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Consigli di lettura per il business per te dal team qualydea®
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L'importanza delle piccole cose
"Se la mattina vi fate il letto, avrete portato a termine il primo compito della giornata. Questo vi darà una sensazione di orgoglio e vi incoraggerà a concluderne un altro, e poi un altro ancora. Farsi il letto, inoltre, rimarca la consapevolezza che nella vita le piccole cose contano. Se non sapete fare bene le piccole cose, non ne farete mai di grandi."
Qui trovi il discorso dell'ammiraglio William McRaven ai laureandi dell'Università del Texas https://youtu.be/rBmz7h8kSa8
Perchè è importante la fiducia (anche) nel business?
Simon Sinek - che nella foto mi sta autografando la MIA copia speciale del libro IL GIOCO INFINITO 😍 - scrive che “Niente e nessuno può dare ed essere sempre al 100%. Se non riusciamo a essere onesti e a fidarci l’uno dell’altro nei momenti più difficili del percorso, quelli in cui avremmo bisogno di aiuto, non andremo molto lontano".

👉 Cosa deve fare un leader per creare un clima di fiducia nel suo team?
"Dobbiamo modellare il comportamento che vogliamo vedere, incentivare le azioni capaci di costruire la fiducia, dare alle persone la responsabilità di essere libere e tutto il sostegno di cui hanno bisogno per crescere nel loro lavoro. È la combinazione tra i valori a cui diamo importanza e le nostre azioni a stabilire la cultura di un’organizzazione.”
Cosa sostiene la Legge di Parkinson?
"Il lavoro dura sempre quel tanto che è necessario a colmare il tempo disponibile per compierlo".Ad esempio "a una vecchia signora che in vita sua non hai avuto molto da fare, può occorrere una giornata intera a spedire una cartolina"
Quindi "un'operazione che richiederebbe 3 minuti in tutto ad un uomo che ha da fare, può all'opposto mettere a terra un'altra persona."
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👉 Un'applicazione della legge di Parkinson in azienda?
Le riunioni! Infatti spesso i meeting durano almeno la durata prevista a prescindere dalla loro efficacia!😫
Vuoi saperne di più? https://www.udemy.com/course/meeting-7-passi/
Oggi parliamo dei PROBLEMI.... uno degli argomenti più antipatici di noi esseri umani. Ci piacerebbe poter vivere sereni senza, appunto, alcun pensiero. Eppure, potrebbe anche non essere così.
Ad esempio, una bella immagine del ruolo dei problemi viene da Sebastiano Zanolli che scrive "Voglio proporvi una metafora, per capire ancora meglio l’argomento: i problemi sono onde, la vita è il mare.
Le onde esistono perché c’è il mare e perché sopra e sotto il mare operano alcune forze. Il mare senza onde è uno stagno calmo ma morente."
In moltissimi libri si parla di quanto le nostre abitudini abbiano un profondo ruolo nella nostre vite.
Aristotele diceva che "Noi siamo quello che facciamo ripetutamente".
La vera sfida quindi è trasformare azioni ed atteggiamenti che possono portare a risultati positivi in abitudini ed in diversi libri compare la durata di 21 giorni come necessaria per creare una abitudine.
Da dove nasce questo numero ricorrente?
"Il mito dei 21 giorni deriva probabilmente da Psicocibernetica, un libro del 1960 scritto dal chirurgo estetico Maxwell Maltz. Il medico aveva osservato che i pazienti che subivano amputazioni impiegavano in media 21 giorni per adattarsi alla perdita di un arto. Di conseguenza, elaborò la teoria secondo la quale l’essere umano necessita di 21 giorni per adattarsi a qualsiasi cambiamento importante investa la sua vita."
Marco Belinelli (è quello più bello e più alto nella foto😀) è stato il primo italiano a vincere l'NBA nel 2014 con i San Antonio Spurs.
Nel suo libro "Alla fine ho vinto" scrive una frase che conferma quanto il mondo dello sport abbia da insegnare a quello del business, sempre alla ricerca della vision, della brand identity, del coinvolgimento del team "Chi non è in grado, non si impegna, non è adatto o per qualsiasi motivo fa prevalere altre ragioni a quelle del gruppo viene presto fatto fuori. Questa è la realtà agli Spurs: è una famiglia e come tale va vissuta. Se ci stai dentro ti dà tanto come nessun altro team nella lega."
Produttività personale!
Il suo aumento è un obiettivo importante per tutti noi professionisti e manager, vero?
Timothy Ferriss nel suo "4 Ore a settimana" dedica diverso spazio a tecniche, strumenti ed approccio per fare di più in meno tempo.

👉“Esistono due approcci sinergici all’incremento della produttività, che sono l’uno il rovescio dell’altro:
(1) Limitare i compiti all’essenziale per abbreviare il tempo di lavoro (80/20).
(2). Abbreviare il tempo di lavoro per limitare i compiti all’essenziale (legge di Parkinson).
La soluzione migliore consiste nel fare ricorso a entrambi: identificare i pochi compiti critici che contribuiscono alla maggior parte delle entrate e programmarli con scadenze molto ravvicinate e definite.”

