Aerei NATO forniscono dati di intelligence in tempo reale all'Ucraina. Nello screenshot un RC-135 delle forze aeree britanniche. (Fonte: OSINTechnical)
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ESPRESSO IN VENDITA. GEDI IN TRATTATIVE AVANZATE CON BFC MEDIA
È da mesi che gira la notizia dell’intenzione dì Gedi dì liberarsi de L’Espresso, la storica testata settimanale nata nel 1955 che ha dato origine al gruppo fondato da Carlo Caracciolo, Eugenio Scalfari, appunto L’Editoriale L’Espresso, diventato poi Editoriale La Repubblica e poi Gedi.
E sono settimane che si parla di BFC Media come possibile acquirente. Tutto vero. La trattativa è in corso, ma non ancora definita.
BFC Media, quotata in Borsa all’Aim Italia, fondata come Blu Financial Communication nel 1995 da Denis Masetti, che ne è tuttora presidente, è un gruppo editoriale specializzato in informazione su personal business e prodotti finanziari, edita i mensili Forbes, Bluerating, Private, Asset Class, COSMO, Bike, Robb Report e il trisettimanale Trotto&Turf; e gestisce i canali televisivi BFC (satellite, streaming), Bike (Sky, HbbTV, streaming) e EQUOS TV (HbbTV, streaming).
E ha strategie di espansione da quando la maggioranza è stata acquisita da Danilo Iervolino fondatore dell’università on line Pegaso, recentemente venduta al Fondo CVC per un miliardo e mezzo di euro.
Gedi segue insomma la strategia iniziata dalla Mondadori dì cedere i periodici che non ritiene più interessanti e sostenibili a piccoli editori, incentivandoli con una dote purché si prendano l’onere dì gestire testate in passivo cronico come Panorama, ceduto a Maurizio Belpietro editore de La Verità.
Adesso è arrivato il turno de L’Espresso. Sicuramente il passaggio non sarà indolore, come è successo con Panorama, perché la numerosa redazione della testata che ha ancora una forte reputazione politica a sinistra, venderà cara la pelle chiamando alla mobilitazione i giornalisti del gruppo, lettori, rappresentanti della politica e della cultura. (Fonte: Primaonline)
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È da mesi che gira la notizia dell’intenzione dì Gedi dì liberarsi de L’Espresso, la storica testata settimanale nata nel 1955 che ha dato origine al gruppo fondato da Carlo Caracciolo, Eugenio Scalfari, appunto L’Editoriale L’Espresso, diventato poi Editoriale La Repubblica e poi Gedi.
E sono settimane che si parla di BFC Media come possibile acquirente. Tutto vero. La trattativa è in corso, ma non ancora definita.
BFC Media, quotata in Borsa all’Aim Italia, fondata come Blu Financial Communication nel 1995 da Denis Masetti, che ne è tuttora presidente, è un gruppo editoriale specializzato in informazione su personal business e prodotti finanziari, edita i mensili Forbes, Bluerating, Private, Asset Class, COSMO, Bike, Robb Report e il trisettimanale Trotto&Turf; e gestisce i canali televisivi BFC (satellite, streaming), Bike (Sky, HbbTV, streaming) e EQUOS TV (HbbTV, streaming).
E ha strategie di espansione da quando la maggioranza è stata acquisita da Danilo Iervolino fondatore dell’università on line Pegaso, recentemente venduta al Fondo CVC per un miliardo e mezzo di euro.
Gedi segue insomma la strategia iniziata dalla Mondadori dì cedere i periodici che non ritiene più interessanti e sostenibili a piccoli editori, incentivandoli con una dote purché si prendano l’onere dì gestire testate in passivo cronico come Panorama, ceduto a Maurizio Belpietro editore de La Verità.
