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Lo sport ha molto da insegnare al mondo del business, per questo il team qualydea® condivide contenuti e consigli di lettura utili per te che arrivano dal mondo sportivo.
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Quante opzioni dobbiamo offrire al nostro cliente?
Tante oppure poche? Secondo Tim Ferriss la risposta è molto netta, nel suo "4 ore a settimana" infatti ci fornisce questo spunto.

“Una volta, riferendosi alla sua Modello T, l’automobile più venduta di tutti i tempi, Henry Ford disse: «Il cliente può avere il colore che desidera, basta che sia nero».
Aveva compreso qualcosa che chi fa impresa oggi sembra avere dimenticato: servire il cliente non significa diventare un maggiordomo personale e raccogliere ogni suo capriccio e desiderio.
Servire il cliente vuol dire fornire un prodotto eccellente a un prezzo accettabile e risolvere problemi legittimi (smarrimenti, sostituzioni, rimborsi ecc.) nella maniera più rapida possibile. Questo è.
Più opzioni offrite al cliente, più indecisione create e meno ordini ricevete: è un disservizio generalizzato.
Inoltre, più opzioni offrite al cliente, più è pesante l’onere di produzione e servizio clienti che create per voi stessi."
"Tutto nasce e finisce nella Leadership"
Questo è il parere di John Maxwell, esperto di Leadership ed autore di tanti libri di successo oltre che grande ispiratore del team qualydea.
Nella conclusione del suo "Le 21 leggi fondamentali del Leader" John Maxwell mostra quanto la Leadership sia predittiva per il successo di una organizzazione. Infatti:
"Il personale determina il potenziale dell'organizzazione.
Le relazioni determinano il morale dell'organizzazione.
La struttura determina la dimensione dell'organizzazione.
L'ideale determina la direzione dell'organizzazione.
La leadership determina il successo dell'organizzazione".
Nel suo libro UNA VITA IN CAMPO Carlo Mazzone ci racconta che "Sono uno che non ha mai guardato in faccia a nessuno, e non lo feci neanche nel mese di dicembre del 1995 quando mi accorsi che gli attaccanti peccavano di un egoismo esasperante e dannoso. Invece di cercare lo scambio con il compagno meglio piazzato, si ostinavano a tirare in porta da qualunque posizione o tentavano dribbling quasi impossibili per arrivare alla conclusione personale.

Alla fine persi la pazienza e dissi a brutto muso: «Mo metto una regola e guai a chi sgarra: chi non passa il pallone a chi può fare gol, chi si ostina a fare tutto da solo, io lo mando fuori. Lo sostituisco. Senza eccezioni. Se semo capiti?»
Soltanto in seguito venni a sapere che il presidente Sensi aveva fissato un premio in denaro per ogni gol segnato. Ecco perché tutti tiravano da tutte le parti. Allora andai da Sensi e gli chiesi di dare quel riconoscimento anche agli autori degli assist decisivi. E così le cose presero ad andare per il verso giusto."
Secondo Jon Gordon, il modello di successo più semplice, potente e grande di tutti i tempi è formato da queste tre parole: Love, Serve, Care.
"Quando guidi il tuo team, ami, servi e hai a cuore ciò che fai.
Quando vendi ami, servi e hai a cuore ciò che fai.
Quando alleni e fai da mentore ami, servi e hai a cuore ciò che fai.
Quando servi i clienti ami, servi e hai a cuore ciò che fai. Infine, condividi questo modello con il tuo Team"
GUARDARE SEMPRE AVANTI
Johan Cruijff è stato uno dei più grandi calciatori della storia ed anche un allenatore e dirigente sportivo apprezzato e vincente.
Qual è stata la sua visione?
"Tutto ciò che so, l’ho appreso dall’esperienza. Tutto ciò che hofatto, l’ho affrontato con uno sguardo rivolto al futuro, con un’attenzione al progresso. Al passato non penso troppo; è il mio modo naturale di essere.
Guardare sempre avanti significa concentrarsi a fare meglio ogni cosa che si fa e voltarsi indietro solo per imparare dai propri errori.
Queste lezioni arrivano in momenti diversi della vita, e lì per lì non si comprende ciò che le collega: mentre tu procedi in avanti non sempre presti attenzione a quanto è arrivato prima, come se avanzassi su una linea retta.
Questa è la mia filosofia del calcio e della vita. Ho messo questo mio impegno in ogni mia attività: nel calcio totale, nella mia famiglia e nella Cruyff Foundation. Ho sempre guardato all’avvenire con l’intento di migliorare."
IL CORAGGIO
Il coraggio è fondamentale secondo William McRaven, autore del best seller FATTI IL LETTO.