👍 Abbiamo già parlato della legge di Parkinson in un post precedente, la legge 80/20 di cui si parla è chiamata anche Legge o Principio di Pareto (https://it.wikipedia.org/wiki/PrincipiodiPareto) e trova applicazione in quasi tutti i processi aziendali.
Vuoi saperne di più? Qui https://www.udemy.com/course/problem-solving-7-tecniche/ potrai seguire una lezione in omaggio in cui si parla del Principio di Pareto. Enjoy!👍
Si impara parecchio dalle storie del passato ed in questo post parliamo dell'esercito Spartano. Simon Sinek ci dice infatti che
"Gli spartani erano temuti e rispettati per loro forza, il loro coraggio e la loro resistenza. Ma il potere dell’esercito spartano non derivava dalle punte aguzze delle lance, bensì dalla durezza degli scudi. Perdere lo scudo in battaglia era il peggior crimine di cui uno spartano potesse macchiarsi. Perchè? Elmetto e petto servono a proteggere se stessi, ma lo scudo è usato per proteggere l’intera schiera”.
Nel post di oggi parliamo di tipi diversi di leader secondo il pensiero di un allenatore di calcio molto vincente come Carlo Ancelotti.
“Di solito io li divido in due categorie: i leader caratteriali e i leader tecnici. I primi usano la loro personalità forte, sono dei gran chiacchieroni e parlano tanto con i compagni, spesso gridando da una parte all’altra del campo e dando una mano a tutti. Sono sempre positivi e senza paura, pronti a fare un passo avanti quando è necessario.
I leader tecnici invece sono più taciturni, ma fungono da esempio. Sempre molto professionali, sono i modelli dei più giovani, quelli che ne sanno di più. Si allenano e giocano senza risparmiarsi, e sul campo si comportano in maniera corretta, secondo lo spirito del club.
Nel corso degli anni ho constatato che avere nello spogliatoio una combinazione di questi due tipi di leader è molto utile, anche se non è detto che le qualità si escludano a vicenda: un ragazzo può avere una personalità forte ed essere pure un grande esempio."
ERRORE.
Quanto ci piace poco questa parola, vero?
Nel mondo del business, poi, è terribile e suona nella nostra testa come qualcosa a volte di definitivo.
Sebastiano Zanolli ci fornisce una chiave di lettura diversa, enfatizzando il ruolo dell'azione dopo l'errore che può cambiare il destino che pareva già scritto.
"Lo riassumo con una citazione di Miles Davis: “Non è la nota che suoni a essere sbagliata, è la nota che suoni dopo che la rende giusta o sbagliata”.
Gli sbagli, insomma, hanno un significato tanto più costruttivo quanto più adeguata è l’azione successiva.”
Per moltissimi manager e professionisti, la gestione dello stress è un argomento di grande interesse.
Come possiamo gestire la pressione senza esserne travolti?
Il mondo dello sport ci viene in aiuto, in questo post direttamente Marco Van Basten che ci consiglia di affidarci alle abitudini collaudate:
“Come calciatore hai tutto da perdere, visto che se segni avrai fatto soltanto il tuo dovere. Il trucco sta nel saper mettere da parte lo stress, affidarsi alla propria routine collaudata, fare ciò che sai fare. Per dare il meglio basta tenersi pronti e «lasciare che accada». Di più non puoi fare, e spesso è anche meglio non farlo.”
Oggi parliamo di un tema sempre più di attualità nel mondo del business: la squadra e la sua importanza.
Un proverbio africano ci dice ad esempio che "da soli si va più veloci ma insieme si va più lontano".🙌

👉L'importanza della squadra è un tema presente anche nell'antichità.
Esopo (VI secolo a.C) infatti scriveva questo:

