Rojava Resiste
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Canale di informazione sul Vicino e Medio Oriente e solidarietà con la rivoluzione confederale in Siria del Nord
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🇹🇷 Due anni di occupazione turca di #Afrin: i numeri della pulizia etnica
La Turchia e le milizie jihadiste hanno attaccato il cantone occidentale nel gennaio 2018. Attualmente la resistenza interna è portata avanti dalle Afrin Liberation Forces, che quasi quotidianamente colpiscono le forze di occupazione.

🗣 Da lì ci arrivano i rapporti interni della resistenza sui numeri accertati dell'occupazione:
543 civili uccisi, di cui 489 in bombardamenti turchi e 54 sotto tortura
Oltre 6000 rapimenti per riscatto e arresti arbitrari, di cui 3300 vittime sono ancora disperse
700 casi di tortura

🙎50 donne uccise, 210 ferite
👥 60 stupri confermati dalle forze sostenute dalla Turchia, compresi i bambini
🚻 10 bambini uccisi in bombardamenti singoli nel dicembre 2019, 41 morti totali in bombardamenti dalla fine dell'operazione
🏴 50 fazioni armate che impongono l'hijab, il matrimonio forzato, il cambiamento demografico

🌳 150.000 alberi di ulivo abbattuti e venduti, 10.000 bruciati
🌿 140 di 300 frantoi saccheggiati
🛢 70.000 tonnellate di olio d'oliva saccheggiate ed esportate in Turchia nel solo 2018
🏚 64 scuole parzialmente o totalmente distrutte
🛐 10 siti religiosi profanati
🛕 17 siti archeologici saccheggiati
🎙 Questa mattina siamo intervenuti ai microfoni di Radio Blackout per parlare della situazione ad #Afrin - di cui ricorre il secondo anniversario dall'inizio dell'occupazione turco-jihadista - e aggiornamenti dalla rivoluzione sotto attacco
👉https://radioblackout.org/2020/01/due-anni-di-occupazione-turca-ad-afrin/
🗣 La lotta dei prigionieri politici in #Turchia
🇧🇪 Nel giorno in cui la Corte di Cassazione di Bruxelles ha confermato la sentenza del tribunale del riesame del marzo 2019 che afferma che il #PKK non è una "organizzazione terroristica”, ma "parte belligerante" in un conflitto armato, la prigioniera politica 47enne Nurcan Bakır si è tolta la vita.

In carcere da 28 anni, si è uccisa per protesta contro le misure repressive nella carceri turche: era stata trasferita contro la sua volontà dal carcere femminile di Gebze nel carcere di Burhaniye, come ritorsione per la sua partecipazione allo sciopero della fame di massa indetto l’anno scorso per protestare contro l’isolamento totale del leader curdo Ocalan e il regime carcerario durissimo imposto ai dissidenti curdi e turchi e ai combattenti del PKK.

🌹 Al suo rilascio definitivo mancavano ancora due anni, e la donna si era quindi rivolta alla Corte di Giustizia Europea per i Diritti Umani affinché, date le gravi condizioni di salute, potesse essere rilasciata prima.
Serkeftin heval!
✌️#DisegniperilRojava: ci siamo!
Mentre le prime spedizioni sono partite, ecco le presentazioni di febbraio e inizio marzo!
🚑 Ricordiamo che l'intero progetto va a sostegno della Mezzaluna rossa Kurdistan e della rivoluzione sotto attacco in Siria del Nord e dell'Est!
🇹🇷 La Turchia e la "strategia delle priorità multiple"
🛩 Pochi giorni fa l'aviazione turca ha colpito alcuni partigiani delle Unità di autodifesa yazide, maschili (YBS) e femminili (YJE), nella regione di #Sinjar in #Iraq. E' dal 2018 che le operazioni aeree e di commandos turchi proseguono indisturbate oltre frontiera, con il beneplacito sia di Baghdad che soprattutto di Erbil.

👁 «La politica di sicurezza interna e di confine nel 2019 può essere chiamata “strategia dalle priorità multiple” con l’obiettivo primario di controllare e sradicare il #PKK in #Turchia, #Siria e Iraq secondo dei “principi di sicurezza pro-attivi”». Così l'agenzia di informazione turca Anadolu poche settimane fa a proposito della nuova politica bellica contro il movimento di liberazione curdo nella regione.

La strategia si è tradotta nell’aumento del 150% delle operazioni (109mila, secondo il ministero degli interni turco) contro il Pkk all’interno e nei paesi vicini e l’uccisione di 1.313 combattenti curdi. Di perdite, però, ne conta anche l’esercito di Erdogan: ieri l’agenzia curda Ahval riportava di almeno 30 soldati uccisi nelle prime due settimane del 2020 tra Siria e Iraq, mentre settimanali sono le operazioni di guerriglia in Iraq e Turchia.