Infatti “I prepotenti sono tutti uguali sia che spadroneggino nel cortile di una scuola, sul posto di lavoro o a capo di una nazione che governano col terrore. Prosperano nella paura e nell’intimidazione.
I prepotenti ottengono la loro forza dalle persone timide e pavide.
Sono come gli squali, capaci di percepire la paura nell’acqua.
Gireranno in cerchio per vedere se la vittima si difende.
Cercheranno di capire se è debole. Se non trovate il coraggio di tener loro testa, vi colpiranno.
Nella vita, per raggiungere i vostri obiettivi, per portare a termine la nuotata notturna, dovrete essere uomini e donne di grande coraggio. Il coraggio è dentro ciascuno di noi. Scavate a fondo e ne troverete in abbondanza.”
Media is too big
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POST SPECIALE!
Questo che stai leggendo è il 50° post di #qualyBooks.🎂
Per festeggiare questa ricorrenza, Patrizia Menchiari (autrice del libro CardioMarketing) ci racconta quanto sia importante METTERE AL CENTRO il nostro cliente.
L'IMPORTANZA DEI DETTAGLI
In diverse biografie di personaggi che hanno lasciato il segno nei loro settori di appartenenza si legge la cura del dettaglio che in alcuni casi è diventata quasi una ossessione.
Perchè il dettaglio è tanto importante? Una chiave di lettura ci viene fornita da Jon Gordon che di dice "Quando ero un adolescente guardavo mio padre costruire una credenza. Stava usando il legno più bello e costoso in circolazione. Non avevamo molti soldi, così gli chiesi perché non utilizzava del legno più economico per il retro della credenza, che nessuno avrebbe visto. Mio padre scosse il capo e disse di no. Gli chiesi il motivo, visto che nessuno se ne sarebbe accorto. E lui replicò: Lo saprò io. Lo saprai tu. Lo sapremo noi.
Mio padre mi insegnò che quando mi fossi innamorato del processo avrei amato ciò che potevo creare con quel processo."
Il consiglio di lettura di oggi riguarda la Leadership, tema che da sempre appassiona il team qualydea.
Approfondiamo l'argomento con Simon Sinek che "I leader sono coloro che si lanciano a testa bassa nell’ignoto. Vanno incontro al pericolo. Sanno mettere da parte il proprio interesse per proteggerci o per proiettarci nel futuro. I leader non esitano a sacrificare ciò che è loro per salvaguardare ciò che è nostro. E non sacrificherebbero mai il nostro a favore del loro. Ecco che vuol dire essere un leader. Significa andare per primo là dove c’è un pericolo, lanciarsi a testa bassa nell’ignoto. E quando siamo sicuri della loro protezione, Siamo pronti a marciare dietro di loro e a lavorare senza sosta per far venire alla luce la loro visione e chiamarci orgogliosamente loro seguaci."
Se anche a te piace la Leadership ti segnaliamo il nostro corso DA CAPO A CAPITANO che è disponibile anche online: se ti registri qui www.qualydea.thinkific.com puoi seguire la primissima lezione in omaggio.
Il KAIZEN è un metodo giapponese finalizzato al miglioramento continuo. Molto noto nel mondo dei sistemi qualità, il termine deriva dalle parole KAI (cambiamento) e ZEN (migliore).
Robert Maurer è uno psicologo e docente americano che ha avuto l'intuizione brillante di portare questa metodologia nell'ambito industriale a quello personale sottolineando l'importanza dei piccoli passi.
“In effetti, un numero sorprendente di miei pazienti percepisce a livello intuitivo ciò che io ho capito solo dopo anni di osservazioni: il cambiamento graduale e non traumatico aiuta la mente umana ad aggirare le paure che ostacolano la creatività e la realizzazione personale. Così come chi vuole prendere la patente, che prima si esercita in un parcheggio vuoto provando i comandi e guidando per pochi minuti alla volta, anche i miei pazienti imparano a gestire i microcambiamenti in ambienti in cui si sentono sicuri e non minacciati.”
Simon Sinek nel suo "Trova il tuo perchè" ci spiega che ogni azienda nasce con un "perchè" forte che poi spesso viene soppiantato dal "che cosa". Infatti ci racconta che "La crescita, lo sviluppo e i risultati di qualunque organizzazione possono essere rappresentati su un piano cartesiano formato da due assi: il primo corrisponde al tempo, il secondo a un altro parametro, di solito il guadagno economico. Quando un’organizzazione viene fondata, quello che fa è strettamente legato a perché lo fa, anche se non ha formulato chiaramente il proprio PERCHÉ.