Adesso è arrivato il turno de L’Espresso. Sicuramente il passaggio non sarà indolore, come è successo con Panorama, perché la numerosa redazione della testata che ha ancora una forte reputazione politica a sinistra, venderà cara la pelle chiamando alla mobilitazione i giornalisti del gruppo, lettori, rappresentanti della politica e della cultura. (Fonte: Primaonline)
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Primaonline
L’Espresso è in vendita. Gedi trattative avanzate con Bfc Media - Primaonline
È da mesi che gira la notizia dell'intenzione dì Gedi dì liberarsi de L'Espresso, la storica testata settimanale nata nel 1955
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VANNO LETTERALMENTE A RUBA LE OBBLIGAZIONI DI SOCIETÀ RUSSE
Wall Street si sta già avventando sul debito societario a basso costo della Russia. Banche, hedge fund fanno offerte su obbligazioni di Gazprom, Ferrovie russe
Mentre gli Stati Uniti e gli alleati inaspriscono le sanzioni alla Russia e soffocano la domanda degli investitori per i suoi asset, parti di Wall Street stanno sfruttando l'opportunità di acquisto che sta creando.
Goldman Sachs Group Inc. e JPMorgan Chase & Co. hanno acquistato negli ultimi giorni obbligazioni societarie maltrattate legate alla Russia, poiché gli hedge fund specializzati nell'acquisto di crediti a basso costo cercano di caricare le attività, secondo persone con conoscenza del transazioni private.
Le banche accumulano i debiti perché i clienti glielo hanno chiesto o perché si aspettano di trovare acquirenti pronti. (Fonte: Bloomberg)
L'occasione rende l'uomo ladro
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Wall Street si sta già avventando sul debito societario a basso costo della Russia. Banche, hedge fund fanno offerte su obbligazioni di Gazprom, Ferrovie russe
Mentre gli Stati Uniti e gli alleati inaspriscono le sanzioni alla Russia e soffocano la domanda degli investitori per i suoi asset, parti di Wall Street stanno sfruttando l'opportunità di acquisto che sta creando.
Goldman Sachs Group Inc. e JPMorgan Chase & Co. hanno acquistato negli ultimi giorni obbligazioni societarie maltrattate legate alla Russia, poiché gli hedge fund specializzati nell'acquisto di crediti a basso costo cercano di caricare le attività, secondo persone con conoscenza del transazioni private.
Le banche accumulano i debiti perché i clienti glielo hanno chiesto o perché si aspettano di trovare acquirenti pronti. (Fonte: Bloomberg)
L'occasione rende l'uomo ladro
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Bloomberg.com
Wall Street Is Already Pouncing on Russia’s Cheap Corporate Debt
As the U.S. and allies tighten sanctions on Russia and choke off investor demand for its assets, parts of Wall Street are jumping on the buying opportunity that it’s creating.
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I SOSTENITORI DI PUTIN? I NO PASS. (Fonte: Repubblica)
Poi vai a spiegargli tu che i russi avevano messo QR code del green pass quasi ovunque ... e i no green pass russi sono l'opposizione di Putin (Fonte: Asianews)
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Poi vai a spiegargli tu che i russi avevano messo QR code del green pass quasi ovunque ... e i no green pass russi sono l'opposizione di Putin (Fonte: Asianews)
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🇧🇾 LUKASHENKO: "La Bielorussia non parteciperà all'invasione dell'Ucraina". (Fonte: Ragip Soylu)
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🇧🇾 LUKASHENKO: "Il conflitto in Ucraina finirà e le sanzioni dureranno a lungo". (Fonte: RIA)
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶 (giuseppe masala)
Quando vi diranno che i russi hanno sparato allo splendido teatro di Odessa sappiate che qualcuno lo sta usando come una trincea, facendosene scudo. Esattamente come è successo nella centrale nucleare di Zaporozhye ieri.
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LA RUSSIA GUARDA A EST
Oleg Deripaska, tra gli oligarchi più influenti in Russia, il fondatore del più grande gruppo industriale russo, durante il forum economico di Krasnoyarsk, Siberia, ha descritto la sua visione della crisi nel quale sta precipitando la Russia per colpa delle sanzioni imposte in seguito all’invasione militare dell’Ucraina.