🔥 Oltre al PKK, anche i gruppi autonomi dei "Children of Fire" e "Revenge Units" hanno moltiplicato le azioni in territorio turco: a Izmir, Istanbul e Kocaeli sono state incendiate fabbriche ed esercizi commerciali di noti sostenitori di Erdogan e del suo governo.
🚩5 anni fa la liberazione di #Kobane.
Il 27 gennaio 2015, le Unità di autodifesa delle donne e del popolo liberavano la città simbolo della resistenza a Daesh e della rivoluzione possibile in Siria (e nel mondo). Oggi riportiamo le parole di un compagno internazionalista in questi mesi in Rojava:

"Dalla città di Kobane, un simbolo di resistenza contro il fascismo del nostro tempo, vogliamo come internazionalisti inviare un saluto a tutte e tutti nell'anniversario della liberazione della città dallo stato islamico.
Come cinque anni fa ci troviamo oggi di nuovo al fianco dei nostri compagni curdi, arabi, siriaci e turkmeni pronti a difendere la città e questa rivoluzione dall'attacco dello stato fascista Turco impugnando le armi che prima di noi furono delle compagne e dei compagni caduti nell' eroica resistenza.
Ad oggi la guerra di invasione è ancora in corso, nella città occupata di Gire Spi e Serekanye le bande jihadiste utilizzate dalla turchia stanno imponendo il loro regno di terrore spingendo migliaia di persone a lasciare le loro case, qui i carri armati sono posizionati al confine in preparazione del prossimo attacco. Per vincere questa guerra è necessario che tutti, in tutte le parti del mondo, che si riconoscono nei valori di libertà e giustizia siano pronti a costruire un fronte unico contro il fascismo.
Migliaia di persone negl'ultimi mesi sono scese per le strade e hanno compiuto azioni coordinate in sostegno al rojava, è importante che questa energia non si perda ma ci si organizzi per essere ancora una volta pronti alla mobilitazione.
Saluti rivoluzionari
Vittoria o vittoria!"
🆘 #Siria: le giornate più lunghe
❗️ Dall'inizio dell'invasione turca di ottobre, gli ultimi giorni hanno conosciuto una nuova violenta offensiva sui due fronti attualmente aperti: quello in Siria del Nord contro la rivoluzione confederale e quello nella provincia di #Idlib, dove la coalizione Mosca-Damasco sta combattendo villaggio per villaggio contro le milizie jihadiste di Hay'at Tahrir al-Sham.

In #Rojava, le #SDF si stanno scontrando duramente con l'esercito turco nella provincia di #Hasakah, che ospita migliaia di profughi delle zone occupate di #Serakanyie e Tal Abyad. Da parte di Ankara è un tentativo di allargare il fronte, bloccato da due mesi su Til Tamer. Dalla zona occupata la popolazione curda e le Unità di autodifesa sono state bombardate dall'artiglieria turca.

🇷🇺🇺🇸 Sempre ad Hasakah ci sono stati momenti di tensione tra USA e Russia, quando i soldati statunitensi hanno bloccato una pattuglia russa durante una operazione di pattugliamento.

❗️A Idlib invece la violenza degli scontri sta coinvolgendo come non accadeva da tempo la popolazione civile stremata. Fonti interne riferiscono che ci si attende l'esodo di 1 milione di persone verso il confine turco-siriano.
❗️Armi chimiche: confermato l'uso da parte della Turchia contro il Rojava
Il laboratorio Wessling in Svizzera ha rivelato un'anormale presenza del fosforo bianco su un campione di pelle di un combattente curdo, ferito nell'attacco turco contro la città di Serekaniye.

🇹🇷 L'Amministrazione autonoma della Siria del Nord-Est ha presentato lunedì i risultati delle analisi del laboratorio svizzero a Parigi, confermando che l'esercito turco ha usato bombe al fosforo durante gli attacchi di ottobre-novembre 2019.

🔬 Il rapporto ha concluso: "Il tipo di lesione (ustioni chimiche), oltre all'altissima quantità di fosforo presente nel campione, dimostra che è stato utilizzato il fosforo (munizioni al fosforo bianco)".

🚻 Il dottor Abbas Mansouran, che ha curato le vittime del bombardamento turco durante la battaglia di Serekaniye, assieme al portavoce delle YPG, Nuri Mahmoud e al rappresentante dell'Amministrazione autonoma, Khaled Issa, ha confermato che la Turchia ha preso di mira più di 30 civili disarmati, compresi bambini, con queste armi proibite a livello internazionale.
❗️Guerra turca alla Siria del Nord: 17° settimana
🚑 Crisi umanitaria: per i circa 55mila sfollati interni nel campo di Washokani (#Hasakah) e nelle scuole convertite in rifugi l'inverno rende più complicate le condizioni di vita. Gli sfollati in case private e nei villaggi abbandonati sono meglio riparati, ma meno in grado di accedere agli aiuti.

