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@turtlecute33
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🔥 Il mercato delle VPN è appena stato rivoluzionato da un nuovo player che sembra davvero intenzionato a rimescolare le carte in tavola!

🧡 È da oltre un anno che seguo gli sviluppi di questo progetto e, dopo aver testato le prime versioni Alpha e Beta, ora che sta diventando stabile, voglio finalmente parlarvi di Obscura VPN.

🍂 Il problema principale delle VPN commerciali è che hanno un singolo punto di fallimento: se servizi come IVPN, Proton o Mullvad collaborano con un governo, la tua privacy e i tuoi dati sono a rischio.

🆚 Obscura risolve questo problema introducendo un hop iniziale nella connessione VPN:

Telefono → Obscura → Mullvad → Internet


In questo modo, Obscura conosce il tuo IP ma non sa dove navighi, mentre Mullvad sa dove vai ma non chi sei.

🟠 Questo setup garantisce una buona velocità, stabilità e un livello di privacy superiore. Prima dell'arrivo di Obscura, consigliavo agli utenti più esperti di replicare qualcosa di simile utilizzando una VPS a noleggio.

🦊 Al momento il servizio è ancora giovane e non perfetto, ma già utilizzabile come VPN principale. L'app proprietaria (open source) è attualmente disponibile solo per macOS, mentre su Android, Windows e Linux si può usare in combinazione con WireGuard.

🧶 In futuro sono previsti anche protocolli anti-censura e tecnologie che rendono più difficile il riconoscimento del traffico VPN, come QUIC. Per ora adoro veramente il progetto e continuerò a seguirne gli sviluppi da vicino.

PS: magari non é chiaro, con Obscura in automatico la connessione passa per i loro server e poi attraverso Mullvad. Non serve avere ANCHE Mullvad. É tutto incluso in un unico abbonamento (ovviamente accettano LN).
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🌟 Una nuova app di messaggistica si aggiunge al giá largo gruppo di software open source per comunicare in maniera crittografata, ma questa volta c'é lo zampino di un italiano (o quasi)!

🌟 Si chiama White Noise ed é sviluppata da Jeff Gardner, un noto developer Nostr che parla un fluidissimo italiano e si vede a quasi tutte le conferenze bitcoin.

🌟 Il progetto é ancora acerbo ma si tratta di una chat criptata end-to-end ad alto livello di privacy e resistenza alla censura che sfrutta i relay nostr per funzionare.

🌟 Questo approccio non richiede dati personali (no email, telefono, nomi) e rende la creazione di account facilissima, paradossalmente potreste fare account usa e getta in pochi secondi continuamente. Il login e la ricerca di un contatto si effettua con chiave pubblica e privata.

🌟 Non penso useró questa app come daily driver ma seguiró sicuramente gli sviluppi (avevo testato addirittura qualche vecchia versione un paio di mesi fa quando era ancora super instabile).

🌟Per testarla potete mandarmi un DM mettendo la mia chiave pubblica nostr (giá che ci siete lasciate un follow). Al momento supporta solo testo, vedremo come si svilupperà!

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Vuoi sopravvivere alla giungla digitale che hai attorno? Ho scritto un manuale pratico proprio su questo tema.

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🌟 Transazioni sotto 1 s/Vb? La mempool era vuota da mesi e improvvisamente ci sono 80 MB di transazioni? Cosa sta succedendo?

🌟 Da qualche settimana, alcune mining pool hanno iniziato a minare transazioni sotto la soglia delle policy di mempool di 1 s/Vb, riducendo di fatto il costo minimo per fare una transazione Bitcoin di 10 volte. Ma perché lo stanno facendo?

🌟 In un periodo di mempool vuota (e quindi con guadagni più bassi per i miner), alcune pool hanno iniziato a includere transazioni che prima non venivano normalmente accettate, nel tentativo di racimolare qualche sats in più. Ormai, una grossa fetta dei miner le accetta regolarmente.

🌟 Per alcuni questo potrebbe essere spam, ma se una parte significativa di nodi e miner decide di accettare queste transazioni, nulla – a meno di azioni estreme – può fermarli o impedirglielo.

🌟 Di fatto, sempre più attori del protocollo stanno accettando questo nuovo standard. Prevedo che a breve anche alcuni wallet inizieranno a permettere agli utenti di inviare transazioni a, magari, 0.1 s/Vb.

