La data del laboratorio è rimandata a giovedì 9 aprile alle 21:00. Se volete partecipare, unitevi a questo gruppo Telegram.
Telegram
09/04 Froggy Laboratorio: Preparazione & Situazioni
froggyC 🏴☠️☠️🏴☠️☠️ 小蛙 invites you to join this group on Telegram.
🔥1
Forwarded from Adriano Motta
Auguri ranocchie! Possano le vostre uova essere numerose e/o il vostro Cristo risorto, quello che preferite ❤️
❤9
Ho meno i coglioni girati con Grumpy oggi per il delitto di aver portato Critical in Italia e mi sento di raccomandare questa espansione che stanno adattando, avendo giocato l'originale inglese.
È vestita da espansione ma si tratta più di un rifacimento totale di alcune regole fondamentali. Il titolo "Deep Cuts" non è un caso: tutte le regole di Blades in the Dark che hanno una tendenza ad appiattirsi e affiaccare il gioco quando lasciano spazio per accordarsi sui risultati tra giocatori e GM, si trasformano in regole che offrono risposte nette e chiare e contribuiscono dinamismo e impatto.
Per quanto mi riguarda Deep Cuts risolve molti dei problemi che ho con Blades in the Dark e che mi hanno spinto lentamente ad abbandonare questo gioco nonostante l'entusiasmo che provassi all'inizio. Mi fa venire voglia di giocarci di nuovo.
Dategli un'occhiata, o nell'originale inglese (disponibile su itch.io o drivethrurpg.com), o nella versione italiana tradotta da Grumpy Bear. La qualità delle traduzioni di Grumpy è di solito superiore alla media degli editori italiani, quindi mi aspetto un risultato simile.
È vestita da espansione ma si tratta più di un rifacimento totale di alcune regole fondamentali. Il titolo "Deep Cuts" non è un caso: tutte le regole di Blades in the Dark che hanno una tendenza ad appiattirsi e affiaccare il gioco quando lasciano spazio per accordarsi sui risultati tra giocatori e GM, si trasformano in regole che offrono risposte nette e chiare e contribuiscono dinamismo e impatto.
Per quanto mi riguarda Deep Cuts risolve molti dei problemi che ho con Blades in the Dark e che mi hanno spinto lentamente ad abbandonare questo gioco nonostante l'entusiasmo che provassi all'inizio. Mi fa venire voglia di giocarci di nuovo.
Dategli un'occhiata, o nell'originale inglese (disponibile su itch.io o drivethrurpg.com), o nella versione italiana tradotta da Grumpy Bear. La qualità delle traduzioni di Grumpy è di solito superiore alla media degli editori italiani, quindi mi aspetto un risultato simile.
👍5
NonTeoria: come ti fregano con il lessico, e come il lessico può aiutarti.
C’è un filone di discussioni teoriche del gioco di ruolo in Italia in cui è norma crogiolarsi di terminologia forbita.
Molta di essa ha un significato confuso, alcuna è solo parzialmente utile, altra attivamente dannosa, e solo una minoranza ha una vera utilità per qualcuno che non vuole atteggiarsi, ma semplicemente trarre appagamento dal giocare di ruolo.
Voglio introdurti a NonTeoria, una serie di articoli dove farò una rassegna di concetti e lessico del gioco di ruolo, cercando di ricondurli il più possibile a osservazioni pratiche e reali che puoi fare al tuo tavolo quando giochi.
Continua a leggere su Substack.
C’è un filone di discussioni teoriche del gioco di ruolo in Italia in cui è norma crogiolarsi di terminologia forbita.
Molta di essa ha un significato confuso, alcuna è solo parzialmente utile, altra attivamente dannosa, e solo una minoranza ha una vera utilità per qualcuno che non vuole atteggiarsi, ma semplicemente trarre appagamento dal giocare di ruolo.
Voglio introdurti a NonTeoria, una serie di articoli dove farò una rassegna di concetti e lessico del gioco di ruolo, cercando di ricondurli il più possibile a osservazioni pratiche e reali che puoi fare al tuo tavolo quando giochi.
Continua a leggere su Substack.