📣 L'Amministrazione autonoma ha attuato misure straordinarie per far fronte alla situazione nei campi profughi e alla crisi economica dovuta alla guerra: è stato imposto un maximum al prezzo dei generi alimentari di base, viene fornito carburante gratuitamente per il riscaldamento, la Mezzaluna Rossa prosegue la fornitura di aiuti ai rifugiati.

L'offensiva siriana sulla roccaforte jihadista di #Idlib rischia di far saltare l'accordo Russia-Turchia in #Siria del Nord: ieri durissimi combattimenti tra soldati di #Damasco e di #Ankara, con decine di morti. #Erdogan deve far fronte anche all'agitazione delle milizie jihadiste che nelle zone occupate del #Rojava premono per sfondare il fronte e aprire un corridoio verso Idlib.

🏴 Un leader della milizia jihadista Jaysh-al-Islam è stato arrestato in Francia con l'accusa di crimini di guerra. La #Turchia finanzia apertamente e controlla il Jaysh-al-Islam - che partecipa alla pulizia etnica contro i curdi a Serakanyie, di cui attualmente amministra "l'ordine pubblico".
🇮🇶 Iraq: nuovo governo ma la protesta non smobilita
👤 Mohammed Tawfik Allawi, ex ministro delle comunicazioni sotto il settarissimo governo al-Maliki, è stato nominato nuovo capo del governo. Il suo nome è legato alla fase più dura della repressione anti-sunnita.

🇮🇷 Per Allawi si felicitano l’Iran, governo ombra di Baghdad, e il leader religioso Al-Sadr, che da mesi gioca ad alternare opposizione e sostegno al governo centrale.

🏴 Da ultimo è tornato il suo ruolo centrale nella repressione: dopo aver invitato a punire chiunque scioperi, ha messo a disposizione della polizia i «cappelli blu», milizie sadriste legate alle Brigate della pace (l’ex Esercito del Mahdi), che hanno attaccato con armi da fuoco le proteste a Najaf e Hilla ferendo alcuni manifestanti.

🗣 Da domenica nuova protesta nella capitale, a Najaf, Diwaniyah, Hillah, Bassora. Strade occupate e scioperi, scuole e università chiuse. Mentre cresce il bilancio delle vittime: 600 uccisi, 72 spariti. 
❗️Miliziani siriani in fuga verso l'Italia: l'inchiesta.
🔍 Benedetta Argentieri ha raccolto sul campo accuse pesanti da fonti diplomatiche e militari: stanno arrivando in Italia i combattenti siriani addestrati da Erdogan per combattere contro Haftar in Libia (e protagonisti delle più atroci operazioni militari in Rojava: da Jarablus nel 2016 ad Afrin nel 2018 fino all'invasione turca iniziata a ottobre 2019).

👤Ma il Viminale nega che esistano riscontri su questi sbarchi...
👁 Qui l'inchiesta completa 👉 https://www.tpi.it/esteri/miliziani-siriani-fuga-verso-italia-esclusivo
🏴 La questione Daesh in Siria del Nord-Est
👨🏽‍⚖ L'Amministrazione autonoma ha deciso di avviare unilateralmente il processo contro lo Stato Islamico, dopo i molti appelli degli ultimi anni per una Corte internazionale e il rimpatrio dei foreign fighters.

🔍 Non esiste la pena di morte e le guardie carcerarie colpevoli di atti di violenza vengono rimosse dal lavoro e inviate a programmi di rieducazione.

👥 La Corte popolare del Nord e dell'Est della Siria ha processato oltre 6000 combattenti ISIS locali in base a queste leggi, con circa lo stesso numero ancora da processare.

❗️Finora sono stati rimpatriati meno del 10% dei figli di daesh e i paesi di partenza non hanno quasi mai risposto agli appelli della Federazione per un tribunale internazionale per i jihadisti stranieri. La situazione è diventata ancora più instabile con l'invasione turca, di cui hanno approfittato molti prigionieri per fuggire.
Il problema ISIS in Siria del Nord-Est (infografica preparata dal Rojava Information Center).
❗️Guerra turca alla Siria del Nord: 18° settimana
🇹🇷 Non solo #Idlib: la #Turchia sta continuando ad ammassare truppe e mezzi corazzati lungo il confine delle zone occupate, moltiplicando gli attacchi attorno alla città di Tel Rifaat (che ospita decine di migliaia di profughi di #Afrin), Til Tamir e aumentando le pressioni su #Kobane (v. mappa).