🌟 Per alcuni è spam, per altri è un giusto retarget delle fee minime (in fondo, quando fu scelto 1 s/Vb, Bitcoin aveva tutt’altro valore). Di fatto, possiamo farci ben poco e questo diventerà probabilmente uno standard a breve.

Voi cosa ne pensate?

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👉 Braiins mini miner
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🌟 Troppo spesso, negli ultimi anni, ci siamo abituati ai cosiddetti SaaS (software as a service), ovvero a pagare per servizi online che raccolgono ogni dato personale (Spotify, Netflix, ecc).

🌟 Un argomento in controtendenza rispetto a tutto questo è il self-hosting, ovvero la gestione dei propri servizi personali su un server casalingo o a noleggio.

🌟 Self-hosting vuol dire possedere i propri dati personali salvaguardando la propria sicurezza e privacy. E' l'equivalente della self-custody di bitcoin ma nel mondo del software.

🌟 Ultimamente è un tema su cui mi sto veramente immergendo, sia per hobby che per lavoro e divertimento. Vi lascio qui una lista di software che ritengo super utili e senza i quali non saprei più vivere:

- N8n: è un software di cui vi ho già parlato in questo post, utile per automatizzare i task della vostra vita digitale quotidiana.

- Picoshare: è uno strumento leggerissimo per condividere file tra i vostri dispositivi o con gli amici.

- Vaultwarden: è un password manager compatibile con Bitwarden, eccezionale, multipiattaforma e comodissimo da usare.

- Omnitools: è un software self-hosted che offre centinaia di strumenti per modificare, ridimensionare e convertire ogni tipo di file e documento.

- SplitPro: una versione di Splitwise ma open-source e self hosted.

🌟 Il self-hosting ha anche i suoi rischi, come la sicurezza informatica e la perdita dei dati. Tuttavia, personalmente penso che un utente con un minimo di esperienza, con l'aiuto delle varie AI, possa gestire tranquillamente backup automatici e configurare setup di sicurezza come IP whitelisting e un reverse proxy ben fatto.

🌟 Esistono migliaia e migliaia di tool open source self-hostabili; se volete scoprire altri strumenti, lasciate i vostri preferiti nei commenti o date un'occhiata al subreddit r/selfhosting.

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🌟 Un nuovo tool di coinjoin si è affacciato sul mercato: si tratta di Ashigaru Terminal.

🌟 Nato dalle ceneri di Whirlpool (ex tool di coinjoin sviluppato da Samourai), è portato avanti da un gruppo di anonimi ed è distribuito solo su Tor.

🌟 Mi sono preso un paio di settimane per provarlo in testnet prima di fare una recensione.

🌟 Come esperienza d’uso è fatto molto bene: ha una UI chiara ed è molto facile da utilizzare. Non è obbligatorio avere un nodo (ma ci si deve connettere a un server Electrum; l’utente può scegliere se casuale, proprio o tra una lista).

🌟 Dal punto di vista della privacy segue lo stile, con pregi e difetti, di Whirlpool. Potrebbe essere un’opzione valida per il futuro, ma al momento ha pochissima liquidità ed è in fase di test, quindi caldamente sconsigliato se non per motivi di prova.

🌟 Se volete analizzare la liquidità sul protocollo, potete consultare questa pagina. Il sito del progetto è questo, i download sono raggiungibili solo sotto Tor.

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🌟 E se vi dicessi che il comando che probabilmente usate più spesso su Linux ha una codebase enorme e piena di potenziali superfici d’attacco?

🌟 Parliamo di sudo, il comando predefinito in quasi tutte le distribuzioni per concedere privilegi di root durante l’esecuzione di un comando. Pur essendo potente, sudo ha una base di codice molto vasta e una miriade di opzioni di personalizzazione che, per il 99% degli utenti, sono inutili.

🌟 Questo lo rende non solo un "pachiderma", ma anche contrario a uno dei principi fondamentali della sicurezza informatica: il minimalismo. Meno codice significa quasi sempre meno superficie d’attacco.

🌟 Quello che pochi sanno è che esiste un’ottima alternativa proveniente dal mondo BSD: doas.

🌟 doas è l’antitesi di sudo: minimale, pulito e leggero. Offre le funzionalità essenziali in una codebase ordini di grandezza più piccola, mantenendo un alto livello di revisione del codice.

🌟 Lo consiglio a quasi tutti gli utenti Linux. È un cambiamento semplice che può contribuire a migliorare la sicurezza del sistema.