❤🔥4❤2🔥2
Forwarded from Hive of Dice
Call for master aperta per il Solstizio di Ruolo del 20 Giugno! Unisciti all’alveare con una tua proposta di gioco 🍯
Ti basta compilare 👉 questo form entro il 27 Maggio! Per qualunque informazione, siamo a disposizione 🐝
Per questa edizione, oltre ai consueti due turni di gioco + multitavolo serale, abbiamo anche una sorpresa per il venerdì sera! 👀
Se non hai mai partecipato prima, non dimenticare di mandarci per mail il logo della tua realtà il prima possibile in modo da aggiungerlo all’alveare!
Bzz bzzzzz
Ti basta compilare 👉 questo form entro il 27 Maggio! Per qualunque informazione, siamo a disposizione 🐝
Per questa edizione, oltre ai consueti due turni di gioco + multitavolo serale, abbiamo anche una sorpresa per il venerdì sera! 👀
Se non hai mai partecipato prima, non dimenticare di mandarci per mail il logo della tua realtà il prima possibile in modo da aggiungerlo all’alveare!
Bzz bzzzzz
❤2🔥1
Forwarded from Omnia incommoda, certitudo nulla
Ascoltami.
Ci sono cose che abitano le tenebre attorno a te.
Sono cose che si nutrono di te.
E sono
incre
dibi
lmente
-fighe-
Fallimento Assicurato presenta FanX, a Nighttime Social Dungeoning Game, scritto da The Kernel in Yellow e Dada Dan Akiko.
Fallimento Assicurato è una crew di fanzinari italiani di area grosso modo OSR, che da sette anni produce e pubblica roba underground per giochi di ruolo.
E giochiamo, ovviamente. E giocando, in tanti anni, abbiamo visto quanto sono fighi i vampiri. Lo sappiamo dal 1991, quando uscì Vampiri la Masquerade. Ma lo sappiamo anche da prima, in fondo. E quindi ci siamo messi al lavoro e abbiamo messo noi stessi in questo gioco: FanX, un gioco OSR di Vampiri.
Quindi eccolo: scritto, testato, impaginato. A noi piace. Giocateci. Speriamo piaccia anche a voi.
Ma cosa troverete tra le copertine di FanX?
* un regolamento grosso modo ispirato a quelli di Into the Odd, Cairn, Knave o Mythic Bastionland;
* un sistema di equipaggiamento con tag che vi farà dimenticare il bookeeping classico;
* un sistema dice-drop per creare la rete sociale nella quale i vostri Vampiri si muoveranno, con fazioni sempre diverse e ricche di spunti;
* un metodo semplice per gestire le relazioni significative dei personaggi;
* una guida per creare passo passo heist cinematici;
* un sacco di belle tabelle casuali;
* mood Gothic Punk fatto come si deve.
E tutto questo, in perfetto stile Fallimento Assicurato, cioè gratis o quasi.
Quindi che fare?
Scaricate il manuale digitale.
Comprate la versione cartacea in POD a prezzo di costo.
Mette su i Bauhaus.
Chiamate gli amici.
E non smettete mai di giocare
Ci sono cose che abitano le tenebre attorno a te.
Sono cose che si nutrono di te.
E sono
incre
dibi
lmente
-fighe-
Fallimento Assicurato presenta FanX, a Nighttime Social Dungeoning Game, scritto da The Kernel in Yellow e Dada Dan Akiko.
Fallimento Assicurato è una crew di fanzinari italiani di area grosso modo OSR, che da sette anni produce e pubblica roba underground per giochi di ruolo.
E giochiamo, ovviamente. E giocando, in tanti anni, abbiamo visto quanto sono fighi i vampiri. Lo sappiamo dal 1991, quando uscì Vampiri la Masquerade. Ma lo sappiamo anche da prima, in fondo. E quindi ci siamo messi al lavoro e abbiamo messo noi stessi in questo gioco: FanX, un gioco OSR di Vampiri.
Quindi eccolo: scritto, testato, impaginato. A noi piace. Giocateci. Speriamo piaccia anche a voi.
Ma cosa troverete tra le copertine di FanX?
* un regolamento grosso modo ispirato a quelli di Into the Odd, Cairn, Knave o Mythic Bastionland;
* un sistema di equipaggiamento con tag che vi farà dimenticare il bookeeping classico;
* un sistema dice-drop per creare la rete sociale nella quale i vostri Vampiri si muoveranno, con fazioni sempre diverse e ricche di spunti;
* un metodo semplice per gestire le relazioni significative dei personaggi;
* una guida per creare passo passo heist cinematici;
* un sacco di belle tabelle casuali;
* mood Gothic Punk fatto come si deve.