Mentre l’organizzazione cresce, i CHE COSA e il PERCHÉ crescono di pari passo. Ma quando il giro d’affari aumenta considerevolmente e i dipendenti diventano sempre più numerosi, ecco che la frattura diventa un pericolo concreto.
Quando l’azienda è piccola, il fondatore sceglie di persona i dipendenti e trasmette loro la sua visione. Man mano che l'impresa cresce, le cose cambiano. Il fondatore incarica qualcuno di selezionare e gestire il personale."
Johan Cruyff nel suo libro LA MIA RIVOLUZIONE fornisce alcuni trucchi per creare un ambiente di lavoro pronto per la vittoria.
"Creai un rapporto aperto con la stampa chiedendo però di riportare con precisione quello che i giocatori e il sottoscritto dicono.
Aprii anche gli allenamenti al pubblico e questo migliorò l’atmosfera e rafforzò il legame con i tifosi. A volte sfruttai la cosa a mio vantaggio: per esempio, prendevo un giocatore destrorso che si stava dando un po’ troppe arie e lo facevo tirare di sinistro. La palla andava da tutte le parti e il pubblico si sbellicava dal ridere. Problema risolto: il giocatore in questione abbassava subito le ali.
Lavorai per prima cosa sui piccoli errori. Raramente sono i grandi sbagli a causare un problema, molto più spesso si tratta di piccole disattenzioni, ed è lì che comincia il lavoro dell’allenatore. Per questo allenavo stando in mezzo ai giocatori, perché si notano più cose ed è possibile intervenire in maniera più incisiva."
Oggi parliamo di CERVELLO, una macchina straordinaria di cui si conosce ancora relativamente poco.
"L’hardware cerebrale, composto da atomi e molecole arrangiati in maniera ingegnosa, impacchetta circa 86 miliardi di neuroni in un encefalo di un chilo e mezzo. Siccome ogni neurone può fare fuoco e inondare di segnali migliaia di neuroni adiacenti anche 200 volte al secondo, c’è chi ha stimato che il cervello possa eseguire fino a 38 milioni di miliardi di operazioni al secondo.
Quella storia che gli esseri umani usano soltanto il 10% del proprio cervello è una fandonia.
Ma il bello è che riesce a fare tutto questo, consumando neppure 13 watt/ora.
Nessun supercomputer al mondo può ancora battere la capacità di calcolo di un cervello umano (sono “calcoli” anche la vista, l’udito o l’immaginazione) tantomeno la sua straordinaria efficienza energetica. E questo è solo l’inizio."
Secondo Manfred Kets de Vries il tema della leadership ha un'alta valenza psicologica con tutti i rischi del caso. Ad esempi ci dice che "In molte aziende i subordinati cadono nel trabocchetto di credere di essere guidati da persone eccezionalmente dotate o, in assenza di una leadership reale, si rifiutano di riconoscere la vera situazione in atto nella speranza che tutto si aggiusti per pura magia.
Nel rapporto leader-gregario si vede spesso solo quello che si vuol vedere. Il prezzo di tutto questo è una falsa percezione della realtà e una tendenza a prendere decisioni disfunzionali.
Molti leader non si oppongo a questo processo, l'ammirazione dei gregari può rivelarsi estremamente soddisfacente. Alla fine siamo tutti un pò narcisisti"
Oggi parliamo di talento prendendo spunto dal mondo dello sport.
Si parla molto del film documentario "Il divin codino" che è anche un libro in cui si racconta la storia di Roberto Baggio.
Nel primo capitolo, si parla dell'ammirazione di Baggio per Zico, il grande campione brasiliano e vien raccontato questo aneddoto che indica molto bene la cura e l'attenzione per i dettagli che hanno i fuoriclasse.
"Qualche anno più tardi Zico venne a giocare in Italia, all’Udinese, e Roberto Baggio chiese al papà di portarlo in Friuli per vedere dal vivo le sue famose punizioni.
Gli raccontarono che al primo allenamento Zico decise di allenarsi con la barriera mobile. Calciò cinque punizioni, e per cinque volte consecutive colpì la traversa. Allora chiamò il magazziniere e gli disse di controllare l’altezza della porta, perché doveva esserci qualcosa che non andava. Il magazziniere prese il metro e andò subito. Misurò e fece una scoperta: la traversa era 4 centimetri più bassa dell’altezza regolamentare."
John Maxwell la chiama LEGGE DEL COPERCHIO e questa legge è la ragione per cui le persone ottengono più successo di altre.
In pratica "La tua capacità di leadership limita il tuo successo, ovvero non puoi avere successo al di sopra del tuo livello di leadership."