🌟 Come installarlo?
Il processo è semplice: basta installare il pacchetto, configurarlo per specificare quali utenti possono usarlo e, facoltativamente, creare un alias. Così, anche digitando sudo nel terminale, verrà eseguito doas, permettendovi di mantenere le abitudini ma con un software più sicuro e minimale.

🌟 Per l’installazione vi lascio i riferimenti alle guide ufficiali per Debian e Arch Linux.

E voi? Avete mai provato doas?
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🧡 Ho scritto una nuova guida pratica e completa dedicata alla privacy con Bitcoin!

🦊 Negli ultimi anni ho capito quanto sia difficile spiegare in modo chiaro come usare Bitcoin in modo davvero privato: la tecnologia è complessa, piena di dettagli tecnici e rischia di confondere soprattutto chi inizia da zero.

🔥 Per questo ho scritto un manuale dedicato: una guida che ti accompagna passo dopo passo, dalle basi del protocollo ai migliori strumenti per proteggere la tua identità, gestire gli UTXO, usare Lightning, Coinjoin, swap e altre tecniche avanzate.

🍁 Il manuale è in formato PDF di circa 70 pagine, con immagini e schemi dei tipi di transazione, ricco di esempi, link e consigli pratici. È pensato per essere utile sia a chi è alle prime armi sia a chi vuole migliorare le proprie abitudini e rafforzare la propria privacy.

👉 La trovi in vendita qui: guida.priorato.org

(Per come funziona BtcPayServer ho dovuto creare store separati per ogni guida: chi si è perso il primo manuale dedicato alla privacy digitale, può acquistare il bundle a prezzo scontato)
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É uscita una nuova puntata de "la storia di bitcoin" con il buon Giacomo zucco 🔥

Potere ascoltarla su tutti i podcast player!

👉 Spotify
👉 Apple podcast

Se siete amanti della privacy vi consiglio di cercarlo tramite AntennaPod.

Guide su privacy digitale e bitcoin
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🌟 È da mesi che si parla di Core, Knots e della tanto discussa versione Core 30.0. Poiché la conversazione sui social è ormai degenerata in isteria e disinformazione, a mio avviso inaccettabili, voglio condividere il mio punto di vista sulla questione.

🌟 In questi mesi si sono visti parecchi scivoloni da entrambe le “fazioni” in conflitto, e il dialogo è praticamente inesistente. Knots spinge su un piano morale (lo spam è inaccettabile), mentre Core si concentra sull’aspetto tecnico (non c’è modo di fermare lo spam, quindi conviene renderlo almeno meno dannoso per il protocollo).

🌟 La nuova versione di Core è stata rilasciata e introduce diversi cambiamenti sostanziali:

- Rimossi di default i limiti precedenti al campo OP_RETURN
- Impostata di default la fee minima di una transazione a 0.1 s/VB
- Corrette cinque vulnerabilità di sicurezza minori
- Sviluppata una nuova interfaccia di comunicazione compatibile nativamente con Stratum V2

🌟 Dovresti aggiornare?
Non mi sento di consigliare apertamente a nessuno di eseguire la nuova versione 30.0. È una decisione personale e soggettiva, ma secondo me al momento Knots non rappresenta un’alternativa valida a Core per gestire un full node Bitcoin.

🌟 Motivi principali:
- Disattivazione automatica del nodo se non aggiornato
- Modifiche alla rete P2P introdotte senza test o sperimentazioni adeguate
- Numerosi altri cambiamenti poco o per nulla verificati, non semplici “patch” come spesso si sente dire

🌟 Non consiglierei Knots a nessun node runner, soprattutto se utilizza applicativi di terze parti come mining pool o nodi Lightning.

🌟 Se e quando Knots offrirà soluzioni tecniche reali per contrastare lo spam, e non solo marketing su Twitter, potrà diventare un’opzione valida per chi desidera mantenere un nodo Bitcoin domestico.

🌟 Al momento, mantenere la versione Core 29.0 permette di avere un software recente, aggiornato e sicuro. Le versioni precedenti contengono bug di sicurezza che verranno divulgati la prossima settimana, mentre le più nuove, come la 29.1, includono già modifiche relative allo “spam”, come il supporto alle transazioni sotto 1 s/VB.

🌟 Dedicherò presto un ultimo episodio del podcast a questo tema, per spiegare in modo esaustivo il mio punto di vista.

🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟

Guide su privacy digitale, bitcoin & SIM no Kyc
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