E tutto questo, in perfetto stile Fallimento Assicurato, cioè gratis o quasi.
Quindi che fare?
Scaricate il manuale digitale.
Comprate la versione cartacea in POD a prezzo di costo.
Mette su i Bauhaus.
Chiamate gli amici.
E non smettete mai di giocare
itch.io
FanX by Fallimento Assicurato
Social dungeoneering! Angst! Vampires!
🔥4👍1
Forwarded from Alleanza OSR Pizza
TPK! V: Il Tiro Salvezza fallisce ancora
Come un lich ostinato, la TPK! si ripresenta il 21 e 22 novembre 2026, ancora una volta alla Pieve di Cologno Monzese. Due giorni di gioco, panel, workshop e discussioni, come sempre dedicati all'OSR.
Iniziate a segnarvi la data, le chiamate arriveranno!
www.totalpartykon.it
Come un lich ostinato, la TPK! si ripresenta il 21 e 22 novembre 2026, ancora una volta alla Pieve di Cologno Monzese. Due giorni di gioco, panel, workshop e discussioni, come sempre dedicati all'OSR.
Iniziate a segnarvi la data, le chiamate arriveranno!
www.totalpartykon.it
🔥4👎1
Forwarded from Omnia incommoda, certitudo nulla
Io vi linko questo post e qualcuno di voi dirà "ahr ahr ahr! Un post sulle tette piccole!". E quando verrà il Giorno del Giudizio il Signore lo guarderà con compassione mista a disgusto e gli dirà "beato te che non hai mai capito un cazzo".
Qualcun altro leggerà la parte iniziale e dirà "che palle! Un pippone teorico sul sesso!". E quando verrà il Giorno del Giudizio il Signore lo guarderà con schifo e gli dirà "certo che te scopavi proprio male".
Qualcuno arriverà in fondo e si sarà letto probabilmente uno dei post più intelligenti a tema GDR degli ultimi mesi. Se gli va di culo, l'avrà anche capito, che è tanta roba.
https://rolltodoubt.wordpress.com/2026/05/13/small-tits/
Qualcun altro leggerà la parte iniziale e dirà "che palle! Un pippone teorico sul sesso!". E quando verrà il Giorno del Giudizio il Signore lo guarderà con schifo e gli dirà "certo che te scopavi proprio male".
Qualcuno arriverà in fondo e si sarà letto probabilmente uno dei post più intelligenti a tema GDR degli ultimi mesi. Se gli va di culo, l'avrà anche capito, che è tanta roba.
https://rolltodoubt.wordpress.com/2026/05/13/small-tits/
Roll to Doubt
Small Tits
Performance anxiety in sex is well-documented, and brief experience with different partners showcases its myriad origins. It might be as simple as uncertainty about how intimacy and connection with…
🔥2
Me ne frega sempre meno un cazzo (ma nel senso buono)
Burnout, tette piccole, superdotati e perché la FroggyCon è l'unica cosa che ha ancora senso
Froggy, dove sei sparito? Perché non ti fai sentire sulle chat? Dov’è il prossimo articolo di NonTeoria?
Negli ultimi mesi ho sentito una sensazione che non sentivo da molto tempo, una forte depressione da burnout che tingeva di nero molte delle mie interazioni negli spazi del gioco di ruolo. Mi sembra spesso di remare contro una corrente in piena di una cultura di gioco assoggettata così tanto al commercio che anche nelle sue istanze non commerciali ne segue le logiche di consumo e dipendenza: il marketing, lo status, il prodotto e l’intrattenimento progammato, con chi produce e chi riceve.
L’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato discutere di giochi di ruolo a una festa e dover giustificare per l’ennesima volta perché penso che barare sia sbagliato, ed essere inquadrato dall’interlocutore come uno stronzo elitista per l’affermazione di una cosa cosi basilare come l’onestà tra esseri umani. Qualcosa di incredibile a qualunque persona normale che non abbia normalizzato queste pratiche tramite anni di gioco di ruolo disfunzionale.
Ho fatto l’errore che fanno tutte le persone idealiste: di cercare di cambiare le cose, e nel fare il passo più lungo della gamba mi sono dimenticato che questo è un passatempo e che nel cercare di arginare questi problemi stavo sacrificando il mio divertimento, ma anche il mio stesso sviluppo come giocatore.
