iraniane hanno minato quest'area, costringendo le navi a utilizzare una delle due rotte improvvisate vicino alla costa iraniana o omanita.
Eppure gli spedizionieri stanno valutando la rotta sul lato omanita dello stretto come sempre più pericolosa dopo un'ondata di attacchi alle navi. Martedì, le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno rivendicato la responsabilità degli attacchi contro due superpetroliere degli Emirati. Dal 7 luglio sono state attaccate circa cinque navi (tre superpetroliere, una petroliera GNL e una nave portacontainer) nelle acque omanite che rientravano nel programma statunitense, secondo un'analisi degli incidenti basata sui dati dell'agenzia navale delle Nazioni Unite. Non è chiaro se tutte le navi navigassero secondo lo schema statunitense, hanno detto le fonti.
"Gli Stati Uniti sembrano non avere alcun controllo sulla situazione", ha detto una fonte, aggiungendo che la propria compagnia aveva scelto di non attraversare lo stretto a causa di preoccupazioni per la sicurezza dell'equipaggio e per il peggioramento della situazione di sicurezza.
"La continua capacità dell'Iran di colpire le navi che navigano sulla rotta omanita significa che la soluzione proposta dall'amministrazione Trump per mantenere le navi in movimento difficilmente funzionerà", ha dichiarato Torbjorn Solvedt, principale analista mediorientale presso la società di intelligence sul rischio Verisk Maplecroft.
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GAZA, ALTRI TRE MORTI NELLE ULTIME 24 ORE. IL BILANCIO TOTALE RAGGIUNGE QUOTA 73.250
Fonte: Al Jazeera
Tre palestinesi sono stati uccisi in attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza, devastata dalla guerra, nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della salute. Un'altra persona è rimasta ferita in un precedente attacco israeliano è morta a causa delle ferite.
La guerra di Israele contro Gaza ha causato almeno 73.250 morti e 173.751 feriti dal 7 ottobre 2023, ha aggiunto.
Gli attacchi in corso – in violazione del "cessate il fuoco" concordato lo scorso ottobre – hanno causato almeno 1.127 morti e 3.643 feriti da allora.
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Fonte: Al Jazeera
Tre palestinesi sono stati uccisi in attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza, devastata dalla guerra, nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della salute. Un'altra persona è rimasta ferita in un precedente attacco israeliano è morta a causa delle ferite.
La guerra di Israele contro Gaza ha causato almeno 73.250 morti e 173.751 feriti dal 7 ottobre 2023, ha aggiunto.
Gli attacchi in corso – in violazione del "cessate il fuoco" concordato lo scorso ottobre – hanno causato almeno 1.127 morti e 3.643 feriti da allora.
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