🚩 Parallelamente prosegue la resistenza nelle zone occupate e lungo il confine: intensi combattimenti si sono svolti attorno ai villaggi situati sull'autostrada internazionale M4, a sud di Tal Abyad/Gire Spi occupata, così come nelle zone rurali di Til Tamir. Ad Afrin si sono registrati diversi attentati interni contro le milizie jihadiste occupanti.

🇺🇸 Sul fronte di Idlib, Ankara ha aumentato il numero di soldati e di reparti irregolari - miliziani jihadisti con divise dell'esercito turco - a seguito di pesanti perdite subite negli scontri degli ultimi giorni con le truppe di Damasco. Il segretario USA Pompeo ha dichiarato il pieno sostegno del governo Trump e della NATO all'alleato turco "nella difesa di Idlib".

🚑 Il disastro umanitario della guerra di spartizione in corso nella sacca di Idlib sta portando decine di migliaia di persone a dirigersi verso le zone libere sotto controllo delle Forze democratiche siriane delle YPJ/YPG a Tel Rifaat. "Abbiamo accolto e continueremo ad accogliere anche sotto assedio [da parte della Turchia]", ha dichiarato un portavoce del Consiglio democratico locale.
Siria del Nord-Est, 12 febbraio 2020.
❗️Idlib, Aleppo e Afrin: crescono crisi e instabilità a nord-ovest
👤 Da fonti dirette da Aleppo riportiamo:
⤴️ Civili in fuga verso Afrin. L'area è piena di nuovi sfollati interni, che vivono persino in grotte. In città si moltiplica l'instabilità e gli scontri tra le forze di occupazione e le cellule partigiane.

🏳 Gruppi legati allo jihadista Hay'at Tahrir al-Sham (HTS) a ovest e nord-ovest di Aleppo si ritirano in disordine, molti verso Afrin occupata, alcune milizie - tra cui Faylaq al-Sham, Levant Front, al-Zenki - pagano tangenti per attraversare il confine con la Turchia.

🛩 I bombardamenti degli HTS colpiscono la regione di Shebha, intorno a Tel Rifaat, e il nuovo campo di sfollati nel villaggio di Ziyara: si tratta della sacca di resistenza in mano a YPJ/YPG circondata da turchi, jihadisti e regime. Per vendetta delle perdite a sud piuttosto che un serio tentativo di avanzare.

🇸🇾 32 città e villaggi sono caduti ieri da soli a N.O. di Aleppo, punti di osservazione turchi ad Aladan e Sheikh Akhil sono circondati, il presidio militare al castello di St. Simeon è stato bombardato. Lo scontro diretto Ankara-Damasco si fa sempre più diretto.

Un'altra operazione in preparazione lungo la M4 da Latakia ad Aleppo, recidendo Idlib dal nord occupato dalla Turchia. Le milizie jihadiste nella "safe zone" turca aumentano i disordini per chiedere ad Ankara di attaccare in forze le zone libere del Rojava e raggiungere Idlib. Tensione verso Kobane, su cui in questi giorni aumentano le minacce di attacco di Erdogan.
❗️#Siria del nord: massicci attacchi delle truppe di invasione.
🇹🇷 Gli attacchi turchi contro le città della Siria del nord sono diventati più violenti negli ultimi giorni, parallelamente all'aumento dello scontro militare a #Idlib.

Insediamenti civili, postazioni di Damasco e presìdi #SDF in tre province sono stati obiettivi dell'artiglieria jihadista: ieri sera sono stati attaccati il villaggio di Umm al-Keyf presso Til Temir (attuale linea del fronte turco contro il #Rojava), 5 villaggi nei pressi di Tal Abyad/Girê Spî occupata, il villaggio Dibis presso Ain Issa (dove si trova uno dei campi con più alta concentrazione di prigionieri ISIS) e il villaggio Mezin ad #Afrin (come risposta ad azioni interne della resistenza)

🚑 Il numero complessivo dei profughi dalle zone occupare del Rojava è di oltre 700mila persone, ridistribuiti nelle regioni libere della Federazione della Siria del Nord, che nelle ultime settimane stanno accogliendo un parte consistente dei profughi da Idlib - in totale quasi 1 milione, centinaia di migliaia cacciati forzatamente dalle truppe russe e ricacciati dal confine turco dai soldati di Ankara.

#Erdogan chiede l'istituzione di una safe zone con una profondità da 30 a 35 chilometri attorno a Idlib (con l'appoggio USA). Stasera è previsto un nuovo incontro con #Putin per determinare i termini del possibile accordo. Francia e Germania dovrebbero essere coinvolti, anche se al momento mantengono una ambiguità tendente verso Ankara - e i jihadisti.