Nel frattempo ho ritrovato altre passioni e progetti che mi restituiscono di più e mi sono ricordato di come si dovrebbe vivere un hobby. E ho deciso che, se tornavo, l’avrei fatto non per inerzia o senso del dovere, ma sapendo bene perché lo facevo.
E mentre ponderavo queste questioni, mi sono successe due cose:
- Grazie anche agli sforzi di Alex Gadda (“Xeno”), si sta palesando una possibilità di organizzare una FroggyCon a Bologna, che non sostituirà quella di Milano ma avverrà in un diverso periodo dell’anno. In particolare ho trovato davvero bello lo spazio che ci è stato offerto e i suoi gestori, e mi sembra ci siano dei presupposti per collaborare a lungo termine.
- Grazie al mio amico Lorenzo Rossi, ho scoperto questo articolo folle che parla delle “tette piccole” e di come questo sia in realtà una metafora molto rilevante nel gioco di ruolo. Vi giuro che non è una cazzata, e se superate il tono caciarone (che in realtà serve a far digerire una critica molto aspra) ci sono osservazioni che condivido molto profondamente.
Continua su Substack.
Burnout, tette piccole, superdotati e perché la FroggyCon è l'unica cosa che ha ancora senso
Froggy, dove sei sparito? Perché non ti fai sentire sulle chat? Dov’è il prossimo articolo di NonTeoria?
Negli ultimi mesi ho sentito una sensazione che non sentivo da molto tempo, una forte depressione da burnout che tingeva di nero molte delle mie interazioni negli spazi del gioco di ruolo. Mi sembra spesso di remare contro una corrente in piena di una cultura di gioco assoggettata così tanto al commercio che anche nelle sue istanze non commerciali ne segue le logiche di consumo e dipendenza: il marketing, lo status, il prodotto e l’intrattenimento progammato, con chi produce e chi riceve.
L’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato discutere di giochi di ruolo a una festa e dover giustificare per l’ennesima volta perché penso che barare sia sbagliato, ed essere inquadrato dall’interlocutore come uno stronzo elitista per l’affermazione di una cosa cosi basilare come l’onestà tra esseri umani. Qualcosa di incredibile a qualunque persona normale che non abbia normalizzato queste pratiche tramite anni di gioco di ruolo disfunzionale.
Ho fatto l’errore che fanno tutte le persone idealiste: di cercare di cambiare le cose, e nel fare il passo più lungo della gamba mi sono dimenticato che questo è un passatempo e che nel cercare di arginare questi problemi stavo sacrificando il mio divertimento, ma anche il mio stesso sviluppo come giocatore.
Nel frattempo ho ritrovato altre passioni e progetti che mi restituiscono di più e mi sono ricordato di come si dovrebbe vivere un hobby. E ho deciso che, se tornavo, l’avrei fatto non per inerzia o senso del dovere, ma sapendo bene perché lo facevo.
E mentre ponderavo queste questioni, mi sono successe due cose:
- Grazie anche agli sforzi di Alex Gadda (“Xeno”), si sta palesando una possibilità di organizzare una FroggyCon a Bologna, che non sostituirà quella di Milano ma avverrà in un diverso periodo dell’anno. In particolare ho trovato davvero bello lo spazio che ci è stato offerto e i suoi gestori, e mi sembra ci siano dei presupposti per collaborare a lungo termine.
- Grazie al mio amico Lorenzo Rossi, ho scoperto questo articolo folle che parla delle “tette piccole” e di come questo sia in realtà una metafora molto rilevante nel gioco di ruolo. Vi giuro che non è una cazzata, e se superate il tono caciarone (che in realtà serve a far digerire una critica molto aspra) ci sono osservazioni che condivido molto profondamente.
Continua su Substack.
❤11✍2⚡1👍1🔥1🤝1
La curiosa regola sui finali che ripeto a ogni FroggyCon
Ansia da prestazione, produttività, e perché voglio essere un bambino vero
C’è un’immagine che mi è rimasta addosso da anni, e ogni tanto torna a infastidirmi proprio quando meno me lo aspetto: c’è lì un master, in piedi, con l’archetto del microfono attaccato all’orecchio come un centralinista, che sovrasta il tavolo e muove le mani a scena aperta come un burattinaio, a scandire i colpi di scena. Sotto di lui, seduti, dei giocatori che ricevono. Non giocano: ricevono. Burattini anche loro, mossi dai suoi fili invece che dai propri. E lui deve, entro l’orario, portarli fino in fondo, perché è quella la sua funzione: dare uno spettacolo completo a chi è seduto al tavolo, biglietto pagato o meno, ed è per questo che si è portato dietro l’amplificazione, perché far sentire la sua voce a tutti (anche al resto della fiera!) lo aiuta a tirare i fili del gioco e chiudere entro lo scadere. In barba allo scambiarsi qualcosa di significativo con gli altri.