La Leadership diventa il coperchio che definisce le performance di ciascuno di noi: maggiore sarà il nostro livello di leadership e maggiori saranno le nostre performance.
Nel libro John Maxwell cita ad esempio Steve Jobs e Steve Wozniak i due confondatori di Apple.
Tecnicamente, Wozniak aveva una competenza superiore a quella di Jobs ma Apple è cresciuta grazie al carisma (seppur molto controverso) di Jobs.
Il nostro livello di Leadership determina il limite del nostro successo.
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Se ti interessa approfondire l'argomento LEADERSHIP, ti invitiamo su www.qualydea.club: troverai il nostro corso DA CAPO A CAPITANO e registrandoti potrai seguire la prima lezione in omaggio. :-)
"Le domande più produttive sono quelle che ci focalizzano sulle soluzioni invece che sui problemi che ci mettono nelle condizioni di evolverci invece che limitarci.
Invece di chiederci «Perché non riesco mai a dimagrire?», una domanda molto più produttiva potrebbe essere: «Come posso dimagrire?’ Ovviamente in questo caso il focus viene spostato subito sulla ricerca di soluzioni ed il presupposto è che posso dimagrire.
Se la domanda diventasse «Come posso dimagrire divertendomi?» adesso non solo è sottinteso che posso, ma che addirittura posso farlo divertendomi!
Posso dimagrire praticando uno sport che mi piace oppure iscrivendomi a un corso di salsa oppure a uno di cucina naturale, così da potermi divertire a sperimentare nuove ricette salutari e a basso contenuto calorico!
La grande differenza tra le persone sta nelle domande che si fanno; perciò impara a dialogare con te stesso nel modo più produttivo possibile in modo da accedere alle tue risorse e al tuo potere personale per utilizzarli al meglio.”
CONVERSAZIONI CHE NON INTERESSANO
Tutti abbiamo sperimentato l'esperienza di conversazioni una persona logorroica oppure terribilmente sfuggente o magari timida. Oppure, al contrario, ci è capitato di restare a bocca asciutta e di essere “stroncati” mentre avremmo avuto voglia di chiacchierare ancora un po’ Uno studio concluso lo scorso marzo ha evidenziato come queste situazioni siano estremamente diffuse e nel 70% dei casi, su 900 conversazioni oggetto d’esame, le persone coinvolte hanno affermato che quelle chiacchierate durassero più di quanto avrebbero voluto.
Spesso per timore di offendere, rimaniamo bloccati in conversazioni che non ci interessano, non ci piacciono e non ci stimolano.
Purtroppo, però, sembra anche che nel 60% dei casi, se qualcuno manda dei segnali per cercare di far terminare il discorso, il messaggio vada a vuoto.
--> Con il post di oggi, #qualyBooks va in vacanza con l'augurio di riposare e di poter ricaricare tutti le batterie. Ci ritroviamo a settembre!
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Il 14 settembre #qualyBooks compie un anno di vita e siamo contenti di aver condiviso 61 consigli di lettura con te. Dal compleanno, #qualyBooks cambierà le sue fonti e si concentrerà sullo sport: i contenuti ed i consigli di lettura che ti proporremo, infatti, proverranno quasi integralmente dal mondo dello sport. Ci siamo portati avanti cambiando l'icona ed aggiornando la descrizione del canale. Oggi non condividiamo un consiglio di lettura ma un video in cui Marcelo Bielsa (allenatore considerato da moltissimi un autentico MAESTRO) ci parla dei risultati, di quanto siano importanti e di come sia opportuno valutarli rispetto al MERITO nel conseguirli. Buona estate e buone letture!
VOLEVO SOLO FARE IL MIO LAVORO
Il 14 settembre #qualyBooks ha compiuto il suo primo anno di vita e riparte modificando la sua linea editoriale dedicando spazio soprattutto a consigli di lettura presi dal mondo dello sport ed utili per quello del business.
Oggi parliamo dell'atteggiamento giusto da tenere per fare una grande performance, per esempio battere un record in una gara di velocità.
Su questo, Usain Bolt ha delle priorità ben definite.
"Sapevo che per stabilire un primato, un atleta deve restare tranquillo, rilassato e sereno. Avere grandi ambizioni come battere un record del mondo non fa che metterti sotto pressione. La pressione genera stress, e lo stress impedisce di correre bene.
Quando ho battuto il record del mondo sui 100 metri a New York la mia mentalità era l’esatto opposto. Non vedevo l’ora di gareggiare e volevo battere gli altri, ma il tempo non era nei miei pensieri. Per prima cosa bisognava vincere, soltanto poi si poteva pensare al cronometro.
Volevo solo fare il mio lavoro."