"Un leone cacciava su un terreno nel quale spesso pascolavano quattro buoi. Più d’una volta provò ad attaccarli; ma quando si avvicinava loro, i buoi rivolgevano la coda dell’uno verso quelle degli altri; così, da qualunque direzione il leone provasse ad attaccare, si trovava sempre di fronte le puntute corna di un animale. Un malaugurato giorno, però, i buoi litigarono accusandosi a vicenda; poi andarono a pascolare ognuno nel più riposto cantone della prateria. A quel punto il leone poté attaccarli e li divorò l’uno dopo l’altro".
Quanto è importante l'ATTEGGIAMENTO?
Tantissimo secondo uno sportivo di grande successo come Javier Zanetti - che ho avuto il piacere di incontrare un anno fa - che nel suo libro VINCERE MA NON SOLO dice che "Si gioca come si vive. E nel corso della mia carriera ho avuto mille volte modo di riscontrarlo. La vita e lo sport seguono le stesse regole e hanno, in fondo, un’unica morale: puoi barare con tutti, ma non potrai mai barare con te stesso. Per questo penso che, al netto del talento specifico per un qualunque sport, per una qualunque attività, la strada per una vita da campioni sia alla portata di ciascuno: perché «Non ce la posso fare» è quasi sempre un alibi per non provarci neanche. E invece io sono convinto che «provarci» sempre e comunque sia il solo modo per essere uomini. E che essere uomini – anche se non necessariamente campioni – sia l’unico vero scopo della nostra vita."
Come superare le difficoltà? Secondo William McRaven - ammiraglio statunitense ed autore del best seller FATTI IL LETTO - “La vita è costellata di momenti difficili. Ma c’è sempre qualcuno a cui va peggio che a voi. Se passate le giornate a commiserarvi, a lamentarvi per come siete stati trattati, a maledire il destino, dando la colpa a qualcun altro o a qualcos’altro, allora la vita sarà lunga e difficile. Ma se vi rifiutate di rinunciare ai vostri sogni e affrontate le avversità a testa alta… allora la vita sarà ciò che voi ne fate… e potete renderla eccezionale. Non suonate la campana, mai e poi mai!
Ricordate: iniziate ogni giorno portando a termine un compito. Trovate qualcuno che vi aiuti nel corso della vita. Rispettate tutti. Sappiate che la vita non è giusta e che spesso fallirete. Ma se correte qualche rischio, se reagite nei “momenti più difficili, se affrontate i prepotenti, vi schierate con gli oppressi e non rinunciate allora potrete cambiare la vostra vita in meglio!”
Oggi parliamo dell'importanza del team prendendo in esame la squadra di rugby più vincente della storia, gli All Blacks.
“Questa è l’essenza di un team: lavorare sodo l’uno per l’altro, in armonia, senza dissidi, reprimendo l’ego individuale a favore di una causa più grande. In questo modo le persone lavorano le une per le altre, piuttosto che per la gloria individuale. Tra gli All Blacks gli standard elevati sono fondamentali e sono messi in pratica dai giocatori stessi, che sono ritenuti affidabili per lo svolgimento del compito. Il successo può essere fatto risalire ai legami tra i membri del team e alla loro mentalità collettiva, il che vale per tutte le organizzazioni vincenti. I grandi leader proteggono spietatamente la propria gente, incoraggiano il legame, la collaborazione e la comproprietà, alimentando un ambiente sicuro, fatto di fiducia, rispetto e senso di famiglia.”
La tecnologia ed il fallimento
Simon Sinek nel libro IL GIOCO INFINITO ci spiega il rapporto che esiste fra la tecnologia ed il fallimento, il progresso tecnologico viene considerato infatti una causa che porta al fallimento di alcuni business.
"Non è la tecnologia a spiegare il fallimento. O meglio: più che dalla tecnologia in sé, dipende dall’incapacità dei leader nel prevedere il futuro del loro business in un mondo in continua evoluzione. È dunque il risultato di una visione miope. E questa miopia è una condizione intrinseca di quei leader che giocano con una predisposizione mentale finita. A dirla tutta, il propagarsi di questo tipo di miopia negli ultimi cinquant’anni può essere fatto risalire al pensiero filosofico di un’unica persona."
Quante volte affrontiamo discussioni motivati dal voler dimostrare di avere ragione? Si tratta di un comportamento molto umano che ci porta a pochi risultati secondo Dale Carnegie.
"Ho assistito a migliaia di discussioni, come spettatore e come partecipante, e ne ho visto gli effetti. Sono giunto alla conclusione che esiste un solo modo di uscirne vincitore: evitarle. Evitarle come se fossero serpenti a sonagli. Quando Theodore Roosevelt era alla Casa Bianca, disse che per lui il massimo sarebbe stato di trovarsi dalla parte della ragione il 75% delle volte. Se questa era l'aspirazione più alta di uno degli uomini più in gamba del XX secolo, che aspettarsi da noi, miseri mortali?
Con la certezza di non sbagliare il 55% delle volte, si guadagnerebbe un milione di dollari al giorno a Wall Street. Se non si è sicuri di questa percentuale, perché dire al prossimo che è in errore? Per far questo basta uno sguardo, una certa intonazione di voce o un gesto, eloquenti quanto delle parole”
In molte aziende si parla di VISION e di MISSION. Secondo Jack Welch (ex CEO di General Electric) c'è un prerequisito a monte.
“Chi non ha in mente una mission ufficiale che dica: «L’azienda XYZ apprezza la qualità e il servizio» o «L’azienda tal dei tali è orientata al cliente»? Ditemi voi quale azienda non apprezza la qualità e il servizio, o non si concentra sui suoi clienti! E chi non conosce almeno un’azienda che abbia dedicato un’infinità di ore a un dibattito carico di emozionalità per poi ritrovarsi con dei valori che, nonostante le buone intenzioni, danno l’impressione di “essere ricopiati da un generico elenco di virtù tra cui «l’integrità, la qualità, l’eccellenza, il servizio e il rispetto»?
Andiamo, tutte le aziende decenti vogliono queste cose! E francamente, l’integrità è solo il biglietto per entrare nel gioco.
Se non l’avete nel vostro Dna, non dovreste neanche essere ammessi alla competizione.