“La cortina di ferro è già chiusa”. “Noi dovremo spostare la capitale della Russia in Siberia, qui a Krasnoyarsk, oppure a Novosibirsk, così iniziamo a cambiare l’orientamento verso il mercato che ci conviene.”
“I nostri interessi sono concentrati in Asia e non in Europa. Noi abbiamo qui gli affari per diciotto trilioni di dollari l’anno solo con la Cina. Se aggiungere altre cifre, avremo la somma che supera di gran lunga gli affari con l’Europa, la differenza è soltanto nella dinamicità. Noi ci siamo fissati troppo con l’Occidente. Se non ci vogliono come partner, lasciamoli stare e dimentichiamoli. Qui in Asia abbiamo molte più possibilità, il futuro è qui.”
Oleg Deripaska, tra gli oligarchi più influenti in Russia, il fondatore del più grande gruppo industriale russo, durante il forum economico di Krasnoyarsk, Siberia, ha descritto la sua visione della crisi nel quale sta precipitando la Russia per colpa delle sanzioni imposte in seguito all’invasione militare dell’Ucraina.
“La cortina di ferro è già chiusa”. “Noi dovremo spostare la capitale della Russia in Siberia, qui a Krasnoyarsk, oppure a Novosibirsk, così iniziamo a cambiare l’orientamento verso il mercato che ci conviene.”
“I nostri interessi sono concentrati in Asia e non in Europa. Noi abbiamo qui gli affari per diciotto trilioni di dollari l’anno solo con la Cina. Se aggiungere altre cifre, avremo la somma che supera di gran lunga gli affari con l’Europa, la differenza è soltanto nella dinamicità. Noi ci siamo fissati troppo con l’Occidente. Se non ci vogliono come partner, lasciamoli stare e dimentichiamoli. Qui in Asia abbiamo molte più possibilità, il futuro è qui.”
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UCRAINA: DONATELLA DI CESARE. "SE IN EUROPA NON C'E' LA PACE PERPETUA, CI SARÀ NEI CIMITERI"
La professoressa della Sapienza cita l’opera di Kant e denuncia: “La politica ha ormai abdicato alla guerra”
"Non si aiutano gli ucraini armandoli: è semplicemente questa la mia posizione. E l'Europa, che celebra una riunificazione in armi, in realtà nasconde il proprio fallimento''. Parlando con Adnkronos, è netta la filosofa Donatella Di Cesare nel sottolineare le proprie "posizioni pacifiste, ci tengo moltissimo a dirlo e a esserlo", anche nei confronti di una guerra "raccontata attraverso una narrazione semplicistica: l'idea che tutto sia iniziato con l'invasione russa. Certo, chi non condannerebbe la Russia partendo soltanto da questo 'antefatto'? Invece, bisognerebbe indagare un po' più in profondità, andare indietro nel tempo, a prima della guerra, a cosa l'ha determinata".
Quello che manca e che invece servirebbe, secondo la Di Cesare, sono "le
voci della politica e della diplomazia che chiedano la pace: un'unificazione in armi, infatti, è una sconfitta e non la vittoria tanto celebrata dell'Europa. Vivo con dolore e angoscia le vicissitudini degli ucraini, ma penso che non si possa aiutare il popolo con le armi o mandando legionari. Non mi sarei mai aspettata una simile presa di posizione da parte dell'Italia e della Germania, non solo per la loro dipendenza energetica dalla Russia, ma anche per i legami culturali e politici che nel tempo avevano creato. Penso ad esempio al convegno su Kant a Kaliningrad (l'ex città di Königsberg, dove il filosofo tedesco era nato) in programma per il prossimo anno e che è stato annullato: un fatto grave quanto la cancellazione a Milano del corso su Dostoevskij di Paolo Nori. Evidentemente anche i morti fanno paura".