Mi sono chiesto tante volte perché quell’immagine mi disturbi così tanto, più di altre cose francamente più gravi che ho visto girando per gli spazi del gioco di ruolo. Credo sia perché è il sintomo più visibile, un modellino perfetto, di qualcosa che poi si ritrova ovunque, anche quando nessuno alza il microfono: l’idea che il gioco sia una cosa che si dà e si riceve, e che debba, come ogni cosa che si dà, essere completata, confezionata, consegnata. È la stessa logica che ha colonizzato quasi ogni altro angolo del tempo libero: la serie da finire per poterne parlare, il libro da finire per spuntarlo dalla lista, il viaggio da ottimizzare come un progetto di lavoro. Il gioco di ruolo, che sarebbe uno degli ultimi spazi non ancora completamente arresi a questa logica, se l’è semplicemente portata al tavolo.
Anche se la FroggyCon parte da presupposti diversi, so bene che le sue pareti sono permeabili, e molti partecipanti portano con sé alcune di queste aspettative senza accorgersene. Per questo comincio sempre, anche io al microfono, ricordando a tutta la convention che non c’è bisogno di raggiungere un finale entro lo scadere del tempo. Le sessioni si fermano comunque dopo tre ore, quello resta un vincolo di logistica, ma vanno giocate senza pensare di dover giungere a una conclusione. È il tentativo di disinnescare quella stessa ansia da consegna.
Continua su Substack.
Ansia da prestazione, produttività, e perché voglio essere un bambino vero
C’è un’immagine che mi è rimasta addosso da anni, e ogni tanto torna a infastidirmi proprio quando meno me lo aspetto: c’è lì un master, in piedi, con l’archetto del microfono attaccato all’orecchio come un centralinista, che sovrasta il tavolo e muove le mani a scena aperta come un burattinaio, a scandire i colpi di scena. Sotto di lui, seduti, dei giocatori che ricevono. Non giocano: ricevono. Burattini anche loro, mossi dai suoi fili invece che dai propri. E lui deve, entro l’orario, portarli fino in fondo, perché è quella la sua funzione: dare uno spettacolo completo a chi è seduto al tavolo, biglietto pagato o meno, ed è per questo che si è portato dietro l’amplificazione, perché far sentire la sua voce a tutti (anche al resto della fiera!) lo aiuta a tirare i fili del gioco e chiudere entro lo scadere. In barba allo scambiarsi qualcosa di significativo con gli altri.
Mi sono chiesto tante volte perché quell’immagine mi disturbi così tanto, più di altre cose francamente più gravi che ho visto girando per gli spazi del gioco di ruolo. Credo sia perché è il sintomo più visibile, un modellino perfetto, di qualcosa che poi si ritrova ovunque, anche quando nessuno alza il microfono: l’idea che il gioco sia una cosa che si dà e si riceve, e che debba, come ogni cosa che si dà, essere completata, confezionata, consegnata. È la stessa logica che ha colonizzato quasi ogni altro angolo del tempo libero: la serie da finire per poterne parlare, il libro da finire per spuntarlo dalla lista, il viaggio da ottimizzare come un progetto di lavoro. Il gioco di ruolo, che sarebbe uno degli ultimi spazi non ancora completamente arresi a questa logica, se l’è semplicemente portata al tavolo.
Anche se la FroggyCon parte da presupposti diversi, so bene che le sue pareti sono permeabili, e molti partecipanti portano con sé alcune di queste aspettative senza accorgersene. Per questo comincio sempre, anche io al microfono, ricordando a tutta la convention che non c’è bisogno di raggiungere un finale entro lo scadere del tempo. Le sessioni si fermano comunque dopo tre ore, quello resta un vincolo di logistica, ma vanno giocate senza pensare di dover giungere a una conclusione. È il tentativo di disinnescare quella stessa ansia da consegna.
Continua su Substack.
❤5👏1