A proposito di Kant, conclude, "mi viene in mente uno dei suoi testi
più importanti, 'Per la pace perpetua', opera dal titolo ambiguo, che
gioca con il riferimento alla quiete dei defunti nei camposanti. Se
non ci sarà la pace perpetua in Europa, se la diplomazia non tenta di
sostituirsi alle armi, ci sarà quella perpetua nei cimiteri". (Fonte: Adnkronos)
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La professoressa della Sapienza cita l’opera di Kant e denuncia: “La politica ha ormai abdicato alla guerra”
"Non si aiutano gli ucraini armandoli: è semplicemente questa la mia posizione. E l'Europa, che celebra una riunificazione in armi, in realtà nasconde il proprio fallimento''. Parlando con Adnkronos, è netta la filosofa Donatella Di Cesare nel sottolineare le proprie "posizioni pacifiste, ci tengo moltissimo a dirlo e a esserlo", anche nei confronti di una guerra "raccontata attraverso una narrazione semplicistica: l'idea che tutto sia iniziato con l'invasione russa. Certo, chi non condannerebbe la Russia partendo soltanto da questo 'antefatto'? Invece, bisognerebbe indagare un po' più in profondità, andare indietro nel tempo, a prima della guerra, a cosa l'ha determinata".
Quello che manca e che invece servirebbe, secondo la Di Cesare, sono "le
voci della politica e della diplomazia che chiedano la pace: un'unificazione in armi, infatti, è una sconfitta e non la vittoria tanto celebrata dell'Europa. Vivo con dolore e angoscia le vicissitudini degli ucraini, ma penso che non si possa aiutare il popolo con le armi o mandando legionari. Non mi sarei mai aspettata una simile presa di posizione da parte dell'Italia e della Germania, non solo per la loro dipendenza energetica dalla Russia, ma anche per i legami culturali e politici che nel tempo avevano creato. Penso ad esempio al convegno su Kant a Kaliningrad (l'ex città di Königsberg, dove il filosofo tedesco era nato) in programma per il prossimo anno e che è stato annullato: un fatto grave quanto la cancellazione a Milano del corso su Dostoevskij di Paolo Nori. Evidentemente anche i morti fanno paura".
A proposito di Kant, conclude, "mi viene in mente uno dei suoi testi
più importanti, 'Per la pace perpetua', opera dal titolo ambiguo, che
gioca con il riferimento alla quiete dei defunti nei camposanti. Se
non ci sarà la pace perpetua in Europa, se la diplomazia non tenta di
sostituirsi alle armi, ci sarà quella perpetua nei cimiteri". (Fonte: Adnkronos)
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👍176👎1
RT NEWS BANNATO ANCHE DA TELEGRAM
Probabile che Telegram sia stato costretto a dare corso alla decisione dell'UE di bandire il network a livello europeo. I primi canali a essere oscurati sono stati quelli di RT in lingua nazionale. Adesso pare che il ban sia arrivato anche al canale internazionale in lingua inglese (RT News).
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Probabile che Telegram sia stato costretto a dare corso alla decisione dell'UE di bandire il network a livello europeo. I primi canali a essere oscurati sono stati quelli di RT in lingua nazionale. Adesso pare che il ban sia arrivato anche al canale internazionale in lingua inglese (RT News).
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👎121👍7
LA REALTÀ È UNA: LA GUERRA ESISTE E FA DA REGOLATORE FINALE DEI CONFLITTI
di Marcello Siragusa
L’europeo medio vive una dimensione post-storica, dove il tempo non esiste più. Non esiste più il passato e il futuro è un presente eterno. L’Occidente alla prova: riflessioni sul tema della virtualizzazione dello spazio e del tempo in vista dei nuovi disciplinamenti che si profilano all’orizzonte.… continua a leggere
di Marcello Siragusa
L’europeo medio vive una dimensione post-storica, dove il tempo non esiste più. Non esiste più il passato e il futuro è un presente eterno. L’Occidente alla prova: riflessioni sul tema della virtualizzazione dello spazio e del tempo in vista dei nuovi disciplinamenti che si profilano all’orizzonte.… continua a leggere
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Il Ministero della Difesa russo, dichiara che sabotatori filo-Nato hanno provato a innescare degli incendi nella centrale nucleare di Zhaporizhye per dare la colpa ai russi. L'impianto è sotto il controllo russo e non è stato danneggiato.
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🇺🇦 UCRAINA. DOMATO L'INCENDIO ALLA CENTRALE DI ZAPORIZHZHIA. L'IMPIANTO FUNZIONA REGOLARMENTE
Un enorme incendio nel sito della più grande centrale nucleare d'Europa è stato spento oggi. I funzionari della centrale di Zaporizhzhia hanno dichiarato che l'impianto nel sud-est dell'Ucraina stava funzionando normalmente dopo che è stato sequestrato dalle forze russe durante i combattimenti che hanno causato l'allarme globale.
I funzionari hanno detto che l'incendio nel complesso di Zaporizhzhia era in un centro di addestramento, non nello stabilimento stesso. Un funzionario dell'Energoatom, l'impresa statale che gestisce le quattro centrali nucleari ucraine, ha affermato che non ci sono stati ulteriori combattimenti. L'incendio era spento, le radiazioni erano normali e le forze russe avevano il controllo.
"Il personale è sul posto di lavoro per garantire il normale funzionamento della stazione", ha detto il funzionario a Reuters in un messaggio.
Il ministero della Difesa russo afferma che l'incendio è stato provocato da "sabotatori ucraini" e che le forze russe hanno ora il controllo.
Il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Rafael Grossi, ha affermato che l'impianto non è stato danneggiato da quello che credeva fosse un proiettile russo. Un solo reattore funzionava, a circa il 60% della capacità. Ha descritto la situazione come ancora tesa, con l'impianto che funziona normalmente, aggiungendo: "Non c'è niente di normale in questo".
Un video dell'impianto verificato da Reuters aveva mostrato in precedenza un edificio in fiamme e una raffica di proiettili in arrivo, prima che una grande palla incandescente illuminasse il cielo, esplodendo accanto a un parcheggio e inviando fumo che fluttuava attraverso il complesso. (Fonte: Reuters)
Un enorme incendio nel sito della più grande centrale nucleare d'Europa è stato spento oggi. I funzionari della centrale di Zaporizhzhia hanno dichiarato che l'impianto nel sud-est dell'Ucraina stava funzionando normalmente dopo che è stato sequestrato dalle forze russe durante i combattimenti che hanno causato l'allarme globale.
I funzionari hanno detto che l'incendio nel complesso di Zaporizhzhia era in un centro di addestramento, non nello stabilimento stesso. Un funzionario dell'Energoatom, l'impresa statale che gestisce le quattro centrali nucleari ucraine, ha affermato che non ci sono stati ulteriori combattimenti. L'incendio era spento, le radiazioni erano normali e le forze russe avevano il controllo.
"Il personale è sul posto di lavoro per garantire il normale funzionamento della stazione", ha detto il funzionario a Reuters in un messaggio.
Il ministero della Difesa russo afferma che l'incendio è stato provocato da "sabotatori ucraini" e che le forze russe hanno ora il controllo.
Il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Rafael Grossi, ha affermato che l'impianto non è stato danneggiato da quello che credeva fosse un proiettile russo. Un solo reattore funzionava, a circa il 60% della capacità. Ha descritto la situazione come ancora tesa, con l'impianto che funziona normalmente, aggiungendo: "Non c'è niente di normale in questo".
Un video dell'impianto verificato da Reuters aveva mostrato in precedenza un edificio in fiamme e una raffica di proiettili in arrivo, prima che una grande palla incandescente illuminasse il cielo, esplodendo accanto a un parcheggio e inviando fumo che fluttuava attraverso il complesso. (Fonte: Reuters)
Reuters
Putin likens Western sanctions to war as Russian assault traps Ukrainian civilians
Russian President Vladimir Putin said Western sanctions were akin to war as his forces pressed their assault on Ukraine on Saturday for a 10th day and the IMF warned the conflict would have a "severe impact" on the global economy.
👍94👎3
Forwarded from PippoCamminaDritto
Banca Centrale Russa abbassa le fees su acquisto di valuta estera dal 30% al 12%, immettendo un segnale di "no panic"!
https://cbr.ru/eng/press/pr/?file=04032022_080000ENG_PP04032022_104319.htm
https://cbr.ru/eng/press/pr/?file=04032022_080000ENG_PP04032022_104319.htm
www.cbr.ru
Fees on foreign currency purchases via brokers | Bank of Russia
👍57👎2
🇷🇺 - 3 ANNI DI CARCERE PER CHI CONTESTA E 15 PER CHI DIFFONDE FAKE NEWS SUL COVID CONFLITTO
Il Consiglio della Federazione russa ha approvato la legge sulla responsabilità penale fino a tre anni di reclusione per richieste di sanzioni contro la Federazione.
Inoltre, il Consiglio della Federazione ha approvato una legge sulla responsabilità per i falsi sulle azioni dell'esercito russo e il loro scredito: questo può rischiare fino a 15 anni di carcere. (Fonte: Rea)
Già sentiamo i greenpassati dire che è giusto perché "è la legge".
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Il Consiglio della Federazione russa ha approvato la legge sulla responsabilità penale fino a tre anni di reclusione per richieste di sanzioni contro la Federazione.
Inoltre, il Consiglio della Federazione ha approvato una legge sulla responsabilità per i falsi sulle azioni dell'esercito russo e il loro scredito: questo può rischiare fino a 15 anni di carcere. (Fonte: Rea)
Già sentiamo i greenpassati dire che è giusto perché "è la legge".
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👍125👎12
Forwarded from C.Li.Va. Toscana
CHIARIMENTI SU DECADENZA DL 229
In molti ci avete scritto chiedendo la veridicità della notizia della decadenza del DL 229 essendo trascorsi i 60 giorni per la conversione.
Come potete vedere dalla gazzetta ufficiale del 18/2 il Parlamento, in conversione, ha semplicemente unito i due decreti (221 e 229) in una legge di conversione unica (11/2022).
L’art. 5 della legge 11 di fatto ingloba quanto previsto dal dl 229 decaduto: gp base per mense, servizi di ristorazione, musei, eccetera.
Smentiamo anche il fatto che essendo convertiti in legge sarà così “per sempre”
I termini di fine validità di tutti i provvedimenti del governo rimangono 31/3 o 15/6 (in base al decreto e alle misure),anche se convertiti in legge
Constatiamo piuttosto che il parlamento ha convertito provvedimenti ormai inutili visto il numero di contagi attuali e l’occupazione ospedaliera bassa. Ma questa non è una sorpresa per noi…il greenpass rimane uno strumento punitivo e non sanitario.
Staff C.Li.Va. Toscana
T.me/clivatoscana
Fonte
In molti ci avete scritto chiedendo la veridicità della notizia della decadenza del DL 229 essendo trascorsi i 60 giorni per la conversione.
Come potete vedere dalla gazzetta ufficiale del 18/2 il Parlamento, in conversione, ha semplicemente unito i due decreti (221 e 229) in una legge di conversione unica (11/2022).
L’art. 5 della legge 11 di fatto ingloba quanto previsto dal dl 229 decaduto: gp base per mense, servizi di ristorazione, musei, eccetera.
Smentiamo anche il fatto che essendo convertiti in legge sarà così “per sempre”
I termini di fine validità di tutti i provvedimenti del governo rimangono 31/3 o 15/6 (in base al decreto e alle misure),anche se convertiti in legge
Constatiamo piuttosto che il parlamento ha convertito provvedimenti ormai inutili visto il numero di contagi attuali e l’occupazione ospedaliera bassa. Ma questa non è una sorpresa per noi…il greenpass rimane uno strumento punitivo e non sanitario.
Staff C.Li.Va. Toscana
T.me/clivatoscana
Fonte
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